L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
https://lanuovabq.it/it/sul-fine-vita-zaia-ripete-lequivoco-dellautodeterminazione
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La Nuova Bussola Quotidiana
Sul fine vita Zaia ripete l'equivoco dell'autodeterminazione
Libertà e dignità senza fondamento nelle parole dell'ex governatore veneto sul suicidio assistito, in nome di una concezione che proclama la sovranità dell’io ma riduce a una cosa di cui disporre proprio quell'essere personale senza il quale non vi è scelta…
FINE VITA, VALDEGAMBERI: «IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVI LEGGI NELLA LEGALITÀ, NON MANIFESTI PROPAGANDISTICI E IDEOLOGICI»
Venezia, 31 agosto 2026 – Alla vigilia della seduta del Consiglio regionale dedicata al tema del fine vita, il consigliere regionale di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi solleva una questione di legittimità relativa all’iter seguito dal provvedimento approdato in Aula senza essere stato sottoposto, unitamente ai relativi emendamenti, al vaglio delle Commissioni consiliari.
«Domani – annuncia Valdegamberi – chiederò formalmente il rinvio del provvedimento in Commissione, alla luce delle criticità riscontrate nel suo iter e sulla base delle argomentazioni contenute nel parere pro veritate predisposto da un gruppo di autorevoli giuristi italiani, esperti di diritto pubblico e costituzionale, che supporta la questione di legittimità che intendo sollevare in Aula».
Sono stati coinvolti, tra gli altri, il prof. Danilo Castellano, emerito di Filosofia del Diritto e della Politica presso l’Università degli Studi di Udine, docente di Filosofia morale ed Etica sociale presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma e vicepresidente dell’Unione internazionale dei Giuristi cattolici; il dott. Sergio De Nicola, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari; il prof. avv. Rudi Di Marco, professore stabile di Filosofia del Diritto, Filosofia della Politica e Istituzioni di Diritto Privato presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, visiting professor in Filosofia del Diritto presso l’Universidade Europeia di Lisbona e avvocato del Foro di Udine; il prof. Nicola Pettinari, professore associato di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università degli Studi di Perugia; il prof. avv. Augusto Sinagra, già ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università “La Sapienza” di Roma, direttore della Rivista della Cooperazione giuridica internazionale e avvocato del Foro di Roma; e il prof. Daniele Trabucco, professore stabile di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, visiting professor in Diritto Costituzionale presso l’Universidade Europeia di Lisbona, il prof. Aldo Rocco Vitale (Università Europea di Roma).
«Su una materia così delicata – prosegue Valdegamberi – non possiamo permetterci scorciatoie procedurali né forzature istituzionali. Prima ancora di entrare nel merito politico e ideologico della questione, occorre verificare che il provvedimento sia stato portato in Aula attraverso un iter pienamente conforme alle regole».
«La forzatura nell’inserire all’ordine del giorno un provvedimento che non è passato, insieme ai suoi emendamenti, al vaglio delle Commissioni – afferma Valdegamberi – è, a mio giudizio, un ennesimo atto di arroganza da parte della Presidenza del Consiglio regionale, che sembra aver scambiato una legge di particolare rilevanza per un manifesto ideologico personale».
«E voglio dirlo con chiarezza – aggiunge Valdegamberi –: non basta un accordo politico tra il presidente Alberto Stefani e il capogruppo Giovanni Manildo per rendere regolare l’iter di un provvedimento. Un’intesa politica, per quanto legittima sul piano politico, non può sostituire le procedure previste dall’ordinamento, né può sanare automaticamente eventuali vizi dell’iter legislativo».
«Le leggi non diventano regolari perché una maggioranza politica trova un accordo. Le leggi si approvano nel rispetto delle regole, delle procedure e delle prerogative delle istituzioni. Non si può confondere l’accordo politico con la legalità istituzionale».
«Il Consiglio regionale – continua Valdegamberi – non è il luogo nel quale le regole possono essere piegate alle esigenze della maggioranza o alle convenienze del momento. Non possiamo trasformare una legge sul fine vita in un manifesto propagandistico o ideologico. Una materia così delicata richiede serietà, approfondimento e rispetto delle istituzioni».
Venezia, 31 agosto 2026 – Alla vigilia della seduta del Consiglio regionale dedicata al tema del fine vita, il consigliere regionale di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi solleva una questione di legittimità relativa all’iter seguito dal provvedimento approdato in Aula senza essere stato sottoposto, unitamente ai relativi emendamenti, al vaglio delle Commissioni consiliari.
«Domani – annuncia Valdegamberi – chiederò formalmente il rinvio del provvedimento in Commissione, alla luce delle criticità riscontrate nel suo iter e sulla base delle argomentazioni contenute nel parere pro veritate predisposto da un gruppo di autorevoli giuristi italiani, esperti di diritto pubblico e costituzionale, che supporta la questione di legittimità che intendo sollevare in Aula».
Sono stati coinvolti, tra gli altri, il prof. Danilo Castellano, emerito di Filosofia del Diritto e della Politica presso l’Università degli Studi di Udine, docente di Filosofia morale ed Etica sociale presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma e vicepresidente dell’Unione internazionale dei Giuristi cattolici; il dott. Sergio De Nicola, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari; il prof. avv. Rudi Di Marco, professore stabile di Filosofia del Diritto, Filosofia della Politica e Istituzioni di Diritto Privato presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, visiting professor in Filosofia del Diritto presso l’Universidade Europeia di Lisbona e avvocato del Foro di Udine; il prof. Nicola Pettinari, professore associato di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università degli Studi di Perugia; il prof. avv. Augusto Sinagra, già ordinario di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università “La Sapienza” di Roma, direttore della Rivista della Cooperazione giuridica internazionale e avvocato del Foro di Roma; e il prof. Daniele Trabucco, professore stabile di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato presso la SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, visiting professor in Diritto Costituzionale presso l’Universidade Europeia di Lisbona, il prof. Aldo Rocco Vitale (Università Europea di Roma).
«Su una materia così delicata – prosegue Valdegamberi – non possiamo permetterci scorciatoie procedurali né forzature istituzionali. Prima ancora di entrare nel merito politico e ideologico della questione, occorre verificare che il provvedimento sia stato portato in Aula attraverso un iter pienamente conforme alle regole».
«La forzatura nell’inserire all’ordine del giorno un provvedimento che non è passato, insieme ai suoi emendamenti, al vaglio delle Commissioni – afferma Valdegamberi – è, a mio giudizio, un ennesimo atto di arroganza da parte della Presidenza del Consiglio regionale, che sembra aver scambiato una legge di particolare rilevanza per un manifesto ideologico personale».
«E voglio dirlo con chiarezza – aggiunge Valdegamberi –: non basta un accordo politico tra il presidente Alberto Stefani e il capogruppo Giovanni Manildo per rendere regolare l’iter di un provvedimento. Un’intesa politica, per quanto legittima sul piano politico, non può sostituire le procedure previste dall’ordinamento, né può sanare automaticamente eventuali vizi dell’iter legislativo».
«Le leggi non diventano regolari perché una maggioranza politica trova un accordo. Le leggi si approvano nel rispetto delle regole, delle procedure e delle prerogative delle istituzioni. Non si può confondere l’accordo politico con la legalità istituzionale».
«Il Consiglio regionale – continua Valdegamberi – non è il luogo nel quale le regole possono essere piegate alle esigenze della maggioranza o alle convenienze del momento. Non possiamo trasformare una legge sul fine vita in un manifesto propagandistico o ideologico. Una materia così delicata richiede serietà, approfondimento e rispetto delle istituzioni».
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Forwarded from Strategic Culture Foundation Italiano
Woke me up, before you go go
Se la politica torna a costruire comunità attorno a diritti universali, condizioni materiali, lavoro, dignità, uguaglianza davanti alla legge e possibilità concreta di partecipare alla vita sociale, allora il pendolo potrebbe finalmente fermarsi.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Woke-me-up-before-you-go-go-08-30
Se la politica torna a costruire comunità attorno a diritti universali, condizioni materiali, lavoro, dignità, uguaglianza davanti alla legge e possibilità concreta di partecipare alla vita sociale, allora il pendolo potrebbe finalmente fermarsi.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
NO ALLA LEGGE SUL FINE VITA IN VENETO:
Al di là delle parole d’ordine quali libertà, dignità, autodeterminazione, del richiamo all’attuazione della penosa sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019 sulla non punibilità del suicidio assistito, resta una questione più radicale, che precede ogni costruzione giuridica: che cosa significa riconoscere come bene la vita umana? Ora, la vita non è un bene perché coincide con il desiderio, l’autonomia o l’assenza di dolore, ma perché è partecipazione all’atto stesso dell’essere e l’essere, in quanto essere, è bene: "ens et bonum convertuntur". Per questo la sofferenza può esigere cura, prossimità, sollievo e persino eroica compassione, ma non può mutare ontologicamente il bene dell’essere nel suo contrario, né trasformare la soppressione deliberata di una vita in un atto ordinabile al bene. La malattia, il dolore e la perdita di autonomia sono mali proprio perché colpiscono un essere che, in sé, rimane un bene. Non è, peró, la vita a diventare indegna a causa della sofferenza. Semmai, è la sofferenza a essere un male perché ferisce una vita che conserva integralmente la propria dignità.
NON SI DEVE MAI ISTITUZIONALIZZARE IL MALE!!!!
NO ALLA LEGGE SUL FINE VITA IN VENETO:
Al di là delle parole d’ordine quali libertà, dignità, autodeterminazione, del richiamo all’attuazione della penosa sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019 sulla non punibilità del suicidio assistito, resta una questione più radicale, che precede ogni costruzione giuridica: che cosa significa riconoscere come bene la vita umana? Ora, la vita non è un bene perché coincide con il desiderio, l’autonomia o l’assenza di dolore, ma perché è partecipazione all’atto stesso dell’essere e l’essere, in quanto essere, è bene: "ens et bonum convertuntur". Per questo la sofferenza può esigere cura, prossimità, sollievo e persino eroica compassione, ma non può mutare ontologicamente il bene dell’essere nel suo contrario, né trasformare la soppressione deliberata di una vita in un atto ordinabile al bene. La malattia, il dolore e la perdita di autonomia sono mali proprio perché colpiscono un essere che, in sé, rimane un bene. Non è, peró, la vita a diventare indegna a causa della sofferenza. Semmai, è la sofferenza a essere un male perché ferisce una vita che conserva integralmente la propria dignità.
NON SI DEVE MAI ISTITUZIONALIZZARE IL MALE!!!!
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Per chi se lo fosse perso – In Canada, i medici tornano a chiedere di sottoporre a eutanasia i neonati affetti da disabilità, sostenendo che ciò "potrebbe rappresentare un trattamento appropriato"; l'Ordine dei Medici del Quebec ribadisce che porre deliberatamente fine alla vita di un bambino costituisce una forma di "cura".
Leggi qui: https://www.disclose.tv/id/v7e35wd69r/
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Disclose.tv
Canadian doctors' group suggests euthanasia for disabled infants
Breaking news from around the world.
*- ++ Il Veneto approva la legge sul fine vita ++* ++ Il VENETO approva la legge sul fine vita ++
E' la prima regione di centrodestra e la quarta in Italia
(ANSA) - VENEZIA, 02 SET - Il Consiglio regionale del VENETO
ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo
Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è la quarta Regione
italiana e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via
libera. Il provvedimento, che definisce "procedure e tempi per
l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente
assistito", è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti
e 14 contrari. (ANSA).
2026-09-02T17:16:00+02:00
ZAN
ANSA per CAMERA03 GEST03
https://trust.ansa.it/629439f8ee58b73c35dc82f59de57bbf6a471699c6cea59d81b797bae105b338
E' la prima regione di centrodestra e la quarta in Italia
(ANSA) - VENEZIA, 02 SET - Il Consiglio regionale del VENETO
ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo
Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è la quarta Regione
italiana e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via
libera. Il provvedimento, che definisce "procedure e tempi per
l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente
assistito", è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti
e 14 contrari. (ANSA).
2026-09-02T17:16:00+02:00
ZAN
ANSA per CAMERA03 GEST03
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
Fonte: La Veritá del 03/09/2026 nelle pagine 14-15.
Fonte: La Veritá del 03/09/2026 nelle pagine 14-15.
Forwarded from Idee&Azione
🔴 EURASIATISMO. STORIA, DOTTRINA E GEOPOLITICA 🔴
Che cosa è l'Eurasia? Perché è così importante? Perché esiste un'intera scuola di pensiero dedicata?
Questo corso mira a fornire una preparazione dettagliata dell’Eurasiatismo, nei suoi fondamenti storici, nella dottrina del passato e del presente e nelle sue implicazioni e sviluppi geopolitici nel mondo contemporaneo, attraverso l’approfondimento del pensiero degli autori principali e la critica odierna.
Il corso è aperto a tutti, non richiede di possedere già una laurea e rilascia il titolo accademico di Alta Formazione.
Si svolgerà comodamente online, per un totale di 48 ore di corso, diviso in 16 lezioni da 3h ciascuna, a partire da lunedì 14 settembre 2026.
Docente del corso è il prof. Lorenzo Maria Pacini, direttore del Dipartimento di Geopolitica di UniDolomiti di Belluno, con la partecipazione di ospiti di livello internazionale ed esperti della materia.
Interverranno ospiti internazionali di altissimo livello.
📝Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
Mail: universita@unidolomiti.it
#unidolomiti
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Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
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