Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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NON FRANGAR NEC FLECTAR 🌺🌺🌺
Il motto latino recitava "frangar non flectar", mi spezzo ma non mi piego. Al contrario, le politiche USA sui vaccini covid non solo non si spezzano ma nemmeno si piegano. Maryanne Demasi ci informa lo scorso fine settimana che, malgrado sotto la guida di RFKjr i CDC abbiano rimosso la raccomandazione dei vaccini covid ai bambini, ora al tempo stesso stanziano tre quarti di miliardo di dollari per acquistare i medesimi vaccini proprio per i bambini. Per cui non sono più raccomandati. Ma l'amministrazione stanzia un'enormità per acquistarli. Demasi si ferma a dire che il quadro decisionale rimane incomprensibile, ma ci si può tranquillamente spingere a considerare come malgrado le probabili buone intenzioni di un "pezzo grosso" come RFKjr, il sistema sia soggetto a forze che non si modificano da un giorno all'altro, e forse nemmeno da un mandato presidenziale all'altro, come ha con la più chiara evidenza mostrato la liquidazione di figure di altissimo profilo scientifico, professionale e deontologico, quale ad esempio Vinay Prasad, reo di aver concretamente perseguito una politica di approvazione e uso dei medicinali basata su prove di efficacia e beneficio concreto. Perché i proclami passino pure, che aiutano anche a sciacquare la coscienza di qualche anima bella, ma poi non vorremo mica fare sul serio...

https://blog.maryannedemasi.com/p/cdc-commits-735-million-to-covid
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Forwarded from ContiamoCi!
🎉 CINQUE ANNI DI CONTIAMOCI. FESTEGGIAMOLI INSIEME! 🎉

Cinque anni fa nasceva ContiamoCi!

In un momento storico in cui il dibattito sembrava lasciare sempre meno spazio a un reale confronto e le voci critiche venivano marginalizzate o liquidate con etichette semplicistiche, abbiamo deciso di affermare un principio essenziale e irrinunciabile: la scienza vive di domande, di verifica continua e di confronto aperto, non di dogmi.

Da medici, professionisti e cittadini abbiamo rivendicato il diritto di valutare criticamente i dati, di difendere l'etica della cura, il principio di precauzione, l'autodeterminazione nelle scelte sanitarie e il rispetto della dignità di ogni persona. Per molti di noi questo ha significato esporsi personalmente, affrontare isolamento, procedimenti disciplinari, campagne di delegittimazione, difficoltà professionali e una narrazione che troppo spesso ha preferito l'etichetta al confronto nel merito.

Da quella scelta è nata una comunità, cresciuta anno dopo anno. Una rete di donne e uomini, di famiglie e cittadini che hanno trovato forza gli uni negli altri, dimostrando che la libertà richiede responsabilità, studio, confronto e il coraggio di sostenere le proprie convinzioni.

In questi cinque anni abbiamo condiviso momenti difficili, sacrifici e speranze. Abbiamo difeso il pluralismo scientifico, il diritto al dissenso, la libertà terapeutica e l'autonomia del giudizio clinico, convinti che una società democratica debba sempre lasciare spazio al confronto tra posizioni diverse, alla revisione critica delle evidenze e a un dibattito realmente aperto.

Allo stesso tempo, abbiamo sempre rifiutato ogni forma di spettacolarizzazione della paura, prendendo le distanze da chi ha trasformato l'incertezza e la sofferenza delle persone in strumenti di visibilità o di profitto, perché riteniamo che il dissenso autentico si fondi sul rigore del metodo, sulla solidità delle argomentazioni e sulla disponibilità a confrontarsi con i fatti, non sul clamore mediatico, sul sensazionalismo o sulla ricerca del facile consenso.

Il 27 giugno ci ritroveremo a Vicenza per celebrare cinque anni di impegno, di relazioni costruite nel tempo e di una comunità che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte, continuando a operare con serietà, responsabilità e rispetto della persona.

Un anniversario speciale da condividere con chi ha camminato con noi in questi cinque anni e con chi vorrà iniziare a farlo da oggi.

📍 Oratorio dei Carmini - Corso Antonio Fogazzaro 254, Vicenza - Ore 18:00
📲 Prenotazione obbligatoria via WhatsApp al 351 879 4576

🥂 Ci vediamo a Vicenza. Insieme, come sempre.

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L'INFLUENZA DI MODERNA 🌺🌺🌺
Maryanne Demasi nel post di oggi ci informa che la FDA si appresta ad approvare il vaccino antiinfluenzale a RNA che era stato bloccato mesi fa dall'allora direttore del CBER di FDA Vinay Prasad, poco dopo costretto alle dimissioni per il suo atteggiamento evidentemente troppo "scientifico". Questo vaccino pare che, a confronto con un vaccino antiinfluenzale convenzionale, riduca le sindromi similinfluenzali dal 2,8% al 2%, provocando reazioni avverse similinfluenzali in oltre il 6% rispetto all'1% circa dell'antiinfluenzale tradizionale. Come dire che per risparmiarsi un caso di sindrome similinfluenzale bisogna vaccinare 125 persone e di queste 125 oltre una decina avranno sintomi similinfluenzali. Un affare! Nessun dato sulla riduzione di ricoveri ospedalieri, polmoniti, decessi. Non si può che concludere che un vaccino antiinfluenzale sarebbe indispensabile a condizione che riuscisse a combattere prima di tutto certe influenze ... politiche!

https://blog.maryannedemasi.com/p/fda-poised-to-approve-modernas-flu
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VACCINI MIRACOLOSI 🌺🌺🌺
Rimbalza in questo giorni sui soliti media pure de noantri la notizia di uno studio statunitense pubblicato su una delle riviste del prestigioso gruppo JAMA, secondo i cui risultati i vaccini covid avrebbero ridotto di quasi il 40% gli eventi cardiaci maggiori post-covid, con il maggior beneficio in chi aveva più di 75 anni e in chi aveva più patologie. Basta tuttavia leggere con attenzione lo studio e in particolare i dati supplementari per scoprire che il gruppo vaccinato e il gruppo di controllo differiscono addirittura per la mortalità per qualsiasi causa, a partire niente meno che da una decina di giorni dopo la vaccinazione, mentre la frequenza di eventi cardiaci maggiori si divarica solo dopo 5 settimane. Traduzione: i due gruppi non sono comparabili, e il non vaccinato gode di peggior salute rispetto al vaccinato. Si chiama "distorsione del vaccinato sano" ed è un errore sistematico negli studi epidemiologici osservazionali, per cui le persone che scelgono di vaccinarsi o che ricevono un vaccino sono mediamente più sane e attente alla salute rispetto a chi non si vaccina. Vinay Prasad spiega bene la questione sul suo blog:
https://www.drvinayprasad.com/p/a-new-jama-im-paper-on-covid-shots
Si tenga presente che Prasad, oncoematologo all'UCSF, è stato fino a qualche settimana fa direttore dell'organismo FDA preposto a valutare vaccini e farmaci biologici, fino a che è stato costretto a dimettersi. E non poteva finire che così, vista la fastidiosa propensione di Prasad a leggere criticamente le prove.
Di sfuggita, tutto questo lo si può sostenere con buona ragione proprio sulla base dei dati pubblicati e grazie a una loro lettura critica. Per dire che gli scettici a ogni costo, che rifiutano qualsiasi evidenza a priori, non sono in grado di arrivare a formulare valutazioni del genere, e finiscono per fare come quel contadino buzzurro che non credeva più a nulla poiché, non in grado di comprendere e valutare quel che sentiva dire, temeva che chiunque lo potesse ingannare.
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I VACCINI GENICI DEI POLLI 🌺🌺🌺
Su L'Indipendente, Mario Catania pubblica un documentato articolo che ribadisce per l'ennesima volta lo stato dell'arte con buona pace dei torroristi del pollaio. L'articolo è dietro paywall, ma col permesso dell'autore riporto qui di seguito la parte che include le mie dichiarazioni:

"Per chiarire di che tipo di vaccino si tratti abbiamo contattato il farmacologo Marco Cosentino, professore ordinario all'Università dell'Insubria e vicepresidente di Contiamoci, tra i primi a documentare i rischi dei vaccini Covid. «Vaccino genico», spiega Cosentino, «non ha nessun significato dal punto di vista regolatorio». Ha invece una definizione precisa «terapia genica»: un prodotto a base di acidi nucleici che modifica le proteine prodotte dall'organismo del ricevente. In base a questa definizione, «i vaccini Covid rientrano pienamente nella definizione di terapia genica». Il paradosso è che il legislatore europeo ha scelto di escludere da quel perimetro tutti i vaccini usati per prevenire malattie infettive: una scelta normativa, non scientifica, che secondo Cosentino ha avuto come effetto pratico quello di sottrarre i vaccini Covid alle valutazioni di sicurezza molto più severe previste per le terapie geniche. I vaccini avicoli oggetto del pilota, al contrario, sono stati sottoposti al percorso ordinario di autorizzazione EMA con le relative valutazioni di sicurezza ed efficacia.
L'HVT-H5, ad ogni modo, utilizza un virus vivo, replicante e non patogeno. AstraZeneca usava invece un adenovirus di scimpanzé ingegnerizzato per non replicarsi, impiegato solo come involucro per veicolare il DNA della spike. La differenza, spiegata in video dal già citato Cuteri affiancato da un’altra veterinaria della stessa associazione, Alessia Zurlini, sta nella capacità di replicazione e nella specificità dell'ospite: l'HVT è un herpesvirus che replica esclusivamente nel pollame, mentre AstraZeneca usava un adenovirus di scimpanzé ingegnerizzato per non replicarsi affatto.
LA QUESTIONE DEI PRIONI
I prioni sono le proteine aberranti responsabili del morbo della mucca pazza. Nei bovini il rischio è stato reale e documentato. Nei volatili, ricorda Cosentino, questo tema è «ad oggi inesistente». L'unico studio pubblicato su Scientific Reports che provava ad associare prioni e influenza aviaria è stato ritirato per risultati non riproducibili dagli stessi autori. La proteina H5 non ha patogenicità documentata al di fuori della sua funzione, che è quella di consentire al virus di agganciarsi alle cellule degli uccelli, attraverso recettori che sono strutturalmente diversi da quelli umani."

https://www.lindipendente.online/2026/06/15/vaccini-genici-ai-polli-cosa-ce-davvero-nel-progetto-pilota-sullaviaria/
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GRADAZIONE ALCOLICA 🌺🌺🌺
In una grande catena di supermercati sono da qualche tempo comparsi nel reparto alcolici avvisi del genere di quelli qui riportati. Ora, non c'è dubbio che il consumo di alcol vada limitato, ma l'obiettivo andrebbe pure perseguito utilizzando dati corretti. Se da un lato la stima del quantitativo di alcol etilico per tipo e volume di bevanda è condivisibile (arrotondato all'eccesso ma condivisibile), meno condivisibile è il confronto tra uomini e donne e giovani e vecchi.
Dopo il provocatorio quanto accattivante titolo secondo cui "non siamo tutti uguali", il cartoncino si spinge ad affermare che le donne metabolizzano l'alcol addirittura la metà degli uomini. In realtà non è così, o comunque non è così semplice. La capacità di eliminare l'alcol tra uomini e donne è infatti quasi la stessa. La clearance dell'etanolo nei maschi è intorno a 0.015–0.020 g/dL per ora e nelle femmine è circa 0.013–0.018 g/dL per ora, valori ampiamente sovrapposti. Quel che può se mai fare la differenza è il volume di distribuzione, che nel maschio è 0.68–0.70 L/kg e nella femmina è invece 0.55–0.60 L/kg, in media dunque solo il 17% in meno. Se a questo si aggiunge che le femmine di regola pesano meno dei maschi (mica sempre, eh?), il punto vero è che lo stesso quantitativo di alcol si diffonde nella femmina di solito in un volume inferiore rispetto al maschio (ma, appunto, non sempre).
Prendiamo il caso di un bicchiere di vino del volume di 125 mL con una gradazione alcolica v/v del 14%, nel quale vi sono dunque 13.8 g di etanolo. Questo il calcolo:
125 mL x 14% x 0.789 (densità dell'etanolo)
Ora, quei 13.8 g di etanolo in un uomo di 90 kg finiscono in un volume di 90 kg x 0.68–0.70 L/kg = 61.2-63 L, per comodità diciamo 62 L. In una donna di 65 kg invece finiscono in 65 kg x 0.55–0.60 L/kg = 35.7-39 L, per comodità diciamo 38 L.
Facile dunque concludere, riguardo all'alcolemia, che nell'uomo dell'esempio sarà 13,8 g : 62 L = 0.22 g/L, mentre nella donna dell'esempio sarà 13,8 g : 38 L = 0.36 g/L, sempre sotto i limiti per la guida dei veicoli ma sicuramente più elevata nella donna rispetto all'uomo (ma non il doppio).
La velocità di eliminazione, come già ci siam detti, è poi più o meno simile, 0.015–0.020 g/dL all'ora nell'uomo e 0.013–0.018 g/dL all'ora nella donna. Spesso per semplicità si prende 0.015 g/dL per entrambi, che fa 0.15 g/L, il che implica che i 0.22 g/L nell'uomo vengono eliminati in circa un'ora e mezza, mentre i 0.36 g/L nella donna impiegano quasi due ore e mezza per andarsene. Comunque non la metà e il doppio come il cartello del supermercato, e solo date le misure antropometriche scelte. Sarebbe bastato prendere nell'esempio un uomo più leggero e una donna più pesante per invertire le conclusioni.
Per dire che la biologia, la farmacologia e la medicina hanno una complessità non facilmente riducibile a un messaggio da leggere di fretta mentre si fa la spesa.
Infine, con l'età aumenta la sensibilità all'alcol ma non certo quanto sostiene il messaggio del supermercato. Il volume di distribuzione si riduce un minimo anche nell'uomo, mentre la velocità di eliminazione, che dipende essenzialmente dal fegato, si modifica ben poco se quest'ultimo resta sano.
Il nocciolo della questione è che conviene sempre bere bene e con moderazione. Se poi si vuole anche bere con "consapevolezza", questo post, enunciando i principali parametri farmacocinetici dell'etanolo, offre gli strumenti per farlo. E quando affronto l'argomento con i miei studenti, solitamente concludo che, se a fine serata saranno ancora in grado di svolgere correttamente tutti i calcoli utili a stimare quanto etanolo hanno in circolo e in quanto tempo lo potranno eliminare, con buona probabilità vorrà dire che hanno bevuto con la dovuta moderazione. Al contrario, se i numeri andranno "assieme", converrà che trovino un buon posto in cui riposare e qualcuno che li riporti a casa, comunque evitando di mettersi alla guida.
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GRADAZIONE ALCOLICA 🌺🌺🌺
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ANCORA SULLA REVISIONE TRA PARI 🌺🌺🌺
Che la revisione tra pari sia uno degli strumenti più sopravvalutati di tutto il carrozzone della ricerca scientifica è un fatto, e chi - non sapendo che altro dire - per criticare uno studio osserva che non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria, è minimo un ignorante nel senso che ignora come funziona il suk dell'editoria accademica.
La vicenda di oggi riguarda una rivista Elsevier di clinica specialistica con un più che dignitoso fattore di impatto che mi scrive alle 11.56 per invitarmi a revisionare un manoscritto, salvo poi riscrivermi alle 13.36, dunque 100 minuti precisi più tardi, per dirmi che nel frattempo la decisione sul manoscritto era stata raggiunta. Entrambe le email firmate dall'editor della rivista.
Qual è la spiegazione? Si tratta di un editor schizzato che invita revisori mentre già prende decisioni? Io non credo. Penso piuttosto che anche questa rivista Elsevier, come già accade ad esempio per molte del gruppo Frontiers, abbia una piattaforma automatica dalla quale partono inviti a scadenze prefissate, di regola in eccesso rispetto al reale bisogno, nella speranza che nel numero qualcuno accetti, raggiungendo così il numero minimo di revisioni (almeno un paio se non tre) che consenta di affermare di avere svolto un decente processo di revisione tra pari.
La logica del "publish or perish" d'altra parte, unita al lucro crescente nel mercato dell'editoria scientifica, ha fatto esplodere il numero di riviste scientifiche e di articoli pubblicati, al punto che è sempre più difficile trovare gente che si presti a fare da revisore, ruolo che ricordiamolo è gratuito.
Personalmente, fino a qualche anno fa revisionavo dai venti ai trenta articoli all'anno, più o meno la metà di quelli che mi venivano proposti. Quest'anno sto ancora a quattro e sto rifiutando più o meno tutto: il tempo è quello che è e va data priorità alle cose più importanti. Ma nel frattempo il mondo gira nello spazio senza fine e ci sono più cose in cielo e in terra ecc. ecc.
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Forwarded from ContiamoCi!
🚐🇮🇹 INCONTRI CON CONTIAMOCI! - 6 TAPPE PER IL CONFRONTO

L'audizione di ContiamoCi! presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19 ha rappresentato un passaggio importante. Abbiamo messo a disposizione della Commissione dati, analisi, evidenze scientifiche e documentazione su temi che riteniamo non possano essere archiviati senza un esame approfondito, indipendente e rigoroso, con particolare attenzione agli effetti delle campagne vaccinali, alle criticità nella gestione dell'emergenza e alla tutela dei diritti fondamentali.

▶️ Guarda il video dell'audizione in Commissione:
https://www.youtube.com/watch?v=WsJghrMbyys&t=1s

Ma il nostro impegno non si ferma nelle aule parlamentari.

Riteniamo che non sia possibile voltare pagina finché esistono persone che convivono con conseguenze sulla propria salute, famiglie che attendono risposte, professionisti che hanno subito gravi ripercussioni e questioni che meritano ancora di essere approfondite alla luce delle migliori evidenze disponibili.

Per questo abbiamo deciso di incontrarvi in tutta Italia per confrontarci su temi che continuano a interessare migliaia di cittadini:

- danni da vaccino e tutela delle persone colpite;
- responsabilità istituzionali nella gestione dell'emergenza Covid;
- crisi della sanità pubblica;
- diritti fondamentali e libertà costituzionali;
- trasparenza, accertamento dei fatti e giustizia.

Vi aspettiamo per un confronto aperto e documentato. Partecipare significa contribuire a mantenere alta l'attenzione su temi che continuano a incidere sulla vita di molte persone.

📲 Prenota il tuo posto via WhatsApp al 351 879 4576 e scegli la tappa più vicina a te.

🍽️ In tutte le tappe sarà possibile prenotare la cena con i relatori, un'occasione per continuare il confronto in un clima informale e conviviale, insieme a Dario Giacomini, Presidente di ContiamoCi!, Marco Cosentino, Vicepresidente e agli altri ospiti dell'evento.

Ti aspettiamo.

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SMARTWORKING 🌺🌺🌺
Pr quanto pubblicato su Science, verrebbe da liquidare questo pur imponente studio come "acqua calda", dal momento che finisce per concludere che il lavoro da casa aumenta l'isolamento e peggiora la salute mentale delle persone, soprattutto di coloro che già vivono da soli. "Lo dice la scienza" tuttavia per una volta potrebbe tornare utile per quanto meno cercare di fermare la deriva ormai inarrestabile che sta sfasciando i luoghi tradizionali di lavoro e soprattutto la solidarietà e l'identificazione tra lavoratori. Con tutte le cautele ovviamente che vanno adottate quando si cerca di trasferire esperienze d'oltreoceano ai nostri contesti, che sono grazie al cielo molto più sani di quelli, sebbene da sempre gli USA, centro dell'impero, ci indichino il futuro - di solito alquanto funesto - che ci attende. Qui di seguito le conclusioni degli autori: "I nostri risultati suggeriscono che il lavoro da remoto aumenta significativamente l'isolamento e peggiora la salute mentale, in particolare per chi vive da solo. Sebbene numerose ricerche indichino che i lavoratori desiderano lavorare da remoto, i nostri risultati suggeriscono che potrebbero non rendersi conto dei costi che il lavoro da remoto comporta per il loro benessere, costi che potrebbero manifestarsi nel tempo. Comprendere l'impatto del lavoro da remoto sulla salute mentale è importante sia per i lavoratori che devono scegliere dove lavorare, sia per le aziende e i governi che definiscono le politiche in materia di lavoro da remoto."
Abbastanza ovvio che i lavoratori preferiscano lavorare da remoto, in un mondo sempre più ostile dove le strade sono intasate, i trasporti pubblici sono deplorevoli e gli spazi cittadini sempre più pericolosi. Tutti contesti di cui ci si dovrebbe riappropriare, sebbene nel quadro attuale sia alquanto difficile capire da dove si potrebbe iniziare.

https://www.science.org/doi/10.1126/science.aec7671
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IL CARROZZONE 🌺🌺🌺
Va avanti da sé.
Si è appena concluso con la pubblicazione dei risultati l'ennesimo "esercizio" di "valutazione della qualità della ricerca" che dalla riforma Gelmini del 2011 in poi mobilità l'università italiana in un'enorme attività collettiva di natura onfaloscopica.
In breve, nell'arco di mesi e con significativo investimento di tempo ed energie, i docenti di ogni università scelgono, attraverso algoritmi, software dedicati (costosi), riunioni, commissioni di studio e via dicendo, le pubblicazioni che ritengono "migliori", le quali vengono quindi sottoposte a una "revisione tra pari" operata da una selezione nazionale dei medesimi docenti, svolta sulla base dei curricula individuali. Si noti che ognuna delle pubblicazioni proposte è già stata oggetto di revisione tra pari al momento della pubblicazione in rivista. Ma qui si ricomincia daccapo con una nuova revisione, dove ancora una volta due valutatori esprimono un voto, tenendo conto anche ma non solo della bibliometria della pubblicazione (per chi sa cosa sono, il fattore d'impatto della rivista e il nue ro di citazioni ottenute). Sulla base di questo voto, vengono compilate graduatorie di ogni genere, da quelle delle universitò nel loro complesso a quelle dei singoli dipartimenti, ragruppamenti disciplinari, aree di ricerca e scientifiche e via dicendo, in un'orgia voluttuosa di numeri rielaborati in ogni salsa possibile e immaginabile. In tal modo identificando i "migliori" da premiare e soprattutto i "peggiori" da penalizzare e stigmatizzare.
Il sistema è chiaramente un enorme carrozzone senza alcun valore scientifico, non foss'altro che i valutatori sono centinaia ma ogni pubblicazione è valutata solo da due persone, e nemmeno è provato che il voto attribuito sia coerente e riproducibile. Stiamo dunque a parlare del nulla, un nulla che tuttavia per mesi e mesi, complessivamente per circa un anno, coinvolge e avvince tutto il sistema universitario, che rimane poi ipnotizzato dai risultati e sulla base di questi decide come e perché dovrà fare di meglio e di più. Su numeri senza alcun valore scientifico, senza alcuna validazione e in massima parte casuali. Perché, verrebbe da chiedersi? Io credo per lo stesso motivo per cui ai tempi del servizio di leva nelle peggiori caserme si diceva che si facessero scavare buche in giorno per riempirle il giorno dopo. Perché l'ozio è il padre dei vizi e perché lasciare troppo tempo libero per pensare e riflettere alla fine è sempre pericoloso e controproducente. Certo che l'intellighentsia accademica nazionale ci casca in pieno a piedi uniti e con scarpe e calzini.
Per la cronaca, anche io ho presentato delle pubblicazioni, che hanno ricevuto come valutazione "eccezionale" (il top) ed "eccellente" (il quasi top), il che non mi dissuade dal ritenere questi punteggi del tutto casuali e senza alcun significato. Purtroppo, nel sistema attuale per essere legittimati a criticare bisogna prima soddisfare i criteri di sistema, diversamente si viene liquidati con una scrollata di spalle e un sorrisetto di sufficienza tipo la volpe e l'uva. Non che non si venga in tal modo altrettanto liquidati, ma almeno questo accade con malcelato fastidio.

https://www.anvur.it/it/ricerca/qualita-della-ricerca/rapporti-di-valutazione/vqr-2020-2024
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UN VACCINO AL GIORNO 🌺🌺🌺
Toglie la demenza di torno.
Rimbalzano periodicamente sui media titoli che enfatizzano i risultati di studi clinici secondo cui ad esempio il vaccino anti-Herpes zoster ridurrebbe la demenza senile, l'Alzheimer, il declino cognitivo associato all'età e amenità simili.
Qualche tempo fa al tema ha dedicato un post sul suo blog anche Vinay Prasad, oncoematologo statunitense che - per la sua fastidiosa mania di basarsi sulle prove scientifiche - alla guida del dipartimento che si occupa di farmaci biologici in FDA è durato meno di un gatto in tangenziale.
Vinay osserva correttamente come sia alquanto implausibile che un qualsiasi vaccino abbia effetto su una qualsiasi forma di declino cognitivo, soprattutto in quanto gli studi che se ne occupano riportano effetti praticamente immediati (pochi mesi) oltre tutto su forme patologiche per le quali una ricerca pluridecennale con enormi investimenti non ha fino a oggi prodotto alcun farmaco minimamente efficace. Ma ovviamente c'è sempre qualche ricercatore in cerca di pubblicazioni e carriera che, infischiandosene di distorsioni varie e veri e propri errori metodologici, pubblica dati inverosimili su riviste di alto profilo sempre disponibili a ospitare studi "di grido" tanto più se incensano le sorti vaccinali magnifiche e progressive.
Tanto è vero che il post cita anche una metanalisi italana del 2025, pubblicata su una degnissima rivista indicizzata, secondo cui *qualsiasi* vaccino esaminato di fatto ridurrebbe il rischio di demenza. Di fronte a risultati del genere, gli autori potrebbero ben sospettare una qualche seria distorsione metodologica, e invece come concludono? Ma ovviamente che "Le strategie di vaccinazione dovrebbero essere integrate nelle iniziative di sanità pubblica per la prevenzione della demenza." Ovviamente.

https://www.drvinayprasad.com/p/shingles-vaccines-and-dementia-the
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GOVERNABILITA' 🌺🌺🌺
"Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, Parlamenti eletti con legge elettorale proporzionale approvarono le più incisive riforme che hanno trasformato l’Italia dal punto di vista sociale, economico e politico, dal dopoguerra a oggi.
Merita richiamare alla memoria le principali, affinché se ne possa cogliere a pieno la portata: la nazionalizzazione delle imprese energetiche e l’istituzione dell’Enel (1962); la scuola media unica, gratuita e obbligatoria (1962); la riforma della previdenza sociale secondo il modello retributivo (1969); l’abolizione delle gabbie salariali (1969); lo Statuto dei diritti dei lavoratori (1970); la legge sul divorzio (1970); l’attuazione delle previsioni costituzionali in tema di referendum (1970); l’istituzione delle regioni ordinarie (1970); la riforma fiscale nel senso della progressività (1974); la trasformazione del diritto di famiglia in nome della parità tra i coniugi (1975); la legge in tema di concessioni edilizie e oneri di urbanizzazione (1977); la legalizzazione dell’aborto (1978); la chiusura dei manicomi (1978); la legge sul Ssn (1978).
I cultori delle alchimie elettorali – i sacerdoti della governabilità – non sono, oggi, in grado di spiegare come sia stato possibile che assemblee legislative elette con legge elettorale proporzionale “pura” abbiano potuto approvare riforme così ampie e incisive.
La spiegazione è che proprio perché si trattava di assemblee in cui nessun partito aveva da sé la maggioranza, tutti i partiti erano costretti a dialogare tra loro. In apparente paradosso, quelli di allora erano Parlamenti assai più “decidenti” di quelli odierni: e lo erano grazie al fatto che quando si giungeva, infine, alla decisione, ciò accadeva perché si era prima svolto un attento procedimento deliberativo, capace di realizzare il massimo del consenso e il minimo dell’imposizione possibili. Non a caso molte delle decisioni di allora sono durate a lungo; alcune durano a tutt’oggi."

L'autore dell'articolo è Francesco Pallante, professore ordinario di Diritto costituzionale nell'Università di Torino. Pallante è nato nel 1972, può essere dunque che pure lui, come tanti di noi, non sia insensibile a qualche forma di laudatio temporis acti, e tuttavia il dato oggettivo è inoppugnabile. Purtroppo è molto più facile passare da un Parlamento di rappresentanti del popolo a uno di servi sciocchi di "vincoli esterni" che viceversa.

https://ilmanifesto.it/la-forza-dei-numeri-che-rende-piu-debole-la-politica
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QUALIFICAZIONE 🌺🌺🌺
Gli studenti italiani di medicina e delle professioni sanitarie superano esami e verifiche nel rigoroso rispetto di programmi di studio e formazione, che ora sono invece del tutto abbuonati agli stranieri, assumibili per legge senza alcun controllo e garanzia, con la scusa dell'emergenza peraltro costruita ad arte in anni e anni di politiche sanitarie esiziali.

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MINCULPOP 🌺🌺🌺
Così gli italiani del ventennio chiamavano scherzosamente il Ministero della Cultura Popolare, istituito nel 1937 e incaricato di sostenere la propaganda di regime. Una strategia che con ogni evidenza il paese ancora oggi utilizza, vista ad esempio la pervicacia con cui insiste a riproporre in ogni salsa uno studio fallato i cu risultati ingannevolmente suggeriscono straordinari quanto inverosimili benefici dei vaccini covid. Le ragioni tecniche della cialtroneria dello studio sono già state oggetto di un precedente post:
https://t.me/MarCosent/5032
Qui ci limitiamo a osservare che se qualcosa si è perso dal glorioso ventennio a oggi, non è certo lo spirito del Ministero della Cultura Popolare, quanto la capacità della gente di scherzarci sopra. Perché quel che manca per seppellire la pessima informazione oggi sono proprio le risate, che si meriterebbero in egual misura gli esponenti del sistema e quelli dell'antisistema.

https://www.doctor33.it/articolo/68217/vaccino-anti-covid-meno-infarti-scompenso-e-morti-cardiovascolari-lo-studio
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