Forwarded from SilvioDallaTorre (Silvio Dalla Torre)
Nel 2024 si sono registrate 370000 nascite in Italia, il numero più basso da quando si raccolgono i dati statistici. Il tasso di fecondità è sceso all'1,18 per donna, uno dei più bassi al mondo. Continuando di questo passo la popolazione italiana è destinata a dimezzarsi nel giro di alcuni decenni.
Di fronte a questi dati , che per la loro gravità dovrebbero preoccupare una classe dirigente degna di questo nome, la reazione è di indifferenza. Alcuni si consolano ricordando che il resto d'Europa non si trova in una situazione molto migliore della nostra. Altri pensano che i vuoti che si verranno a creare nel prossimo futuro potranno essere riempiti dagli immigrati.
Quest'ultima convinzione, che è ormai diventata uno dei capisaldi ideologici della cosiddetta sinistra, poggia su presupposti assurdi. Una sostituzione etnica di questa portata ( a questo infatti si arriverà se i tassi di entrata e il declino della popolazione autoctona rimarranno costanti) è qualcosa di inedito nella storia dell'umanità. Chi porta al riguardo l'esempio americano non tiene conto che gli Stati Uniti erano un paese di recente colonizzazione , con vaste aree largamente spopolate o abitate da tribù di raccoglitori/cacciatori. L'inserimento dei nuovi arivati era dunque qualcosa di abbastanza naturale, non andando ad intaccare , al netto del genocidio subito dai nativi, gli equilibri consolidati (e malgrado questo, noi sappiamo quale violenza abbiano assunto i contrasti etnici e razziali nella storia di quel paese). In Europa ci troviamo di fronte a una realtà del tutto diversa. Le comunità grandi e piccole hanno alle spalle una storia molto antica e la densità abitativa è ancora molto alta. Sconvolgere in pochi anni questa situazione con un atto di ingegneria sociale porterà fatalmente a reazioni di rigetto sgradevoli per tutti.
Bisogna quindi avere il coraggio di dire che dalla crisi demografica si esce solo attraverso una svolta di natura economica e culturale. Da un lato è necessario sostenere le famiglie con provvedimenti di tipo fiscale, con contributi diretti, concedendo le massime garanzie sul piano lavorativo alle donne durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, costruendo asili accessibili a tutti; dall'altro lato bisogna far comprendere che avere dei figli non è una condanna , ma un grande privilegio.
Sono cose facili a dirsi ma non a farsi, in quanto richiedono un cambiamento drastico e rapido rispetto alle politiche economiche e all'ideologia diffusa degli ultimi decenni. C'è da sperare ( ma sono poco fiducioso al riguardo) che il popolo italiano trovi, al suo interno, la forza morale per attuare questa svolta indispensabile.
Di fronte a questi dati , che per la loro gravità dovrebbero preoccupare una classe dirigente degna di questo nome, la reazione è di indifferenza. Alcuni si consolano ricordando che il resto d'Europa non si trova in una situazione molto migliore della nostra. Altri pensano che i vuoti che si verranno a creare nel prossimo futuro potranno essere riempiti dagli immigrati.
Quest'ultima convinzione, che è ormai diventata uno dei capisaldi ideologici della cosiddetta sinistra, poggia su presupposti assurdi. Una sostituzione etnica di questa portata ( a questo infatti si arriverà se i tassi di entrata e il declino della popolazione autoctona rimarranno costanti) è qualcosa di inedito nella storia dell'umanità. Chi porta al riguardo l'esempio americano non tiene conto che gli Stati Uniti erano un paese di recente colonizzazione , con vaste aree largamente spopolate o abitate da tribù di raccoglitori/cacciatori. L'inserimento dei nuovi arivati era dunque qualcosa di abbastanza naturale, non andando ad intaccare , al netto del genocidio subito dai nativi, gli equilibri consolidati (e malgrado questo, noi sappiamo quale violenza abbiano assunto i contrasti etnici e razziali nella storia di quel paese). In Europa ci troviamo di fronte a una realtà del tutto diversa. Le comunità grandi e piccole hanno alle spalle una storia molto antica e la densità abitativa è ancora molto alta. Sconvolgere in pochi anni questa situazione con un atto di ingegneria sociale porterà fatalmente a reazioni di rigetto sgradevoli per tutti.
Bisogna quindi avere il coraggio di dire che dalla crisi demografica si esce solo attraverso una svolta di natura economica e culturale. Da un lato è necessario sostenere le famiglie con provvedimenti di tipo fiscale, con contributi diretti, concedendo le massime garanzie sul piano lavorativo alle donne durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, costruendo asili accessibili a tutti; dall'altro lato bisogna far comprendere che avere dei figli non è una condanna , ma un grande privilegio.
Sono cose facili a dirsi ma non a farsi, in quanto richiedono un cambiamento drastico e rapido rispetto alle politiche economiche e all'ideologia diffusa degli ultimi decenni. C'è da sperare ( ma sono poco fiducioso al riguardo) che il popolo italiano trovi, al suo interno, la forza morale per attuare questa svolta indispensabile.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
“L’Europa non è in crisi: è la crisi”. Così potrebbe riassumersi la tesi di questo libro. Eurosuicidio è una diagnosi lucida e impietosa del fallimento strutturale dell’Unione Europea per come è stata concepita e realizzata. Gabriele Guzzi, economista e filosofo tra i più brillanti della nuova generazione, mostra con chiarezza come l’attuale marginalità economica e geopolitica dell’Italia – e sempre più dell’intero Continente – non sia un esito accidentale, ma la conseguenza logica delle scelte fondative di questa integrazione europea. L’Unione Europea non è stata la salvezza promessa: è diventata il principale artefice del nostro declino, privando l’Italia di strumenti indispensabili non solo per sostenere la propria economia, condannandola a decenni di stagnazione, ma anche per assicurare l’efficace funzionamento del proprio sistema democratico. Le idee che guidano l’attuale costruzione europea – a partire proprio dalla moneta unica – rappresentano così le cause più profonde del suicidio che il continente sta oggi mettendo in atto in tutti i principali ambiti politici, industriali e geopolitici, dalla guerra in Ucraina alla guerra commerciale con gli Stati Uniti. Con una scrittura brillante e uno sguardo insieme economico, politico e culturale, il libro affronta senza infingimenti la grande mistificazione del discorso europeista: l’idea che l’UE sia stata un fattore di pace, progresso e modernizzazione. Al contrario, l’autore ne ricostruisce la natura ideologica e dogmatica, fino a proporre una vera e propria teologia politica dell’euro, come surrogato spirituale di una classe dirigente priva di visione. Ma Eurosuicidio non si ferma alla diagnosi e lancia una sfida politica e culturale, avanzando una proposta concreta e visionaria su come superare l’attuale costruzione europea. Perché solo se sapremo riconoscere gli errori del passato, disfacendo con coraggio ciò che non funziona, sarà possibile immaginare un domani migliore per l’Italia e una nuova cooperazione tra Stati, fondata su giustizia, democrazia e pace.
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».
Wolfgang Streeck
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».
Wolfgang Streeck
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LA SCIENZA E' LIBERA 🌺🌺🌺
E libero ne è l'insegnamento.
(Costituzione della Repubblica, art. 33)
"Sta maturando insomma il passaggio dalla visione neoliberista di un'università azienda, incaricata di produrre il capitale umano necessario al mercato del lavoro, che già tradiva la missione costituzionale di offrire ai più giovani strumenti per la lettura critica del reale, a un'università che sembra preannunciarsi destinata a finire sotto il tacco del ministro di turno, gerarchizzata e sempre meno libera."
E libero ne è l'insegnamento.
(Costituzione della Repubblica, art. 33)
"Sta maturando insomma il passaggio dalla visione neoliberista di un'università azienda, incaricata di produrre il capitale umano necessario al mercato del lavoro, che già tradiva la missione costituzionale di offrire ai più giovani strumenti per la lettura critica del reale, a un'università che sembra preannunciarsi destinata a finire sotto il tacco del ministro di turno, gerarchizzata e sempre meno libera."
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BORN IN THE USA 🌺🌺🌺
Ma, di preciso, perché gli addetti alle pulizie in stazione e sui treni portano giubbetti con scritto sulla schiena "cleaning service" e non tipo "pulizie"? E, soprattutto, perché sono tutti immigrati?
Ma, di preciso, perché gli addetti alle pulizie in stazione e sui treni portano giubbetti con scritto sulla schiena "cleaning service" e non tipo "pulizie"? E, soprattutto, perché sono tutti immigrati?
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Forwarded from Giubbe Rosse
AUTOIMMUNITÀ VACCINALE
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
del prof. Marco Cosentino
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Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
del prof. Marco Cosentino
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AUTOIMMUNITÀ VACCINALE
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
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IL VACCINO DI PANDORA 🌺🌺🌺
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
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Marco Cosentino
AUTOIMMUNITA' VACCINALE 🌺🌺🌺
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
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ARTIFICIAL IDIOCY 🌺🌺🌺
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
Telegram
Marco Cosentino
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista…
❤17👍12
(segue dal post precedente)
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
www.caitlinjohnst.one
Artificial Intelligence Is Making Everything Dumber
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
👍28👏13😐2
GUADAGNO, PAGO, PRETENDO! 🌺🌺🌺
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
il manifesto
Lombardia, la sanità pubblica spalanca le porte alle assicurazioni private | il manifesto
Città (Italia) In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata…
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CHATGPT 🌺🌺🌺
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
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THE WALL 🌺🌺🌺
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Meltemi Editore
Chi ha costruito il Muro di Berlino? - Meltemi Editore
Il Muro di Berlino costituisce la metafora e la sintesi dell’intera Guerra fredda. È uno dei principali elementi della sconfitta definitiva del socialismo reale di fronte alla straordinaria capacità affabulatrice del capitalismo nella sua fase matura.
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'NA TAZZULELLA 'E CAFE' 🌺🌺🌺
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Jamanetwork
Caffeinated Coffee Consumption or Abstinence to Reduce Atrial Fibrillation: The DECAF Randomized Clinical Trial
This clinical trial compares the effect of caffeinated coffee consumption vs abstinence from coffee and caffeine on recurrent atrial fibrillation.
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Forwarded from Giubbe Rosse
CECCHINI DEL WEEKEND: TURISTI ITALIANI SOSPETTATI DI AVER SPARATO SUI CIVILI A SARAJEVO DURANTE LA GUERRA IN BOSNIA
I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
Fonte: LA7, 10.11.2025 13:36
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I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
Fonte: LA7, 10.11.2025 13:36
Turisti della guerra in Bosnia, italiani che partivano da Trieste il venerdì è che pagavano anche l'equivalente degli attuali 80 o centomila euro per sparare su civili inermi in città, dopo che si erano appostati sulle colline sopra Sarajevo. Così per divertimento. La storia era già nota, raccontata anche in un documentario del regista sloveno Miran Zupanic, Sarajevo Safari.
Ma la procura di Milano è convinta che tra i cecchini ci fossero anche degli italiani e ha aperto un'inchiesta per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti, la notizia è stata pubblicata oggi da La Repubblica e da Il Giorno.
Il pm milanese Gobbis sta cercando di risalire agli italiani che hanno partecipato al massacro di oltre 11mila persone tra il 1992 e il 1996. Gente proveniente dalla Lombardia, tra cui ci sarebbe il titolare di una clinica privata di Milano che si occupava di estetica, dal Piemonte e anche dal Veneto, simpatizzanti di estrema destra, ricchi e amanti delle armi disposti a partecipare a questo turismo della guerra. Il fascicolo è al momento contro ignoti, nato dall'esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, con la collaborazione dell'avvocato Nicola Brigida e dell'ex magistrato Guido Salvini.
Esiste sul tavolo del magistrato una lista di testimoni che saranno convocati in procura, ex militanti della intelligence bosniaca, funzionari dei servizi segreti sloveni. Potrebbe anche essere ascoltato il regista del documentario Sarajevo Safari.
Nelle carte della indagine c'e' anche la denuncia dell'ex sindaca di Sarajevo che chiede che si indaghi e si assicurino alla giustizia i responsabili. Persone senza scrupoli che pagavano per sparare a gente inerme, con cifre che aumentavano se le vittime erano dei bambini.
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TGLA7
Cecchini del weekend: turisti italiani sospettati di aver sparato sui civili a Sarajevo durante la guerra in Bosnia
I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
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LA MEDICINA HA FATTO COSI' TANTI PROGRESSI 🌺🌺🌺
Che ormai più nessuno è sano.
Tra le email di stamane, già ne avevo messo da parte una da JAMA sulla steatosi epatica associata alla sindrome metabolica, quando l'attenzione mi è cascata su un'altra email, questa dal blog Sensible Medicine, che si occupava precisamente del medesimo argomento. E, come spesso accade, anche stavolta dimostrando grande competenza, equilibrio e buon senso.
Qui di seguito un paio di passaggi dal post di Sensible Medicine, che comunque merita di esser letto (tradurlo è facile) da chiunque, essendo di fatto accessibile anche ai "non addetti".
"Quando etichettiamo una persona sana (o una persona che non considera il rischio) con termini medici come prediabete, dislipidemia o MASLD, dovremmo valutare attentamente le potenziali conseguenze. Fornire una diagnosi ai pazienti può aiutarli a comprendere la propria condizione e ad agire. Tuttavia, mancano studi che dimostrino questo effetto. Può anche danneggiare la percezione che i pazienti hanno della propria salute. I pazienti non sono ancora malati, ma possiamo farli sentire come se lo fossero. Le etichette di malattia possono essere ansiogene, soprattutto se non esiste una soluzione medica semplice."
"In sintesi, sebbene la MASLD sia diffusa e sia necessario impegnarsi per ridurre il peso complessivo della malattia, non esistono soluzioni mediche semplici. Un'alimentazione sana, l'attività fisica e il mantenimento di un peso sano sono raccomandazioni valide per tutti i pazienti e non richiedono una diagnosi di MASLD. Affrontare i fattori di rischio con comprovati benefici sugli esiti è il meglio che possiamo offrire nell'assistenza primaria. Ci sono troppe incertezze nell'affidarsi a test imperfetti e marcatori surrogati per affrontare questo rischio."
Qui il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/masld-another-disease-label-for-a
Che ormai più nessuno è sano.
Tra le email di stamane, già ne avevo messo da parte una da JAMA sulla steatosi epatica associata alla sindrome metabolica, quando l'attenzione mi è cascata su un'altra email, questa dal blog Sensible Medicine, che si occupava precisamente del medesimo argomento. E, come spesso accade, anche stavolta dimostrando grande competenza, equilibrio e buon senso.
Qui di seguito un paio di passaggi dal post di Sensible Medicine, che comunque merita di esser letto (tradurlo è facile) da chiunque, essendo di fatto accessibile anche ai "non addetti".
"Quando etichettiamo una persona sana (o una persona che non considera il rischio) con termini medici come prediabete, dislipidemia o MASLD, dovremmo valutare attentamente le potenziali conseguenze. Fornire una diagnosi ai pazienti può aiutarli a comprendere la propria condizione e ad agire. Tuttavia, mancano studi che dimostrino questo effetto. Può anche danneggiare la percezione che i pazienti hanno della propria salute. I pazienti non sono ancora malati, ma possiamo farli sentire come se lo fossero. Le etichette di malattia possono essere ansiogene, soprattutto se non esiste una soluzione medica semplice."
"In sintesi, sebbene la MASLD sia diffusa e sia necessario impegnarsi per ridurre il peso complessivo della malattia, non esistono soluzioni mediche semplici. Un'alimentazione sana, l'attività fisica e il mantenimento di un peso sano sono raccomandazioni valide per tutti i pazienti e non richiedono una diagnosi di MASLD. Affrontare i fattori di rischio con comprovati benefici sugli esiti è il meglio che possiamo offrire nell'assistenza primaria. Ci sono troppe incertezze nell'affidarsi a test imperfetti e marcatori surrogati per affrontare questo rischio."
Qui il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/masld-another-disease-label-for-a
Sensible-Med
MASLD: Another Disease Label for a Risk Factor that Leads to Overtesting
We pay close attention to issues of overdiagnosis and overtreatment at Sensible Medicine.
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E IL VACCINAR M'E' DOLCE 🌺🌺🌺
In questo mare.
Studio cinese che mostra come i vaccini covid riducano la sensibilità all'insulina e peggiorino il controllo glucidico nei diabetici. Gli autori tengono a precisare che questi risultati non modificano in alcun modo il rapporto rischio-beneficio dei vaccini covid, sebbene convenga che le persone con diabete controllino accuratamente la glicemia e se del caso aggiungano un ipoglicemizzante alla loro terapia. Amen.
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mco2.70469
In questo mare.
Studio cinese che mostra come i vaccini covid riducano la sensibilità all'insulina e peggiorino il controllo glucidico nei diabetici. Gli autori tengono a precisare che questi risultati non modificano in alcun modo il rapporto rischio-beneficio dei vaccini covid, sebbene convenga che le persone con diabete controllino accuratamente la glicemia e se del caso aggiungano un ipoglicemizzante alla loro terapia. Amen.
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mco2.70469
Wiley Online Library
SARS‐CoV‐2 Spike Protein as a Target of the COVID‐19 Vaccine Disrupts Insulin Signaling in Type 2 Diabetes
SARS Cov-2 spike protein disrupts insulin signaling in type 2 diabetes as a target of the COVID-19 vaccine in subject with type 2 diabetes (T2D), while metformin improved the insulin signaling variat...
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PROLIFERAZIONE INCONTROLLATA 🌺🌺🌺
Lo scorso anno, uno studio del noto epidemiologo Ioannidis richiamava l'attenzione sugli autori "iperproduttivi", definiti come coloro che pubblicano più di 60 articoli scientifici all'anno, oltre un articolo alla settimana. Ovvio che nessuno è in grado di scrivere tanto. Vuol dire che al meglio a costoro vengono regalate le autorialità, al peggio si tratta di articoli i cui contenuti non possono che destare sospetti rispetto a solidità e credibilità.
Purtroppo, in questi tempi di meritocrazia bibliometrica, in cui cioé un ricercatore è tanto più bravo quanto più pubblica e quante più citazioni riceve, costoro finiscono per passare come "grandi scienziati", con riconoscimenti, finanziamenti, incarichi prestigiosi e via dicendo.
Chi ha tempo cerchi su Google Scholar i nomi di qualcuna delle "star" della scienza che televisioni e giornali ci propongono quotidianamente e veda quante pubblicazioni producono ogni anno:
https://scholar.google.com/
C'è comunque sempre da imparare.
Lo scorso anno, uno studio del noto epidemiologo Ioannidis richiamava l'attenzione sugli autori "iperproduttivi", definiti come coloro che pubblicano più di 60 articoli scientifici all'anno, oltre un articolo alla settimana. Ovvio che nessuno è in grado di scrivere tanto. Vuol dire che al meglio a costoro vengono regalate le autorialità, al peggio si tratta di articoli i cui contenuti non possono che destare sospetti rispetto a solidità e credibilità.
Purtroppo, in questi tempi di meritocrazia bibliometrica, in cui cioé un ricercatore è tanto più bravo quanto più pubblica e quante più citazioni riceve, costoro finiscono per passare come "grandi scienziati", con riconoscimenti, finanziamenti, incarichi prestigiosi e via dicendo.
Chi ha tempo cerchi su Google Scholar i nomi di qualcuna delle "star" della scienza che televisioni e giornali ci propongono quotidianamente e veda quante pubblicazioni producono ogni anno:
https://scholar.google.com/
C'è comunque sempre da imparare.
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E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE 🌺🌺🌺
Ieri sera mi ero appuntato di trovare il tempo per un post di commento all'ennesimo interessante articolo della rivista Therapeutics Initiative, bollettino sui farmaci pubblicato dalla University of British Columbia con l'obiettivo di fornire informazioni obiettive e scevre da conflitti di interessi sulle farmacoterapie.
A questo giro, Therapeutics Initiative si è occupato dell'escitalopram, antidepressivo relativamente vecchio. In Italia ad esempio èstato commercializzato nel 2003 e i brevetti sono ampiamente scaduti. Il punto tuttavia è che questo farmaco non è altro che una versione "imbellettata" di un antidepressivo ancor più vecchio, il citalopram, in Italia presente addirittura dal 1990. Escitalopramm arrivò in prossimità dello scadere del brevetto di citalopram, e fu una "furbata" della casa produttrice Lundbeck, mutinazionale danese con un fatturato intorno ai 2,5 miliardi di euro all'anno. Citalopram è in realtà una miscela di due stereoisomeri, di cui uno solo attivo. Lundbeck ha pensato bene di purificare l'isomero attivi e di commercializzarlo come medicinale nuovo, l'escitalopram, appunto, sostenendone la diffusione con vari studi che ne avrebbero dovuto dimostrare il miglior profilo di efficacia e sicurezza rispetto al citalopram. La manovra ha avuto indubbio successo se è vero com'è vero che i medici si sono affrettati ad abbandonare il citalopram in favore dell'escitalopram, che ovviamente costava di più. E costa di più ancora oggi che tutti i brevetti sono scaduti e sono in commercio millemila versioni generiche/equivalenti di entrambi i medicinali.
Therapeutics Initiative ora revisiona la letteratura esistente e documenta che citalopram ed escitalopram pari sono, per efficacia o sicuezza che sia, e dunque è del tutto insensato prescrivere il più costoso e non il meno costoso.
https://www.ti.ubc.ca/2025/11/13/159-escitalopram-vs-citalopram/
La questione vale anche per il nostro paese, Ora vedevo il recentissimo rapporto OsMed sull'utilizzo dei farmaci in Italia, da cui risulta che escitalopram rimane tra gli antidepressivi serotoninergici più prescritti dopo la vortioxetina, con quasi 8 dodi definite giornaliere (DDD) al giorno per 1.000 abitanti (come se ogni giorno 8 persone su 1.000, neonati inclusi, prendessero questo farmaco). Per contro il citalopram sta a 4 DDD. Solo che l'escitalopram per dose costa in media 0,97 euro verso i 0,35 del citalopram. Fatevi un po' di conti.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 552)
Lundbeck ai tempi fu anche sanzionata dall'UE per pratiche commerciali scorrette, avendo fatto accordi con altre aziende per ritardare l'immissione in commercio degli equivalenti di citalopram. L'UE inflisse nel 2013 una multa di 94 milioni di euro. La notizia è riportata sulla pagine di wikipedia dedicata a Lundbeck, ma solo nella versione inglese e non in quella italiana.
https://en.wikipedia.org/wiki/Lundbeck
Per contestualizzare, I ricavi complessivi di Lundbeck nel 2013 furono di circa 2.5 miliardi di dollari e nei soli USA il citalopram vendeva per alcune centinaia di milioni di dollari. Nei soli USA.
https://www.lundbeck.com/content/dam/lundbeck-com/masters/global-site/global-site/investors/reports-and-presentations-/2013/annual-report-2013.pdf
L'escitalopram è un esempio di "evergreening", pratica utilizzata spessissimo dalle aziende farmaceutiche per prolungare senza sforzo certe rendite di posizione sul mercato dei medicinali.
https://en.wikipedia.org/wiki/Evergreening
(continua nel post successivo)
Ieri sera mi ero appuntato di trovare il tempo per un post di commento all'ennesimo interessante articolo della rivista Therapeutics Initiative, bollettino sui farmaci pubblicato dalla University of British Columbia con l'obiettivo di fornire informazioni obiettive e scevre da conflitti di interessi sulle farmacoterapie.
A questo giro, Therapeutics Initiative si è occupato dell'escitalopram, antidepressivo relativamente vecchio. In Italia ad esempio èstato commercializzato nel 2003 e i brevetti sono ampiamente scaduti. Il punto tuttavia è che questo farmaco non è altro che una versione "imbellettata" di un antidepressivo ancor più vecchio, il citalopram, in Italia presente addirittura dal 1990. Escitalopramm arrivò in prossimità dello scadere del brevetto di citalopram, e fu una "furbata" della casa produttrice Lundbeck, mutinazionale danese con un fatturato intorno ai 2,5 miliardi di euro all'anno. Citalopram è in realtà una miscela di due stereoisomeri, di cui uno solo attivo. Lundbeck ha pensato bene di purificare l'isomero attivi e di commercializzarlo come medicinale nuovo, l'escitalopram, appunto, sostenendone la diffusione con vari studi che ne avrebbero dovuto dimostrare il miglior profilo di efficacia e sicurezza rispetto al citalopram. La manovra ha avuto indubbio successo se è vero com'è vero che i medici si sono affrettati ad abbandonare il citalopram in favore dell'escitalopram, che ovviamente costava di più. E costa di più ancora oggi che tutti i brevetti sono scaduti e sono in commercio millemila versioni generiche/equivalenti di entrambi i medicinali.
Therapeutics Initiative ora revisiona la letteratura esistente e documenta che citalopram ed escitalopram pari sono, per efficacia o sicuezza che sia, e dunque è del tutto insensato prescrivere il più costoso e non il meno costoso.
https://www.ti.ubc.ca/2025/11/13/159-escitalopram-vs-citalopram/
La questione vale anche per il nostro paese, Ora vedevo il recentissimo rapporto OsMed sull'utilizzo dei farmaci in Italia, da cui risulta che escitalopram rimane tra gli antidepressivi serotoninergici più prescritti dopo la vortioxetina, con quasi 8 dodi definite giornaliere (DDD) al giorno per 1.000 abitanti (come se ogni giorno 8 persone su 1.000, neonati inclusi, prendessero questo farmaco). Per contro il citalopram sta a 4 DDD. Solo che l'escitalopram per dose costa in media 0,97 euro verso i 0,35 del citalopram. Fatevi un po' di conti.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 552)
Lundbeck ai tempi fu anche sanzionata dall'UE per pratiche commerciali scorrette, avendo fatto accordi con altre aziende per ritardare l'immissione in commercio degli equivalenti di citalopram. L'UE inflisse nel 2013 una multa di 94 milioni di euro. La notizia è riportata sulla pagine di wikipedia dedicata a Lundbeck, ma solo nella versione inglese e non in quella italiana.
https://en.wikipedia.org/wiki/Lundbeck
Per contestualizzare, I ricavi complessivi di Lundbeck nel 2013 furono di circa 2.5 miliardi di dollari e nei soli USA il citalopram vendeva per alcune centinaia di milioni di dollari. Nei soli USA.
https://www.lundbeck.com/content/dam/lundbeck-com/masters/global-site/global-site/investors/reports-and-presentations-/2013/annual-report-2013.pdf
L'escitalopram è un esempio di "evergreening", pratica utilizzata spessissimo dalle aziende farmaceutiche per prolungare senza sforzo certe rendite di posizione sul mercato dei medicinali.
https://en.wikipedia.org/wiki/Evergreening
(continua nel post successivo)
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