IL GIUSNATURALISTA
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Canale pubblico ispirato al pensiero giusnaturalistico classico.
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA: Fonte Domani del 20/05/2026 pagina 06.
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Oggi presso l'Università Europea di Lisbona (Portogallo).
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Pronto per le due lectiones magistrales
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SULLA NATURA DEL POTERE POLITICO:

"Quando il diritto viene separato dalla "res iusta", esso oscilla fra formalismo e sociologismo, fra culto del sistema e culto dell'esistente" (cit. Trabucco, Lectio magistralis dal titolo: "L'organizzazione del potere politico".

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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

DRAGHI MEDIATORE? MA PER FAVORE

L’ipotesi di affidare a Mario Draghi un ruolo di mediatore europeo nel conflitto russo-ucraino appare, più che una soluzione diplomatica, il sintomo di una profonda povertà politica dell’Unione europea. La pace non si costruisce con il prestigio personale, con l’autorevolezza tecnocratica o con il curriculum internazionale. La pace richiede una visione politica, una capacità di ascolto delle ragioni profonde del conflitto, un equilibrio reale tra le parti, una credibilità fondata non solo sui rapporti con i mercati, con le istituzioni finanziarie o con le cancellerie occidentali, ma sulla capacità di parlare anche a chi non appartiene al proprio campo geopolitico. Draghi rappresenta esattamente l’opposto di questa postura. È l’uomo dell’establishment europeo, della governance tecnocratica, della sovranità compressa entro i vincoli economico-finanziari, dell’europeismo inteso non come comunità di popoli ma come amministrazione sovranazionale delle decisioni fondamentali. Pensare che una figura così organicamente collocata dentro l’architettura atlantica ed eurocratica possa essere percepita come mediatore imparziale significa confondere la mediazione con la gestione diplomatica di una linea già decisa.
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Media is too big
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Ecco «l’opera di una vita» di Mario Draghi.

È tempo di rileggere:
◼︎ Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B.
Libro per salvarsi dalla Trinità del Potere: il Male, la Stupidità e la Menzogna.
Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream
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L'ANGOLO DEL GIUSNATURALISTA:

LA CULLA VUOTA DELL’OCCIDENTE STANCO

Dal 2000 ad oggi l’Italia e l’Europa hanno smesso di generare futuro.
In Italia le nascite sono scese fino a 369.944 nel 2024, con appena 1,18 figli per donna, nuovo minimo storico. Nell’Unione europea, nel 2024, sono nati 3,55 milioni di bambini e la fecondità è caduta a 1,34 figli per donna, il livello più basso dal 2001. Non siamo davanti a una fatalità statistica, ma al fallimento di un’intera cultura politica. I Governi hanno confuso la natalità con l’assistenza occasionale, riducendo la famiglia a destinataria di bonus, assegni temporanei, mance fiscali e annunci da legge di bilancio. Ora, un figlio non nasce perché arriva un contributo una tantum. Nasce quando una coppia vede stabilità, casa, lavoro, tempo, scuola, cura e riconoscimento sociale. Le misure efficaci sarebbero altre, ma non sono mai state adottate in modo organico. Un fisco realmente familiare fondato sul numero dei figli, asili nido gratuiti e universali, congedi parentali lunghi e ben retribuiti, tutela forte della maternità nel lavoro, politiche abitative per giovani coppie, salari adeguati e contratti non precari. Servirebbe anche una scuola compatibile con la vita familiare e una legislazione che consideri il figlio non un costo privato, ma un bene comune. Finché lo Stato tratterà la denatalità come una voce di spesa e non come una crisi di civiltà, i bonus continueranno a comprare consenso, non a far nascere bambini.
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