Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C., Kneecap: uniti in un sindacato pro-Palestina - SpazioRock
https://www.spaziorock.it/massive-attack-brian-eno-fontaines-d-c-kneecap-uniti-in-un-sindacato-pro-palestina/
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SpazioRock
Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C., Kneecap: uniti in un sindacato pro-Palestina - SpazioRock
I Massive Attack hanno creato un sindacato per la protezione degli artisti che hanno subito censura a causa del loro sostegno alla Palestina.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Ad accogliere George Abdallah all’aeroporto di Beirut, dopo che quest'ultimo ha trascorso 41 anni nelle prigioni francesi, vi era anche il deputato di Hezbollah Ibrahim al-Moussawi, che ha dichiarato:
“Georges Abdallah rappresenta un'icona per questa nazione ed è un simbolo di libertà, fermezza e resistenza. Riteniamo di aver recuperato un simbolo”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Georges Abdallah rappresenta un'icona per questa nazione ed è un simbolo di libertà, fermezza e resistenza. Riteniamo di aver recuperato un simbolo”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Rahma Zein parla di un buon punto di vista con Katie Halper e cioè che israele, impedendo a Gaza gli aiuti sta facendo morire di fame non soltanto i Palestinesi, ma pure i suoi ostaggi, i quali, in quanto preziosa merce di scambio diplomatico, Hamas protegge con tutte le cautele.
Questo che è un argomento usato impunemente da israele ed a pappagallo dai nostri politici e giornalisti corrotti,vl ed è facile smontarlo con la logica dei fatti: se è la loro pretesa che distruggere la causa palestinese serve a proteggere gli ebrei, allora perché si applica la Hannibal directory anche sui loro prigionieri oltre che sui loro soldati?
Erminia S.
https://youtu.be/eDy7XA4Rrws?si=t7-Tt-HpfFWvnzwL
Questo che è un argomento usato impunemente da israele ed a pappagallo dai nostri politici e giornalisti corrotti,vl ed è facile smontarlo con la logica dei fatti: se è la loro pretesa che distruggere la causa palestinese serve a proteggere gli ebrei, allora perché si applica la Hannibal directory anche sui loro prigionieri oltre che sui loro soldati?
Erminia S.
https://youtu.be/eDy7XA4Rrws?si=t7-Tt-HpfFWvnzwL
YouTube
Egyptian Journalist DESTROYS Rep Randy Fine over “Let Gaza Starve” Comments
Journalist Rahma Zein joins from Egypt to give harrowing update on the starvation campaign in Gaza, and explains how US politicians (like "racist muppet" Randy Fine) enable it with dehumanizing rhetoric.
For the full discussion: https://www.patreon.com/posts/live…
For the full discussion: https://www.patreon.com/posts/live…
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Gli israeliani hanno attaccato illegalmente l'Handala, battente bandiera britannica, in acque internazionali, rapendo l'equipaggio: un altro atto di pirateria
#AllEyesOnHandala
Al Mayadeen
#AllEyesOnHandala
Al Mayadeen
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41 anni di Volontà incrollabile .
George Abdallah non è uscito come un uomo libero, ma come un simbolo vittorioso di resistenza incrollabile.
Mentre entrava tra le braccia del suo popolo, le sue prime parole non furono di amarezza, ma di impegno incrollabile alla resistenza, alla Palestina e alla lotta globale contro l'imperialismo.
Questa è una resurrezione di verità, dignità e determinazione rivoluzionaria.
Questo è ciò che ha detto al suo arrivo nella sua capitale Beirut incontrando una folla di seguaci della resistenza☝🏻
Marwa Osman
George Abdallah non è uscito come un uomo libero, ma come un simbolo vittorioso di resistenza incrollabile.
Mentre entrava tra le braccia del suo popolo, le sue prime parole non furono di amarezza, ma di impegno incrollabile alla resistenza, alla Palestina e alla lotta globale contro l'imperialismo.
Questa è una resurrezione di verità, dignità e determinazione rivoluzionaria.
Questo è ciò che ha detto al suo arrivo nella sua capitale Beirut incontrando una folla di seguaci della resistenza☝🏻
Marwa Osman
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GEORGES IBRAHIM ABDALLAH, il più vecchio prigioniero politico in Europa.
È libero e non è mai stato addomesticato.
Quanti lo conoscono, davvero? Quanti in Occidente hanno sentito l'ingiustizia che ha subito per essersi schierato, anima e corpo, con la causa palestinese? Quanti riescono a capire l'essenza del suo gesto, e la profonda coscienza di quest'uomo e la sua radicale umanità?
Libanese. Di origini cristiano maronita. Comunista. Non palestinese, ma più palestinese di molti. Nel 1984 fu arrestato e poi condannato senza prove dirette concrete. Nessuna testimonianza lo collocava nei luoghi degli omicidi. Nessuna prova lo incastrava. Ma la sua colpa, agli occhi di chi temeva la sua voce, era la coerenza e la determinazione.
Ha trascorso 41 anni in carcere, più della pena prevista anche con pressioni politiche esterne.
Non ha mai chiesto "la grazia". Non ha mai rinnegato le sue idee. Non ha mai piegato la testa, nemmeno quando sarebbe bastato abbassarla per uscire. Sempre a schiena dritta.
I suoi scioperi della fame non erano mai per sé stesso. MAI. Erano per i prigionieri politici palestinesi, per chi veniva ridotto al silenzio.
Questo video è per chi non lo conosce, e fa capire perché la sua figura fa tremare chi vive nel dominio e nella menzogna.
Io lo porto nel cuore. Sono fiera e orgogliosa di essere stata parte del collettivo Fronte Palestina, con cui (nel nostro piccolo) abbiamo dato voce ad Abdallah, quando la maggior parte ignorava il suo nome.
Georges Ibrahim Abdallah è la prova che la resistenza non ha passaporti e non ha confini. È importante conoscere la sua storia, semplicemente perché sua storia non è solo "un'altra storia". Non è "lontana". È la storia di chi ha scelto la solidarietà come atto radicale, e ha pagato per questo. È la storia di chi non ha avuto il "privilegio" di essere "indifferente" . E se non la conosciamo, se non la riconosciamo, quella storia prima o poi ci verrà incontro. E ci troverà impreparati.
Non conoscere e non capire Georges I. Abdallah significa non conoscere e non capire il nostro futuro.
Lunga vita al compagno resistente Georges, lunga vita alla Resistenza anti-colonialista e anti- imperialista in ogni dove!
Ps il video è in inglese, ma si possono attivare i sottotitoli. Consiglio vivamente la visione.
https://youtu.be/YkBZOskQu44?si=xUK8KNEtW-FOBTLg
È libero e non è mai stato addomesticato.
Quanti lo conoscono, davvero? Quanti in Occidente hanno sentito l'ingiustizia che ha subito per essersi schierato, anima e corpo, con la causa palestinese? Quanti riescono a capire l'essenza del suo gesto, e la profonda coscienza di quest'uomo e la sua radicale umanità?
Libanese. Di origini cristiano maronita. Comunista. Non palestinese, ma più palestinese di molti. Nel 1984 fu arrestato e poi condannato senza prove dirette concrete. Nessuna testimonianza lo collocava nei luoghi degli omicidi. Nessuna prova lo incastrava. Ma la sua colpa, agli occhi di chi temeva la sua voce, era la coerenza e la determinazione.
Ha trascorso 41 anni in carcere, più della pena prevista anche con pressioni politiche esterne.
Non ha mai chiesto "la grazia". Non ha mai rinnegato le sue idee. Non ha mai piegato la testa, nemmeno quando sarebbe bastato abbassarla per uscire. Sempre a schiena dritta.
I suoi scioperi della fame non erano mai per sé stesso. MAI. Erano per i prigionieri politici palestinesi, per chi veniva ridotto al silenzio.
Questo video è per chi non lo conosce, e fa capire perché la sua figura fa tremare chi vive nel dominio e nella menzogna.
Io lo porto nel cuore. Sono fiera e orgogliosa di essere stata parte del collettivo Fronte Palestina, con cui (nel nostro piccolo) abbiamo dato voce ad Abdallah, quando la maggior parte ignorava il suo nome.
Georges Ibrahim Abdallah è la prova che la resistenza non ha passaporti e non ha confini. È importante conoscere la sua storia, semplicemente perché sua storia non è solo "un'altra storia". Non è "lontana". È la storia di chi ha scelto la solidarietà come atto radicale, e ha pagato per questo. È la storia di chi non ha avuto il "privilegio" di essere "indifferente" . E se non la conosciamo, se non la riconosciamo, quella storia prima o poi ci verrà incontro. E ci troverà impreparati.
Non conoscere e non capire Georges I. Abdallah significa non conoscere e non capire il nostro futuro.
Lunga vita al compagno resistente Georges, lunga vita alla Resistenza anti-colonialista e anti- imperialista in ogni dove!
Ps il video è in inglese, ma si possono attivare i sottotitoli. Consiglio vivamente la visione.
https://youtu.be/YkBZOskQu44?si=xUK8KNEtW-FOBTLg
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Why Israel is Terrified of Him - Europe's Longest-Imprisoned Man is Free
He was Europe's longest-imprisoned man. Today Georges Ibrahim Abdallah is free after 40+ years in prison. Watch this short documentary/video essay on how and why Israel & the US pressured France to keep the Lebanese communist in jail. His story of struggle…
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Il gruppo ha elogiato il coraggio degli attivisti internazionali a bordo di Handala per aver tentato di rompere il blocco nonostante le minacce delle autorità "israeliane".
Per saperne di più: http://en.royanews.tv/news/61601
Per saperne di più: http://en.royanews.tv/news/61601
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URGENTE:
Le Forze Armate yemenite hanno annunciato che: "Alla luce dell'accelerazione degli sviluppi nella Palestina occupata, in particolare nella Striscia di Gaza, compresa la continuazione della guerra di genocidio e il martirio di migliaia di nostri fratelli palestinesi a seguito dell'aggressione e dell'assedio in corso da mesi, e alla luce del vergognoso silenzio arabo, islamico e internazionale, lo Yemen, alla luce della continuazione di questi massacri orribili, brutali e senza precedenti nella nostra storia contemporanea, si trova ad affrontare una responsabilità religiosa, morale e umanitaria nei confronti degli oppressi che sono esposti quotidianamente e 24 ore su 24 a uccisioni e distruzioni da bombardamenti aerei, terrestri e navali, e alla fame e alla sete a causa del soffocante e duro assedio nella salda e orgogliosa Gaza. Questo è qualcosa che nessun essere umano può accettare, figuriamoci arabi e musulmani!"
Il portavoce delle Forze Armate yemenite, il Generale di Brigata Yahya Saree, ha annunciato che "le forze yemenite, confidando in Dio e affidandosi a Lui, hanno deciso di intensificare le loro operazioni di supporto militare e di iniziare ad attuare la quarta fase del blocco navale contro il nemico. Questa fase include l'attacco a tutte le navi appartenenti a qualsiasi compagnia che operi nei porti del nemico sionista, indipendentemente dalla nazionalità di tale compagnia, e in qualsiasi luogo alla portata delle forze armate".
Il Generale di Brigata Saree ha proseguito: "Avvertiamo tutte le compagnie di interrompere i rapporti con i porti nemici sionisti a partire dal momento in cui questa dichiarazione verrà pubblicata. In caso contrario, le loro navi, indipendentemente dalla loro destinazione, saranno prese di mira ovunque possano essere raggiunte o raggiunte dai nostri missili e droni".
Ha inoltre invitato tutti i paesi, se vogliono evitare questa escalation, a fare pressione sul nemico affinché cessi l'aggressione e tolga l'assedio alla Striscia di Gaza, poiché nessuna persona libera su questa terra può accettare ciò che sta accadendo.
Il generale di brigata Saree ha concluso: "Ciò che stanno facendo le forze armate yemenite esprime il nostro impegno morale e umanitario nei confronti dell'ingiustizia del fratello popolo palestinese e tutte le nostre operazioni militari cesseranno non appena cesserà l'aggressione a Gaza e l'assedio sarà revocato".
ONORE E VITTORIA PER IL CORAGGIOSO YEMEN!
Le Forze Armate yemenite hanno annunciato che: "Alla luce dell'accelerazione degli sviluppi nella Palestina occupata, in particolare nella Striscia di Gaza, compresa la continuazione della guerra di genocidio e il martirio di migliaia di nostri fratelli palestinesi a seguito dell'aggressione e dell'assedio in corso da mesi, e alla luce del vergognoso silenzio arabo, islamico e internazionale, lo Yemen, alla luce della continuazione di questi massacri orribili, brutali e senza precedenti nella nostra storia contemporanea, si trova ad affrontare una responsabilità religiosa, morale e umanitaria nei confronti degli oppressi che sono esposti quotidianamente e 24 ore su 24 a uccisioni e distruzioni da bombardamenti aerei, terrestri e navali, e alla fame e alla sete a causa del soffocante e duro assedio nella salda e orgogliosa Gaza. Questo è qualcosa che nessun essere umano può accettare, figuriamoci arabi e musulmani!"
Il portavoce delle Forze Armate yemenite, il Generale di Brigata Yahya Saree, ha annunciato che "le forze yemenite, confidando in Dio e affidandosi a Lui, hanno deciso di intensificare le loro operazioni di supporto militare e di iniziare ad attuare la quarta fase del blocco navale contro il nemico. Questa fase include l'attacco a tutte le navi appartenenti a qualsiasi compagnia che operi nei porti del nemico sionista, indipendentemente dalla nazionalità di tale compagnia, e in qualsiasi luogo alla portata delle forze armate".
Il Generale di Brigata Saree ha proseguito: "Avvertiamo tutte le compagnie di interrompere i rapporti con i porti nemici sionisti a partire dal momento in cui questa dichiarazione verrà pubblicata. In caso contrario, le loro navi, indipendentemente dalla loro destinazione, saranno prese di mira ovunque possano essere raggiunte o raggiunte dai nostri missili e droni".
Ha inoltre invitato tutti i paesi, se vogliono evitare questa escalation, a fare pressione sul nemico affinché cessi l'aggressione e tolga l'assedio alla Striscia di Gaza, poiché nessuna persona libera su questa terra può accettare ciò che sta accadendo.
Il generale di brigata Saree ha concluso: "Ciò che stanno facendo le forze armate yemenite esprime il nostro impegno morale e umanitario nei confronti dell'ingiustizia del fratello popolo palestinese e tutte le nostre operazioni militari cesseranno non appena cesserà l'aggressione a Gaza e l'assedio sarà revocato".
ONORE E VITTORIA PER IL CORAGGIOSO YEMEN!
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Cifre scioccanti
Il giornale israeliano Yedioth lo ha rivelato oggi, citando il Dipartimento di Riabilitazione del Ministero della Difesa.
Ha affermato che entro il 2028 il dipartimento curerà e riconoscerà almeno 100.000 soldati dell'IDF feriti e invalidi, almeno la metà dei quali soffrirà di disabilità mentali. Si tratta di vittime di tutte le guerre israeliane, ma la maggior parte di loro, in base alla situazione attuale, è rimasta ferita dal 7 ottobre a oggi.
Ha aggiunto: "Fino a poco tempo fa, la stima di '100.000 invalidi' era legata alle proiezioni del Ministero della Difesa per il 2030. negli ultimi mesi si è registrato un aumento di decine di punti percentuali del numero di soldati che soffrono di disagio psicologico e cercano assistenza".
Majdi Balgouthi
Il giornale israeliano Yedioth lo ha rivelato oggi, citando il Dipartimento di Riabilitazione del Ministero della Difesa.
Ha affermato che entro il 2028 il dipartimento curerà e riconoscerà almeno 100.000 soldati dell'IDF feriti e invalidi, almeno la metà dei quali soffrirà di disabilità mentali. Si tratta di vittime di tutte le guerre israeliane, ma la maggior parte di loro, in base alla situazione attuale, è rimasta ferita dal 7 ottobre a oggi.
Ha aggiunto: "Fino a poco tempo fa, la stima di '100.000 invalidi' era legata alle proiezioni del Ministero della Difesa per il 2030. negli ultimi mesi si è registrato un aumento di decine di punti percentuali del numero di soldati che soffrono di disagio psicologico e cercano assistenza".
Majdi Balgouthi
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Parlano di turisti francesi, ma sicuro con doppio passaporto della colonia.
Ora, il modus operandi è lo stesso: entri in un posto, provochi, ti dichiari israeliano, ti becchi giustamente degli insulti perché dovresti solo vergognarti, poi i pennivendoli dicono che sei un povero turista ebreo con la kippah (tirata fuori per l'occorrenza), ma FRANCESE, e parte il chiagni e fotti, tutto rigorosamente a reti unificate, tv, radio, giornali, social tutti insieme appassionatamente.
Poi vedi il video e non si vede un bel niente.
Solo gente che dice "non siamo a Gaza" e "Palestina libera"
Esattamente come le fantomatiche prove delle atrocità del 7 ottobre del ridicolo rapporto Dinah Project: Lo apri, lo scorri, lo riscorri e non trovi UNA sola foto una sola prova che dimostri ciò che dicono, perché non esistono queste "prove", ma loro ti vogliono convincere di aver visto ciò che dicono senza mostrartelo.
Nauseanti.
Ora, il modus operandi è lo stesso: entri in un posto, provochi, ti dichiari israeliano, ti becchi giustamente degli insulti perché dovresti solo vergognarti, poi i pennivendoli dicono che sei un povero turista ebreo con la kippah (tirata fuori per l'occorrenza), ma FRANCESE, e parte il chiagni e fotti, tutto rigorosamente a reti unificate, tv, radio, giornali, social tutti insieme appassionatamente.
Poi vedi il video e non si vede un bel niente.
Solo gente che dice "non siamo a Gaza" e "Palestina libera"
Esattamente come le fantomatiche prove delle atrocità del 7 ottobre del ridicolo rapporto Dinah Project: Lo apri, lo scorri, lo riscorri e non trovi UNA sola foto una sola prova che dimostri ciò che dicono, perché non esistono queste "prove", ma loro ti vogliono convincere di aver visto ciò che dicono senza mostrartelo.
Nauseanti.
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Inaccettabile quanto accaduto all’auotogrill. Non si può insultare un padre davanti al proprio figlio di 6 anni solo perché israeliano. Decisamente più accettabile il destino di Jamal al-Durrah e suo figlio Muhammad, ammazzati a mitragliate a Gaza solo perché palestinesi. Ah era il 30 settembre del 2000.
Ventitré anni prima del 7 ottobre.
Antonio di Siena
Ventitré anni prima del 7 ottobre.
Antonio di Siena
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Sai che minaccia 🤣🤣🤣🤣
Ora Starmer ci spiega di quale stato palestinese parla, ad esempio:
- Quali sono i confini?
- Qual è la capitale?
- La continuità territoriale tra Gaza e West Bank?
- Il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e loro discendenti in TUTTA la Palestina storica?
L'unico stato palestinese da riconoscere è quello che va DAL FIUME AL MARE
Ora Starmer ci spiega di quale stato palestinese parla, ad esempio:
- Quali sono i confini?
- Qual è la capitale?
- La continuità territoriale tra Gaza e West Bank?
- Il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e loro discendenti in TUTTA la Palestina storica?
L'unico stato palestinese da riconoscere è quello che va DAL FIUME AL MARE
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"Invece di parlare del sequestro e rapimento di cittadini italiani in acque internazionali da parte del Quarto Reich, volontari partiti per inviare aiuti umanitari a Gaza, la stampa ha voluto creare il solito caso mediatico su un sionista francese ingiuriato (giustamente) in un autogrill vicino Milano. La propaganda sta provando a farlo passare come un attacco antisemita, perché pare che il tizio in questione indossasse una kippah. Il punto è che in Italia nessuno si azzarda a infamare un passante perché indossa la kippah. Moni Ovadia la indossa da decenni e non è stato mai molestato da nessuno. Viceversa se gridi "Viva Isrl" ti prendi l'epiteto di assassino, allo stesso modo di uno che grida "Heil H**ler". Il dispositivo del sionista bugiardo scatta proprio qui: far passare un'accusa politica per un pregiudizio etnico o religioso. L'hanno fatto a Napoli, l'hanno fatto in Spagna, l'hanno fatto a Firenze durante una manifestazione. Ormai è uno schema ben rodato, ma che si scontra però con una maggiore consapevolezza dell'opinione pubblica. Ma come sappiamo bene, anche grazie all'opera di tanti ebrei per bene in giro per il mondo, sionismo e ebraismo non solo non sono la stessa cosa, ma sono spesso in totale contraddizione. Proprio perché questa differenza è stata ben compresa da tanti, c'è ormai un sentimento diffuso di ostilità contro il sionismo, ideologia criminale votata all'annientamento di un popolo su cui si è costruita l'esperienza statale di Israele dal 48 ad oggi. Il punto è proprio questo: la misura è ormai colma, lo Stato inteso come "Palazzo" non sanziona in alcun modo l'entità terrorista e genocidiaria, anzi continua a cooperare e trafficare in armi con essa, e allora tocca al corpo vivente dello "Stato".. cioè noi comunità nazionale, prendere in mano la situazione, allontanando queste presenze criminali dai contesti civili e pubblici, promuovendo il boicottaggio, dissentendo su ogni scelta politica che non sanzioni questa minaccia alla sicurezza internazionale. I sionisti possono fare i grossi solo sui social, laddove non c'è presenza fisica, e si avvalgono delle loro lobby. Ma quando la loro presunzione suprematista si manifesta in contesti fisici, come luoghi pubblici, è dovere di ogni cittadino metterli al loro posto nel rispetto delle leggi. La Resistenza oggi non si celebra nei memoriali, ma si fa ovunque il Quarto Reich allunghi la sua mano criminale o la sua propaganda di morte."
Giuseppe Flavio Pagano
Giuseppe Flavio Pagano
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“Per entrambe le parti, non è una questione di tifoseria. Io sono tifoso solamente per sostenere la pace, la tregua. È l’unica cosa che sono in grado di sostenere con il mio modo di intendere la vita. Non ho niente di intelligente da dire su quello che sta succedendo. E siccome non ho niente di intelligente da dire, non dico niente.”
Questo il discorso dell’audace Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti o Jova per gli amici. Sembrava quello delle candidate a miss Italia: "Vogliamo la pace nel mondo”…
Dal palco del No Borders Music Festival, Jova l’equilibrista ha affermato di “non avere niente di intelligente da dire” su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.
Evidentemente quel “Il mio nome è Mai Più” che cantava circa 25 ani fa era solo una frase per vendere dischi.
Eppure tutti lo acclamano come saggio, illuminato, alcuni lo definiscono addirittura guru. Invitato dal Papa, alla prima serata del Festival di Sanremo, da Alberto Angela e dalla Fagnani.
Vedi gente che corre nei camerini ad abbracciarlo tutto sudato, a stringergli la mano in attesa del miracolo, trepidanti per il selfie di rito da mettere sui social per dire: “Io c’ero! Egli mi ha sorriso”. Perché il Jova, a detta di molti, sì che “ti insegna ad affrontare la vita”.
Il sommo poeta Dante, probabilmente avrebbe inserito di diritto il Jova nel girone degli ignavi, perché da un “immenso” come lui non ti aspetteresti un discorso così paraculo.
Come scrive giustamente il grande Iacopo Melio, “Non basta più parlare di Pace “da entrambe le parti” e “senza tifoserie”. Occorre dire con fermezza e senza remore che da oltre mezzo secolo lo Stato di Isr@ele sta attuando un vero e proprio genocydio del popolo p@lestinese”.
Questa si chiama onestà intellettuale. È necessario chiamare le cose con il loro nome, e chiunque in questo inferno non voglia prendere parte nettamente è complice.
Forse, caro Jovanotti, dovresti rileggere più e più volte il testo e riproporre “Il mio nome è Mai Più” dai tuoi palchi, credendoci davvero.
Qui non si tratta di "tifoserie”, ma si tratta di scegliere da che parte stare: se dalla parte dell'umanità, o dalla parte di chi uccide ogni giorno bambini, donne e uomini inermi.
E sì, poi ci vuole del coraggio, o forse solo buon senso, per definire da quel palco questa cosa col suo nome: genocidio.
Stefano Manera
Questo il discorso dell’audace Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti o Jova per gli amici. Sembrava quello delle candidate a miss Italia: "Vogliamo la pace nel mondo”…
Dal palco del No Borders Music Festival, Jova l’equilibrista ha affermato di “non avere niente di intelligente da dire” su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.
Evidentemente quel “Il mio nome è Mai Più” che cantava circa 25 ani fa era solo una frase per vendere dischi.
Eppure tutti lo acclamano come saggio, illuminato, alcuni lo definiscono addirittura guru. Invitato dal Papa, alla prima serata del Festival di Sanremo, da Alberto Angela e dalla Fagnani.
Vedi gente che corre nei camerini ad abbracciarlo tutto sudato, a stringergli la mano in attesa del miracolo, trepidanti per il selfie di rito da mettere sui social per dire: “Io c’ero! Egli mi ha sorriso”. Perché il Jova, a detta di molti, sì che “ti insegna ad affrontare la vita”.
Il sommo poeta Dante, probabilmente avrebbe inserito di diritto il Jova nel girone degli ignavi, perché da un “immenso” come lui non ti aspetteresti un discorso così paraculo.
Come scrive giustamente il grande Iacopo Melio, “Non basta più parlare di Pace “da entrambe le parti” e “senza tifoserie”. Occorre dire con fermezza e senza remore che da oltre mezzo secolo lo Stato di Isr@ele sta attuando un vero e proprio genocydio del popolo p@lestinese”.
Questa si chiama onestà intellettuale. È necessario chiamare le cose con il loro nome, e chiunque in questo inferno non voglia prendere parte nettamente è complice.
Forse, caro Jovanotti, dovresti rileggere più e più volte il testo e riproporre “Il mio nome è Mai Più” dai tuoi palchi, credendoci davvero.
Qui non si tratta di "tifoserie”, ma si tratta di scegliere da che parte stare: se dalla parte dell'umanità, o dalla parte di chi uccide ogni giorno bambini, donne e uomini inermi.
E sì, poi ci vuole del coraggio, o forse solo buon senso, per definire da quel palco questa cosa col suo nome: genocidio.
Stefano Manera
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«“Il turista francese ci ha aggrediti per primo, c’è il referto del pronto soccorso”: le persone accusate di antisemitismo all’Autogrill presentano querela
Il racconto delle otto persone (italiani di origini arabe palestinesi) coinvolte nell'alterco avvenuto domenica nella stazione di servizio di Lainate»
OOOPSSSS!!!
Gli unici antisemiti sono solo loro, provocatori, picchiatori
Loro sono esattamente ciò di cui accusano gli altri, si chiama proiezione psicologica.
Quando qualcuno accusa altri di comportamenti o intenzioni negative, ma in realtà sono aspetti che appartengono a sé stesso, sta proiettando.
È come se vedesse negli altri uno specchio, ma distorto, riflette inconsciamente ciò che non riesce o non vuole ammettere di sé.
E in questo caso il fine è molto chiaro: hasbara politica. Intimidazioni. Persecuzioni continue, dentro e fuori la Palestina.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/30/turista-francese-aggrediti-primo-referto-pronto-soccorso-autogrill-lainate-ebrei-querela/8079636/?sfnsn=scwspmo&fbclid=IwQ0xDSwL3h71jbGNrAveGoGV4dG4DYWVtAjExAAEeAxfg0xSRxMIfsTATHg57ZdZ7oUWhnd4JViMKbRPBoLoBk_39bvoghOSnmls_aem_RhUgr2gPS1mIzhKmyGBWMw
Il racconto delle otto persone (italiani di origini arabe palestinesi) coinvolte nell'alterco avvenuto domenica nella stazione di servizio di Lainate»
OOOPSSSS!!!
Gli unici antisemiti sono solo loro, provocatori, picchiatori
Loro sono esattamente ciò di cui accusano gli altri, si chiama proiezione psicologica.
Quando qualcuno accusa altri di comportamenti o intenzioni negative, ma in realtà sono aspetti che appartengono a sé stesso, sta proiettando.
È come se vedesse negli altri uno specchio, ma distorto, riflette inconsciamente ciò che non riesce o non vuole ammettere di sé.
E in questo caso il fine è molto chiaro: hasbara politica. Intimidazioni. Persecuzioni continue, dentro e fuori la Palestina.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/30/turista-francese-aggrediti-primo-referto-pronto-soccorso-autogrill-lainate-ebrei-querela/8079636/?sfnsn=scwspmo&fbclid=IwQ0xDSwL3h71jbGNrAveGoGV4dG4DYWVtAjExAAEeAxfg0xSRxMIfsTATHg57ZdZ7oUWhnd4JViMKbRPBoLoBk_39bvoghOSnmls_aem_RhUgr2gPS1mIzhKmyGBWMw
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Dal canale ufficiale
Alhares la guardia Gaza
📌 #Conosci_il_tuo_nemico.. le sue armi e tecniche
Il drone Evo Max🔻
▪️Tipo: piccolo drone tattico, prodotto dalla Autel Robotics.
▪️Dimensioni: circa 30 cm di lunghezza × 40 cm di larghezza, pieghevole, il che ne facilita il trasporto e la nascondibilità.
▪️Tecnologie: dotato di telecamere termiche e ottiche ad alta risoluzione, visione notturna, designazione obiettivi laser, resistente alle interferenze.
▪️Uso: impiegato per il tracciamento, il rilevamento degli obiettivi, l'esplorazione di case, tunnel e aree distrutte prima dell'assalto.
▪️Minaccia: solitamente lanciato prima dell'avanzata delle truppe o in missioni di sorveglianza notturna; la difficoltà nel rilevarlo ad occhio nudo aumenta il suo pericolo.
👈 Raccomandazioni di "Alhares":
▪️ Non muoverti in aree scoperte durante il volo a bassa quota o se senti un ronzio leggero.
▪️ Usa coperture e mimetizzazioni naturali o artificiali sul campo.
▪️ Evita di accendere luci o segnali elettronici che potrebbero essere rilevati.
▪️ Assicurati di neutralizzare qualsiasi dispositivo che possa emettere calore o radiazioni.
▪️ Mantieni la disciplina sul campo e la prontezza costante per ogni emergenza.
🏷️ Alhares.. sensibilizzazione e protezione
Segui Alhares: t.me/alhares
Alhares la guardia Gaza
📌 #Conosci_il_tuo_nemico.. le sue armi e tecniche
Il drone Evo Max🔻
▪️Tipo: piccolo drone tattico, prodotto dalla Autel Robotics.
▪️Dimensioni: circa 30 cm di lunghezza × 40 cm di larghezza, pieghevole, il che ne facilita il trasporto e la nascondibilità.
▪️Tecnologie: dotato di telecamere termiche e ottiche ad alta risoluzione, visione notturna, designazione obiettivi laser, resistente alle interferenze.
▪️Uso: impiegato per il tracciamento, il rilevamento degli obiettivi, l'esplorazione di case, tunnel e aree distrutte prima dell'assalto.
▪️Minaccia: solitamente lanciato prima dell'avanzata delle truppe o in missioni di sorveglianza notturna; la difficoltà nel rilevarlo ad occhio nudo aumenta il suo pericolo.
👈 Raccomandazioni di "Alhares":
▪️ Non muoverti in aree scoperte durante il volo a bassa quota o se senti un ronzio leggero.
▪️ Usa coperture e mimetizzazioni naturali o artificiali sul campo.
▪️ Evita di accendere luci o segnali elettronici che potrebbero essere rilevati.
▪️ Assicurati di neutralizzare qualsiasi dispositivo che possa emettere calore o radiazioni.
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Anthony Aguilar, un soldato americano che ha prestato servizio con l'organizzazione GHF, ammette l'uccisione da parte di "israele" di un bambino di 12 anni che aveva camminato per 20 kilometri, ringraziato questo soldato americano per il cibo e mentre tornava indietro è stato ammazzato dagli psicopatici con la kippah in testa e Uzi in tutte e 2 le mani.
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🇵🇸⚡️Hamas accoglie con favore le posizioni pro-palestinesi alla conferenza ONU, respinge le richieste di disarmo
Comunicato Stampa
Il Movimento di Resistenza Islamica “Hamas” presta grande attenzione a ogni passo che possa portare a un progresso positivo nella lotta del popolo palestinese a tutti i livelli. Da questo punto di vista, il movimento esprime il suo apprezzamento per le posizioni positive annunciate alla conferenza internazionale di alto livello tenutasi a New York sulla questione palestinese.
Confermiamo il nostro benvenuto agli sforzi e alle posizioni internazionali che sostengono il diritto del popolo palestinese di reclamare la propria terra e patria, e di stabilire il proprio stato indipendente senza alcuna condizione. Questo è un diritto intrinseco e naturale del nostro popolo, e il riconoscimento di uno Stato di Palestina pienamente sovrano è il frutto della lotta continua del nostro popolo e un’espressione di rispetto per i principi del diritto internazionale.
La resistenza e le sue armi sono un diritto nazionale e legale finché persiste l’occupazione. Questo diritto è stato affermato da convenzioni e norme internazionali e non può essere abbandonato se non attraverso il completo ripristino dei nostri diritti e l’istituzione del nostro stato indipendente pienamente sovrano.
Porre fine alla guerra di genocidio e pulizia etnica, seguita dalla fine dell’occupazione, è il primo passo in qualsiasi azione internazionale seria. Ciò richiede l’isolamento dell’occupazione e il perseguimento dei suoi leader come criminali di guerra — non l’abbraccio o la firma di accordi o normalizzazioni con loro e la loro entità criminale.
Il Movimento di Resistenza Islamica “Hamas”
Giovedì: 5° di Safar, 1447 AH
Corrispondente a: 31 luglio 2025 d.C.
Comunicato Stampa
Il Movimento di Resistenza Islamica “Hamas” presta grande attenzione a ogni passo che possa portare a un progresso positivo nella lotta del popolo palestinese a tutti i livelli. Da questo punto di vista, il movimento esprime il suo apprezzamento per le posizioni positive annunciate alla conferenza internazionale di alto livello tenutasi a New York sulla questione palestinese.
Confermiamo il nostro benvenuto agli sforzi e alle posizioni internazionali che sostengono il diritto del popolo palestinese di reclamare la propria terra e patria, e di stabilire il proprio stato indipendente senza alcuna condizione. Questo è un diritto intrinseco e naturale del nostro popolo, e il riconoscimento di uno Stato di Palestina pienamente sovrano è il frutto della lotta continua del nostro popolo e un’espressione di rispetto per i principi del diritto internazionale.
La resistenza e le sue armi sono un diritto nazionale e legale finché persiste l’occupazione. Questo diritto è stato affermato da convenzioni e norme internazionali e non può essere abbandonato se non attraverso il completo ripristino dei nostri diritti e l’istituzione del nostro stato indipendente pienamente sovrano.
Porre fine alla guerra di genocidio e pulizia etnica, seguita dalla fine dell’occupazione, è il primo passo in qualsiasi azione internazionale seria. Ciò richiede l’isolamento dell’occupazione e il perseguimento dei suoi leader come criminali di guerra — non l’abbraccio o la firma di accordi o normalizzazioni con loro e la loro entità criminale.
Il Movimento di Resistenza Islamica “Hamas”
Giovedì: 5° di Safar, 1447 AH
Corrispondente a: 31 luglio 2025 d.C.
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