Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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RARA AVIS 🌺🌺🌺
Da sempre le reazioni avverse dovute ai vaccini covid sono definite "rare". E da sempre noi ci diciamo che la segnalazione spontanea - unica metodologia impiegata dalle agenzie regolatorie pubbliche per monitorarne la sicurezza - *per definizione* non è in grado di definire la frequenza delle reazioni avverse. A dire il vero anzi non è nemmeno in grado di identificare tutte le possibili reazioni avverse, bensì solo una minoranza. Ora, la giornalista investigativa Maryanne Demasi chiede alle agenzie regolatorie quale sia secondo loro la frequenza delle reazioni avverse ai vaccini covid. E "onestamente" le agenzie rispondono che non lo sanno. Occhio non vede, appunto.
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I russofobi non ci hanno preso mai, però insistono
DI ELENA BASILE
(Elena Basile è una scrittrice e diplomatica italiana. Dal 2013 al 2021 è stata ambasciatrice in Svezia e Belgio. È stata insignita dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.).

Non abbiamo dati certi e informazioni credibili sui recenti accadimenti in Russia. Gli editorialisti dei giornali “importanti” ripetono speculazioni poco distanti l’una dall’altra che fanno inorridire. Mi viene spesso da pensare al marito di Hannah Arendt, il filosofo ebreo Günther Anders, che negli anni Sessanta (L’uomo è antiquato) già scriveva che un potere ludico e seduttivo avrebbe governato in modo totalitario sugli individui, privandoli di istruzione e senso critico. Le tesi che leggo in effetti sembrano dare per scontata l’ignoranza del gregge e la facile manipolazione delle menti. Sui giornali del cosiddetto mainstream, e naturalmente sulle pagine dell’Istituto di ricerca che ripete a pappagallo le posizioni dei Democratici Usa senza fare ricerca, ci viene spiegato che le cancellerie atlantiche sapevano tutto, ma non hanno voluto rivelare quanto a loro conoscenza per timore di essere coinvolte. Il silenzio viene addotto quale prova della estraneità ai fatti. Credo che neanche un bambino di dieci anni si farebbe persuadere da una tesi così balorda strombazzata sui media. È invece naturale e legittimo pensare l’opposto, anche se non se ne hanno le prove e si rimane su un terreno puramente speculativo. I servizi segreti atlantici e alcune capitali particolarmente accanite hanno seguito in silenzio avvenimenti che in contatti segreti con i mercenari hanno di fatto aiutato secondo un’antica tradizione: destabilizzare i Paesi senza domandarsi come poi gestire il chaos. Afghanistan, Iraq, Siria, Libia sono, mi sembra, precedenti innegabili.

Quando ero ambasciatrice in Svezia nel 2014, fui convocata insieme ai colleghi francese e tedesco a una colazione di lavoro dal polacco in presenza del vicesegretario generale della Nato e dell’ambasciatore statunitense, figlio di un’illustre personalità americana che aveva teorizzato e sostenuto l’allargamento della Nato a Est. All’ordine del giorno vi era il cambio di regime in Russia. Col francese e il tedesco restammo allibiti. La sottoscritta, l’unica donna, obiettò che il cambio di regime sarebbe stato augurabile da un lato, ma dall’altro, date le caratteristiche del Paese, avrebbe potuto portare a un’anarchia pericolosa in una potenza nucleare. Dopo di me intervennero sulla stessa onda il francese e il tedesco. All’epoca Berlino, Parigi e Roma marciavano all’unisono per temperare le foghe bellicistiche di anglosassoni, baltici, polaccchi e scandinavi contro la Russia. Oggi siamo tutti allineati al delirio che storici ed editorialisti, come veri cani da guardia, alimentano.

Prigozhin, una volta considerato un feroce criminale, il cosiddetto “cuoco macellaio”, oggi viene citato nei media democratici come un alfiere della verità che avrebbe smascherato Putin negando… l’innegabile. La guerra non sarebbe scoppiata per la violenza del potere di Kiev e la discriminazione verso le popolazioni russofone, o a causa della penetrazione economica e militare anglosassone in Ucraina, oppure per non aver voluto concedere la neutralità a Kiev, richiesta da Mosca a partire almeno dal 2007, no… ma per ragioni non bene illustrate che forse coinciderebbero con i sogni di potere e ricostituzione del potere imperiale da parte di un Cremlino impazzito. Mah! A me sembrerebbe che la ripetizione della più stolida propaganda occidentale, da parte del mercenario sanguinario, sia sospetta e in parte rivelatrice di contatti che vi sarebbero stati con i servizi segreti di capitali atlantiche, come uno dei pochi analisti ancora credibili ha del resto già affermato.

Segue...
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Nel febbraio del 2022, quando l’invasione russa è iniziata (era stata annunciata da mesi e provocata dall’abbaiare della Nato a partire dal 2014), la maggior parte delle nostre intelligenze confortavano le esternazioni deliranti di Biden, riferendosi a una caduta dello Zar aiutata dalla prevedibile crisi economica e dall’auspicato isolamento di Mosca. Le maldestre previsioni sono state smentite dalla realtà. Qualche storico e apprezzato intellettuale si è scusato? Non mi pare. Ora ricominciano ad annunciare la prossima caduta del dittatore. Non c’è più pudore. Non so cosa accadrà in Russia, ma gli scenari possibili, come già affermato dal direttore di questo giornale, sono tutti a nostro sfavore: il rafforzamento di Prigozhin a scapito di Putin, o il rafforzamento dello Zar che seguirà i consigli della destra in una guerra che finora ha limitato l’impatto violento sulla popolazione civile, o peggio ancora l’instabilità di una potenza nucleare, dovrebbero fare inorridire l’Occidente. Invece i toni sono velatamente trionfalistici. Diplomatici di cui ho rispetto e a cui devo molto balbettano accanto ai ministri degli Esteri e ai capi di governo che la pace è possibile solo se Putin ritira le sue truppe dai territori occupati, cioè se la Russia si arrende. Lascio ai fratelli Marx i commenti satirici.

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NUOVOATLANTE
di Alessandro Orsini
Il bluff di Prigozhin. I russi potevano rovesciare Putin e non l’hanno fatto.

Prigozhin ha minacciato di marciare su Mosca. La conclusione immediata dei media italiani è stata che Putin è debole, isolato e pronto per essere ammazzato. Su Libero di Alessandro Sallusti, sono volati insulti contro questa rubrica mentre il permalosissimo Enrico Mentana dava il peggio di sé su Twitter contro i pacifisti. In Italia va così: il progetto illuministico, che prevede di portare qualunque fatto o affermazione davanti al tribunale della ragione, è morto da tempo.

Nessuno mi fraintenda: tutto può accadere. Riconosco che Putin potrebbe essere assassinato. Ho sempre detto che la Nato in Ucraina rappresenta una minaccia esistenziale per la Russia. Tuttavia anche Biden potrebbe morire per mano di un concittadino com’è accaduto ad altri presidenti americani. Sostai per ore davanti alla Casa Bianca per vedere Obama uscire con la scorta. Che cosa impressi nel mio taccuino etnografico? Il convoglio che protegge il presidente americano è talmente impressionante che sembra concepito per attraversare una città sotto i bombardamenti. I miei occhi videro uno stuolo di limousine identiche dai vetri oscurati: soltanto una ospitava il presidente. Se un americano come Timothy McVeigh volesse uccidere il presidente rischierebbe di colpire l’auto sbagliata oltre a fronteggiare mezzo esercito. Sarebbe interessante comparare la scorta di Biden a Washington con quella di Putin a Mosca. Simili dettagli non vengono notati in Occidente perché, come insegnano Schütz e Garfinkel, l’uomo comune non mette il mondo tra parentesi nel senso che l’uomo medio, non diversamente da Corriere, Repubblica e Stampa, vive di pensieri non pensati. Questi quotidiani danno per scontato che i presidenti siano amati in democrazia e odiati in dittatura, ma questo è un pregiudizio che andrebbe sottoposto a verifica. Nella mia esperienza di ricercatore, ho trovato che i presidenti delle democrazie occidentali sono spesso odiati più di quelli delle dittature. Avendo una mentalità antiscientifica, Corriere, Repubblica e Stampa interpretano questa mia affermazione come un sostegno alle dittature, ma non è così. Io sostengo la mentalità scientifica che raggiunge il culmine nel pensiero contro-intuitivo.

Questa premessa mi conduce a Prigozhin. La sua insubordinazione – dicono i media dominanti – dimostra che Putin è debole, odiato e pronto per essere ammazzato. L’evidenza empirica conferma la tesi di Fontana e Mieli vari? Secondo gli studi scientifici, le rivoluzioni non avvengono per caso. Una delle condizioni necessarie è che al popolo o alla classe dirigente sia data un’occasione per rivoltarsi contro il dittatore. Basta una scintilla e tutto esplode. Ebbene, la ribellione di Prigozhin è stata un incendio che nessuno ha cercato di sfruttare per spodestare Putin, né il popolo è insorto contro di lui come accadde a Ben Alì nel dicembre 2010 in Tunisia, quando un commerciante si diede fuoco per protestare contro una multa: scintilla e poi rivoluzione.

Perché la classe dirigente e il popolo russo si sono compattati intorno a Putin anziché ferirlo a morte? Un’ipotesi – che nella scienza è una spiegazione provvisoria in attesa di verifica – è che, forse, i russi amano Putin più di quanto gli americani amino Biden e che la classe politico-militare russa sia compatta intorno a Putin. Sta alla scienza rispondere a una simile domanda, mica alla pancia di Crosetto. L’evidenza empirica mostra che i russi hanno rifiutato un’occasione d’oro per rovesciare Putin. I russi vogliono un presidente filo-russo e non un presidente filo-americano come Khodorkovsky.

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LA QUADRA 🌺🌺🌺
Smaltire le dosi inutilizzate in acque profonde.
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PENOMETRIA APPLICATA 🌺🌺🌺
La rassegna stampa di oggi in tema di università è monopolizzata dalle statistiche sulle "migliori" università al mondo. Ovviamente, queste classifiche non hanno alcun senso, tanto più per il sistema universitario italiano che - malgrado la riforma del 2010 - rimane un sistema nazionale a rete di livello complessivamente medio-alto e con peculiarità tali da sottrarsi a una qualsiasi misurazione tramite metriche nate per contesti commerciali e marchettari quali quello anglosassone d'oltreoceano. La questione in sé avrebbe quindi rilievo nullo, non fosse che torna utile per ribadire come si facciano classifiche della qualunque, ma non l'unica classifica che avrebbe senso alla luce di quanto è avvenuto nell'ultimo quadriennio, ovvero in quali regioni, province, territori e ospedali si sia curato meglio il covid. E, di conseguenza, in che modo, con quali farmaci e procedure.
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Forwarded from Ilaria Bifarini (Ilaria Bifarini)
.L'attuale inflazione in Europa è frutto della bolla speculativa sugli energetici e delle folli politiche green, che a cascata si ripercuotono su tutti i costi di produzione e di consumo. La politica monetaria della Bce non fa che aggravare la situazione spingendoci verso il baratro della recessione. Gli effetti delle (auto)sanzioni? Aver sostituito il gas naturale russo col più caro e inquinante gas liquefatto statunitense. La grande vittima di questo conflitto bellico è l'Europa, sempre più colonia americana e prigioniera di un'Unione Europea nemica delle sue stesse popolazioni.
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
"Questo recentissimo articolo di John Mearsheimer, che traduciamo e pubblichiamo, raccoglie gli argomenti fondamentali degli interventi pubblici recenti e prossimi del grande studioso americano. Difficile sopravvalutarne l’importanza. In esso si ritrovano, corredati da un ampio apparato di note e documenti, gli elementi essenziali della situazione in Ucraina, e dei suoi prossimi, probabili sviluppi. Come d’uso, Mearsheimer li esprime con la massima semplicità e chiarezza, in uno sforzo di obiettività e perspicuità che gli fa onore.

Buona lettura,"

Roberto Buffagni

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-john_mearsheimer__il_buio_che_ci_sta_davanti_dove__diretta_la_guerra_in_ucraina/39602_50210/
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SNEAKING OUT THE BACKDOOR 🌺🌺🌺
(with a grin)
Silenziosamente e senza alcuna spiegazione, l'Australia elimina i vaccini covid Moderna per i bambini fino a 12 anni. Non è chiaro se la ragione siano gli effetti avversi gravi (numerosi già nei trial registrativi) oppure le scarse prospettive commerciali. Qual che è certo è che in Australia Moderna non è un vaccino per bimbi. E forse neanche per adulti e anche nel resto del mondo. Che è poi il dubbio che al momento riguarda qualsiasi vaccino covid. Diciamocelo.
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AHI SETTEMBRE 🌺🌺🌺
Il prossimo autunno riproporrà temi di politica sanitaria d’attualità, con potenziale forte impatto sulla popolazione. La CMSi segnala tre temi importanti e urgenti nel suo comunicato del 4 Luglio 2023:
1) la discussione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-25
2) le politiche sanitarie internazionali antiCOVID, in una lettera aperta della CMSi alla Direzione Generale OMS/WHO
3) la trasparenza dei dati ISS su tutti gli esiti sanitari per stato vaccinale.

Sono pronto e tocca a me / L'aria fresca soffierà / L'armatura non l'avrò / Ahi settembre partirò
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LUNGHI VACCINI 🌺🌺🌺
Dopo aver chiarito, come di prammatica, che i vaccini covid hanno salvato milioni di vite, questo editoriale di Science approfondisce lo stretto parallelo tra Long Covid e Long Vax, riconoscendo le numerose somiglianze in particolare rispetto a quadri quali la neuropatia delle piccole fibre e la POTS. Si moltiplicano nel mondo iniziative e progetti di studio che affrontano le interconnessioni tra i due temi, e questo è un bene. Per parte nostra, stiamo da molti mesi lavorando precisamente in questa direzione e speriamo di giungere presto a qualche risultato di rilievo clinico.
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FARE COSE 🌺🌺🌺
Le conoscenze scientifiche rendono possibili molteplici tecniche che a loro volta consentono virtualmente infinite possibilità di modificare il mondo. Ma non è vero che per il solo fatto che qualcosa è possibile questa verrà realizzata. E' invece necessario che si crei un contesto favorevole all'aggregarsi di interessi di solito economici. A questo provvede la politica.
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MIOCARDITI BENIGNE 🌺🌺🌺
Alle fine dello scorso giugno è morto improvvisamente per un attacco cardiaco il cestista dominicano Óscar Cabrera Adames, che all'inizio del 2022 si rammaricava per aver fatto il vaccino covid trovandosi quindi a soffrire per una probabile miocardite. La notizia pare origini dal NY Post e viene rimbalzata da molti siti. Se la vicenda fosse davvero andata come viene raccontata, esemplificherebbe al meglio i rischi intrinseci a qualsiasi infiammazione cardiaca, tra cui aritmie, cardiomiopatie e insufficienza cardiaca. Comunque sia, la superficialità e la disinvoltura con cui certa gente liquida determinati danni cardiaci definendoli "benigni", "lievi" e "transitori" appare troppo spesso criminosa.

Grazie a Maryla Grandelis per la segnalazione.
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