Forwarded from Geopolitics Prime
After the CIA-orchestrated Bay of Pigs Invasion in 1961 failed to bring down Fidel Castro, Operation Mongoose was authorized by then-President John F. Kennedy.
It was meant to strangle Cuba’s economy, sow chaos, and fault Castro for it.
Sugar wasn’t just Cuba’s main export — it was its lifeline.
The cynical plan to kill the harvest and make Castro’s government collapse included:
One of the campaign’s wildest chapters was the CIA’s efforts to assassinate Castro: They tried poisoned cigars, exploding seashells, and plotted to blow up his yacht.
In 2017, newly released CIA files exposed illegal surveillance and plans to stage fake bombings in US cities to blame Cuba and justify intervention.
Trump declassified docs in 2025 as part of a broader release of John F. Kennedy's assassination. The records laid bare:
Operation Mongoose was suspended in 1962 (though some sabotage lingered), failing due to poor coordination, overambitious goals, and Castro’s resilience.
Now the US is turning up the heat on Venezuela— a new target?
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Nella Gerusalemme Occupata, oggi si sta svolgendo la più grande manifestazione di protesta degli ultimi anni da parte di diverse fazioni di ebrei Haredi (una corrente del l'ebraismo ultra-ortodosso), contro l'obbligo del servizio militare.
Questa è un'altra visuale della società interna dell'entità ebraico sionista.
Questa è un'altra visuale della società interna dell'entità ebraico sionista.
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Da Valentina D. V.
"Purtroppo è finita l’estate, per il gelato ai gusti palestinesi bisognerà aspettare”.
Da leggere tutto, per capire bene come ormai le comunità ebraiche italiane vadano a braccetto con la peggiore destra. E sdoganino tutte le schifose oscenità che escono dalle loro bocche.
E il PD, continuamente tirato in ballo, come se sostenesse le lotte di chi giustamente sta dalla parte della Palestina e chiede giustizia e dignità per il suo popolo, è comunque colpevole, salvo rare eccezioni che non si capisce cosa facciano ancora lì dentro.
Prima di tutto perché si tiene dentro elementi come la citata Picierno, secondo perché comunque sostiene Israele e non si è mai pronunciato chiaramente contro il genocidio e tutti i corollari che da esso derivano.
Roma, nella piazza contro l’antisemitismo. Picierno accanto all’estrema destra
di Tommaso Rodano
Pochi manifestanti, tanti politici. Picierno: “Spiace non vedere il Pd”
Lo riconosce anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni: “Evidentemente siamo pochi, ma dobbiamo tenere il punto”. In effetti non sono molti i manifestanti del sit-in delle comunità ebraiche, convocato sotto la parola d’ordine – manipolatoria – della sacrosanta lotta all’antisemitismo: solo alcune centinaia, ma rappresentati in modo eccellente dai partiti. Sotto al palco sgomitano parlamentari di ogni estrazione, esclusi Cinque Stelle e Avs: il presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri, i capigruppo di Camera e Senato di FdI Lucio Malan e Giovanni Donzelli, la deputata leghista Simonetta Matone, Renato Brunetta. Ma c’è pure un pezzetto di centro e persino di centrosinistra: Maria Elena Boschi, Luigi Marattin e i dem Pina Picierno e Graziano Delrio.
Chissà se si sono sentiti a proprio agio, nel posto giusto, ascoltando le parole di Noemi Di Segni, presidente delle comunità ebraiche italiane: “L’Onu è la guardia del corpo di Hamas”. Chissà se si sono divertiti ad ascoltare il siparietto gastronomico tra il giornalista Antonino Monteleone e la stessa Di Segni: “È stata fatta circolare persino una bufala sul divieto di ingresso a Gaza della marmellata, poi vi dico chi ha diffuso questa cazzata”. E lei: “Purtroppo è finita l’estate, per il gelato ai gusti palestinesi bisognerà aspettare”.
Chissà se condividono le parole di Stefano Parisi, presidente di Setteottobre, l’associazione che ha convocato il sit-in: “Hamas è l’unica fonte di informazione per la maggior parte dei giornalisti italiani”. Oppure l’appello di Lucetta Scaraffia e dello stesso Parisi al presidente della Repubblica, perché cancelli la giornata della memoria, ritenuta ipocrita: “A questo punto è preferibile il silenzio”.
Nella piccola piazza intollerante, stipata di bandiere israeliane, i giornalisti sono guardati storto: gli si risponde in genere che le domande sono “provocatorie”. Va molto peggio a Giulia Bertotto di Byoblu: denuncia di essere stata presa per i polsi da un manifestante durante un’intervista, di essere stata ripresa con i telefoni, “omaggiata” di insulti a sfondo sessuale, poi identificata dalla polizia e allontanata dalla piazza. Dario Sanchez, fondatore della pagina Telegram “Israele senza filtri”, si agita con il megafono: “Mai più l’antisemitismo dell’informazione di parte, mai più discriminazione etnica, siamo stufi delle strumentalizzazioni”. Sul suo gruppo, in passato, è stato promosso questo sondaggio: “Omicidi extragiudiziali mirati contro i supporter del terrorismo palestinese in Europa a opera dei servizi segreti, sì o no?”. Ha vinto il “sì” con il 90%. I compagni di partito di Schlein sono soddisfatti di aver diviso la piazza con gente così? Picierno sì, anzi ha un rimpianto: “Mi dispiace di non vedere i simboli del mio partito in piazza”.
"Purtroppo è finita l’estate, per il gelato ai gusti palestinesi bisognerà aspettare”.
Da leggere tutto, per capire bene come ormai le comunità ebraiche italiane vadano a braccetto con la peggiore destra. E sdoganino tutte le schifose oscenità che escono dalle loro bocche.
E il PD, continuamente tirato in ballo, come se sostenesse le lotte di chi giustamente sta dalla parte della Palestina e chiede giustizia e dignità per il suo popolo, è comunque colpevole, salvo rare eccezioni che non si capisce cosa facciano ancora lì dentro.
Prima di tutto perché si tiene dentro elementi come la citata Picierno, secondo perché comunque sostiene Israele e non si è mai pronunciato chiaramente contro il genocidio e tutti i corollari che da esso derivano.
Roma, nella piazza contro l’antisemitismo. Picierno accanto all’estrema destra
di Tommaso Rodano
Pochi manifestanti, tanti politici. Picierno: “Spiace non vedere il Pd”
Lo riconosce anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni: “Evidentemente siamo pochi, ma dobbiamo tenere il punto”. In effetti non sono molti i manifestanti del sit-in delle comunità ebraiche, convocato sotto la parola d’ordine – manipolatoria – della sacrosanta lotta all’antisemitismo: solo alcune centinaia, ma rappresentati in modo eccellente dai partiti. Sotto al palco sgomitano parlamentari di ogni estrazione, esclusi Cinque Stelle e Avs: il presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri, i capigruppo di Camera e Senato di FdI Lucio Malan e Giovanni Donzelli, la deputata leghista Simonetta Matone, Renato Brunetta. Ma c’è pure un pezzetto di centro e persino di centrosinistra: Maria Elena Boschi, Luigi Marattin e i dem Pina Picierno e Graziano Delrio.
Chissà se si sono sentiti a proprio agio, nel posto giusto, ascoltando le parole di Noemi Di Segni, presidente delle comunità ebraiche italiane: “L’Onu è la guardia del corpo di Hamas”. Chissà se si sono divertiti ad ascoltare il siparietto gastronomico tra il giornalista Antonino Monteleone e la stessa Di Segni: “È stata fatta circolare persino una bufala sul divieto di ingresso a Gaza della marmellata, poi vi dico chi ha diffuso questa cazzata”. E lei: “Purtroppo è finita l’estate, per il gelato ai gusti palestinesi bisognerà aspettare”.
Chissà se condividono le parole di Stefano Parisi, presidente di Setteottobre, l’associazione che ha convocato il sit-in: “Hamas è l’unica fonte di informazione per la maggior parte dei giornalisti italiani”. Oppure l’appello di Lucetta Scaraffia e dello stesso Parisi al presidente della Repubblica, perché cancelli la giornata della memoria, ritenuta ipocrita: “A questo punto è preferibile il silenzio”.
Nella piccola piazza intollerante, stipata di bandiere israeliane, i giornalisti sono guardati storto: gli si risponde in genere che le domande sono “provocatorie”. Va molto peggio a Giulia Bertotto di Byoblu: denuncia di essere stata presa per i polsi da un manifestante durante un’intervista, di essere stata ripresa con i telefoni, “omaggiata” di insulti a sfondo sessuale, poi identificata dalla polizia e allontanata dalla piazza. Dario Sanchez, fondatore della pagina Telegram “Israele senza filtri”, si agita con il megafono: “Mai più l’antisemitismo dell’informazione di parte, mai più discriminazione etnica, siamo stufi delle strumentalizzazioni”. Sul suo gruppo, in passato, è stato promosso questo sondaggio: “Omicidi extragiudiziali mirati contro i supporter del terrorismo palestinese in Europa a opera dei servizi segreti, sì o no?”. Ha vinto il “sì” con il 90%. I compagni di partito di Schlein sono soddisfatti di aver diviso la piazza con gente così? Picierno sì, anzi ha un rimpianto: “Mi dispiace di non vedere i simboli del mio partito in piazza”.
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L'esercito israeliano affronta una crisi interna senza precedenti, con suicidi crescenti, morale basso e deterrenza indebolita.
Fonti israeliane, tra cui un rapporto Knesset e TRT World, confermano:
🔻279 tentativi di suicidio
🔻36 morti (gennaio 2024 – luglio 2025)
🔻 Oltre 50 suicidi di soldati da ottobre 2023
La maggior parte dei casi sono collegati a PTSD, traumi da combattimento e dispiegamento prolungato, evidenziando il grave pedaggio psicologico sulle truppe e lo sforzo operativo dell'esercito.
Nesreen Khuffash
Fonti israeliane, tra cui un rapporto Knesset e TRT World, confermano:
🔻279 tentativi di suicidio
🔻36 morti (gennaio 2024 – luglio 2025)
🔻 Oltre 50 suicidi di soldati da ottobre 2023
La maggior parte dei casi sono collegati a PTSD, traumi da combattimento e dispiegamento prolungato, evidenziando il grave pedaggio psicologico sulle truppe e lo sforzo operativo dell'esercito.
Nesreen Khuffash
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L'esercito israeliano ha avviato un'indagine contro gli informatori che hanno svelato lo stupro di un detenuto palestinese presso la prigione di Sde Teiman, dopo che è stato diffuso un filmato che mostra i riservisti israeliani che stuprano il detenuto bendato e ammanettato.
La sonda si concentra sulla fuga di notizie, non sui colpevoli, mentre il procuratore militare capo di Israele si è congedato nello scandalo.
In precedenza, cinque riservisti sono stati accusati di "grave aggressione" che ha causato gravi ferite a un detenuto - provocando proteste pro-soldato soprannominate "le manifestazioni per il diritto allo stupro. "
Nesreen Khuffash
La sonda si concentra sulla fuga di notizie, non sui colpevoli, mentre il procuratore militare capo di Israele si è congedato nello scandalo.
In precedenza, cinque riservisti sono stati accusati di "grave aggressione" che ha causato gravi ferite a un detenuto - provocando proteste pro-soldato soprannominate "le manifestazioni per il diritto allo stupro. "
Nesreen Khuffash
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✡️💵 Caos progettato? israele "presumibilmente" finanzia bande di Gaza per fare il suo sporco lavoro
Dopo aver scatenato una devastazione totale a Gaza, israele sta ora usando bande criminali proxy per coltivare il caos nelle aree sotto L'IOF, afferma l'analista politico gazano Muhammad Shehada.
Queste milizie criminali reclutate, ben fornite di armi israeliane, sono dotate di SUV, contanti, cibo e smartphone.
La loro missione sarebbe saccheggiare i convogli di aiuti umanitari, seminare divisioni per impedire un governo palestinese unificato e erodere la fiducia in Hamas.
https://t.me/geopolitics_prime/58980
Dopo aver scatenato una devastazione totale a Gaza, israele sta ora usando bande criminali proxy per coltivare il caos nelle aree sotto L'IOF, afferma l'analista politico gazano Muhammad Shehada.
Queste milizie criminali reclutate, ben fornite di armi israeliane, sono dotate di SUV, contanti, cibo e smartphone.
La loro missione sarebbe saccheggiare i convogli di aiuti umanitari, seminare divisioni per impedire un governo palestinese unificato e erodere la fiducia in Hamas.
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Geopolitics Prime
✡️💵 Chaos by design? Israel allegedly funding Gaza gangs to do its dirty work
After unleashing total devastation in Gaza, Israel is now using proxy criminal gangs to cultivate chaos in areas under IDF, claims Gazan political analyst Muhammad Shehada.
These…
After unleashing total devastation in Gaza, Israel is now using proxy criminal gangs to cultivate chaos in areas under IDF, claims Gazan political analyst Muhammad Shehada.
These…
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La notizia ormai circola un po’ ovunque, si tratta dell’intervista che Yossi Cohen, ex capo del Mo.SS.ad, ha rilasciato al programma The Brink, condotto da Jake Wallis Simons, editore di The Jewish Chronicle.
Ne ll’intervista, Cohen si vanta di aver ideato un metodo di spionaggio globale basato sulla manipolazione di attrezzature di uso comune come auto, telefoni, dispositivi vari, e non parla solo di trappole esplosive, come successo nel caso dei cercapersone in Libano, ma vere e proprie tecnologie infiltrate con funzioni di sorveglianza, spionaggio, controllo e sabotaggio.
Quando l’intervistatore gli chiede di quali paesi stesse parlando, lui risponde un secco “tutti quelli che puoi immaginare” , ma non a Gaza, a Gaza non sono riusciti ad infiltrarsi nella tecnologia.
E qui si apre una riflessione importante, prima che mi si venga a dire che il motivo è che “Hamas è una creatura di israele” .
Gaza è uno die pochissimi luoghi in cui non arrivano prodotti pronti all’uso, ma vengono acquistati in pezzi, parti e componenti (anche destinati all’uso civile, non solo a quello militare come razzi e missili) vengono importati e assemblati in loco, e quindi risulterebbe molto difficile manomettere il prodotto , piaccia o no a Gaza funziona così!
Il punto però, è che qui, come da sempre molti di noi dicono, il problema non riguarda solo ed esclusivamente la Palestina o “quei paesi lì” , ma riguarda tutto il mondo. Il sionismo è un pericolo per il mondo intero... e forse questa dichiarazione dell’ex capo del Mo SS ad risponde alle nostre domande sul perché la colonia ebraico sionista risulti da sempre impunità... è evidente che tutti, o quasi, siano tenuti sotto tiro (nel vero senso della parola) dai sionisti, oltre alla questione Epstein...
Ed è qui che entra in gioco l’Italia: il governo SEDICENTE “sovranista” italiano, invece di tutelare la sovranità digitale nazionale e quindi la sicurezza dei propri cittadini, oltre ad essere evidentemente sotto ricatto anche in termini personali, ha anche appaltato la nostra cyber-security proprio al cosiddetto “israele” .
Quindi la sicurezza dei nostri dati, reti e infrastruttura digitale è nelle mani di chi, secondo le sue stesse parole, conduce operazioni globali non solo di spionaggio e sabotaggio, ma anche veri e propri atti di terrorismo (come successo per i cercapersone in Libano) .
Occorre mettersi bene in testa e far passare il messaggio che il sionismo non è un problema relegato alla Palestina e dintorni, ma è un pericolo per tutto il mondo, riguarda TUTTI, QUI E ORA. Chi pensa che “occuparsi di Palestina non ci riguardi” si sbaglia di grosso... anzi, i palestinesi lottano contro una bestia I cui metodi (esproprio e annientamento fisico brutale) arrivieranno anche da noi. È solo questione di tempo.
(fonte https://www.middleeastmonitor.com/20251030-ex-mossad-chief-behind-icj-blackmail-campaign-brags-israel-has-installed-a-global-sabotage-network/)
IF
Ne ll’intervista, Cohen si vanta di aver ideato un metodo di spionaggio globale basato sulla manipolazione di attrezzature di uso comune come auto, telefoni, dispositivi vari, e non parla solo di trappole esplosive, come successo nel caso dei cercapersone in Libano, ma vere e proprie tecnologie infiltrate con funzioni di sorveglianza, spionaggio, controllo e sabotaggio.
Quando l’intervistatore gli chiede di quali paesi stesse parlando, lui risponde un secco “tutti quelli che puoi immaginare” , ma non a Gaza, a Gaza non sono riusciti ad infiltrarsi nella tecnologia.
E qui si apre una riflessione importante, prima che mi si venga a dire che il motivo è che “Hamas è una creatura di israele” .
Gaza è uno die pochissimi luoghi in cui non arrivano prodotti pronti all’uso, ma vengono acquistati in pezzi, parti e componenti (anche destinati all’uso civile, non solo a quello militare come razzi e missili) vengono importati e assemblati in loco, e quindi risulterebbe molto difficile manomettere il prodotto , piaccia o no a Gaza funziona così!
Il punto però, è che qui, come da sempre molti di noi dicono, il problema non riguarda solo ed esclusivamente la Palestina o “quei paesi lì” , ma riguarda tutto il mondo. Il sionismo è un pericolo per il mondo intero... e forse questa dichiarazione dell’ex capo del Mo SS ad risponde alle nostre domande sul perché la colonia ebraico sionista risulti da sempre impunità... è evidente che tutti, o quasi, siano tenuti sotto tiro (nel vero senso della parola) dai sionisti, oltre alla questione Epstein...
Ed è qui che entra in gioco l’Italia: il governo SEDICENTE “sovranista” italiano, invece di tutelare la sovranità digitale nazionale e quindi la sicurezza dei propri cittadini, oltre ad essere evidentemente sotto ricatto anche in termini personali, ha anche appaltato la nostra cyber-security proprio al cosiddetto “israele” .
Quindi la sicurezza dei nostri dati, reti e infrastruttura digitale è nelle mani di chi, secondo le sue stesse parole, conduce operazioni globali non solo di spionaggio e sabotaggio, ma anche veri e propri atti di terrorismo (come successo per i cercapersone in Libano) .
Occorre mettersi bene in testa e far passare il messaggio che il sionismo non è un problema relegato alla Palestina e dintorni, ma è un pericolo per tutto il mondo, riguarda TUTTI, QUI E ORA. Chi pensa che “occuparsi di Palestina non ci riguardi” si sbaglia di grosso... anzi, i palestinesi lottano contro una bestia I cui metodi (esproprio e annientamento fisico brutale) arrivieranno anche da noi. È solo questione di tempo.
(fonte https://www.middleeastmonitor.com/20251030-ex-mossad-chief-behind-icj-blackmail-campaign-brags-israel-has-installed-a-global-sabotage-network/)
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Nella Cisgiordania occupata, i coloni ebrei occidentali spalleggiati dall'IOF, non solo aggrediscono i palestinesi, siano essi bambini, donne, uomini o anziani, non solo sradicano e danno alle fiamme oliveti millenari, non solo inquinano le falde acquifere dei palestinesi, ma se la prendono anche con gli animali, ripetutamente.
Questa volta le telecamere di una fattoria della città di Tuqu, riprende come questi pazzi furiosi deturpati mentali maltrattano, seviziano e uccidono degli agnelli.
10 agnelli sono stati uccisi e feriti, alcuni sono stati trovati mutilati con gli occhi cavati con un coltello.
Per loro ogni forma vivente non ebraica è da eliminare.
Sono assetati di sangue e violenza e sono un pericolo per l'umanità intera.
Questa volta le telecamere di una fattoria della città di Tuqu, riprende come questi pazzi furiosi deturpati mentali maltrattano, seviziano e uccidono degli agnelli.
10 agnelli sono stati uccisi e feriti, alcuni sono stati trovati mutilati con gli occhi cavati con un coltello.
Per loro ogni forma vivente non ebraica è da eliminare.
Sono assetati di sangue e violenza e sono un pericolo per l'umanità intera.
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Città cristiana in Cisgiordania presa di mira da incendiari coloni
L'antica città cristiana di Taybeh, nota per la sua popolazione unicamente cristiana, è sotto attacco.
Coloni israeliani stanno incendiando case, automobili e terreni agricoli in un violento pogrom volto a sradicare la comunità palestinese.
https://t.me/geopolitics_prime/59035
L'antica città cristiana di Taybeh, nota per la sua popolazione unicamente cristiana, è sotto attacco.
Coloni israeliani stanno incendiando case, automobili e terreni agricoli in un violento pogrom volto a sradicare la comunità palestinese.
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🤔 Christian town in West Bank targeted by settler arsonists
The historic Christian town of Taybeh, known for its uniquely all-Christian population, is under attack.
Israeli settlers are burning homes, cars, and farmland in a violent pogrom aimed at uprooting…
The historic Christian town of Taybeh, known for its uniquely all-Christian population, is under attack.
Israeli settlers are burning homes, cars, and farmland in a violent pogrom aimed at uprooting…
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ULTIM'ORA:
Stati Uniti e israele stanno preparando nuovi attacchi in Iraq e nella regione
Pete Hegseth ha minacciato l'Iraq e ha detto loro di non pensare di intervenire - afferma il Ministro della Difesa iracheno, Thabit al-Abbasi.
Il Ministro della Difesa iracheno, Thabit al-Abbasi, dice in una recente telefonata con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth di essere stato informato di "un'operazione imminente nella regione" e di aver ricevuto "l'ultimo avvertimento che i gruppi armati iracheni [comprese le fazioni sostenute dall'Iran] non dovrebbero rispondere."
"Ho avuto una breve telefonata con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, e mi ha avvertito che un'operazione imminente avrà luogo nella regione, e il suo ultimo avvertimento per noi è che i gruppi armati non devono mostrare alcuna reazione"
Megatron
Stati Uniti e israele stanno preparando nuovi attacchi in Iraq e nella regione
Pete Hegseth ha minacciato l'Iraq e ha detto loro di non pensare di intervenire - afferma il Ministro della Difesa iracheno, Thabit al-Abbasi.
Il Ministro della Difesa iracheno, Thabit al-Abbasi, dice in una recente telefonata con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth di essere stato informato di "un'operazione imminente nella regione" e di aver ricevuto "l'ultimo avvertimento che i gruppi armati iracheni [comprese le fazioni sostenute dall'Iran] non dovrebbero rispondere."
"Ho avuto una breve telefonata con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, e mi ha avvertito che un'operazione imminente avrà luogo nella regione, e il suo ultimo avvertimento per noi è che i gruppi armati non devono mostrare alcuna reazione"
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