IL GIUSNATURALISTA
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Canale pubblico ispirato al pensiero giusnaturalistico classico.
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In Nevegal (Belluno), ieri sera, tantissima gente ad ascoltare la presentazione del libro del dott. Gianfranco Vestuto che ci fornisce una analisi geopolitica a tutto tondo.
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

QUALE MANIFESTO DI VENTOTENE?

Il Manifesto di Ventotene, redatto nel 1941, non è affatto un modello di riferimento per l'Europa. Spinelli e Rossi, infatti, immaginano un’Europa governata da un’élite di persone, capaci di prendere decisioni per il bene comune senza essere condizionate dagli interessi nazionali o dalle legittime istanze dei rispettivi popoli europei. Questa visione si avvicina molto ai modelli socialisti, in cui un gruppo ristretto di individui si arroga il diritto di decidere per tutti, ritenendo che il popolo non sia in grado di autogovernarsi. Questo principio ha trovato applicazione nell’Unione Europea, dove molte decisioni vengono assunte senza un reale controllo democratico e dove il Parlamento europeo, l'unico organo eletto a suffragio universale e diretto ogni cinque anni, sebbene abbia visto, con il Trattato di Lisbona del 2007, una maggiore valorizzazione, non è in al un modo al centro dei processi decisionali dell'ordinamento comunitario. Il risultato è un sistema sempre più distante dai cittadini, in cui le politiche vengono imposte dall’alto senza un vero dibattito pubblico.
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C’è chi prende e c’è chi dà: il perverso equilibrio militare europeo

Stiamo assistendo ad una veloce trasformazione delle geometrie del potere in Europa, una cambiamento che apre spiragli di liberazione dal giogo esterno, da un lato, mentre dall’altro paventa un inasprimento della sottomissione.

L'autore: Lorenzo Maria Pacini

L'articolo completo: https://telegra.ph/Cè-chi-prende-e-cè-chi-dà-il-perverso-equilibrio-militare-europeo-03-15
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Forwarded from Idee&Azione
LA GRANDE COLLUSIONE

Chi ascolta gli araldi del mercatismo misura di tutte le cose ha la sensazione di vivere in un mondo parallelo. Affermano che il mercato non è un meccanismo impersonale scisso da riferimenti etici. Ammettono che vi è una prevalenza della ragione utilitaristica, ma la esaltano perché sarebbe in grado di armonizzare, funzionalizzare gli egoismi a fini di benessere. La società di mercato, ripetono, non prescinde da valori comuni tra gli individui. Il termine individui esclude la dimensione comunitaria, mentre l’unico valore comune diventa il consumo, ossia il mercato stesso, una tautologia. La concorrenza è lotta senza esclusione di colpi, disinteresse per l’altro, gara continua. Non sembra il migliore degli ideali, tanto meno può diventare un principio capace di fondare la convivenza con l’ obiettivo del bene comune.
(di Roberto Pecchioli)

#ideeazione
https://telegra.ph/La-grande-collusione-03-15
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Forwarded from Idee&Azione
LE FORME DEL POTERE

Un seminario di studi in cui si approfondirà cosa è il Potere e come funziona, sulla scorta delle opere di alcuni grandi pensatori dall’antichità ai giorni nostri.
Ogni lezione vedrà un dibattito aperto fra i partecipanti, approfondendo maieuticamente le forme del potere. Una vera esperienza di crescita e consapevolezza.

Il seminario è aperto a tutti e si svolgere comodamente online, con la partecipazione di ospiti eccezionali.


Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
+39 379 107 5715
universita@unidolomiti.it
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Forwarded from Idee&Azione
🔴 DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO 🔴

👉🏻Vuoi capire cosa sta succedendo in tutti quei luoghi, come il Medio Oriente, in cui ci sono continue violazioni dei diritti umani?
👉🏻Vuoi approfondire gli aspetti umanitari del diritto internazionale per completare il tuo curriculum da giurista o operatore umanitario?
👉🏻Vuoi capire meglio come funziona il diritto durante le guerre e i conflitti ibridi?



Il corso è dedicato allo specifico ambito del Diritto Internazionale ed è volto a fornire agli studenti gli strumenti concettuali e la padronanza degli istituti del D.I.U., nel contesto delle relazioni internazionali, dei conflitti armati, delle missioni umanitarie e delle organizzazioni che agiscono nel contesto.

Il corso è aperto a tutti, non richiede di possedere già una laurea e rilascia il titolo accademico di Alta Formazione.
Si svolgerà comodamente online, per un totale di 24 ore di corso, diviso in 8 lezione da 3 ore, a partire da sabato 15 febbraio 2025.

Docente del corso è il prof. Lorenzo Maria Pacini, direttore del Dipartimento di Geopolitica di UniDolomiti di Belluno, con la partecipazione di ospiti di livello internazionale ed esperti della materia.

📝Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
Mail:
universita@unidolomiti.it

#unidolomiti
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

DRAGHI: UN DISCORSO VUOTO E INCONSISTENTE:

L’audizione del prof. Mario Draghi al Senato della Repubblica il 18 marzo 2025 ha lasciato più dubbi che certezze, sia per il contenuto delle sue dichiarazioni sia per il ruolo che ricopre in questo momento. Pur essendo stato invitato in qualità di consulente speciale della presidente della Commissione Europea, il suo intervento è parso più quello di un leader politico con un’agenda ben precisa, sollevando interrogativi sulla sua effettiva legittimazione a parlare su temi tanto rilevanti per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Uno degli aspetti meno convincenti del suo discorso, eppure si continua ad invitarlo e a circondarlo di un'aurea assolutamente discutibile, riguarda l’insistenza sulla competitività dell’Europa, presentata come un obiettivo strategico da perseguire a ogni costo. Tuttavia, Draghi stesso ha parlato della necessità di aumentare la domanda interna, un concetto che in molti casi si scontra con la retorica della competitività. Un’Europa più competitiva rispetto agli altri blocchi economici implica spesso una maggiore disciplina di bilancio e una riduzione dei costi, dinamiche che difficilmente favoriscono una crescita robusta della domanda interna. Il rischio è che le sue proposte finiscano per essere autoreferenziali, senza una vera direzione chiara. Inoltre, Draghi ha spinto sull’idea di un debito comune europeo per finanziare investimenti strategici, una posizione che non è nuova, ma che continua a essere problematica. La logica dietro questa proposta è quella di un’Europa che agisce come un unico Stato, un principio che nella realtà politica e istituzionale dell’UE fatica a trovare applicazione anche perchè richiederebbe una revisione del Trattato di Lisbona del 2007, oltre a porre non irrilevanti problemi di ordine costituzionale. L’idea che i Paesi più prudenti sul piano finanziario possano accettare di condividere il rischio del debito con quelli più indebitati è qualcosa che ha già trovato forti resistenze in passato e che difficilmente potrà realizzarsi senza profonde spaccature politiche. Anche su questo punto, Draghi è sembrato ignorare le difficoltà reali, presentando la sua visione come un piano razionale e inevitabile, quando nei fatti è tutt’altro che condiviso. Sarebbe giunto il momento di dargli il benservito...un biglietto sul Britannia di sola andata.
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