Francesca Quibla
7.08K subscribers
7.48K photos
2.48K videos
29 files
5.33K links
Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
Download Telegram
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
⭕️La nostra narrazione

La tempesta di Al-Aqsa... due anni di resistenza e volontà di liberazione

Una narrazione completa che collega le radici storiche con la realtà attuale e la visione futura, e che parte dall'approfondimento del contesto storico, considerando che gli eventi del 7 ottobre non sono stati improvvisi, ma un'esplosione naturale di accumuli di oltre sette decenni di occupazione e insediamento, che hanno trasformato Gaza nel più grande carcere a cielo aperto del mondo.

Sito ufficiale - Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
👍10🔥3❤2
⭕️ La nostra narrazione... L'inondazione di Al-Aqsa: due anni di fermezza e volontà di liberazione

Dal primo momento dell'attacco del 7 ottobre, l'entità israeliana ha tentato di distorcere la verità. Ha lanciato una macchina di disinformazione globale, coinvolgendo i media occidentali e i gruppi di lobby sionisti, per trasformare l'operazione militare legittima - che ha preso di mira la Divisione Gaza dell'esercito israeliano, un'unità militare che aveva perpetuato uccisioni e assedio contro Gaza - in affermazioni sul targeting di civili e bambini.

25, dic
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
❤11
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Aljarmaq notizie
Guarda | Una nuova classe di medici di Gaza si è laureata all'ospedale Al-Shifa nella Striscia di Gaza.

Non li piegherete!

❤️
❤29
Oggi si celebra il diciassettesimo anniversario della "Battaglia di Al-Furqaan [ nota: al Furqaan significa la distruzione tra bene e male, il discernimento. È il nome della sura n. 25 del sacro Corano] ", in cui la resistenza palestinese ha contrastato l'aggressione sionista contro la Striscia di Gaza nel 2008.

L'occupazione non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di rovesciare Hamas e recuperare il soldato allora prigioniero della resistenza "Gilad Shalit", lo stesso fallimento che l'ha accompagnata nella benedetta battaglia di "Tufaan Al-Aqsa" [alluvione di al-Aqsa].

Sito ufficiale - Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
❤15
Mi viene da spaccare tutto!
Noi, con le nostre tasse, finanziamo un genocidio che va avanti da quasi 100 anni, senza che ci venga chiesto conto, nessuno ci chiede il permesso per utilizzare le nostre tasse.
Se privati cittadini decidono di aiutare delle associazioni benefiche palestinesi allora è terrorismo.
Quello che fa Hamas (e il PFLP, DFLP, PIJ, Fatah), a casa mia si chiama RESISTENZA. Esattamente come i partigiani italiani sotto il regime nazifascista.
Vergogna, schifosi collaborazionisti dei sionisti!
La storia vi chiederà conto!
La cosa grave è la criminalizzazione delle azioni di Hamas, e più in generale, della resistenza tutta.
Il punto da tenere è il fatto che la violenza degli oppressi si chiama resistenza, mentre quella degli oppressori si chiama terrorismo.
Va smontato tutto il linguaggio che utilizzano.
Tutto il resto si auto-squalifica da solo.

Oltre a finanziare con le nostre tasse un genocidio senza alcun controllo democratico o senza che noi possiamo fare niente, ora non siamo nemmeno più liberi di donare liberamente a chi vogliamo perché viene tracciato di "terrorismo", dunque chi prova a sostenere la solidarietà dal basso viene criminalizzato.
Questa è repressione politica, non sicurezza.
Che ci parlino dei criminali dell'IOF che se la vengono a spassare qui in Italia con tanto di scorta della digos.
Questa è la misura della doppia morale delle nostre istituzioni



⬇️

Tra gli arrestati anche Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, referente con Hannoun della cellula italiana, dipendente dall’1.8.2016 di A.B.S.P.P. O.D.V., responsabile con Elasaly Yaser della filiale milanese di A.B.S.P.P., nonché Al Salahat Raed, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica e, dal maggio 2023, componente del board of directors della European Palestinians Conference, al cui interno opera in stretto contatto con Majed Al Zeer; Al Salahat Raed è componente della cellula italiana di Hamas, dipendente della A.B.S.P.P. dal luglio 2011 al settembre 2019 e, nuovamente, a partire dal luglio 2024, referente per Firenze e la Toscana; Elasaly Yaser, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, componente della cellula italiana, dipendente dal 5.2.2016 di A.B.S.P.P. O.D.V., responsabile con Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa della filiale milanese di A.B.S.P.P.
Fonte
👍20❤7
HAMAS CHIEDE UN’INDAGINE INTERNAZIONALE IMPARZIALE SUL 7 OTTOBRE

Hamas ha chiesto a israele di consentire un’inchiesta internazionale indipendente sugli eventi del 7 ottobre 2023, respingendo le accuse di stragi deliberate di civili e di atrocità. La richiesta è contenuta in un documento di 42 pagine pubblicato dal movimento, che ricostruisce la propria versione dell’attacco e colloca l’operazione nel quadro di decenni di occupazione, assedio e fallimenti politici.
Nel testo, Hamas sostiene che molte narrazioni diffuse subito dopo il 7 ottobre sarebbero state il frutto di campagne di disinformazione, e afferma che l’uccisione intenzionale di civili sarebbe contraria ai suoi principi dichiarati. Il movimento richiama inoltre notizie – incluse da media israeliani – secondo cui l’esercito avrebbe colpito aree in cui civili israeliani e combattenti erano mescolati, evocando l’uso della dottrina Hannibal. Da qui la sfida: verifiche indipendenti su tutte le morti civili, sia in Israele sia a Gaza.
Il documento ripercorre anche le motivazioni politiche dell’attacco, citando l’occupazione iniziata nel 1948, il blocco di Gaza, il fallimento degli accordi di Oslo, l’ascesa dell’estrema destra israeliana e l’assenza di accountability internazionale. Hamas sostiene che l’operazione abbia comunque prodotto effetti politici: maggiore attenzione globale sulla questione palestinese, l’isolamento internazionale di israele e l’avanzamento di procedimenti giudiziari.
Sul piano giudiziario, il riferimento è alla Corte Penale Internazionale, che ha richiesto mandati d’arresto sia contro dirigenti di Hamas (poi uccisi) sia contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, per crimini di guerra e contro l’umanità. Hamas ribadisce infine il rifiuto di piani di “amministrazione internazionale” di Gaza che escludano i palestinesi dal proprio futuro politico.

Fonte: Middle East Eye
❤15👍9
I funzionari israeliani stanno valutando il lancio di una nuova guerra contro l'Iran per il programma missili balistici di Teheran, una mossa che potrebbe infiammare un grande conflitto regionale e attirare le potenze globali in un'altra crisi in Medio Oriente

Headlines 360
🔥18👍1👎1
Milano ore 16,00 Piazza Cavour presidio d'urgenza contro gli arresti di 9 solidali

FAI GIRARE !

La solidarietà non si arresta!!
Colpevoli di essere solidali con il popolo palestinese.

Questa mattina con un grande spiegamento di forze sono stati arrestati 9 nostri fratelli, compagni e amici colpevoli di aver sempre lavorato per aiutare il popolo palestinese ancora oggi devastato, smembrato e affamato da un genocidio per mano del governo terrorista dell'entità coloniale sionista Israele.
Sono state perquisite le loro case, sequestrati telefoni e computer, perquisita la sede dell' Associazione benefica Abspp odv.
Siamo al loro fianco e avremo tempo per comunicati ragionati ma ora è il momento di denunciare e protestare quest'ultima complicità del governo Meloni con i macellai sionisti.

Presidio d'urgenza ore 16,00 in piazza Cavour a Milano concordato con Associazione dei palestinesi in Italia.

HANNOUN , DAWOUD, AL SALAHAT, ELASALY, ALBUSTANJI, ALI SAWI. ABU RAWWA, ABU DEIAH, ABDU.
LIBERI SUBITO !!
❤19🔥2
I sovranisti a stelle (di david) e strisce.
Che vergogna.
🔥21❤2👍2
Il primo ministro, australiano, Anthony Albanese ha rilasciato dichiarazioni precise riferendosi a "attori pagati", soggetti che venivano indirizzati a compiere determinate azioni a pagamento.
Nessuna ideologia quindi, nessun attivismo o appartenenza politica.

Chi li pagava, sulla base di riscontri oggettivi derivanti dalle indagini svolte, era un ente straniero attraverso criptovalute per attaccare obiettivi ebrei in Australia.
Ma quali erano questi obiettivi?

Un obiettivo era la sinagoga Adass Israel a Melbourne, questa sinagoga ospita una sorta di setta antisionista. Quindi non esattamente il bersaglio scelto per qualcuno che odia davvero Israele.

Nessun ferito, nessuno è rimasto ferito e infine gli autori sono stati catturati .
I soggetti in questione erano persone apolitiche, molti dei quali disturbati mentali.

Ci sono stati altri, un'altra serie di incidenti in cui sono stati arrestati persone apolitiche, semi infermi mentalmente e senzatetto e tutti dicevano di essere pagati per farlo.

E l'Iran è stato incolpato dopo che il Mossad israeliano ha fornito all'ASIO, la sua agenzia di intelligence, una cosiddetta mancia. Allora mettiamo insieme i pezzi.

Un'entità straniera sta pagando una classe criminale in Australia senza nessuna ideologia politica per attaccare obiettivi ebrei. Chi ne trarrebbe beneficio? Di certo non sarebbe l'Iran.

E perché l'Iran attaccherebbe una sinagoga antisionista? Non ha senso.

Eppure l'Australia è stata sottoposta a pressioni per espellere l'ambasciatore iraniano, che è stato il culmine di una lunga campagna israeliana per rompere le relazioni tra Australia e Iran. E così quella campagna continua attraverso il massacro di Bondi Beach.

- Max Blumenthal nell'ultimo episodio di Going Underground

Devo ricordare , per dare una visione più ampia, che l' Australia dallo scorso agosto fa accertamenti approfonditi sui visti d'ingresso richiesti da cittadini israeliani.
Dopo aver riconosciuto lo Stato di Palestina Netanyahu ha inviato minacce poco velate all'Australia, dire di non tutelare gli ebrei significa darti dell' antisemita.
Dopo l' attacco a Bondi Beach si è scatenato contro il premier australiano e ha preteso che fosse il Mossad a condurre le indagini , senza ottenere risultato.

Vi è un' idea errata nell' immaginario collettivo: gli israeliani non ucciderebbero mai degli ebrei.
Idea errata.

Il famigerato Protocollo Annibale lo prevede ed è stato attuato dall' IoF sullo scenario del 7 ottobre , per questo hanno vietato indagini sulla strage .

In Occidente, in Italia, non leggerete mai nulla di simile .

Chiedetevi perché e nell'interesse di chi.

Renata Girardi
👍15🔥4❤2
In Siria c'è un governo di "ex" terroristi di al-Qaeda, ma non fanno male a israele, quindi tutto ok.
Sostieni la Palestina invece? Sei un terrorista, lo dice israele.

Hanieh T.

Io aggiungo : lo dice israele e I servi nostrani eseguono.
👍17🔥5❤2
Una perdita straziante: la scomparsa del grande artista Mohammad Bakri

Con profondo dolore e dolore, il Teatro Freedom di Jenin Refugee Camp piange la comunità artistica palestinese e araba, e i suoi ammiratori in tutto il mondo, la scomparsa del grande artista palestinese Mohammad Bakri, che ci ha lasciati dopo un eccezionale viaggio artistico e culturale che ha lasciato un duraturo segno sul teatro e sul cinema palestinese.
Mohammad Bakri nasce il 27 novembre 1953 nel villaggio di Al-Bi'ina in Galilea, Palestina. Fin dalla gioventù, si dedicò ad affinare il suo talento artistico, a studiare recitazione e letteratura araba, e a laurearsi all'Università di Tel Aviv a metà degli anni '70. Fin dall'inizio, Mohammad Bakri ha incarnato la lotta palestinese attraverso il teatro e il cinema, offrendo opere sincere che esprimevano l'identità palestinese e la resistenza culturale.
Il teatro era la piattaforma dove Mohammad Bakri ha rafforzato la sua presenza artistica e umana. Ha presentato monodrammi ricchi di simbolismo e impatto, come The Pessoptimist e Stagione delle Migrazioni verso il Nord. Ha lavorato con compagnie teatrali a Ramallah e Gaza, esibendosi in arabo, preservando la forza della parola palestinese e la resistenza della causa.
Tra le sue opere di regia più importanti c'è il potente documentario Jenin, Jenin (2002), che documentava gli eventi del Jenin Refugee Camp con onestà e chiarezza, diventando un riferimento artistico cruciale e memoria storica per le generazioni palestinesi, affermando il suo impegno incrollabile per la causa palestinese e la ricerca della verità.
Mohammad Bakri aveva un legame molto speciale con il Teatro Freedom di Jenin, un teatro fondato dal compianto Juliano Mer Khamis, con il quale condivideva una profonda amicizia e rispetto reciproco. È stato un fedele sostenitore degli artisti presenti, ha partecipato al film "In mille silenzi" prodotto da TFT nell'ambito del progetto "La promessa della rivoluzione" in collaborazione con i partner, ed è stato in stretta discussione per unirsi al comitato artistico per la prossima produzione "The Martirs Return to Ramallah" di Walid Daqqa, confermando il suo ruolo di osservatore e narratore dell'identità palestinese sul palco.
Mohammad Bakri lascia alle spalle una ricca eredità artistica, nutrendo una nuova generazione di attori palestinesi, tra cui i suoi talentuosi figli Saleh, Ziad e Adam Bakri, che continuano a portare avanti la voce della Palestina nella scena artistica globale.
La sua dipartita è un profondo shock per tutti coloro che lo conoscevano, hanno lavorato con lui e hanno seguito il suo viaggio. È stato l'indimenticabile voce della Palestina, simbolo di arte resistente e creativa, vero e proprio emblema di fedeltà alla causa e all'identità palestinese. Possa Dio concedergli la Sua immensa misericordia e ispirare con pazienza la sua famiglia, i suoi figli e gli ammiratori di fronte a questa grande perdita.

The Freedom Theatre, 24 dicembre 2025
❤16👍2🔥2
"israele" comanda e I servi senza dignità italiani obbediscono
👍16
Le patenti di guida palestinesi 🇵🇸 sono più vecchie di quelle dello Stato di Israele 🇮🇱 .

(La storia non può essere cancellata).

Americo L.
❤14👍6
Quando si tratta di Palestina, la sedicente "destra" e la sedicente "sinistra" italiane smettono di essere una contro l'altra e si allineano come gemelle siamesi:
stessa impostazione da servi dell'entità sionista che, ricordiamolo, è alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per GENOCIDIO.
🔥19👍5❤1
"israele" diventa il primo e unico paese a riconoscere la Somaliland, una regione separatista della Somalia, minando l'unità della Somalia e il consenso internazionale.

D'altronde, da un'entità fake come quella sionista, cosa ci si può aspettare?
Riconoscere confini pur di non riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Palestinese.
🔥10👎4
Forwarded from byebyeunclesam
Per quanto i tempi biblici della giustizia italiana siano ben noti, risulta quanto meno poco credibile che la magistratura abbia "atteso" 24 ANNI prima di accertare che i fondi raccolti dalle associazioni benefiche palestinesi indagate fossero indirizzati non a favore della popolazione ma dei gruppi della resistenza...
👍12
A quanto pare, in Italia, abbiamo scoperto una nuova legge della fisica politica:
Più il governo si macchia di crimini, più spuntano dal cilindro "operazioni antiterrorismo" per sviare l'attenzione (un po' mi fa pensare ai tempi d'oro del Berlusca, che quando perdeva consenso comprava qualche giocatore del Milan)

Guarda caso, mentre la Presidente del consiglio italiano, Giorgia Meloni, viene denunciata alla CPI per complicità nel genocidio in corso in Palestina, ecco che, PUFF!, arrivano gli arresti di alcuni palestinesi accusati di finanziare Hamas (come se fosse un crimine, Hamas è un partito politico riconosciuto legittimo dalla maggioranza dei paesi dle mondo, solo quelli occidentali e servi dei sionisti l'hanno messo nella lista delle organizzazioni terroristiche)

Ma che tempismo, oh! Che fantastica coincidenza! Talmente perfetta da sembrare un po' studiata...

Come gli animatori dei villaggi turistici: signore e signori, ora guardate questa mano... Mentre con l'altra nascondo le mie responsabilità!

Beh, allora si, una domanda ci sorge spontanea, inevitabile:

Ma davvero pensate che basti agitare la parola Hamas, sbattere "il mostro in prima pagina" per farci dimenticare tutto il resto?

Ne avevo scritto già ad ottobre , e ora le ripropongo... considerato che "israele" è alla sbarra presso la CPI per GENOCIDIO, le seguenti azioni del governo italiano, come le dobbiamo valutare?

🔻

1. l'entità sionista è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE per genocidio ( https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2024-05/israele-la-procura-della-corte-penale-internazionale-chiede-l-a.html )
2. Il governo italiano non ha richiamato il personale diplomatico dall'ambasciata italiana nell'entità sionista ( https://www.politicamentecorretto.com/2025/09/25/300-funzionari-della-farnesina-scrivono-a-tajani-cosa-aspetti-a-cambiare-su-gaza/ )
3. Il governo italiano continua a VENDERE ARMI dall'entità sionista con le quali vengono AMMAZZATI palestinesi di cui la stragrande maggioranza donne e bambini ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/05/armi-italiane-israele-esportazioni-segrete-governo-meloni-ultime-notizie/8015461/ )
4. Il governo italiano non ha emesso UNA SOLA sanzione nei confronti dell'entità sionista ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/25/meloni-ultimo-baluardo-in-europa-contro-le-sanzioni-verso-israele-media-arabi-criticano-la-premier/8139282/ )
5. Lo stato italiano continua ad accogliere e proteggere soldati dell'esercito di occupazione israeliano che vengono in Italia a spassarsela dopo aver ammazzato palestinesi (1: https://www.unionesarda.it/politica/militari-israeliani-in-gallura-il-caso-in-parlamento-interrogazione-a-piantedosi-vxkuyh3u - 2: https://it.euronews.com/my-europe/2025/09/08/soldati-israeliani-in-vacanza-in-italia-la-vicenda-sara-discussa-in-parlamento - 3: https://www.rainews.it/articoli/2025/09/militari-israeliani-in-vacanza-in-italia-tutelati-come-obiettivi-sensibili-proteste-dei-pro-pal--176a7015-9894-497f-b4dd-c9cbf1e1c51a.html - 4: https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/le-vacanze-italiane-dei-soldati-israeliani-scortati-dalla-digos_F314087101004C04 )
6. Il governo italiano continua a prorogare i "memorandum d'intesa" ( 1: https://documenti.camera.it/Leg14/dossier/Testi/ES0376.htm - 2: https://www.peacelink.it/conflitti/a/50739.html )
7. Il governo italiano ha appaltato la nostra cyber security dall'entità sionista (1: https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Rel%20illustrativa.pdf - 2: https://www.lafionda.org/2025/05/23/litalia-sovranista-serva-di-netanyahu/ )
8. Il governo italiano permette al Mossad di agire in lungo e in largo e schedare chi partecipa a scioperi e manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese (1: https://www.virgilio.it/notizie/spunta-il-dossier-di-israele-sugli-attivisti-che-hanno-manifestato-in-italia-durante-lo-sciopero-per-gaza-1704428 - 2: https://www.parmatoday.it/attualita/agenti-del-mossad-a-parma-l-italia-e-un-paese-a-sovranita-limitata.html )
❤18🔥10👍1
Totalmente d'accordo con la lettura di Mj UmWalid

⬇️

Condivido alcune riflessioni sul vigliacco ’arresto di Hannoun e di altri otto palestinesi e arabi solidali con la Palestina. È chiaro per chiunque che non ci troviamo di fronte ad una anomalia politica ma esiste continuità con gli interessi di un sistema internazionale intero che difende le sue asimmetrie di oppressione coloniale e imperialista ad ogni latitudine. Per questo credo sia importante leggere questo momento politico dentro una cornice storica e geografica più ampia che permette di cogliere una dinamica ricorrente, troppo spesso però sottovalutata: quando il potere non riesce più a governare il conflitto, risponde rendendosi apertamente repressivo. Quando la paura di perdere il controllo diventa ingestibile, la repressione si fa feroce.
La storia delle rivoluzioni e dei movimenti di liberazione insegna che la repressione non va intesa "solo" come violenza, ma anche come segnale politico su cui costruire strategia. Non per restare sulla difensiva, ma per individuare e sfruttare le fragilità che il sistema manifesta proprio nel momento in cui perde il controllo. È una lezione che la resistenza palestinese continua a impartire, dentro e fuori il territorio.
Questa impostazione analitica era già stata indicata con estrema lucidità da Antonio Gramsci, quando scriveva che «la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». È in questo interregno che il potere, incapace di produrre consenso, smette di mediare e governa apertamente attraverso la coercizione. La maschera cade perché non regge più.
La Palestina impone ancora una volta all’Italia — così come a tutte le cosiddette democrazie occidentali — di gettare quella maschera e di manifestare apertamente la propria natura autoritaria e gli interessi che difende nell’ordine coloniale. Per questo è fondamentale ribadire che non siamo di fronte a una deriva isolata o a un’anomalia italiana. È una tendenza che attraversa l’intero spazio europeo.
La repressione si impone in modo violento e arrogante nel Regno Unito, in Francia, in Germania, negli USA: è la stessa volontà di imporre con la forza un sistema sempre più rigettato. Walter Benjamin lo aveva scritto con chiarezza: «lo stato di emergenza in cui viviamo non è l’eccezione ma la regola». La repressione del movimento per la Palestina diventa così condizione necessaria per mantenere il funzionamento ordinario di un sistema che non riesce più a contenere politicamente il dissenso e sceglie di criminalizzarlo.
Anche per questo la repressione va letta come momento di chiarificazione. Rosa Luxemburg ricordava che «le sconfitte sono la scuola più feconda del movimento rivoluzionario». Non perché la sconfitta sia desiderabile, ma perché costringe a misurarsi con i rapporti di forza reali, a smascherare le illusioni, a rompere le ambiguità e a uscire dalla depoliticizzazione.
Lenin aveva già indicato con nettezza questa dinamica: quando il potere ha paura, colpisce. E ciò che oggi viene colpito non è solo una rete di solidarietà, ma la centralità politica della Palestina come bussola capace di mettere in crisi l’intero impianto morale, giuridico e geopolitico dell’Occidente.
Perché tornare alle intuizioni dei grandi intellettuali della rivoluzione? Perché il momento che viviamo, per quanto violento, non deve spaventarci, ma richiede lucidità: lucidità per mantenere l’attenzione sul significato politico delle pratiche repressive e non ridurle a sintomo da subire. Richiede anche responsabilità: quella di costruire il movimento, di dare forma a quell’organizzazione che Gramsci considerava necessaria per agire dentro la crisi e non subirla.
La storia insegna che quando la repressione si intensifica, il conflitto è aperto. Perché se il sistema è costretto a mostrarsi per ciò che è, le sue fragilità diventano visibili. Ed è su quelle crepe che un movimento politico deve saper costruire.
❤23👍9