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▶️ All 22 Arab ambassadors to Italy pledge support to besieged Palestinians
Max Civili reports from Rome.
#WeAreAllGaza
#GazaGenocide
@PressTV
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Charlotte Kate's intervistata da Press TV afferma che il progetto Sionista è a tutti gli effetti un progetto coloniale occidentale che ha lo scopo preciso di tenere sotto controllo tutte le nazioni dell'Asia occidentale. E la provenienza della matrice non stupisce in quanto sia gli USA che il suo paese il Canada, si sono formati applicando lo stesso sistema genocidario e di pulizia culturale ed etnica, contro gli stessi abitanti autoctoni delle nazioni in cui si sono installati. E tutto questo malgrado abbiano la pretesa di rappresentare una forza anticoloniale perché a suo tempo si sono liberati dagli inglesi. Il succo è che non sono i nativi ad essersi liberati, ma gli stessi coloni e quindi non stupisce che in ogni parte del mondo a loro appetibile ripresentino la stessa ricetta, forti delle menzogne su cui hanno costruito la loro storia nazionale.
@PressTV - #GazaGenocide
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Forwarded from Quds News Network
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Massive crowds take over central London for the third week in a row in solidarity with the Palestinian people who are facing an Israeli genocide campaign these days.
#GazaGenocide #GazaUnderAttack
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Il corrispondente stampa di PressTV a Khan Tunis racconta che a Gaza è impossibile dormire, perché se anche il proprio corpo cede al sonno per necessità, in qualche modo si è abituato ai suoni dei bombardamenti aerei e quindi ci si sveglia continuamente per controllare tutti i membri della propria famiglia e vedere se stanno bene.
▶️ Press TV correspondent in Khan Yunis says that when you're living in Gaza and trying to sleep, your body somehow has to get used to the sounds of the airstrikes and explosions because it needs the sleep, but he still has to wake up and check on his family to see if they are okay.
#GazaGenocide
@PressTV
▶️ Press TV correspondent in Khan Yunis says that when you're living in Gaza and trying to sleep, your body somehow has to get used to the sounds of the airstrikes and explosions because it needs the sleep, but he still has to wake up and check on his family to see if they are okay.
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Forwarded from Press TV
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▶️ Press TV correspondent in Khan Yunis says that when you're living in Gaza and trying to sleep, your body somehow has to get used to the sounds of the airstrikes and explosions because it needs the sleep, but he still has to wake up and check on his family to see if they are okay.
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Il corrispondente di Press TV ha intervistato i residenti dei territori occupati in Cisgiordania, chiedendo cosa pensassero del ruolo degli USA, riguardo i crimini commessi contro i Palestinesi a Gaza e che cosa, secondo loro si dovrebbe fare per fermare le atrocità di israele.
Secondo gli intervistati, sono gli USA i responsabili principali nell' aggressione contro i Palestinesi, sia direttamente in senso militare ed economico, che indirettamente, manovrando attraverso i media la narrazione degli eventi a favore della disumanizzazione dei Palestinesi.
▶️ "They are primarily responsible"
Our correspondent has asked residents in the occupied West Bank about their take on the US role in the crimes being committed against Palestinians in Gaza and what measures should be taken to stop Israeli atrocities.
#GazaGenocide
@PressTV
Secondo gli intervistati, sono gli USA i responsabili principali nell' aggressione contro i Palestinesi, sia direttamente in senso militare ed economico, che indirettamente, manovrando attraverso i media la narrazione degli eventi a favore della disumanizzazione dei Palestinesi.
▶️ "They are primarily responsible"
Our correspondent has asked residents in the occupied West Bank about their take on the US role in the crimes being committed against Palestinians in Gaza and what measures should be taken to stop Israeli atrocities.
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▶️ Saad al- Muttalibi consigliere politico del precedente governo iracheno, dice che il massacro israeliano dei civili a Gaza ha il potenziale di diventare un conflitto a scala mondiale, con conseguenze catastrofiche sull'economia, incremento della recessione e delle limitazioni negli scambi tra paesi.
Former Political Adviser to the Iraqi Government, Saad al-Muttalibi, says the Israeli onslaught on Gaza has the potential to become a conflict on a worldwide scale, causing more economic recession and limitations.
#GazaGenocide
@PressTV
Former Political Adviser to the Iraqi Government, Saad al-Muttalibi, says the Israeli onslaught on Gaza has the potential to become a conflict on a worldwide scale, causing more economic recession and limitations.
#GazaGenocide
@PressTV
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E poi non si può parlare di genocidio senza essere tacciati di apologia al terrorismo...
Indottrinamento all'odio e alla violenza!
"Dedico quest'esplosione come regalo di compleanno a mia figlia Ella, che compie due anni oggi", lo dichiara questo soldato israeliano delle forze di occupazione prima di fare esplodere un intero edificio a Gaza.
Indoctrination of Hatred and Violence!
"I dedicate this explosion as a birthday gift to my daughter Ella, who turned two today," says this Israeli occupation soldier before exploding an entire building in Gaza!
#GazaGenocide
Io Ella povera innocente figlia di questo imbecille psicopatico dedico a lui una pernacchia ed una fucilazione a sputi. Fanne tesoro se vuoi crescere come un essere umano.
Indottrinamento all'odio e alla violenza!
"Dedico quest'esplosione come regalo di compleanno a mia figlia Ella, che compie due anni oggi", lo dichiara questo soldato israeliano delle forze di occupazione prima di fare esplodere un intero edificio a Gaza.
Indoctrination of Hatred and Violence!
"I dedicate this explosion as a birthday gift to my daughter Ella, who turned two today," says this Israeli occupation soldier before exploding an entire building in Gaza!
#GazaGenocide
Io Ella povera innocente figlia di questo imbecille psicopatico dedico a lui una pernacchia ed una fucilazione a sputi. Fanne tesoro se vuoi crescere come un essere umano.
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Poche ore ci separano dalla ricorrenza più fraintesa di tutte, quella che molti definiscono festa e che festa non è. Non lo è mai stata, oggi ancora meno. È una giornata di commemorazione e di lotta. E la lotta è per le donne che resistono. Le donne del mondo emergente, che fatico a chiamare terzo mondo perché spiegatemi quale sia il primo e quale sia il secondo. Le donne palestinesi portano oggi la torcia della resistenza, e lo fanno affrontando qualcosa di umanamente impossibile da affrontare. La morte del proprio popolo. Loro, che ne sono madri e custodi. Nel silenzio assordante del femminismo occidentale d'accatto, quello che è stato giustamente definito femminismo coloniale.
Cosa esso sia lo spiega molto bene un'attivista del movimento "Scrittrici contro la guerra a Gaza", durante una manifestazione tenutasi proprio, e non a caso, sull'uscio del New York Times, il minculpop dell'attacco genocida a Gaza, il giornale che più di ogni altro ha fornito sostegno e copertura ideologica ai crimini colonialisti in Palestina.
Il femminismo coloniale non è altro che uno dei grimaldelli di cui l'imperialismo occidentale si è servito nella infinita violenza inflitta ai popoli del mondo emergente, quello arabo/mediorientale in particolare. Travestito da paternalismo pietoso e da solidarietà pelosa e di facciata - entrambi tesi a ribadire ed imporre il predominio culturale occidentale - esso viene rifiutato in blocco dai movimenti di liberazione dei popoli del mondo emergente, i quali ribadiscono senza ambiguità che non c'è liberazione femminile se non all'interno dei propri parametri culturali e, più globalmente, all'interno di una lotta collettiva anti-imperialista, anti-coloniale ed anti-razzista. Tutto ciò che prescinda da tale lotta globale non rappresenta alcun movimento né femminile, né femminista né solidale e verrà respinto in blocco come braccio armato del suprematismo coloniale.
Il video della manifestazione è molto lungo, ma qualche stralcio lo riporto qui e mi pare molto sensato farlo ora, alla vigilia di una giornata dal valore simbolico molto elevato.
"Siamo scrittrici contro l'imperialismo, contro il colonialismo e contro il fascismo. Siamo onorate che il PALESTINIAN Feminist Collettive ci abbia invitate questa sera e ricordo qui le parole della grande attivista LGBT Leslie Fainberg: sono con la liberazione della palestina con ogni respiro, con ogni muscolo ed ogni cucitura del mio corpo"
L'operazione Diluvio di al Aqsa è stata l' insurrezione degli oppressi . È stato un atto di ribellione volto a difendere il popolo palestinese da un'occupazione ingiusta.
La lotta contro il razzismo e l'imperialismo è simultanea alla lotta per qualunque liberazione. Quando queste lotte non siano unite in un programma rivoluzionario, il femminismo non è altro che suprematismo bianco travestito. Il suo nome dovrebbe essere "movimento delle donne per l'uguaglianza dei bianchi" oppure "braccio armato femminile per il genocidio colonialista". Abbiamo imparato ad identificare il nemico. Ogni agente dell'imperialismo coloniale è nostro nemico.
Le donne palestinesi sono al centro del movimento di liberazione in tutti gli aspetti della lotta, con scioperi della fame, cura ed istruzione e, attraverso questi, enfatizzano il loro diritto alla libertà . Ci mostrano come debba essere in pratica il femminismo anti-imperialista. Esso ha il volto della prigioniera politica Khalida Jarrar, che istruisce le sue compagne di cella sotto il naso delle infide guardie sioniste. Ha il volto di Ahed Tamimi che ha lottato con le proprie mani contro un militare armato che aveva colpito e ferito sua cugina. Ha il volto di Leila khaled che dirottò un aereo imperialista e lo fece passare sulla sua città natale (Haifa) da cui era stata espulsa. Le donne della resistenza e della società palestinese ci hanno dimostrato che essere femministe oggi significa essere combattenti per la libertà".
#GazaGenocide
Rossella Ahmad
Cosa esso sia lo spiega molto bene un'attivista del movimento "Scrittrici contro la guerra a Gaza", durante una manifestazione tenutasi proprio, e non a caso, sull'uscio del New York Times, il minculpop dell'attacco genocida a Gaza, il giornale che più di ogni altro ha fornito sostegno e copertura ideologica ai crimini colonialisti in Palestina.
Il femminismo coloniale non è altro che uno dei grimaldelli di cui l'imperialismo occidentale si è servito nella infinita violenza inflitta ai popoli del mondo emergente, quello arabo/mediorientale in particolare. Travestito da paternalismo pietoso e da solidarietà pelosa e di facciata - entrambi tesi a ribadire ed imporre il predominio culturale occidentale - esso viene rifiutato in blocco dai movimenti di liberazione dei popoli del mondo emergente, i quali ribadiscono senza ambiguità che non c'è liberazione femminile se non all'interno dei propri parametri culturali e, più globalmente, all'interno di una lotta collettiva anti-imperialista, anti-coloniale ed anti-razzista. Tutto ciò che prescinda da tale lotta globale non rappresenta alcun movimento né femminile, né femminista né solidale e verrà respinto in blocco come braccio armato del suprematismo coloniale.
Il video della manifestazione è molto lungo, ma qualche stralcio lo riporto qui e mi pare molto sensato farlo ora, alla vigilia di una giornata dal valore simbolico molto elevato.
"Siamo scrittrici contro l'imperialismo, contro il colonialismo e contro il fascismo. Siamo onorate che il PALESTINIAN Feminist Collettive ci abbia invitate questa sera e ricordo qui le parole della grande attivista LGBT Leslie Fainberg: sono con la liberazione della palestina con ogni respiro, con ogni muscolo ed ogni cucitura del mio corpo"
L'operazione Diluvio di al Aqsa è stata l' insurrezione degli oppressi . È stato un atto di ribellione volto a difendere il popolo palestinese da un'occupazione ingiusta.
La lotta contro il razzismo e l'imperialismo è simultanea alla lotta per qualunque liberazione. Quando queste lotte non siano unite in un programma rivoluzionario, il femminismo non è altro che suprematismo bianco travestito. Il suo nome dovrebbe essere "movimento delle donne per l'uguaglianza dei bianchi" oppure "braccio armato femminile per il genocidio colonialista". Abbiamo imparato ad identificare il nemico. Ogni agente dell'imperialismo coloniale è nostro nemico.
Le donne palestinesi sono al centro del movimento di liberazione in tutti gli aspetti della lotta, con scioperi della fame, cura ed istruzione e, attraverso questi, enfatizzano il loro diritto alla libertà . Ci mostrano come debba essere in pratica il femminismo anti-imperialista. Esso ha il volto della prigioniera politica Khalida Jarrar, che istruisce le sue compagne di cella sotto il naso delle infide guardie sioniste. Ha il volto di Ahed Tamimi che ha lottato con le proprie mani contro un militare armato che aveva colpito e ferito sua cugina. Ha il volto di Leila khaled che dirottò un aereo imperialista e lo fece passare sulla sua città natale (Haifa) da cui era stata espulsa. Le donne della resistenza e della società palestinese ci hanno dimostrato che essere femministe oggi significa essere combattenti per la libertà".
#GazaGenocide
Rossella Ahmad
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Un soldato israeliano ha iniziato a sparare ai palestinesi con la mitragliatrice dopo aver affermato: "Questo è in occasione della presidenza di Donald Trump".
@PressTV - #GazaGenocide
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C'è del feticismo nell'attacco israeliano agli ospedali di Gaza, tra le prime strutture ad essere aggredite e quelle su cui la mano del carnefice ha agito con maggiore determinazione. Il primo di essi fu colpito nella notte del 17 ottobre 2023, quando un ordigno dalla terribile potenza distruttiva fu lasciato cadere nel cortile dell'ospedale battista, causando cinquecento morti tra pazienti e personale sanitario. Ricordo molto bene quella notte. Ricordo le fiamme che lambivano le mura dell'ospedale al-Ahli al-Arabi, i pazienti coperti di polvere che evacuavano su mezzi di fortuna, sotto shock, le prime ammissioni da parte di israele, poi la ritrattazione e le false accuse ad Hamas, poi la rivendicazione finale. Il solito gioco del gatto e del topo, giusto per sondare le reazioni mondiali, se mai ci fossero.
Non ci furono, in effetti. Il mondo digerì anche l'immensa vergogna dei malati e dei feriti trascinati fuori dal nosocomio in fiamme. Ed i barbari si sentirono legittimati a continuare.
E continuarono. Tutti gli ospedali di Gaza nel corso di un anno furono colpiti, distrutti, dati alle fiamme. Ridotti a scheletri fumanti, talvolta a fosse comuni di centinaia di persone.
Così avvenne allo Shifa Hospital, il nosocomio più grande ed importante di Gaza. Nel novembre 2023 il sistema sanitario del nord di Gaza era già stato completamente azzerato:
"Le persone muoiono per strada mentre il personale ospedaliero le sente gridare per chiedere aiuto dopo essere state colpite da colpi di arma da fuoco. Quando gli operatori sanitari tentano di uscire e salvarle, anche loro vengono presi di mira e uccisi. Medici Senza Frontiere cita la testimonianza del dottor Mohammed Obeid ad Al-Shifa: “Siamo al quarto piano. C’è un cecchino che ha colpito quattro pazienti all’interno dell’ospedale. Uno dei pazienti ha una ferita da arma da fuoco direttamente al collo, ed è un quadriplegico, mentre un altro [è stato colpito] all’addome”. Non è rimasto nessuno che possa documentare la portata del genocidio. Forse, quando diventerà chiaro che le affermazioni di Israele sull’ospedale Al-Shifa sono infondate, si troverà una scusa per radere al suolo e distruggere questo era rimasto dell’ultimo baluardo dell’umanità nel nord di Gaza".
Erano affermazioni infondate, ovviamente. Nessuna prova fu mai fornita da israele sulla presenza nell'ospedale di centrali di comando di Hamas. Per contro, le autorità ospedaliere dichiararono di essere disposte in ogni momento a perquisizioni internazionali che verificassero la presenza di tunnel nello Shifa ed altrove. Nel dicembre dello stesso anno persino il Washington Post fu costretto ad ammettere che israele aveva mentito, e lo fece citando nientedimeno che un'indagine del New York Times e della CNN, condotta con l'ausilio di immagini satellitari e grazie a strumenti di intelligenza artificiale.
L'ultimo ospedale di Gaza ancora in parte funzionante, il Kamal al-adwan, subisce oggi la stessa sorte degli altri. Il direttore dell'ospedale, dottor Abu Safiya, si è rifiutato di evacuare l'ospedale del suo carico umano di oltre 400 pazienti, tra essi bambini nati prematuri e ricoverati nell'unità neonatale mentre israele lo cinge di assedio prendendo di mira ciò che resta dei depositi di carburante. "Stiamo morendo ed il mondo resta impassibile".
Quel mondo ha occhi vuoti. Soltanto guardarlo ghiaccia l'anima
#GazaGenocide
Rossella Ahmad
Non ci furono, in effetti. Il mondo digerì anche l'immensa vergogna dei malati e dei feriti trascinati fuori dal nosocomio in fiamme. Ed i barbari si sentirono legittimati a continuare.
E continuarono. Tutti gli ospedali di Gaza nel corso di un anno furono colpiti, distrutti, dati alle fiamme. Ridotti a scheletri fumanti, talvolta a fosse comuni di centinaia di persone.
Così avvenne allo Shifa Hospital, il nosocomio più grande ed importante di Gaza. Nel novembre 2023 il sistema sanitario del nord di Gaza era già stato completamente azzerato:
"Le persone muoiono per strada mentre il personale ospedaliero le sente gridare per chiedere aiuto dopo essere state colpite da colpi di arma da fuoco. Quando gli operatori sanitari tentano di uscire e salvarle, anche loro vengono presi di mira e uccisi. Medici Senza Frontiere cita la testimonianza del dottor Mohammed Obeid ad Al-Shifa: “Siamo al quarto piano. C’è un cecchino che ha colpito quattro pazienti all’interno dell’ospedale. Uno dei pazienti ha una ferita da arma da fuoco direttamente al collo, ed è un quadriplegico, mentre un altro [è stato colpito] all’addome”. Non è rimasto nessuno che possa documentare la portata del genocidio. Forse, quando diventerà chiaro che le affermazioni di Israele sull’ospedale Al-Shifa sono infondate, si troverà una scusa per radere al suolo e distruggere questo era rimasto dell’ultimo baluardo dell’umanità nel nord di Gaza".
Erano affermazioni infondate, ovviamente. Nessuna prova fu mai fornita da israele sulla presenza nell'ospedale di centrali di comando di Hamas. Per contro, le autorità ospedaliere dichiararono di essere disposte in ogni momento a perquisizioni internazionali che verificassero la presenza di tunnel nello Shifa ed altrove. Nel dicembre dello stesso anno persino il Washington Post fu costretto ad ammettere che israele aveva mentito, e lo fece citando nientedimeno che un'indagine del New York Times e della CNN, condotta con l'ausilio di immagini satellitari e grazie a strumenti di intelligenza artificiale.
L'ultimo ospedale di Gaza ancora in parte funzionante, il Kamal al-adwan, subisce oggi la stessa sorte degli altri. Il direttore dell'ospedale, dottor Abu Safiya, si è rifiutato di evacuare l'ospedale del suo carico umano di oltre 400 pazienti, tra essi bambini nati prematuri e ricoverati nell'unità neonatale mentre israele lo cinge di assedio prendendo di mira ciò che resta dei depositi di carburante. "Stiamo morendo ed il mondo resta impassibile".
Quel mondo ha occhi vuoti. Soltanto guardarlo ghiaccia l'anima
#GazaGenocide
Rossella Ahmad
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Guardavo ieri un video in cui l'intervistatore, un noto attore italiano, si lamentava del fatto che non esista un termine per indicare lo status di un genitore che abbia perso un figlio, allo stesso modo in cui esiste ad esempio il termine orfano o vedova per indicare chi abbia perso un genitore oppure il proprio coniuge. Si tratta di uno stato innaturale, concludeva l'attore, e dunque la lingua non riesce ad adeguarsi ad una circostanza così anomala.
Errato. In Palestina questo termine esiste. Forse perché.lo status di genitore, di madre, che abbia perso un figlio è molto comune. I palestinesi muoiono giovani, falciati dalle armi di un esercito di psicopatici impuniti, e la lingua ha dovuto adeguarsi. In arabo quindi esiste il termine con cui identificare le madri rimaste senza figli. Le madri vestite di nero, che solcano le strade della Palestina alla ricerca di fosse comuni che restituiscano almeno un pezzo del corpo della loro prole, i virgulti strappati a questa terra ed al loro materno abbraccio. Le madri che seguono le orme di Maria di Nazereth, la prima Takla della storia palestinese - un termine, Addolorata, che dà tutto il senso di una violenza cieca indirizzata contro il femminile innanzitutto.
Perché colpire il femminile significa infliggere una ferita mortale nel cuore di un popolo. I genocidi non si improvvisano. Sì pianificano lentamente. E partono sempre dal corpo vivo delle donne, delle madri.
Il rapporto delle Nazioni Unite di qualche giorno fa parla chiaro: gli atti genocidari posti in essere a Gaza hanno avuto come primo obiettivo la maternità, con la distruzione sistematica e scientifica di qualsiasi presidio medico e sanitario deputato a proteggere e salvaguardare la continuazione della vita nell'enclave assediata. Di più: il rapporto sottolinea come la violenza sessuale e di genere siano metodi di guerra che Israele utilizza senza alcun freno né morale né legale per dominare, opprimere e distruggere il popolo palestinese.
I figli delle Addolorate
Le povere, grandi madri di Palestina.
Ma il sette di ottobre
Yumma, ya yumma.
#GazaGenocide
Rossella Ahmad
Errato. In Palestina questo termine esiste. Forse perché.lo status di genitore, di madre, che abbia perso un figlio è molto comune. I palestinesi muoiono giovani, falciati dalle armi di un esercito di psicopatici impuniti, e la lingua ha dovuto adeguarsi. In arabo quindi esiste il termine con cui identificare le madri rimaste senza figli. Le madri vestite di nero, che solcano le strade della Palestina alla ricerca di fosse comuni che restituiscano almeno un pezzo del corpo della loro prole, i virgulti strappati a questa terra ed al loro materno abbraccio. Le madri che seguono le orme di Maria di Nazereth, la prima Takla della storia palestinese - un termine, Addolorata, che dà tutto il senso di una violenza cieca indirizzata contro il femminile innanzitutto.
Perché colpire il femminile significa infliggere una ferita mortale nel cuore di un popolo. I genocidi non si improvvisano. Sì pianificano lentamente. E partono sempre dal corpo vivo delle donne, delle madri.
Il rapporto delle Nazioni Unite di qualche giorno fa parla chiaro: gli atti genocidari posti in essere a Gaza hanno avuto come primo obiettivo la maternità, con la distruzione sistematica e scientifica di qualsiasi presidio medico e sanitario deputato a proteggere e salvaguardare la continuazione della vita nell'enclave assediata. Di più: il rapporto sottolinea come la violenza sessuale e di genere siano metodi di guerra che Israele utilizza senza alcun freno né morale né legale per dominare, opprimere e distruggere il popolo palestinese.
I figli delle Addolorate
Le povere, grandi madri di Palestina.
Ma il sette di ottobre
Yumma, ya yumma.
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Rossella Ahmad
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