🚶♂️ E SE UNA TELECAMERA NON AVESSE PIÙ BISOGNO DI VEDERE IL NOSTRO VOLTO PER RICONOSCERCI? LA NOSTRA FIRMA È NASCOSTA NEL PASSO
🔎 La nuova frontiera della sorveglianza biometrica
🧠 Gli algoritmi di gait recognition analizzano il modo in cui camminiamo: passo, postura, velocità, oscillazione delle braccia, dinamica del movimento e struttura corporea possono essere trasformati in una vera e propria firma biometrica.
🎥 Mascherina, cappello o cappuccio possono rendere più difficile il riconoscimento facciale. Ma il corpo continua a muoversi. E quel movimento può essere trasformato in dati, confrontato con database e, in determinate condizioni, associato a un'identità.
⚠️ Ma quanto è realmente precisa questa tecnologia? Chi raccoglie i dati? Dove vengono conservati? Con quali database vengono confrontati? E soprattutto: chi decide quando una semplice camminata può diventare un'identità?
☁️ Dalla singola telecamera al cloud, dal tracking alla re-identificazione, fino alle questioni legate a GDPR, AI Act e DPIA: dietro una telecamera intelligente esiste una filiera tecnologica e giuridica tutta da comprendere.
🔐 Il punto non è soltanto capire se una macchina può riconoscerci. È capire quali dati produce, chi li controlla e quali limiti devono essere posti al loro utilizzo.
📖 Leggi l’articolo integrale di Ilham Menin sul nuovo blog “Sarò Franco” e scopri come funziona la gait recognition, quali sono i suoi limiti e quali interrogativi pone alla nostra privacy e alla società.
👉 Esplora il nuovo blog di Franco Fracassi e leggi l'articolo completo.
https://francofracassi.com/blog/nzxtns5e-gait-recognition-analisys-il-volto-non-serve-piu
#FrancoFracassi #GaitRecognition #Sorveglianza #Biometria #IntelligenzaArtificiale #AI #Privacy #Videosorveglianza #AIAct #GDPR #DatiBiometrici #Tecnologia #SorveglianzaBiometrica #CyberSecurity #DirittiDigitali #Innovazione #DeepLearning #RiconoscimentoBiometrico
🔎 La nuova frontiera della sorveglianza biometrica
🧠 Gli algoritmi di gait recognition analizzano il modo in cui camminiamo: passo, postura, velocità, oscillazione delle braccia, dinamica del movimento e struttura corporea possono essere trasformati in una vera e propria firma biometrica.
🎥 Mascherina, cappello o cappuccio possono rendere più difficile il riconoscimento facciale. Ma il corpo continua a muoversi. E quel movimento può essere trasformato in dati, confrontato con database e, in determinate condizioni, associato a un'identità.
⚠️ Ma quanto è realmente precisa questa tecnologia? Chi raccoglie i dati? Dove vengono conservati? Con quali database vengono confrontati? E soprattutto: chi decide quando una semplice camminata può diventare un'identità?
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🔐 Il punto non è soltanto capire se una macchina può riconoscerci. È capire quali dati produce, chi li controlla e quali limiti devono essere posti al loro utilizzo.
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🏙️ LA CITTÀ CHE CI OSSERVA: CHI POSSIEDE I NOSTRI DATI?
📡 Ogni strada. Ogni spostamento. Ogni accesso. Ogni gesto.
La città del futuro viene descritta come più intelligente, efficiente, sostenibile e sicura. Semafori connessi, telecamere intelligenti, sensori, app per la mobilità, trasporti monitorati in tempo reale.
✨ Ma dietro la promessa di una città che “sente”, “impara” e “reagisce” si nasconde una domanda che riguarda tutti noi:
❗ CHE COSA SUCCEDE AI DATI CHE PRODUCIAMO SEMPLICEMENTE VIVENDO LA CITTÀ?
🚶♀️ Non serve aprire un social network per lasciare tracce digitali. Basta attraversare una strada, salire su un autobus, utilizzare un parcheggio, passare davanti a una telecamera o connettersi a un servizio pubblico.
📍 La nostra posizione può diventare una mappa delle nostre abitudini.
🎥 Un'immagine può essere analizzata da un algoritmo.
📊 Un insieme di dati apparentemente innocui può rivelare comportamenti, relazioni e spostamenti.
☁️ Un'informazione raccolta per un servizio può essere archiviata, incrociata e utilizzata in altri contesti.
⚠️ Il problema non è soltanto chi raccoglie i dati. È chi li conserva, chi li controlla, chi li interpreta e chi può trasformarli in valore economico e potere.
💰 La Smart City rischia di diventare una gigantesca piattaforma di estrazione informativa, dove gli abitanti non sono più soltanto cittadini, ma fonti permanenti di dati.
E allora le domande diventano inevitabili:
🔎 Chi controlla i sensori e le infrastrutture digitali?
🔐 Per quanto tempo vengono conservate le informazioni?
🏢 Quali soggetti privati possono accedere ai dati urbani?
⚖️ Chi decide come possono essere utilizzati?
🗳️ Chi governa la città quando la città viene governata anche attraverso i dati?
🌐 Una città intelligente non deve necessariamente essere una città sorvegliata. La tecnologia può migliorare i servizi e la qualità della vita. Ma tutto dipende dalle regole, dalla trasparenza e dal controllo democratico sulle infrastrutture che osservano e registrano ciò che accade nello spazio pubblico.
🔥 La vera battaglia non è soltanto per la privacy. È per il diritto di vivere in una città in cui i dati dei cittadini non diventino una proprietà incontrollabile di chi possiede la tecnologia.
📖 Leggi il contenuto integrale sul nuovo blog di Franco Fracassi.
🔗 Il link dell’inchiesta
https://francofracassi.com/blog/zvzsk4be-il-grande-mercato-dei-dati-urbani
#FrancoFracassi #SmartCity #CapitalismoDellaSorveglianza #DatiUrbani #Privacy #SorveglianzaDigitale #IntelligenzaArtificiale #Datafication #Democrazia #DirittiDigitali #ProtezioneDati #GDPR #Tecnologia #CittàIntelligente #GovernanceDeiDati #SicurezzaDigitale #DatiPersonali #Potere #Innovazione #Libertà #SovranitàDigitale #ControlloDemocratico
📡 Ogni strada. Ogni spostamento. Ogni accesso. Ogni gesto.
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✨ Ma dietro la promessa di una città che “sente”, “impara” e “reagisce” si nasconde una domanda che riguarda tutti noi:
❗ CHE COSA SUCCEDE AI DATI CHE PRODUCIAMO SEMPLICEMENTE VIVENDO LA CITTÀ?
🚶♀️ Non serve aprire un social network per lasciare tracce digitali. Basta attraversare una strada, salire su un autobus, utilizzare un parcheggio, passare davanti a una telecamera o connettersi a un servizio pubblico.
📍 La nostra posizione può diventare una mappa delle nostre abitudini.
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E allora le domande diventano inevitabili:
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🔐 Per quanto tempo vengono conservate le informazioni?
🏢 Quali soggetti privati possono accedere ai dati urbani?
⚖️ Chi decide come possono essere utilizzati?
🗳️ Chi governa la città quando la città viene governata anche attraverso i dati?
🌐 Una città intelligente non deve necessariamente essere una città sorvegliata. La tecnologia può migliorare i servizi e la qualità della vita. Ma tutto dipende dalle regole, dalla trasparenza e dal controllo democratico sulle infrastrutture che osservano e registrano ciò che accade nello spazio pubblico.
🔥 La vera battaglia non è soltanto per la privacy. È per il diritto di vivere in una città in cui i dati dei cittadini non diventino una proprietà incontrollabile di chi possiede la tecnologia.
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