Al nostro governo Hamas non piace, ma al Qaeda sì!
Post di settembre invecchiato molto bene
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https://t.me/FraQuibla/12911
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Francesca Quibla
Vedete, al nostro governo fanno schifo i palestinesi e Hamas, ma quelli di Al Qaeda gli piacciono.
Povera Siria. Povera Italia.
Sto per vomitare
Povera Siria. Povera Italia.
Sto per vomitare
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Nella mappa i paesi che considerano Hms un gruppo terroristico: fatevi delle domande e datevi delle risposte. Molti di loro sono gli stessi che considerano anche Hzb gruppo terroristico, e volevano inserire anche i pasdaran nella lista, nonostante siano coloro che hanno combattuto veramente contro il terrorismo. Dai non è difficile da capire come gioca la propaganda israeliana.
Hanieh T
Hanieh T
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Comunicato di Hezbollah sull’attacco terroristico alla moschea Imam Ali ibn Abi Talib nella città siriana di Homs
Hezbollah condanna l'attacco terroristico che ha preso di mira i fedeli della moschea Imam Ali (as) nella città siriana di Homs, provocando decine di martiri e feriti, e denuncia fermamente questo crimine atroce che ha colpito i fedeli nel benedetto venerdì del mese sacro di Rajab
Hezbollah afferma che le mani criminali che hanno colpito una casa di Dio rivelano la vera identità di questi assassini: coloro che non hanno alcun rispetto per la santità o per la diversità intellettuale e religiosa, e che fanno affidamento su discorsi d'odio, esclusione e rifiuto dell'altro al servizio dei progetti degli Stati Uniti e di Israele.
Hezbollah chiede che vengano denunciati i responsabili di questi gruppi devianti, che vengano consegnati alla giustizia e che vengano loro imposte le pene più severe.
Hezbollah esprime le sue più sentite condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie dei martiri, chiedendo a Dio Onnipotente di concedere misericordia ai martiri, una rapida guarigione ai feriti e stabilità, progresso e prosperità al popolo siriano.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Hezbollah condanna l'attacco terroristico che ha preso di mira i fedeli della moschea Imam Ali (as) nella città siriana di Homs, provocando decine di martiri e feriti, e denuncia fermamente questo crimine atroce che ha colpito i fedeli nel benedetto venerdì del mese sacro di Rajab
Hezbollah afferma che le mani criminali che hanno colpito una casa di Dio rivelano la vera identità di questi assassini: coloro che non hanno alcun rispetto per la santità o per la diversità intellettuale e religiosa, e che fanno affidamento su discorsi d'odio, esclusione e rifiuto dell'altro al servizio dei progetti degli Stati Uniti e di Israele.
Hezbollah chiede che vengano denunciati i responsabili di questi gruppi devianti, che vengano consegnati alla giustizia e che vengano loro imposte le pene più severe.
Hezbollah esprime le sue più sentite condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie dei martiri, chiedendo a Dio Onnipotente di concedere misericordia ai martiri, una rapida guarigione ai feriti e stabilità, progresso e prosperità al popolo siriano.
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🟡🟢 Il Segretario Generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ha tenuto un discorso oggi, 28 dicembre 2025:
—
"L'aggressione israeliana contro il Libano non si è fermata nonostante l'accordo del 2024.
Il disarmo è un progetto israelo-americano, anche se attualmente viene commercializzato sotto il titolo di "esclusività delle armi" (monopolio statale delle armi).
Siamo a un decisivo punto di svolta storico: o concediamo agli Stati Uniti e a "Israele" ciò che vogliono, ovvero la totale tutela sul Libano; o ci alziamo a livello nazionale per reclamare la nostra sovranità, la nostra terra e costruire la nostra nazione.
È passato più di un anno dall'accordo. La parte libanese ha offerto impegni e concessioni, mentre il nemico israeliano continua i suoi attacchi senza sosta. Il governo libanese ha aggiunto "concessioni gratuite", mentre Israele non ha offerto alcun impegno in cambio.
La Resistenza e il Libano si sono impegnati al contenuto dell'accordo attraverso lo Stato e l'Esercito, mentre "Israele" ha continuato le sue violazioni tramite incursioni di sicurezza nel territorio libanese.
Sono disturbati dalla scena della cooperazione in corso tra l'Esercito libanese e la Resistenza.
Lo spiegamento dell'Esercito a sud del fiume Litani avrebbe dovuto avvenire se Israele si fosse impegnato a fermare l'aggressione, a ritirarsi e ad iniziare la ricostruzione.
È nostro diritto difenderci e allo stesso tempo partecipare alla costruzione dello Stato.
Se il Libano meridionale cade, il Libano non rimarrà. Tutti i libanesi sono responsabili di difenderlo.
Non è richiesta alcuna ulteriore azione da parte del Libano a nessun livello prima che il nemico israeliano adempia ai suoi obblighi. Non chiedeteci più nulla. Il Libano non è tenuto a essere un poliziotto per "Israele".
Non consegneremo le nostre armi, non ci ritireremo e non ci arrenderemo. Fate del vostro peggio (cavalcate i vostri cavalli più veloci) e cooperate con le creature più feroci di Dio. Diciamo ai nostri nemici: Avete visto un assaggio della nostra forza nella recente Battaglia dei Potenti.
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"L'aggressione israeliana contro il Libano non si è fermata nonostante l'accordo del 2024.
Il disarmo è un progetto israelo-americano, anche se attualmente viene commercializzato sotto il titolo di "esclusività delle armi" (monopolio statale delle armi).
Siamo a un decisivo punto di svolta storico: o concediamo agli Stati Uniti e a "Israele" ciò che vogliono, ovvero la totale tutela sul Libano; o ci alziamo a livello nazionale per reclamare la nostra sovranità, la nostra terra e costruire la nostra nazione.
È passato più di un anno dall'accordo. La parte libanese ha offerto impegni e concessioni, mentre il nemico israeliano continua i suoi attacchi senza sosta. Il governo libanese ha aggiunto "concessioni gratuite", mentre Israele non ha offerto alcun impegno in cambio.
La Resistenza e il Libano si sono impegnati al contenuto dell'accordo attraverso lo Stato e l'Esercito, mentre "Israele" ha continuato le sue violazioni tramite incursioni di sicurezza nel territorio libanese.
Sono disturbati dalla scena della cooperazione in corso tra l'Esercito libanese e la Resistenza.
Lo spiegamento dell'Esercito a sud del fiume Litani avrebbe dovuto avvenire se Israele si fosse impegnato a fermare l'aggressione, a ritirarsi e ad iniziare la ricostruzione.
È nostro diritto difenderci e allo stesso tempo partecipare alla costruzione dello Stato.
Se il Libano meridionale cade, il Libano non rimarrà. Tutti i libanesi sono responsabili di difenderlo.
Non è richiesta alcuna ulteriore azione da parte del Libano a nessun livello prima che il nemico israeliano adempia ai suoi obblighi. Non chiedeteci più nulla. Il Libano non è tenuto a essere un poliziotto per "Israele".
Non consegneremo le nostre armi, non ci ritireremo e non ci arrenderemo. Fate del vostro peggio (cavalcate i vostri cavalli più veloci) e cooperate con le creature più feroci di Dio. Diciamo ai nostri nemici: Avete visto un assaggio della nostra forza nella recente Battaglia dei Potenti.
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Forwarded from Vicino Oriente e dintorni
🇮🇱🕌 ISRAELE – OTZMA YEHUDIT ALL’ATTACCO DELLA CHIAMATA ALLA PREGHIERA: IN ARRIVO UNA LEGGE CONTRO IL MUEZZIN
Il partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, ha avviato l’iter di una nuova proposta di legge che mira a limitare – di fatto vietare – la chiamata islamica alla preghiera nelle moschee all’interno di Israele.
Il disegno di legge, presentato dal deputato Zvika Fogel, presidente della commissione Sicurezza nazionale della Knesset, prevede che l’adhan possa essere trasmesso tramite altoparlanti solo previa autorizzazione statale. I criteri includerebbero volume, misure di riduzione del rumore, posizione della moschea, distanza dalle aree residenziali e “impatto sulla qualità della vita”.
In caso di violazioni, la proposta conferisce alla polizia poteri immediati: spegnimento degli altoparlanti, sequestro delle apparecchiature e sanzioni economiche molto pesanti. Le multe previste arrivano fino a 50mila shekel (oltre 15mila dollari) per l’uso non autorizzato, e 10mila shekel per il mancato rispetto delle condizioni imposte.
Secondo Otzma Yehudit, il provvedimento sarebbe una misura di “sanità pubblica” contro quello che viene definito “rumore irragionevole”. Una tesi respinta con forza dai cittadini palestinesi di Israele e da numerosi attivisti e leader religiosi, che vedono nella legge un ulteriore passo verso la cancellazione dello spazio religioso e culturale palestinese.
Avvocati e imam sottolineano come la chiamata alla preghiera sia praticata da secoli e non abbia mai costituito un problema fino alla recente radicalizzazione del dibattito politico. Per molti, la norma non riguarda il rumore, ma la volontà di ridefinire lo spazio pubblico in chiave esclusivamente ebraica, colpendo simboli identitari non ebraici.
Tentativi simili erano già stati avanzati in passato, in particolare nel 2017, senza mai arrivare all’approvazione definitiva. La differenza, oggi, è il contesto: un governo sempre più dominato da forze ultra-nazionaliste e religiose, e una crescente pressione legislativa contro i diritti civili e religiosi della minoranza palestinese.
In questo quadro, la proposta di Otzma Yehudit viene letta come parte di una più ampia offensiva ideologica che investe moschee, scuole, lingua, memoria e presenza palestinese nello spazio pubblico israeliano.
📎 Fonte:
https://www.middleeasteye.net/news/israels-ben-gvir-pushes-bill-ban-islamic-call-prayer
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Il partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, ha avviato l’iter di una nuova proposta di legge che mira a limitare – di fatto vietare – la chiamata islamica alla preghiera nelle moschee all’interno di Israele.
Il disegno di legge, presentato dal deputato Zvika Fogel, presidente della commissione Sicurezza nazionale della Knesset, prevede che l’adhan possa essere trasmesso tramite altoparlanti solo previa autorizzazione statale. I criteri includerebbero volume, misure di riduzione del rumore, posizione della moschea, distanza dalle aree residenziali e “impatto sulla qualità della vita”.
In caso di violazioni, la proposta conferisce alla polizia poteri immediati: spegnimento degli altoparlanti, sequestro delle apparecchiature e sanzioni economiche molto pesanti. Le multe previste arrivano fino a 50mila shekel (oltre 15mila dollari) per l’uso non autorizzato, e 10mila shekel per il mancato rispetto delle condizioni imposte.
Secondo Otzma Yehudit, il provvedimento sarebbe una misura di “sanità pubblica” contro quello che viene definito “rumore irragionevole”. Una tesi respinta con forza dai cittadini palestinesi di Israele e da numerosi attivisti e leader religiosi, che vedono nella legge un ulteriore passo verso la cancellazione dello spazio religioso e culturale palestinese.
Avvocati e imam sottolineano come la chiamata alla preghiera sia praticata da secoli e non abbia mai costituito un problema fino alla recente radicalizzazione del dibattito politico. Per molti, la norma non riguarda il rumore, ma la volontà di ridefinire lo spazio pubblico in chiave esclusivamente ebraica, colpendo simboli identitari non ebraici.
Tentativi simili erano già stati avanzati in passato, in particolare nel 2017, senza mai arrivare all’approvazione definitiva. La differenza, oggi, è il contesto: un governo sempre più dominato da forze ultra-nazionaliste e religiose, e una crescente pressione legislativa contro i diritti civili e religiosi della minoranza palestinese.
In questo quadro, la proposta di Otzma Yehudit viene letta come parte di una più ampia offensiva ideologica che investe moschee, scuole, lingua, memoria e presenza palestinese nello spazio pubblico israeliano.
📎 Fonte:
https://www.middleeasteye.net/news/israels-ben-gvir-pushes-bill-ban-islamic-call-prayer
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Middle East Eye
Israel’s Ben Gvir pushes bill to ban Islamic call to prayer
Draft law would allow police to shut down mosque loudspeakers and impose heavy fines, which Palestinians say target their identity
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Dichiarazione del capo di Ansarullah, Sayyid Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, sugli ultimi sviluppi in Somalia
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
In un'azione aggressiva che rientra nel quadro delle cospirazioni del nemico sionista contro la nostra Ummah islamica, il nemico israeliano ha annunciato il riconoscimento della regione del Somaliland come entità separata dalla Somalia.
Questa posizione ostile prende di mira la Somalia e i suoi dintorni africani, e anche lo Yemen, il Mar Rosso e i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso. Questa aggressiva mossa sionista mira a stabilire un punto d'appoggio in Somalia per colpire la regione, e cerca anche di frammentare i Paesi della zona secondo un piano che non si limita alla sola Somalia. Piuttosto, il suo titolo dichiarato è "cambiare il Medio Oriente". Tutto questo è qualcosa che la nostra intera Ummah deve affrontare in ogni modo possibile.
La dichiarazione del nemico israeliano è di per sé falsa e non ha alcun valore nell'equilibrio tra verità e diritto. Si tratta di un atto di prevaricazione con obiettivi aggressivi e un'agenda ostile, proveniente da un'entità occupante priva di legittimità per sé stessa: come potrebbe quindi averne per altri? Tuttavia, il nemico israeliano lavorerà dietro questa mossa per ampliare la cerchia di riconoscimento e cooperazione con esso da parte di altre parti e Paesi. Cerca di trasformare la regione del Somaliland in un punto d'appoggio per attività ostili contro la Somalia, i Paesi africani, lo Yemen e i Paesi arabi, in un modo che minaccia la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Lavorerà anche per un'ulteriore frammentazione e disintegrazione di altri Paesi, allo stesso modo in cui ha perseguito in Somalia.
In risposta a questa aggressione sionista contro la Somalia e la regione, sottolineiamo quanto segue:
La necessità che la posizione araba e islamica sia ferma e seria nel sostenere la Somalia, il popolo somalo, contrastare le macchinazioni del nemico israeliano ed esercitare pressione sui traditori che collaborano con esso nella regione del Somaliland. Ciò include anche l'adozione di misure a livello internazionale e di una posizione ferma in tutte le istituzioni internazionali a sostegno della Somalia.
Affermiamo la nostra ferma posizione a fianco del fraterno popolo somalo contro il nemico israeliano e adotteremo tutte le misure di supporto possibili per sostenerlo.
Tra queste misure rientra anche il considerare qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland come un obiettivo militare per le nostre forze armate, in quanto costituisce un'aggressione contro la Somalia e lo Yemen e una minaccia alla sicurezza della regione. È necessario adottare misure ferme contro tale presenza. Non accetteremo che alcuna parte della Somalia venga trasformata in un punto d'appoggio per il nemico israeliano a scapito dell'indipendenza e della sovranità della Somalia, della sicurezza del popolo somalo e della sicurezza della regione e del Mar Rosso.
Invitiamo inoltre tutti i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso, nonché il mondo arabo e islamico, ad adottare misure concrete ed efficaci per impedire al nemico israeliano di violare la Somalia e altri Paesi musulmani e indipendenti. Sottolineiamo inoltre la necessità che l'intera Ummah si unisca a sostegno del popolo palestinese oppresso. Qualsiasi fallimento in questo senso offre al nemico israeliano l'opportunità di perseguire le sue cospirazioni contro altri Paesi, poiché è un nemico dell'intera Ummah e un pericolo per i Paesi della regione, a meno che i suoi piani aggressivi non vengano affrontati con fermezza, serietà e responsabilità.
E Dio ci basterà, è il Migliore dei protettori e il Migliore dei Soccorritori.
Vostro fratello, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi
8 Rajab 1447 AH
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
In un'azione aggressiva che rientra nel quadro delle cospirazioni del nemico sionista contro la nostra Ummah islamica, il nemico israeliano ha annunciato il riconoscimento della regione del Somaliland come entità separata dalla Somalia.
Questa posizione ostile prende di mira la Somalia e i suoi dintorni africani, e anche lo Yemen, il Mar Rosso e i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso. Questa aggressiva mossa sionista mira a stabilire un punto d'appoggio in Somalia per colpire la regione, e cerca anche di frammentare i Paesi della zona secondo un piano che non si limita alla sola Somalia. Piuttosto, il suo titolo dichiarato è "cambiare il Medio Oriente". Tutto questo è qualcosa che la nostra intera Ummah deve affrontare in ogni modo possibile.
La dichiarazione del nemico israeliano è di per sé falsa e non ha alcun valore nell'equilibrio tra verità e diritto. Si tratta di un atto di prevaricazione con obiettivi aggressivi e un'agenda ostile, proveniente da un'entità occupante priva di legittimità per sé stessa: come potrebbe quindi averne per altri? Tuttavia, il nemico israeliano lavorerà dietro questa mossa per ampliare la cerchia di riconoscimento e cooperazione con esso da parte di altre parti e Paesi. Cerca di trasformare la regione del Somaliland in un punto d'appoggio per attività ostili contro la Somalia, i Paesi africani, lo Yemen e i Paesi arabi, in un modo che minaccia la sicurezza del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Lavorerà anche per un'ulteriore frammentazione e disintegrazione di altri Paesi, allo stesso modo in cui ha perseguito in Somalia.
In risposta a questa aggressione sionista contro la Somalia e la regione, sottolineiamo quanto segue:
La necessità che la posizione araba e islamica sia ferma e seria nel sostenere la Somalia, il popolo somalo, contrastare le macchinazioni del nemico israeliano ed esercitare pressione sui traditori che collaborano con esso nella regione del Somaliland. Ciò include anche l'adozione di misure a livello internazionale e di una posizione ferma in tutte le istituzioni internazionali a sostegno della Somalia.
Affermiamo la nostra ferma posizione a fianco del fraterno popolo somalo contro il nemico israeliano e adotteremo tutte le misure di supporto possibili per sostenerlo.
Tra queste misure rientra anche il considerare qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland come un obiettivo militare per le nostre forze armate, in quanto costituisce un'aggressione contro la Somalia e lo Yemen e una minaccia alla sicurezza della regione. È necessario adottare misure ferme contro tale presenza. Non accetteremo che alcuna parte della Somalia venga trasformata in un punto d'appoggio per il nemico israeliano a scapito dell'indipendenza e della sovranità della Somalia, della sicurezza del popolo somalo e della sicurezza della regione e del Mar Rosso.
Invitiamo inoltre tutti i Paesi su entrambe le sponde del Mar Rosso, nonché il mondo arabo e islamico, ad adottare misure concrete ed efficaci per impedire al nemico israeliano di violare la Somalia e altri Paesi musulmani e indipendenti. Sottolineiamo inoltre la necessità che l'intera Ummah si unisca a sostegno del popolo palestinese oppresso. Qualsiasi fallimento in questo senso offre al nemico israeliano l'opportunità di perseguire le sue cospirazioni contro altri Paesi, poiché è un nemico dell'intera Ummah e un pericolo per i Paesi della regione, a meno che i suoi piani aggressivi non vengano affrontati con fermezza, serietà e responsabilità.
E Dio ci basterà, è il Migliore dei protettori e il Migliore dei Soccorritori.
Vostro fratello, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi
8 Rajab 1447 AH
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❤16
Ho fatto un grande sbaglio in queste ore, sono andata a leggermi i commenti sotto i post delle testate che parlano dei vigliacchi arresti dei palestinesi in italia.
Ora, leggere CENTINAIA di commenti che , riferendosi a questi palestinesi (ingiustamente) arrestati su mandato israeliano, ripetono come dei pappagalli male addestrati “rispediteli a casa loro” è qualcosa che va oltre il fastidio, mi manda in tilt il cervello e le buone intenzioni, mi fa bollire il sangue nelle vene…non si tratta solo di una crassa, profonda e pericolosa ignoranza della questione palestinese, ma anche di un putridume morale che va oltre la soglia della tolleranza.
Perché QUESTO è esattamente il nocciolo della questione palestinese!
il cosiddetto israele, non vuole che i palestinesi tornino nella loro terra, nelle loro case. E lo dichiarano apertamente da illo tempore, i sionisti vogliono prendersi il massimo della terra di Palestina (e non solo) senza i suoi abitanti nativi.
Ed è per questo che esistono milioni di profughi palestinesi, ed è per questo che da oltre 70 anni viene calpestata la risoluzione ONU 194 che sancisce il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro case.
Leggere queste cose mi manda il sangue al cervello! Signfica ignorare beatamente che quelle case sono state rubate, rase al suolo, colonizzate, che i villaggi sono stati cancellati delle mappe , intere famiglie cancellate dall’anagrafe e che il ritorno viene impedito con le armi e la potenza di un esercito che assomiglia sempre più ad una organizzazione terroristica impunita!
E’ una frase che rivela una miseria morale profonda, una bancarotta umana, di chi oggi ha pure diritto di parola. Fa schifo perché giustifica l’ingiustificabile e si allinea senza vergogna a un progetto di cancellazione di un popolo dalla faccia della terra.
La RESISTENZA palestinese, Hamas o non Hamas, piaccia o non piaccia, nasce proprio per questo: impedire la cancellazione del proprio popolo, impedire la PULIZIA ETNICA e il GENOCIDIO.
Chi riduce tutto a “terrorismo” parla a vanvera, senza un minimo di consapevolezza…ma chi diavolo vi ha chiesto opinioni? Perché vi sentite in diritto di parlare di un argomento di cui non si conosce una fava e di picchiare duro contro chi in questo momento è in una posizione di debolezza? L’atto più vigliacco che un essere umano possa compiere nei confronti di chi sta peggio di lui!
Parliamo di un popolo, culturalmente ricchissimo, trasformato deliberatamente da comunità radicata , florida e dignitosa in un popolo senza Stato, senza diritti, senza futuro, sotto occupazione, assedio e apartheid. E questo non è un “errore” : è un progetto politico programmatico, si chiama COLONIALISMO DI INSEDIAMENTO, il cui obiettivo finale non è solo lo sfrttamento economico, ma la creazione di una società ai che non solo non riconosce i diritti dei nativi, ma non riconosce proprio i nativi.
E poi c’è il livello massimo dell’ipocrisia che mi manda ancora più fuori: il cosiddetto “israele” è oggi alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per genocidio. La stessa CPI ha spiccato mandati di arresto contro il polacco Benjamin Mileikowsky (aka Netanyahu) e i suoi ministri per crimini di guerra e contro l’umanità.
E il nostro paese che fa, oltre a finanziare e inviare armi all’entità genocidaria?
Da un lato arresta palestinesi (su richiesta dei criminali sionisti), gente che si occupa di beneficenza, solidarietà e aiuti umanitari per il proprio popolo… e dall’altro lascia tranquillamente volare sul nostro spazio aereo quelli che dovrebbero essere arrestati, lascia scorrazzare i criminali dell’IOF in vacanza in Italia fornendogli anche la scorta della digos
Questo che cos’è? Rispetto della legalità internazionale? NO! E non si tratta nemmeno più di servilismo politico, qui siamo davanti alla complicità nel genocidio, fiancheggiamento del vero terrorismo internazionale, quello sionista! E’ rendere TUTTI i cittadini italiani complici dei crimini di cui si macchiano i sionisti!
IF
Ora, leggere CENTINAIA di commenti che , riferendosi a questi palestinesi (ingiustamente) arrestati su mandato israeliano, ripetono come dei pappagalli male addestrati “rispediteli a casa loro” è qualcosa che va oltre il fastidio, mi manda in tilt il cervello e le buone intenzioni, mi fa bollire il sangue nelle vene…non si tratta solo di una crassa, profonda e pericolosa ignoranza della questione palestinese, ma anche di un putridume morale che va oltre la soglia della tolleranza.
Perché QUESTO è esattamente il nocciolo della questione palestinese!
il cosiddetto israele, non vuole che i palestinesi tornino nella loro terra, nelle loro case. E lo dichiarano apertamente da illo tempore, i sionisti vogliono prendersi il massimo della terra di Palestina (e non solo) senza i suoi abitanti nativi.
Ed è per questo che esistono milioni di profughi palestinesi, ed è per questo che da oltre 70 anni viene calpestata la risoluzione ONU 194 che sancisce il diritto al ritorno dei profughi palestinesi nelle loro case.
Leggere queste cose mi manda il sangue al cervello! Signfica ignorare beatamente che quelle case sono state rubate, rase al suolo, colonizzate, che i villaggi sono stati cancellati delle mappe , intere famiglie cancellate dall’anagrafe e che il ritorno viene impedito con le armi e la potenza di un esercito che assomiglia sempre più ad una organizzazione terroristica impunita!
E’ una frase che rivela una miseria morale profonda, una bancarotta umana, di chi oggi ha pure diritto di parola. Fa schifo perché giustifica l’ingiustificabile e si allinea senza vergogna a un progetto di cancellazione di un popolo dalla faccia della terra.
La RESISTENZA palestinese, Hamas o non Hamas, piaccia o non piaccia, nasce proprio per questo: impedire la cancellazione del proprio popolo, impedire la PULIZIA ETNICA e il GENOCIDIO.
Chi riduce tutto a “terrorismo” parla a vanvera, senza un minimo di consapevolezza…ma chi diavolo vi ha chiesto opinioni? Perché vi sentite in diritto di parlare di un argomento di cui non si conosce una fava e di picchiare duro contro chi in questo momento è in una posizione di debolezza? L’atto più vigliacco che un essere umano possa compiere nei confronti di chi sta peggio di lui!
Parliamo di un popolo, culturalmente ricchissimo, trasformato deliberatamente da comunità radicata , florida e dignitosa in un popolo senza Stato, senza diritti, senza futuro, sotto occupazione, assedio e apartheid. E questo non è un “errore” : è un progetto politico programmatico, si chiama COLONIALISMO DI INSEDIAMENTO, il cui obiettivo finale non è solo lo sfrttamento economico, ma la creazione di una società ai che non solo non riconosce i diritti dei nativi, ma non riconosce proprio i nativi.
E poi c’è il livello massimo dell’ipocrisia che mi manda ancora più fuori: il cosiddetto “israele” è oggi alla sbarra presso la Corte Penale Internazionale per genocidio. La stessa CPI ha spiccato mandati di arresto contro il polacco Benjamin Mileikowsky (aka Netanyahu) e i suoi ministri per crimini di guerra e contro l’umanità.
E il nostro paese che fa, oltre a finanziare e inviare armi all’entità genocidaria?
Da un lato arresta palestinesi (su richiesta dei criminali sionisti), gente che si occupa di beneficenza, solidarietà e aiuti umanitari per il proprio popolo… e dall’altro lascia tranquillamente volare sul nostro spazio aereo quelli che dovrebbero essere arrestati, lascia scorrazzare i criminali dell’IOF in vacanza in Italia fornendogli anche la scorta della digos
Questo che cos’è? Rispetto della legalità internazionale? NO! E non si tratta nemmeno più di servilismo politico, qui siamo davanti alla complicità nel genocidio, fiancheggiamento del vero terrorismo internazionale, quello sionista! E’ rendere TUTTI i cittadini italiani complici dei crimini di cui si macchiano i sionisti!
IF
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Forwarded from byebyeunclesam
Da Angela Lano, direttrice di infopal.it e indagata dalla Procura di Genova
"Chiariamo, dunque, alcune cose: 1) non sono, non siamo, la propaganda o il megafono di Hamas, ma del popolo palestinese oppresso e schiacchiato, e informiamo sugli effetti, ben visibili a tutti, ma occultati da Israele e dai media ad esso connessi, che il colonialismo di insediamento ha prodotto in oltre 100 anni nella Palestina storica, e negli ultimi tre nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania – stiamo parlando di qualcosa come 300-400 mila morti e dispersi da ottobre 2023, oltre a un numero spaventoso di feriti e mutilati, tra cui decine di migliaia di bambini e donne.
Stiamo svolgendo un ottimo e seguito lavoro di controinformazione, contrastando, per come possiamo, la milionaria hasbara israeliana e i suoi valvassini in Italia: per questa ragione, Israele ci ha inseriti nella sua mappa del “terrorismo” – di nuovo, una proiezione freudiana del crimine di cui si macchia e che è condannato dal mondo intero.
2) L’agenzia InfoPal è edita dall’omonima associazione, che provvede a sostenerla materialmente: non sono soldi di Hamas o da Hamas o per Hamas, ma dei musulmai italiani, che, come tradizione islamica, si tassano periodicamente per la zakat e altre forme di offerte. A me spetta il compito di gestire il lavoro di informazione, come qualsiasi altro giornalista di testate piccole o grandi, mainstream o indipendenti.
Inoltre, come giornalista, storica e antropologa del Nord Africa e del Medio Oriente, ho viaggiato, studiato, ricercato, incontrato, intervistato chi mi pareva più interessate e utile, raccogliendo materiale, fotografie, registrazioni, badge, cartoline, spillette, collane, bracciali, simboli, gadget vari, di popoli, organizzazioni e fazioni politiche, culture, religioni e tradizioni, o ricordi associati a interviste e incontri professionali. E’ un mio diritto, fa parte della mia libertà di ricerca e lavoro, e non deve essere oggetto di speculazioni o accuse, o di attacco della macchina del fango.
3) La “bandiera di Hamas”, annoverata tra le accuse a mio carico, e rinvenuta in vecchi e polverosi scatoloni accatastati in uno sgabuzzino, insieme a badge delle tante conferenze internazionali, cartoline e altro, provano solo che la considero un oggetto da raccolta di viaggi di lavoro. Chi ha perquisito a fondo la mia ampia e affollata casa, avrà visto oggetti – lampadari, maschere, collezioni da mezzo mondo – libri e infinità di cose. Oppure si pensa seriamente che se fossi associata a quell’organizzazione avrei tenuto quei “cimeli”? Ripeto, come giornalista-antropologa mi do il diritto di raccogliere tracce e passaggi del mio lavoro, insieme a migliaia di foto e articoli. Scatoloni di copie cartecee di articoli, taccuini, agende, biglietti aerei…, come un giornalista alla vecchia maniera, non come quelli odierni da copia-incolla senza vergogna…
Ripeto, sono una giornalista professionista, ma anche una ricercatrice, una storica e un’antropologa, con titoli accademici e pubblicazioni da far invidia alla media del giornalismo italico.
Sono anche un’intellettuale politicamente e socialmente impegnata, non organica al Sistema (per i colleghi poco colti è un riferimento a Gramsci), cosa di cui vado assolutamente fiera. Pertanto, lo squallido sbertucciamento di articoli, uno clone dell’altro, in stile gossip, contro di me, rappresenta una palese manifestazione di un giornalismo degno della scadente posizione in cui si trova nelle classifiche internazionali: la più recente, sulla libertà di stampa nel 2025, lo colloca al 49° posto globale, secondo Reporters Without Borders (RSF), la peggiore dell’Europa occidentale, indicando una salute precaria dell’informazione nel nostro Paese… Un Paese, inoltre, che sta precipitando rapidamente in forme totalitarie di tragica memoria, insieme alla sempre più devastante situazione economica, e che ha bisogno più che mai di politici, di uomini e di donne, etici e dediti al bene della Nazione e dell’Umanità."
"Chiariamo, dunque, alcune cose: 1) non sono, non siamo, la propaganda o il megafono di Hamas, ma del popolo palestinese oppresso e schiacchiato, e informiamo sugli effetti, ben visibili a tutti, ma occultati da Israele e dai media ad esso connessi, che il colonialismo di insediamento ha prodotto in oltre 100 anni nella Palestina storica, e negli ultimi tre nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania – stiamo parlando di qualcosa come 300-400 mila morti e dispersi da ottobre 2023, oltre a un numero spaventoso di feriti e mutilati, tra cui decine di migliaia di bambini e donne.
Stiamo svolgendo un ottimo e seguito lavoro di controinformazione, contrastando, per come possiamo, la milionaria hasbara israeliana e i suoi valvassini in Italia: per questa ragione, Israele ci ha inseriti nella sua mappa del “terrorismo” – di nuovo, una proiezione freudiana del crimine di cui si macchia e che è condannato dal mondo intero.
2) L’agenzia InfoPal è edita dall’omonima associazione, che provvede a sostenerla materialmente: non sono soldi di Hamas o da Hamas o per Hamas, ma dei musulmai italiani, che, come tradizione islamica, si tassano periodicamente per la zakat e altre forme di offerte. A me spetta il compito di gestire il lavoro di informazione, come qualsiasi altro giornalista di testate piccole o grandi, mainstream o indipendenti.
Inoltre, come giornalista, storica e antropologa del Nord Africa e del Medio Oriente, ho viaggiato, studiato, ricercato, incontrato, intervistato chi mi pareva più interessate e utile, raccogliendo materiale, fotografie, registrazioni, badge, cartoline, spillette, collane, bracciali, simboli, gadget vari, di popoli, organizzazioni e fazioni politiche, culture, religioni e tradizioni, o ricordi associati a interviste e incontri professionali. E’ un mio diritto, fa parte della mia libertà di ricerca e lavoro, e non deve essere oggetto di speculazioni o accuse, o di attacco della macchina del fango.
3) La “bandiera di Hamas”, annoverata tra le accuse a mio carico, e rinvenuta in vecchi e polverosi scatoloni accatastati in uno sgabuzzino, insieme a badge delle tante conferenze internazionali, cartoline e altro, provano solo che la considero un oggetto da raccolta di viaggi di lavoro. Chi ha perquisito a fondo la mia ampia e affollata casa, avrà visto oggetti – lampadari, maschere, collezioni da mezzo mondo – libri e infinità di cose. Oppure si pensa seriamente che se fossi associata a quell’organizzazione avrei tenuto quei “cimeli”? Ripeto, come giornalista-antropologa mi do il diritto di raccogliere tracce e passaggi del mio lavoro, insieme a migliaia di foto e articoli. Scatoloni di copie cartecee di articoli, taccuini, agende, biglietti aerei…, come un giornalista alla vecchia maniera, non come quelli odierni da copia-incolla senza vergogna…
Ripeto, sono una giornalista professionista, ma anche una ricercatrice, una storica e un’antropologa, con titoli accademici e pubblicazioni da far invidia alla media del giornalismo italico.
Sono anche un’intellettuale politicamente e socialmente impegnata, non organica al Sistema (per i colleghi poco colti è un riferimento a Gramsci), cosa di cui vado assolutamente fiera. Pertanto, lo squallido sbertucciamento di articoli, uno clone dell’altro, in stile gossip, contro di me, rappresenta una palese manifestazione di un giornalismo degno della scadente posizione in cui si trova nelle classifiche internazionali: la più recente, sulla libertà di stampa nel 2025, lo colloca al 49° posto globale, secondo Reporters Without Borders (RSF), la peggiore dell’Europa occidentale, indicando una salute precaria dell’informazione nel nostro Paese… Un Paese, inoltre, che sta precipitando rapidamente in forme totalitarie di tragica memoria, insieme alla sempre più devastante situazione economica, e che ha bisogno più che mai di politici, di uomini e di donne, etici e dediti al bene della Nazione e dell’Umanità."
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
L’ultima vignetta dell’artista yemenita Kamal Sharaf.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Hannah Rothschild, membro della settima generazione della famigerata dinastia bancaria Rothschild, ha apertamente confermato l'incomparabile influenza della famiglia sugli eventi mondiali.
ha ammesso che nessun governo o re è mai andato in guerra senza il sostegno e l'approvazione della famiglia Rothschild, sottolineando il loro controllo sul sistema bancario internazionale e sul flusso di capitali che alimenta i conflitti globali.
Dame Hannah ha spiegato che Mayer Amschel Rothschild fondò l'impero bancario a Francoforte nel Settecento, inviando i cinque figli nelle principali capitali europee e creando la prima rete bancaria internazionale basata su una forte cooperazione familiare. Questa rete, sostenuta da comunicazioni rapide (anche tramite piccioni viaggiatori), diede ai Rothschild un vantaggio decisivo in un'epoca di sistemi postali lenti. In particolare, Nathan Mayer Rothschild a Londra ebbe un ruolo chiave nel finanziare gli sforzi britannici contro Napoleone. Secondo Hannah Rothschild, tali attività rivelano l'influenza storica della famiglia su finanza, guerre ed economie, un'eredità che continua attraverso le loro istituzioni.
https://thepeoplesvoice.tv/rothschild-heir-familys-dominance-global-finance-wars/
La zona grigia
ha ammesso che nessun governo o re è mai andato in guerra senza il sostegno e l'approvazione della famiglia Rothschild, sottolineando il loro controllo sul sistema bancario internazionale e sul flusso di capitali che alimenta i conflitti globali.
Dame Hannah ha spiegato che Mayer Amschel Rothschild fondò l'impero bancario a Francoforte nel Settecento, inviando i cinque figli nelle principali capitali europee e creando la prima rete bancaria internazionale basata su una forte cooperazione familiare. Questa rete, sostenuta da comunicazioni rapide (anche tramite piccioni viaggiatori), diede ai Rothschild un vantaggio decisivo in un'epoca di sistemi postali lenti. In particolare, Nathan Mayer Rothschild a Londra ebbe un ruolo chiave nel finanziare gli sforzi britannici contro Napoleone. Secondo Hannah Rothschild, tali attività rivelano l'influenza storica della famiglia su finanza, guerre ed economie, un'eredità che continua attraverso le loro istituzioni.
https://thepeoplesvoice.tv/rothschild-heir-familys-dominance-global-finance-wars/
La zona grigia
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(5) I punti salienti del discorso del nuovo portavoce delle Brigate del martire 'Izz al-Din al-Qassam, "Abu Obeida", stasera, lunedì.
⭕ Abu Obeida: Noi, nelle Brigate del martire 'Izz al-Din al-Qassam, dopo oltre due mesi dall'annuncio della cessazione della guerra di sterminio durata due anni interi e dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, confermiamo che il Sette Ottobre è stato un'esplosione fragorosa in faccia all'ingiustizia, all'oppressione, all'assedio e a tutte le forme di aggressione contro la nostra Al-Aqsa e il nostro popolo, aggressioni che hanno oltrepassato tutte le linee rosse, ignorato tutte le richieste e gli avvertimenti e gettato al vento tutti i patti e gli accordi.
⭕ Abu Obeida: Il Diluvio è venuto a correggere la rotta e a riportare in primo piano la causa che aveva iniziato a sprofondare nell'oblio, ha risvegliato le coscienze dei liberi nella Nazione e nel mondo, ha smascherato l'occupazione nazista, la sua sadicità, i suoi crimini e il suo sterminio, rendendolo un criminale in fuga dalla giustizia. Il nostro grande popolo, con la sua fermezza e i suoi sacrifici, ha sventato tutti i piani del nemico, a partire dalla deportazione, passando per i campi e le trappole mortali, fino al tentativo di ristabilire gli insediamenti.
⭕ Abu Obeida: Ha inoltre fatto fallire tutti gli obiettivi della guerra: il nemico non è riuscito a strappare lo spirito della resistenza dal popolo di Gaza, ma ha ereditato una vendetta in ogni casa palestinese; e non è stato in grado di recuperare i prigionieri con la forza, poiché sono tornati solo attraverso lo scambio, dopo che l'Unità Ombra coraggiosa li ha protetti per tutta la battaglia.
⭕ Abu Obeida: Il cessate il fuoco entrato in vigore oltre due mesi fa e l'interruzione della cascata di sangue che scorreva sulla terra di Gaza sotto gli occhi e le orecchie di un mondo ingiusto, sono il frutto della fermezza del nostro popolo, dei suoi sacrifici e della determinazione dei suoi resistenti. Se fosse stato lasciato spazio al nostro nemico e se avesse trovato nel nostro popolo e nei suoi resistenti sottomissione o arrendevolezza, non si sarebbe fermato dallo sterminio di esseri umani, pietre e alberi.
⭕ Abu Obeida: E nonostante tutte le aggressioni e le violazioni verificatesi dall'interruzione della guerra, che hanno oltrepassato ogni linea rossa, la Resistenza ha adempiuto ai propri obblighi e ha agito con la massima responsabilità, considerando gli interessi dei figli del nostro popolo e privando l'occupazione dell'opportunità, poiché cerca di inventare false scuse per tornare a versare sangue, pur confermando che il nostro diritto di rispondere ai suoi crimini è un diritto originario e garantito. Invitiamo tutte le parti interessate a tenere a freno l'occupazione, fermare la sua aggressione e costringerla a rispettare quanto concordato.
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
⭕ Abu Obeida: Noi, nelle Brigate del martire 'Izz al-Din al-Qassam, dopo oltre due mesi dall'annuncio della cessazione della guerra di sterminio durata due anni interi e dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, confermiamo che il Sette Ottobre è stato un'esplosione fragorosa in faccia all'ingiustizia, all'oppressione, all'assedio e a tutte le forme di aggressione contro la nostra Al-Aqsa e il nostro popolo, aggressioni che hanno oltrepassato tutte le linee rosse, ignorato tutte le richieste e gli avvertimenti e gettato al vento tutti i patti e gli accordi.
⭕ Abu Obeida: Il Diluvio è venuto a correggere la rotta e a riportare in primo piano la causa che aveva iniziato a sprofondare nell'oblio, ha risvegliato le coscienze dei liberi nella Nazione e nel mondo, ha smascherato l'occupazione nazista, la sua sadicità, i suoi crimini e il suo sterminio, rendendolo un criminale in fuga dalla giustizia. Il nostro grande popolo, con la sua fermezza e i suoi sacrifici, ha sventato tutti i piani del nemico, a partire dalla deportazione, passando per i campi e le trappole mortali, fino al tentativo di ristabilire gli insediamenti.
⭕ Abu Obeida: Ha inoltre fatto fallire tutti gli obiettivi della guerra: il nemico non è riuscito a strappare lo spirito della resistenza dal popolo di Gaza, ma ha ereditato una vendetta in ogni casa palestinese; e non è stato in grado di recuperare i prigionieri con la forza, poiché sono tornati solo attraverso lo scambio, dopo che l'Unità Ombra coraggiosa li ha protetti per tutta la battaglia.
⭕ Abu Obeida: Il cessate il fuoco entrato in vigore oltre due mesi fa e l'interruzione della cascata di sangue che scorreva sulla terra di Gaza sotto gli occhi e le orecchie di un mondo ingiusto, sono il frutto della fermezza del nostro popolo, dei suoi sacrifici e della determinazione dei suoi resistenti. Se fosse stato lasciato spazio al nostro nemico e se avesse trovato nel nostro popolo e nei suoi resistenti sottomissione o arrendevolezza, non si sarebbe fermato dallo sterminio di esseri umani, pietre e alberi.
⭕ Abu Obeida: E nonostante tutte le aggressioni e le violazioni verificatesi dall'interruzione della guerra, che hanno oltrepassato ogni linea rossa, la Resistenza ha adempiuto ai propri obblighi e ha agito con la massima responsabilità, considerando gli interessi dei figli del nostro popolo e privando l'occupazione dell'opportunità, poiché cerca di inventare false scuse per tornare a versare sangue, pur confermando che il nostro diritto di rispondere ai suoi crimini è un diritto originario e garantito. Invitiamo tutte le parti interessate a tenere a freno l'occupazione, fermare la sua aggressione e costringerla a rispettare quanto concordato.
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🖤🇵🇸 Una voce che ha commosso l'Ummah 🇵🇸🖤
Abu Obaida, la voce che tutti abbiamo imparato a conoscere come forza, dignità e resistenza inesorabile.
La hawla wa la quwwata illa billah. 🤲
Abu Obaida non è mai stato solo un portavoce.
Era una voce che portava speranza attraverso l'oscurità, una voce che faceva tremare i cuori anche quando le parole non erano comprese. Molti di noi ascoltavano i suoi discorsi con le nostre famiglie - madri, sorelle, fratelli; attratti non dalla lingua, ma dalla forza, dalla calma e dalla certezza nel suo tono. La sua voce rassicurava i disperati, rafforzava i timorosi e ricordava all'Ummah che la dignità è ancora viva.
Ogni volta che il 7 ottobre viene ricordato, la sua voce echeggia.
Ogni volta che Gaza resiste, le sue parole resistono con essa.
Allah dice nel Corano:
"Non pensate a coloro che vengono uccisi sulla via di Allah come morti. Piuttosto, sono vivi presso il loro Signore, ricevendo provvigione."
- Surah Aal-e-Imran (3:169)
Il contributo di Abu Obaida alla lotta per la Palestina non sarà mai dimenticato. Ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo, persone che aspettavano ansiosamente le sue dichiarazioni, che trovavano forza nella sua calma determinazione, che si sentivano meno soli perché la sua voce esisteva. Se solo lui sapesse quanto lontano i suoi discorsi si sono diffusi... quanti cuori hanno guarito... quante anime hanno risvegliato.
Possa Allah ricompensarlo dieci volte per la sua sincerità, il suo sacrificio e la sua fermezza.
Possa Allah concedere pazienza all'Ummah, conforto ai cuori spezzati e fermezza a coloro che continuano il percorso.
E che sia ricordato, sempre:
Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera. ☝️🇵🇸
RTN
Abu Obaida, la voce che tutti abbiamo imparato a conoscere come forza, dignità e resistenza inesorabile.
La hawla wa la quwwata illa billah. 🤲
Abu Obaida non è mai stato solo un portavoce.
Era una voce che portava speranza attraverso l'oscurità, una voce che faceva tremare i cuori anche quando le parole non erano comprese. Molti di noi ascoltavano i suoi discorsi con le nostre famiglie - madri, sorelle, fratelli; attratti non dalla lingua, ma dalla forza, dalla calma e dalla certezza nel suo tono. La sua voce rassicurava i disperati, rafforzava i timorosi e ricordava all'Ummah che la dignità è ancora viva.
Ogni volta che il 7 ottobre viene ricordato, la sua voce echeggia.
Ogni volta che Gaza resiste, le sue parole resistono con essa.
Allah dice nel Corano:
"Non pensate a coloro che vengono uccisi sulla via di Allah come morti. Piuttosto, sono vivi presso il loro Signore, ricevendo provvigione."
- Surah Aal-e-Imran (3:169)
Il contributo di Abu Obaida alla lotta per la Palestina non sarà mai dimenticato. Ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo, persone che aspettavano ansiosamente le sue dichiarazioni, che trovavano forza nella sua calma determinazione, che si sentivano meno soli perché la sua voce esisteva. Se solo lui sapesse quanto lontano i suoi discorsi si sono diffusi... quanti cuori hanno guarito... quante anime hanno risvegliato.
Possa Allah ricompensarlo dieci volte per la sua sincerità, il suo sacrificio e la sua fermezza.
Possa Allah concedere pazienza all'Ummah, conforto ai cuori spezzati e fermezza a coloro che continuano il percorso.
E che sia ricordato, sempre:
Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera. ☝️🇵🇸
RTN
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Comunicato Stampa
Fronte Popolare: La solidarietà con il nostro popolo non è terrorismo, e la repressione degli attivisti in Italia è un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese. Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.
Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.
Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.
I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.
Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.
Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione.
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Dipartimento Centrale dei Media
29 dicembre 2025
Fronte Popolare: La solidarietà con il nostro popolo non è terrorismo, e la repressione degli attivisti in Italia è un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese. Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.
Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.
Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.
I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.
Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.
Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione.
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Dipartimento Centrale dei Media
29 dicembre 2025
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Nel clima pesantissimo in cui l’accusa di terrorismo ormai viene abusata nei titoli di giornali e nelle dichiarazioni dei politicanti, questa intervista è fondamentale.
A parlare è il prof. Alessandro Diddi:
penalista, docente di procedura penale, già promotore di giustizia dello Stato della Città del Vaticano.
Non un opinionista, ma un giurista che conosce a fondo processo, prove e garanzie.
Il punto che chiarisce è semplice e decisivo:
i documenti dell’intelligence non sono prove e l’accusa di terrorismo va dimostrata, non presunta.
Le indagini non sostituiscono il processo.
I sillogismi non sostituiscono le prove.
E la giustizia non può fondarsi su narrazioni politiche.
Un articolo che riporta il dibattito dove dovrebbe stare:
nel diritto, non nella propaganda.
Brahim B.
A parlare è il prof. Alessandro Diddi:
penalista, docente di procedura penale, già promotore di giustizia dello Stato della Città del Vaticano.
Non un opinionista, ma un giurista che conosce a fondo processo, prove e garanzie.
Il punto che chiarisce è semplice e decisivo:
i documenti dell’intelligence non sono prove e l’accusa di terrorismo va dimostrata, non presunta.
Le indagini non sostituiscono il processo.
I sillogismi non sostituiscono le prove.
E la giustizia non può fondarsi su narrazioni politiche.
Un articolo che riporta il dibattito dove dovrebbe stare:
nel diritto, non nella propaganda.
Brahim B.
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Forwarded from CONTRONARRAZIONE
📢🇪🇺🤡—Questa gentaglia para-piddina non è MAI stata dalla parte della Palestina.
Sono sempre stati sionisti liberali, che hanno cavalcato l'indignazione per Gaza per portare avanti il loro scontro interno al campo occidentale tramite la polemica contro "la destra" di Meloni-Trump-Nethaniau.
Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di difendersi. Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di essere guidato dal partito che preferisce. I palestinesi HANNO IL DIRITTO di sostenere con ogni mezzo la lotta per la liberazione della propria patria dall'occupazione sionista.
Chi non lo riconosce apertamente è soltanto un sionista e un collaborazionista anti-italiano.
🇮🇹Segui Contronarrazione
Sono sempre stati sionisti liberali, che hanno cavalcato l'indignazione per Gaza per portare avanti il loro scontro interno al campo occidentale tramite la polemica contro "la destra" di Meloni-Trump-Nethaniau.
Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di difendersi. Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di essere guidato dal partito che preferisce. I palestinesi HANNO IL DIRITTO di sostenere con ogni mezzo la lotta per la liberazione della propria patria dall'occupazione sionista.
Chi non lo riconosce apertamente è soltanto un sionista e un collaborazionista anti-italiano.
🇮🇹Segui Contronarrazione
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Forwarded from Collettivo Militant
I DISSOCIATI
Passate le prime ore di silenzioso imbarazzo è cominciata, come ampiamente prevedibile, la corsa alla dissociazione da parte dell'a-sinistra istituzionale. E così, invece di sottolineare come mano a mano che passano le ore il teorema giudiziario che ha portato 9 palestinesi in carcere si dimostri sempre più, per usare un eufemismo, traballante, le pagine dei quotidiani sono state invece riempite dal classico "abbiamo la massima fiducia nella magistratura" fino agli "incontro tanta gente", "l'avrò visto una volta o due", "non posso conoscere tutti quelli con cui faccio le foto", eccetera eccetera.
A vincere il premio "Pavido d'oro 2025", almeno per il momento, è però l'ineffabile duo "Fratoianni&Bonelli". I due, che solo fino a ieri speravano di capitalizzare elettoralmente il movimento di solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, oggi sono stati invece costretti a prenderne, imbarazzati, le distanze. Il tutto, ça va sans dire, sempre condito da quel pizzico di suprematismo eurocentrico che li deve aver convinti di sapere prima e meglio dei palestinesi stessi quali dovrebbero essere le forme di lotta da adottare contro l'occupazione e quali organizzazioni la dovrebbero guidare.
Così mentre Bonelli dalle pagine del Corriere annuncia che di candidare Francesca Albanese ora non se ne parla proprio (e pensare che fino a qualche settimana fa era tutto un tirarla per la giacchetta), Fratoianni gli fa eco su Repubblica asserendo: "penso che questa inchiesta sia un bene (sic): utilizzare, per attività terroristiche o militari, i soldi raccolti per il popolo di Gaza è una cosa ignobile perché tradisce sia le tante persone che hanno donato quelle risorse, sia i palestinesi in attesa di aiuti, che sono le prime vittime di chi le bombarda". E ancora: "Faccio notare che proprio l'associazione di Hannoun fu una di quelle che, quando il 7 giugno convocammo la manifestazione per Gaza, non solo non aderì, ma criticò la piattaforma perché troppo moderata". Peccato però che al centrosinista per convocare quella manifestazione di cui il nostro oggi si vanta ci siano voluti prima ben due anni di genocidio e oltre 70mila morti, mentre l'Api di Hannoun insieme alle associazioni a cui allude Fratoianni ne avevano già animate a centinaia in tutta Italia, e da subito.
Bisogna dunque ammettere che se l'intento di questa ennesima caccia alle streghe era quello di screditare il movimento di solidarietà con la Palestina, allora gli inquirenti hanno avuto buon gioco nel fare sponda con l'opportunismo di chi si è dimostrato immediatamente pronto a separare i "buoni" dai "cattivi". Certo è che se questa è "la sinistra del centrosinistra" la Meloni può dormire sonni tranquilli.
PALESTINA VINCERA'
HANNOUN LIBERO!
TUTTI LIBERI!
Passate le prime ore di silenzioso imbarazzo è cominciata, come ampiamente prevedibile, la corsa alla dissociazione da parte dell'a-sinistra istituzionale. E così, invece di sottolineare come mano a mano che passano le ore il teorema giudiziario che ha portato 9 palestinesi in carcere si dimostri sempre più, per usare un eufemismo, traballante, le pagine dei quotidiani sono state invece riempite dal classico "abbiamo la massima fiducia nella magistratura" fino agli "incontro tanta gente", "l'avrò visto una volta o due", "non posso conoscere tutti quelli con cui faccio le foto", eccetera eccetera.
A vincere il premio "Pavido d'oro 2025", almeno per il momento, è però l'ineffabile duo "Fratoianni&Bonelli". I due, che solo fino a ieri speravano di capitalizzare elettoralmente il movimento di solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, oggi sono stati invece costretti a prenderne, imbarazzati, le distanze. Il tutto, ça va sans dire, sempre condito da quel pizzico di suprematismo eurocentrico che li deve aver convinti di sapere prima e meglio dei palestinesi stessi quali dovrebbero essere le forme di lotta da adottare contro l'occupazione e quali organizzazioni la dovrebbero guidare.
Così mentre Bonelli dalle pagine del Corriere annuncia che di candidare Francesca Albanese ora non se ne parla proprio (e pensare che fino a qualche settimana fa era tutto un tirarla per la giacchetta), Fratoianni gli fa eco su Repubblica asserendo: "penso che questa inchiesta sia un bene (sic): utilizzare, per attività terroristiche o militari, i soldi raccolti per il popolo di Gaza è una cosa ignobile perché tradisce sia le tante persone che hanno donato quelle risorse, sia i palestinesi in attesa di aiuti, che sono le prime vittime di chi le bombarda". E ancora: "Faccio notare che proprio l'associazione di Hannoun fu una di quelle che, quando il 7 giugno convocammo la manifestazione per Gaza, non solo non aderì, ma criticò la piattaforma perché troppo moderata". Peccato però che al centrosinista per convocare quella manifestazione di cui il nostro oggi si vanta ci siano voluti prima ben due anni di genocidio e oltre 70mila morti, mentre l'Api di Hannoun insieme alle associazioni a cui allude Fratoianni ne avevano già animate a centinaia in tutta Italia, e da subito.
Bisogna dunque ammettere che se l'intento di questa ennesima caccia alle streghe era quello di screditare il movimento di solidarietà con la Palestina, allora gli inquirenti hanno avuto buon gioco nel fare sponda con l'opportunismo di chi si è dimostrato immediatamente pronto a separare i "buoni" dai "cattivi". Certo è che se questa è "la sinistra del centrosinistra" la Meloni può dormire sonni tranquilli.
PALESTINA VINCERA'
HANNOUN LIBERO!
TUTTI LIBERI!
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Mileikowsky ha incontrato oggi in Florida l'uomo dai capelli arancioni, e i due hanno discusso di Gaza, del disarmo della resistenza - obiettivo metafisico ma sempre in agenda - e di nuovi attacchi all'Iran. Una partita che i due terroristi in pectore vogliono chiudere sfruttando ancora l'islamofobia inculcata nei cervelletti delle masse per decenni.
Ah, dimenticavo. Per raggiungere la Florida , l'aereo del predone polacco ricercato dalla legge internazionale per crimini contro l' umanità deve aver sorvolato un bel po' di spazi aerei, compreso il nostro - il cortile del sionismo, siamo diventati. Impunemente.
Perché la legge non solo non è uguale per tutti. La legge è stata appositamente concepita per i deboli, 'che i forti se la fanno da soli.
Abbiamo avuto modo di capire l'antifona
Nel frattempo, il resto dell'agenda sionista viene portato a termine con discreto successo proprio nel paese che più di ogni altro aveva dato segni di risveglio negli ultimi mesi. Tu vedi il caso, a volte.
Improvvisamente, da israele partono dossier che mirano a stroncare la rete di solidarietà che da un quarto di secolo unisce due sponde del Mediterraneo. In una sponda, la nostra, i figli della diaspora palestinese fanno ciò che farebbe chiunque nella stessa situazione. Sì occupano di sostenere i loro fratelli a Gaza ed in tutti i territori occupati, con progetti di solidarietà, beneficenza e sostegno ai profughi, agli orfani, alle famiglie private di ogni cosa.
Un'attività del tutto legale, monitorata da venticinque anni in ogni suo aspetto, diviene l'occasione servita su un piatto d'argento per reprimere e demonizzare il movimento per Gaza. Per mettere fine al sostegno umanitario verso un popolo che il sionismo ha deciso di far morire d'inedia nel silenzio. Per galvanizzare i complici ed i sodali in ogni ganglio politico e mediatico, per riattizzare quel po' po' di islamofobia che prolifera nei bassifondi, per dare fiato al consueto tribunale di tiktok, con Fragolina86 in veste di giudice e boia.
Ciò che è accaduto ai palestinesi mi lacera l'anima.
La consapevolezza dell'esistenza di una massa informe di utili idioti di ogni regime - vasta e purtroppo assai rumorosa - che inneggia ad un sistema in cui non esiste più certezza di diritto né tutela per nessuno, tantomeno per essi, mi turba profondamente.
Non ne parlo volentieri, preferisco cullarmi nell'illusione che ad un certo punto si autofagocitino, come accade alle cellule difettose, ai corpi apoptotici.
Stendo un velo pietoso, fitto come una coltre, sui finti amici della Palestina, che si sono subito precipitati a prendere le distanze, come volevasi dimostrare, esattamente allo stesso modo in cui accadde nel fatidico ottobre che segna l'inizio della storia del mondo: quelli che amano la povertà dei palestinesi, la miseria dei palestinesi, la morte dei palestinesi ma non la resistenza dei palestinesi e la loro rivendicazione di essere soggetti politici e non oggetti di umanitarismo spicciolo e di un disturbante paternalismo fuori tempo massimo.
Ricordo a costoro che non una delle accuse strumentali fatte da israele è stata mai dimostrata e corroborata da prove chiare, limpide, oggettive, a partire dalle false accuse di "terrorismo" all'UNRWA, che servirono unicamente a tagliare i fondi all'agenzia che continuava a sostenere il diritto al cibo di una popolazione di profughi. Il concetto del "trust me, Bro" con cui bypassano la nozione civile di "prova" è davvero imbarazzante in qualsiasi consesso tranne che nel desolante panorama politico italico.
L'impianto accusatorio si affloscerà su se stesso come un castello di carte. È già accaduto e accadrà ancora e sempre, almeno fino a quando resteranno in vigore la legge internazionale, le convenzioni di Ginevra e il sacrosanto principio del diritto all'autodeterminazione dei popoli
Terrorista a soreta. Mentecatti
#FromTheRiverToTheSea
rossellaahmad
Ah, dimenticavo. Per raggiungere la Florida , l'aereo del predone polacco ricercato dalla legge internazionale per crimini contro l' umanità deve aver sorvolato un bel po' di spazi aerei, compreso il nostro - il cortile del sionismo, siamo diventati. Impunemente.
Perché la legge non solo non è uguale per tutti. La legge è stata appositamente concepita per i deboli, 'che i forti se la fanno da soli.
Abbiamo avuto modo di capire l'antifona
Nel frattempo, il resto dell'agenda sionista viene portato a termine con discreto successo proprio nel paese che più di ogni altro aveva dato segni di risveglio negli ultimi mesi. Tu vedi il caso, a volte.
Improvvisamente, da israele partono dossier che mirano a stroncare la rete di solidarietà che da un quarto di secolo unisce due sponde del Mediterraneo. In una sponda, la nostra, i figli della diaspora palestinese fanno ciò che farebbe chiunque nella stessa situazione. Sì occupano di sostenere i loro fratelli a Gaza ed in tutti i territori occupati, con progetti di solidarietà, beneficenza e sostegno ai profughi, agli orfani, alle famiglie private di ogni cosa.
Un'attività del tutto legale, monitorata da venticinque anni in ogni suo aspetto, diviene l'occasione servita su un piatto d'argento per reprimere e demonizzare il movimento per Gaza. Per mettere fine al sostegno umanitario verso un popolo che il sionismo ha deciso di far morire d'inedia nel silenzio. Per galvanizzare i complici ed i sodali in ogni ganglio politico e mediatico, per riattizzare quel po' po' di islamofobia che prolifera nei bassifondi, per dare fiato al consueto tribunale di tiktok, con Fragolina86 in veste di giudice e boia.
Ciò che è accaduto ai palestinesi mi lacera l'anima.
La consapevolezza dell'esistenza di una massa informe di utili idioti di ogni regime - vasta e purtroppo assai rumorosa - che inneggia ad un sistema in cui non esiste più certezza di diritto né tutela per nessuno, tantomeno per essi, mi turba profondamente.
Non ne parlo volentieri, preferisco cullarmi nell'illusione che ad un certo punto si autofagocitino, come accade alle cellule difettose, ai corpi apoptotici.
Stendo un velo pietoso, fitto come una coltre, sui finti amici della Palestina, che si sono subito precipitati a prendere le distanze, come volevasi dimostrare, esattamente allo stesso modo in cui accadde nel fatidico ottobre che segna l'inizio della storia del mondo: quelli che amano la povertà dei palestinesi, la miseria dei palestinesi, la morte dei palestinesi ma non la resistenza dei palestinesi e la loro rivendicazione di essere soggetti politici e non oggetti di umanitarismo spicciolo e di un disturbante paternalismo fuori tempo massimo.
Ricordo a costoro che non una delle accuse strumentali fatte da israele è stata mai dimostrata e corroborata da prove chiare, limpide, oggettive, a partire dalle false accuse di "terrorismo" all'UNRWA, che servirono unicamente a tagliare i fondi all'agenzia che continuava a sostenere il diritto al cibo di una popolazione di profughi. Il concetto del "trust me, Bro" con cui bypassano la nozione civile di "prova" è davvero imbarazzante in qualsiasi consesso tranne che nel desolante panorama politico italico.
L'impianto accusatorio si affloscerà su se stesso come un castello di carte. È già accaduto e accadrà ancora e sempre, almeno fino a quando resteranno in vigore la legge internazionale, le convenzioni di Ginevra e il sacrosanto principio del diritto all'autodeterminazione dei popoli
Terrorista a soreta. Mentecatti
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rossellaahmad
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Forwarded from Giuseppe Salamone
🔴 Vi consiglio di leggere con la massima attenzione questa intervista ad Alessandro Diddì, avvocato, docente di Procedura Penale all'università della Calabria e promotore di Giustizia dello Stato Vaticano. È molto importante quello che dice. Buona lettura!
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