IL GIUSNATURALISTA
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Canale pubblico ispirato al pensiero giusnaturalistico classico.
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LA COMUNITÀ POLITICA NON È UN CONTRATTO DI INTERESSI

Secondo il diritto naturale classico, la comunità politica non nasce semplicemente per evitare il conflitto, garantire sicurezza o sommare interessi individuali. Essa nasce perché l’uomo, per natura, è ordinato a vivere con gli altri e a cercare insieme un bene che lo supera: il bene comune. Qui sta la grande differenza rispetto alla concezione moderna. Per il pensiero moderno, spesso, lo Stato è il prodotto di un patto tra individui separati, preoccupati anzitutto di proteggere diritti soggettivi, proprietà, libertà private e sicurezza. La politica diventa così tecnica di gestione, amministrazione del consenso, equilibrio tra pretese concorrenti. Per la visione classica, invece, la politica ha un fine più alto: ordinare la convivenza alla giustizia, alla virtù, alla pace sociale e alla vita buona. Le leggi non sono giuste solo perché votate dalla maggioranza o formalmente valide, ma perché conformi alla verità dell’uomo e orientate al bene comune. Un esempio concreto: una scuola pubblica non dovrebbe limitarsi a “fornire competenze” utili al mercato del lavoro.Deve educare la persona, formare il carattere, trasmettere il senso del vero, del bene e del giusto. Se rinuncia a questo compito, non serve più pienamente la comunità politica: produce individui funzionali, ma non cittadini capaci di vivere bene insieme.
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Su La Verità di ieri.
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LA SIRINGA NEL POLLAIO:

La vaccinazione del pollame contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità è oggi giuridicamente legittimata, in sede europea, dal regolamento delegato (UE) 2023/361, adottato nel quadro del regolamento (UE) 2016/429 sulla sanità animale, e, in sede interna, dal dispositivo del Ministero della Salute del 5 maggio 2026, che ha avviato un progetto pilota per il sottotipo H5, limitato a determinati stabilimenti e a specifiche categorie di animali. Questa base normativa non chiude la questione, semmai la apre, perché mostra che la vaccinazione non è trattata come un gesto ordinario e pacifico, bensì come un’operazione da circondare di controlli, tracciabilità, sorveglianza, limiti alla movimentazione e condizioni tecniche particolarmente stringenti. Il problema, allora, non è soltanto veterinario. È antropologico. Nel momento in cui il pollaio diventa il luogo di una gestione farmacologica permanente del vivente, l’uomo è costretto a interrogarsi non solo su ciò che mangia, bensì sul sistema che decide per lui che cosa sia sicuro, accettabile, controllato e, dunque, consumabile. Il vaccino applicato agli animali da allevamento non resta, infatti, confinato nell’animale, perché entra idealmente nella catena del cibo, nella fiducia del consumatore, nella struttura produttiva, nella mentalità collettiva e nella forma stessa del rapporto tra uomo, natura e tecnica. Il rischio per l'uomo, pertanto, è più profondo, perché riguarda la dipendenza crescente della sicurezza alimentare da un apparato tecnico che deve funzionare senza errori, senza omissioni, senza opacità, senza conflitti di interesse e senza cedimenti nella sorveglianza. Quando la salubrità del cibo non appare più come il frutto di un ordine naturale custodito, di allevamenti sani, di ambienti equilibrati e di pratiche produttive proporzionate, quanto come il risultato di un equilibrio artificiale tra virus, vaccino, protocollo, registro elettronico, autorizzazione amministrativa e controllo periodico, l’uomo non viene realmente rassicurato, viene educato a dipendere. La tecnica, del resto, non elimina necessariamente il disordine che l’ha resa necessaria, spesso lo rende amministrabile. Gli allevamenti intensivi, la concentrazione degli animali, l’accelerazione produttiva, la standardizzazione biologica e la riduzione dell’animale a unità economica creano un ambiente in cui la malattia può diffondersi con maggiore facilità. Di fronte a questa fragilità, la risposta dominante non consiste nel ripensare il modello, nel ridurre l’artificialità del sistema, nel restituire misura alla produzione e proporzione al rapporto tra uomo e animale, bensì nell’aggiungere un ulteriore livello tecnico a un ordine già profondamente tecnicizzato. Il vaccino, in questa prospettiva, rischia di diventare il sacramento laico della civiltà produttivistica. Non corregge la deformazione dell’allevamento industriale, la rende più sostenibile. Non restituisce l’animale al suo ordine, lo adatta meglio alla macchina. Non interroga l’uomo sulla sua responsabilità, gli offre una soluzione pronta, confezionata e giustificata dal lessico rassicurante della biosicurezza. La tecnica, allora, interviene dove la prudenza avrebbe dovuto prevenire, poi si presenta come cura di ciò che essa stessa, almeno in parte, ha contribuito a generare.
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Forwarded from Chiara Pernechele
🚨🐔 Fattorie Menesello di Lozzo Atestino di nuovo al centro di un’inchiesta di Report relativa al trattamento del prodotto distribuito da Eurovo. Ancora immagini impressionanti, che non possono lasciare indifferenti 😔📺

🎙️ Alcuni brevi interventi di Francesco Miazzi ed Emanuela Gastaldello, per i comitati «Lasciateci respirare» di Monselice e Lozzo Atestino, riportano la realtà di un ampliamento che continua a far discutere: lo stabilimento potrebbe passare da 800 mila a 1 milione e 300 mila galline ovaiole 🐓📈

⚖️ Attendiamo con fiducia un serio intervento delle autorità preposte 🏛️ e l’esito del nostro ricorso alla Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) 🤞
https://www.facebook.com/share/v/1B68tU6FDv/

📺 Il servizio completo lo trovate qui 👇
https://www.raiplay.it/programmi/report
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

I TURNO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE: A PRIMA LETTURA

Il primo turno delle elezioni amministrative dei giorni 24-25 maggio 2026 va letto con attenzione, perché l’affluenza nazionale si ferma intorno al 60%, in calo rispetto alla tornata precedente, e questo dato conferma ancora una volta una distanza crescente tra una parte dell’elettorato e la politica, soprattutto quando il voto locale non viene percepito come davvero decisivo o quando i partiti tradizionali non riescono più a mobilitare (da tempo) gli elettori anche in ragione di una classe politica stantia (Martella a Venezia ne è l'esempio) e scarsamente autorevole. Il risultato non dice soltanto che vincono centrodestra o centrosinistra, perché in molte realtà emerge con forza il peso dei candidati, delle liste civiche e delle esperienze territoriali, come accade a Venezia, dove Simone Venturini vince con il sostegno del centrodestra, ma il dato politico più significativo dentro la coalizione è quello della lista civica legata direttamente al suo nome, molto più forte dei singoli partiti tradizionali. E anologo ragionamento va fatto a Salerno con l'ex Presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca. Anche il tema delle forze antisistema va precisato, perché non vincono dappertutto e non possono essere descritte come un’ondata generale. Tuttavia, dove vincono o pesano, mostrano un segnale politico da non sottovalutare: a Messina Basile e Sud chiama Nord rappresentano la vittoria più evidente di una forza territoriale alternativa ai poli classici, o a Vigevano, dove l’area Suvilla, sostenuta dal mondo legato al Generale Roberto Vannacci e da Futuro Nazionale, non vince ma raccoglie un consenso significativo e può incidere sul ballottaggio. Il dato complessivo è, quindi, duplice, perché da un lato i poli tradizionali restano centrali e continuano a contendersi le città, dall’altro cresce il peso di liste civiche, candidati personali e movimenti fuori dagli schemi, che non sempre arrivano alla vittoria ma intercettano sfiducia, protesta e domanda di rappresentanza locale, anticipando possibili effetti anche sul futuro quadro politico nazionale.
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VENERDÌ 29 MAGGIO 2026 A VERONA

Venerdì 29 maggio 2026 saró a Verona per la presentazione del mio libro: San Pio X. Il Papa che condannó il modernismo, Rimini, Edizioni Il Cerchio, 2026.

Vi aspetto.

Grazie all'associazione "San Michele Arcangelo"-sezione di Verona per aver organizzato l'incontro.

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L’unzione di Leone XIV. Perché Anthropic cerca casa a Roma

La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima. E quando perfino le macchine che imparano a pensare vanno a Roma in cerca di un’anima da affittare è il segno che la materia prima abbonda, e che qualcuno, in qualche stanza, sta già contando i ricavi della prossima fornitura.

L'autore: Margherita Furlan

L'articolo completo: https://telegra.ph/Lunzione-di-Leone-XIV-Perch%C3%A9-Anthropic-cerca-casa-a-Roma-05-25
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UN PRANZO SPECIALE:

Oggi, nella settimana di conclusione delle lezioni, un pranzo con il grande Maestro del pensiero giusnaturalistico classico: il prof. Danilo Castellano (Universita degli Studi di Udine e SSML/Istituto di grado universitario "San Domenico" di Roma). Qui in foto con me ed il mio caro amico, prof. avv. Rudi Di Marco (SSML/Istituto di grado universitario "San Domenico" di Roma). Da questi pranzi, che sono discussioni di natura filosofico-giuridica ma anche di divertimento e simpatia, esco galvanizzato.
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