Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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GLI ARTIFICI DELL'IA 🌺🌺🌺
Nella rassegna stampa di stamattina, spiccano due articoli sull'IA il cui accostamento forma un quadro quanto meno curioso. Da un lato, un'intervista de Il Giornale a un tale che assomiglia a un Carlo Conti meno abbronzato ma che pare sia direttore di un’agenzia per l’Italia Digitale, che si dice abbia la responsabilità di coordinare e promuovere la "strategia nazionale" per l’intelligenza artificiale.
https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/vi-spiego-perch-italia-l-ia-non-deve-farci-paura-2561197.html
Osserva costui che "Non bisogna avere paura dell’intelligenza artificiale: è parte di una grande rivoluzione in atto, ma non mina i posti di lavoro delle persone. Oggi la sfida a livello globale non è IA contro essere umano, ma è tra gli esseri umani che sanno progettarla, realizzarla e governarla contro gli esseri umani che invece non ne sono capaci". Col che implicitamente ammonendoci sul fatto che ci conviene addivenire a patti con l'IA a rischio diversamente di esserne travolti. Non da lei ma da chi la controlla. Il che è, a ben vedere, ben più che una mezza verità.
Dall'altro lato, un post sul blog substack di quella cospirazionista antivax e propal di Catlin Johnstone che titola niente meno "Vogliono che tu faccia affidamento sull'intelligenza artificiale così perderai la tua intelligenza naturale", e scrive poi tra l'altro "Possono controllare le macchine, ma non possono controllare la mente umana. Quindi vogliono che abbandoniate la vostra mente per le macchine. Vogliono che vi affidiate all'intelligenza artificiale in modo che smettiate di usare la vostra intelligenza organica."
https://www.caitlinjohnst.one/p/they-want-you-relying-on-artificial
Personalmente, credo abbiano ragione tutti e due. Nel senso che è ormai chiaro che anche su questo tema esistono due fazioni e che ancora una volta pare inevitabile doversi schierare. E come sempre, per chi ha gli occhi per vedere è altrettanto chiaro dove stiano i "buoni"e dove i "cattivi".
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QUI NON E' COME IN RUSSIA E IN CINA 🌺🌺🌺
Signora mia.

"In Europa un cittadino è assolutamente libero di pubblicare un libro che imbarazza i propri governanti. E se lo fa non gli succede nulla di brutto. Anzi, ottiene fama e onori."

Qui la storia tutta da leggere.

https://www.facebook.com/emanuele.maggio.31/posts/pfbid02WydNR37vKARvCaqCJ7AAF2GS4x2gDe1RmVQin9iw3vRBJLBAMMLpXzKs2kiYsPxHl
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IL MULO DEGLI ALTRI 🌺🌺🌺
In Lombardia, con la delibera n. XII/4986 gli ospedali pubblici metteranno a disposizione posti letto, risorse e personale alla sanità privata, per tramite di assicurazioni, dentro le proprie strutture. Strutture pubbliche al servizio della sanità privata.

https://www.facebook.com/vittorio.fontana.52/posts/pfbid02oKTmmzTudco4JCkVgxtrunZkvkwoD23hzNm1ktjCHXmF6oNSHEvUK7LdcR5mgmhxl
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PSA O NON PSA? 🌺🌺🌺

Il post odierno di Sensible Medicine è firmato da John Mandrola e commenta un importante studio europeo pubblicato qualche giorno fa sull'autorevolissimo NEJM che ha misurato in un arco di 23 anni su 160.000 uomini tra i 55 e i 69 anni l'impatto di fare o non fare periodicamente una misurazione del PSA (prostate specific antigen) come indicatore di un possibile carcinoma prostatico. Gli effetti sono stati valutati sulla mortalità per carcinoma prostatico e sulla mortalità per tutte le altre cause.

Secondo questo studio, dopo 23 anni la mortalità per cancro alla prostata era inferiore del 13% nel gruppo sottoposto a screening (con un intervallo di confidenza al 95% tra 0,80 e 0,95). I tassi assoluti di mortalità per cancro alla prostata erano dell'1,4% nel braccio sottoposto a monitoraggio rispetto contro l'1,6% nel braccio di controllo. Quindi la riduzione del rischio assoluto è stata dello 0,2%. Ciò significa che il numero di soggetti da sottoporre a screening per prevenire un decesso per cancro alla prostata è di circa 500. Quest'ultimo parametro è leggibile anche nel senso che 499 uomini su 500 non traggono alcun beneficio dall'essere invitati a sottoporsi a monitoraggio.

La mortalità per tutte le altre cause non differiva in alcun modo tra i due gruppi.

Il post rende anche conto della posizione degli urologi, i quali comunque sostengono l'opportunità di sottoporsi a misurazione del PSA dopo i 55-60 anni.

L'autore del post così conclude: "Non essendo un urologo, non posso contestare questi commenti [Mandrola è cardiologo]. Posso parlare solo dal punto di vista del Marziano Neutrale e del paziente. Ovvero, avere un PSA positivo sarebbe un vero disastro. Ci si preoccuperebbe. Bisognerebbe sottoporsi a risonanze magnetiche, test genetici, ecc. Forse si potrebbe evitare una biopsia. Forse no. In assenza di effetti più significativi sulla riduzione della mortalità, il mio cervello minimizzatore vede le altre 9.999 malattie che potrebbero farmi fuori. E rinuncerei allo screening del PSA."

Personalmente, mi trovo al momento in sintonia con queste conclusioni, ma capisco che ci possono essere sensibilità differenti. L'importante è fondare le proprie scelte sui dati e sulle loro corrette interpretazioni, e in tal senso questo post offre davvero un buon servizio.

https://www.sensible-med.com/p/the-psa-screening-test-and-humility
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A FIUME VENETO 🌺🌺🌺
Giovedì 6 novembre.
Grazie a Emilio Mordini per l'invito 🙏
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QUI NON E' COME IN RUSSIA E IN CINA 🌺🌺🌺
La notizia di oggi è che il giornalista che qualche settimana fa pose alla portavoce della Commissione Europea la seguente domanda: “Se la Russia dovrà pagare per la ricostruzione dell’Ucraina, Israele dovrà fare lo stesso per Gaza?” senza peraltro ricevere risposta, è stato licenziato dall'agenzia per cui lavorava la quale avrebbe dichiarato che a causa di questa domanda "tecnicamente sbagliata" il "rapporto di fiducia con il collaboratore era venuto a cessare". E dal giardino della democrazia e della libertà per ora è tutto, linea alo studio.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/04/giornalista-licenziato-gaza-israele-notizie/8184913/
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Forwarded from ContiamoCi!
📚 La scuola sospesa tra istruzione e pedagogismo
🔍 Capire l’origine della crisi educativa per costruire una scuola migliore

La scuola italiana vive una fase decisiva: perdita dei saperi, fragilità delle competenze di base, digitalizzazione senza criteri, riforme continue senza risultati reali.

🎤 Due giornate per fare chiarezza, ascoltare studiosi e insegnanti, e tornare al cuore dell’educazione: la trasmissione del sapere come fondamento della libertà e della crescita personale e civile.

🗓 15 novembre - 14:45-19:00
🗓 16 novembre - 8:45-13:00
📍 Corso Fogazzaro 18, Vicenza

📩 Prenota ora il tuo posto: eventi@contiamoci.net

📕 Novità editoriale!
Durante il convegno sarà presentato e disponibile il nuovo libro:

"Salvare i saperi per salvare la scuola"
a cura di Elisabetta Frezza

Un’opera corale che denuncia la perdita delle basi culturali nella scuola e propone una via per restituirle dignità, serietà, profondità.

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🙏 Partecipa e diffondi
Per chi vuole una scuola che restituisca ai giovani strumenti, conoscenza e libertà interiore.
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BUTTATO FUORI PER UNA DOMANDA, LA PUNTA DELL'ICEBERG DELLO SFRUTTAMENTO NEL GIORNALISMO

Il caso di Gabriele Nunziati, collega a cui Agenzia Nova ha troncato la collaborazione per aver posto semplicemente una domanda alla portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho ("Pensa che Israele dovrebbe ripagare per i danni fatti a Gaza, visto che ha quasi totalmente distrutto la Striscia e le sue infrastrutture?"), suo malgrado rappresenta la condizione purtroppo normale - letteralmente: nella norma - del giornalismo italiano.
Un settore ad altissimo tasso di precarietà, fondato sullo sfruttamento generalizzato della professionalità, con fior di cronisti appesi agli andirivieni e ai tagli di bilancio di aziende editoriali per la maggior parte gestite, specie nell'improvvisato fai-da-te del web, in modo dilettantesco o, quando proprio va bene, con metodi padronali la cui vittima designata è il loro stesso oggetto sociale: l'informazione. Di regola, con altrettanto normalizzata ipocrisia, omaggiata con un'enfasi retorica inversamente proporzionale al suo effettivo rispetto nei fatti.
Questo a dire che se è la cattedrale di menzogne e omissioni rappresentata dalla propaganda Ue a fornire la motivazione politica, è però un certo modo di intendere la produzione di notizie, a costituire il problema di fondo di un sistema mediatico compromesso anche nelle sue ramificazioni minori. Agenzia Nova è stata fondata più di vent'anni da Fabio Squillante, autore della nota inviata a Fanpage con la spiegazione, se si vuole onesta nella sua spudoratezza, in cui ammette che il "rapporto di fiducia" è "venuto a cessare" perchè il contenuto di quella semplice domanda ha messo il collaboratore fuori dalla linea politica dell'agenzia.
Ora, Squillante risulta "direttore generale", s'intende dell'impresa. Mi domando se sia vivo, anche se evidentemente non lotta in mezzo a noi, il direttore responsabile della testata. Basta fare un rapido controllo al sito (sulla cui homepage deve esserne per legge indicato il nome), per trovare quello di Riccardo Bormioli, già alla direzione di un'altra agenzia, Aga, oltre che ex vicedirettore di BresciaOggi.
Per prassi, buonsenso e, secondo me, anche dovere, avrebbe dovuto semmai essere lui a esprimersi (anche perché, da contratto nazionale, è il direttore responsabile che, almeno formalmente, avrebbe l'esclusivo potere di decidere assunzioni, licenziamenti ecc). Mi si dirà: perchè intignarsi su questo particolare, che sa appunto di questione formale più che sostanziale? Perchè invece ha molto di sostanziale.
Perché ci sono realtà, in quella giungla che sono i media di taglia varia, in cui editori, amministratori e figure giornalistiche di vertice si scambiano i ruoli, palesando un dato, se si vuole ovvio ma non per questo accettabile, comune un po' a tutti: e cioè che il giornalista il quale, nella sua ingenuità, magari vorrebbe fare questo bellissimo mestiere da giornalista, e non da agitprop, è sotto scopa di chi può buttarlo fuori il giorno dopo, in quanto è l'intera piramide a poggiare su collaborazioni evanescenti, in genere sottopagate, e con la spada di damocle di una strutturale insicurezza sopra la testa.
Non so se fosse così anche per il collega Nunziati. Ma vi assicuro che è così per un buon 80% della manovalanza a basso costo che corrisponde alla base di soldati semplici del giornalismo in Italia. Fanti di quella guerra per la manipolazione del consenso in cui i primi a farne le spese, giù in basso nelle trincee, sono quelli che in ogni stramaledettissima guerra sono da sempre mandati a dare il proprio sangue come carne da macello.

Alessio Mannino

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Forwarded from Giubbe Rosse
PARAMOUNT HA CREATO UNA LISTA NERA DI STAR CONSIDERATE OSTILI A ISRAELE
Fonte: i24 News
Secondo un articolo pubblicato da Variety, la Paramount Pictures, sotto la direzione del suo nuovo capo David Ellison, avrebbe stilato una lista nera di talenti ritenuti "apertamente antisemiti", "xenofobi" o "omofobi". Tra gli attori coinvolti, nomi come Javier Bardem, Joaquin Phoenix, Emma Stone e Mark Ruffalo potrebbero essere rifiutati in studio nel prossimo futuro.

Questa decisione si inserisce in un contesto di tensione sullo sfondo della guerra a Gaza: lo scorso settembre, la Paramount è diventata il primo grande studio di Hollywood a respingere pubblicamente una lettera che chiedeva un boicottaggio culturale delle istituzioni cinematografiche israeliane, accusate di "genocidio e apartheid" contro i palestinesi. La lettera, che è stata ampiamente pubblicizzata, è stata firmata da centinaia di registi e attori, tra cui Bardem, Stone, Phoenix, Ruffalo, Olivia Colman, Tilda Swinton e Ava DuVernay.

Variety riporta che l'iniziativa di David Ellison mira anche a ridefinire il profilo di Paramount, con un focus su contenuti che siano "America-centrici" e potenzialmente favorevoli ai sostenitori del MAGA. Questo orientamento potrebbe influenzare la scelta dei talenti assunti, con una preferenza per quelli allineati con la nuova visione dello studio.


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AUTOIMMUNITA' VACCINALE 🌺🌺🌺
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche un autore italiano), che caratterizza in clinica e in un modello animale il meccanismo che causerebbe la miocardite da vaccino COVID-19a RNA.
Scrivono gli autori che "le cellule T di pazienti con miopericardite acuta riconoscono epitopi Spike codificati dal vaccino omologhi a quelli delle proteine ​​cardiache. Uno di questi epitopi, che mima una sequenza amminoacidica di un canale del K+ espresso dai cardiomiociti, ha indotto miopericardite acuta nei topi. Quando sono state analizzate le risposte funzionali al canale Kv2, i pazienti con miopericardite acuta dopo la vaccinazione con RNA, ma non i pazienti con COVID-19, hanno mostrato un pattern espanso di produzione di citochine simile a quello osservato nei topi con miopericardite acuta e nella miocardite autoimmune. Fondamentalmente, l'autoimmunità delle cellule T segrega nei linfociti T che esprimono cMet (fattore di transizione epiteliale c-mesenchimale) cardiotropico ed è prevenuta dall'inibizione di cMet, suggerendo che l'imprinting cardiaco, consentito dalla biodistribuzione unica del vaccino a RNA, sia necessario per lo sviluppo di miopericardite acuta."
In altri termini, il meccanismo promosso in questo studio sarebbe legato alla somiglianza tra un pezzo di Spike e un pezzo di proteina cardiaca che svolge la funzione di canale per il potassio. Molto interessante il fatto che la medesima risposta immunitaria la si nota nelle persone con COVID-19 ma in costoro non si manifesta miopericardite acuta. Ipotizzano gli autori che oltre alla somiglianza molecolare siano in gioco altri fattori tra cui la biodistribuzione sistemica del vaccino, che viene iniettato, diversa e di regola molto più estesa e penetrante di quella del virus, che viene inalato, nonché fattori forse anche di natura immunologica e genetica. A dire insomma che con qualche ulteriore ricerca forse si potrebbero identificare marcatori indicativi delle persone a maggior rischio di sviluppare miopericardite acuta da vaccino. E comunque, con buona pace dei grandi studi epidemiologici che ammoniscono sul maggior rischio di miopericardite acuta dopo COVID-19 rispetto al vaccino, questa ricerca pare suggerire cose diverse.
Due ultime considerazioni: questi ricercatori non si occupano dell'eventuale presenza della proteina Spike nelle lesioni miocardiche, riportata invece in altri studi. Perdiamo così l'occasione di saperne di più sul possibile ruolo di questa proteina come indicatore del coinvolgimento dei vaccini nel danno cardiaco. Altra cosa: gli autori non pare abbiamo conflitti di interesse di rilievo e lo studio è realizzato con fondi pubblici istituzionali. Non specificamente dedicati alla ricerca sui vaccini, sarebbe forse chiedere troppo, ma insomma bravi costoro a orientarsi su questo tipo di ricerca di cui da sempre si sente il bisogno, A testimonianza del fatto che talvolta volere pare davvero corrispondere a potere.

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.125.074644
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Forwarded from SilvioDallaTorre (Silvio Dalla Torre)
Nel 2024 si sono registrate 370000 nascite in Italia, il numero più basso da quando si raccolgono i dati statistici. Il tasso di fecondità è sceso all'1,18 per donna, uno dei più bassi al mondo. Continuando di questo passo la popolazione italiana è destinata a dimezzarsi nel giro di alcuni decenni. 
 Di fronte a questi dati , che per la loro gravità dovrebbero preoccupare una classe dirigente degna di questo nome, la reazione è di indifferenza. Alcuni si consolano ricordando che il resto d'Europa non si trova in una situazione molto migliore della nostra. Altri pensano che i vuoti che si verranno a creare nel prossimo futuro potranno  essere riempiti dagli immigrati. 
Quest'ultima convinzione, che è ormai diventata uno dei capisaldi ideologici della cosiddetta sinistra, poggia su presupposti assurdi.  Una sostituzione etnica di questa portata   (  a questo infatti  si arriverà se i tassi di entrata e il declino della popolazione autoctona rimarranno costanti)  è qualcosa di inedito nella storia dell'umanità. Chi porta al riguardo l'esempio americano non tiene conto che gli Stati Uniti  erano un paese di recente colonizzazione , con vaste aree largamente spopolate o abitate da tribù di raccoglitori/cacciatori. L'inserimento dei nuovi arivati era dunque qualcosa di abbastanza naturale, non andando ad intaccare , al netto del genocidio subito dai nativi,   gli equilibri consolidati (e malgrado questo,  noi sappiamo quale violenza abbiano assunto i contrasti etnici e razziali nella storia di quel paese). In Europa ci troviamo di fronte a una realtà del tutto diversa. Le comunità grandi e piccole hanno alle spalle una storia molto antica e la densità abitativa è ancora molto alta. Sconvolgere in pochi anni questa situazione con un atto di ingegneria sociale  porterà fatalmente a reazioni di rigetto sgradevoli per tutti. 
Bisogna quindi avere il coraggio di dire che dalla  crisi demografica si esce solo attraverso una svolta di natura economica e  culturale. Da un lato è necessario sostenere le famiglie con provvedimenti di tipo fiscale, con contributi diretti, concedendo le massime garanzie sul piano lavorativo alle donne durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, costruendo asili accessibili a tutti; dall'altro lato bisogna far comprendere che avere dei figli non è una condanna , ma un grande privilegio.
 Sono cose facili a dirsi ma non a farsi, in quanto richiedono un cambiamento drastico e rapido rispetto alle politiche economiche e  all'ideologia diffusa degli ultimi decenni. C'è da sperare ( ma sono poco fiducioso al riguardo) che il popolo italiano trovi, al suo interno, la forza morale per attuare questa svolta indispensabile.
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“L’Europa non è in crisi: è la crisi”. Così potrebbe riassumersi la tesi di questo libro. Eurosuicidio è una diagnosi lucida e impietosa del fallimento strutturale dell’Unione Europea per come è stata concepita e realizzata. Gabriele Guzzi, economista e filosofo tra i più brillanti della nuova generazione, mostra con chiarezza come l’attuale marginalità economica e geopolitica dell’Italia – e sempre più dell’intero Continente – non sia un esito accidentale, ma la conseguenza logica delle scelte fondative di questa integrazione europea. L’Unione Europea non è stata la salvezza promessa: è diventata il principale artefice del nostro declino, privando l’Italia di strumenti indispensabili non solo per sostenere la propria economia, condannandola a decenni di stagnazione, ma anche per assicurare l’efficace funzionamento del proprio sistema democratico. Le idee che guidano l’attuale costruzione europea – a partire proprio dalla moneta unica – rappresentano così le cause più profonde del suicidio che il continente sta oggi mettendo in atto in tutti i principali ambiti politici, industriali e geopolitici, dalla guerra in Ucraina alla guerra commerciale con gli Stati Uniti. Con una scrittura brillante e uno sguardo insieme economico, politico e culturale, il libro affronta senza infingimenti la grande mistificazione del discorso europeista: l’idea che l’UE sia stata un fattore di pace, progresso e modernizzazione. Al contrario, l’autore ne ricostruisce la natura ideologica e dogmatica, fino a proporre una vera e propria teologia politica dell’euro, come surrogato spirituale di una classe dirigente priva di visione. Ma Eurosuicidio non si ferma alla diagnosi e lancia una sfida politica e culturale, avanzando una proposta concreta e visionaria su come superare l’attuale costruzione europea. Perché solo se sapremo riconoscere gli errori del passato, disfacendo con coraggio ciò che non funziona, sarà possibile immaginare un domani migliore per l’Italia e una nuova cooperazione tra Stati, fondata su giustizia, democrazia e pace.

«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».

Lucio Caracciolo

«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».

Marco Travaglio

«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».

Franco Cardini

«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».

Dani Rodrik

«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».

Wolfgang Streeck

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LA SCIENZA E' LIBERA 🌺🌺🌺
E libero ne è l'insegnamento.
(Costituzione della Repubblica, art. 33)

"Sta maturando insomma il passaggio dalla visione neoliberista di un'università azienda, incaricata di produrre il capitale umano necessario al mercato del lavoro, che già tradiva la missione costituzionale di offrire ai più giovani strumenti per la lettura critica del reale, a un'università che sembra preannunciarsi destinata a finire sotto il tacco del ministro di turno, gerarchizzata e sempre meno libera."
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BORN IN THE USA 🌺🌺🌺
Ma, di preciso, perché gli addetti alle pulizie in stazione e sui treni portano giubbetti con scritto sulla schiena "cleaning service" e non tipo "pulizie"? E, soprattutto, perché sono tutti immigrati?
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SCUSAVA ANCA PRIMA! 🌺🌺🌺
Avrebbe detto mia nonna, con le vocali chiuse e gutturali proprie del dialetto lombardo oltrepadano.
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Forwarded from Giubbe Rosse
AUTOIMMUNITÀ VACCINALE
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.

del prof. Marco Cosentino

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NELL'URNA 🌺🌺🌺
O ci vai, o ti ci mettono.
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IL VACCINO DI PANDORA 🌺🌺🌺
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
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