Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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I rapporti del Programma di Salute Mentale di Gaza rivelano che molti bambini a Gaza stanno perdendo la capacità di parlare a causa del trauma psicologico derivante dalla guerra in corso e dai bombardamenti israeliani, non per ferite fisiche.

Conosciuto come "mutismo psicologico", i bambini colpiti comunicano attraverso gesti e movimenti ripetitivi invece che con le parole.

La dottoressa Hiba Haidar, specialista in disturbi del linguaggio, ha confermato che i dati di UNICEF e OMS collegano direttamente la perdita della parola e la balbuzie all'esposizione ai bombardamenti e agli eventi traumatici.

Anche prima del genocidio, oltre la metà dei bambini di Gaza mostrava sintomi di stress post-traumatico, e gli esperti avvertono che la situazione potrebbe peggiorare, aumentando il carico psicologico sulla prossima generazione.

QNN
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Sean Glass, a capo dell'unità "Vampire Empire" delle truppe genocide israeliane, è l'ufficiale che ha dato l'ordine di uccidere la piccola Hind Rajab, massacrata da 355 proiettili.
A renderlo noto è stata la stessa Fondazione Hind Rajab, nata per individuare e denunciare i criminali di guerra sionisti.

Ricordatevi il suo nome e la sua faccia, nessuna pace per gli assassini.

Gaza Free Style
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Corpi non identificati, avvolti in sacchi di plastica, sepolti in una lunga trincea sotto la supervisione di squadre mediche. Niente addii, nessun sudario bianco, nessuna madre che piange accanto alla testa dei propri figli.
Vengono registrati con numeri invece che con nomi, e sulla sabbia viene versata su coloro che un tempo ridevano, amavano e vivevano.
Questa è un'altra testimonianza di una fossa comune silenziosa, un massacro sepolto sotto lo stesso silenzio con cui il mondo copre queste tombe solo perché Israele li ha uccisi.

Gaza
22 ottobre 2025


Il dottor Munir Al-Bursh, Direttore Generale del Ministero della Salute a Gaza, ha detto:

"Sono stati schiacciati tra il terreno e le piste di ferro dei carri armati."

I corpi dei martiri, che erano stati trattenuti dall'occupazione per lunghi periodi, sono arrivati al Complesso Medico Nasser a Khan Younis. Molti di loro mostravano segni di completa frantumazione della testa e del torace, ossa spezzate e tessuti molli lacerati; il risultato dei loro corpi intrappolati tra due forze opposte: il terreno sottostante e i pesanti mezzi militari sopra.

Queste non erano ferite da battaglia, erano esecuzioni sul campo e schiacciamenti deliberati di corpi umani sotto le piste di ferro dei carri armati.

Scene davanti alle quali le parole tacciono, lasciando che siano i corpi stessi a testimoniare una brutalità e una ferocia senza limiti.

Alcuni giorni, amici miei... come oggi... mi sento completamente svuotata da questo mondo. Tutto quello che voglio è sedermi da sola al buio e chiudere fuori tutto e tutti.

Marwa Osman
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🇸🇦🇮🇱⚡Il Ministero degli Affari Esteri del Regno dell'Arabia Saudita ha condannato l'approvazione preliminare di due progetti di legge da parte della Knesset israeliana, che mirano a imporre la sovranità israeliana sulla Cisgiordania.

RTM
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Un soldato israeliano di nome Maor Schwartz ha pubblicato un video sulla sua pagina che lo mostra mentre rapisce un'intera famiglia, "bambini e anziani", da Jabalia, nella Striscia di Gaza settentrionale, mesi fa.

Ps notare la famiglia senza il capo famiglia, senza un uomo perché probabilmente già rapito in precedenza.

L' «esercito» israeliano in realtà è una organizzazione terroristica in cui si possono affilare i più vigliacchi psicopatici e sadici in circolazione. Questo è il vero pericolo peri l mondo intero.
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La BBC ha raccolto prove che "israele" ha deliberatamente sparato ai bambini alla testa e al petto.

Oltre il 60% dei bambini uccisi ha mostrato questo tipo di ferita.

Quindi c'era tutta la volontà, la programmaticità, la scientificità di ucciderli...

Poi arriva un criminale qualsiasi nelle tv italiane a chiedere "definisci bambino".

No, io definirei sicari, genocidi, sadici, psicopatici e lo inserirei sotto il termine "sionisti".
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L'abominevole Ben Gvir irrompe nelle celle dei prigionieri della Striscia di Gaza e li minaccia di esecuzione


Movimento Hamas: Le scene trasmesse dal ministro terrorista sionista estremista Ben Gvir, che mostrano la sua esibizione di operazioni sistematiche di tortura e abuso contro gli ostaggi palestinesi detenuti nelle prigioni di occupazione e la sua minaccia di esecuzione, incarnano il comportamento sadico e fascista adottato dall'entità terroristica di occupazione contro i nostri prigionieri eroici e il nostro popolo palestinese.

Il mondo intero ha assistito all'entità dei crimini sistematici commessi dai leader nemici criminali, le cui mani sono macchiate dal sangue degli innocenti, contro gli ostaggi palestinesi, sia vivi che morti.
Ciò è stato chiaramente evidente sui corpi dei martiri giunti a Gaza che portavano segni di brutale tortura e orribili abusi, rendendo difficile l'identificazione a causa della gravità delle violazioni commesse contro di loro.

Chiediamo alla comunità internazionale e alle istituzioni delle Nazioni Unite di intervenire immediatamente per fermare le violazioni dell'occupazione contro i nostri prigionieri nelle prigioni, liberarli, impedire ai criminali di guerra di sfuggire alla punizione e portare i leader dell'occupazione davanti ai tribunali competenti e ritenere responsabili per i loro crimini contro l'umanità.
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Forwarded from Geopolitics Prime
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💉↔️ 💣 Pfizer CEO's Freudian slip: 'We have these WEAPONS...'

While discussing the "power of medicine," Albert Bourla referred to vaccines and pharmaceutical products as "weapons" before quickly correcting himself to "tools."

💬 "When we have these weapons... these tools, we must find ways that they reach all and not only those that can afford (them)," he said.


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Questo concetto di MalcomX va ben oltre la schiavitù dei neri in USA, ma può essere applicata a tutti i gruppi oppressi, ovunque si troveranno i cosiddetti "collaborazionisti" cioè coloro che, pur appartenendo ad un gruppo oppresso, si identificano con l’oppressore, difendendolo, giustificandolo o assecondandolo, per paura o opportunismo poco cambia nella sostanza.
Il "n*gro da cortile" rappresentava la mentalità servile e complice dell’oppressore, mentre il "n*gro dei campi" la coscienza rivoluzionaria e la vera sete di libertà dell'inidviduo oppresso

🔻

«Ai tempi della schiavitù, quando un nero come me parlava agli schiavi, non lo uccidevano: mandavano dietro di lui un vecchio n*gro da cortile per annullare ciò che aveva detto.
C’erano due tipi di negri: il n*gro da cortile e il n*gro dei campi.

Il n*gro da cortile viveva vicino al padrone, vestiva come lui, mangiava i suoi avanzi, e amava il padrone più di quanto il padrone amasse sé stesso.

Se il padrone diceva: “Abbiamo una bella casa”, il n*gro da cortile rispondeva: “Sì, abbiamo una bella casa.”
Quando il padrone diceva “noi”, anche lui diceva “noi”. È così che si riconosceva un n*gro da cortile.

Se la casa del padrone prendeva fuoco, il n*gro da cortile lottava più del padrone per spegnere l’incendio.
Se il padrone si ammalava, il n*gro da cortile diceva: “Che succede, capo, siamo malati?”

Ma poi c'erano i n*gri dei campi, che vivevano nelle capanne, non avevano nulla da perdere, vestivano di stracci e mangiavano avanzi.
Loro odiavano il padrone.
Se il padrone si ammalava, pregavano che morisse.
Se la casa del padrone prendeva fuoco, pregavano che arrivasse un vento forte»
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Il ministro delle finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha attaccato l'Arabia Saudita riguardo a potenziali colloqui di normalizzazione, respingendo l'idea di collegare i rapporti a uno stato palestinese.

Ha detto: "la sovranità è il punto di prova. Se l'Arabia Saudita ci dice normalizzazione in cambio di uno stato palestinese, allora amici, no grazie. Continuate a cavalcare cammelli nel deserto in Arabia Saudita."

QNN
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Vedere in queste ore coloni ebrei sionisti di origine occidentale camminare nel cuore di Damasco con lo stesso passo arrogante con cui profanano la Spianata delle Moschee lascia un nodo in gola.

Ogni luogo diventa per loro una conquista, ogni memoria un terreno da occupare.

E intanto... che amarezza pensare a quando il "cattivone, macellaio" Bashar al-Assad teneva lontana questa piaga.

Che tempi. Che tristezza.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
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NORMAN FINKELSTEIN SULLA SOCIETÀ ISRAELIANA

«Israele è un bambino con la lente di ingrandimento in mano che brucia bambini»

La lettura di Norman Finkelstein della società israeliana è spietata.

Finkelstein è uno storico ebreo, figlio di ebrei sopravvissuti ad Auschwitz. E adesso coraggio, chiamatelo “antisemita"…

✈️👉 @roccocantautore
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Gaza rinascerà dalle sue stesse macerie.
Le mani che oggi raccolgono pietre e polvere non stanno solo pulendo le ferite della città, ma stanno gettando le fondamenta di una nuova speranza.
I palestinesi hanno già dimostrato che la distruzione non li spegne, li tempra.
Useranno il cemento sbriciolato, il ferro contorto, le pietre annerite, tutto ciò che la furia devastatrice sionista ha distrutto , diventerà parte della rinascita e della testimonianza del radicamento del popolo alla sua terra.
In Palestina vivono menti brillanti: fini ingegneri, architetti, artisti, lavoratori, sognatori, questo popolo eccelle in ogni cosa, e con il riciclo delle rovine costruiranno scuole, case e sogni nuovi e nuova vita, perché nulla può fermare chi ha deciso di vivere, di restare e di rinascere sulla PROPRIA TERRA.

Dal fiume al mare, Palestina libera!

IF
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Forwarded from Geopolitics Prime
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✡️➡️🪖💵 Israel ‘becoming mercenary army’

💬 “You have this army of soldiers who are not associated with particular units and wandering from one unit to the next as a gig economy military,” Israeli analyst Shir Hever revealed.


He emphasized that with the Israeli economy “tanking,” many now see reserve duty as the only way out.

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Onestamente, stiamo vivendo la più grande e oscura barzelletta qui fuori.

Davvero pensi che tutti questi regimi arabi, i loro politici, i loro cosiddetti movimenti di "opposizione", non sappiano che non c'è mai stata una vera rivoluzione in Siria? Che tutta la "rivolta" fosse scritta fin dal primo giorno?

Dai. Tutti sanno che al-Julani e i suoi uomini sono asset dell'intelligence britannica; addestrati, finanziati e scatenati per recitare la parte dei "combattenti per la libertà". E quei "giornalisti" e "attivisti" compiacenti che hanno venduto quella storia al mondo? Non sono stati ingannati; erano complici. Sapevano esattamente cosa stavano facendo. Volevano solo la loro fetta del caos.

E il pubblico arabo, non dirmi che non l'ha visto. La Siria era sul punto di diventare una potenza nel 2010; moderna, indipendente, non allineata, e questo terrorizzava gli architetti coloniali che ancora progettano i nostri destini. Così l'hanno fatta saltare dall'interno.

Il mondo finge di non notare che ciò che è successo in Siria è stata la distruzione di uno stato sovrano che si è rifiutato di inginocchiarsi. Perché una nazione araba forte e autosufficiente non si adatta al progetto occidentale di instabilità controllata.

E quelli che si sono voltati contro Bashar al-Assad dopo avergli fatto da spalla per anni, non erano ciechi. Hanno visto la verità. Hanno solo scelto l'autoconservazione invece del principio.

I media continuano a vendere la stessa favola: "Ora le cose vanno meglio, stiamo andando verso la pace." Pace? Intendi la pace di nazioni spezzate, eserciti disarmati e identità frantumate? L'unica cosa verso cui stiamo andando è la frammentazione permanente; una regione divisa per servire gli stessi vecchi padroni.

E l'ipocrisia è globale. Trump, Blair, Bin Salman, Putin, Tamim, persino gli "analisti" nei tuoi telegiornali serali, tutti conoscono la sceneggiatura. Tutti recitano le loro parti. "Democrazia", "libertà", "pace", "prosperità", solo slogan di marketing per guerre infinite e profitti infiniti.

Sanno che Hezbollah e Sayyed Hassan Nasrallah non hanno mai combattuto per il potere. Se avessero voluto governare il Libano, lo avrebbero fatto decenni fa. Hanno combattuto in Siria, e in Libano, contro Israele, non per guadagni settari ma per difendere la regione dalla dominazione straniera.

Sanno che Assad e l'esercito arabo siriano non stavano facendo la guerra al loro popolo, stavano difendendo una nazione sovrana da un'invasione di proxy sostenuta dall'Occidente. Stavano combattendo per ogni arabo che ancora crede che l'indipendenza debba significare qualcosa.

Eppure, la gente continua ad applaudire illusioni, vittorie false e "liberazioni" messe in scena.

La verità è che tutti sanno. Ogni leader, ogni fazione, ogni "esperto", ogni governo. Tutti sanno che questo mondo si regge sulle menzogne, e recitano la parte perché conviene.

Noi altri? Continuiamo solo a fingere di non vedere. Perché ammettere la verità, che la nostra politica, le nostre guerre, i nostri eroi e i nostri cattivi sono tutti manipolati per il potere, significherebbe ammettere che il mondo come lo conosciamo è marcio fino al midollo.

E forse questa è la verità più dura di tutte: non siamo ciechi. Siamo tutti complici in questa barzelletta.

Marwa Osman
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Eh sì! Siamo proprio nella metropolitana di Teheran, e la stazione si chiama "Santa Vergine Maria".

Mi viene da ridere se penso a quanti ritardati ci sono che dicono "voglio vedere se mi fanno costruire una chiesa a casa loro"... (che poi qui manco ci vanno in chiesa a pregare)

https://lesalonbeige.fr/teheran-une-station-de-metro-en-lhonneur-de-la-sainte-vierge/
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L'antisemitismo è ovunque, ci dicono. È una "piaga".
Basta criticare le politiche sioniste e sei già schedato come pericolo pubblico. Una sinagoga francese viene imbrattata con croci uncinate e feci, il pubblico ministero subito accusa di gesto antisemita, ma poi che succede? Succede che si viene a sapere che... l'autore è un israeliano, ebreo, in lite col rabbino. E allora? La verità è che l'etichetta di 'antisemitismo diffuso' serve a silenziare ogni dissenso, anche quando il delirio parte da dentro etichettando l'autore del gesto come un disturbato mentale...peccato che spesso invece lo facciano proprio per far ricadere la colpa su chi accusa le politiche genocide sioniste

https://www.ouest-france.fr/societe/faits-divers/un-israelien-condamne-pour-avoir-vandalise-une-synagogue-a-antibes-9107c3b2-b0cb-11f0-a4ed-44a519c47050
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YAHYA SINWAR
straordinaria analisi
di Abdulkhaleq Al-Rawi

🔥 🔥 ATTENZIONE 🔥 🔥
leggere solamente se si ha intenzione di capire qualcosa

Cosa pensava Yahya Sinwar prima di ordinare l'operazione del 7 ottobre?

Fin dai primi momenti in cui ho assistito al 7 ottobre, l'operazione che ha cambiato il corso della storia, mi sono chiesto: cosa passava per la mente di Yahya Sinwar? Cosa pensa un uomo che sa che questa mossa spalancherà le porte dell'inferno su Gaza e la sua gente? Ha perso il controllo? Si è suicidato? O Gaza si è suicidata nel suo complesso? Si è trattato di una mossa puramente militare... o di qualcos'altro, qualcosa di più profondo?

Col tempo, ho iniziato a credere che ciò che Sinwar aveva fatto non fosse un suicidio in senso emotivo, ma piuttosto un suicidio strategico calcolato, basato su una consapevolezza cumulativa e sulla profonda convinzione che, data questa realtà, la Palestina non sarebbe stata liberata tramite accordi sui prigionieri, uffici delle Nazioni Unite o persino con l'elemosina nei forum internazionali. Sapeva che continuare a gestire la "crisi" implicava l'accettazione della realtà dell'occupazione e che mantenere lo "status quo" era semplicemente un'estensione indefinita della tragedia.

In quel momento, Sinwar non era un "individuo". Piuttosto, era l'incarnazione psicologica di una coscienza collettiva che aveva vissuto 17 anni di assedio, respirando umiliazione, mangiando morte e crescendo con un senso esistenziale di soffocamento. In psicologia sociale, Émile Durkheim spiega nel suo famoso libro "Il suicidio" che esiste una sorta di "suicidio collettivo consapevole" che si verifica quando un gruppo raggiunge la sensazione inconscia che la sua sopravvivenza senza dignità... sia il vero annientamento. La coscienza collettiva sceglie di sacrificare il corpo per preservare il "significato". Questo è esattamente ciò che Sinwar rappresentava in quel momento.

La sua decisione, quindi, non rifletteva una disconnessione dalla realtà, ma piuttosto perché la connessione con la realtà stessa era diventata una sorta di malattia. La nazione di Gaza aveva raggiunto un momento in cui la sua coscienza collettiva dichiarava: Non ci sottometteremo più, qualunque siano le conseguenze. Questo è esattamente ciò che Frantz Fanon descrisse quando affermò: "Un popolo colonizzato, quando viene ucciso, non solo si vendica del colonizzatore, ma si redime anche".

Quando Sinwar prese la sua decisione, la sua intenzione non era politica. Era uno specchio emotivo per due milioni di persone sotto assedio, che avevano vissuto anni di umiliazione, distruzione, impotenza, la morte di bambini, l'incendio di fattorie e negoziati degradanti. Questa psiche collettiva non cercava più speranza. Piuttosto, cercava vendetta contro il nulla stesso, contro il senso di marginalità, contro l'essere invisibili sul planisfero. Pertanto, il 7 ottobre non fu solo una rivolta armata, ma un grido per l'esistenza.

Mentre molti vedono l'evento dal punto di vista di "È una decisione razionale?", la vera risposta viene dal filosofo tedesco Walter Benjamin, che scrisse: "Ogni rivolta rivoluzionaria non è motivata da aspirazioni per il futuro, ma dalla disperazione del presente". Il 7 ottobre fu un momento di disperazione storica, in cui la sottomissione raggiunse il suo apice e divenne una spada.

Stranamente, alcuni critici si chiedono ancora: "Sinwar non sapeva che Israele avrebbe risposto?", come se non capissero, o non volessero capire, che Sinwar sapeva più di loro. Ma decise che questo momento sarebbe stata una grande "rivelazione", non solo a livello militare, ma anche a livello morale globale. Israele è un'entità protetta da un'imponente macchina propagandistica, che si presenta sempre come la vittima ideale. Voleva costringerla a uccidere fino a farle cadere la maschera.
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Sinwar scelse di affrontare Israele non per vincere militarmente, ma per spingerlo verso la distruzione morale. Ed è ciò che sta accadendo ora. Israele non ha sconfitto Gaza; sta annegando in Gaza. La sua immagine è crollata. Non è più l'"oasi democratica" nel selvaggio Medio Oriente; è diventata un simbolo di colonialismo, pulizia etnica e genocidio. Il motivo non è solo il numero di morti, ma il fatto che siano stati uccisi dopo essersi ribellati alla paura, all'incarcerazione di massa e alla prospettiva della morte.

Forse l'ironia è che i popoli liberi del mondo lo hanno capito. Hanno capito che ciò che stava accadendo era una rivoluzione senza discorso e un'audacia senza maschera. Studenti nelle università occidentali, manifestanti, intellettuali negli articoli: tutti hanno iniziato a spogliare l'entità sionista della sua legittimità morale. Questo non sarebbe accaduto senza l'esplosione del 7 ottobre. "L'azione violenta simbolica", come la chiama Pierre Bourdieu, è ciò che riorganizza i significati prima di riorganizzare la geografia.

Israele ha vinto la battaglia con le armi, ma sta perdendo la guerra sulla legittimità, e questo è più pericoloso. La sconfitta morale precede sempre la sconfitta politica. Lo stesso accadde con l'America in Vietnam, con la Francia in Algeria e con il regime dell'apartheid in Sudafrica. Tutti vinsero con il fuoco, ma crollarono quando furono moralmente smascherati. Il merito va a coloro che scelsero, come disse Jean-Paul Sartre, "di dire di no anche quando sanno che nulla cambierà domani".

Quindi, Sinwar si è suicidato? No. Ha semplicemente sparato il primo proiettile nel cuore di una menzogna vecchia di 75 anni. Un proiettile che potrebbe non distruggere il corpo ora, ma ha iniziato a distruggere l'anima. E Gaza si è suicidata? No. Gaza oggi è più presente che mai. È ora, nella coscienza dell'umanità, la terra dei testimoni, la terra delle urla, la terra del rifiuto.

Abdulkhaleq Al-Rawi
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