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informazionecattolica.it
Il pericolo dei bio-laboratori in Italia: le proteste ignorate dal mainstream - informazionecattolica.it
di Emanuela Maccarrone - UN EVENTUALE INCIDENTE METTEREBBE A SERIO RISCHIO LA SALUTE UMANA E QUELLA ANIMALE, E CAUSARE DANNI IRREPARABILI ALL’AMBIENTE Lo scorso primo maggio si è tenuta a Pesaro la manifestazione ‘Stop ai biolaboratori in Italia’. All'insegna…
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Forwarded from Giubbe Rosse
LA DIOCESI DI BOLZANO VARA «IL LINGUAGGIO DI GENERE»: «VALORIZZARE L’APPORTO ANCHE DELLE DONNE»
Formulazione “estesa“ di termini e frasi al femminile e al maschile. Usare i “sostantivi non marcati”: persona anziché uomo, diritti umani invece di diritti dell’uomo, la direzione al posto del direttore. Usare le “forme sdoppiate”, ovvero: collaboratrici e collaboratori anziché “collaboratori”, “elettori ed elettrici”, “candidati e candidate”. Lo stesso vale in caso di elenchi di profili professionali o qualifiche funzionali: catechisti e catechiste, animatori e animatrici, accompagnatori e accompagnatrici, perché «proprio per il settore del lavoro è estremamente importante mettere in evidenza la presenza di professionalità femminili».
La diocesi di Bolzano-Bressanone ha introdotto nuove linee guida per l'uso di un linguaggio sensibile al genere nelle sue strutture e istituzioni. "Con l'aiuto di queste linee guida si punta a rapportarsi con entrambi i generi in modo rispettoso e a renderli visibili nella Chiesa", spiega il vicario generale Eugen Runggaldier, che presiede la commissione diocesana per la parità di genere.
Le linee guida diocesane vanno applicate in primo luogo nella stesura di nuovi testi, mentre quelli già esistenti vanno adattati alle nuove linee laddove vengano utilizzati frequentemente. (Fonte: Alto Adige. Grazie a Francesco Servadio per la segnalazione)
Si vola.
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Formulazione “estesa“ di termini e frasi al femminile e al maschile. Usare i “sostantivi non marcati”: persona anziché uomo, diritti umani invece di diritti dell’uomo, la direzione al posto del direttore. Usare le “forme sdoppiate”, ovvero: collaboratrici e collaboratori anziché “collaboratori”, “elettori ed elettrici”, “candidati e candidate”. Lo stesso vale in caso di elenchi di profili professionali o qualifiche funzionali: catechisti e catechiste, animatori e animatrici, accompagnatori e accompagnatrici, perché «proprio per il settore del lavoro è estremamente importante mettere in evidenza la presenza di professionalità femminili».
La diocesi di Bolzano-Bressanone ha introdotto nuove linee guida per l'uso di un linguaggio sensibile al genere nelle sue strutture e istituzioni. "Con l'aiuto di queste linee guida si punta a rapportarsi con entrambi i generi in modo rispettoso e a renderli visibili nella Chiesa", spiega il vicario generale Eugen Runggaldier, che presiede la commissione diocesana per la parità di genere.
Le linee guida diocesane vanno applicate in primo luogo nella stesura di nuovi testi, mentre quelli già esistenti vanno adattati alle nuove linee laddove vengano utilizzati frequentemente. (Fonte: Alto Adige. Grazie a Francesco Servadio per la segnalazione)
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Alto Adige
La Diocesi di Bolzano vara «il linguaggio di genere»: «Valorizzare l’apporto anche delle donne»
Termini e frasi al femminile e al maschile, in particolare nel settore del lavoro. Appello a associazioni e parrocchie. Il vicario Runggaldier: «Vogliamo rendere visibili entrambi i generi»
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Forwarded from ImolaOggi Channel
Rivolta contro #Pfizer: 'basta farci pagare "vaccini" che non useremo solo per fare profitti'
https://www.imolaoggi.it/2023/05/05/rivolta-contro-pfizer-basta-farci-pagare-vaccini/
https://www.imolaoggi.it/2023/05/05/rivolta-contro-pfizer-basta-farci-pagare-vaccini/
Imola Oggi
Rivolta contro Pfizer: 'basta farci pagare vaccini che non useremo solo per fare profitti' • Imola Oggi
Pfizer vuole guadagnare dai fondi stanziati dagli Stati membri per la protezione della salute pubblica, ma anche il profitto negli affari dovrebbe avere dei limiti
Forwarded from Giubbe Rosse
🇫🇷 Parigi. Ieri l'Assemblea Nazionale, contro il parere del Governo, ha approvato in prima lettura l'abrogazione dell'obbligo vaccinale per i sanitari, con 157 voti a favore e 137 contrari. La Francia é l'unico paese a mantenere tale obbligo e a non aver ancora reintegrato i propri medici e infermieri resistenti. (Fonte: Lefigarò)
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Le Figaro
Soignants : l'Assemblée vote l'abrogation de l'obligation vaccinale anti-Covid, plutôt que sa simple suspension
La proposition de loi a été adoptée en première lecture avec 157 voix contre 137.
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
PERSONALISMO E TEOLOGIA CATTOLICA: UN BINOMIO INCONCILIABILE
Il personalismo di Jacques Maritain (1882-1973), allievo di Bergson, e di Emmanuele Mounier (1905-1950) (ma anche de Lubac, Guardini etc.) continua a fare danni all'interno delle Facoltá teologiche e gli Istituti di Scienze religiose ed è "attraente" oggi per i cattolici adulti. In realtà, siamo in presenza di una corrente di pensiero filosofica (sarebbe più corretto parlare di "personalismi") che, accogliendo una concezione di verità "storicistica e relazionale", ossia modernista, fa della persona, della sua coscienza, del suo sentimento e della sua esistenza "l'elemento fondante la sintesi della veritá" (Fontana) che risulta, in questo modo, sempre nuova perchè processuale, dialettica. Chenu (1895-1990), de Lubac (un altro gesuita (1896-1991)) e poi Maritain, nell'ambito della c.d. "Nouvelle theologie", giá negli anni '30 e '40 del secolo scorso hanno "iniettato" nella teologia cattolica questa prospettiva, pervenendo a dialettizzare il dogma e ad anticipare quel "dialogo con il mondo" e quelle "parole nuove" su cui insisterá il Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). Il cambio di prospettiva, come si puó vedere, è dirompente: la sintesi della rivelazione è innanzitutto la persona nella sua coscienza mondana. Essa, è dunque, il "luogo" dell'"umanesimo integrale" per riprendere il titolo della nota opera di Maritain del 1936. Ora, il tentativo del personalismo, ed in particolare del gesuita Karl Rahner (1904-1984), di inserire il realismo metafisico di Tommaso d'Aquino (1225-1274) all'interno della "svolta antropologica" è totalmente fallimentare e giustamente il Padre Cornelio Fabro (1911-1995) ha parlato, a riguardo, di "depravazione ermeneutica del tomismo" in una celebre opera del 1974 dedicata proprio al pensiero rahneriano. Infatti, lo spirito umano conosce dapprima l'essere oggettivo che gli sta di fronte, altrimenti l'uomo non potrebbe conoscersi come ente reale e finito, quindi l'atto della conoscenza, poi la facoltá conoscitiva e, solo alla fine, il soggetto stesso in quanto soggetto. Se, quindi, per il personalismo, la coscienza è l'ambito ove avviene l'autocomunicazione di Dio, essa, proprio perchè storica e mutevole, diluisce la natura dell'uomo nella storia, finendo così per eliminare la persona stessa la quale, non riconoscendo più l'essere ed il suo ordine, si affida alla scienza ed alla tecnica con l'illusione di arrestare il divenire.
PERSONALISMO E TEOLOGIA CATTOLICA: UN BINOMIO INCONCILIABILE
Il personalismo di Jacques Maritain (1882-1973), allievo di Bergson, e di Emmanuele Mounier (1905-1950) (ma anche de Lubac, Guardini etc.) continua a fare danni all'interno delle Facoltá teologiche e gli Istituti di Scienze religiose ed è "attraente" oggi per i cattolici adulti. In realtà, siamo in presenza di una corrente di pensiero filosofica (sarebbe più corretto parlare di "personalismi") che, accogliendo una concezione di verità "storicistica e relazionale", ossia modernista, fa della persona, della sua coscienza, del suo sentimento e della sua esistenza "l'elemento fondante la sintesi della veritá" (Fontana) che risulta, in questo modo, sempre nuova perchè processuale, dialettica. Chenu (1895-1990), de Lubac (un altro gesuita (1896-1991)) e poi Maritain, nell'ambito della c.d. "Nouvelle theologie", giá negli anni '30 e '40 del secolo scorso hanno "iniettato" nella teologia cattolica questa prospettiva, pervenendo a dialettizzare il dogma e ad anticipare quel "dialogo con il mondo" e quelle "parole nuove" su cui insisterá il Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). Il cambio di prospettiva, come si puó vedere, è dirompente: la sintesi della rivelazione è innanzitutto la persona nella sua coscienza mondana. Essa, è dunque, il "luogo" dell'"umanesimo integrale" per riprendere il titolo della nota opera di Maritain del 1936. Ora, il tentativo del personalismo, ed in particolare del gesuita Karl Rahner (1904-1984), di inserire il realismo metafisico di Tommaso d'Aquino (1225-1274) all'interno della "svolta antropologica" è totalmente fallimentare e giustamente il Padre Cornelio Fabro (1911-1995) ha parlato, a riguardo, di "depravazione ermeneutica del tomismo" in una celebre opera del 1974 dedicata proprio al pensiero rahneriano. Infatti, lo spirito umano conosce dapprima l'essere oggettivo che gli sta di fronte, altrimenti l'uomo non potrebbe conoscersi come ente reale e finito, quindi l'atto della conoscenza, poi la facoltá conoscitiva e, solo alla fine, il soggetto stesso in quanto soggetto. Se, quindi, per il personalismo, la coscienza è l'ambito ove avviene l'autocomunicazione di Dio, essa, proprio perchè storica e mutevole, diluisce la natura dell'uomo nella storia, finendo così per eliminare la persona stessa la quale, non riconoscendo più l'essere ed il suo ordine, si affida alla scienza ed alla tecnica con l'illusione di arrestare il divenire.
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Forwarded from Giubbe Rosse
DOPO IL CENTRO LGBT ZAIA APRE AL SUICIDIO ASSISTITO. (Fonte: LaVerità)
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