⭕️ Ai gruppi stampa e agli attivisti dei social media in tutto il mondo
In mezzo al genocidio in corso e ai tentativi di espellere il nostro popolo dalle proprie case nel nord di Gaza, invitiamo i gruppi di stampa arabi e internazionali, nonché gli attivisti dei social media, a evidenziare e promuovere la campagna sui social media volta ad assediare le ambasciate statunitensi e sioniste in tutto il mondo per protestare contro le atrocità e i massacri sionisti in corso contro il nostro popolo a Gaza.
Per favore, twittate e pubblicate usando l'hashtag #Jabalia_Genocide , insieme ad altri hashtag ( #BlockTheEmbassies) che evidenziano il genocidio sionista. La vostra voce può aiutare a sensibilizzare su queste atrocità.
Ufficio Stampa - Movimento di Resistenza Islamico (Hamas)
22 ottobre Sito ufficiale -Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
In mezzo al genocidio in corso e ai tentativi di espellere il nostro popolo dalle proprie case nel nord di Gaza, invitiamo i gruppi di stampa arabi e internazionali, nonché gli attivisti dei social media, a evidenziare e promuovere la campagna sui social media volta ad assediare le ambasciate statunitensi e sioniste in tutto il mondo per protestare contro le atrocità e i massacri sionisti in corso contro il nostro popolo a Gaza.
Per favore, twittate e pubblicate usando l'hashtag #Jabalia_Genocide , insieme ad altri hashtag ( #BlockTheEmbassies) che evidenziano il genocidio sionista. La vostra voce può aiutare a sensibilizzare su queste atrocità.
Ufficio Stampa - Movimento di Resistenza Islamico (Hamas)
22 ottobre Sito ufficiale -Movimento Hamas
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Mosca espone l'arte della figlia di Gheddafi per ricordare il padre
https://youtube.com/watch?v=jF6TpXd73EE&si=n6izbN6vV-K5gJJ2
https://youtube.com/watch?v=jF6TpXd73EE&si=n6izbN6vV-K5gJJ2
YouTube
Moscow exhibits Gaddafi daughter's art to remember her father
A Russian state museum is mounting an exhibit of artwork by the daughter of slain Libyan leader Muammar Gaddafi, dedicated to her father's memory. The exhibition in Moscow comes 13 years after the North African leader was toppled and killed after an uprising.…
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Voglio parlare ancora della borsetta che non c'è, della morte di Sinwar, che invece c'è, dello spirito di Gaza, che è immortale - un patrimonio a cui attingere per l'epica futura - e dei miserabili che gravitano attorno a queste questioni, che sono questioni di etica e di spirito e invece, vedi, loro tentano di imbrattarle di cose molto prosaiche, come la merda.
Ho un osservatorio privilegiato su Gaza, ultimamente. Nel senso che ho l'opportunità di parlare con gente che lì ci ha vissuto. Che conosce la realtà di quel territorio indomito ben più di fragolina86 e degli Hamza americani.
- Parlami della resistenza
-Cosa posso dirti? Gente semplice, che viveva tra il popolo. In povere case di campi profughi. Sinwar camminava tra la gente, un uomo senza fronzoli. Forse il più povero tra i resistenti.
-Si nascondevano?
- Macché. Erano rispettati anche da chi non avrebbe mai votato per loro, perché per noi palestinesi la resistenza non è un'opzione. È la nostra stessa vita, il pane che mangiamo.
Lasciamoli parlare. Non riescono ad accettare altri da sé, questo in generale, e detestano chi abbia un diverso sistema di valori e non consideri prioritario abbracciare il nostro, quello dell'ex migliore dei mondi possibili, già da tempo naufragato come un relitto fradicio in balia di onde anomale. Quello delle borsette di Hermès e dell'edonismo sfacciato che da decenni mortifica il nostro legame con lo spirito. Come potrebbero mai capire Gaza e la sua gente, un unicum che annichilisce il pensiero umano, lo contorce, lo strizza e poi lo rigetta. Gente sotto le bombe da 400 giorni. Senza cibo, acqua, medicine. Che non alza bandiera bianca e resiste sulla terra come una roccia inscalfibile. Gente che ha rivendicato con orgoglio la supremazia dello spirito sulla materia, e continua a farlo. Bambini di pochi anni che portano sulle spalle per chilometri fratellini feriti o semplicemente stanchi, senza crollare, senza lamentarsi. Donne risolute, che tengono assieme famiglie smembrate, una società aggredita e mutilata. Uomini che diventano leggenda e tu, assassino, non puoi farci nulla se non tentare la carta della mistificazione fuori tempo massimo. Altro che epica, qui siamo oltre. Siamo a Gaza, e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Ma aggiungerò altro.
E ribadirò il gioco sporco di tutti i colonialismi di tutte le ere e di tutti gli spazi: fiaccare il morale dei colonizzati, far loro credere che sei da solo tu, il colonizzato, di fronte al Moloch inamovibile che decide della tua vita e della tua morte. Non hai nessuno che ti salvi, che ti guidi, che ti sostenga, perché anche i tuoi capi sono creature nostre. Ti hanno preso in giro. Vedi? Li abbiamo comprati, corrotti con i nostri simboli. Sono la nostra merce, e tu, colonizzato, sei solo.
Chi abbia creduto a tutto ciò, come chi abbia creduto alla favoletta per dummies del regime islamista, una succursale dell'Afghanistan nella terra più libera del mondo, non sa di cosa parli. Questa è gente che dà del tu ai re, che decenni di resistenza implacabile a poteri ugualmente implacabili ha reso affilata come lama, dura come la roccia, capace di comprendere gli uomini con una sola occhiata e che non fa sconti a nessuno quando la sua terra è in pericolo. Che conserva l'orgoglio anche nella tragedia più avvilente.
Siamo di Gaza. Tutti i colonialisti del mondo con le loro armi ci sono venuti contro e noi siamo qui. Un punto sulla carta geografica, il centro del mondo.
#sayfreedom
r.a.
Ho un osservatorio privilegiato su Gaza, ultimamente. Nel senso che ho l'opportunità di parlare con gente che lì ci ha vissuto. Che conosce la realtà di quel territorio indomito ben più di fragolina86 e degli Hamza americani.
- Parlami della resistenza
-Cosa posso dirti? Gente semplice, che viveva tra il popolo. In povere case di campi profughi. Sinwar camminava tra la gente, un uomo senza fronzoli. Forse il più povero tra i resistenti.
-Si nascondevano?
- Macché. Erano rispettati anche da chi non avrebbe mai votato per loro, perché per noi palestinesi la resistenza non è un'opzione. È la nostra stessa vita, il pane che mangiamo.
Lasciamoli parlare. Non riescono ad accettare altri da sé, questo in generale, e detestano chi abbia un diverso sistema di valori e non consideri prioritario abbracciare il nostro, quello dell'ex migliore dei mondi possibili, già da tempo naufragato come un relitto fradicio in balia di onde anomale. Quello delle borsette di Hermès e dell'edonismo sfacciato che da decenni mortifica il nostro legame con lo spirito. Come potrebbero mai capire Gaza e la sua gente, un unicum che annichilisce il pensiero umano, lo contorce, lo strizza e poi lo rigetta. Gente sotto le bombe da 400 giorni. Senza cibo, acqua, medicine. Che non alza bandiera bianca e resiste sulla terra come una roccia inscalfibile. Gente che ha rivendicato con orgoglio la supremazia dello spirito sulla materia, e continua a farlo. Bambini di pochi anni che portano sulle spalle per chilometri fratellini feriti o semplicemente stanchi, senza crollare, senza lamentarsi. Donne risolute, che tengono assieme famiglie smembrate, una società aggredita e mutilata. Uomini che diventano leggenda e tu, assassino, non puoi farci nulla se non tentare la carta della mistificazione fuori tempo massimo. Altro che epica, qui siamo oltre. Siamo a Gaza, e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Ma aggiungerò altro.
E ribadirò il gioco sporco di tutti i colonialismi di tutte le ere e di tutti gli spazi: fiaccare il morale dei colonizzati, far loro credere che sei da solo tu, il colonizzato, di fronte al Moloch inamovibile che decide della tua vita e della tua morte. Non hai nessuno che ti salvi, che ti guidi, che ti sostenga, perché anche i tuoi capi sono creature nostre. Ti hanno preso in giro. Vedi? Li abbiamo comprati, corrotti con i nostri simboli. Sono la nostra merce, e tu, colonizzato, sei solo.
Chi abbia creduto a tutto ciò, come chi abbia creduto alla favoletta per dummies del regime islamista, una succursale dell'Afghanistan nella terra più libera del mondo, non sa di cosa parli. Questa è gente che dà del tu ai re, che decenni di resistenza implacabile a poteri ugualmente implacabili ha reso affilata come lama, dura come la roccia, capace di comprendere gli uomini con una sola occhiata e che non fa sconti a nessuno quando la sua terra è in pericolo. Che conserva l'orgoglio anche nella tragedia più avvilente.
Siamo di Gaza. Tutti i colonialisti del mondo con le loro armi ci sono venuti contro e noi siamo qui. Un punto sulla carta geografica, il centro del mondo.
#sayfreedom
r.a.
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"Ti diranno che era un deserto. Non credergli. La storia ce lo dice. La Mezzaluna fertile ed una morfologia del territorio prettamente mediterranea, condiviso con il Libano e la Siria. Aranceti, frutteti, oliveti, campi coltivati, città antiche e bellissime. I notabili palestinesi che andavano a studiare all'estero. Le case bellissime sul mare. Le prime automobili a partire dagli anni '20. Il porto di Jaffa. Le chiese più antiche della cristianità.
E se anche fosse stato un deserto, comunque non avrebbe giustificato ciò che avvenne. Nel primo commento la Palestina com'era.
Ti diranno che la Palestina non era uno stato. E difatti non lo erano neanche la Siria e neanche il Libano o la Giordania. Erano province dell'impero ottomano che poi si sarebbero costituite come stati esattamente allo stesso modo in cui avvenne per gli stati europei con la dissoluzione del sacro romano impero (e le infinite lotte che ne seguirono). E comunque, stato o provincia cosa cambia? La gente vi abitava anche se si fosse chiamata municipalità
Ti diranno che è una guerra religiosa. Nulla di più falso. In terra santa sono vissuti in pace i fedeli di tutte le religioni fino all'avvento del sionismo, che ha reso la Palestina uno stato esclusivo per soli ebrei, da cui verranno progressivamente cacciati tutti gli altri. Il rabbino David Weiss, del gruppo ortodosso antisionista Naturei karta, più di una volta ha ringraziato il mondo islamico, e la Palestina in particolare, per aver dato ospitalità agli ebrei scacciati dall'Europa a seguito della Reconquista Cattolica. Questa è una lotta anticoloniale e per il perseguimento dei propri diritti umani e politici. Nella Palestina libera ci sarà posto per tutti, anche per i giusti che ne hanno difeso il diritto. La Palestina non ha mai costruito ghetti. Ponte di civiltà e culture, le ha inglobate tutte, senza timore, come sa e può fare chi abbia una storia millenaria alle spalle.
Ti diranno che settemila anni fa erano loro a possedere quella terra. Nulla di più falso. Le tribù nomadi ebraiche hanno vissuto spostandosi in tutto il Medioriente, anche nelle aree desertiche del Negev. Territori, come la Palestina, abitati dalla notte dei tempi dai popoli autoctoni che mai si sono allontanati dalla loro terra, e che l'hanno nutrita nei millenni. Lo dice la storia, lo dice l'archeologia, lo dice finanche la Bibbia, quel testo religioso che hanno preso come garante delle loro rivendicazioni territoriali, un'aberrazione infinita. Nei commenti posto un versetto biblico, se proprio ci tieni, e la lectio magistralis del professore Barbero.
E se pure fosse vero, prova a chiederti chi vivesse duemila anni fa nel luogo in cui sei ora e capirai il livello di follia insito in ciò.
Ti diranno che hanno acquistato quelle terre. Non ci vuole molto a comprendere che, se pure acquistassi centomila acri di terra in Francia, ciò non mi darebbe il diritto di crearvi uno stato. Francia era e Francia rimarrebbe.
Ti diranno che sono territori conquistati con la guerra. E di nuovo: non è consentita la conquista di neanche un centimetro di territorio con la guerra. Non siamo nel Medioevo. Le cartine degli stati sono state tutte consegnate all'Onu. Tutte, tranne una. Indovina quale.
Ti diranno che la lotta palestinese è terrorismo. E di nuovo faccio ricorso alla legge internazionale, che definisce legittima la lotta dei popoli sotto occupazione, anche la lotta armata. E ti ricordo che Nelson Mandela veniva definito terrorista dal governo sudafricano di apartheid.
Tutto ciò a cui si sono appellati per giustificare ciò che è avvenuto in Palestina risulta falso e privo di qualsiasi connessione alla più elementare logica.
Se te lo diranno, tu rispondigli ".
Rossella Ahmad
E se anche fosse stato un deserto, comunque non avrebbe giustificato ciò che avvenne. Nel primo commento la Palestina com'era.
Ti diranno che la Palestina non era uno stato. E difatti non lo erano neanche la Siria e neanche il Libano o la Giordania. Erano province dell'impero ottomano che poi si sarebbero costituite come stati esattamente allo stesso modo in cui avvenne per gli stati europei con la dissoluzione del sacro romano impero (e le infinite lotte che ne seguirono). E comunque, stato o provincia cosa cambia? La gente vi abitava anche se si fosse chiamata municipalità
Ti diranno che è una guerra religiosa. Nulla di più falso. In terra santa sono vissuti in pace i fedeli di tutte le religioni fino all'avvento del sionismo, che ha reso la Palestina uno stato esclusivo per soli ebrei, da cui verranno progressivamente cacciati tutti gli altri. Il rabbino David Weiss, del gruppo ortodosso antisionista Naturei karta, più di una volta ha ringraziato il mondo islamico, e la Palestina in particolare, per aver dato ospitalità agli ebrei scacciati dall'Europa a seguito della Reconquista Cattolica. Questa è una lotta anticoloniale e per il perseguimento dei propri diritti umani e politici. Nella Palestina libera ci sarà posto per tutti, anche per i giusti che ne hanno difeso il diritto. La Palestina non ha mai costruito ghetti. Ponte di civiltà e culture, le ha inglobate tutte, senza timore, come sa e può fare chi abbia una storia millenaria alle spalle.
Ti diranno che settemila anni fa erano loro a possedere quella terra. Nulla di più falso. Le tribù nomadi ebraiche hanno vissuto spostandosi in tutto il Medioriente, anche nelle aree desertiche del Negev. Territori, come la Palestina, abitati dalla notte dei tempi dai popoli autoctoni che mai si sono allontanati dalla loro terra, e che l'hanno nutrita nei millenni. Lo dice la storia, lo dice l'archeologia, lo dice finanche la Bibbia, quel testo religioso che hanno preso come garante delle loro rivendicazioni territoriali, un'aberrazione infinita. Nei commenti posto un versetto biblico, se proprio ci tieni, e la lectio magistralis del professore Barbero.
E se pure fosse vero, prova a chiederti chi vivesse duemila anni fa nel luogo in cui sei ora e capirai il livello di follia insito in ciò.
Ti diranno che hanno acquistato quelle terre. Non ci vuole molto a comprendere che, se pure acquistassi centomila acri di terra in Francia, ciò non mi darebbe il diritto di crearvi uno stato. Francia era e Francia rimarrebbe.
Ti diranno che sono territori conquistati con la guerra. E di nuovo: non è consentita la conquista di neanche un centimetro di territorio con la guerra. Non siamo nel Medioevo. Le cartine degli stati sono state tutte consegnate all'Onu. Tutte, tranne una. Indovina quale.
Ti diranno che la lotta palestinese è terrorismo. E di nuovo faccio ricorso alla legge internazionale, che definisce legittima la lotta dei popoli sotto occupazione, anche la lotta armata. E ti ricordo che Nelson Mandela veniva definito terrorista dal governo sudafricano di apartheid.
Tutto ciò a cui si sono appellati per giustificare ciò che è avvenuto in Palestina risulta falso e privo di qualsiasi connessione alla più elementare logica.
Se te lo diranno, tu rispondigli ".
Rossella Ahmad
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I combattenti della resistenza delle Brigate al-Quds, l'ala militare del Movimento palestinese della Jihad islamica, hanno condiviso un video e trasmesso un messaggio alla resistenza islamica in Libano attraverso Al Mayadeen.
Nel messaggio, un comandante delle Brigate ha affermato: "Diciamo ai nostri fratelli di Hezbollah che insieme stiamo disegnando un'eroica scena di unità sui campi di battaglia".
Il comandante ha aggiunto: "Il nemico criminale non deve aspettarsi da noi altro che una lotta senza sosta, poiché questa terra appartiene esclusivamente al suo popolo", sottolineando che la Resistenza non scenderà a compromessi sui propri diritti e non si spezzerà.
Nonostante l'assedio, i bombardamenti e le condizioni di sicurezza, ha detto il comandante, le Brigate non hanno smesso di prepararsi [per il nemico] sia sottoterra che in superficie.
"Abbiamo deciso di combattere il nemico fino all'ultimo respiro", ha affermato, aggiungendo che le Brigate sono orgogliose di essere "parte integrante dell'Asse della Resistenza, fedele alla Palestina e ai suoi luoghi sacri".
Sottolineando l'unità tra tutte le fazioni della Resistenza, il comandante ha affermato: "Ci completiamo a vicenda nei nostri ruoli e agiamo con sicurezza e determinazione verso il nostro obiettivo comune di una al-Quds e una Palestina libere".
Al Mayadeen
Nel messaggio, un comandante delle Brigate ha affermato: "Diciamo ai nostri fratelli di Hezbollah che insieme stiamo disegnando un'eroica scena di unità sui campi di battaglia".
Il comandante ha aggiunto: "Il nemico criminale non deve aspettarsi da noi altro che una lotta senza sosta, poiché questa terra appartiene esclusivamente al suo popolo", sottolineando che la Resistenza non scenderà a compromessi sui propri diritti e non si spezzerà.
Nonostante l'assedio, i bombardamenti e le condizioni di sicurezza, ha detto il comandante, le Brigate non hanno smesso di prepararsi [per il nemico] sia sottoterra che in superficie.
"Abbiamo deciso di combattere il nemico fino all'ultimo respiro", ha affermato, aggiungendo che le Brigate sono orgogliose di essere "parte integrante dell'Asse della Resistenza, fedele alla Palestina e ai suoi luoghi sacri".
Sottolineando l'unità tra tutte le fazioni della Resistenza, il comandante ha affermato: "Ci completiamo a vicenda nei nostri ruoli e agiamo con sicurezza e determinazione verso il nostro obiettivo comune di una al-Quds e una Palestina libere".
Al Mayadeen
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Forwarded from Movimento Politico per il Socialismo
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Israele attacca edifici residenziali con la scusa già sentita e vista in passato del si nascondeva un terrorista questa volta di Hezbollah trattandosi del Libano nella città di Beirut. Stesse tattiche usare per radere al suolo tutta la striscia di Gaza
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Fazioni della resistenza palestinese organizzano un funerale per il martire, il comandante Yahya Al-Sinwar, nel campo di Yarmouk
Le fazioni della resistenza palestinese nel campo di Yarmouk, nella capitale siriana, Damasco, hanno organizzato un raduno funebre per il martirio del capo dell'ufficio politico del movimento Hamas, il grande leader nazionale Yahya Sinwar.
Al consiglio hanno partecipato leader e rappresentanti delle fazioni della resistenza, insieme a personalità palestinesi e siriane, e un vasto pubblico di residenti dei campi palestinesi in Siria.
Il membro dell'Ufficio Politico di Hamas e funzionario dell'Ufficio per le Relazioni Nazionali del movimento, Hossam Badran, ha confermato durante il suo discorso che il martirio del leader Yahya Sinwar rappresenta una pietra miliare importante nella lotta palestinese, sottolineando che il martire Sinwar non era solo un leader di Hamas , ma piuttosto un simbolo nazionale per l'intero popolo palestinese.
Badran ha dichiarato: "Oggi diciamo addio a un leader eccezionale che ha lasciato una grande impronta nelle generazioni future. Sinwar è sempre stato appassionato dell'unità di parola e di classe, e la storia registra che è stato una delle figure più importanti che hanno guidato la marcia di liberazione. "
Badran ha sottolineato che la resistenza rimarrà la scelta strategica per il movimento Hamas, dicendo: “Non abbandoneremo la resistenza, qualunque siano le sfide, e continueremo a seguire il percorso dei leader martiri, a partire da Sheikh Ahmed Yassin e finendo con Yahya Sinwar. La resistenza è un diritto e un dovere, e noi saremo risoluti nel praticarla fino alla liberazione della Palestina”.
Il consiglio ha incluso anche i discorsi di numerosi leader palestinesi e siriani, che hanno elogiato il percorso del martire Sinwar e dei leader che hanno sacrificato la propria vita per liberare Gerusalemme.
I relatori hanno sottolineato che l’ascesa dei leader non scoraggerà la resistenza dal continuare la lotta, ma piuttosto rafforzerà la determinazione ad affrontare l’occupazione sionista.
Hanno inoltre sottolineato che i grandi sacrifici compiuti dal popolo palestinese e il sangue dei martiri versato sulla terra di Gaza, in Cisgiordania e nel sud del Libano rimarranno un faro che guiderà il cammino verso la liberazione e accelererà la fine dell’usurpazione. occupazione.
I relatori hanno affermato la loro adesione ai diritti nazionali e storici del popolo palestinese e la continuazione della marcia di resistenza fino alla liberazione dell'intero territorio palestinese.
Le parole hanno anche reso omaggio al popolo palestinese di Gaza, della Cisgiordania e di tutte le parti della Palestina, e alle forze che sostengono la resistenza in Libano, Yemen e Iraq, oltre alla Siria e all’Iran, che sono considerati incubatori della resistenza.
Mercoledì: 20 Rabi' al-Akhir 1446 AH
Corrispondente a: 23 ottobre 2024 d.C
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://hamasinfo.info/2024/10/23/4322/
Le fazioni della resistenza palestinese nel campo di Yarmouk, nella capitale siriana, Damasco, hanno organizzato un raduno funebre per il martirio del capo dell'ufficio politico del movimento Hamas, il grande leader nazionale Yahya Sinwar.
Al consiglio hanno partecipato leader e rappresentanti delle fazioni della resistenza, insieme a personalità palestinesi e siriane, e un vasto pubblico di residenti dei campi palestinesi in Siria.
Il membro dell'Ufficio Politico di Hamas e funzionario dell'Ufficio per le Relazioni Nazionali del movimento, Hossam Badran, ha confermato durante il suo discorso che il martirio del leader Yahya Sinwar rappresenta una pietra miliare importante nella lotta palestinese, sottolineando che il martire Sinwar non era solo un leader di Hamas , ma piuttosto un simbolo nazionale per l'intero popolo palestinese.
Badran ha dichiarato: "Oggi diciamo addio a un leader eccezionale che ha lasciato una grande impronta nelle generazioni future. Sinwar è sempre stato appassionato dell'unità di parola e di classe, e la storia registra che è stato una delle figure più importanti che hanno guidato la marcia di liberazione. "
Badran ha sottolineato che la resistenza rimarrà la scelta strategica per il movimento Hamas, dicendo: “Non abbandoneremo la resistenza, qualunque siano le sfide, e continueremo a seguire il percorso dei leader martiri, a partire da Sheikh Ahmed Yassin e finendo con Yahya Sinwar. La resistenza è un diritto e un dovere, e noi saremo risoluti nel praticarla fino alla liberazione della Palestina”.
Il consiglio ha incluso anche i discorsi di numerosi leader palestinesi e siriani, che hanno elogiato il percorso del martire Sinwar e dei leader che hanno sacrificato la propria vita per liberare Gerusalemme.
I relatori hanno sottolineato che l’ascesa dei leader non scoraggerà la resistenza dal continuare la lotta, ma piuttosto rafforzerà la determinazione ad affrontare l’occupazione sionista.
Hanno inoltre sottolineato che i grandi sacrifici compiuti dal popolo palestinese e il sangue dei martiri versato sulla terra di Gaza, in Cisgiordania e nel sud del Libano rimarranno un faro che guiderà il cammino verso la liberazione e accelererà la fine dell’usurpazione. occupazione.
I relatori hanno affermato la loro adesione ai diritti nazionali e storici del popolo palestinese e la continuazione della marcia di resistenza fino alla liberazione dell'intero territorio palestinese.
Le parole hanno anche reso omaggio al popolo palestinese di Gaza, della Cisgiordania e di tutte le parti della Palestina, e alle forze che sostengono la resistenza in Libano, Yemen e Iraq, oltre alla Siria e all’Iran, che sono considerati incubatori della resistenza.
Mercoledì: 20 Rabi' al-Akhir 1446 AH
Corrispondente a: 23 ottobre 2024 d.C
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://hamasinfo.info/2024/10/23/4322/
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Forwarded from Mondo multipolare
Questo è ciò a cui mirano le Forever Wars. Russia-Cina-Iran lo vedono chiaramente. Pepe Escobar
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🚨 Al-Aqsa TV:
—
La situazione nella Striscia di Gaza settentrionale è catastrofica!
O popolo libero del mondo, ti imploriamo, nonostante tutta la distruzione, la devastazione, le uccisioni, gli sfollamenti e l'assedio che sopportiamo, di stare al nostro fianco, anche solo una volta!
O popolo libero del mondo, ciò che sta accadendo nel nord di Gaza è un crimine catastrofico e un vero e proprio atto di pulizia etnica.
L'occupazione ha completamente disattivato il sistema sanitario e arrestato cinque membri della protezione civile, intimando direttamente ai restanti di andarsene nella Striscia di Gaza meridionale e minacciando che coloro che saranno rimasti, sia nella protezione civile che nel sistema sanitario , saranno uccisi o arrestati.
O popolo libero del mondo, la nostra unica speranza ora risiede in voi che assediate le ambasciate dell'occupazione ovunque si trovino, per trasmettere al mondo la tragedia che stiamo vivendo. Abbiamo supplicato tutti, ma nessuno ha risposto alle nostre richieste.
La nostra ultima speranza è riposta nella vostra grande rivolta popolare e nella vostra pressione sulle ambasciate del nemico e sulle ambasciate degli Stati Uniti, che sono pienamente complici di tutto ciò che sta accadendo!
O popolo libero della nostra nazione, la catastrofe non si limita al nord di Gaza; lo spettro della carestia ha raggiunto anche il sud, a causa della continua chiusura dei valichi di frontiera e del divieto di ingresso delle merci.
🚨 Ciò che sta accadendo davanti ai vostri occhi minaccia di morte l'intera popolazione di Gaza e, se non agite subito, assisterete alla più grande fossa comune di Gaza!
L'occupazione ha commesso ogni crimine immaginabile a Gaza. Cosa stai aspettando?!
Tutti dovrebbero partecipare al Venerdì della Rabbia per i vostri fratelli, per la vostra identità araba e per l'umanità. Unitevi e non lasciate che nessuno si tiri indietro dal partecipare: questo è un dovere umanitario per ogni persona libera e onorevole.
La tua gente a Gaza conta sulla tua presenza, sui tuoi raduni e sulle tue proteste. Non abbandonarli... non abbandonarli!
Resistance News Network
—
La situazione nella Striscia di Gaza settentrionale è catastrofica!
O popolo libero del mondo, ti imploriamo, nonostante tutta la distruzione, la devastazione, le uccisioni, gli sfollamenti e l'assedio che sopportiamo, di stare al nostro fianco, anche solo una volta!
O popolo libero del mondo, ciò che sta accadendo nel nord di Gaza è un crimine catastrofico e un vero e proprio atto di pulizia etnica.
L'occupazione ha completamente disattivato il sistema sanitario e arrestato cinque membri della protezione civile, intimando direttamente ai restanti di andarsene nella Striscia di Gaza meridionale e minacciando che coloro che saranno rimasti, sia nella protezione civile che nel sistema sanitario , saranno uccisi o arrestati.
O popolo libero del mondo, la nostra unica speranza ora risiede in voi che assediate le ambasciate dell'occupazione ovunque si trovino, per trasmettere al mondo la tragedia che stiamo vivendo. Abbiamo supplicato tutti, ma nessuno ha risposto alle nostre richieste.
La nostra ultima speranza è riposta nella vostra grande rivolta popolare e nella vostra pressione sulle ambasciate del nemico e sulle ambasciate degli Stati Uniti, che sono pienamente complici di tutto ciò che sta accadendo!
O popolo libero della nostra nazione, la catastrofe non si limita al nord di Gaza; lo spettro della carestia ha raggiunto anche il sud, a causa della continua chiusura dei valichi di frontiera e del divieto di ingresso delle merci.
🚨 Ciò che sta accadendo davanti ai vostri occhi minaccia di morte l'intera popolazione di Gaza e, se non agite subito, assisterete alla più grande fossa comune di Gaza!
L'occupazione ha commesso ogni crimine immaginabile a Gaza. Cosa stai aspettando?!
Tutti dovrebbero partecipare al Venerdì della Rabbia per i vostri fratelli, per la vostra identità araba e per l'umanità. Unitevi e non lasciate che nessuno si tiri indietro dal partecipare: questo è un dovere umanitario per ogni persona libera e onorevole.
La tua gente a Gaza conta sulla tua presenza, sui tuoi raduni e sulle tue proteste. Non abbandonarli... non abbandonarli!
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Forwarded from Controllo Globale
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The New York Times 6 Ottobre del 1940
Arthur Greenwood deputato leader del British Labour Party e membro del British War Cabinet ha mandato questo messaggio al Dr. Stephen S. White Chairman of the executive committee of W.J.C. World Jews congress.
Messaggio consegnato da Rabbino Maurice L. Perlzweig chairman of the British section of congress W.J.C. al Dr. Stephen S. White presidente del comitato esecutivo del (Chairman of the executive committee of ), ovvero del W.J.C. (Congresso ebraico mondiale) fondato a #Ginevra nell'agosto del 1936 come federazione internazionale delle comunità e delle organizzazioni dell'ebraismo come organizzazione non governativa.
il Britannico Rabbi Perlzweig va in #USA a parlare di questa proposta
Se gli #ebrei interverranno a favore di Gran Bretagna e USA contro la Germania , dopo aver vinto la guerra, ci saranno reali opportunità per gli ebrei di ricostruire il mondo (a proprio favore) e di mettere fine ai torti subiti.
- Dichiarazione Balfour del 1917
- Costituzione Stato di #israele attraverso il W.J.C.
- Nuovo Ordine Mondiale
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Forwarded from Controllo Globale
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Più di 70 soldati israeliani sono stati uccisi e 600 feriti in una settimana negli scontri con Hezbollah, ha riferito il canale televisivo libanese Al Mayadeen.
Stanotte i caccia dell'aeronautica militare israeliana hanno lanciato un attacco missilistico contro un edificio nel sud di Beirut che ospita al piano terra lo studio del canale televisivo Al Mayadeen,
Stanotte i caccia dell'aeronautica militare israeliana hanno lanciato un attacco missilistico contro un edificio nel sud di Beirut che ospita al piano terra lo studio del canale televisivo Al Mayadeen,
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🇾🇪 Il presidente del Consiglio politico supremo dello Yemen, Mahdi al-Mashat, in una lettera a Guterres:
"Il Consiglio di sicurezza sta perseguendo un approccio che mira ad esacerbare le crisi assumendo una posizione unilaterale
🔴 Condanniamo fermamente l'inazione della vostra organizzazione e della comunità internazionale riguardo a quanto sta accadendo nella regione."
🔴 Chiediamo che venga assunta una posizione ferma per porre fine all'aggressione contro i popoli della Palestina e del Libano e che l'entità israeliana venga classificata come terrorista.
https://t.me/voiceofyemen
"Il Consiglio di sicurezza sta perseguendo un approccio che mira ad esacerbare le crisi assumendo una posizione unilaterale
🔴 Condanniamo fermamente l'inazione della vostra organizzazione e della comunità internazionale riguardo a quanto sta accadendo nella regione."
🔴 Chiediamo che venga assunta una posizione ferma per porre fine all'aggressione contro i popoli della Palestina e del Libano e che l'entità israeliana venga classificata come terrorista.
https://t.me/voiceofyemen
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Forwarded from RA - Russia Amica (Дружественная Россия)
“Hamas non chiede aiuto militare alla Russia, ma ha bisogno del suo sostegno, politico e umanitario,”
ha affermato il vice capo del Politburo del movimento palestinese, Musa Abu Marzouk.
RIA
🇷🇺RA - Russia Amica
ha affermato il vice capo del Politburo del movimento palestinese, Musa Abu Marzouk.
RIA
🇷🇺RA - Russia Amica
Telegram
RA - Russia Amica (Дружественная Россия)
Canale di informazioni sulla Russia e sulla geopolitica mondiale
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Канал для получения информации о России и мировой геополитике
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Non ricordo di aver letto qualcosa di più bello. Bello nel senso platonico del termine, che racchiude il vero ed il bene.
E questo mentre infuriano la pulizia etnica ed i massacri nel nord della striscia.
Mentre crescono e cresceranno migliaia di orfani che chiederanno conto anche di un dito. Di quel dito.
Mentre psicopatici e tiktoker in divisa da assassini feriscono i nostri sensi con le loro urla - un linguaggio che già da solo è una psicopatia - e le loro immagini di puro abominio estetico.
Mentre addirittura, leggo, il polacco Mileikowsky sfugge ad un attacco con droni alla sua casa. La sua casa, bella questa. Nulla è suo, in Palestina. Tutto rubato, trafugato, ottenuto col ricatto ed il crimine..
Mentre infine il corteo dei ragazzi a Napoli viene percosso dai lacrimogeni e dagli idranti del potere. Studenti che chiedevano giustizia per la Palestina e la fine della farsa più ridicola di sempre, il G7 dei guerrafondai uniti, che si atteggiano ancora a padroni di un mondo che li ha solennemente rigettati.
Mentre avviene tutto ciò, dicevo, voi beccatevi le parole di un poeta. Ne abbiamo bisogno, in questi tempi grevi, tempi di infamia.
#sayfreedom
r.a.
E questo mentre infuriano la pulizia etnica ed i massacri nel nord della striscia.
Mentre crescono e cresceranno migliaia di orfani che chiederanno conto anche di un dito. Di quel dito.
Mentre psicopatici e tiktoker in divisa da assassini feriscono i nostri sensi con le loro urla - un linguaggio che già da solo è una psicopatia - e le loro immagini di puro abominio estetico.
Mentre addirittura, leggo, il polacco Mileikowsky sfugge ad un attacco con droni alla sua casa. La sua casa, bella questa. Nulla è suo, in Palestina. Tutto rubato, trafugato, ottenuto col ricatto ed il crimine..
Mentre infine il corteo dei ragazzi a Napoli viene percosso dai lacrimogeni e dagli idranti del potere. Studenti che chiedevano giustizia per la Palestina e la fine della farsa più ridicola di sempre, il G7 dei guerrafondai uniti, che si atteggiano ancora a padroni di un mondo che li ha solennemente rigettati.
Mentre avviene tutto ciò, dicevo, voi beccatevi le parole di un poeta. Ne abbiamo bisogno, in questi tempi grevi, tempi di infamia.
#sayfreedom
r.a.
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Eccoli i cuori di leone dell'IOF che si galvanizzano quando devono sganciare bombe a distanza o se si trovano davanti bambini, donne e anziani... Poi davanti ad un attacco di droni di Hezbollah scappano frignando, vigliacchi che altro non siete!
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Forwarded from Controllo Globale
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Si intende il programma per la costituzione dello Stato di Israele attraverso la sottrazione di parte dei territori appartenenti alla #Palestina.
Questo progetto affonda le radici fin dagli inizi del 1900 il cui ispiratore fu Lionel Walter #Rothschild
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La distopia fascista che è Gaza sotto l'occupazione israeliana:
Uomini palestinesi vengono bendati e costretti a marciare dagli stormtrooper israeliani, in seguito vengono filmati camion israeliani che trasportano decine di palestinesi ciascuno nei campi di concentramento israeliani
I moderni treni di Auschwitz sono qui
Questi palestinesi dovranno affrontare torture fisiche e psicologiche, stupri e altri crimini per mano di israele in campi come Sde Teiman
FotrosResistance
Uomini palestinesi vengono bendati e costretti a marciare dagli stormtrooper israeliani, in seguito vengono filmati camion israeliani che trasportano decine di palestinesi ciascuno nei campi di concentramento israeliani
I moderni treni di Auschwitz sono qui
Questi palestinesi dovranno affrontare torture fisiche e psicologiche, stupri e altri crimini per mano di israele in campi come Sde Teiman
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Forwarded from Controllo Globale
Inoltre, Fonti locali riferiscono di un aumento del numero di massacri a Gaza in seguito agli attacchi aerei sionisti:
Un attacco aereo nemico ha preso di mira un centro giovanile nel campo di Al-Maghazi, nel centro di Gaza, uccidendo molte persone.
https://t.me/nvlpalestine/72956
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