Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Definisci Bambini.
Eccoli, solo una parte dei bambini Palestinesi, i bambini più belli, dignitosi e coraggiosi del mondo.

Non sono una madre io, ma le ingiustizie che subisce questo popolo le sento forte come fossero tutti figli miei, comprese le donne, gli uomini e gli anziani.

Per loro il cuore batte più forte.

Video di Andrea Melis.
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Due container di esplosivi diretti ad Haifa sono stati bloccati nel porto di Ravenna dopo una segnalazione di alcuni lavoratori portuali.

Ne dà notizia il sindaco della città romagnola, Alessandro Barattoni, che insieme alla presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, e al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha inviato una lettera ai vertici di Sapir, la società che gestisce in Darsena San Vitale il principale terminal operator del porto di Ravenna, chiedendo di impedire il transito di armi destinate a paesi in conflitto.

"Ieri sera, grazie al coraggio di alcuni lavoratori portuali, siamo stati informati del previsto arrivo di due container classificati come esplosivi", spiega Barattoni. Verificata la notizia, i tre amministratori pubblici, in qualità di azionisti di Sapir, hanno chiesto alla società "di valutare tutte le possibili azioni giuridiche onde evitare che armi destinate a paesi in conflitto o scenario di violazioni di diritti internazionali possano transitare dai terminal in concessione".


https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/09/18/a-ravenna-bloccati-container-di-esplosivi-diretti-a-haifa_84b51bff-d841-4b4f-8243-53b80933b4c9.html?fbclid=IwY2xjawM48cZleHRuA2FlbQIxMQABHlWWw-A7GFOK8UAQOo-L6wkQjpgrwk6Hl0aEWiIeHyDZWkERSSpKeAg0O3RH_aem_Zrgrqv2Zj_vC4YDaO0v6xg
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Riepilogo dei massacri sionisti.
Il genocidio è cominciato cent'anni fa. Altro che 7 ottobre.
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Italiano: Chiediamo alle persone di coscienza e a tutti i popoli liberi di tutto il mondo di partecipare attivamente alle marce arrabbiate davanti alle ambasciate sioniste e americane e alle ambasciate dei paesi che sostengono l'occupazione, di esporre i crimini di genocidio e fame e di conquistare i diritti del nostro popolo alla libertà e all'indipendenza.

Sito ufficiale-Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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Parola precedente del comandante dello Stato Maggiore delle Brigate Al-Qassam, il martire Haj / Muhammad al-Deif "Abu Khaled"
"Iniziate la marcia ora e non domani verso la Palestina e non permettete che catene, confini o regimi vi privino dell'onore di partecipare alla liberazione della Moschea Al-Aqsa" Muhammad al-Deif "Abu Khaled" comandante dello Stato Maggiore delle Brigate Al-Qassam
#Inondazione_AlAqsa

Dal canale ufficiale delle Brigate al-Qassam
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Italiano: Che i prossimi venerdì, sabato e domenica (19, 20 e 21 settembre) siano giorni di proteste di rabbia contro l'occupazione e i suoi sostenitori, un grido contro il silenzio e l'inazione internazionale e una voce unificata per fermare l'aggressione, aprire i valichi e rompere l'assedio.

18, Set
Sito ufficiale-Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
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Italiano: Chiediamo una partecipazione attiva alle proteste arrabbiate di fronte alle ambasciate sioniste, statunitensi e di altre ambasciate che sostengono l'occupazione, per esporre i crimini di genocidio e fame e per sostenere i diritti del nostro popolo alla libertà e all'indipendenza.

18, Set
Sito ufficiale-Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
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Italiano: ️ ️ Il sito ufficiale del movimento di resistenza islamico Hamas pubblica la dichiarazione militare rilasciata dalla leadership delle brigate martiri Izz al-Din al-Qassam tradotta in ebraico e indirizzata alla leadership militare e politica del nemico: . Diciamo al comando militare e politico del nemico: Gaza non sarà un boccone facile per il vostro esercito codardo, e non abbiamo paura di voi, siamo pronti a mandare le anime dei vostri soldati all'inferno. Abbiamo preparato per voi un esercito di martiri e migliaia di imboscate e ordigni esplosivi artigianali, e Gaza sarà la tomba dei vostri soldati.

Sito ufficiale-Movimento Hamas
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הצהרה צבאית שפורסמה על ידי:
... ::: פיקוד גדודי עז א-דין אל-קסאם ::: ...

אנו אומרים להנהגה הצבאית והפוליטית של האויב: עזה לא תהיה מטרה קלה לצבאכם המפחיד. איננו חוששים מכם ומוכנים לשלוח את נשמות חייליכם לגיהנום. הכנו עבורכם צבא של קדושים מעונים ואלפי מארבים ופצצות הנדסה. עזה תהיה בית קברות לחייליכם.

אתם נכנסים למלחמת התשה קשה שתעלה לכם באבדות ובאסירים נוספים. אימנו את המוג'אהדין שלנו להניח מטעני חבלה בתוך תאי הרכבים שלכם. הדחפורים שלכם יהיו מטרות עיקריות עבור המוג'אהדין שלנו וסיבה להגדלת מספר האסירים שלנו.

האסירים שלכם מפוזרים בשכונות העיר עזה, ולא נחוס על חייהם כל עוד נתניהו החליט להרוג אותם. ייזום והרחבת מבצע פלילי זה פירושם שלא תשיגו אף אסיר, לא חי ולא מת, וגורלם יהיה זהה לזה של רון ארד.

זהו ג'יהאד שמוביל לניצחון או מות קדושים

גדודי עז א-דין אל-קסאם - פלסטין

אתר רשמי - תנועת חמאס
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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☪️🇵🇸 Abdulmutallab Al-Nuaimi Al-Qaisi "Abu Isa", 57 anni, cittadino Giordano, è l'eroe che ha portato a termine l'operazione di sparatoria/accoltellamento di quest'oggi al valico di Karameh (Allenby), al confine tra Giordania e Cisgiordania, in cui è riuscito a liquidare due soldati delle forze di occupazione e a ferirne un terzo prima di ascendere al più alto degli onori, il martirio. 🇵🇸☪️ TMaA
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Forwarded from byebyeunclesam
La guerra come urbanistica finale,
di Hansy Lumen

La storia recente di conflitti armati mostra spesso una dinamica inquietante: l’uso della violenza non solo come strumento militare, ma come mezzo per ripensare, ridisegnare e privatizzare territori, assetti politici e spazi urbani. L’operazione israeliana a Gaza City, con le dichiarazioni del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, ne rappresenta un esempio lampante e drammaticamente lucido. Smotrich non usa mezzi termini. Alla conferenza Urban Renewal Summit di Tel Aviv parla di Gaza come di una “miniera d’oro immobiliare”. La guerra, nelle sue parole, è una fase preliminare di un progetto urbanistico e speculativo già pianificato: la demolizione è compiuta, la ricostruzione “si pagherà da sola”. Una retorica che trasforma la sofferenza e la morte di decine di migliaia di persone in un preambolo per investimenti, terreni e rendite immobiliari. La violenza diventa dunque strumento non di difesa o sicurezza, ma di ridistribuzione del territorio secondo logiche economiche e di potere. Il caso di Gaza mostra chiaramente il legame tra guerra, ricostruzione e grandi interessi infrastrutturali. La strategia di “tabula rasa” consente non solo di eliminare fisicamente chi abita i territori, ma di cancellare anche la memoria politica e sociale di comunità intere, sostituendola con una nuova mappa del potere, più funzionale a chi gestisce capitali e decisioni internazionali. Le dichiarazioni di Smotrich, che annuncia la condivisione del “business plan” con gli Stati Uniti, rivelano come questi processi non siano locali, ma integrati in un sistema geopolitico dove il conflitto armato diventa terreno di negoziazione e investimento economico.
Questa logica non è confinata alla Striscia di Gaza. La pianificazione di nuovi insediamenti in Cisgiordania, la cancellazione del progetto di due Stati e la progressiva espansione di colonie e infrastrutture rappresentano la costruzione di un nuovo ordine territoriale basato sul controllo e sulla monetizzazione dello spazio. La tabula rasa, quindi, non è solo distruzione: è la precondizione per una ristrutturazione economica e politica radicale, dove la violenza legittima l’ingresso dei grandi interessi immobiliari e infrastrutturali. Riflettere su queste dinamiche significa capire che la guerra moderna spesso non è fine a se stessa.
Gaza non è solo un luogo di tragedia umana, ma anche un caso emblematico di come il potere e il capitale possano trasformare la distruzione in opportunità economica e geopolitica.
La sfida è riconoscere questa logica e interrogarsi sulle implicazioni etiche, legali e sociali di una strategia che unisce guerra, speculazione e ristrutturazione del territorio. Ignorare questa prospettiva significa rischiare di accettare, implicitamente, che la ricostruzione e il profitto possano sostituire la giustizia e la vita.
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Ieri l’esercito più democratico del mondo ha distrutto la Moschea al Aybaki, che si trovava a Gaza dal 13° secolo, come Notre Dame, la Certosa di Parma, la Basilica di San Francesco ad Assisi, la Cattedrale di Palermo e il duomo di Monreale, ecc..
“Ecco perché Gaza è insopportabile al colonizzatore: perché ricorda che la storia non si cancella con settantasette anni di barbarie. Dietro la retorica del
"popolo eletto" c'è, in realtà, un gigantesco complesso d'inferiorità. Uno Stato bambino che, davanti a millenni di storia, tenta di cancellare tutto ciò che lo precede per potersi affermare.”
Non ci sono più parole…

Giuseppe G.
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Definisci Bambino.
Abbiamo visto, in questi 2 anni, bambini palestinesi seppellire I loro fratellini, trasportarli in spalla per kilometri sotto il caldo e affamati, scalzi, cose allucinanti... e sulle tv italiane si tollera che un negazionista fondamentalista ebreo dica certe bestemmie senza che venga espulso dal programma!
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Stimo il professor Jeffrey Sachs per le sue posizioni coraggiose su israele, prima fra tutte il concetto per me basic della non esistenza di un popolo ebraico, che è un falso storico in termini, costruito a tavolino dal sionismo nel momento stesso in cui progettava, assieme alle potenze coloniali europee, di costituire un avamposto occidentale ed imperialista nel cuore del mondo arabo, come fattore di destabilizzazione in un'area cruciale la cui unità fu temuta e contrastata dalle potenze occidentali per motivi strategici, politici e di sfruttamento.
Esiste la religione ebraica e le sue comunità, più o meno consistenti, più o meno sparse in tutto il mondo.
Non sono del tutto d'accordo con lui però quando asserisce che israele abbia perso il suo diritto ad esistere per le gravissime colpe di cui si è.macchiato.
israele questo diritto non lo ha mai avuto. Piaccia o non piaccia, legalmente è così.
Possiamo parlare di "fatto compiuto" con cui fare i conti, ma non di diritto.
Chi potrà mai conferire il diritto ad israele se non il popolo palestinese? Non siamo titolari di tale diritto né io né tu -occidentale random che fa lo splendido sulla pelle altrui.
E sarei sempre molto curiosa di vedere quante entusiastiche adesioni al "progetto israele" verrebbero meno in pochi secondi se i diritti messi in pericolo fossero stati i loro.
Come si suol dire, grazie al caxx. E grazie alla Palestina. E io speriamo sempre che me la cavo.
Negli anni e nei mesi immediatamente precedenti alla creazione dello stato d'Israele - dichiarazione che fu unilaterale, ricordiamolo sempre - molte commissioni e molti emissari delle Nazioni Unite inviati in Palestina per consultare la popolazione autoctona sulla base del principio dell'autodeterminazione dei popoli, misero in guardia la comunità internazionale circa l'inammissibilità di uno stato ebraico in Palestina.
l'Inghilterra addirittura emanò una White Paper in extremis, ultimo tentativo per scongiurare l'abominio che si prefigurava in una terra i cui abitanti semplicemente non erano d'accordo né con la costituzione di uno stato ebraico né, peggio, con una eventuale spartizione del territorio, la quale limitava l'immigrazione ebraica in Palestina ad un massimo di 75.000 unità per cinque anni, onde evitare che la popolazione di immigrati superasse il terzo della popolazione complessiva della Palestina
Ma la situazione come sappiamo era già sfuggita di mano. La violenza terroristica delle bande sioniste, la pavidità dell'Inghilterra, la sostanziale acquiescenza della comunità internazionale ed il tradimento dei governi arabi fecero il resto, ma è ovvio che si tratti di una storia criminale che non ha nulla a che vedere con il diritto.
israele non ha perso il diritto, che semplicemente non esiste. Ha perso invece il merito, la facoltà. La possibilità e l'opportunità. L'occasione, che poteva esserci - e ci sarebbe stata - con un popolo come quello palestinese.
Le parole più toccanti su cosa sia questo popolo le posto qui sotto.
Rossella Ahmad.
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In questi giorni, si è tenuto a Gaza il sermone più breve della storia. Ascendendo al pulpito, dinanzi a fedeli riuniti fra le macerie, un imam ha dichiarato: “Sono affamato, e non ho la forza di parlare; siete affamati, e non avete la forza di ascoltare: levatevi dunque in preghiera”, senza che vi fosse altro da aggiungere. Yahya ar-Razi disse che “la fame è il cibo con cui Iddioﷻ nutre i corpi dei Veridici (الصدقين)” - e quello della Veridicità (sidq) è un grado superiore perfino a quello del Martirio, appena precedente quello eminente della Profezia. Allo spalancarsi - secondo un'espressione israeliana - delle “porte dell'Inferno” e dell'abisso dell'abominio a Gaza, corrisponde ivi l'apertura delle Porte del Paradiso e la manifestazione delle vette della Santità (الولاية): non semplicemente di vittime innocenti, ma di esseri umani che sopportando l'insopportabile e patendo l'indicibile l'hanno fatto conservando la fede, confermando il patto con Dioﷻ, dandone testimonianza indelebile alle generazioni a venire.
R. Longo
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Forwarded from Rubio feat Rubio
“I complici diretti del sionismo però non possono essere solo gli ospiti opportunisti di questo programma liberal (PropagandaLive) come Mannocchi, Serra, Makkox, Calcare e chi più ne ha più ne metta, ma chi passivamente guardandolo e nutrendolo con ridicoli post opinionisti dalle velleità rivoluzionarie è convinto di essere parte di un cambiamento e che questo contenitore di compagneria sciatta da salotto stia denunciando veramente qualcosa.”

https://7ottobre.noblogs.org/2025/09/20/propaganda-death/
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Lo scrivevo qui, avevo intuito qualcosa del genere leggendo le parole di Katz, ma poi leggo queste parole bellissime di Gabriele I. e mi si gonfia il cuore di amore e di gratitudine per il popolo palestinese...perchè non si tratta solo di morire per una causa, ma di vivere nella verità, nella coerenza assoluta con il proprio patto con Dio, anche nel mezzo dell'orrore. In questo senso, la santità che si manifesta a Gaza non è "astratta", ma è "incarnata" in volti, gesti, silenzi e preghiere che sfidano l'annientamento.
Palestina libera 🇵🇸 ❤️
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«In questi giorni, si è tenuto a Gaza il sermone più breve della storia. Ascendendo al pulpito, dinanzi a fedeli riuniti fra le macerie, un imam ha dichiarato: “Sono affamato, e non ho la forza di parlare; siete affamati, e non avete la forza di ascoltare: levatevi dunque in preghiera”, senza che vi fosse altro da aggiungere. Yahya ar-Razi disse che “la fame è il cibo con cui Iddioﷻ nutre i corpi dei Veridici (الصدقين)” - e quello della Veridicità (sidq) è un grado superiore perfino a quello del Martirio, appena precedente quello eminente della Profezia. Allo spalancarsi - secondo un'espressione israeliana - delle “porte dell'Inferno” e dell'abisso dell'abominio a Gaza, corrisponde ivi l'apertura delle Porte del Paradiso e la manifestazione delle vette della Santità (الولاية): non semplicemente di vittime innocenti, ma di esseri umani che sopportando l'insopportabile e patendo l'indicibile l'hanno fatto conservando la fede, confermando il patto con Dioﷻ, dandone testimonianza indelebile alle generazioni a venire.»

Gabriele Iungo
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Il porto di Gaza com'era (in basso) e dopo (in alto) il passaggio dei sionisti.

Hanno trovato un giardino bellissimo, dolce, profumato.. e l'hanno trasformato in deserto grondante sangue.

Maledetti per l'eternità!!!
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L'Università di Yale ha donato 1 milione di dollari agli Amici delle Forze di Difesa israeliane (FIDF), che raccoglie fondi per l'esercito israeliano.

La Yale Endowment Justice Coalition, un gruppo guidato da studenti che sostiene investimenti etici e trasparenza finanziaria presso l'università, ha divulgato la donazione dopo aver recensito il modulo 990 dell'IRS 2024 di Yale. Il modulo descrive le sovvenzioni erogate attraverso il programma di fondi consultati dai donatori dell'università.

"La FIDF è un'organizzazione no profit americana che aiuta a reclutare "soldati solitari" per svolgere l'occupazione di Israele in Palestina e il genocidio a Gaza", ha dichiarato il gruppo in una dichiarazione.

Fonte: Anadolu Agency

Wear the Peace.
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Forwarded from Enrico Galoppini
Le notizie su presunti aerei militari russi che violerebbero lo spazio aereo dei Paesi NATO orientali si susseguono ormai da mesi. Allo stesso modo si parla di droni russi che avrebbero colpito la Polonia, salvo poi scoprire , come ammesso anche da fonti ufficiali polacche, che non era vero nulla.
Non voglio fare una difesa d’ufficio della Russia. Ma fin dall’inizio, tutto questo clamore mi è sembrato grottesco. La Russia non ha né l’interesse né la convenienza ad alzare ulteriormente il livello dello scontro diretto con la NATO. Sta semplicemente portando avanti, in Ucraina, gli obiettivi militari e geopolitici che ha dichiarato fin dal principio.
Allora cos’è che sta succedendo davvero? C’è forse la volontà ,da parte della NATO, o meglio della componente europea della NATO, di creare un casus belli, un pretesto per giustificare un eventuale intervento diretto contro Mosca (che, senza l’appoggio concreto degli Stati Uniti, sarebbe un suicidio militare ed economico)?
In realtà, la risposta è più semplice: non si tratta di strategia militare, ma di interessi economici. E tutto è perfettamente sotto i nostri occhi, basta voler vedere.
L’Unione Europea ha appena approvato il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Diciotto. Eppure i precedenti diciassette non hanno prodotto alcun effetto concreto: la Russia continua a sostenersi grazie alle sue immense risorse naturali e a relazioni strategiche con i principali attori globali, Cina e India in primis.
Le sanzioni non hanno colpito il Cremlino. Hanno colpito noi. O meglio: hanno colpito le classi popolari europee, che vivono di salari normali, pagano affitti e mutui, e fanno i conti ogni mese con bollette e carrello della spesa. E nonostante ciò, si insiste con lo stesso schema fallimentare.
L’ultima trovata? La cessazione totale delle importazioni di gas russo. Fino a oggi, seppur in forma ridotta (e sotto traccia), il gas russo , soprattutto liquefatto , continuava ad arrivare. Ora, grazie agli accordi UE-USA siglati sotto il ricatto dei dazi, tutto il gas dovrà arrivare dagli Stati Uniti, a prezzi maggiorati. Un’altra mazzata per le economie europee, e un enorme regalo all’industria energetica americana.
Ma anziché dire la verità agli europei, qual è la soluzione? Sempre la stessa: agitare lo spauracchio della “minaccia russa”, dipingere la leadership del Cremlino come un branco di psicopatici assetati di sangue, alimentare la paranoia collettiva con il fuoco della propaganda mediatica. Così si giustifica un altro pacchetto di sanzioni, che non toccherà minimamente Putin, ma renderà la vita ancora più difficile per milioni di persone in Europa.
Chi invece ha uno stipendio medio-alto, una casa di proprietà ereditata dai nonni, chi può permettersi aperitivi, vacanze ad agosto, serate fuori e bollette anche al 30% in più ,continuerà a urlare contro i russi, con gli occhi fuori dalle orbite e la bava alla bocca.
Ma i nemici delle classi popolari non si trovano oltre gli Urali.
Sono qui, tra noi.
Ed è verso queste classe borghese dalla vita facile che dovremo sentire tutto il nostro disprezzo e disgusto.
M.C.
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Ai cristiani sovranisti occidentali che sostengono la colonia ebraica non è ancora chiaro che chi non riconosce Gesù è proprio l'ebraismo, ma nello specifico il sionismo sta facendo dk tutto per fomentare lo scontro di civiltà.
Non solo non lo riconoscono come figura divina, ma lo bestemmiano e maledicono insieme a sua madre, la Madonna..

Eppure, i cristiani sovranisti europei / occidentali, continuano a difendere coloro i quali disprezzano la cristianità.

Nell'Islam, Gesù (Isa ibn Maryam, GESÙ figlio di Maria)
1. È chiamato Messia, Parola di Dio, Spirito di Dio, e figlio di Maria
2. La sua nascita verginale è descritta nel Corano in modo simile ai Vangeli
3. È considerato uno dei più vicini ad Allah (che significa DIO in arabo, lo stesso Dio dei cristiani), e tornerà alla fine dei tempi per annunciare il Giorno del Giudizio
4. Maria (Maryam) è venerata profondamente: ha un'intera sura del Corano a lei dedicata.

Io non sono una religiosa, provengo da una cultura cattolica ma queste cose sono abbastanza assodate, dunque non so se mi fanno pena per la loro crassa ignoranza, o schifo per la loro complicità nei crimini contro un popolo intero. Ho sempre questo sentimento ambivalente.
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