UNA BUONA NOTIZIA? 🌺🌺🌺
Doctor33, il notiziario che giunge ogni giorno nelle caselle di posta elettronica dei medici e dei sanitari di tutta Italia, annuncia il successo di un importante studio clinico che documenta finalmente l'efficacia di una formulazione di atropina solfato in collirio per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Il trattamento, assunto ogni sera per 4 anni, ha ridotto la progressione del 15-42% nella miopia grave e in totale del 27-29%.
https://www.doctor33.it/articolo/67421/miopia-pediatrica-disponibile-in-italia-opzione-farmacologica-per-rallentare-la-progressione
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41870844/
La ditta produttrice annuncia con malcelato orgoglio il lancio del nuovo medicinale
https://www.adnkronos.com/salute/miopia-bambini-collirio-atropina-solfato_B2OO5OlRgy1BYA4FOjnne
anche perché l'atropina collirio per la miopia non è una novità assoluta: fino a ieri la si utilizzava come galenico, preparata direttamente in farmacia. E infatti, mentre il nuovo medicinale pare costi al pubblico 55 euro per un flacone da 2,5 mL, l'atropina collirio preparata in farmacia costa indicativamente tra i 30 e i 50 euro per 5-10 mL.
Il bello, insomma, della produzione industriale.
https://mediately.co/it/drugs/RIjjzHmn86NoP8cXfPLBOax9TvT/ryjunea-0-1-mg-ml-collirio-soluzione
https://www.farmagalenica.it/atropina-collirio-per-miopia-bambini-e-adulti/
Doctor33, il notiziario che giunge ogni giorno nelle caselle di posta elettronica dei medici e dei sanitari di tutta Italia, annuncia il successo di un importante studio clinico che documenta finalmente l'efficacia di una formulazione di atropina solfato in collirio per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Il trattamento, assunto ogni sera per 4 anni, ha ridotto la progressione del 15-42% nella miopia grave e in totale del 27-29%.
https://www.doctor33.it/articolo/67421/miopia-pediatrica-disponibile-in-italia-opzione-farmacologica-per-rallentare-la-progressione
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41870844/
La ditta produttrice annuncia con malcelato orgoglio il lancio del nuovo medicinale
https://www.adnkronos.com/salute/miopia-bambini-collirio-atropina-solfato_B2OO5OlRgy1BYA4FOjnne
anche perché l'atropina collirio per la miopia non è una novità assoluta: fino a ieri la si utilizzava come galenico, preparata direttamente in farmacia. E infatti, mentre il nuovo medicinale pare costi al pubblico 55 euro per un flacone da 2,5 mL, l'atropina collirio preparata in farmacia costa indicativamente tra i 30 e i 50 euro per 5-10 mL.
Il bello, insomma, della produzione industriale.
https://mediately.co/it/drugs/RIjjzHmn86NoP8cXfPLBOax9TvT/ryjunea-0-1-mg-ml-collirio-soluzione
https://www.farmagalenica.it/atropina-collirio-per-miopia-bambini-e-adulti/
Doctor33
Miopia pediatrica, disponibile in Italia opzione farmacologica per rallentare la progressione
Disponibile in Italia il primo farmaco approvato in Europa per rallentare la progressione della miopia nei bambini tra 3 e 14 anni
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LA PRIMA E' GRATIS 🌺🌺🌺
Secondo la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la prima copia della cartella clinica è gratuita. Così una sentenza del 2023, che le strutture sanitarie si ostinano a ignorare. In questo articolo, Studio Cataldi spiega come procedere per far valere i propri diritti.
https://www.studiocataldi.it/articoli/48142-cartella-clinica-la-prima-copia-e-gratuita.asp
Una delle rare volte in cui l'Europa serve (per parafrasare Totò).
Secondo la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la prima copia della cartella clinica è gratuita. Così una sentenza del 2023, che le strutture sanitarie si ostinano a ignorare. In questo articolo, Studio Cataldi spiega come procedere per far valere i propri diritti.
https://www.studiocataldi.it/articoli/48142-cartella-clinica-la-prima-copia-e-gratuita.asp
Una delle rare volte in cui l'Europa serve (per parafrasare Totò).
www.studiocataldi.it
Cartella clinica: la prima copia è gratuita
La prima copia della cartella clinica è gratuita. Lo dice la Corte di Giustizia dell'Unione Europea
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UN VACCINO A RNA 🌺🌺🌺
Buone notizie dal fronte della lotta al carcinoma del pancreas, forse il più letale dei tumori solidi. Un vaccino a RNA personalizzato, ovvero che fa esprimere all'organismo gli antigeni del tumore stesso, pare abbia prolungato la sopravvivenza di coloro che rispondono al trattamento fino a 6 anni e oltre. La nota non precisa quanti abbiano effettivamente risposto al trattamento, ma la notizia in sé è indubbiamente ottima.
Ora, conviene aver chiaro che questo che chiamano per brevità vaccino (ci sta: stimola il sistema immunitario) è a tutti gli effetti una terapia genica che per arrivare a essere approvata dovrà essere studiata per i suoi effetti sui principali organi e apparati, per la sua biodistribuzione, per i suoi effetti mutageni e cancerogeni, per la sua eventuale capacità di integrarsi nel genoma e via discorrendo.
Questo prevedono le norme sullo sviluppo dei farmaci di terapia genica, cui gli RNA appartengono a pieno titolo. Salvo i vaccini antiinfettivi come gli anticovid. Questi, per ragioni del tutto ignote, incomprensibili e verosimilmente non scientifiche, ai sensi della normativa vigente non possono mai essere considerati terapie geniche.
Così, un vaccino a RNA contro il cancro al pancreas viene testato per tutto quello che abbiamo elencato, compresa la possibilità che dia a sua volta tumori, malgrado induca solo la produzione di proteine che stanno già nell'organismo de vaccinato, il quale sta per morire di cancro e ha una prospettiva di sopravvivenza di regola di pochi mesi. Al contrario, un vaccino a RNA contro il covid, che induce la produzione di una proteina virale tossica, ha potuto essere imposto con la forza a tutto il mondo senza lo straccio di una sola di queste verifiche di sicurezza che abbiamo elencato.
Questo è. E quando sentirete qualcuno che magnifica la tecnologia a RNA usando l'azione antitumorale per sdoganare i prodotti anti-covid, spiegategli la questione e fategli un applauso. Possibilmente sulla guancia.
https://www.adnkronos.com/cronaca/tumore-pancreas-vaccino-mrna-sopravvivenza-studio-usa_5tTcmkOuoR8IDq6NSL6pJh
Buone notizie dal fronte della lotta al carcinoma del pancreas, forse il più letale dei tumori solidi. Un vaccino a RNA personalizzato, ovvero che fa esprimere all'organismo gli antigeni del tumore stesso, pare abbia prolungato la sopravvivenza di coloro che rispondono al trattamento fino a 6 anni e oltre. La nota non precisa quanti abbiano effettivamente risposto al trattamento, ma la notizia in sé è indubbiamente ottima.
Ora, conviene aver chiaro che questo che chiamano per brevità vaccino (ci sta: stimola il sistema immunitario) è a tutti gli effetti una terapia genica che per arrivare a essere approvata dovrà essere studiata per i suoi effetti sui principali organi e apparati, per la sua biodistribuzione, per i suoi effetti mutageni e cancerogeni, per la sua eventuale capacità di integrarsi nel genoma e via discorrendo.
Questo prevedono le norme sullo sviluppo dei farmaci di terapia genica, cui gli RNA appartengono a pieno titolo. Salvo i vaccini antiinfettivi come gli anticovid. Questi, per ragioni del tutto ignote, incomprensibili e verosimilmente non scientifiche, ai sensi della normativa vigente non possono mai essere considerati terapie geniche.
Così, un vaccino a RNA contro il cancro al pancreas viene testato per tutto quello che abbiamo elencato, compresa la possibilità che dia a sua volta tumori, malgrado induca solo la produzione di proteine che stanno già nell'organismo de vaccinato, il quale sta per morire di cancro e ha una prospettiva di sopravvivenza di regola di pochi mesi. Al contrario, un vaccino a RNA contro il covid, che induce la produzione di una proteina virale tossica, ha potuto essere imposto con la forza a tutto il mondo senza lo straccio di una sola di queste verifiche di sicurezza che abbiamo elencato.
Questo è. E quando sentirete qualcuno che magnifica la tecnologia a RNA usando l'azione antitumorale per sdoganare i prodotti anti-covid, spiegategli la questione e fategli un applauso. Possibilmente sulla guancia.
https://www.adnkronos.com/cronaca/tumore-pancreas-vaccino-mrna-sopravvivenza-studio-usa_5tTcmkOuoR8IDq6NSL6pJh
Adnkronos
Tumore al pancreas, risultati promettenti per vaccino a mRna personalizzato
Nuova speranza contro il tumore al pancreas: un vaccino mRna personalizzato mostra risultati promettenti, con pazienti vivi fino a 6 anni dopo il trattamento
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Forwarded from RangeloniNews
🇷🇺 Putin sul conflitto in Ucraina: “Sappiamo come finirà il tutto. Anche l'avversario lo sa, e pensa a come formalizzare tutto ciò. Non faremo dichiarazioni pubbliche in merito, semplicemente ci impegneremo a raggiungere gli scopi prefissati”.
https://t.me/vn_rangeloni
https://t.me/vn_rangeloni
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇮🇷🇺🇸🇵🇰 IRAN - Una fonte diplomatica iraniana ha dichiarato ad Al Arabiya:
Traduzione: l'Iran si prepara alla guerra. Già colpita a tradimento per ben due volte durante i negoziati, Teheran sa bene che Washington sta solo usando una strategia dilatoria per completare l'accumulo delle forze militari in Medio Oriente prima di riprendere le ostilità. Tel Aviv è ancora più esplicita: da giorni ha fatto sapere pubblicamente di attendere solo il disco verde dagli USA per l'attacco.
L'Iran si prepara all'inevitabile.
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Teheran ha consegnato al mediatore pakistano la sua risposta alle richieste americane. Il ritorno di Araghchi a Islamabad è subordinato ai progressi nei negoziati.
Il messaggio è stato recepito e non ci saranno negoziati senza progressi nei colloqui e l'accettazione delle nostre condizioni.
Al momento non è previsto il ritorno di Araghchi in Pakistan. La palla ora è nel campo degli Stati Uniti.
Traduzione: l'Iran si prepara alla guerra. Già colpita a tradimento per ben due volte durante i negoziati, Teheran sa bene che Washington sta solo usando una strategia dilatoria per completare l'accumulo delle forze militari in Medio Oriente prima di riprendere le ostilità. Tel Aviv è ancora più esplicita: da giorni ha fatto sapere pubblicamente di attendere solo il disco verde dagli USA per l'attacco.
L'Iran si prepara all'inevitabile.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
Giubbe Rosse ha bisogno del tuo aiuto Da più di cinque anni il nostro canale Telegram, il nostro portale web, il nostro canale YouTube e, più recentemente, la nostra pagina Substack sono un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri un’informazione…
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AD MAIOREM DEI GLORIAM 🌺🌺🌺
Nei giorni scorsi mi è giunta l'ennesima offerta di una posizione di associate editor da parte di una casa editrice internazionale di riviste scientifiche, tra le più note e attive in molteplici settori tra cui la biomedicina. Ho risposto chiedendo informazioni sul compenso e, come prevedibile oggi mi hanno risposto con grande cortesia - e con una certa condiscendenza (avran pensato: "ci è o ci fa?") - spiegandomi che non è prevista remunerazione ma che potrò fregiarmi del ruolo di editor e il mio nome sarà sul loro sito web. Mi pagano insomma in visibilità. E non si creda che sia una presa in giro. Tutta l'editoria scientifica internazionale si regge sul fatto che questi ruoli contano ai fini della carriera, e dunque le riviste si giovano del lavoro gratuito dei ricercatori che fanno gli editor e che fanno i revisori. Una volta era gratuito anche il ruolo degli autori, che cedevano tutti i diritti sul manoscritto, mentre ora, grazie alle iniziative congiunte di varie organizzazioni internazionali tra cui l'UE e l'OMS, si è passati a un modello nel quale gli autori pagano per pubblicare. Ripetiamo insieme: pagano per pubblicare. Facile così comprendere come mai le riviste scientifiche siano le imprese con i maggiori margini di guadagno, avendo tanto più oggi nell'era digitale spese di gestione bassissime. Così va il mondo. Ovvio poi che se arriva un'industria farmaceutica che elargisce qualche migliaio di euro al ricercatore di turno, questo scondinzola come un cagnetto in fregola. Nel frattempo, a costoro ho risposto picche, pur consapevole che invece una ventina d'anni fa avrei probabilmente accettato con entusiasmo e gratitudine. "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" diceva quello. Perché così forse in te qualcosa vedrai, ma scordati di vedere alcunché nel mondo 😂
Nei giorni scorsi mi è giunta l'ennesima offerta di una posizione di associate editor da parte di una casa editrice internazionale di riviste scientifiche, tra le più note e attive in molteplici settori tra cui la biomedicina. Ho risposto chiedendo informazioni sul compenso e, come prevedibile oggi mi hanno risposto con grande cortesia - e con una certa condiscendenza (avran pensato: "ci è o ci fa?") - spiegandomi che non è prevista remunerazione ma che potrò fregiarmi del ruolo di editor e il mio nome sarà sul loro sito web. Mi pagano insomma in visibilità. E non si creda che sia una presa in giro. Tutta l'editoria scientifica internazionale si regge sul fatto che questi ruoli contano ai fini della carriera, e dunque le riviste si giovano del lavoro gratuito dei ricercatori che fanno gli editor e che fanno i revisori. Una volta era gratuito anche il ruolo degli autori, che cedevano tutti i diritti sul manoscritto, mentre ora, grazie alle iniziative congiunte di varie organizzazioni internazionali tra cui l'UE e l'OMS, si è passati a un modello nel quale gli autori pagano per pubblicare. Ripetiamo insieme: pagano per pubblicare. Facile così comprendere come mai le riviste scientifiche siano le imprese con i maggiori margini di guadagno, avendo tanto più oggi nell'era digitale spese di gestione bassissime. Così va il mondo. Ovvio poi che se arriva un'industria farmaceutica che elargisce qualche migliaio di euro al ricercatore di turno, questo scondinzola come un cagnetto in fregola. Nel frattempo, a costoro ho risposto picche, pur consapevole che invece una ventina d'anni fa avrei probabilmente accettato con entusiasmo e gratitudine. "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" diceva quello. Perché così forse in te qualcosa vedrai, ma scordati di vedere alcunché nel mondo 😂
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INCLUSIVITA' UNIVERSITARIA 🌺🌺🌺
L'inclusione è una bellissima cosa, e a scuola è doverosa. Nella scuola dell'obbligo. Perché se io Stato ti obbligo a far qualcosa che magari non è nelle tue corde, devo anche rendertelo accessibile. Ad impossibilia nemo tenetur. Ma quando finisce l'obbligo, finisce anche il vincolo per lo Stato (lo scrivo apposta con la maiuscola, pensando all'istituzione ideale). Potrei ad esempio voler diventare ingegnere nucleare, ma le nozioni di analisi, fisica e via dicendo non mi stanno proprio in testa. Che si fa allora? Si cambia il funzionamento di fissione e fusione per rendermelo accessibile e includermi in corsi che diversamente sarebbero per me inarrivabili? Pare invece sia proprio questo il piano dello stato, che sta lavorando per inserire il piano didattico personalizzato (PdP, ma non era Paperon de’ Paperoni?) in università, con obiettivi di apprendimento individualizzati (mi veniva da scrivere "abiettivi", forse sarebbe più giusto) e prevedendo ovviamente corsi di formazione obbligatori per indottrinare adeguatamente i docenti. E il dato su cui oggi molti notiziari titolano è l'aumento delle certificazioni DSA in università, senza tuttavia entrare nel merito delle ragioni, per le quali personalmente ho qualche idea.
https://www.orizzontescuola.it/studenti-con-dsa-che-si-iscrivono-alluniversita-incremento-del-22-in-pochi-anni-e-i-dati-sono-in-aumento-verso-il-pdp-u/
L'inclusione è una bellissima cosa, e a scuola è doverosa. Nella scuola dell'obbligo. Perché se io Stato ti obbligo a far qualcosa che magari non è nelle tue corde, devo anche rendertelo accessibile. Ad impossibilia nemo tenetur. Ma quando finisce l'obbligo, finisce anche il vincolo per lo Stato (lo scrivo apposta con la maiuscola, pensando all'istituzione ideale). Potrei ad esempio voler diventare ingegnere nucleare, ma le nozioni di analisi, fisica e via dicendo non mi stanno proprio in testa. Che si fa allora? Si cambia il funzionamento di fissione e fusione per rendermelo accessibile e includermi in corsi che diversamente sarebbero per me inarrivabili? Pare invece sia proprio questo il piano dello stato, che sta lavorando per inserire il piano didattico personalizzato (PdP, ma non era Paperon de’ Paperoni?) in università, con obiettivi di apprendimento individualizzati (mi veniva da scrivere "abiettivi", forse sarebbe più giusto) e prevedendo ovviamente corsi di formazione obbligatori per indottrinare adeguatamente i docenti. E il dato su cui oggi molti notiziari titolano è l'aumento delle certificazioni DSA in università, senza tuttavia entrare nel merito delle ragioni, per le quali personalmente ho qualche idea.
https://www.orizzontescuola.it/studenti-con-dsa-che-si-iscrivono-alluniversita-incremento-del-22-in-pochi-anni-e-i-dati-sono-in-aumento-verso-il-pdp-u/
Orizzontescuola.it
Studenti con DSA che si iscrivono all’Università, incremento del 22% in pochi anni e i dati sono in aumento. Verso il PDP-U
Nell’anno accademico 2020/2021 gli studenti universitari con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) iscritti negli atenei italiani erano 19.616, con un incremento del 22% rispetto all’anno precedente. Rappresentano circa il 2% della popolazione studentesca…
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PERSEVERARE DIABOLICUM 🌺🌺🌺
Non contento del disastro di quest'anno, il ministero progetta "correttivi" al semestre di ingresso al corso di laurea in medicina per il prossimo anno. Spicca tra questi "la revisione dei programmi di Chimica, Fisica e Biologia per avvicinarli maggiormente ai percorsi delle scuole superiori". Proprio così: "per avvicinarli maggiormente ai percorsi delle scuole superiori".
In una semplice frasetta sono contenuti ben due vulnera alle prerogative universitarie: il primo e più ovvio è il degrado dei contenuti dell'insegnamento universitario, una soluzione che agli anziani come il sottoscritto non può non ricordare l'aforisma satirico di Panfilo Maria Lippi: «Questa edizione del telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali».
Il secondo e forse meno evidente ai più ma forse per questo ancor più grave è che sta passando l'idea che i corsi universitari possano avere dei programmi non decisi dal docente bensì ordinati in qualche oscuro corridoio ministeriale. Col che la libertà di insegnamento sancita dall'art. 33 della Costituzione va a farsi benedire anche in università. E chi non coglie l'enorme portata di quest'ultima questione fa parte dei problemi che ci sono piovuti addosso a cascata in tutti questi anni e che di questo passo sono destinati ad aumentare drammaticamente.
https://www.doctor33.it/articolo/67569/accesso-a-medicina-il-mur-studia-correttivi-ecco-quali-sono-1
Non contento del disastro di quest'anno, il ministero progetta "correttivi" al semestre di ingresso al corso di laurea in medicina per il prossimo anno. Spicca tra questi "la revisione dei programmi di Chimica, Fisica e Biologia per avvicinarli maggiormente ai percorsi delle scuole superiori". Proprio così: "per avvicinarli maggiormente ai percorsi delle scuole superiori".
In una semplice frasetta sono contenuti ben due vulnera alle prerogative universitarie: il primo e più ovvio è il degrado dei contenuti dell'insegnamento universitario, una soluzione che agli anziani come il sottoscritto non può non ricordare l'aforisma satirico di Panfilo Maria Lippi: «Questa edizione del telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali».
Il secondo e forse meno evidente ai più ma forse per questo ancor più grave è che sta passando l'idea che i corsi universitari possano avere dei programmi non decisi dal docente bensì ordinati in qualche oscuro corridoio ministeriale. Col che la libertà di insegnamento sancita dall'art. 33 della Costituzione va a farsi benedire anche in università. E chi non coglie l'enorme portata di quest'ultima questione fa parte dei problemi che ci sono piovuti addosso a cascata in tutti questi anni e che di questo passo sono destinati ad aumentare drammaticamente.
https://www.doctor33.it/articolo/67569/accesso-a-medicina-il-mur-studia-correttivi-ecco-quali-sono-1
Doctor33
Accesso a Medicina, il Mur studia correttivi al semestre filtro: ecco quali sono
Il Ministero lavora ad alcuni correttivi della riforma di accesso a Medicina: possibile allungamento dei corsi del semestre filtro, e revisione dei programmi delle materie di base
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I MAGLIARI 🌺🌺🌺
Tra le tante notizie oggi spicca quella dell'istituzione da parte di EMA di un gruppo di lavoro dedicato alla "vaccine confidence", con l’obiettivo di "supportare le strategie per aumentare la fiducia nei vaccini" (sic). Ora, è per me costante motivo di meraviglia questa sorta di "culto dei vaccini". Personalmente, dopo le poche e direi tutti essenziali vaccinazioni infantili, nell'età della ragione mi sono sottoposto con grande fiducia e senza alcuna esitazione a tutte le vaccinazioni necessario per gli studi medici e per il servizio militare, e successivamente ho sempre considerato la maggior parte dei vaccini come degli utili presidi, almeno fino al 2016 quando il governo ha iniziato a mestare sul tema, blaterando di esitazione vaccinale (inesistente: avevamo coperture infantili tali da consentire di mettere nero su bianco in documenti ufficiali di programmazione il superamento degli obblighi) e trasformando i vaccini in materia di fede. E' poi giunta l'apoteosi delle campagne vaccinali universali in pandemia a dividere eletti e reietti, salvati e sommersi, a forza di lettere scarlatte capovolte (a questo giro i marchiati erano l'autonominata elite). Tutto alquanto psichedelico. E oggi abbiamo introiettato l'esitazione vaccinale come male assoluto e la confidenza vaccinale come la nuova versione del "beato chi crede senza vedere". E così io, che per una vita ho studiato sicurezza ed efficacia dei farmaci, mi ritrovo a chiedermi se forse non dovremmo smetterla con tutte queste indaginose sperimentazioni che troppo spesso non danno i risultati attesi e istituire invece un bel gruppo di lavoro sulla "confidenza medicinale" e promuovere qualsiasi terapia a colpi di pubblicità, slogan e influencer vari.
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/vaccini-ema-istituisce-un-gruppo-di-esperti-per-rafforzare-la-fiducia-dei-cittadini/
Tra le tante notizie oggi spicca quella dell'istituzione da parte di EMA di un gruppo di lavoro dedicato alla "vaccine confidence", con l’obiettivo di "supportare le strategie per aumentare la fiducia nei vaccini" (sic). Ora, è per me costante motivo di meraviglia questa sorta di "culto dei vaccini". Personalmente, dopo le poche e direi tutti essenziali vaccinazioni infantili, nell'età della ragione mi sono sottoposto con grande fiducia e senza alcuna esitazione a tutte le vaccinazioni necessario per gli studi medici e per il servizio militare, e successivamente ho sempre considerato la maggior parte dei vaccini come degli utili presidi, almeno fino al 2016 quando il governo ha iniziato a mestare sul tema, blaterando di esitazione vaccinale (inesistente: avevamo coperture infantili tali da consentire di mettere nero su bianco in documenti ufficiali di programmazione il superamento degli obblighi) e trasformando i vaccini in materia di fede. E' poi giunta l'apoteosi delle campagne vaccinali universali in pandemia a dividere eletti e reietti, salvati e sommersi, a forza di lettere scarlatte capovolte (a questo giro i marchiati erano l'autonominata elite). Tutto alquanto psichedelico. E oggi abbiamo introiettato l'esitazione vaccinale come male assoluto e la confidenza vaccinale come la nuova versione del "beato chi crede senza vedere". E così io, che per una vita ho studiato sicurezza ed efficacia dei farmaci, mi ritrovo a chiedermi se forse non dovremmo smetterla con tutte queste indaginose sperimentazioni che troppo spesso non danno i risultati attesi e istituire invece un bel gruppo di lavoro sulla "confidenza medicinale" e promuovere qualsiasi terapia a colpi di pubblicità, slogan e influencer vari.
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/vaccini-ema-istituisce-un-gruppo-di-esperti-per-rafforzare-la-fiducia-dei-cittadini/
Quotidiano Sanità
Vaccini. Ema istituisce un gruppo di esperti per rafforzare la fiducia dei cittadini
L’Agenzia europea istituisce un nuovo gruppo di esperti per contrastare l’esitazione vaccinale e rafforzare la fiducia dei cittadini nei vaccini.
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INELUTTABILE 🌺🌺🌺
Guerre e controllo sociale pervasivo ci attendono inevitabilmente in un futuro prossimo che è ormai quasi presente, in quanto sono interesse dei grandi capitali finanziari globali che hanno da tempo eroso e corrotto non solo la struttura degli stati nazionali ma l'idea stessa di democrazia e diritti. Spiegato bene qui.
https://www.valigiablu.it/manifesto-palantir-silicon-valley-cosa-ho-capito/
Guerre e controllo sociale pervasivo ci attendono inevitabilmente in un futuro prossimo che è ormai quasi presente, in quanto sono interesse dei grandi capitali finanziari globali che hanno da tempo eroso e corrotto non solo la struttura degli stati nazionali ma l'idea stessa di democrazia e diritti. Spiegato bene qui.
https://www.valigiablu.it/manifesto-palantir-silicon-valley-cosa-ho-capito/
Valigia Blu
Cosa ho capito traducendo il manifesto dei CEO di Palantir in una lingua comprensibile anche a chi non è un sociopatico - Valigia…
Analisi critica dei 22 punti del manifesto di Palantir: come la Silicon Valley sta passando dall'idealismo tech a un messianismo oligarchico e militare.
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Forwarded from Giubbe Rosse
"NON SERVIVA UN NOBEL, BASTAVANO CONOSCENZE BASILARI DI MEDICINA" - PANDEMIA, IL BILANCIO 6 ANNI DOPO
L’8 aprile 2026 il farmacologo Marco Cosentino è stato audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. I tre nodi centrali della sua testimonianza? La distribuzione dell’mRNA nell’organismo, i limiti strutturali degli studi clinici autorizzativi, e la mancata protezione dal contagio.
Marco Cosentino è professore ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi dell’Insubria, dove dirige il Centro di Ricerca in Farmacologia Medica. Vicepresidente dell’associazione ContiamoCi!, è stato audito in Commissione insieme al presidente Dario Giacomini. Durante la pandemia ha pubblicato diversi lavori sulla farmacotossicologia dei vaccini a mRNA, con posizioni critiche sugli aspetti regolativi e sugli endpoint degli studi clinici.
Intervista a Radio Radio, 30 aprile 2026
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“No, non è possibile che nessuno si fosse in buona fede non accorto di tutti questi aspetti“.
L’8 aprile 2026 il farmacologo Marco Cosentino è stato audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. I tre nodi centrali della sua testimonianza? La distribuzione dell’mRNA nell’organismo, i limiti strutturali degli studi clinici autorizzativi, e la mancata protezione dal contagio.
Marco Cosentino è professore ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi dell’Insubria, dove dirige il Centro di Ricerca in Farmacologia Medica. Vicepresidente dell’associazione ContiamoCi!, è stato audito in Commissione insieme al presidente Dario Giacomini. Durante la pandemia ha pubblicato diversi lavori sulla farmacotossicologia dei vaccini a mRNA, con posizioni critiche sugli aspetti regolativi e sugli endpoint degli studi clinici.
Intervista a Radio Radio, 30 aprile 2026
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"NON SERVIVA UN NOBEL, BASTAVANO CONOSCENZE BASILARI DI MEDICINA ▷ PANDEMIA, IL BILANCIO 6 ANNI DOPO
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"No, non è possibile che nessuno si fosse in buona fede non accorto di tutti questi aspetti".
L'8 aprile 2026 il farmacologo Marco Cosentino è stato audito dalla Commissione parlamentare…
"No, non è possibile che nessuno si fosse in buona fede non accorto di tutti questi aspetti".
L'8 aprile 2026 il farmacologo Marco Cosentino è stato audito dalla Commissione parlamentare…
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PRIMO MAGGIO 🌺🌺🌺
(su, coraggio!)
Difficile prendere ancora sul serio nel nostro paese la "festa dei lavoratori" dopo che solo qualche anno fa lo stato ha privato del lavoro e di qualsiasi sostentamento tutti coloro che hanno ritenuto di evitare di vaccinarsi contro il covid, escludendoli finanche dalla vita sociale e scatenando contro di loro un odio senza precedenti che dura ancora oggi.
Giunge dunque a proposito il "ricordo" social di un post di precisamente tre anni fa che riporta uno studio alquanto solido su come ci si contagiasse tanto più quanto più ci si vaccinava.
"Ti vaccini, ti contagi, certo non puoi escludere di contagiare gli altri, tanto più con un lasciapassare verde che ti esime da qualsiasi controllo".
Buon Primo Maggio!
https://www.facebook.com/photo/?fbid=6029259537121429&set=a.400748383305934
(su, coraggio!)
Difficile prendere ancora sul serio nel nostro paese la "festa dei lavoratori" dopo che solo qualche anno fa lo stato ha privato del lavoro e di qualsiasi sostentamento tutti coloro che hanno ritenuto di evitare di vaccinarsi contro il covid, escludendoli finanche dalla vita sociale e scatenando contro di loro un odio senza precedenti che dura ancora oggi.
Giunge dunque a proposito il "ricordo" social di un post di precisamente tre anni fa che riporta uno studio alquanto solido su come ci si contagiasse tanto più quanto più ci si vaccinava.
"Ti vaccini, ti contagi, certo non puoi escludere di contagiare gli altri, tanto più con un lasciapassare verde che ti esime da qualsiasi controllo".
Buon Primo Maggio!
https://www.facebook.com/photo/?fbid=6029259537121429&set=a.400748383305934
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DUE MAGGIO DUEMILAQUATTORDICI 🌺🌺🌺
La marcia sulla Terza Roma.
https://www.facebook.com/photo?fbid=2130573031059782
La marcia sulla Terza Roma.
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L'IMMUNITÀ DEI VACCINI 🌺🌺🌺
Se certi vaccini non fossero pericolosi, i produttori non pretenderebbero clausole di impunità. Rimane da stabilire perché i governi accettino di accollarsi i rischi. Forse per questo è così difficile vedersi riconosciuti i danni?
https://www.facebook.com/stefano.re/posts/pfbid01SzGunkZwUq8C9u6E27MyW7h5rreZdjfiSL3YLgQ62tEGeTbP6aCctegM3tSFrywl
Se certi vaccini non fossero pericolosi, i produttori non pretenderebbero clausole di impunità. Rimane da stabilire perché i governi accettino di accollarsi i rischi. Forse per questo è così difficile vedersi riconosciuti i danni?
https://www.facebook.com/stefano.re/posts/pfbid01SzGunkZwUq8C9u6E27MyW7h5rreZdjfiSL3YLgQ62tEGeTbP6aCctegM3tSFrywl
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Stefano Re
Il vaccino ti uccide? Anche se un tribunale lo conferma, immunità totale per Pfizer, da contratto.
Questo stabilisce il contratto firmato dalla Commissione Europea per conto degli Stati membri....
Questo stabilisce il contratto firmato dalla Commissione Europea per conto degli Stati membri....
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VAGINAL SEEDING 🌺🌺🌺
La rivista Science lo scorso aprile ha dedicato un lungo editoriale a uno studio pubblicato su Cell Host & Microbe che mostra come i neonati con parto cesareo abbiano una flora batterica cutanea molto differente rispetto a quella dei neonati per via naturale, e come l'applicazione cutanea del microbiota vaginale materno (vaginalo seeding) sia in grado di correggere l'alterazione. In modelli animali, gli autori mostrano come le conseguenze dell'alterata flora batterica cutanea includano la minor produzione di alcuni metaboliti che normalmente sono assorbiti dalla cute e attraversano la barriera ematoencefalica finendo per giungere nel sistema nervoso centrale dove esercitano effetti trofici sui neuroni. I medesimi autori avevano già condotto alcuni anni fa uno studio randomizzato che concludeva come il trasferimento del microbiota vaginale migliori il neurosviluppo di neonati nati per parto cesareo.
Trovo questi studi da un lato affascinanti per la bellezza dei meccanismi che svelano, ma dall'altro non riesco a evitare di chiedermi se davvero dobbiamo meravigliarci per la perfezione del funzionamento naturale dei nostri corpi. Il senso di questi studi inoltre mi pare sempre un poco ambiguo. L'identificazione delle specie batteriche implicate e dei metaboliti responsabili di un determinato effetto è sempre anche l'ovvio primo passo verso progetti di commercializzazione di prodotti che, a loro volta, per guadagnarsi spazio di mercato, avranno la necessitò di creare un bisogno col che finendo per aver necessità che aumenti la dimensione del problema che asseritamente vogliono risolvere. Curioso che il trasferimento del microbiota intestinale sia un metodo raccomandato da molti anni anche in assenza di queste evidenze, ma che non venga sostenuto dalle società scientifiche e addirittura che si paventi il rischio di infezioni.
https://www.science.org/content/article/vaginal-bacteria-turn-newborn-skin-beneficial-bioreactor
La rivista Science lo scorso aprile ha dedicato un lungo editoriale a uno studio pubblicato su Cell Host & Microbe che mostra come i neonati con parto cesareo abbiano una flora batterica cutanea molto differente rispetto a quella dei neonati per via naturale, e come l'applicazione cutanea del microbiota vaginale materno (vaginalo seeding) sia in grado di correggere l'alterazione. In modelli animali, gli autori mostrano come le conseguenze dell'alterata flora batterica cutanea includano la minor produzione di alcuni metaboliti che normalmente sono assorbiti dalla cute e attraversano la barriera ematoencefalica finendo per giungere nel sistema nervoso centrale dove esercitano effetti trofici sui neuroni. I medesimi autori avevano già condotto alcuni anni fa uno studio randomizzato che concludeva come il trasferimento del microbiota vaginale migliori il neurosviluppo di neonati nati per parto cesareo.
Trovo questi studi da un lato affascinanti per la bellezza dei meccanismi che svelano, ma dall'altro non riesco a evitare di chiedermi se davvero dobbiamo meravigliarci per la perfezione del funzionamento naturale dei nostri corpi. Il senso di questi studi inoltre mi pare sempre un poco ambiguo. L'identificazione delle specie batteriche implicate e dei metaboliti responsabili di un determinato effetto è sempre anche l'ovvio primo passo verso progetti di commercializzazione di prodotti che, a loro volta, per guadagnarsi spazio di mercato, avranno la necessitò di creare un bisogno col che finendo per aver necessità che aumenti la dimensione del problema che asseritamente vogliono risolvere. Curioso che il trasferimento del microbiota intestinale sia un metodo raccomandato da molti anni anche in assenza di queste evidenze, ma che non venga sostenuto dalle società scientifiche e addirittura che si paventi il rischio di infezioni.
https://www.science.org/content/article/vaginal-bacteria-turn-newborn-skin-beneficial-bioreactor
Science
Vaginal bacteria turn newborn skin into a beneficial ‘bioreactor’
A lipid synthesized on skin may promote brain development—and a swabbing with vaginal fluid can provide it to C-section babies, study finds
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LA ZATTERA DELLA MEDUSA 🌺🌺🌺
Sempre più università nel nostro paese istituiscono al loro interno e affidano a docenti, di solito di informatica e/o pedagogia, servizi che chiamano ad esempio "teaching and learning center" (perché poi in lingua inglese? mah...), che perseguono obiettivi tra cui la promozione dell'uso di strumenti tecnologici a supporto della didattica.
Si finisce così per ricevere email di invito a "webinar", che sarebbero poi seminari in diretta trasmessi in rete, che hanno il fine dichiarato di "offrire ai docenti una panoramica chiara e operativa di sistemi e applicazioni facili da usare, pensati per accompagnare il lavoro didattico e favorire la partecipazione degli studenti". Che sembra nel complesso una bella cosa.
Poi però pensi che siamo all'università e non alla scuola dell'obbligo. In quest'ultima, vi sono insegnanti di professione e studenti obbligati a frequentare anche quando forse vorrebbero fare altro, e dunque forse (sottolineo: "forse") potrebbe essere anche giusto preoccuparsi di "favorire la partecipazione degli studenti". All'università invece salgono in cattedra persone che prima di tutto sono esperti di quel che insegnano poiché ne hanno fatto il loro lavoro quotidiano. I docenti di medicina non sono insegnanti, bensì prima di tutto medici. Che proprio in quanto medici che conoscono e padroneggiano l'arte medica, possono - rubando tempo al loro lavoro principale - anche insegnarla (modificate a piacere l'ambito disciplinare, lavorativo e professionale). E gli studenti non sono obbligati a frequentare i corsi, al contrario lo hanno scelto (piaccia o no, lo hanno scelto, mentre sarebbero stati liberi di fare tutt'altro, e di regola pagano pure anche molto salato per frequentarli).
Viene sempre un momento durante i miei corsi in cui spiego agli studenti che la mia materia ha aspetti difficili, complessi e anche noiosi, ma hanno scelto loro gli studi medici e dunque per completarli devono superare tutti gli esami tra cui il mio, e quel che posso fare è spiegare loro perché conoscere certi argomenti farà di loro dei medici migliori. Se lo capiscono, bene. Se non lo capiscono, pace. Il mondo è grande.
Trovo invece idiota, insulso e degradante, in primo luogo per gli studenti e per l'istituzione accademica, e poi anche un po' (parecchio) per il docente, inoltrarsi sulla strada delle metodologie didattiche per attirare e tener viva l'attenzione dello studente, come fosse un pubblico televisivo da attrarre, in competizione con altre trasmissioni televisive. E potrebbe anche essere, visto che ormai tantissimi studenti "seguono" le lezioni con computer, tablet e telefonini davanti agli occhi, asseritamente per prendere appunti, ma poi chissà. E davvero il docente li dovrebbe motivare alla lezione? "Riducendo la complessità e massimizzando l'engagement"? Proprio così: "riducendo la complessità e massimizzando l'engagement". Ovviamente con l'ausilio dell'IA.
(continua nel post successivo)
Sempre più università nel nostro paese istituiscono al loro interno e affidano a docenti, di solito di informatica e/o pedagogia, servizi che chiamano ad esempio "teaching and learning center" (perché poi in lingua inglese? mah...), che perseguono obiettivi tra cui la promozione dell'uso di strumenti tecnologici a supporto della didattica.
Si finisce così per ricevere email di invito a "webinar", che sarebbero poi seminari in diretta trasmessi in rete, che hanno il fine dichiarato di "offrire ai docenti una panoramica chiara e operativa di sistemi e applicazioni facili da usare, pensati per accompagnare il lavoro didattico e favorire la partecipazione degli studenti". Che sembra nel complesso una bella cosa.
Poi però pensi che siamo all'università e non alla scuola dell'obbligo. In quest'ultima, vi sono insegnanti di professione e studenti obbligati a frequentare anche quando forse vorrebbero fare altro, e dunque forse (sottolineo: "forse") potrebbe essere anche giusto preoccuparsi di "favorire la partecipazione degli studenti". All'università invece salgono in cattedra persone che prima di tutto sono esperti di quel che insegnano poiché ne hanno fatto il loro lavoro quotidiano. I docenti di medicina non sono insegnanti, bensì prima di tutto medici. Che proprio in quanto medici che conoscono e padroneggiano l'arte medica, possono - rubando tempo al loro lavoro principale - anche insegnarla (modificate a piacere l'ambito disciplinare, lavorativo e professionale). E gli studenti non sono obbligati a frequentare i corsi, al contrario lo hanno scelto (piaccia o no, lo hanno scelto, mentre sarebbero stati liberi di fare tutt'altro, e di regola pagano pure anche molto salato per frequentarli).
Viene sempre un momento durante i miei corsi in cui spiego agli studenti che la mia materia ha aspetti difficili, complessi e anche noiosi, ma hanno scelto loro gli studi medici e dunque per completarli devono superare tutti gli esami tra cui il mio, e quel che posso fare è spiegare loro perché conoscere certi argomenti farà di loro dei medici migliori. Se lo capiscono, bene. Se non lo capiscono, pace. Il mondo è grande.
Trovo invece idiota, insulso e degradante, in primo luogo per gli studenti e per l'istituzione accademica, e poi anche un po' (parecchio) per il docente, inoltrarsi sulla strada delle metodologie didattiche per attirare e tener viva l'attenzione dello studente, come fosse un pubblico televisivo da attrarre, in competizione con altre trasmissioni televisive. E potrebbe anche essere, visto che ormai tantissimi studenti "seguono" le lezioni con computer, tablet e telefonini davanti agli occhi, asseritamente per prendere appunti, ma poi chissà. E davvero il docente li dovrebbe motivare alla lezione? "Riducendo la complessità e massimizzando l'engagement"? Proprio così: "riducendo la complessità e massimizzando l'engagement". Ovviamente con l'ausilio dell'IA.
(continua nel post successivo)
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Marco Cosentino
In altri termini, con la marginalizzazione del ruolo dello studio e delle conoscenze come elemento di riscatto sociale, con la nostra società che procede sulla traiettoria nichilista di un sistema sempre più elitario dove pochi ricchi e potenti e istruiti…
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(segue dal post precedente)
In altri termini, con la marginalizzazione del ruolo dello studio e delle conoscenze come elemento di riscatto sociale, con la nostra società che procede sulla traiettoria nichilista di un sistema sempre più elitario dove pochi ricchi e potenti e istruiti dominano su tanti mediamente poveri e ignoranti, sta venendo meno la funzione dell'università pubblica e aperta a tutti, che tuttavia non viene cancellato chiudendo l'università pubblica, bensì rendendola inutile e insulsa, preoccupata non di produrre e trasmettere conoscenza bensì di confezionare contenitori vuoti ma accattivanti, di "ridotta complessità" forse per venire incontro alle capacità mentali dei fruitori, reduci da percorsi scolastici coventrizzati, e dei quali fa "favorito l'engaement" (sempre rigorosamente in lingua inglese). E questo accade con l'entusiasta collaborazione di tanti colleghi, forse in buona fede ma dei quali non si può dire molto più di questo, che si prodigano come formichine, o forse meglio dire come termiti a rosicchiare le fondamenta dell'istituzione avendo ovviamente dalla loro parte coloro che di quell'istituzione stanno ai vertici, su su fino a raggiungere i livelli consapevoli del disegno complessivo, che noi qua giù impegnati a reggere pareti e soffitti che crollano riusciamo al massimo a intuire. Ma che non certo per questo ci fa meno orrore e ribrezzo.
In altri termini, con la marginalizzazione del ruolo dello studio e delle conoscenze come elemento di riscatto sociale, con la nostra società che procede sulla traiettoria nichilista di un sistema sempre più elitario dove pochi ricchi e potenti e istruiti dominano su tanti mediamente poveri e ignoranti, sta venendo meno la funzione dell'università pubblica e aperta a tutti, che tuttavia non viene cancellato chiudendo l'università pubblica, bensì rendendola inutile e insulsa, preoccupata non di produrre e trasmettere conoscenza bensì di confezionare contenitori vuoti ma accattivanti, di "ridotta complessità" forse per venire incontro alle capacità mentali dei fruitori, reduci da percorsi scolastici coventrizzati, e dei quali fa "favorito l'engaement" (sempre rigorosamente in lingua inglese). E questo accade con l'entusiasta collaborazione di tanti colleghi, forse in buona fede ma dei quali non si può dire molto più di questo, che si prodigano come formichine, o forse meglio dire come termiti a rosicchiare le fondamenta dell'istituzione avendo ovviamente dalla loro parte coloro che di quell'istituzione stanno ai vertici, su su fino a raggiungere i livelli consapevoli del disegno complessivo, che noi qua giù impegnati a reggere pareti e soffitti che crollano riusciamo al massimo a intuire. Ma che non certo per questo ci fa meno orrore e ribrezzo.
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Marco Cosentino
LA ZATTERA DELLA MEDUSA 🌺🌺🌺
Sempre più università nel nostro paese istituiscono al loro interno e affidano a docenti, di solito di informatica e/o pedagogia, servizi che chiamano ad esempio "teaching and learning center" (perché poi in lingua inglese? mah...)…
Sempre più università nel nostro paese istituiscono al loro interno e affidano a docenti, di solito di informatica e/o pedagogia, servizi che chiamano ad esempio "teaching and learning center" (perché poi in lingua inglese? mah...)…
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Forwarded from ContiamoCi!
NOI CI SIAMO.
NOI NON DIMENTICHIAMO.
Ci sono momenti nella storia in cui scegliere di dire la verità ha un prezzo.
ContiamoCi! è stata una delle poche realtà che, fin dall’inizio, ha avuto il coraggio di sollevare dubbi legittimi.
Lo abbiamo fatto quando significava essere ostacolati, censurati, isolati.
Lo abbiamo fatto andando contro la narrazione dominante.
E non ci siamo fermati.
Abbiamo diffuso dati scientifici.
Abbiamo informato i cittadini.
Abbiamo organizzato incontri, convegni, manifestazioni.
Abbiamo portato studi e documenti dove altri non volevano portarli.
🏛️ Fino alle istituzioni.
Fino alla Commissione parlamentare di inchiesta.
🔗 https://www.contiamoci.net/post/contiamoci-commissione-parlamentare-di-inchiesta-covid
Ma soprattutto siamo stati accanto alle persone:
a chi ha subito danni,
a chi ha perso lavoro o diritti,
a chi porta ancora oggi le conseguenze di scelte imposte.
Oggi c’è chi dice:
“È troppo tardi.”
“È tutto passato.”
“È finita.”
“È tutto inutile.”
Noi diciamo il contrario.
Non è troppo tardi per la verità.
Non è inutile chiedere giustizia.
Non è finita finché dignità e diritti non saranno restituiti.
Perché non si può voltare pagina senza aver fatto chiarezza.
Perché non si può dimenticare.
Perché non deve accadere mai più.
✍️ Dona il tuo 5x1000 a ContiamoCi!
📌 Codice fiscale: 95145180246
A te non costa nulla
Ma per noi vale molto.
🌐 www.contiamoci.net/5x1000
NOI NON DIMENTICHIAMO.
Ci sono momenti nella storia in cui scegliere di dire la verità ha un prezzo.
ContiamoCi! è stata una delle poche realtà che, fin dall’inizio, ha avuto il coraggio di sollevare dubbi legittimi.
Lo abbiamo fatto quando significava essere ostacolati, censurati, isolati.
Lo abbiamo fatto andando contro la narrazione dominante.
E non ci siamo fermati.
Abbiamo diffuso dati scientifici.
Abbiamo informato i cittadini.
Abbiamo organizzato incontri, convegni, manifestazioni.
Abbiamo portato studi e documenti dove altri non volevano portarli.
🏛️ Fino alle istituzioni.
Fino alla Commissione parlamentare di inchiesta.
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Ma soprattutto siamo stati accanto alle persone:
a chi ha subito danni,
a chi ha perso lavoro o diritti,
a chi porta ancora oggi le conseguenze di scelte imposte.
Oggi c’è chi dice:
“È troppo tardi.”
“È tutto passato.”
“È finita.”
“È tutto inutile.”
Noi diciamo il contrario.
Non è troppo tardi per la verità.
Non è inutile chiedere giustizia.
Non è finita finché dignità e diritti non saranno restituiti.
Perché non si può voltare pagina senza aver fatto chiarezza.
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VACCINI COVID: OBBLIGO O VERITA'? 🌺🌺🌺
Grazie a Lilli Goriup e a Visione TV.
https://www.youtube.com/watch?v=5DazFAe-Z3I
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Marco Cosentino alla Commissione parlamentare Covid: “Vaccini, obbligo o verità?”
Il professor Marco Cosentino racconta la sua audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
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INTESTATO A: VISIONE TV
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