Forwarded from Miracolo a Milano
Le mortali consegne di aiuti a Gaza. Le truppe israeliane hanno ripetutamente sparato vicino al sito di distribuzione di cibo (New York Times)
Siamo a Khan Yunis, di ritorno da un "centro di distribuzione", e a parlare è il marito di Reem Zeidan, martire palestinese, una delle tante vittime degli attacchi israeliani effettuati nelle ultime settimane sulle colonne di affamati, radunatesi nella speranza, tradita, di ricevere aiuti umanitari. https://www.theguardian.com/news/ng-interactive/2025/jun/07/story-of-a-mother-shot-dead-searching-for-food-in-gaza
Politico: "Almeno 31 persone sono state uccise e più di 150 sono rimaste ferite domenica, quando civili diretti a un centro di distribuzione di aiuti a Gaza sono stati colpiti da armi da fuoco [...] I testimoni hanno affermato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sulla folla a circa un chilometro da un centro di distribuzione di aiuti gestito da una fondazione sostenuta da Israele." Una fra tutte, la Gaza Humanitarian Foundation, sede in Delaware, fondata quest'anno con il sostegno dell'amministrazione Trump e del governo israeliano e già accusata di "coprire israele nel suo tentativo di depopolare Gaza dai palestinesi".
Chi l'avrebbe mai detto che lasciare il controllo degli aiuti umanitari alle stesse forze di occupazione, agli statunitensi e a contractor militari privati si sarebbe tramutato in ulteriore carneficina? Che "unire armi e cibo" potesse rappresentare "un rischio per i palestinesi" era chiaro anche ai tiepidi "operatori umanitari" occidentali, ma questa volta i sionisti si sono superati: muovere la popolazione palestinese con evacuazioni o con la promessa degli aiuti, per poi spararle quando si raduna negli stessi luoghi "sicuri" indicati ufficialmente da Tel Aviv.
La coincidenza tra la presenza dei "centri di distribuzioni" ma soprattutto tra gli ordini di evacuazione e le tempistiche dei bombardamenti non è passata inosservata, nemmeno al Forensic Architecture, un gruppo di ricerca multidisciplinare inglese specializzato nella ricostruzione di "casi di violenza di stato e violazioni dei diritti umani" tramite l'utilizzo di tecniche architettoniche e geografiche.
"FA ha documentato", nel report pubblicato sul proprio sito, "un pattern in cui ai civili è stato ordinato di spostarsi in determinate aree tramite ordini di evacuazione ufficiali, solo per vedere l'esercito israeliano attaccare le stesse aree poco dopo, o lo stesso giorno dell'ordine di evacuazione o il giorno dopo ancora." https://frames.forensic-architecture.org/gaza/updates/attacks-following-evacuation-orders-in-areas-where-civilians-were-directed-to
E alla premeditazione strategica, come documentato anche dal Guardian, si aggiunge la consueta barbarie disumana dei soldati, che ridono e "filmano le persone che litigano per gli aiuti e, una volta terminati, lanciano gas lacrimogeni per disperdere la folla. Ho visto sfollati che non potevano ricevere aiuti raccogliere pasta dalla sabbia."
https://t.me/canalemiracolomilano
"Per sei giorni, io e mia moglie siamo andati lì e siamo tornati senza niente", ha detto Mohammad. "Lei ha insistito per andarci [di nuovo], sperando che avremmo trovato almeno un chilo di farina. Invece, è tornata coperta di sangue, avvolta in un sudario."
Siamo a Khan Yunis, di ritorno da un "centro di distribuzione", e a parlare è il marito di Reem Zeidan, martire palestinese, una delle tante vittime degli attacchi israeliani effettuati nelle ultime settimane sulle colonne di affamati, radunatesi nella speranza, tradita, di ricevere aiuti umanitari. https://www.theguardian.com/news/ng-interactive/2025/jun/07/story-of-a-mother-shot-dead-searching-for-food-in-gaza
Politico: "Almeno 31 persone sono state uccise e più di 150 sono rimaste ferite domenica, quando civili diretti a un centro di distribuzione di aiuti a Gaza sono stati colpiti da armi da fuoco [...] I testimoni hanno affermato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sulla folla a circa un chilometro da un centro di distribuzione di aiuti gestito da una fondazione sostenuta da Israele." Una fra tutte, la Gaza Humanitarian Foundation, sede in Delaware, fondata quest'anno con il sostegno dell'amministrazione Trump e del governo israeliano e già accusata di "coprire israele nel suo tentativo di depopolare Gaza dai palestinesi".
Chi l'avrebbe mai detto che lasciare il controllo degli aiuti umanitari alle stesse forze di occupazione, agli statunitensi e a contractor militari privati si sarebbe tramutato in ulteriore carneficina? Che "unire armi e cibo" potesse rappresentare "un rischio per i palestinesi" era chiaro anche ai tiepidi "operatori umanitari" occidentali, ma questa volta i sionisti si sono superati: muovere la popolazione palestinese con evacuazioni o con la promessa degli aiuti, per poi spararle quando si raduna negli stessi luoghi "sicuri" indicati ufficialmente da Tel Aviv.
La coincidenza tra la presenza dei "centri di distribuzioni" ma soprattutto tra gli ordini di evacuazione e le tempistiche dei bombardamenti non è passata inosservata, nemmeno al Forensic Architecture, un gruppo di ricerca multidisciplinare inglese specializzato nella ricostruzione di "casi di violenza di stato e violazioni dei diritti umani" tramite l'utilizzo di tecniche architettoniche e geografiche.
"FA ha documentato", nel report pubblicato sul proprio sito, "un pattern in cui ai civili è stato ordinato di spostarsi in determinate aree tramite ordini di evacuazione ufficiali, solo per vedere l'esercito israeliano attaccare le stesse aree poco dopo, o lo stesso giorno dell'ordine di evacuazione o il giorno dopo ancora." https://frames.forensic-architecture.org/gaza/updates/attacks-following-evacuation-orders-in-areas-where-civilians-were-directed-to
E alla premeditazione strategica, come documentato anche dal Guardian, si aggiunge la consueta barbarie disumana dei soldati, che ridono e "filmano le persone che litigano per gli aiuti e, una volta terminati, lanciano gas lacrimogeni per disperdere la folla. Ho visto sfollati che non potevano ricevere aiuti raccogliere pasta dalla sabbia."
https://t.me/canalemiracolomilano
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Durante il ricevimento della laurea honoris causa dall'Università di Manchester, Pep Guardiola, famoso allenatore di calcio, ha parlato di Gaza e delle migliaia di bambini palestinesi uccisi dall'occupazione israeliana.
Guardiola ha poi raccontato un breve aneddoto, parlando del grande valore delle azioni, indipendentemente da quanto siano piccole.
Guarda qui:
https://en.mdn.tv/8VEs
Al Mayadeen
Guardiola ha poi raccontato un breve aneddoto, parlando del grande valore delle azioni, indipendentemente da quanto siano piccole.
Guarda qui:
https://en.mdn.tv/8VEs
Al Mayadeen
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Madleen. Se ho capito bene, prendere con le armi i civili in ostaggio è un crimine di guerra quando è Hamas a farlo.
Rima Hassan, l'eurodeputata francese, è stata sequestrata illegalmente a bordo della Madleen da uomini armati in acque internazionali, trasportata in un Paese - Israele - nel quale non aveva alcuna intenzione di recarsi, e lì trattenuta con la forza in una cella di isolamento.
Rima rifiuta di firmare un documento illegale di deportazione da un Paese di cui lei è ostaggio, sottoscrivere la menzogna di esservi entrata illecitamente, e con l'impegno di non farvi ritorno per cent'anni: condizione per la sua liberazione.
Ma c'è di più: la vicenda di Rima è un Bignami della storia palestinese per chi non la conosca. Discendente di profughi palestinesi espulsi nel 1948 dal villaggio di al-Birwa nell'attuale Israele, è nata in un campo profughi. Il suo villaggio è stato distrutto, e al suo posto insediato un kibbutz.
Rima non può mettere piede nella terra dei suoi avi poiché lei è Palestinese. Questo malgrado una risoluzione ONU (194 - III) stabilisca il diritto di ritorno dei profughi palestinesi alle loro case.
In breve, è una storia di crimini di guerra, di pulizia etnica, di Apartheid.
Onore oggi a Rima, che non si piega.
Maria T. Murgia
Rima Hassan, l'eurodeputata francese, è stata sequestrata illegalmente a bordo della Madleen da uomini armati in acque internazionali, trasportata in un Paese - Israele - nel quale non aveva alcuna intenzione di recarsi, e lì trattenuta con la forza in una cella di isolamento.
Rima rifiuta di firmare un documento illegale di deportazione da un Paese di cui lei è ostaggio, sottoscrivere la menzogna di esservi entrata illecitamente, e con l'impegno di non farvi ritorno per cent'anni: condizione per la sua liberazione.
Ma c'è di più: la vicenda di Rima è un Bignami della storia palestinese per chi non la conosca. Discendente di profughi palestinesi espulsi nel 1948 dal villaggio di al-Birwa nell'attuale Israele, è nata in un campo profughi. Il suo villaggio è stato distrutto, e al suo posto insediato un kibbutz.
Rima non può mettere piede nella terra dei suoi avi poiché lei è Palestinese. Questo malgrado una risoluzione ONU (194 - III) stabilisca il diritto di ritorno dei profughi palestinesi alle loro case.
In breve, è una storia di crimini di guerra, di pulizia etnica, di Apartheid.
Onore oggi a Rima, che non si piega.
Maria T. Murgia
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In questo video, a un anziano palestinese viene chiesto della presunta responsabilità storica dei palestinesi nell'Olocausto. Risponde con fermezza che questo crimine è stato commesso dalle potenze europee, non dai palestinesi.
"Non ho alcuna colpa", dice, "non ho mai fatto del male a nessuno, nemmeno a un gatto. Se qualcuno ha un'accusa specifica, che la presenti, e me ne assumerò la responsabilità. Altrimenti, non porterò un peso che non è mio.
Conclude con speranza, dicendo che alla fine solo Dio giudicherà ciò che è giusto e ingiusto in questo mondo.
La soluzione è la giustizia
La giustizia verrà solo da Allah, il Più Giusto!
Nessun potere umano, nessun tribunale, nessuna istituzione.
Un crimine commesso in Europa da europei contro altri europei non è un peso che dovremmo essere costretti a sopportare. Perché dobbiamo cedere la nostra terra e vedere i nostri figli soffrire solo perché una potenza occidentale ha scelto di offrire una terra che non le apparteneva a un popolo che non desiderava più tenere?
Marwa Osman
"Non ho alcuna colpa", dice, "non ho mai fatto del male a nessuno, nemmeno a un gatto. Se qualcuno ha un'accusa specifica, che la presenti, e me ne assumerò la responsabilità. Altrimenti, non porterò un peso che non è mio.
Conclude con speranza, dicendo che alla fine solo Dio giudicherà ciò che è giusto e ingiusto in questo mondo.
La soluzione è la giustizia
La giustizia verrà solo da Allah, il Più Giusto!
Nessun potere umano, nessun tribunale, nessuna istituzione.
Un crimine commesso in Europa da europei contro altri europei non è un peso che dovremmo essere costretti a sopportare. Perché dobbiamo cedere la nostra terra e vedere i nostri figli soffrire solo perché una potenza occidentale ha scelto di offrire una terra che non le apparteneva a un popolo che non desiderava più tenere?
Marwa Osman
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Forwarded from Il CORAGGIO del Dubbio - A!
Marc Innaro.
35 anni corrispondente Rai da Russia Medio oriente.
Bruciato perché faceva il giornalista, e non il servitore della Nato.
Rendiamoci BEN conto di che MERDA sia la "libera e democratica stampa occidentale"
L' Italia è preda di propaganda bugiarda dalla fine della guerra...
Ma fino agli anni 90, aveva mantenuto un minimo nucleo di giornalisti che facevano con dignità il loro lavoro.
Poi basta.
E le nuove leve, da almeno 25 anni, sono solo servetti che leggono le veline che gli viene detto di leggere.
Marc Innaro NON È ITALIANO.
Marc Innaro è NAPOLETANO.
Quindi ha in sé incisi, nel DNA, gli ARCHETIPI della Umanità.
Ascoltate bene.
Siamo sull'orlo dell' abisso.
E l'Italia può ancora giocare il Suo ruolo storico.
La culla ed il trionfo dell' Umanesimo Neoplatonico.
Il ponte naturale fra Est ed Ovest, fra Sud e Nord.
Parlare ed essere gradita a tutti.
Ma sottomessa a NESSUNO.
ASCOLTATE.
https://youtu.be/qJDCfoCf5Wk?si=cK4RzfXZ_BTWSybF&sfnsn=scwspwa
35 anni corrispondente Rai da Russia Medio oriente.
Bruciato perché faceva il giornalista, e non il servitore della Nato.
Rendiamoci BEN conto di che MERDA sia la "libera e democratica stampa occidentale"
L' Italia è preda di propaganda bugiarda dalla fine della guerra...
Ma fino agli anni 90, aveva mantenuto un minimo nucleo di giornalisti che facevano con dignità il loro lavoro.
Poi basta.
E le nuove leve, da almeno 25 anni, sono solo servetti che leggono le veline che gli viene detto di leggere.
Marc Innaro NON È ITALIANO.
Marc Innaro è NAPOLETANO.
Quindi ha in sé incisi, nel DNA, gli ARCHETIPI della Umanità.
Ascoltate bene.
Siamo sull'orlo dell' abisso.
E l'Italia può ancora giocare il Suo ruolo storico.
La culla ed il trionfo dell' Umanesimo Neoplatonico.
Il ponte naturale fra Est ed Ovest, fra Sud e Nord.
Parlare ed essere gradita a tutti.
Ma sottomessa a NESSUNO.
ASCOLTATE.
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Imbavagliato dalla RAI! Italia, il paese della censura. Asya Emeliyanova intervista Marc Innaro.
Mac Innaro, corrispondente RAI in Russia racconta come funziona la censura, come vengono nascoste le notizie in Italia e come spesso vengono completamente stravolte. Una confessione sul mondo della MALAINFORMAZIONE.
La bravissima Asya Emeliyanova ha intervistato…
La bravissima Asya Emeliyanova ha intervistato…
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🇵🇸 Nel mezzo del genocidio, con coraggio e fermezza, la nazionale palestinese ha concluso oggi il suo percorso di qualificazione alla Coppa del Mondo.
In una serrata corsa per la qualificazione, la Palestina è arrivata al quarto turno di qualificazione dell'AFC, il risultato più lontano nella storia del calcio palestinese.
Sotto un torrente di sangue e fuoco, Oday Kharoub ha segnato un gol al 49º minuto, sufficiente per aggiudicarsi la qualificazione, finché l'Oman non ha trasformato un rigore al 7º minuto di recupero.
Sebbene il viaggio della Palestina sia terminato, è necessario riconoscere la resilienza della squadra e dare impulso alla lotta per la liberazione palestinese.
Dal 7 ottobre 2023, le FOI hanno completamente distrutto 42 impianti sportivi a Gaza. Almeno 702 atleti sono morti in martirio, tra cui 355 calciatori, mentre molti altri sono rimasti feriti o rapiti. Safa News ha documentato i profili dei martiri del movimento sportivo nella sua serie " شهداء الحركة الرياضية ".
Gloria ai martiri e vittoria per la Palestina.
Resistance News Network
In una serrata corsa per la qualificazione, la Palestina è arrivata al quarto turno di qualificazione dell'AFC, il risultato più lontano nella storia del calcio palestinese.
Sotto un torrente di sangue e fuoco, Oday Kharoub ha segnato un gol al 49º minuto, sufficiente per aggiudicarsi la qualificazione, finché l'Oman non ha trasformato un rigore al 7º minuto di recupero.
Sebbene il viaggio della Palestina sia terminato, è necessario riconoscere la resilienza della squadra e dare impulso alla lotta per la liberazione palestinese.
Dal 7 ottobre 2023, le FOI hanno completamente distrutto 42 impianti sportivi a Gaza. Almeno 702 atleti sono morti in martirio, tra cui 355 calciatori, mentre molti altri sono rimasti feriti o rapiti. Safa News ha documentato i profili dei martiri del movimento sportivo nella sua serie " شهداء الحركة الرياضية ".
Gloria ai martiri e vittoria per la Palestina.
Resistance News Network
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Le immagini che arrivano da Gaza fanno rabbrividire. Non le voglio nemmeno condividere per non umiliare ulteriormente il popolo palestinese.
Persone affamate intenzionalmente, trattate come, o forse peggio , degli animali, con “aiuti” che vengono “distribuiti“ come si distribuiscono le briciole ai piccioni.
Non è solidarietà. È umiliazione. È una messa in scena dell'orrore.
Il popolo palestinese non è una massa disperata da gestire.
È un popolo fiero, colto, con una storia antica e una dignità che nessuna fame potrà cancellare.
Il popolo palestinese va lasciato in pace! Va lasciata in pace la loro terra, la Palestina, una terra ricca e fertile che è stata coltivata con amore e dedizione fino all'arrivo degli ebrei sionisti che l'hanno resa una fossa comune arida, innaffiata con il sangue innocente del popolo nativo!
Persone affamate intenzionalmente, trattate come, o forse peggio , degli animali, con “aiuti” che vengono “distribuiti“ come si distribuiscono le briciole ai piccioni.
Non è solidarietà. È umiliazione. È una messa in scena dell'orrore.
Il popolo palestinese non è una massa disperata da gestire.
È un popolo fiero, colto, con una storia antica e una dignità che nessuna fame potrà cancellare.
Il popolo palestinese va lasciato in pace! Va lasciata in pace la loro terra, la Palestina, una terra ricca e fertile che è stata coltivata con amore e dedizione fino all'arrivo degli ebrei sionisti che l'hanno resa una fossa comune arida, innaffiata con il sangue innocente del popolo nativo!
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Da canali locali Gaza
Un pericolo incombente per la popolazione di Gaza 👈 Per favore, condividete.
Più di una persona che si reca nella zona di Netzarim per ricevere pacchi alimentari mi ha detto di andarci presto.
Uno di loro ha detto che ero tra i primi dieci a salire sulla collina che li separava dal punto di raccolta. Non appena ho raggiunto la cima della collina, ho trovato decine di persone all'interno del punto di raccolta.
Ho chiesto loro da dove venissero, come fossero arrivati e come fossero arrivati prima di noi, nonostante fossimo stati i primi a entrare?
Questo è quello che è successo a un'altra persona. Mi ha detto: "Ero il secondo di migliaia a entrare nella zona. Dopo essere salito, ho trovato decine di persone sotto di noi già presenti. Alcune di loro indossavano mascherine. Noi siamo entrati e loro sono usciti, mescolandosi alla folla e uscendo con le borse in spalla, confondendosi tra la folla". Hanno detto che c'era un gruppo di Bureij che trasportava molti pacchi ogni giorno all'apertura degli aiuti, vendendoli a prezzi esorbitanti. Hanno menzionato i loro nomi durante la conversazione, dicendo "Tizio, Tizio e Tizio". Alcuni di loro avevano un'auto ad aspettarli vicino al sito, mentre altri li hanno accompagnati in moto.
Uno di loro mi ha raccontato che, quando siamo arrivati al punto di consegna dei pacchi, li abbiamo trovati aperti e che avevano rimosso l'olio per friggere, lo zucchero, i biscotti, la farina e altri prodotti venduti a prezzi esorbitanti al mercato. Hanno lasciato fuori fagioli, lenticchie e cibo in scatola. Secondo la mia analisi personale, si tratta di agenti contattati dalla parte israeliana o tramite messaggi privati inviati ai loro telefoni. La loro missione è diffondere il caos e strangolare la popolazione di Gaza.
Un'altra possibilità è che ci siano forze speciali dislocate tra la popolazione per svolgere missioni all'interno della Striscia di Gaza e tornare sani e salvi utilizzando lo stesso meccanismo.
La questione degli aiuti e dei pacchi è stata abbandonata in precedenza da molte organizzazioni internazionali, con il pretesto che non rientrano negli standard umanitari e che "israele" persegue obiettivi di sicurezza nel fornire questi aiuti.
"israele" uccide decine di persone ogni giorno davanti a questi siti, e ogni giorno vedo decine di appelli per le persone scomparse che sono andate a raccogliere cibo e non sono tornate.
State affrontando il nemico più spregevole che l'umanità conosca. Il suo obiettivo non è, come afferma, una guerra al terrore o alla resistenza.
Piuttosto, il suo obiettivo è eliminare un intero popolo ed espellerlo dalla sua terra, attraverso uccisioni, espulsioni o genocidio.
Spero che vi fermiate in questo momento pericoloso e vi ripensiate.
O voi che andate a ricevere aiuti dai luoghi designati dall'esercito israeliano.
📍 Tariq Rizq Jibril
Canali locali Gaza
Un pericolo incombente per la popolazione di Gaza 👈 Per favore, condividete.
Più di una persona che si reca nella zona di Netzarim per ricevere pacchi alimentari mi ha detto di andarci presto.
Uno di loro ha detto che ero tra i primi dieci a salire sulla collina che li separava dal punto di raccolta. Non appena ho raggiunto la cima della collina, ho trovato decine di persone all'interno del punto di raccolta.
Ho chiesto loro da dove venissero, come fossero arrivati e come fossero arrivati prima di noi, nonostante fossimo stati i primi a entrare?
Questo è quello che è successo a un'altra persona. Mi ha detto: "Ero il secondo di migliaia a entrare nella zona. Dopo essere salito, ho trovato decine di persone sotto di noi già presenti. Alcune di loro indossavano mascherine. Noi siamo entrati e loro sono usciti, mescolandosi alla folla e uscendo con le borse in spalla, confondendosi tra la folla". Hanno detto che c'era un gruppo di Bureij che trasportava molti pacchi ogni giorno all'apertura degli aiuti, vendendoli a prezzi esorbitanti. Hanno menzionato i loro nomi durante la conversazione, dicendo "Tizio, Tizio e Tizio". Alcuni di loro avevano un'auto ad aspettarli vicino al sito, mentre altri li hanno accompagnati in moto.
Uno di loro mi ha raccontato che, quando siamo arrivati al punto di consegna dei pacchi, li abbiamo trovati aperti e che avevano rimosso l'olio per friggere, lo zucchero, i biscotti, la farina e altri prodotti venduti a prezzi esorbitanti al mercato. Hanno lasciato fuori fagioli, lenticchie e cibo in scatola. Secondo la mia analisi personale, si tratta di agenti contattati dalla parte israeliana o tramite messaggi privati inviati ai loro telefoni. La loro missione è diffondere il caos e strangolare la popolazione di Gaza.
Un'altra possibilità è che ci siano forze speciali dislocate tra la popolazione per svolgere missioni all'interno della Striscia di Gaza e tornare sani e salvi utilizzando lo stesso meccanismo.
La questione degli aiuti e dei pacchi è stata abbandonata in precedenza da molte organizzazioni internazionali, con il pretesto che non rientrano negli standard umanitari e che "israele" persegue obiettivi di sicurezza nel fornire questi aiuti.
"israele" uccide decine di persone ogni giorno davanti a questi siti, e ogni giorno vedo decine di appelli per le persone scomparse che sono andate a raccogliere cibo e non sono tornate.
State affrontando il nemico più spregevole che l'umanità conosca. Il suo obiettivo non è, come afferma, una guerra al terrore o alla resistenza.
Piuttosto, il suo obiettivo è eliminare un intero popolo ed espellerlo dalla sua terra, attraverso uccisioni, espulsioni o genocidio.
Spero che vi fermiate in questo momento pericoloso e vi ripensiate.
O voi che andate a ricevere aiuti dai luoghi designati dall'esercito israeliano.
📍 Tariq Rizq Jibril
Canali locali Gaza
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Forwarded from Energia da Acqua&Infrarosso💧🔋 "Effetto OSSIDROELETTRICO" (Fabio Castellucci)
OXHY È L' AGO DELLA BILANCIA PER IL FUTURO ENERGETICO
1)☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻
PRIMA guardate il video sopra, sul post precedente...
Ma metto anche link diretto al video, qui:
https://m.youtube.com/watch?v=csXr5Dn9GcE
2)POI ascoltate questo vocale con attenzione MASSIMA.
3)QUINDI fatemi capire se sono stato chiaro, e datemi vs.impressioni ed idee.
OXHY È
- "PER FORTUNA O PURTROPPO" diceva Gaber -
L' AGO DELLA BILANCIA DEL FUTURO ENERGETICO MONDIALE.
Che potrebbe essere:
A) Centralizzato, oppressivo, disumano, schiavizzante,
SE LASCIAMO VINCERE LE ÉLITES!!!
B) Cooperativo, delocalizzato, umano, partecipato, pacifico, naturale e felice,
SE VINCIAMO NOI, COMUNITÀ COOPERATIVE.
Sta a noi decidere che futuro costruire.
DATEMI IL VOSTRO RISCONTRO.
Insieme siamo imbattibili!!!
Fabio Castellucci
Vicenza.
1)☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻☝🏻
PRIMA guardate il video sopra, sul post precedente...
Ma metto anche link diretto al video, qui:
https://m.youtube.com/watch?v=csXr5Dn9GcE
2)POI ascoltate questo vocale con attenzione MASSIMA.
3)QUINDI fatemi capire se sono stato chiaro, e datemi vs.impressioni ed idee.
OXHY È
- "PER FORTUNA O PURTROPPO" diceva Gaber -
L' AGO DELLA BILANCIA DEL FUTURO ENERGETICO MONDIALE.
Che potrebbe essere:
A) Centralizzato, oppressivo, disumano, schiavizzante,
SE LASCIAMO VINCERE LE ÉLITES!!!
B) Cooperativo, delocalizzato, umano, partecipato, pacifico, naturale e felice,
SE VINCIAMO NOI, COMUNITÀ COOPERATIVE.
Sta a noi decidere che futuro costruire.
DATEMI IL VOSTRO RISCONTRO.
Insieme siamo imbattibili!!!
Fabio Castellucci
Vicenza.
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Forwarded from Miracolo a Milano
Rilanciamo: 🗓️ Sabato 14 giugno, a Milano, in via Quinto Romano 17 presso Associazione Revdar
Il Centro di Documentazione Antimperialista Olga Benario presenta il film: "Donbass - Ieri, oggi e domani"
⏰ Ore 18.00 - Aperitivo e buffet
⏰ Ore 19.00 - Proiezione del docufilm con collegamento in diretta con Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso
🎬 "Proiezione con dibattito del docufilm censurato in Italia raccontato da due giornalisti con testimonianze dirette dei sopravvissuti. La ricostruzione parte dalle manifestazioni di piazza contro il colpo di Stato di Maidan nel 2014, fino ad arrivare ai mesi precedenti al riconoscimento ufficiale, da parte del Cremlino, delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk."
Neanche il tempo di parlarne e subito si mette in moto la macchina repressiva. https://www.milanotoday.it/politica/film-donbass-russia-today-propaganda.html
👉 "A Milano sarà proiettato un film filorusso. Scoppia il caso". Europa Radicale: "Questi documentari sono vietati dall'Unione Europea". Partiti i tentativi (vani) di censurarne la proiezione, forti della mozione approvata in Comune nel febbraio 2024 che bandisce la cosiddetta "propaganda filorussa" dagli spazi pubblici cittadini equiparandola a quella "terroristica" e nazifascista, mozione passata col solo voto contrario del consigliere Fedrighini, che replicò: "il ruolo del Comune di Milano non è, come nel ventennio, fare commissioni per decidere chi dice la verità". Non dovrebbe, eppure.
👉 A meno di un mese di distanza dall'undicesimo anniversario della morte del reporter italiano Andrea Rocchelli, indagare e dibattere i fatti di Maidan e le radici storiche del conflitto in Donbass e in Ucraina viene ancora criminalizzato. In tempi di guerra, di grande riarmo europeo, le autorità nazionali e comunitarie si prodigano nel soffocare le libertà politiche e di espressione. Sia mai che la popolazione possa farsi un'idea più precisa sulla NATO, su bollette e gasdotti, o sul segreto di Stato che ancora giace sull'invio di armi a Kiev.
Ci vediamo sabato! 🔥
https://t.me/canalemiracolomilano
Il Centro di Documentazione Antimperialista Olga Benario presenta il film: "Donbass - Ieri, oggi e domani"
⏰ Ore 18.00 - Aperitivo e buffet
⏰ Ore 19.00 - Proiezione del docufilm con collegamento in diretta con Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso
🎬 "Proiezione con dibattito del docufilm censurato in Italia raccontato da due giornalisti con testimonianze dirette dei sopravvissuti. La ricostruzione parte dalle manifestazioni di piazza contro il colpo di Stato di Maidan nel 2014, fino ad arrivare ai mesi precedenti al riconoscimento ufficiale, da parte del Cremlino, delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk."
Neanche il tempo di parlarne e subito si mette in moto la macchina repressiva. https://www.milanotoday.it/politica/film-donbass-russia-today-propaganda.html
👉 "A Milano sarà proiettato un film filorusso. Scoppia il caso". Europa Radicale: "Questi documentari sono vietati dall'Unione Europea". Partiti i tentativi (vani) di censurarne la proiezione, forti della mozione approvata in Comune nel febbraio 2024 che bandisce la cosiddetta "propaganda filorussa" dagli spazi pubblici cittadini equiparandola a quella "terroristica" e nazifascista, mozione passata col solo voto contrario del consigliere Fedrighini, che replicò: "il ruolo del Comune di Milano non è, come nel ventennio, fare commissioni per decidere chi dice la verità". Non dovrebbe, eppure.
👉 A meno di un mese di distanza dall'undicesimo anniversario della morte del reporter italiano Andrea Rocchelli, indagare e dibattere i fatti di Maidan e le radici storiche del conflitto in Donbass e in Ucraina viene ancora criminalizzato. In tempi di guerra, di grande riarmo europeo, le autorità nazionali e comunitarie si prodigano nel soffocare le libertà politiche e di espressione. Sia mai che la popolazione possa farsi un'idea più precisa sulla NATO, su bollette e gasdotti, o sul segreto di Stato che ancora giace sull'invio di armi a Kiev.
Ci vediamo sabato! 🔥
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L'israeliano antisionista Haim Bresheeth: non esiste una "soluzione a due stati" possibile, poiché legittima l'apartheid sionista. Il genocidio è un sintomo del sionismo. L'unica soluzione è un unico stato democratico in Palestina.
https://www.haimbresheeth.com/politics/
CCHS Resistance News
https://www.haimbresheeth.com/politics/
CCHS Resistance News
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È morto a seguito delle ferite riportate dopo essere stato torturato dai trogloditi che sono ora al potere in Siria, l'ex Gran Mufti siriano Badr Al Din Hassoun che, all'inizio della guerra per procura contro la Siria, denunciò i diktat dei "ribelli" verso il governo siriano, essi avrebbero cessato ogni ostilità SE Assad avesse :
1. Espulso la resistenza palestinese
2. Tagliato I rapporti con hzbl
3. Riconosciuto le alture del Golan a "israele"
Riposi in pace e grazie per il coraggio avuto nell'esporre, sin dall'inizio, la vera natura e i veri mandanti della guerra per procura contro la Siria 🇸🇾 ❤️
1. Espulso la resistenza palestinese
2. Tagliato I rapporti con hzbl
3. Riconosciuto le alture del Golan a "israele"
Riposi in pace e grazie per il coraggio avuto nell'esporre, sin dall'inizio, la vera natura e i veri mandanti della guerra per procura contro la Siria 🇸🇾 ❤️
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Forwarded from Scienza e Democrazia
Quale sovranità e quale dissenso...
...in un paese in cui non c'è uno straccio di decente discussione non solo sul valore delle nuove tecnologie, a partire dall'Intelligenza Artificiale - sul cui impatto sul nostro futuro si sproloquia senza mai mettere in questione la legittimità costituzionale della sua invasione di spazi riservati alla tutela del lavoro degli umani - , ma lo stesso mondo del "dissenso" mostra ammorbidimenti e adattamenti opportunistici alle esigenze della società dello spettacolo?
Una riflessione di Luca Marini.
...in un paese in cui non c'è uno straccio di decente discussione non solo sul valore delle nuove tecnologie, a partire dall'Intelligenza Artificiale - sul cui impatto sul nostro futuro si sproloquia senza mai mettere in questione la legittimità costituzionale della sua invasione di spazi riservati alla tutela del lavoro degli umani - , ma lo stesso mondo del "dissenso" mostra ammorbidimenti e adattamenti opportunistici alle esigenze della società dello spettacolo?
Una riflessione di Luca Marini.
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OCCUPIED - FILM COMPLETO (2024) UN DOCUMENTARIO DI STEW PETERS
https://www.bitchute.com/video/Eq5OD9kqySU5/?fbclid=IwY2xjawK22n9leHRuA2FlbQIxMQABHsZEmTrO2lhgXdPpZFjwy7DahBaYCqnY5xRlfsh9ks6KHizfcRe_h_96Pmfc_aem_CKoiBHaC3zViVodE-hKvzA
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Bitchute
OCCUPIED - FULL MOVIE (2024) A DOCUMENTARY BY STEW PETERS
Western civilization has been infected by a parasitic invasion of foreign ideals and values that have been introduced into our culture by a strange and morally degenerate people whose ultimate goal is world domination.
Non avevo ancora scritto nulla riguardo alla Global March to Gaza, ma più leggo e mi informo, più c'è qualcosa che non mi torna.
Sia ben chiaro, a me piacerebbe davvero riuscire a vedere nella Global March to Gaza un movimento spontaneo, sincero, popolare e pulito. È ciò che avremmo dovuto fare non dal 7 ottobre, ma molto prima. Ma non riesco a percepirla come genuina.
Al Sisi non mi piace affatto, eppure va detto che "israele" ha già occupato il Sinai due volte (1956 e 1967). E all’inizio dell’operazione Al Aqsa Flood sono emersi documenti che parlavano apertamente di un piano per reinsediare e “riabilitare” l’intera popolazione di Gaza in Egitto.
Qui le fonti:
1- Mekomit
2- Misgav institute
Ora, sarebbe molto diverso il mio umore a riguardo se questa marcia partisse ( e arrivasse!) da tutti i confini della Palestina occupata: non solo dall’Egitto, ma anche dalla Giordania, dal Libano, dalla Siria (....), Freedom Flotilla da nord, dal Mediterraneo, e da sud, dal Mar Rosso. Se ci fosse davvero un movimento trasversale e internazionale, allora sì, forse ci sarebbe speranza, e soprattutto se questo movimento fosse coadiuvato e avallato dalla Resistenza palestinese e dal suo popolo.
E invece pare che tra gli organizzatori e i partecipanti non ci sia alcuna realtà legata alla Resistenza palestinese, nessun volto noto e coerente che da anni lotta per la causa. Nessuno che possa dare un segno di credibilità, fiducia e trasparenza su quanto sta accadendo.
La mia paura è che questa marcia serva solo a destabilizzare l’Egitto e il Nord Africa, preparando il terreno a ciò che il sionismo sogna da decenni: svuotare Gaza, deportare i palestinesi, e trasformare il deserto in una distesa di tendopoli permanenti.
Per ora io resto inquieta e molto scettica a riguardo.
Sia ben chiaro, a me piacerebbe davvero riuscire a vedere nella Global March to Gaza un movimento spontaneo, sincero, popolare e pulito. È ciò che avremmo dovuto fare non dal 7 ottobre, ma molto prima. Ma non riesco a percepirla come genuina.
Al Sisi non mi piace affatto, eppure va detto che "israele" ha già occupato il Sinai due volte (1956 e 1967). E all’inizio dell’operazione Al Aqsa Flood sono emersi documenti che parlavano apertamente di un piano per reinsediare e “riabilitare” l’intera popolazione di Gaza in Egitto.
Qui le fonti:
1- Mekomit
2- Misgav institute
Ora, sarebbe molto diverso il mio umore a riguardo se questa marcia partisse ( e arrivasse!) da tutti i confini della Palestina occupata: non solo dall’Egitto, ma anche dalla Giordania, dal Libano, dalla Siria (....), Freedom Flotilla da nord, dal Mediterraneo, e da sud, dal Mar Rosso. Se ci fosse davvero un movimento trasversale e internazionale, allora sì, forse ci sarebbe speranza, e soprattutto se questo movimento fosse coadiuvato e avallato dalla Resistenza palestinese e dal suo popolo.
E invece pare che tra gli organizzatori e i partecipanti non ci sia alcuna realtà legata alla Resistenza palestinese, nessun volto noto e coerente che da anni lotta per la causa. Nessuno che possa dare un segno di credibilità, fiducia e trasparenza su quanto sta accadendo.
La mia paura è che questa marcia serva solo a destabilizzare l’Egitto e il Nord Africa, preparando il terreno a ciò che il sionismo sogna da decenni: svuotare Gaza, deportare i palestinesi, e trasformare il deserto in una distesa di tendopoli permanenti.
Per ora io resto inquieta e molto scettica a riguardo.
שיחה מקומית
המסמך המלא של משרד המודיעין: כיבוש עזה וטרנספר כולל לתושביו
מסמך מטעם משרד המודיעין, שתוכנו המלא מתפרסם כאן לראשונה, ממליץ להעביר באופן כפוי את אוכלוסיית הרצועה לסיני לצמיתות, וקורא לרתום את הקהילה הבינלאומית למהלך. כמו כן המסמך מציע לקדם קמפיין ייעודי לתושבי עזה ש"יניע אותם להסכים לתוכנית"
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Da distanza ZERO. Questi sono i leoni palestinesi. Lunga vita alla R-Esistenza del popolo palestinese 🇵🇸 ❤️
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Da un commento in un canale locale Gaza:
Il video ampiamente diffuso di un membro del Qassam che emerge dalle macerie di una casa distrutta nel mezzo di un quartiere devastato, piazzando una bomba sotto un carro armato, riflette un coraggio senza pari. Non è il primo del suo genere, e abbiamo assistito a molti episodi simili, e ciò che è nascosto è più grande.
Ciò che colpisce di questo video è che sia stato pubblicato dall'esercito occupante! Come può un esercito pubblicare una scena che mostra il coraggio del nemico, il suo imbarazzo e persino la sua impotenza di fronte alla volontà del combattente che emerge da sotto le macerie!
Ciò rientra nel contesto della guerra fredda tra governo ed esercito, dopo un periodo di falsa armonia tra i due con l'arrivo di Azmil come capo di stato maggiore, un messaggio che dice: Non c'è niente da fare a Gaza se non accettare le bombe e cadere nelle imboscate .
Quando Abu Obeida ha annunciato la presenza di un prigioniero [sionista] nella zona operativa dell'esercito, mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di liberarlo [attraverso operazioni militari] , il portavoce ha rapidamente rilasciato una dichiarazione in cui negava qualsiasi tentativo di liberare i prigionieri. Ciò riflette il desiderio e l'obiettivo di Azmil di liberare i prigionieri attraverso un accordo, non attraverso un'azione militare, come auspicato da Netanyahu.
In questo contesto, si levano le voci degli ufficiali e dei soldati che rifiutano la guerra e vi prendono parte, con l'Harem che si rifiuta di obbedire agli ordini di coscrizione, mentre una delle divisioni è stata ritirata a causa della stanchezza dei soldati.
Se cinque divisioni operative nella Striscia di Gaza non sono in grado di riconquistare le aree evacuate dai civili e distrutte, e continuano ad affrontare imboscate e ordigni esplosivi lungo il percorso, allora occupare la Striscia di Gaza, come sogna Smotrich, richiederebbe 50 divisioni militari, il che è impossibile.
Ciò riflette la profondità della crisi che "israele" sta attraversando, che naturalmente influenzerà la decisione di continuare la guerra e avrà certamente un effetto a catena sulla scena interna di "israele".
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Da un commento in un canale locale Gaza:
Il video ampiamente diffuso di un membro del Qassam che emerge dalle macerie di una casa distrutta nel mezzo di un quartiere devastato, piazzando una bomba sotto un carro armato, riflette un coraggio senza pari. Non è il primo del suo genere, e abbiamo assistito a molti episodi simili, e ciò che è nascosto è più grande.
Ciò che colpisce di questo video è che sia stato pubblicato dall'esercito occupante! Come può un esercito pubblicare una scena che mostra il coraggio del nemico, il suo imbarazzo e persino la sua impotenza di fronte alla volontà del combattente che emerge da sotto le macerie!
Ciò rientra nel contesto della guerra fredda tra governo ed esercito, dopo un periodo di falsa armonia tra i due con l'arrivo di Azmil come capo di stato maggiore, un messaggio che dice: Non c'è niente da fare a Gaza se non accettare le bombe e cadere nelle imboscate .
Quando Abu Obeida ha annunciato la presenza di un prigioniero [sionista] nella zona operativa dell'esercito, mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di liberarlo [attraverso operazioni militari] , il portavoce ha rapidamente rilasciato una dichiarazione in cui negava qualsiasi tentativo di liberare i prigionieri. Ciò riflette il desiderio e l'obiettivo di Azmil di liberare i prigionieri attraverso un accordo, non attraverso un'azione militare, come auspicato da Netanyahu.
In questo contesto, si levano le voci degli ufficiali e dei soldati che rifiutano la guerra e vi prendono parte, con l'Harem che si rifiuta di obbedire agli ordini di coscrizione, mentre una delle divisioni è stata ritirata a causa della stanchezza dei soldati.
Se cinque divisioni operative nella Striscia di Gaza non sono in grado di riconquistare le aree evacuate dai civili e distrutte, e continuano ad affrontare imboscate e ordigni esplosivi lungo il percorso, allora occupare la Striscia di Gaza, come sogna Smotrich, richiederebbe 50 divisioni militari, il che è impossibile.
Ciò riflette la profondità della crisi che "israele" sta attraversando, che naturalmente influenzerà la decisione di continuare la guerra e avrà certamente un effetto a catena sulla scena interna di "israele".
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Forwarded from Miracolo a Milano
"Ieri Berlino, oggi Tel Aviv... Ieri partigiani, oggi fedayin!" Segnaliamo il doppio appuntamento a Milano:
📌 Venerdì 13 giugno, Via Arquà 15 (Archive) alle ore 20.00
👉 Proiezione di "Fedayin"
📌 Lunedì 16 giugno, Via Privata Cesare Mangili 1, ore 18.00
👉 In presidio davanti al consolato francese
"La persecuzione politica e giuridica di Georges Abdallah da parte dello Stato francese e dei suoi complici - Stati Uniti e regime sionista - è motivata dal desiderio di vendetta nei confronti di un militante che non ha mai tradito il suo impegno rivoluzionario nonostante i 40 anni di carcere. Poiché rappresenta ancora oggi una figura viva della resistenza, lo Stato francese e i suoi complici cercano di spezzare ciò che incarna : un rifiuto categorico di sottomettersi all'ordine coloniale e imperialista." Libertà per Georges Abdallah! 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
📌 Venerdì 13 giugno, Via Arquà 15 (Archive) alle ore 20.00
👉 Proiezione di "Fedayin"
📌 Lunedì 16 giugno, Via Privata Cesare Mangili 1, ore 18.00
👉 In presidio davanti al consolato francese
"La persecuzione politica e giuridica di Georges Abdallah da parte dello Stato francese e dei suoi complici - Stati Uniti e regime sionista - è motivata dal desiderio di vendetta nei confronti di un militante che non ha mai tradito il suo impegno rivoluzionario nonostante i 40 anni di carcere. Poiché rappresenta ancora oggi una figura viva della resistenza, lo Stato francese e i suoi complici cercano di spezzare ciò che incarna : un rifiuto categorico di sottomettersi all'ordine coloniale e imperialista." Libertà per Georges Abdallah! 🇵🇸
https://t.me/canalemiracolomilano
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Un giorno sì guarderanno le immagini provenienti dalla Palestina allo stesso modo in cui noi oggi guardiamo quelle delle grandi tragedie del passato senza riuscire a capacitarci di come, e perché, in un dato tempo e spazio, l'umanità abbia cessato di essere, e sia precipitata in un buco nero. Quelle, chessò , dei mercati di esseri umani esaminati come cavalli, anzi come oggetti, e poi comprati e venduti e trascinati in catene.
O quelle dei campi del Myanmar ricoperti di teschi infantili, ossa brevi, vissute troppo poco.
O quelle del paesaggio lunare di una città orientale illuminata da un fungo atomico. Pioggia radioattiva su crani umani.
Stesso senso di stupore e raccapriccio.
Un'umanità si spera diversa guarderà un giorno le immagini di un popolo lasciato solo contro la furia delle Erinni, gli schizofrenici - la genetica non sbaglia - assetati di sangue umano e si farà domande. Le stesse di sempre, infinitamente uguali
Come fu possibile, dove eravate, perché non lo avete impedito
I come, i dove ed i perché di cui è piena la storia umana.
Un popolo che fronteggia l'assassinio di massa dei suoi bambini.
Lasciato solo a scavare con le dita tra mucchi di macerie alla ricerca di superstiti. La nuova umanità si chiederà dove fossero gli strumenti per salvare vite nel mezzo dell'era più tecnologica di sempre, e gli uomini e le squadre di soccorso internazionali, quelle che , celeri, erano in grado di raggiungere ogni angolo della terra tranne Gaza. Individui costretti a scavare tra tonnellate di macerie con le mani. Con la forza di un'unghia. Senza aiuto da parte di un'anima viva.
Come, dove e perché.
Lasciato solo con i propri bimbi moribondi per la fame tra le braccia: piedini rinsecchiti che ballano nell'aria, cullati da padri avviliti dalla propria impotenza, dall'altrui indifferenza. Il patriarcato della cura e dell'amore che resta polverizzato nello scontro impari contro il patriarcato dell'odio e della vendetta.
Se siete uomini, meritate che
"vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi"
Sciagurati e privi di compassione, la maledizione incombe su di voi
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
O quelle dei campi del Myanmar ricoperti di teschi infantili, ossa brevi, vissute troppo poco.
O quelle del paesaggio lunare di una città orientale illuminata da un fungo atomico. Pioggia radioattiva su crani umani.
Stesso senso di stupore e raccapriccio.
Un'umanità si spera diversa guarderà un giorno le immagini di un popolo lasciato solo contro la furia delle Erinni, gli schizofrenici - la genetica non sbaglia - assetati di sangue umano e si farà domande. Le stesse di sempre, infinitamente uguali
Come fu possibile, dove eravate, perché non lo avete impedito
I come, i dove ed i perché di cui è piena la storia umana.
Un popolo che fronteggia l'assassinio di massa dei suoi bambini.
Lasciato solo a scavare con le dita tra mucchi di macerie alla ricerca di superstiti. La nuova umanità si chiederà dove fossero gli strumenti per salvare vite nel mezzo dell'era più tecnologica di sempre, e gli uomini e le squadre di soccorso internazionali, quelle che , celeri, erano in grado di raggiungere ogni angolo della terra tranne Gaza. Individui costretti a scavare tra tonnellate di macerie con le mani. Con la forza di un'unghia. Senza aiuto da parte di un'anima viva.
Come, dove e perché.
Lasciato solo con i propri bimbi moribondi per la fame tra le braccia: piedini rinsecchiti che ballano nell'aria, cullati da padri avviliti dalla propria impotenza, dall'altrui indifferenza. Il patriarcato della cura e dell'amore che resta polverizzato nello scontro impari contro il patriarcato dell'odio e della vendetta.
Se siete uomini, meritate che
"vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi"
Sciagurati e privi di compassione, la maledizione incombe su di voi
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
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Questo non è un semplice pensiero. È un invito. A fermarsi. A sentire. A immaginare l’umanità oltre le etichette, oltre le distanze. A riconoscersi nel dolore degli altri, e desiderare con loro un ritorno, una ricostruzione, un futuro diverso. Prendete queste parole non come un’idea, ma come una possibilità di ragionare insieme, di essere presenti, vigili, consapevoli.
Vorrei dire qualcosa, così... a cuore aperto ancora sulla Global March to Gaza, nella moltitudine di pensieri che giornalmente ci affollato e su cui dibattiamo tra di noi, nel privato o sui social, provare a toccare corde diverse e punti di vista diversi, con tutta l’umiltà che arriva dal consapevolezza dei propri limiti.
Una marcia verso Gaza avrebbe davvero un senso (e con tutto il cuore spero che sia questo il caso) se, una volta giunti a Rafah, in coordinamento con la Resistenza palestinese, si potesse entrare a Gaza per mettersi al servizio della popolazione, SE i palestinesi lo volessero. Nella mia testa da sempre c'è l'idea che se si andasse lì, sarebbe per fare volontariamente da scudi umani, ci sono organizzazioni internazionali (come ISM) che questa forma di protezione la applicano da molti anni a Gaza e anche in West Bank... Ma certo, se fossimo in migliaia da ogni parte del mondo, e in questo preciso momento storico per fermare il genocidio, potrebbe avere un senso.
E se lo stesso potesse avvenire dalla Giordania, dalla Siria (solo a pensarci mi viene da piangere perché sappiamo che la Siria è ormai sotto occupazione sionista), dal Libano, dal Mediterraneo al Mar Rosso... Se, insieme ai palestinesi esiliati tempo fa e ai loro discendenti, si potesse tornare in tutta la Palestina storica, per riabbracciare le proprie famiglie, ritrovare i loro amici, le loro case, quartieri, terre, oliveti, ciò che resta... da Gaza a Gerico, da Haifa a Acri, da Al Khalil a Betlemme, da Tiberiade a Jaffa, da Gerusalemme a Nazareth... Un ritorno a casa. La ricostruzione. Il ricominciare a tessere la trama di quel bellissimo quadro che era la Palestina. Curare le ferite. Riaffermare la bellezza. Ritrovarsi nelle proprie radici, risorgere.. Questo, per me, sarebbe giusto.
Questo sarebbe l'unico senso di una marcia.
E per chi non è palestinese ma ha legato la propria anima a questa causa (forse la più grande ingiustizia mai inflitta a esseri umani) non resta che una scelta: mettersi al loro servizio, se e quando loro, i palestinesi, lo vorranno.
A tutti noi piacerebbe vedere questo sogno diventare realtà. Piacerebbe credere che la marcia in corso sia animata da buoni principi, da spirito di solidarietà e verità e sappiamo che sicuramente le persone che vi partecipano sono animate da altissimi principi.
Ma è bene anche non abbassare mai la guardia: se è vero che "israele" è ormai spacciato a livello di "reputazione" (così dicono diversi osservatori internazionali) allora quando una bestia è morente, diventa più pericolosa che mai.
E la Storia ce lo insegna... proprio nei momenti in cui sembra che stia cedendo, il potere mostra il suo volto più feroce. Per questo è necessario camminare con il cuore traboccante di speranza e amore per quel popolo, ma anche con lo sguardo sempre un po' più oltre il possibile e la mente lucida.
Ps ieri sono passata per caso davanti un centro palestinese, ho comprato 2 bandiere e l'uomo che era lì mi ha regalato questa, la chiave del ritorno... 🇵🇸 ❤️
Vorrei dire qualcosa, così... a cuore aperto ancora sulla Global March to Gaza, nella moltitudine di pensieri che giornalmente ci affollato e su cui dibattiamo tra di noi, nel privato o sui social, provare a toccare corde diverse e punti di vista diversi, con tutta l’umiltà che arriva dal consapevolezza dei propri limiti.
Una marcia verso Gaza avrebbe davvero un senso (e con tutto il cuore spero che sia questo il caso) se, una volta giunti a Rafah, in coordinamento con la Resistenza palestinese, si potesse entrare a Gaza per mettersi al servizio della popolazione, SE i palestinesi lo volessero. Nella mia testa da sempre c'è l'idea che se si andasse lì, sarebbe per fare volontariamente da scudi umani, ci sono organizzazioni internazionali (come ISM) che questa forma di protezione la applicano da molti anni a Gaza e anche in West Bank... Ma certo, se fossimo in migliaia da ogni parte del mondo, e in questo preciso momento storico per fermare il genocidio, potrebbe avere un senso.
E se lo stesso potesse avvenire dalla Giordania, dalla Siria (solo a pensarci mi viene da piangere perché sappiamo che la Siria è ormai sotto occupazione sionista), dal Libano, dal Mediterraneo al Mar Rosso... Se, insieme ai palestinesi esiliati tempo fa e ai loro discendenti, si potesse tornare in tutta la Palestina storica, per riabbracciare le proprie famiglie, ritrovare i loro amici, le loro case, quartieri, terre, oliveti, ciò che resta... da Gaza a Gerico, da Haifa a Acri, da Al Khalil a Betlemme, da Tiberiade a Jaffa, da Gerusalemme a Nazareth... Un ritorno a casa. La ricostruzione. Il ricominciare a tessere la trama di quel bellissimo quadro che era la Palestina. Curare le ferite. Riaffermare la bellezza. Ritrovarsi nelle proprie radici, risorgere.. Questo, per me, sarebbe giusto.
Questo sarebbe l'unico senso di una marcia.
E per chi non è palestinese ma ha legato la propria anima a questa causa (forse la più grande ingiustizia mai inflitta a esseri umani) non resta che una scelta: mettersi al loro servizio, se e quando loro, i palestinesi, lo vorranno.
A tutti noi piacerebbe vedere questo sogno diventare realtà. Piacerebbe credere che la marcia in corso sia animata da buoni principi, da spirito di solidarietà e verità e sappiamo che sicuramente le persone che vi partecipano sono animate da altissimi principi.
Ma è bene anche non abbassare mai la guardia: se è vero che "israele" è ormai spacciato a livello di "reputazione" (così dicono diversi osservatori internazionali) allora quando una bestia è morente, diventa più pericolosa che mai.
E la Storia ce lo insegna... proprio nei momenti in cui sembra che stia cedendo, il potere mostra il suo volto più feroce. Per questo è necessario camminare con il cuore traboccante di speranza e amore per quel popolo, ma anche con lo sguardo sempre un po' più oltre il possibile e la mente lucida.
Ps ieri sono passata per caso davanti un centro palestinese, ho comprato 2 bandiere e l'uomo che era lì mi ha regalato questa, la chiave del ritorno... 🇵🇸 ❤️
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