I RICCHI E I POVERI 🌺🌺🌺
I medicinali equivalenti, comunemente detti pure un po' spregiativamente "generici", sono una categoria di farmaci industriali che di regola compare in commercio quando scade il brevetto che garantisce l'esclusiva di sfruttamento commerciale del prodotto medicinale originale, detto anche in maniera implicitamente laudativa "specialità". La scadenza di un brevetto è sempre un fatto "traumatico" per le aziende, specie se si tratta di medicinali che hanno garantito "fatturato", e di conseguenza esse tentano in ogni modo di posporla. La letteratura è ricchissima di esempi di tecniche utili a questo fine, molte delle quali francamente illecite e che fruttano sanzioni, che tuttavia di regola le aziende pagano volentieri dato che il loro importo è al meglio una minima frazione degli introiti ottenuti mantenendo certe esclusive di mercato anche per soli pochi mesi in più.
Non è tuttavia di questo che oggi voglio discutere, bensì delle basi dell'equivalenza con le specialità dei medicinali equivalenti. La propaganda più o meno esplicitamente promossa e diffusa dalle aziende farmaceutiche è che gli equivalenti siano meno efficaci e comunque di peggiore "qualità" delle specialità originali ("generici", appunto). Il radicamento di questa credenza è favorito dal minore prezzo dell'equivalente, per legge fissato ad almeno il 20% in meno della corrispondente specialità, e, com'è noto, il prezzo alto contribuisce in grandissima parte alla percezione soggettiva della bontà di un qualsiasi prodotto ("chi più spende, meno spende").
Il minor prezzo che la legge impone è giustificato in realtà dalle modalità con cui l'equivalente deve essere sperimentato per ottenere l'autorizzazione a entrare nel mercato. Dal momento che esso contiene il medesimo principio attivo della specialità, nella medesima dose, per la stessa via di somministrazione e per curare le stesse malattie, gli enti regolatori richiedono unicamente di documentare che il profilo delle concentrazioni nel sangue sia sovrapponibile nel tempo a quello della specialità di riferimento. Il razionale è che l'effetto di un qualsiasi principio attivo è direttamente proporzionale alla concentrazione. Se dunque le concentrazioni sono sovrapponibili anche l'effetto lo sarà.
Ma che significa "sovrapponibile"? La legge fissa un intervallo di tolleranza del -20%/+25%, sulla base del fatto che si tratta più o menjo della medesima variabilità che ci possiamo aspettare per lo stesso medicinale tra individui differenti o nello stesso individuo tra una somministrazione e l'altra. Vero dunque che l'equivalente può discostarsi in una certa misura dalla specialità, ma questa misura è la medesima che può verificarsi son la specialità tra individui diversi o in momenti diversi nello stesso individuo.
La chiave del discorso sta in realtà non nell'equivalenza, che è certa sulle basi che abbiamo detto, bensì nella intercambiabilità. Se si ha la necessità di un trattamento continuo tanto più se con farmaci che possono dare effetti indesiderati importanti o il cui fallimento terapeutico possa avere conseguenze gravi, allora il punto non è equivalente o specialità, ma che - se si è cominciato con un prodotto - si continui con quello, in modo da dare stabilità al trattamento, equivalente o specialità che sia. Se invece si sta iniziando con un nuovo trattamento, equivalente o specialità sono la stessa cosa e dunque conviene scegliere l'equivalente poiché costa meno (al paziente direttamente o indirettamente tramite la spesa pubblica comunque pagata con la fiscalità generale).
(continua nel post successivo)
I medicinali equivalenti, comunemente detti pure un po' spregiativamente "generici", sono una categoria di farmaci industriali che di regola compare in commercio quando scade il brevetto che garantisce l'esclusiva di sfruttamento commerciale del prodotto medicinale originale, detto anche in maniera implicitamente laudativa "specialità". La scadenza di un brevetto è sempre un fatto "traumatico" per le aziende, specie se si tratta di medicinali che hanno garantito "fatturato", e di conseguenza esse tentano in ogni modo di posporla. La letteratura è ricchissima di esempi di tecniche utili a questo fine, molte delle quali francamente illecite e che fruttano sanzioni, che tuttavia di regola le aziende pagano volentieri dato che il loro importo è al meglio una minima frazione degli introiti ottenuti mantenendo certe esclusive di mercato anche per soli pochi mesi in più.
Non è tuttavia di questo che oggi voglio discutere, bensì delle basi dell'equivalenza con le specialità dei medicinali equivalenti. La propaganda più o meno esplicitamente promossa e diffusa dalle aziende farmaceutiche è che gli equivalenti siano meno efficaci e comunque di peggiore "qualità" delle specialità originali ("generici", appunto). Il radicamento di questa credenza è favorito dal minore prezzo dell'equivalente, per legge fissato ad almeno il 20% in meno della corrispondente specialità, e, com'è noto, il prezzo alto contribuisce in grandissima parte alla percezione soggettiva della bontà di un qualsiasi prodotto ("chi più spende, meno spende").
Il minor prezzo che la legge impone è giustificato in realtà dalle modalità con cui l'equivalente deve essere sperimentato per ottenere l'autorizzazione a entrare nel mercato. Dal momento che esso contiene il medesimo principio attivo della specialità, nella medesima dose, per la stessa via di somministrazione e per curare le stesse malattie, gli enti regolatori richiedono unicamente di documentare che il profilo delle concentrazioni nel sangue sia sovrapponibile nel tempo a quello della specialità di riferimento. Il razionale è che l'effetto di un qualsiasi principio attivo è direttamente proporzionale alla concentrazione. Se dunque le concentrazioni sono sovrapponibili anche l'effetto lo sarà.
Ma che significa "sovrapponibile"? La legge fissa un intervallo di tolleranza del -20%/+25%, sulla base del fatto che si tratta più o menjo della medesima variabilità che ci possiamo aspettare per lo stesso medicinale tra individui differenti o nello stesso individuo tra una somministrazione e l'altra. Vero dunque che l'equivalente può discostarsi in una certa misura dalla specialità, ma questa misura è la medesima che può verificarsi son la specialità tra individui diversi o in momenti diversi nello stesso individuo.
La chiave del discorso sta in realtà non nell'equivalenza, che è certa sulle basi che abbiamo detto, bensì nella intercambiabilità. Se si ha la necessità di un trattamento continuo tanto più se con farmaci che possono dare effetti indesiderati importanti o il cui fallimento terapeutico possa avere conseguenze gravi, allora il punto non è equivalente o specialità, ma che - se si è cominciato con un prodotto - si continui con quello, in modo da dare stabilità al trattamento, equivalente o specialità che sia. Se invece si sta iniziando con un nuovo trattamento, equivalente o specialità sono la stessa cosa e dunque conviene scegliere l'equivalente poiché costa meno (al paziente direttamente o indirettamente tramite la spesa pubblica comunque pagata con la fiscalità generale).
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Marco Cosentino
(continua dal post precedente)
Altra falsa credenza pseudoscientifica è che gli equivalenti siano prodotti con ingredienti di seconda scelta, scadenti e di cattiva qualità. Anche questo è falso. La vicenda di alcuni anni del ritiro di tantissimi prodotti…
Altra falsa credenza pseudoscientifica è che gli equivalenti siano prodotti con ingredienti di seconda scelta, scadenti e di cattiva qualità. Anche questo è falso. La vicenda di alcuni anni del ritiro di tantissimi prodotti…
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(continua dal post precedente)
Altra falsa credenza pseudoscientifica è che gli equivalenti siano prodotti con ingredienti di seconda scelta, scadenti e di cattiva qualità. Anche questo è falso. La vicenda di alcuni anni del ritiro di tantissimi prodotti a bae dell'antiipertensivo valsartan poiché contaminati da un cancerogeno dimostrò che sia specialità che equivalenti utilizzavano lo stesso principio attivo contaminato prodotto nel medesimo laboratorio dell'estremo oriente. La letteratura disponibile a riguardo d'altra parte ci conferma che le materie prime usate dalle industrie provengono dai medesimi fornitori, che si tratti di equivalenti o specialità. Perché allora molto medici continuano a sostenere che "nella loro esperienza" gli equivalenti funzionano meno? Semplicemente perché la loro attenzione viene più o meno inconsciamente richiamata sull'eventuale passaggio da specialità a generico e in tal modo essi sono più predisposti a identificare problemi che usualmente non noterebbero, Un po' come quando l'amico cui dai il passaggio in auto ti dice che sente un rumorino dal motore e da lì in poi inizi a sentirlo anche tu. Senza scordare che nei casi in cui eventualmente qualche problema si verifica davvero, esso è riconducibile all'aver sottovalutato i limiti di interscambiabilità in corso di trattamento cronico, ovvero l'esigenza di riaggiustare il trattamento se proprio non si è potuto fare a meno di passare dalla specialità all'equivalente. Ma quei problemi ci sarebbero lo stesso se si passasse dall'equivalente alla specialità. O da un prodotto di un'azienda a quello di un'altra azienda.
In sintesi, gli equivalenti sono davvero equivalenti, non sono peggiori delle specialità, costano meno per una precisa ragione e questo è un bene per gli individui e la collettività. Se avete necessità di un farmaco occasionalmente chiedete sempre l'equivalente, se è disponibile. Se siete in trattamento cronico, che sia equivalente o specialità non cambiate mai il prodotto. Questo è.
Altra falsa credenza pseudoscientifica è che gli equivalenti siano prodotti con ingredienti di seconda scelta, scadenti e di cattiva qualità. Anche questo è falso. La vicenda di alcuni anni del ritiro di tantissimi prodotti a bae dell'antiipertensivo valsartan poiché contaminati da un cancerogeno dimostrò che sia specialità che equivalenti utilizzavano lo stesso principio attivo contaminato prodotto nel medesimo laboratorio dell'estremo oriente. La letteratura disponibile a riguardo d'altra parte ci conferma che le materie prime usate dalle industrie provengono dai medesimi fornitori, che si tratti di equivalenti o specialità. Perché allora molto medici continuano a sostenere che "nella loro esperienza" gli equivalenti funzionano meno? Semplicemente perché la loro attenzione viene più o meno inconsciamente richiamata sull'eventuale passaggio da specialità a generico e in tal modo essi sono più predisposti a identificare problemi che usualmente non noterebbero, Un po' come quando l'amico cui dai il passaggio in auto ti dice che sente un rumorino dal motore e da lì in poi inizi a sentirlo anche tu. Senza scordare che nei casi in cui eventualmente qualche problema si verifica davvero, esso è riconducibile all'aver sottovalutato i limiti di interscambiabilità in corso di trattamento cronico, ovvero l'esigenza di riaggiustare il trattamento se proprio non si è potuto fare a meno di passare dalla specialità all'equivalente. Ma quei problemi ci sarebbero lo stesso se si passasse dall'equivalente alla specialità. O da un prodotto di un'azienda a quello di un'altra azienda.
In sintesi, gli equivalenti sono davvero equivalenti, non sono peggiori delle specialità, costano meno per una precisa ragione e questo è un bene per gli individui e la collettività. Se avete necessità di un farmaco occasionalmente chiedete sempre l'equivalente, se è disponibile. Se siete in trattamento cronico, che sia equivalente o specialità non cambiate mai il prodotto. Questo è.
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Marco Cosentino
I RICCHI E I POVERI 🌺🌺🌺
I medicinali equivalenti, comunemente detti pure un po' spregiativamente "generici", sono una categoria di farmaci industriali che di regola compare in commercio quando scade il brevetto che garantisce l'esclusiva di sfruttamento commerciale…
I medicinali equivalenti, comunemente detti pure un po' spregiativamente "generici", sono una categoria di farmaci industriali che di regola compare in commercio quando scade il brevetto che garantisce l'esclusiva di sfruttamento commerciale…
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DULCE ET DECORUM EST 🌺🌺🌺
pro publicis pecuniis mori
Sì, esiste davvero una rivista intitolata "Journal of Death and Dying", e per dirla tutta il suo titolo principale è, suggestivamente, OMEGA.
https://journals.sagepub.com/home/OME
E, sì, esiste anche lo studio citato nel post di FB linkato qui sotto, studio pubblicato il 28 febbraio di quest'anno. Qui il testo completo:
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/00302228251323299
e qui in calce il riassunto in traduzione automatica.
Estote parati.
"Questo studio esplora i potenziali risparmi economici derivanti dall'estensione dell'assistenza medica al suicidio (MAiD) in Canada, dove è attualmente una delle principali cause di morte, per includere i gruppi vulnerabili che costano al governo più di quanto contribuiscano in tasse. Questi gruppi includono individui con gravi problemi di salute mentale, senzatetto, tossicodipendenti, anziani in pensione e comunità indigene. Sono stati analizzati scenari sia volontari che non volontari, prevedendo un risparmio totale fino a 1.273 miliardi di dollari canadesi entro il 2047. Con una stima di 2,6 milioni di decessi nello scenario volontario, principalmente tra malati mentali e anziani, questa misura di risparmio solleva notevoli preoccupazioni etiche. Incentivare finanziariamente la MAiD potrebbe spostare le priorità sanitarie dal fornire il supporto necessario, potenzialmente svalutando vite vulnerabili e alimentando una preoccupante dipendenza dalla morte assistita come soluzione economica. I risultati evidenziano la necessità di un esame etico dell'espansione delle politiche sulla MAiD."
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02x3LCCDYtnrLMbpxUnUNcEKrfJvFcgXatPRD6xmMch2qn8rM1GwWTYLhhgaeRfSMZl&id=61568792593700
pro publicis pecuniis mori
Sì, esiste davvero una rivista intitolata "Journal of Death and Dying", e per dirla tutta il suo titolo principale è, suggestivamente, OMEGA.
https://journals.sagepub.com/home/OME
E, sì, esiste anche lo studio citato nel post di FB linkato qui sotto, studio pubblicato il 28 febbraio di quest'anno. Qui il testo completo:
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/00302228251323299
e qui in calce il riassunto in traduzione automatica.
Estote parati.
"Questo studio esplora i potenziali risparmi economici derivanti dall'estensione dell'assistenza medica al suicidio (MAiD) in Canada, dove è attualmente una delle principali cause di morte, per includere i gruppi vulnerabili che costano al governo più di quanto contribuiscano in tasse. Questi gruppi includono individui con gravi problemi di salute mentale, senzatetto, tossicodipendenti, anziani in pensione e comunità indigene. Sono stati analizzati scenari sia volontari che non volontari, prevedendo un risparmio totale fino a 1.273 miliardi di dollari canadesi entro il 2047. Con una stima di 2,6 milioni di decessi nello scenario volontario, principalmente tra malati mentali e anziani, questa misura di risparmio solleva notevoli preoccupazioni etiche. Incentivare finanziariamente la MAiD potrebbe spostare le priorità sanitarie dal fornire il supporto necessario, potenzialmente svalutando vite vulnerabili e alimentando una preoccupante dipendenza dalla morte assistita come soluzione economica. I risultati evidenziano la necessità di un esame etico dell'espansione delle politiche sulla MAiD."
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02x3LCCDYtnrLMbpxUnUNcEKrfJvFcgXatPRD6xmMch2qn8rM1GwWTYLhhgaeRfSMZl&id=61568792593700
SAGE Journals
Government Economics of Expanding Canada’s Medical Assistance in Dying to Vulnerable Populations and the Ethical Implications of…
This study explores the potential economic savings from expanding medical assistance in dying (MAiD) in Canada, where it is currently a leading cause of death, ...
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RISORSE LIMITATE 🌺🌺🌺
Quale che sia la vostra professione o occupazione, qualsiasi lavoro facciate, in qualunque contesto viviate, non scordate mai che le risorse sono limitate e che bisogna fare sacrifici. Credere e obbedire.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/43920
Quale che sia la vostra professione o occupazione, qualsiasi lavoro facciate, in qualunque contesto viviate, non scordate mai che le risorse sono limitate e che bisogna fare sacrifici. Credere e obbedire.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Mentre la CGIL prepara lo sciopero generale per qualche spiccio e maggioranza e opposizione si scannanano per un mezzo condono.
Adalberto Gianuario
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Adalberto Gianuario
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Forwarded from @angiolinomusicante
Renovatio 21
Il vero volto del suicidio Kessler
Vi è tutta una tradizione di geremiadi sulle stragi perpetrate dai tedeschi in Italia, che va dal Sacco di Roma dei Lanzichenecchi (1527) agli eccidi compiuti dai soldati nazisti alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una strage ulteriore è partita in queste…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Tutta la violenza di un sistema totalitario, che non ammette scelte che ne mettano in discussione i pilastri fondanti.
Casa nel bosco, allontanati i tre bimbi. Il tribunale: «Dovranno vivere in casa famiglia»
Il caso di Palmoli (Chieti). Arrivato oggi pomeriggio il provvedimento dei giudici aquilani: basta vivere nella casa nel bosco, la madre potrà restare con i figli nella struttura protetta
Di Gianluca Lettieri
PALMOLI. I tre bambini che abitano a Palmoli con i genitori nella casa nel bosco non possono più vivere lì e devono essere accompagnati in una casa famiglia. È questo il senso del provvedimento del tribunale per i minorenni dell’Aquila, arrivato oggi. La madre potrà stare con i piccoli nella struttura protetta. Nelle scorse ore in migliaia avevano firmato la raccolta online a sostegno della famiglia che si era trasferita nel paese da 800 anime in provincia di Chieti. La vicenda ha sollevato un acceso dibattito tra favorevoli e contrari allo stile di vita della famiglia anglo-australiana, che ha scelto di restare lontano dalle città senza gli allacci a elettricità, gas e acqua.
«Per i nostri figli volevamo una vita diversa e abbiamo deciso di vivere nel bosco. Vogliamo vivere qui, con i nostri bimbi e i nostri animali», si sono sempre difesi i due genitori. Per i figli, una bambina di otto anni e due gemelli di sei, hanno deciso di affidarsi all'home schooling con un'insegnante privata molisana. La vicenda è finita all'attenzione della Procura dei minorenni dell'Aquila lo scorso anno, dopo che la famiglia finì in ospedale per un'intossicazione da funghi. Un successivo controllo dei carabinieri nell'abitazione portò alla segnalazione che ha avuto come conseguenza la sospensione della potestà genitoriale, confermando comunque l'affidamento dei minori ai genitori. «Non c'è alcun disagio, né violenza, ma una scelta di vita ben precisa che mira a preservare il rapporto tra uomo e natura», ha più volte dichiarato l’avvocato Giovanni Angelucci, legale della famiglia.
https://www.ilcentro.it/chieti/casa-del-bosco-allontanati-i-tre-bimbi-il-tribunale-dovranno-vivere-in-casa-famiglia-in-aggiornamento-k0vgq6pi
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Casa nel bosco, allontanati i tre bimbi. Il tribunale: «Dovranno vivere in casa famiglia»
Il caso di Palmoli (Chieti). Arrivato oggi pomeriggio il provvedimento dei giudici aquilani: basta vivere nella casa nel bosco, la madre potrà restare con i figli nella struttura protetta
Di Gianluca Lettieri
PALMOLI. I tre bambini che abitano a Palmoli con i genitori nella casa nel bosco non possono più vivere lì e devono essere accompagnati in una casa famiglia. È questo il senso del provvedimento del tribunale per i minorenni dell’Aquila, arrivato oggi. La madre potrà stare con i piccoli nella struttura protetta. Nelle scorse ore in migliaia avevano firmato la raccolta online a sostegno della famiglia che si era trasferita nel paese da 800 anime in provincia di Chieti. La vicenda ha sollevato un acceso dibattito tra favorevoli e contrari allo stile di vita della famiglia anglo-australiana, che ha scelto di restare lontano dalle città senza gli allacci a elettricità, gas e acqua.
«Per i nostri figli volevamo una vita diversa e abbiamo deciso di vivere nel bosco. Vogliamo vivere qui, con i nostri bimbi e i nostri animali», si sono sempre difesi i due genitori. Per i figli, una bambina di otto anni e due gemelli di sei, hanno deciso di affidarsi all'home schooling con un'insegnante privata molisana. La vicenda è finita all'attenzione della Procura dei minorenni dell'Aquila lo scorso anno, dopo che la famiglia finì in ospedale per un'intossicazione da funghi. Un successivo controllo dei carabinieri nell'abitazione portò alla segnalazione che ha avuto come conseguenza la sospensione della potestà genitoriale, confermando comunque l'affidamento dei minori ai genitori. «Non c'è alcun disagio, né violenza, ma una scelta di vita ben precisa che mira a preservare il rapporto tra uomo e natura», ha più volte dichiarato l’avvocato Giovanni Angelucci, legale della famiglia.
https://www.ilcentro.it/chieti/casa-del-bosco-allontanati-i-tre-bimbi-il-tribunale-dovranno-vivere-in-casa-famiglia-in-aggiornamento-k0vgq6pi
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LA TORRE DI BABELE 🌺🌺🌺
E così, com'era prevedibile, anche il baraccone del semestre filtro di medicina sta implodendo su se stesso. Il numero chiuso, gestito oltre tutto tramite la metodologia del maxi concorsone pubblico con cinquantamila candidati per due posti di portalettere o spazzino comunale, continua a evidenziare assurdità, limiti e inadeguatezza. D'altra parte, da un lato lo stato, i governi e i ministri di turno non solo non sono intenzionati a investire nemmeno un'euro, bensì persistono a promuovere riforme devastanti, mentre dall'altro lato il sistema scolastico e universitario, con i docenti in prima fila, pare affetto da un'inguaribile sindrome di Stoccolma che lo porta a collaborare entusiasticamente alle iniziative più turpi. E così il destino è segnato.
https://www.studenti.it/test-di-medicina-2025-le-foto-delle-prove-del-20-novembre-circolano-sul-web-e-scoppia-la-polemica-esame-a-rischio-annullamento.html
E così, com'era prevedibile, anche il baraccone del semestre filtro di medicina sta implodendo su se stesso. Il numero chiuso, gestito oltre tutto tramite la metodologia del maxi concorsone pubblico con cinquantamila candidati per due posti di portalettere o spazzino comunale, continua a evidenziare assurdità, limiti e inadeguatezza. D'altra parte, da un lato lo stato, i governi e i ministri di turno non solo non sono intenzionati a investire nemmeno un'euro, bensì persistono a promuovere riforme devastanti, mentre dall'altro lato il sistema scolastico e universitario, con i docenti in prima fila, pare affetto da un'inguaribile sindrome di Stoccolma che lo porta a collaborare entusiasticamente alle iniziative più turpi. E così il destino è segnato.
https://www.studenti.it/test-di-medicina-2025-le-foto-delle-prove-del-20-novembre-circolano-sul-web-e-scoppia-la-polemica-esame-a-rischio-annullamento.html
www.studenti.it
Test di Medicina 2025: le foto delle prove del 20 novembre circolano sul web e scoppia la polemica. Esame a rischio annullamento…
Le foto dei test di Medicina 2025 sono circolate sui social e il Mur valuta di annullare le prove dei responsabili. Quali scenari si aprono adesso
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇷🇺 PUTIN SI ESPRIME SUL PIANO DI PACE DI TRUMP
• La Russia ha ricevuto il piano di pace degli Stati Uniti in 28 punti. Può costituire la base per un accordo con l'Ucraina".
• Gli Stati Uniti non stanno discutendo direttamente con la Russia un piano di pace per l'Ucraina perché Kiev è contraria.
• Siamo pronti per una risoluzione pacifica.
• Alcuni dettagli del piano, però, devono essere discussi.
• Siamo pronti a continuare a combattere qualora non si dovesse raggiungere un accordo con l'Ucraina.
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• La Russia ha ricevuto il piano di pace degli Stati Uniti in 28 punti. Può costituire la base per un accordo con l'Ucraina".
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• Siamo pronti per una risoluzione pacifica.
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CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
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PERCEZIONI PANDEMICHE 🌺🌺🌺
Gira sui social l'ennesimo sondaggio svolto negli USA a cura dell'istituto Rasmussen, che in tanti rilanciano poiché tra i risultati spicca che il 36% dei partecipanti avrebbe sofferto effetti avversi da vaccino covid, significativi nel 10% dei casi, e la metà di costoro ritiene che i vaccini covid avrebbero causato il decesso di "molte persone". I partecipanti al sondaggio pare siano stati circa 1.200.
https://www.malone.news/p/bombshell-rasmussen-survey-released
Ora, i sondaggi lasciano un po' sempre il tempo che trovano: sono percezioni, che contano il giusto, tipo i sondaggi pre-elettorali o gli exit poll. Ma, insomma, forse qualche cosa vogliono dire. In ogni caso, questo mi fa tornare in mente il questionario che proposi io sui miei canali social oltre due anni fa sulla percezione del rischio da covid e vaccini covid. Parteciparono oltre 1.400 persone e i risultati furono che tra i propri famigliari la percezione di morti da covid fu riportata dal 4,9% e di morti da vaccini covid dall'8,3%, senza sostanziali differenze tra coloro che si dichiararono vaccinati e non vaccinati. I risultati son qua da vedere:
https://marcocosentino.substack.com/p/perception-of-deaths-from-covid-19
Se le percentuali volessero dire qualcosa, con due conti della serva nella primavera 2023 si sarebbero potute stimare un po' più di 300.000 morti correlate ai vaccini covid. Poi, come ci siamo detti, i questionari e i sondaggi lasciano un po' il tempo che trovano. Ma certo si tratta di numeri imponenti.
Gira sui social l'ennesimo sondaggio svolto negli USA a cura dell'istituto Rasmussen, che in tanti rilanciano poiché tra i risultati spicca che il 36% dei partecipanti avrebbe sofferto effetti avversi da vaccino covid, significativi nel 10% dei casi, e la metà di costoro ritiene che i vaccini covid avrebbero causato il decesso di "molte persone". I partecipanti al sondaggio pare siano stati circa 1.200.
https://www.malone.news/p/bombshell-rasmussen-survey-released
Ora, i sondaggi lasciano un po' sempre il tempo che trovano: sono percezioni, che contano il giusto, tipo i sondaggi pre-elettorali o gli exit poll. Ma, insomma, forse qualche cosa vogliono dire. In ogni caso, questo mi fa tornare in mente il questionario che proposi io sui miei canali social oltre due anni fa sulla percezione del rischio da covid e vaccini covid. Parteciparono oltre 1.400 persone e i risultati furono che tra i propri famigliari la percezione di morti da covid fu riportata dal 4,9% e di morti da vaccini covid dall'8,3%, senza sostanziali differenze tra coloro che si dichiararono vaccinati e non vaccinati. I risultati son qua da vedere:
https://marcocosentino.substack.com/p/perception-of-deaths-from-covid-19
Se le percentuali volessero dire qualcosa, con due conti della serva nella primavera 2023 si sarebbero potute stimare un po' più di 300.000 morti correlate ai vaccini covid. Poi, come ci siamo detti, i questionari e i sondaggi lasciano un po' il tempo che trovano. Ma certo si tratta di numeri imponenti.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Media is too big
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Gianandrea Gaiani:
Allora, quando tu hai dei leader del genere da cittadino, ma ti puoi fidare di questa gente qui? Cioè, adesso io alla Von Der Leyen non le farei neanche parcheggiare la macchina, francamente. Ma perché? Perché ha detto una marea di puttanate da quando è cominciata questa guerra, ma anche prima, non perché a me non sono simpatiche le cose che ha detto, perché sono oggettivamente delle sciocchezze.
Ricordiamo le schede elettroniche dei russi che rubavano delle lavatrici ucraine. Le nostre sanzioni stanno mettendo in ginocchio la Russia. No, hanno messo in ginocchio noi. Noi siamo in ginocchio. Noi siamo in ginocchio. Qualcuno lo dovrà dire alla Von Der Leyen prima di cacciarla dal...
Perchè il problema vero è che questa gente continua a pontificare sui nostri soldi. Perché? Perchè è consapevole, credo, che la sconfitta dell'Ucraina sarà anche la loro sconfitta, cioè la nostra, quella dell'Europa.
Io non credo e mi auguro che la Von Der Leyen non sopravviva alla sconfitta dell'Ucraina, perché lei e tutta la sua banda sono responsabili in due commissioni del disastro dell'Europa. A me non interessa fare il tifo per la Russia o per l'Ucraina. A me interessa che chi governa l'Europa non ci porti al tracollo sociale, economico, energetico. Questo è quello che credo interessi ai cittadini.
Qui la vera lezione di questa guerra è che le alleanze non esistono, che gli alleati sono i primi che cercano di fotterti, noi italiani dovremmo saperlo. Gli americani ci hanno portato al disastro, gli ucraini hanno fatto esplodere il Nord Stream. E stanno tutti cercando di trascinarci in guerra. I francesi e i tedeschi nella loro crisi economica spaventosa di cui sono i veri colpevoli, cercano di recuperare a spese degli altri europei, inclusi noi. Ma ti pare che noi dobbiamo continuare a dare soldi all'Ucraina, a parte le armi che adesso parlo di noi italiani che insomma quello che possiamo dare l'abbiamo dato più di quanto... E quello che daremo non cambierà le sorti della guerra.
Tramite Kaspercarlo
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Allora, quando tu hai dei leader del genere da cittadino, ma ti puoi fidare di questa gente qui? Cioè, adesso io alla Von Der Leyen non le farei neanche parcheggiare la macchina, francamente. Ma perché? Perché ha detto una marea di puttanate da quando è cominciata questa guerra, ma anche prima, non perché a me non sono simpatiche le cose che ha detto, perché sono oggettivamente delle sciocchezze.
Ricordiamo le schede elettroniche dei russi che rubavano delle lavatrici ucraine. Le nostre sanzioni stanno mettendo in ginocchio la Russia. No, hanno messo in ginocchio noi. Noi siamo in ginocchio. Noi siamo in ginocchio. Qualcuno lo dovrà dire alla Von Der Leyen prima di cacciarla dal...
Perchè il problema vero è che questa gente continua a pontificare sui nostri soldi. Perché? Perchè è consapevole, credo, che la sconfitta dell'Ucraina sarà anche la loro sconfitta, cioè la nostra, quella dell'Europa.
Io non credo e mi auguro che la Von Der Leyen non sopravviva alla sconfitta dell'Ucraina, perché lei e tutta la sua banda sono responsabili in due commissioni del disastro dell'Europa. A me non interessa fare il tifo per la Russia o per l'Ucraina. A me interessa che chi governa l'Europa non ci porti al tracollo sociale, economico, energetico. Questo è quello che credo interessi ai cittadini.
Qui la vera lezione di questa guerra è che le alleanze non esistono, che gli alleati sono i primi che cercano di fotterti, noi italiani dovremmo saperlo. Gli americani ci hanno portato al disastro, gli ucraini hanno fatto esplodere il Nord Stream. E stanno tutti cercando di trascinarci in guerra. I francesi e i tedeschi nella loro crisi economica spaventosa di cui sono i veri colpevoli, cercano di recuperare a spese degli altri europei, inclusi noi. Ma ti pare che noi dobbiamo continuare a dare soldi all'Ucraina, a parte le armi che adesso parlo di noi italiani che insomma quello che possiamo dare l'abbiamo dato più di quanto... E quello che daremo non cambierà le sorti della guerra.
Tramite Kaspercarlo
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Forwarded from ContiamoCi!
📣 ASSEMBLEA DEI SOCI - REGIONE UMBRIA
Sabato 22 novembre – Perugia
Cari soci e amici di ContiamoCi!,
vi aspettiamo sabato 22 novembre presso la Sala Santa Chiara (via Tornetta 7, Perugia) per una giornata ricca di contenuti, confronto e partecipazione.
📌 ORE 16:00 – Convegno aperto al pubblico
“Vaccini a RNA autoreplicante”
con il prof. Marco Cosentino e il dr. Dario Giacomini
Un’occasione per approfondire un tema di grande attualità, offrendo ai partecipanti informazioni utili e spunti di riflessione.
📌 A seguire: apericena conviviale
📌 ORE 20:30 – Assemblea dei Soci (solo soci in regola)
Ordine del giorno:
• Elezione coordinatori e vice-coordinatori Regione Umbria
• Programmazione delle attività associative
• Varie ed eventuali
L’assemblea è un momento fondamentale per costruire insieme il nostro percorso e rafforzare l’azione collettiva dell’associazione.
📌 Ricordiamo che possono votare solo i soci in regola con la quota associativa.
Se non avete ancora provveduto, potete farlo qui:
👉 https://www.contiamoci.net/iscrizione
Sarà possibile regolarizzare la posizione anche in fase di accreditamento.
Vi aspettiamo numerosi!
La partecipazione di ciascuno è ciò che dà forza a ContiamoCi!
Sabato 22 novembre – Perugia
Cari soci e amici di ContiamoCi!,
vi aspettiamo sabato 22 novembre presso la Sala Santa Chiara (via Tornetta 7, Perugia) per una giornata ricca di contenuti, confronto e partecipazione.
📌 ORE 16:00 – Convegno aperto al pubblico
“Vaccini a RNA autoreplicante”
con il prof. Marco Cosentino e il dr. Dario Giacomini
Un’occasione per approfondire un tema di grande attualità, offrendo ai partecipanti informazioni utili e spunti di riflessione.
📌 A seguire: apericena conviviale
📌 ORE 20:30 – Assemblea dei Soci (solo soci in regola)
Ordine del giorno:
• Elezione coordinatori e vice-coordinatori Regione Umbria
• Programmazione delle attività associative
• Varie ed eventuali
L’assemblea è un momento fondamentale per costruire insieme il nostro percorso e rafforzare l’azione collettiva dell’associazione.
📌 Ricordiamo che possono votare solo i soci in regola con la quota associativa.
Se non avete ancora provveduto, potete farlo qui:
👉 https://www.contiamoci.net/iscrizione
Sarà possibile regolarizzare la posizione anche in fase di accreditamento.
Vi aspettiamo numerosi!
La partecipazione di ciascuno è ciò che dà forza a ContiamoCi!
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SI STA COME D'AUTUNNO 🌺🌺🌺
Un poveretto finisce sotto il treno a Firenze Rifredi e il traffico ferroviario lungo tutta la penisola va in tilt. Il regionale da Foligno a Santa Maria Novella, già di suo in ritardo di venti minuti prima di Perugia, si ferma all'ingresso di Firenze. La signora attempata salita ad Arezzo e diretta insieme all'amica ai mercatini biologici di Santa Croce si indigna e dichiara - con accento toscanaccio - di non comprendere come mai costui abbia deciso proprio oggi di farla finita e non ad esempio ieri, e per buona pesa aggiunge che sarebbe stato meglio avesse preso invece una scatola di pasticche (sic). Notevole pure una tizia con improbabile cappottone fucsia, borsone in tinta e occhiali con pesantissima montatura circolare, preoccupatissima di non perdere l'Italo date le urgentissime questioni di lavoro che la attendono a Milano, e che aspettando impaziente l'arrivo in stazione ci ha messo pure lei il suo carico sulla buonanima, unendosi così al momento di stigmatizzazione collettiva. Unica voce fuori dal coro, un uomo di mezza età dalla pelle olivastra che, con accento pakistano, si è lasciato sfuggire un “poveretto”, per poi aggiungere “poveretti i suoi famigliari che restano e forse non hanno nemmeno un corpo da piangere” concludendo quindi a mezza voce “diciamo una preghiera”, ma nessuno credo lo stesse ascoltando. E così, alla fine, il treno è lo stesso per tutti, per chi ci sale, per chi ci scende e per chi ogni tanto ci finisce sotto.
Un poveretto finisce sotto il treno a Firenze Rifredi e il traffico ferroviario lungo tutta la penisola va in tilt. Il regionale da Foligno a Santa Maria Novella, già di suo in ritardo di venti minuti prima di Perugia, si ferma all'ingresso di Firenze. La signora attempata salita ad Arezzo e diretta insieme all'amica ai mercatini biologici di Santa Croce si indigna e dichiara - con accento toscanaccio - di non comprendere come mai costui abbia deciso proprio oggi di farla finita e non ad esempio ieri, e per buona pesa aggiunge che sarebbe stato meglio avesse preso invece una scatola di pasticche (sic). Notevole pure una tizia con improbabile cappottone fucsia, borsone in tinta e occhiali con pesantissima montatura circolare, preoccupatissima di non perdere l'Italo date le urgentissime questioni di lavoro che la attendono a Milano, e che aspettando impaziente l'arrivo in stazione ci ha messo pure lei il suo carico sulla buonanima, unendosi così al momento di stigmatizzazione collettiva. Unica voce fuori dal coro, un uomo di mezza età dalla pelle olivastra che, con accento pakistano, si è lasciato sfuggire un “poveretto”, per poi aggiungere “poveretti i suoi famigliari che restano e forse non hanno nemmeno un corpo da piangere” concludendo quindi a mezza voce “diciamo una preghiera”, ma nessuno credo lo stesse ascoltando. E così, alla fine, il treno è lo stesso per tutti, per chi ci sale, per chi ci scende e per chi ogni tanto ci finisce sotto.
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TWIN PEAKS 🌺🌺🌺
Secondo le fonti di Google, una cella telefonica ha dimensioni svariate, in media di due-tre chilometri. Sarà forse per questo che il telefono, agganciato alla rete territoriale e non a quella del treno, lanciato a quasi 300 kmh, continua a perdere la connessione. E inevitabilmente il ricordo va a quei cellulari che nel 2001 funzionavano regolarmente a migliaia di metri di quota su aerei lanciati a oltre 500 mph...
Secondo le fonti di Google, una cella telefonica ha dimensioni svariate, in media di due-tre chilometri. Sarà forse per questo che il telefono, agganciato alla rete territoriale e non a quella del treno, lanciato a quasi 300 kmh, continua a perdere la connessione. E inevitabilmente il ricordo va a quei cellulari che nel 2001 funzionavano regolarmente a migliaia di metri di quota su aerei lanciati a oltre 500 mph...
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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"Il problema minore sono i cessi d'oro, lo volete capire sì o no che questi ci mandano in guerra?"
Giorgio Bianchi a RadioRadio
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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In realtà non è una controproposta bensì la letterina a Babbo Natale... 🌺🌺🌺
https://open.substack.com/pub/giubberosse/p/il-telegraph-fa-trapelare-la-controproposta
https://open.substack.com/pub/giubberosse/p/il-telegraph-fa-trapelare-la-controproposta
Substack
IL TELEGRAPH FA TRAPELARE LA CONTROPROPOSTA EUROPEA IN 24 PUNTI
Nessun limite alle dimensioni dell’esercito ucraino, adesione alla NATO lasciata alla discrezione dell’Alleanza, presenza di truppe straniere sul territorio ucraino, cessate il fuoco lungo l’attuale linea di conflitto, questione territoriale rimandata a dopo…
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Forwarded from Marco Cosentino
EMILIA BRANGEFALT 🌺🌺🌺
Atleta svedese di 21 anni, campionessa di trail running, si è tolta la vita il 13 novembre scorso, dopo che un disturbo cardiaco le aveva troncato la carriera sportiva. Secondo quanto riportato da varie fonti, tra cui la Gazzetta dello Sport, da qualche tempo la sua frequenza cardiaca sarebbe salita a 120-150 battiti al minuto e questo le avrebbe impedito qualsiasi sforzo. Questo quadro clinico è fortemente indicativo di sindrome da tachicardia ortostatica posturale (Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome, POTS), una sindrome negli ultimi anni associata sia al covid che ai vaccini covid. In rete non è disponibile alcuna informazione che consenta di andare oltre una mera congettura. Nel frattempo, una giovane che sui profili social appare bella, sorridente e con ogni evidenza innamorata della vita, ha posto tragicamente fine alla propria esistenza. E questo è l'unico fatto certo.
Atleta svedese di 21 anni, campionessa di trail running, si è tolta la vita il 13 novembre scorso, dopo che un disturbo cardiaco le aveva troncato la carriera sportiva. Secondo quanto riportato da varie fonti, tra cui la Gazzetta dello Sport, da qualche tempo la sua frequenza cardiaca sarebbe salita a 120-150 battiti al minuto e questo le avrebbe impedito qualsiasi sforzo. Questo quadro clinico è fortemente indicativo di sindrome da tachicardia ortostatica posturale (Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome, POTS), una sindrome negli ultimi anni associata sia al covid che ai vaccini covid. In rete non è disponibile alcuna informazione che consenta di andare oltre una mera congettura. Nel frattempo, una giovane che sui profili social appare bella, sorridente e con ogni evidenza innamorata della vita, ha posto tragicamente fine alla propria esistenza. E questo è l'unico fatto certo.
La Gazzetta dello Sport
Emilia Brangefalt, atleta svedese, si uccide a 21 anni: "Il mio corpo si è spento"
È morta Emilia Brangefalt, atleta svedese di 21 anni: si è suicidata dopo che era stata fermata per un problema cardiaco e non poteva più fare trail running
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‼️🇮🇹🤡🇺🇦 ROMA, FLOP TOTALE DELLA MANIFESTAZIONE PER IL REGIME DI KIEV: "QUATTRO GATTI"
-HuffPost
Viene riportato che sarebbero stati in 300. Da questa foto si nota chiaramente che non raggiungono nemmeno 100 scemi, e sono praticamente tutti provenienti dalla comunità ucraina.
Nel 2017 a Roma si registravano 15mila ucraini, ad agosto di quest'anno si contano 178mila ucraini rifugiati in Italia per via della guerra. Praticamente nemmeno la comunità ucraina risponde alle chiamate di questi 4 scemi di guerra.
Siete finiti.
Segui 👉@ComitatoDonbass
Molto centrosinistra in piazza Esquilino, poca gente comune. Carlo Calenda tuona: "Meloni può tornare putiniana". L'ex premier Paolo Gentiloni preoccupato: "La resa di Kiev significa guerra in Europa". Pierferdinando Casini chiede al governo di aprire il portafoglio: "A Zelensky servono missili"
-HuffPost
Viene riportato che sarebbero stati in 300. Da questa foto si nota chiaramente che non raggiungono nemmeno 100 scemi, e sono praticamente tutti provenienti dalla comunità ucraina.
Nel 2017 a Roma si registravano 15mila ucraini, ad agosto di quest'anno si contano 178mila ucraini rifugiati in Italia per via della guerra. Praticamente nemmeno la comunità ucraina risponde alle chiamate di questi 4 scemi di guerra.
Siete finiti.
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