Francesca Quibla
7.08K subscribers
7.48K photos
2.48K videos
29 files
5.33K links
Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
Download Telegram
Yedioth Ahronoth (ebraico):
Stamattina, un solitario combattente della resistenza palestinese è riuscito a raggiungere una posizione militare israeliana nella Striscia di Gaza centrale, scavalcando la barriera di terra senza essere scoperto.
Il combattente ha aperto il fuoco su un soldato di riserva, dando inizio a uno scontro a fuoco in cui sia il soldato che il combattente della resistenza sono rimasti feriti.
Nonostante le ferite, il combattente della resistenza è avanzato verso un'altra barriera, ha nuovamente attaccato le truppe di occupazione, ferendo gravemente un ufficiale e un altro soldato, prima di cadere martire.
Persino i media israeliani sono costretti ad ammettere l'impatto: un combattente da solo ha violato le loro linee, infliggendo numerose vittime e continuando ad avanzare sotto il fuoco nemico fino alla fine.

Ma il 7 ottobre è stato un complottone del supermerd netanyahu....

Alessandro L.
❤29
Mario Improta
👍3
Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸🇵🇸 TRUMP: "HAMAS HA TEMPO FINO ALLE 18:00 ET DI DOMENICA PER ACCETTARE IL PIANO, ALTRIMENTI SARÀ L'INFERNO"
Fonte: Axios
Il presidente Trump ha avvertito Hamas che ha tempo fino alle 18:00 ET di domenica per accettare le sue condizioni per porre fine alla guerra a Gaza o "tutto l'inferno, come nessuno ha mai visto prima, scoppierà contro Hamas".

Il nuovo ultimatum di Trump, pubblicato su Truth Social, è una proroga della sua scadenza originale, che avrebbe dovuto scadere venerdì. Trump ha avvertito che ci saranno "potenzialmente tante morti in futuro" se la scadenza non verrà rispettata e ha esortato i palestinesi a fuggire in "parti più sicure di Gaza".

Per chi ha voglia (e stomaco) di leggere l'ultimo rantolo di Trump, questo è il link a Truth Social.

🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
Telegram | Portale | Ultim'ora | X | Facebook | Instagram | YouTube
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👎10❤1
A inizio ottobre arriverà alla Corte penale internazionale una denuncia che chiama in causa il governo italiano per complicità nel genocidio a Gaza. A presentarla sarà Fabio Marcelli, direttore dell’Istituto di Studi Giuridici sul Mediterraneo del Cnr, che individua nella premier Giorgia Meloni, nei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e nell’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani i responsabili di condotte penalmente rilevanti. L’accusa è di avere fornito sostegno materiale e politico allo Stato israeliano anche dopo che la Corte internazionale di giustizia, il 26 gennaio 2024, ha riconosciuto «plausibile» la fattispecie di genocidio, ordinando a Israele misure immediate per prevenirlo.

I dati sulle forniture e i precedenti

Secondo le statistiche ufficiali Coeweb-Istat, nel 2024 l’Italia ha esportato verso Israele oltre 5,8 milioni di euro in armi, munizioni e accessori. Nei primi mesi del 2025 i flussi non si sono interrotti. Una parte rilevante riguarda la manutenzione e la fornitura di pezzi di ricambio dei velivoli M-346, addestratori avanzati in uso alle forze aeree israeliane dal 2014. L’azienda a controllo pubblico (il Ministero dell’Economia ne possiede circa il 30%) ha confermato la continuità delle attività di supporto tecnico, che si inseriscono in un accordo di cooperazione industriale firmato oltre dieci anni fa e tuttora operativo.

La denuncia richiama gli articoli 25 e 27 dello Statuto di Roma che sanciscono la responsabilità individuale per «aiuto o assistenza» a crimini internazionali e la non rilevanza delle immunità politiche. A supporto del quadro accusatorio ci sono anche i precedenti: la Corte penale internazionale ha già emesso mandati d’arresto per il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant, riconoscendo la possibilità di perseguire condotte legate al conflitto a Gaza. Sul versante interno, la legge 185 del 1990 vieta l’export di armamenti verso Paesi impegnati in conflitti che violano i principi della Carta delle Nazioni Unite o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Una cornice che avrebbe dovuto indurre a sospendere ogni trasferimento.

Un’Italia isolata nel confronto europeo

Se altri Stati europei hanno scelto di bloccare i rapporti militari con Israele, Roma è rimasta ferma a metà. La Spagna ha cancellato nel 2025 due maxi contratti per sistemi d’artiglieria e missili Spike, avviando un decreto-legge che istituzionalizza l’embargo totale. In Belgio la Vallonia ha sospeso le licenze già nel 2024, mentre nei Paesi Bassi la Corte d’appello dell’Aja ha imposto lo stop all’export di componenti per gli F-35 destinati a Israele. In Italia, invece, le dichiarazioni ufficiali hanno oscillato tra le «azioni inaccettabili», riferite alla condotta israeliana a Gaza, e la negazione della parola genocidio, come avvenuto nell’agosto 2025 per bocca del ministro degli Esteri Tajani.

La credibilità del nostro Paese davanti alla Corte dell’Aja è ulteriormente indebolita dal caso di Osama Elmasry Njeem, cittadino libico su cui la stessa Corte ha contestato all’Italia la mancata cooperazione nella consegna. Il procuratore Karim Khan ha chiesto che Roma venga deferita all’Assemblea degli Stati Parte per inadempienza. Un precedente che rischia di pesare anche sulla valutazione della denuncia di Marcelli.

L’atto che arriverà all’Aja non è quindi un gesto isolato. È il tentativo di rendere giuridicamente responsabile un governo che, di fronte a un conflitto qualificato come plausibile genocidio dall’Onu e dalla Corte internazionale di giustizia, ha mantenuto rapporti economici, industriali e politici con lo Stato aggressore. La parola passerà ora ai giudici dell’Aja, ma la documentazione raccolta rende difficile archiviare il tutto come semplice propaganda.

Appoggiamo tutti la denuncia www.giuristiavvocatiperlapalestina.org/appoggiamo-la-denuncia-alla-corte-penale-internazionale/

S. P.
👍17❤11
A la7 scrivono "2 milioni per Gaza".
Alcuni giornali nel pomeriggio scrivevano 20.000 a Milano, ventimila? Quando già alle 10 di mattina si era capito che eravamo almeno 10 volte di più.

Eravamo mezzo milione, è tuttora in corso una manifestazione spontanea appena iniziata in corso Buenos Aires, a Roma sicuramente anche di più, e in tutte le altre città, ora, prendete la cifra che danno i pennivendoli (passata dalle questure per depistare, hanno sempre fatto così) raddoppiate, triplicate quantuplicate.
👍18❤4
🇵🇸🇺🇸🇮🇱 Hamas: Per fermare l'aggressione, abbiamo condotto ampie consultazioni per raggiungere una posizione responsabile nel trattare il piano di Trump

In modo da ottenere un cessate il fuoco e un ritiro completo, annunciamo il nostro accordo a liberare tutti i prigionieri vivi e i corpi secondo la proposta di Trump.

Confermiamo la nostra disponibilità a entrare immediatamente tramite intermediari in negoziati per discutere tutti i dettagli.

Rinnoviamo la nostra approvazione per consegnare la gestione di Gaza a un'autorità palestinese di indipendenti con consenso nazionale e basata sul sostegno arabo-islamico

Quanto menzionato nella proposta di Trump sul futuro della Striscia di Gaza e sui diritti del nostro popolo è legato a una posizione nazionale discussa all'interno di un quadro nazionale palestinese comprensivo.

🇵🇸🇺🇸🇮🇱 Hamas: Le questioni relative al futuro della Striscia di Gaza saranno discusse all'interno di un quadro nazionale palestinese comprensivo in cui Hamas sarà incluso e contribuirà con piena responsabilità.

Accettiamo il rilascio dei prigionieri secondo la proposta di Trump per raggiungere un cessate il fuoco e un ritiro, fornendo al contempo le condizioni sul campo per lo scambio
❤9
Se le contro-condizioni di Hamas venissero accettate (riconoscimento politico e armi pee legittima Difesa incluse) e si firmasse un accordo "di pace" , in NESSUN modo noi, qui in occidente, possiamo sgonfiare quello che sta montando, nel nostro paese nello specifico. Dovremo perseguitare a chiedere a questo governo di INTERROMPERE TUTTI I RAPPORTI CON L'ENTITÀ COLONIALE EBRAICA
Anche perché sta per essere depositata una denuncia alla Corte penale internazionale che chiama in causa il governo italiano per complicità nel genocidio a Gaza. A presentarla sarà Fabio Marcelli, direttore dell’Istituto di Studi Giuridici sul Mediterraneo del Cnr vedi qui --> https://t.me/FraQuibla/13001

Allo stesso tempo non dovremo permettere alle (finte) opposizioni, Pd e partitelli vari che gli fanno da stampella, che sono colpevoli tanto quanto il governo attuale, di poter manipolare e capitalzzare questo dissenso per i loro scopi e permettergli di condurre, ciò che è esploso spontaneamente, al loro ovile.
E neanche i partitelli "anti" sistema hanno una qualche minima, credibilità. Servirebbe un esercizio di maturità politica per costruire un movimento vero, radicale, autonomo.
Che non sia stampella di nessuno degl addomesticati di cui sopra.
Non accetteremo alcuna pacificazione e silenziatore su Gaza, chiediamo GIUSTIZIA E RISARCIMENTO PER I PALESTINESI (ammesso sia possibile riparare a tutti o torti inflitti), CONDANNE SUI RESPONSABILI DIRETTI (e poi passeremo ai complici!)

Urge fare uno sforzo intellettuale ed elevarci da questa, condizione di servi ignobili dell'impero anglo/sion/yankee

FQuibla
👍30❤9🔥3
🇵🇸 GAZA, PIANO DI PACE. HAMAS RISPEDISCE LA PALLA NEL CAMPO DI TRUMP
Hamas chiede subito di formare delegazioni e chiarisce che il piano di pace di Trump non può essere implementato senza un negoziato.
Come Zelensky e Putin, Hamas ha capito il punto debole di Trump, ossia la vanità, e non gli lesina complimenti. Da notare, tuttavia, che il piano di Trump prevede che il controllo di Gaza sia affidato a un organismo internazionale, mentre Hamas afferma di essere pronto a cedere il controllo a un organismo di tecnocrati palestinesi. Un po’ come dire: parliamone in un negoziato, se troverai il modo di far partecipare una rappresentanza palestinese, magari una soluzione si trova. Insomma, né no né sì. Ni.

La risposta di Hamas è eccellente dal punto di vista diplomatico. Mira a spaccare il fronte interno in Israele aprendo totalmente e senza limiti alla restituzione degli ostaggi e mira a spaccare il fronte USA-Israele accettando, in parte e con diverse condizioni, al passaggio del controllo a un'autorità esterna, su cui però Hamas si riserva di poter dire qualcosa in futuro. Adesso toccherà a Netanyahu tenere a bada i cani che abbaiano.

🟥 GIUBBE ROSSE
👍13❤8
Ultim'ora | Il Comitato Internazionale per Rompere l'Assedio di Gaza annuncia che due ulteriori navi, Ghassan Kanafani e Al-Awda, si sono unite all'ultima ondata di navi che mirano a rompere l'assedio israeliano su Gaza, portando il totale a 11 navi.

Con circa 170 attivisti a bordo, la flotta ha già superato l'isola di Creta in Grecia ed è ora posizionata a nord di Marsa Matrouh in Egitto.

Tra le navi più importanti c'è la grande nave Medici e Giornalisti, denominata Al-Dameer, che trasporta medici e giornalisti internazionali da tutto il mondo.

QNN
👍22❤20
La mossa di Hamas è in realtà l'unica possibile, tenuto conto del fatto che il movimento sia stato lasciato completamente da solo e senza alcun appoggio internazionale di rilievo. E questo non perché i rappresentanti politici dei due terzi del mondo - esclusa ovviamente l'oscena bolla occidentale - non sappiano che esso è un movimento legittimo di liberazione nazionale, che non ha mai operato al di fuori dei confini della Palestina occupata e che sia, al momento, l'unico rappresentante credibile del popolo palestinese. Per semplice fifa, piuttosto. Per la sempiterna subalternità nei confronti dell'Occidente, retaggio coloniale duro a morire, di più recenti considerazioni di ordine economico e di semplice desiderio di accettazione nel club dei bravi ragazzi sponsorizzato nientemeno che da israele e stati uniti.
Sic rebus stantibus, Hamas ha pragmaticamente optato per la possibile salvezza di ciò che resta del suo popolo stremato. Ribadisco che l'unico obiettivo della Resistenza è garantire un futuro di libertà, felicità ed Altissimo Vivere al suo popolo. Le lotte per il potere non seducono uomini votati al sacrificio ed informati di imprescindibili valori religiosi che si rifanno alla tradizione. Esse sono pertinenza dei quisling che hanno tradito la Palestina, con Oslo prima e con la stessa idea di una "autorità" slegata dai bisogni del popolo, e concetto correlato fin nella nomenclatura ad una limitata ricompensa individuale per i servigi resi.
Non è detto che la mossa riesca ad ottenere salvezza, libertà e felicità per il popolo palestinese. Anzi. Il ricordo storico più calzante riguarda i trattati che i colonizzatori europei imposero ai pellerossa d'America. La mano che firma è la stessa di sempre, ed è doppia, infida, falsa.
Ma qui non parliamo di capi indiani, con tutto il rispetto per un popolo straordinario.
I Leaders di Hamas, ciò che resta della sua leadership politica decimata dagli omicidi extragiudiziali, sono tutt'altro che ingenui. Ma sono pragmatici. E conoscono la diplomazia pur in una situazione in cui le possibilità di manovra sono ridotte al lumicino a causa della condotta criminale dell'entità genocida e dei suoi collaborazionisti.
Accettazione condizionata significa che Hamas acconsente in linea di principio ad entrare nelle trattative - purché esse prevedano come precondizione la cessazione assoluta e garantita dei massacri contro la popolazione civile - e di essere disponibile a consegnare l'amministrazione di Gaza ad un corpo palestinese indipendente con consenso nazionale e basato sul sostegno arabo-islamico.
Accettazione condizionata del piano significa in realtà lanciare intelligentemente la palla nel cortile dei sionisti. Metterli nuovamente alla prova ora che gli occhi del mondo sono puntati su Gaza.
La Resistenza ha fatto tutto quello che ha potuto. Se la Palestina è oggi il centro del mondo è grazie ad essa ed al sacrificio immane di una popolazione votata alla resistenza.
Stiamo a vedere. È ancora molto presto per valutare correttamente ciò che accade.
Aspetto comunque le ricostruzioni fantasiose in chiave di complottismo spinto da parte dei soliti noti per iniziare finalmente a bonificare questa pagina.
#muqawwama

Rossella Ahmad
❤41👍6
Forwarded from InsideOver
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha approvato direttamente il doppio attacco di droni sulla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza a settembre.

A riferirlo venerdì 3 ottobre è l'emittente americana CBS News, citando due funzionari anonimi dell'intelligence USA.

I due funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno dichiarato alla CBS News che l'8 e il 9 settembre le forze israeliane hanno lanciato droni da un sottomarino e hanno sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate fuori dal porto tunisino di Sidi Bou Said, provocando un incendio.

Numerosi account filo-israeliani sui social media (e non pochi giornali italiani) avevano affermato che gli incendi erano iniziati perché un razzo di segnalazione era sfuggito a un membro dell'equipaggio o addirittura a causa di una sigaretta non spenta.
👍10🔥3❤2
E tu invece facci sapere a quanto ammontano gli aiuti militari che il nostro oculato governo fa ad una entità che è sotto processo presso la Corte Penale Internazionale?

Che ne dici?
👍67❤3
Io sono una persona pratica, talvolta fin troppo spiccia.

Contrariamente a ciò che qualcuno può pensare, non sono molto intelligente: difetto enormemente nel pensiero logico matematico, ho grandi difficoltà di concentrazione e di approfondimento, sono approssimativa, facilona, impulsiva.

Mi salva solo la mia iper sviluppata cosiddetta intelligenza emotiva, che a volte raggiunge, senza la mia volontà, dei picchi che sconfinano quasi nel paranormale, facendomi assorbire l'energia delle persone, e ancor di più dei gruppi di persone, in maniera impressionante, spesso addirittura dolorosa, insostenibile.

Per questo io, che di natura sarei una monade misantropa, amo stare con la gente: perché l'onda di vibrazioni che emana e mi investe e mi attraversa mi nutre, mi vivifica.

Per questo io, perlopiù grazie a istinti che precedono la formazione ed elaborazione del pensiero, mi trovo imbevuta, impregnata di emozioni e sentimenti che indirizzano di volta in volta le mie scelte di vita.

Per questo io, che nella mia contraddittorietà sono anche una sempre vigile ipercritica, spietata, intransigente vagliatrice di minuzie, che quando ci si mette non fa sconti manco al Padreterno, in realtà vivo costantemente in attitudine aperta all'incontro e all'accoglienza di qualsiasi mio simile, senza farmi influenzare a priori dal giudizio su di lui: perché prima del mio giudizio arriva il calore della mia empatia, e se coglie nell'altro punti di attecchimento, ecco, mi sono fatta un amico, un compagno con cui condividere una lotta giusta, con cui percorrere un tratto di strada dividendo con lui la fatica del vivere e moltiplicando assieme a lui i brevi slanci di gioia che danno forza e sollievo a questa fatica.

Per questo io durante gli anni folli della pandemia sono stata capace di stare sempre in piazza, senza preconcetti, a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana con gente con la quale sapevo bene di non aver mai condiviso pressoché null'altro oltre a quella battaglia: ma solo quelli ci ho trovato, solo quelli ci stavano e allora ci sono stata anch'io, sono stata con loro, e son stata loro anche molto grata, perché loro c'erano, lì, assieme a me. E la mia empatia ha generato per loro un affetto che ha silenziato il mio ipercriticismo, il mio sguardo attento alle magagne, la mia tendenza a puntualizzare"sì, però..." col dito alzato. (Del resto sono consapevole che a questo mondo non esiste persona con cui io sia in piena sintonia, né gruppo sociale in cui mi possa riconoscere: ci sono abituata, vivere da cane sciolto è la storia della mia esistenza.)

Per questo io oggi sono capace di entusiasmarmi per un'altra piazza (enorme, oceanica, incredibilmente più grande di quelle di allora, cosa che, al netto di tutti i possibili retropensieri, dà un conforto incredibile a un'intelligente emotiva per la potenza incommensurabile del flusso che diffonde), senza preconcetti, dove a manifestare per la difesa dei diritti fondamentali della vita umana è giunta anche gente che durante la pandemia ha commesso il fatale errore di non condividere quella battaglia con me.

Se ho potuto accogliere, al di là delle differenze, quelli che c'erano cinque anni fa, e sentirmi unita a loro, non capisco come potrei non accogliere oggi, al di là delle differenze, anche questi, e non sentirmi lo stesso unita a loro. Davvero, non lo capisco.

Per me è chiaro come il sole.

Maria Cristina V.
❤52👍2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
‘Hamas SARÀ disarmata’ — Il criminale di guerra Netanyahu

O tramite il piano diplomatico di Trump o tramite l’esercito israeliano

‘La via facile o quella difficile… questo SUCCEDERÀ’

Inoltre, media israeliani: Tel Aviv ha informato Washington che intende rimanere in 3 siti nella Striscia di Gaza nei prossimi anni

Intende rimanere nell'asse Salah al-Din

RTM
👎25❤3
Impuniti!
🔥10❤1
Il mio risveglio non è iniziato nel 2020.
Da ben prima che la parola "pandemia" entrasse nelle nostre vite, io ero già nelle piazze (e non solo io e non solo nelle piazze!) . Dal 2009/2010 ho scelto di schierarmi a fianco della Palestina, ed è da quella causa che nasce la mia coscienza politica e il mio impegno per i diritti umani. Chi mi conosceva da prima lo sa, chi mi ha conosciuto dal 2020 avrebbe dovuto capire, anche perchè non ne ho mai fatto mistero, che il mio cuore batte per la Palestina.
Da quell'esperienza ho imparato a guardare oltre le versioni ufficiali, a non accettare narrazioni semplificate e superficiali, a difendere sempre chi non ha voce e che la controinformazione (nel mio piccolo), dunque il perseguimento di verità e giustizia, era ciò dava (e dà) un senso alla mia vita, sulla Palestina o a casa mia.
Per questo, quando c'era da lottare anche per altre battaglie (dalla sanità alla scuola, contro i soprusi di governi di "destra" o di "sinistra") non mi sono MAI tirata indietro.
Come tantissimi altri che ORA sono nelle piazze per la Palestina , ho conosciuto l'isolamento per la quesstione "vaccini" già con la legge Lorenzin sebbene io non abbia figli, quando parlare di libertà di scelta significava già essere esclusi da molti compagni di lotta. Così come ho conosciuto l'isolamento per le mie posizioni durante la guerra contro la Siria.
Ma non ho mai rinnegato il mio percorso: ho continuato a unire i fili tra le ingiustizie dentro e fuori dal mio paese e a camminare a testa alta .
La Palestina resta il cuore del mio risveglio, ma la mia voce si è sempre alzata per chiunque subisse violenza, privazione di diritti, manipolazione, e quando l'oppressione si è presentata a casa mia, mi sono dedicata a lottare qui...
Anche perchè, nei miei viaggi in Cisgiordania e con il confronto con i palestinesi conosciuti (sia lì che qui), emergeva una richiesta semplice: LOTTATE CONTRO I VOSTRI GOVERNI, PERCHè SONO QUELLI CHE MANTENGONO IN VITA L'OPPRESSIONE IN PALESTINA. E infatti sono gli stessi che hanno oppresso anche noi, con altri metodi ma con lo stesso fine.
Il genocidio in Palestina è talmente enorme che resterà scritto nei libri di storia. E se oggi qualcuno finalmente si indigna, è anche perché questo atto estremo dei palestinesi ha scosso coscienze rimaste a lungo addormentate. E se si sono svegliate, che ben venga.
Oggi come allora, continuo a credere che ogni lotta sia collegata: non esistono diritti di serie A e diritti di serie B, così come non esistono esseri umani di serie A e quelli di serie B/C/...Z
La coerenza non è una moda: è un cammino , è un percorso unito da un filo logico contro il quale inciampano in molti.

PS: nelle piazze per la Palestina, la maggior parte dei miei compagni, li ho conosciuti nelle manifestazioni contro il Green Pass, ovvio che ci sia gente che vede in queste mobilitazioni enormi una occasione per cavalcarle, lo sappiamo molto bene, ma proprio per questo io non mi ritiro dalla piazza e non la lascio solo a loro. Chi le voglia disertare perchè c'è questo o quell'altro personaggio che fa schifo, che lo faccia, ma che non si azzardi a gettare ombre su gente e lavoratori che non vogliono più essere complici di un genocidio!

FQuibla
❤50👍13🔥3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Ma che carino Fubini.
Continua nella sua opera di propagandista del male.. Quello che aveva ammesso di aver nascosto i veri dati sulla situazione in Grecia per la morte di oltre 700 bambini, altrimenti avrebbe dato adito agli "anti europeisti" di martellare .

Prima o poi pure lui verrà giudicato.

"Nel caso di Israele, nessuno può dire se si tratti di genocidio. Nel caso della Russia, invece, ci sono le intercettazioni di quando si danno gli ordini di uccidere le famiglie per portare via i bambini: quello è genocidio."

Federico Fubini
🔥25👎17❤1