L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
https://www.byoblu.com/2026/04/28/caso-minetti-il-punto-di-vista-giuridico-e-politico-con-trabucco-e-becchi/
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CASO MINETTI: IL PUNTO DI VISTA GIURIDICO E POLITICO CON TRABUCCO E BECCHI
Il caso Minetti si complica. Proviamo a dare qualche risposta alle tante domande intorno ad una vicenda intricata, che coinvolge il Quirinale
L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:
L’IDOLATRIA DEL LAVORO E L’ERRORE DEL FONDAMENTO
Affermare che la Repubblica è fondata sul lavoro, come recita il comma 1 dell'art. 1 della Costituzione vigente, significa porre a principio dell’ordine politico una realtà che non è originaria, bensì derivata. Il lavoro, infatti, appartiene all’agire dell’uomo, non al suo essere. In altri termini, non fonda la dignità della persona, la presuppone. L’uomo non vale perché lavora, lavora perché possiede già un valore anteriore a ogni funzione sociale, economica o produttiva. Qui emerge l’aporia logica della formula. Ciò che è strumentale non può essere fondativo. Il lavoro è mezzo di perfezionamento, partecipazione e servizio, non criterio ultimo della convivenza. Esso stesso deve essere giudicato secondo una misura superiore, poiché vi sono lavori che elevano l’uomo e lavori che lo degradano. Dunque, non può essere il lavoro a fondare la Repubblica, perché il lavoro ha bisogno di essere ordinato al bene. Una comunità politica giusta non si radica nella prestazione, bensì nella persona. Se il fondamento è il lavoro, chi non lavora rischia di apparire marginale rispetto alla pienezza della cittadinanza: il bambino, l’anziano, il malato, il povero, il disabile, il contemplativo. Proprio costoro mostrano che la dignità non dipende dalla produttività. Il lavoro è nobile quando serve l’uomo, diventa equivoco quando pretende di definirlo. Non è la sorgente dell’ordine politico, ma una sua espressione. Prima del lavoratore vi è la persona, prima dell’utile vi è il giusto, prima della produzione vi è il bene. Una Repubblica autenticamente umana non può essere fondata su ciò che l’uomo fa, ma su ciò che l’uomo è.
L’IDOLATRIA DEL LAVORO E L’ERRORE DEL FONDAMENTO
Affermare che la Repubblica è fondata sul lavoro, come recita il comma 1 dell'art. 1 della Costituzione vigente, significa porre a principio dell’ordine politico una realtà che non è originaria, bensì derivata. Il lavoro, infatti, appartiene all’agire dell’uomo, non al suo essere. In altri termini, non fonda la dignità della persona, la presuppone. L’uomo non vale perché lavora, lavora perché possiede già un valore anteriore a ogni funzione sociale, economica o produttiva. Qui emerge l’aporia logica della formula. Ciò che è strumentale non può essere fondativo. Il lavoro è mezzo di perfezionamento, partecipazione e servizio, non criterio ultimo della convivenza. Esso stesso deve essere giudicato secondo una misura superiore, poiché vi sono lavori che elevano l’uomo e lavori che lo degradano. Dunque, non può essere il lavoro a fondare la Repubblica, perché il lavoro ha bisogno di essere ordinato al bene. Una comunità politica giusta non si radica nella prestazione, bensì nella persona. Se il fondamento è il lavoro, chi non lavora rischia di apparire marginale rispetto alla pienezza della cittadinanza: il bambino, l’anziano, il malato, il povero, il disabile, il contemplativo. Proprio costoro mostrano che la dignità non dipende dalla produttività. Il lavoro è nobile quando serve l’uomo, diventa equivoco quando pretende di definirlo. Non è la sorgente dell’ordine politico, ma una sua espressione. Prima del lavoratore vi è la persona, prima dell’utile vi è il giusto, prima della produzione vi è il bene. Una Repubblica autenticamente umana non può essere fondata su ciò che l’uomo fa, ma su ciò che l’uomo è.
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Forwarded from Idee&Azione
GEOPOLITICA DELLA GRANDE AFRICA
Nuova edizione del Corso di Alta Formazione in Geopolitica della Grande Africa!
SE VUOI CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO IN AFRICA, E' IL CORSO CHE FA PER TE!
Il corso intende fornire una preparazione in materia di geopolitica della macro-regione del continente africano, secondo l’approccio e lo sviluppo in chiave multipolare. Tramite l’integrazione multidisciplinare di più conoscenze, gli studenti verranno forniti di uno strumento per comprendere la geopolitica dell’area individuata e svolgere un ragionamento critico degli eventi, nonché proiezioni e analisi.
Chiunque può partecipare, non è necessario possedere già una laurea, viene rilasciato il titolo accademico di Alta Formazione al termine. Si svolgerà comodamente online, con ospiti internazionali.
Per info & iscrizioni
Francesca Ferrazza
Tel: 0437 851 355
Mail: universita@unidolomiti.it
#unidolomiti
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