IL GIUSNATURALISTA
2.37K subscribers
3.72K photos
326 videos
180 files
3.47K links
Canale pubblico ispirato al pensiero giusnaturalistico classico.
Download Telegram
Grazie a quanti hanno partecipato alla I lezione su Omero. Uno splendido dibattito.
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LAÏCITÉ, LA NEUTRALITÀ CHE DIVENTA METAFISICA

L’articolo 1 della Costituzione della V Repubblica francese del 1958 definisce la Francia una Repubblica «laïque» e afferma insieme che essa rispetta tutte le credenze. Fin qui, la laicità potrebbe significare soltanto autonomia dell’ordine temporale e distinzione delle competenze. La difficoltà nasce quando la distinzione viene trasformata in separazione e l’autonomia in autosufficienza. È su questo punto che la continuità della dottrina cattolica appare particolarmente limpida. Leone XIII, nell’"Immortale Dei" del 1885, pone il principio, distinguendo realmente l’ordine civile da quello ecclesiastico senza concepirli come reciprocamente estranei. San Pio X, nella "Vehementer Nos" del 1906, assume quello stesso principio e lo applica precisamente alla crisi aperta dalla legge francese del 1905, mostrando che la separazione diventa falsa quando pretende di rendere il temporale chiuso in se stesso. Il potere civile possiede, dunque, un proprio fine e una propria competenza, ma il fine politico non esaurisce il fine dell’uomo. Proprio qui la laïcité diventa filosoficamente problematica, quando pretende che lo spazio pubblico sia neutrale soltanto a condizione che il cristianesimo vi divenga irrilevante. Questa non è più neutralità, bensì una scelta metafisica implicita, perché presuppone che l’uomo possa essere pensato pubblicamente entro il solo orizzonte dell’immanenza. La contraddizione è sottile ma radicale. Lo Stato afferma di non pronunciarsi sulla verità e, nello stesso tempo, decide quali verità possano avere rilevanza pubblica: aborto, gender, eutanasia, immigrazione incontrollata, cultura woke etc.. Pretende di limitare il religioso e finisce per ampliare il politico. La visita apostolica di Papa Leone XIV ha reso quasi visibili queste aporie. La Santa Messa celebrata a Place de la Concorde, nel luogo simbolico della ghigliottina rivoluzionaria, ha mostrato quanto sia fragile l’idea che il cristianesimo possa essere semplicemente ricondotto alla sfera privata. Non perché una folla immensa dimostri una tesi, ma perché rende evidente che la domanda sul vero, sul bene e sul destino dell’uomo continua a eccedere ogni costruzione politica, nonostante le assenze del Presidente Macron...
❤5👍1
Il nostro Polo universitario ed i suoi studenti.
👏2
🔥4
In diretta su Canale Italia, ospite del dott. Gianluca Versace.
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

DAL PREZZO ALLA POMPA ALLA CORSA VERSO L’ELETTRICO

Il caro benzina risente certamente della situazione internazionale, ma sarebbe eccessivo spiegare con la geopolitica tutto ciò che vediamo alla pompa. Il prezzo del greggio rappresenta infatti soltanto una parte del prezzo finale, sul quale pesano anche raffinazione, distribuzione, fiscalità e margini delle compagnie. Per questo, quando il petrolio aumenta, il rincaro non dovrebbe trasferirsi automaticamente e nella stessa proporzione sul litro di benzina o di gasolio. In queste settimane, anzi, una parte importante della pressione sembra essersi concentrata proprio sulla raffinazione, dove i margini sono cresciuti sensibilmente. Parlare di speculazione in senso stretto richiede prudenza, ma è altrettanto difficile sostenere che ogni aumento dipenda inevitabilmente dalla crisi internazionale. Il tetto volontario introdotto da Eni e seguito da altre compagnie sembra confermarlo. Ha contribuito a contenere i prezzi, senza però risolvere il problema alla radice, perché può comprimere alcuni margini ma non eliminare né i costi internazionali né quelli strutturali della filiera. Resta poi un effetto meno immediato, ma forse più interessante. Più benzina e gasolio diventano cari e instabili, più cambia il confronto con l’auto elettrica. Non è certo il solo prezzo dei carburanti a spiegare la crescita dell’elettrico, ma contribuisce a renderlo economicamente più interessante. Così, quasi per paradosso, il caro benzina finisce per accelerare proprio quella transizione che dovrebbe ridurre, nel tempo, la nostra dipendenza dalla pompa.
Un saluto da Bologna. Italia-Turchia.
💯5❤3
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LIBERARE SAN FRANCESCO DALLE NOSTRE CATEGORIE

Tra i molti modi nei quali Francesco d’Assisi (1181/1182 - 1226) viene oggi raccontato, alcuni sembrano nascere dal desiderio di renderlo immediatamente comprensibile alla sensibilità contemporanea, fino a presentarlo come pacifista, ambientalista, anticipatore della fraternità civile o persino come figura nella quale sarebbero già riconoscibili alcuni principi e valori costituzionali. Qualcosa della sua esperienza può certamente essere evocato attraverso queste parole, ma il rischio consiste nel modificare il principio stesso dal quale quella esperienza traeva unità e significato. Francesco, prima di ogni altra cosa, appare infatti come un uomo interamente conquistato da Cristo. La sua povertà, la sua fraternità, il suo rapporto con le creature, la sua ricerca della pace e persino la forma radicale della sua libertà diventano difficilmente intelligibili quando vengono separate da questo centro. Cristo povero, obbediente, crocifisso ed eucaristico costituisce l’orizzonte entro il quale Francesco comprende se stesso, e la sua vita sembra acquistare progressivamente la forma di un desiderio di conformazione, tanto radicale da trovare nelle stigmate quasi il proprio sigillo corporeo. Proprio per questo la povertà francescana difficilmente può essere ricondotta a una teoria sociale della distribuzione dei beni, così come la fraternità difficilmente coincide con l’eguaglianza intesa quale principio politico o giuridico. Francesco vuole essere povero perché vuole seguire Cristo povero. Si avvicina agli ultimi perché riconosce in essi qualcosa del Cristo umiliato. Chiama fratello l’altro perché l’intera realtà viene ricondotta alla comune dipendenza dal Padre. Il movimento, dunque, procede da Dio verso l’uomo e verso il creato, mentre una lettura moderna tende facilmente a invertirlo, facendo della dimensione umana o sociale il fondamento ultimo della sua spiritualità. Anche il richiamo ai principi costituzionali richiede, per questa ragione, una particolare cautela. Libertà, eguaglianza, diritti, solidarietà, sovranità e dignità, giá concetti teoreticamente problematici, quando vengono assunti nel significato elaborato dal pensiero politico e giuridico moderno, appartengono a una vicenda concettuale assai posteriore, formatasi attraverso categorie che Francesco non possedeva e che rispondono a problemi storici diversi. Cercare in lui una prefigurazione della Costituzione rischia così di produrre un singolare rovesciamento: invece di comprendere Francesco mediante il suo cristianesimo, si finisce per comprendere il suo cristianesimo mediante categorie costituzionali elaborate secoli più tardi. La somiglianza di alcune parole può, allora, nascondere una profonda diversità dei fondamenti. Qualcosa di simile accade quando Francesco viene trasformato in un ambientalista ante litteram. Il Cantico delle creature possiede certamente una straordinaria intensità contemplativa, ma il sole, l’acqua, il fuoco e la terra sono amati precisamente in quanto creature, cioè in quanto realtà ricevute, dipendenti, ordinate a un Creatore che le trascende. La fraternità cosmica francescana nasce, quindi, da una metafisica della creazione e da una teologia della lode, molto più che da una concezione autonoma della natura. Persino la pace, così centrale nella sua esperienza, acquista un senso diverso quando viene ricondotta al suo cristocentrismo. L’incontro con il sultano manifesta una mansuetudine sorprendente e una libertà dall’odio che conservano ancora oggi una forza singolare, ma tutto ciò appartiene all’orizzonte della testimonianza cristiana, nel quale carità e verità non vengono pensate come alternative. Francesco desidera la pace perché desidera che l’uomo sia riconciliato, anzitutto, con Dio. La stessa radicalità francescana rimane, infine, inseparabile dalla Chiesa.
❤2👍2