VACCINI COVID: OBBLIGO O VERITA'? 🌺🌺🌺
Grazie a Lilli Goriup e a Visione TV.
https://www.youtube.com/watch?v=5DazFAe-Z3I
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Marco Cosentino alla Commissione parlamentare Covid: “Vaccini, obbligo o verità?”
Il professor Marco Cosentino racconta la sua audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
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Forwarded from Russia e Dintorni
A Mosca, in questi giorni, si svolgono le prove notturne delle parate a piedi per il 9 maggio.
La notte. Strade vuote. La luce dei fari sull'asfalto. Il passo regolare della fila, brevi comandi, i volti delle persone per cui questa parata non è solo una cerimonia o un rituale militare. È una memoria che cammina per Mosca. È un rispetto allineato in file. È un legame invisibile tra coloro che allora raggiunsero la vittoria e coloro che oggi continuano a governare il Paese.
Nelle parate a piedi parteciperanno i militari degli istituti di istruzione superiore militare di tutti i tipi e di specifiche armi delle Forze Armate russe. Dietro ogni loro passo c'è non solo la postura e la disciplina, ma anche la consapevolezza: non camminano per mettersi in mostra. Camminano in nome di coloro che non sono tornati. In nome di coloro che hanno vissuto la guerra. In nome di un Paese che conosce il valore della vittoria.
La parata si terrà.
Una parata di memoria.
Una parata di rispetto.
Una parata di gratitudine verso coloro che hanno sopportato l'onere disumano della Grande Guerra Patriottica. Coloro che uscivano dai trincerati, bruciavano nei carri armati, andavano all'attacco, stavano alle macchine utensili, sopravvivevano all'assedio, seppellivano i loro cari e credevano comunque nella vittoria.
Passo dopo passo.
Comando dopo comando.
Notte dopo notte.
Finché camminano, il Paese ricorda.
Finché il Paese ricorda, la vittoria è viva.
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La notte. Strade vuote. La luce dei fari sull'asfalto. Il passo regolare della fila, brevi comandi, i volti delle persone per cui questa parata non è solo una cerimonia o un rituale militare. È una memoria che cammina per Mosca. È un rispetto allineato in file. È un legame invisibile tra coloro che allora raggiunsero la vittoria e coloro che oggi continuano a governare il Paese.
Nelle parate a piedi parteciperanno i militari degli istituti di istruzione superiore militare di tutti i tipi e di specifiche armi delle Forze Armate russe. Dietro ogni loro passo c'è non solo la postura e la disciplina, ma anche la consapevolezza: non camminano per mettersi in mostra. Camminano in nome di coloro che non sono tornati. In nome di coloro che hanno vissuto la guerra. In nome di un Paese che conosce il valore della vittoria.
La parata si terrà.
Una parata di memoria.
Una parata di rispetto.
Una parata di gratitudine verso coloro che hanno sopportato l'onere disumano della Grande Guerra Patriottica. Coloro che uscivano dai trincerati, bruciavano nei carri armati, andavano all'attacco, stavano alle macchine utensili, sopravvivevano all'assedio, seppellivano i loro cari e credevano comunque nella vittoria.
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EMPATIA NELL'ERA DELL'IA 🌺🌺🌺
Un saggio che merita di essere letto dal blog Sensible Medicine. La riflessione parte da uno studio comparso nel 2023 su JAMA che mostra come le risposte dei ChatBot siano preferite dagli utenti rispetto a quelle dei medici veri. Il saggio argomenta che non sono le risposte dei ChatBot a essere migliori bensì quelle dei medici a essere peggiori, a causa di come di questi tempi l'insegnamento medico si è degradato.
La conclusione del saggio è: le macchine paiono prendersi cura (e non lo fanno), la questione è come fare in modo che gli esseri umani si prendano cura per davvero. E mi trova molto d'accordo.
Qui alcuni passaggi-chiave:
"Se una macchina senza vita interiore, nessuna storia con il paziente e nessuna partecipazione nel risultato può essere percepita come più empatica di un medico addestrato, che cosa è esattamente l'empatia? Possiamo misurarlq? Possiamo insegnarla?"
"Sono capacità [empatia affettiva, cognitiva, comunicativa, morale] parzialmente indipendenti, ognuna delle quali può esistere senza le altre. Un medico può avere una forte empatia cognitiva e una scarsa abilità comunicativa, o una robusta risonanza affettiva con quasi nessuna capacità di esprimerla. Fondamentalmente, un sistema può avere un'empatia comunicativa fluente con zero impegno morale. Quest’ultima combinazione è esattamente ciò che un modello di linguaggio di grandi dimensioni ben addestrato produce."
"L'empatia comunicativa senza un impegno morale sottostante è una performance vuota. Può soddisfare i pazienti in brevi scambi testuali. Ma valutare solo questo, e affermare che le macchine superano gli esseri umani, approva il riduzionismo superficiale. Una valutazione più robusta non si limiterebbe a esaminare la percezione del paziente di una breve e tipo di query. Tale valutazione si chiederebbe se i chatbot possono sostenere il lavoro interpretativo in corso di cura longitudinale, o aiutare i pazienti a navigare le sfide dell'incertezza clinica, o semplicemente essere presenti quando i pazienti devono affrontare cattive notizie."
"Sappiamo che l'empatia si erode durante la scuola di medicina, con il calo più brusco del terzo anno, proprio quando gli studenti passano dall'aula alla clinica. Il modello continua attraverso la residenza. Le cause sono strutturali. Il curriculum nascosto insegna il distacco emotivo come professionalità. I modelli di ruolo dimostrano l'efficienza rispetto alla presenza. I sistemi di valutazione premiano l'accuratezza diagnostica e la competenza procedurale mentre trattano la qualità relazionale come non misurabile o secondaria. Gli studenti entrano in medicina con empatia e idealismo superiori alla media; la formazione degrada sistematicamente entrambi."
"I medici sono addestrati per evitare profonde connessioni emotive con la sofferenza del paziente, anche se ottengono cattivi voti di non imparare a esprimere le approvazioni superficiali di quella sofferenza. L’empatia viene così celebrata in teoria anche se si spegne nella pratica. Gli studenti ricevono un messaggio misto e lo risolvono nel modo in cui le persone oberate di lavoro fanno sempre, rispondendo come richiesto per ottenere le loro ricompense e proteggendosi con il cinismo."
"L'emergere dell'IA empatica costringe a una domanda chiarificatrice sull'educazione medica: cosa fa l'empatia umana che una macchina non può? Se la nostra risposta è: “Con le nostre attuali metriche, niente”, questo è un problema con le nostre metriche che garantiranno la nostra rapida obsolescenza in un mondo di chatbot esperti. Non è una scoperta sulla natura umana."
"La sfida non è competere con le macchine nell'empatia scritta. È insegnare le forme che nessuna macchina può simulare. Quelli non sono così facili da insegnare."
https://www.sensible-med.com/p/empathy-in-the-age-of-ai
Un saggio che merita di essere letto dal blog Sensible Medicine. La riflessione parte da uno studio comparso nel 2023 su JAMA che mostra come le risposte dei ChatBot siano preferite dagli utenti rispetto a quelle dei medici veri. Il saggio argomenta che non sono le risposte dei ChatBot a essere migliori bensì quelle dei medici a essere peggiori, a causa di come di questi tempi l'insegnamento medico si è degradato.
La conclusione del saggio è: le macchine paiono prendersi cura (e non lo fanno), la questione è come fare in modo che gli esseri umani si prendano cura per davvero. E mi trova molto d'accordo.
Qui alcuni passaggi-chiave:
"Se una macchina senza vita interiore, nessuna storia con il paziente e nessuna partecipazione nel risultato può essere percepita come più empatica di un medico addestrato, che cosa è esattamente l'empatia? Possiamo misurarlq? Possiamo insegnarla?"
"Sono capacità [empatia affettiva, cognitiva, comunicativa, morale] parzialmente indipendenti, ognuna delle quali può esistere senza le altre. Un medico può avere una forte empatia cognitiva e una scarsa abilità comunicativa, o una robusta risonanza affettiva con quasi nessuna capacità di esprimerla. Fondamentalmente, un sistema può avere un'empatia comunicativa fluente con zero impegno morale. Quest’ultima combinazione è esattamente ciò che un modello di linguaggio di grandi dimensioni ben addestrato produce."
"L'empatia comunicativa senza un impegno morale sottostante è una performance vuota. Può soddisfare i pazienti in brevi scambi testuali. Ma valutare solo questo, e affermare che le macchine superano gli esseri umani, approva il riduzionismo superficiale. Una valutazione più robusta non si limiterebbe a esaminare la percezione del paziente di una breve e tipo di query. Tale valutazione si chiederebbe se i chatbot possono sostenere il lavoro interpretativo in corso di cura longitudinale, o aiutare i pazienti a navigare le sfide dell'incertezza clinica, o semplicemente essere presenti quando i pazienti devono affrontare cattive notizie."
"Sappiamo che l'empatia si erode durante la scuola di medicina, con il calo più brusco del terzo anno, proprio quando gli studenti passano dall'aula alla clinica. Il modello continua attraverso la residenza. Le cause sono strutturali. Il curriculum nascosto insegna il distacco emotivo come professionalità. I modelli di ruolo dimostrano l'efficienza rispetto alla presenza. I sistemi di valutazione premiano l'accuratezza diagnostica e la competenza procedurale mentre trattano la qualità relazionale come non misurabile o secondaria. Gli studenti entrano in medicina con empatia e idealismo superiori alla media; la formazione degrada sistematicamente entrambi."
"I medici sono addestrati per evitare profonde connessioni emotive con la sofferenza del paziente, anche se ottengono cattivi voti di non imparare a esprimere le approvazioni superficiali di quella sofferenza. L’empatia viene così celebrata in teoria anche se si spegne nella pratica. Gli studenti ricevono un messaggio misto e lo risolvono nel modo in cui le persone oberate di lavoro fanno sempre, rispondendo come richiesto per ottenere le loro ricompense e proteggendosi con il cinismo."
"L'emergere dell'IA empatica costringe a una domanda chiarificatrice sull'educazione medica: cosa fa l'empatia umana che una macchina non può? Se la nostra risposta è: “Con le nostre attuali metriche, niente”, questo è un problema con le nostre metriche che garantiranno la nostra rapida obsolescenza in un mondo di chatbot esperti. Non è una scoperta sulla natura umana."
"La sfida non è competere con le macchine nell'empatia scritta. È insegnare le forme che nessuna macchina può simulare. Quelli non sono così facili da insegnare."
https://www.sensible-med.com/p/empathy-in-the-age-of-ai
Sensible-Med
Empathy in the Age of AI
AI’s challenge to the medical profession requires us to think deeply about what it means to care for patients. The machines sound like they care. The question is whether we can help humans care for real.
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IL PIANO PANDEMICO 🌺🌺🌺
Non avevo ancora letto il documento integrale del nuovo piano pandemico, e le anticipazioni giornalistiche non mi invogliavano a farlo.
Ora, dopo questo post, credo proprio che dedicherò tempo ed energie ad altro. Sempre qui si cade: "La libertà, infatti, continua a essere pensata come variabile subordinata alla sicurezza sanitaria".
E non si può non concordare con le conclusioni: "Le vere soluzioni sarebbero altre: medicina territoriale, cure domiciliari tempestive, ospedali rafforzati, personale stabile, tutela mirata dei fragili, dati trasparenti, farmacovigilanza indipendente, libertà terapeutica e responsabilità personale. Ora, queste soluzioni esigono una visione della persona, non una gestione del corpo collettivo. Il fallimento filosofico del Piano sta nel fatto che esso non pensa l’uomo come essere libero e razionale, quanto come unità sanitaria da amministrare. E quando il potere politico dimentica che la salute è un bene della persona e non il titolo per assorbire l’intera persona nello Stato, la prevenzione smette di essere prudenza e diventa dominio. Giorgia Meloni, su questo terreno, non rompe con Conte e Draghi: li continua con meno rumore e più metodo."
Non è finito nulla, ci aspettano anzi tempi sempre più difficili.
https://www.facebook.com/daniele.trabucco.1/posts/pfbid02R2jiJBzSSxRdCvWf81LqtZrU3ehJVps8eZztHjxi4Ftm6djRbD9NmmJTPSCVkwpDl
Non avevo ancora letto il documento integrale del nuovo piano pandemico, e le anticipazioni giornalistiche non mi invogliavano a farlo.
Ora, dopo questo post, credo proprio che dedicherò tempo ed energie ad altro. Sempre qui si cade: "La libertà, infatti, continua a essere pensata come variabile subordinata alla sicurezza sanitaria".
E non si può non concordare con le conclusioni: "Le vere soluzioni sarebbero altre: medicina territoriale, cure domiciliari tempestive, ospedali rafforzati, personale stabile, tutela mirata dei fragili, dati trasparenti, farmacovigilanza indipendente, libertà terapeutica e responsabilità personale. Ora, queste soluzioni esigono una visione della persona, non una gestione del corpo collettivo. Il fallimento filosofico del Piano sta nel fatto che esso non pensa l’uomo come essere libero e razionale, quanto come unità sanitaria da amministrare. E quando il potere politico dimentica che la salute è un bene della persona e non il titolo per assorbire l’intera persona nello Stato, la prevenzione smette di essere prudenza e diventa dominio. Giorgia Meloni, su questo terreno, non rompe con Conte e Draghi: li continua con meno rumore e più metodo."
Non è finito nulla, ci aspettano anzi tempi sempre più difficili.
https://www.facebook.com/daniele.trabucco.1/posts/pfbid02R2jiJBzSSxRdCvWf81LqtZrU3ehJVps8eZztHjxi4Ftm6djRbD9NmmJTPSCVkwpDl
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Daniele Trabucco
TRABUCCO: IL PIANO PANDEMICO DELLA MEMORIA CORTA
Il nuovo Piano pandemico nazionale 2025-2029 del Governo Meloni, approvato in Conferenza Stato-Regioni-Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen in...
Il nuovo Piano pandemico nazionale 2025-2029 del Governo Meloni, approvato in Conferenza Stato-Regioni-Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen in...
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CONTENGO MOLTITUDINI 🌺🌺🌺
ASSIS, associazione di studi e informazione sulla salute, il cui sito - ricco e interessante - mi sento di raccomandare a chiunque voglia essere informato su molteplici temi di interesse sanitario e scientifico, ha pubblicato ieri un bell'articolo a firma Eugenio Serravalle, pediatra con grande esperienza clinica e sui temi dei vaccini, che ci aggiorna sull'imminente definitiva scomparsa dalle farmacie del vaccino antitetanico monovalente.
https://www.assis.it/scompare-lantitetanica-la-salute-sacrificata-alle-logiche-di-mercato/
E' importante sapere che i vaccini polivalenti sono un mero stratagemma di mercato delle aziende produttrici per prolungare le esclusive commerciali e spuntare ricavi superiori. Non esiste alcun razionale per associare più vaccini in un'unica somministrazione e anzi ci sono molti motivi per desiderare di somministrare un vaccino alla volta, nei tempi e nei modi più opportuni. Ma, si sa, all'interesse e al guadagno non si comanda. E così chi volesse vaccinarsi contro il tetano sappia che da qui in poi lo potrà fare solo ricevendo anche i vaccini per difterite e pertosse. Tre in uno, e se non li vuoi te li tieni lo stesso. Come se volendo prendermi un'aspirina dovessi per forza usare una compressa contenente anche un altro paio di principi attivi per tutt'altra indicazione. Chi lo farebbe? Un'ovvio e semplice provvedimento che gli enti regolatori e in generale governi e politica potrebbero prendere in tema di vaccini sarebbe di non autorizzare alcun multivalente ma solo monovalenti. Troppo ovvio e troppo semplice.
ASSIS, associazione di studi e informazione sulla salute, il cui sito - ricco e interessante - mi sento di raccomandare a chiunque voglia essere informato su molteplici temi di interesse sanitario e scientifico, ha pubblicato ieri un bell'articolo a firma Eugenio Serravalle, pediatra con grande esperienza clinica e sui temi dei vaccini, che ci aggiorna sull'imminente definitiva scomparsa dalle farmacie del vaccino antitetanico monovalente.
https://www.assis.it/scompare-lantitetanica-la-salute-sacrificata-alle-logiche-di-mercato/
E' importante sapere che i vaccini polivalenti sono un mero stratagemma di mercato delle aziende produttrici per prolungare le esclusive commerciali e spuntare ricavi superiori. Non esiste alcun razionale per associare più vaccini in un'unica somministrazione e anzi ci sono molti motivi per desiderare di somministrare un vaccino alla volta, nei tempi e nei modi più opportuni. Ma, si sa, all'interesse e al guadagno non si comanda. E così chi volesse vaccinarsi contro il tetano sappia che da qui in poi lo potrà fare solo ricevendo anche i vaccini per difterite e pertosse. Tre in uno, e se non li vuoi te li tieni lo stesso. Come se volendo prendermi un'aspirina dovessi per forza usare una compressa contenente anche un altro paio di principi attivi per tutt'altra indicazione. Chi lo farebbe? Un'ovvio e semplice provvedimento che gli enti regolatori e in generale governi e politica potrebbero prendere in tema di vaccini sarebbe di non autorizzare alcun multivalente ma solo monovalenti. Troppo ovvio e troppo semplice.
AsSIS - Associazione di Studi e Informazione sulla Salute
Scompare l’antitetanica: la salute sacrificata alle logiche di mercato - AsSIS
Non è un’indiscrezione, non è un complotto, è una manovra di mercato scritta nero su bianco, eseguita con la freddezza di chi considera i pazienti non come
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LA MOGLIE DI CESARE 🌺🌺🌺
E' notizia di questi giorni che l'Ospedale universitario di Zurigo avrebbe condotto un'indagine interna, concludendo per un eccesso di decessi dal 2016 al 2020 (tra 68 e 74) nella sua clinica cardiochirurgica, alcuni di questi legati, secondo l'indagine, all'uso di presidi inappropriati.
https://www.swissinfo.ch/eng/various/zurich-university-hospital-confirms-serious-errors-in-heart-surgery/91365517
La vicenda, dai connotati indubbiamente tragici, viene ripresa da Il Fatto Quotidiano con un articolo ricco di ulteriori particolari:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/06/scandalo-maisano-zurigo-cardiochirurgia-notizie/8377742/
La trasparenza con cui l'ospedale ha deciso di gestire gli eventi è rimarchevole e per molti versi sorprendente, almeno per i nostri standard. E' evidente infatti che in tal modo l'attenzione si accentra sull'allora responsabile del reparto, un chirurgo italiano oggi rientrato in Italia, in assenza tuttavia di alcun processo che sia giunto a sentenza o comunque di indagini nella quali sia data la possibilità agli interessati di difendersi. Le conclusioni dell'indagine si dice puntino esplicitamente il dito sui vertici del reparto e sulla loro gestione del reparto medesimo, tanto che già akcuni componenti del consiglio di amministrazione dell'ospedale responsabili di quelle nomine si sarebbero dimessi.
Certo, in un mondo ideale pare proprio questa la maniera migliore di procedere, rendendo tutto pubblico e dando in questo modo la possibilità a tutti gli interessati, a partire dalle famiglie dei deceduti, di decidere se e come regolarsi, in primo luogo disponendo degli elementi per farsi un'idea di cosa sia accaduto ai propri cari.
E però dall'altro lato rimane il dubbio rispetto alla necessità di garantire una difesa e un contraddittorio in sedi istituzionali, specie in casi del genere dove potrebbero esserci in gioco questioni di rilievo civile e forse anche penale, al contrario di questioni di natura disciplinae e cattiva condotta, sulle quali si potrebbe nutrire molti meno dubbi rispetto all'opportunità di garantire trasparenza massima (e invece, specie da noi, proprio su casi del genere il riserbo è spesso assoluto).
Rimane in ogni caso la curiosità di seguire gli sviluppi della vicenda.
E' notizia di questi giorni che l'Ospedale universitario di Zurigo avrebbe condotto un'indagine interna, concludendo per un eccesso di decessi dal 2016 al 2020 (tra 68 e 74) nella sua clinica cardiochirurgica, alcuni di questi legati, secondo l'indagine, all'uso di presidi inappropriati.
https://www.swissinfo.ch/eng/various/zurich-university-hospital-confirms-serious-errors-in-heart-surgery/91365517
La vicenda, dai connotati indubbiamente tragici, viene ripresa da Il Fatto Quotidiano con un articolo ricco di ulteriori particolari:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/06/scandalo-maisano-zurigo-cardiochirurgia-notizie/8377742/
La trasparenza con cui l'ospedale ha deciso di gestire gli eventi è rimarchevole e per molti versi sorprendente, almeno per i nostri standard. E' evidente infatti che in tal modo l'attenzione si accentra sull'allora responsabile del reparto, un chirurgo italiano oggi rientrato in Italia, in assenza tuttavia di alcun processo che sia giunto a sentenza o comunque di indagini nella quali sia data la possibilità agli interessati di difendersi. Le conclusioni dell'indagine si dice puntino esplicitamente il dito sui vertici del reparto e sulla loro gestione del reparto medesimo, tanto che già akcuni componenti del consiglio di amministrazione dell'ospedale responsabili di quelle nomine si sarebbero dimessi.
Certo, in un mondo ideale pare proprio questa la maniera migliore di procedere, rendendo tutto pubblico e dando in questo modo la possibilità a tutti gli interessati, a partire dalle famiglie dei deceduti, di decidere se e come regolarsi, in primo luogo disponendo degli elementi per farsi un'idea di cosa sia accaduto ai propri cari.
E però dall'altro lato rimane il dubbio rispetto alla necessità di garantire una difesa e un contraddittorio in sedi istituzionali, specie in casi del genere dove potrebbero esserci in gioco questioni di rilievo civile e forse anche penale, al contrario di questioni di natura disciplinae e cattiva condotta, sulle quali si potrebbe nutrire molti meno dubbi rispetto all'opportunità di garantire trasparenza massima (e invece, specie da noi, proprio su casi del genere il riserbo è spesso assoluto).
Rimane in ogni caso la curiosità di seguire gli sviluppi della vicenda.
SWI swissinfo.ch
University Hospital Zurich confirms serious errors in heart surgery
The University Hospital Zurich has admitted to serious errors in cardiac surgery from 2016 to 2020. A report documents dozens of deaths.
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SELLING SCIENCE BY THE POUND 🌺🌺🌺
Uno studio comparso nei giorni scorsi in preprint su Arxiv raccoglie e analizza oltre 18.700 annunci pubblicitari che vendono online l'autorialità di articoli scientifici, gettando un'inedita luce sul pur noto mercato globale delle frodi accademiche. Gli annunci sono stati pubblicati tra marzo 2020 e i primi di aprile 2026 da sette "cartiere", ovvero aziende che di solito producono ricerche false o di bassa qualità e ne vendono l'autorialità. Le "cartiere" analizzate sarebbero collocate in India, Iraq, Uzbekistan, Russia, Lettonia, Kazakhstan e Ucraina. Una posizione di primo autore in un articolo viene venduta in media a circa 800 dollari, con prezzi che variano da 57 a oltre 5.600 dollari.
Lo studio merita indubbiamente di esser letto in dettaglio, specie da chi voglia capire quali distorsioni possano annidarsi nella ricerca accademica non adeguatamente vigilata. E scordatevi che la revisione tra pari possa servire a prevenire questi fenomeni.
L'editoriale di Nature qui linkato infatti ci informa che il team giornalistico della rivista ha controllato manualmente oltre 600 annunci pubblicitari alla ricerca di circa 400 articoli di ricerca che includevano titoli di manoscritti in inglese. La ricerca ha identificato 53 articoli pubblicati con titoli corrispondenti a quelli degli annunci di tre "cartiere". Solo cinque di questi articoli erano stati ritirati e uno era stato ritirato mentre l'articolo era ancora in fase di stampa. Tra i 48 articoli a oggi non ritirati, quattro sono stati pubblicati su riviste Springer Nature e cinque su riviste Wiley. Ventitré articoli sono apparsi negli atti di conferenze pubblicati dall'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE). L'analisi di Nature ha inoltre identificato altri tre articoli, uno ciascuno su riviste pubblicate da Elsevier, Frontiers e Taylor & Francis. Alcuni degli articoli sono apparsi su case editrici diverse da quelle indicate nell'annuncio.
Per dire dunque che anche le più autorevoli case editrici vengono tranquillamente "perforate" da queste palesi pratiche illecite. L'editoriale di Nature ovviamente pone l'accento sulla necessità di sempre maggiori controlli. Ma l'ancora più ovvia soluzione sarebbe di invertire drasticamente la rotta e abbandonare la logica del "publish or perish" ovvero di premiare i ricercatori perm la quantità di articoli pubblicati. Una soluzione che non piace a molti, e tra questi ovviamente le case editrici che sul numero di articoli pubblicati e sulla torre di Babele della bibliometria citazionale costruiscono i loro successi e il loro ricavi astronomici.
https://www.nature.com/articles/d41586-026-01340-y
Uno studio comparso nei giorni scorsi in preprint su Arxiv raccoglie e analizza oltre 18.700 annunci pubblicitari che vendono online l'autorialità di articoli scientifici, gettando un'inedita luce sul pur noto mercato globale delle frodi accademiche. Gli annunci sono stati pubblicati tra marzo 2020 e i primi di aprile 2026 da sette "cartiere", ovvero aziende che di solito producono ricerche false o di bassa qualità e ne vendono l'autorialità. Le "cartiere" analizzate sarebbero collocate in India, Iraq, Uzbekistan, Russia, Lettonia, Kazakhstan e Ucraina. Una posizione di primo autore in un articolo viene venduta in media a circa 800 dollari, con prezzi che variano da 57 a oltre 5.600 dollari.
Lo studio merita indubbiamente di esser letto in dettaglio, specie da chi voglia capire quali distorsioni possano annidarsi nella ricerca accademica non adeguatamente vigilata. E scordatevi che la revisione tra pari possa servire a prevenire questi fenomeni.
L'editoriale di Nature qui linkato infatti ci informa che il team giornalistico della rivista ha controllato manualmente oltre 600 annunci pubblicitari alla ricerca di circa 400 articoli di ricerca che includevano titoli di manoscritti in inglese. La ricerca ha identificato 53 articoli pubblicati con titoli corrispondenti a quelli degli annunci di tre "cartiere". Solo cinque di questi articoli erano stati ritirati e uno era stato ritirato mentre l'articolo era ancora in fase di stampa. Tra i 48 articoli a oggi non ritirati, quattro sono stati pubblicati su riviste Springer Nature e cinque su riviste Wiley. Ventitré articoli sono apparsi negli atti di conferenze pubblicati dall'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE). L'analisi di Nature ha inoltre identificato altri tre articoli, uno ciascuno su riviste pubblicate da Elsevier, Frontiers e Taylor & Francis. Alcuni degli articoli sono apparsi su case editrici diverse da quelle indicate nell'annuncio.
Per dire dunque che anche le più autorevoli case editrici vengono tranquillamente "perforate" da queste palesi pratiche illecite. L'editoriale di Nature ovviamente pone l'accento sulla necessità di sempre maggiori controlli. Ma l'ancora più ovvia soluzione sarebbe di invertire drasticamente la rotta e abbandonare la logica del "publish or perish" ovvero di premiare i ricercatori perm la quantità di articoli pubblicati. Una soluzione che non piace a molti, e tra questi ovviamente le case editrici che sul numero di articoli pubblicati e sulla torre di Babele della bibliometria citazionale costruiscono i loro successi e il loro ricavi astronomici.
https://www.nature.com/articles/d41586-026-01340-y
Nature
How much for a fake authorship? Ad database reveals secrets of scientific fraud
Nature - An analysis of thousands of paper-mill adverts could help journals to crack down on misconduct.
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COME FOSSE HANTAVIRUS 🌺🌺🌺
Riemerge in questi giorni sul social un vecchio documento di Pfizer che elenca paginate di possibili effetti avversi, tra cui curiosamente la polmonite da hantavirus. Ora, non c'è alcuna ragione per accostare l'hantavirus ai vaccini covid: la farmacovigilanza non risulta avere mai registrato alcuna associazione tra vaccini covid e questo virus, né questo virus agisce con meccanismi o ha effetti che possono esere ricondotti a quelli dei vaccini covid. In altri termini, non esiste alcuna connessione tra vaccini covid e hantavirus. A parte questo documento Pfizer intitolato 5.3.6 CUMULATIVE ANALYSIS OF POST-AUTHORIZATION ADVERSE EVENT REPORTS OF PF-07302048 (BNT162B2) RECEIVED THROUGH 28-FEB, che tuttavia molto chiaramente elenca la polmonite da hantavorus non tra gli effetti avversi riportati ma semplicemente tra quelli, e sono paginate, decine di paginate, che Pfizer dichiara di monitorare con attenzione. Ma senza averli mai identificati. E nemmeno nei database Eudravigilance c'è traccia di hantavirus per i vaccini covid. L'unica connessione è appunto il documento Pfizer, per cui la spiegazione più ovvia è sciatteria da copia-incolla da parte di qualche compilatore che ha preso vagonate di possibili eventi avversi dagli elenchi alfabetici e li ha scaraventati in uno dei milioni di documenti prodotti da Pfizer semplicemente per fare scena e intasare il web. E noi ancora qui a discuterne perdendoci tempo. Questa è la spiegazione più ovvia Poi ci sono quelle meno, molto meno e moltissimo meno ovvie, fino a quelle improbabili e fantasiose, che questi anni ci hanno insegnato a non scartare. Un po' come il gatto che, scottatosi con l'acqua bollente, guarda con diffidenza anche l'acqua fresca. Ma su questo fronte solo il tempo e gli eventi futuri ci potranno rassicurare. O meno.
Riemerge in questi giorni sul social un vecchio documento di Pfizer che elenca paginate di possibili effetti avversi, tra cui curiosamente la polmonite da hantavirus. Ora, non c'è alcuna ragione per accostare l'hantavirus ai vaccini covid: la farmacovigilanza non risulta avere mai registrato alcuna associazione tra vaccini covid e questo virus, né questo virus agisce con meccanismi o ha effetti che possono esere ricondotti a quelli dei vaccini covid. In altri termini, non esiste alcuna connessione tra vaccini covid e hantavirus. A parte questo documento Pfizer intitolato 5.3.6 CUMULATIVE ANALYSIS OF POST-AUTHORIZATION ADVERSE EVENT REPORTS OF PF-07302048 (BNT162B2) RECEIVED THROUGH 28-FEB, che tuttavia molto chiaramente elenca la polmonite da hantavorus non tra gli effetti avversi riportati ma semplicemente tra quelli, e sono paginate, decine di paginate, che Pfizer dichiara di monitorare con attenzione. Ma senza averli mai identificati. E nemmeno nei database Eudravigilance c'è traccia di hantavirus per i vaccini covid. L'unica connessione è appunto il documento Pfizer, per cui la spiegazione più ovvia è sciatteria da copia-incolla da parte di qualche compilatore che ha preso vagonate di possibili eventi avversi dagli elenchi alfabetici e li ha scaraventati in uno dei milioni di documenti prodotti da Pfizer semplicemente per fare scena e intasare il web. E noi ancora qui a discuterne perdendoci tempo. Questa è la spiegazione più ovvia Poi ci sono quelle meno, molto meno e moltissimo meno ovvie, fino a quelle improbabili e fantasiose, che questi anni ci hanno insegnato a non scartare. Un po' come il gatto che, scottatosi con l'acqua bollente, guarda con diffidenza anche l'acqua fresca. Ma su questo fronte solo il tempo e gli eventi futuri ci potranno rassicurare. O meno.
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FIGLI E POVERTA' 🌺🌺🌺
"Avere figli aumenta le possibilità di povertà o esclusione sociale, Italia quinta in Ue per rischio". Così il roboante titolo nell'edizione di ieri di Quotidiano Sanità, bollettino che finisce nelle caselle di posta elettronica di medici e sanitari di tutto il paese.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/avere-figli-aumenta-le-possibilita-di-poverta-o-esclusione-sociale-italia-quinta-in-ue-per-rischio-i-dati-eurostat/
I figli da piezz'e core a minaccia esiziale del benessere individuale, piccole pesti, canaglie nemmeno tanto simpatiche, errori da non commettere se non si vuole precipitare nella miseria più nera.
Se poi però scorri fino in fondo e trovi il grafico noti che ci sono paesi europei in cui con figli si è più poveri e altri paesi europei in cui con figli si è meno poveri, anche molto meno. E altri paesi ancora in cui si è poveri uguali, con e senza figli.
Così la vera notizia sarebbe che nella flodira UE più di un cittadino su cinque è a rischio povertà ed esclusione sociale. Oltre uno su cinque. Oltre il venti per cento. Mentre centinaia di miliardi vanno ad alimentare la guerra, oltre il 20% della popolazione è povera. Eppure i governi tagliano stato sociale, scuola, sanità e servizi, impoverendo ancor di più i cittadini, per alimentare una guerra contro paesi che fino a ieri erano tra i nostri migliori riferimenti commerciali, con i quali intrattenevamo ottimi rapporti e che ancora oggi sarebbero disponibili a riaprire i canali di comunicazione e collaborazione con noi, a nostro enorme beneficio.
Ma la notizia è che i figli impoveriscono le persone. E ora chiediamoci perché, in un contesto distopico e psichiatrico come quello in cui abbiamo la ventura di trovarci, la notizia sia questa.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/avere-figli-aumenta-le-possibilita-di-poverta-o-esclusione-sociale-italia-quinta-in-ue-per-rischio-i-dati-eurostat/
"Avere figli aumenta le possibilità di povertà o esclusione sociale, Italia quinta in Ue per rischio". Così il roboante titolo nell'edizione di ieri di Quotidiano Sanità, bollettino che finisce nelle caselle di posta elettronica di medici e sanitari di tutto il paese.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/avere-figli-aumenta-le-possibilita-di-poverta-o-esclusione-sociale-italia-quinta-in-ue-per-rischio-i-dati-eurostat/
I figli da piezz'e core a minaccia esiziale del benessere individuale, piccole pesti, canaglie nemmeno tanto simpatiche, errori da non commettere se non si vuole precipitare nella miseria più nera.
Se poi però scorri fino in fondo e trovi il grafico noti che ci sono paesi europei in cui con figli si è più poveri e altri paesi europei in cui con figli si è meno poveri, anche molto meno. E altri paesi ancora in cui si è poveri uguali, con e senza figli.
Così la vera notizia sarebbe che nella flodira UE più di un cittadino su cinque è a rischio povertà ed esclusione sociale. Oltre uno su cinque. Oltre il venti per cento. Mentre centinaia di miliardi vanno ad alimentare la guerra, oltre il 20% della popolazione è povera. Eppure i governi tagliano stato sociale, scuola, sanità e servizi, impoverendo ancor di più i cittadini, per alimentare una guerra contro paesi che fino a ieri erano tra i nostri migliori riferimenti commerciali, con i quali intrattenevamo ottimi rapporti e che ancora oggi sarebbero disponibili a riaprire i canali di comunicazione e collaborazione con noi, a nostro enorme beneficio.
Ma la notizia è che i figli impoveriscono le persone. E ora chiediamoci perché, in un contesto distopico e psichiatrico come quello in cui abbiamo la ventura di trovarci, la notizia sia questa.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/avere-figli-aumenta-le-possibilita-di-poverta-o-esclusione-sociale-italia-quinta-in-ue-per-rischio-i-dati-eurostat/
Quotidiano Sanità
Avere figli aumenta le possibilità di povertà o esclusione sociale, Italia quinta in Ue per rischio. I dati Eurostat
Nel 2025, il rischio riguardava il 22,1% delle persone che vivevano in famiglie con figli a carico rispetto al 19,8% di coloro che non avevano figli a carico.
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Forwarded from ContiamoCi!
Influenza aviaria, emergenza sanitaria o nuovo paradigma di controllo?
Negli ultimi anni termini come zoonosi, biosicurezza e One Health sono entrati nel linguaggio quotidiano.
Ma dietro queste parole si muovono temi molto più ampi: salute pubblica, allevamenti intensivi, vaccini, sicurezza alimentare, gestione delle emergenze e rapporto tra scienza, politica e interessi economici.
Chi stabilisce cosa rappresenta un rischio globale?
Quali interessi guidano le decisioni sanitarie internazionali?
E quali conseguenze possono avere queste strategie sulle libertà individuali e sulla società?
Un incontro pubblico per approfondire il tema senza censure, senza slogan e senza semplificazioni.
Uno spazio aperto di confronto, analisi e domande libere.
📍 Vicenza - 23 maggio 2026 - ore 17:30
Sede Nazionale ContiamoCi!
Corso Fogazzaro 18
Intervengono:
Avv. Chiara Pernechele - Presidente Comitato Diritti Umani
Dr. Dario Giacomini - Presidente Associazione ContiamoCi!
📲 Prenotazioni WhatsApp: 351 879 4576
Informarsi è il primo passo per comprendere il presente e difendere il futuro.
👉 https://www.contiamoci.net/5x1000
Negli ultimi anni termini come zoonosi, biosicurezza e One Health sono entrati nel linguaggio quotidiano.
Ma dietro queste parole si muovono temi molto più ampi: salute pubblica, allevamenti intensivi, vaccini, sicurezza alimentare, gestione delle emergenze e rapporto tra scienza, politica e interessi economici.
Chi stabilisce cosa rappresenta un rischio globale?
Quali interessi guidano le decisioni sanitarie internazionali?
E quali conseguenze possono avere queste strategie sulle libertà individuali e sulla società?
Un incontro pubblico per approfondire il tema senza censure, senza slogan e senza semplificazioni.
Uno spazio aperto di confronto, analisi e domande libere.
📍 Vicenza - 23 maggio 2026 - ore 17:30
Sede Nazionale ContiamoCi!
Corso Fogazzaro 18
Intervengono:
Avv. Chiara Pernechele - Presidente Comitato Diritti Umani
Dr. Dario Giacomini - Presidente Associazione ContiamoCi!
📲 Prenotazioni WhatsApp: 351 879 4576
Informarsi è il primo passo per comprendere il presente e difendere il futuro.
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REQUIEM FARMACISTICO 🌺🌺🌺
"Sul piano logistico e organizzativo, l’articolo evidenzia come nelle farmacie di comunità l’AI possa essere applicata ai sistemi robotizzati di dispensazione dei medicinali, sempre più diffusi. Questi sistemi comprendono generalmente un robot di dispensazione automatizzato, un robot dedicato ai farmaci in polvere e un sistema di dispensazione con codice a barre e guida digitale."
Traduzione: farmacista dispensatore, bye bye 👋👋👋
"Tra gli strumenti emergenti vengono citati anche i chatbot, utilizzati come rappresentanti virtuali del servizio clienti per gestire richieste di routine e reclami, indirizzando invece le problematiche più complesse al personale della farmacia. Questo approccio, sottolinea l’articolo, consentirebbe di rendere più efficiente il flusso di lavoro e di permettere ai farmacisti di concentrarsi sulle attività a maggiore valore professionale."
"attività a maggiore valore professionale" = quelle che ancora l'IA sta imparando a svolgere
Ma voi credeteci 😂😂😂
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/33078/interazioni-tra-farmaci-e-reazioni-avverse-l-intelligenza-artificiale-a-supporto-del-farmacista.html
"Sul piano logistico e organizzativo, l’articolo evidenzia come nelle farmacie di comunità l’AI possa essere applicata ai sistemi robotizzati di dispensazione dei medicinali, sempre più diffusi. Questi sistemi comprendono generalmente un robot di dispensazione automatizzato, un robot dedicato ai farmaci in polvere e un sistema di dispensazione con codice a barre e guida digitale."
Traduzione: farmacista dispensatore, bye bye 👋👋👋
"Tra gli strumenti emergenti vengono citati anche i chatbot, utilizzati come rappresentanti virtuali del servizio clienti per gestire richieste di routine e reclami, indirizzando invece le problematiche più complesse al personale della farmacia. Questo approccio, sottolinea l’articolo, consentirebbe di rendere più efficiente il flusso di lavoro e di permettere ai farmacisti di concentrarsi sulle attività a maggiore valore professionale."
"attività a maggiore valore professionale" = quelle che ancora l'IA sta imparando a svolgere
Ma voi credeteci 😂😂😂
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/33078/interazioni-tra-farmaci-e-reazioni-avverse-l-intelligenza-artificiale-a-supporto-del-farmacista.html
www.farmacista33.it
Interazioni tra farmaci e reazioni avverse: l’intelligenza artificiale a supporto del farmacista | Farmacista33
Interazioni tra farmaci e reazioni avverse: l’intelligenza artificiale entra in farmacia a supporto del consiglio al banco
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FURBIZIA ARTIFICIALE 🌺🌺🌺
Alcuni ricercatori hanno messo alla prova un paio di modelli di IA sull'analisi di determinati insiemi di dati, scoprendo nell'ordine che:
(*) in vari casi le IA si inventavano i dati;
(*) il comportamento era di difficile identificazione, evidente solo se i ricercatori andavano a "leggere" ogni singolo passaggio dei processi messi in atto dai sistemi;
(*) nella selezione degli insiemi di dati, i sistemi non sceglievano i più rappresentativi, bensì i più semplici da esaminare;
(*) alla ricerca di significatività statistiche, finivano per scegliere non i metodi più appropriati bensì quelli che offrivano i risultati migliori.
Curiosamente, ma forse nemmeno tanto, i ricercatori concludono che per identificare questi comportamenti scorretti, molto difficili da scoprire per l'operatore umano, servono ... altre IA. Un po' come l'UE, i vaccini o le armi all'Ucraina: tutte cose che con ogni evidenza creano problemi di cui volentieri faremmo a meno e che senza UE, vaccini o armi all'Ucraina non esisterebbero. Problemi per risolvere i quali chi li ha creati non pare in grado di fare altro se non imporre più UE, più vaccini e più armi all'Ucraina. E l fatto che si tratti della medesima categoria di persone che sta imponendo anche le IA a questo punto è difficilmente casuale. Una conclusione cui si arriva anche senza l'IA. Anzi, solamente se si è ancora in condizione di non farsi abbindolare dall'IA.
https://www.science.org/content/article/ai-agents-may-be-skilled-researchers-not-always-honest-ones
Alcuni ricercatori hanno messo alla prova un paio di modelli di IA sull'analisi di determinati insiemi di dati, scoprendo nell'ordine che:
(*) in vari casi le IA si inventavano i dati;
(*) il comportamento era di difficile identificazione, evidente solo se i ricercatori andavano a "leggere" ogni singolo passaggio dei processi messi in atto dai sistemi;
(*) nella selezione degli insiemi di dati, i sistemi non sceglievano i più rappresentativi, bensì i più semplici da esaminare;
(*) alla ricerca di significatività statistiche, finivano per scegliere non i metodi più appropriati bensì quelli che offrivano i risultati migliori.
Curiosamente, ma forse nemmeno tanto, i ricercatori concludono che per identificare questi comportamenti scorretti, molto difficili da scoprire per l'operatore umano, servono ... altre IA. Un po' come l'UE, i vaccini o le armi all'Ucraina: tutte cose che con ogni evidenza creano problemi di cui volentieri faremmo a meno e che senza UE, vaccini o armi all'Ucraina non esisterebbero. Problemi per risolvere i quali chi li ha creati non pare in grado di fare altro se non imporre più UE, più vaccini e più armi all'Ucraina. E l fatto che si tratti della medesima categoria di persone che sta imponendo anche le IA a questo punto è difficilmente casuale. Una conclusione cui si arriva anche senza l'IA. Anzi, solamente se si è ancora in condizione di non farsi abbindolare dall'IA.
https://www.science.org/content/article/ai-agents-may-be-skilled-researchers-not-always-honest-ones
Science
AI agents may be skilled researchers—but not always honest ones
Two high-profile tools have been shown to make up data and “p-hack” their results
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MEDICI RICERCATORI 🌺🌺🌺
Proprio perché, come ci diciamo da sempre, i medici non sono ipso facto scienziati, il nostro corso di laurea in medicina offre un "percorso di eccellenza" di formazione alla ricerca scientifica, che da quando esiste è stato frequentato da molti studenti, tra i quali coloro che lo hanno completato, finendo per presentare come tesi di laurea un lavoro sperimentale clinico e/o laboratoristico scaturito dal percorso medesimo, si sono quasi sempre laureati con il massimo dei voti e la lode. E poi ogni tanto capita anche che alcuni degli studenti che vi si iscrivono raggiungano prestigiosi traguardi "intermedi" come in questo caso. Raramente parlo del mio ateneo, più che altro perché di regola non c'è molto da dire, ma in questo caso val davvero la pena riportare la notizia, perché sono queste cose che ancora rendono complessivamente gratificante il lavoro di docente sul fronte della formazione, e lasciano qualche spiraglio di ottimismo per il presente e per il futuro.
https://www.uninsubria.it/salvioli-borsa-inserm
Proprio perché, come ci diciamo da sempre, i medici non sono ipso facto scienziati, il nostro corso di laurea in medicina offre un "percorso di eccellenza" di formazione alla ricerca scientifica, che da quando esiste è stato frequentato da molti studenti, tra i quali coloro che lo hanno completato, finendo per presentare come tesi di laurea un lavoro sperimentale clinico e/o laboratoristico scaturito dal percorso medesimo, si sono quasi sempre laureati con il massimo dei voti e la lode. E poi ogni tanto capita anche che alcuni degli studenti che vi si iscrivono raggiungano prestigiosi traguardi "intermedi" come in questo caso. Raramente parlo del mio ateneo, più che altro perché di regola non c'è molto da dire, ma in questo caso val davvero la pena riportare la notizia, perché sono queste cose che ancora rendono complessivamente gratificante il lavoro di docente sul fronte della formazione, e lasciano qualche spiraglio di ottimismo per il presente e per il futuro.
https://www.uninsubria.it/salvioli-borsa-inserm
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IN FILA PER TRE 🌺🌺🌺
Un bel saggio di Elisabetta Frezza che rende omaggio a Lucio Russo, alla sua profonda riflessione sul senso della scuola e in particolare e al suo preveggente libro dal titolo "Segmenti e bastoncini" il quale, pubblicato nel 1998, anticipa con sorprendentemente lucida precisione lo sfacelo dell'istituzione scolastica oggi sotto gli occhi di tutti.
https://www.lafionda.org/2026/05/11/dellignoranza-obbligatoria-listruzione-superiore-verso-linfimo-e-lindistinto/
Un bel saggio di Elisabetta Frezza che rende omaggio a Lucio Russo, alla sua profonda riflessione sul senso della scuola e in particolare e al suo preveggente libro dal titolo "Segmenti e bastoncini" il quale, pubblicato nel 1998, anticipa con sorprendentemente lucida precisione lo sfacelo dell'istituzione scolastica oggi sotto gli occhi di tutti.
https://www.lafionda.org/2026/05/11/dellignoranza-obbligatoria-listruzione-superiore-verso-linfimo-e-lindistinto/
La Fionda
Dell'ignoranza obbligatoria: l'istruzione "superiore" verso l'infimo e l'indistinto | La Fionda
Nella prima parte di questo pezzo si riprendono ampi stralci delle tesi esposte da Lucio Russo nel suo libro “Segmenti e bastoncini” (1998) per mettere in
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HANTAVIRUS 🌺🌺🌺
Grazie a Francesca Donato e a Galt Media per l'invito e l'opportunità di ribadire le certezze e qualche dubbio che conviene avere sul tema del momento.
https://www.youtube.com/watch?v=ntfi4Cbb71g
Grazie a Francesca Donato e a Galt Media per l'invito e l'opportunità di ribadire le certezze e qualche dubbio che conviene avere sul tema del momento.
https://www.youtube.com/watch?v=ntfi4Cbb71g
YouTube
I dubbi sull'hantavirus. Francesca Donato intervista Marco Cosentino | L'altra campana - Ep.6
Francesca Donato intervista il farmacologo Marco Cosentino sull’allarme hantavirus: quanto sappiamo finora e cosa potrebbe nascondersi dietro certe narrazioni emergenziali? Il dottor Cosentino fa chiarezza su allarmismo mediatico, le reali modalità di contagio…
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PREMIARE E PUNIRE 🌺🌺🌺
Si è appena concluso l'enorme "esercizio" di valutazione della ricerca universitaria italiana, sulla base dei cui risultati dovrebbe essere assegnato "meritocraticamente" cica un terzo del finanziamento pubblico agli atenei. Anche io ho partecipato in qualità di "revisore" per la mia disciplina, finendo per essere uno tra le centinaia di docenti che nell'arco degli ultimi mesi hanno letto e quindi espresso un giudizio su decine di migliaia di pubblicazioni in rivista, libri, brevetti e simili. Finendo per scoprire che il risultato è sostanzialmente uguale a quello che si sarebbe ottenuto ripartendo il finanziamento su base capitaria. E in fondo poteva andare pure peggio. Per fortuna almeno il lavoro di revisione era pagato.
https://lavoce.info/archives/111314/il-gattopardo-alluniversita-valutare-per-non-cambiare/
Si è appena concluso l'enorme "esercizio" di valutazione della ricerca universitaria italiana, sulla base dei cui risultati dovrebbe essere assegnato "meritocraticamente" cica un terzo del finanziamento pubblico agli atenei. Anche io ho partecipato in qualità di "revisore" per la mia disciplina, finendo per essere uno tra le centinaia di docenti che nell'arco degli ultimi mesi hanno letto e quindi espresso un giudizio su decine di migliaia di pubblicazioni in rivista, libri, brevetti e simili. Finendo per scoprire che il risultato è sostanzialmente uguale a quello che si sarebbe ottenuto ripartendo il finanziamento su base capitaria. E in fondo poteva andare pure peggio. Per fortuna almeno il lavoro di revisione era pagato.
https://lavoce.info/archives/111314/il-gattopardo-alluniversita-valutare-per-non-cambiare/
Lavoce.info
Il Gattopardo all’università: valutare per non cambiare | A. Bellocchi, G. Travaglini e F. Vidoli
Il sistema per ripartire tra gli atenei la quota premiale basata sulla valutazione di qualità della ricerca è complesso, ma finisce per rispecchiarne la dimensione. Occorre riconsiderare gli obiettivi, rendendo più trasparente tutto il meccanismo.
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PREPAREDNESS 🌺🌺🌺
Secondo Wikipedia, questa parola significa "insieme di azioni intraprese a titolo precauzionale in previsione di potenziali disastri." A questo dovrebbero servire tra l'altro quei piani pandemici di cui la recente pandemia ci ha mostrato tutti gli enormi limiti, peraltro riconfermati integralmente nel nuovo piano. Al punto che viene da escludere che chi ne ha la responsabilità sia semplicemente stupido e incompetente, per concludere invece che sia intelligente e sappia quel che fa e che siano proprio quelli gli obiettivi perseguiti, come del resto sta accadendo da quasi quarant'anni su ogni fronte della vita pubblica, politica, economica e sociale.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/12/mancano-personale-e-terapie-intensive-litalia-impreparata/8382864/
Secondo Wikipedia, questa parola significa "insieme di azioni intraprese a titolo precauzionale in previsione di potenziali disastri." A questo dovrebbero servire tra l'altro quei piani pandemici di cui la recente pandemia ci ha mostrato tutti gli enormi limiti, peraltro riconfermati integralmente nel nuovo piano. Al punto che viene da escludere che chi ne ha la responsabilità sia semplicemente stupido e incompetente, per concludere invece che sia intelligente e sappia quel che fa e che siano proprio quelli gli obiettivi perseguiti, come del resto sta accadendo da quasi quarant'anni su ogni fronte della vita pubblica, politica, economica e sociale.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/12/mancano-personale-e-terapie-intensive-litalia-impreparata/8382864/
Il Fatto Quotidiano
Mancano personale e terapie intensive: l’Italia impreparata
Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Mancano personale e terapie intensive: l’Italia impreparata" pubblicato il 12 Maggio 2026 a firma di Vincenzo Bisbiglia e Linda Di Benedetto
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