DEI SCIENTIA 🌺🌺🌺
Scopro solo oggi con colpevole ritardo una perla della ricerca scientifica d'oltreoceano che in questi anni ha alimentato le politiche woke di diversità, equità e inclusione (DEI). Pubblicato sulla prestigiosissima rivista PNAS, che sarebbero gli atti dell'accademia nazionale delle scienze USA, lo studio esamina 1,8 milioni di nuovi nati statunitensi concludendo che i neonati di colore muoiono di più di quelli bianchi soprattutto se a prendersene cura è un medico bianco.
https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.1913405117
Gli autori definiscono il fenomeno concordanza/discordanza razziale nelle cure e così concludono: "Questi risultati sottolineano la necessità di approfondire le cause delle differenze tra medici con prestazioni elevate e basse, e il motivo per cui i medici neri ottengono sistematicamente risultati migliori rispetto ai colleghi nella cura dei neonati neri. Tra le principali domande ancora aperte figurano: 1) se l'appartenenza etnica del medico sia un indicatore delle differenze nel comportamento professionale, 2) in caso affermativo, in quali ambiti, e 3) quali azioni possano essere intraprese da politici, amministratori e medici per garantire che tutti i neonati ricevano cure ottimali."
Tradotto: dobbiamo urgentemente fare qualcosa per evitare che dei bimbi di colore si occupino medici bianchi e razzisti che finiscono per maltrattarli con conseguenze anche fatali.
Bum!
Lo studio a oggi ha quasi mille citazioni ed è stato oggetto di editoriali e commenti non solo nelle maggiori riviste scientifiche bensì anche e soprattutto nei media generalisti ed è diventato un riferimento per certe società scientifiche e per una certa politica per sostenere varie iniziative a favore della diversità, incluse pratiche di assunzione e reclutamento discriminatorie su base razziale.
Peccato che lo studio sia falsato dalla "dimenticanza" degli autori di correggere i dati di mortalità per alcune variabili decisive e in particolar modo per il peso alla nascita dei bambini. Quando akcuni altri ricercatori hanno tentato di replicare lo studio utilizzando gli stessi dati e correggendo per il peso alla nascita, hanno scoperto che l'effetto della concordanza razziale tra medico e neonato scompariva. In parole semplici, la rianalisi ha di fatto smentito i risultati dello studio originale.
E' bastata questa dimostrazione per portare a una correzione o forse anche meglio al ritiro dello studio? No, nel modo più assoluto. Lo studio è del 2020, la correzione è di inizio 2025 e l'articolo è sempre al suo posto, disponibile come riferimento per chiunque sia alla ricerca di argomenti a supporto delle politiche DEI.
Concludiamo ironicamente annotandoci anche questo come esempio illuminante della capacità di autocorrezione della ricerca scientifica, mentre la conclusione seria è che la scienza altro non è che uno strumento, la bontà dei cui risultati dipende, come per qualsiasi altra attività umana, dalle intenzioni e dagli orientamenti di chi la maneggia. E finisce fin troppo spesso per essere espressione dei gruppi di potere dominanti, condizionando in mille maniere anche estremamente subdole la pubblica opinione.
Lo studio: https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.1913405117
La sua revisione: https://donoharmmedicine.org/research/2025/racial-concordance-influence-study/
Scopro solo oggi con colpevole ritardo una perla della ricerca scientifica d'oltreoceano che in questi anni ha alimentato le politiche woke di diversità, equità e inclusione (DEI). Pubblicato sulla prestigiosissima rivista PNAS, che sarebbero gli atti dell'accademia nazionale delle scienze USA, lo studio esamina 1,8 milioni di nuovi nati statunitensi concludendo che i neonati di colore muoiono di più di quelli bianchi soprattutto se a prendersene cura è un medico bianco.
https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.1913405117
Gli autori definiscono il fenomeno concordanza/discordanza razziale nelle cure e così concludono: "Questi risultati sottolineano la necessità di approfondire le cause delle differenze tra medici con prestazioni elevate e basse, e il motivo per cui i medici neri ottengono sistematicamente risultati migliori rispetto ai colleghi nella cura dei neonati neri. Tra le principali domande ancora aperte figurano: 1) se l'appartenenza etnica del medico sia un indicatore delle differenze nel comportamento professionale, 2) in caso affermativo, in quali ambiti, e 3) quali azioni possano essere intraprese da politici, amministratori e medici per garantire che tutti i neonati ricevano cure ottimali."
Tradotto: dobbiamo urgentemente fare qualcosa per evitare che dei bimbi di colore si occupino medici bianchi e razzisti che finiscono per maltrattarli con conseguenze anche fatali.
Bum!
Lo studio a oggi ha quasi mille citazioni ed è stato oggetto di editoriali e commenti non solo nelle maggiori riviste scientifiche bensì anche e soprattutto nei media generalisti ed è diventato un riferimento per certe società scientifiche e per una certa politica per sostenere varie iniziative a favore della diversità, incluse pratiche di assunzione e reclutamento discriminatorie su base razziale.
Peccato che lo studio sia falsato dalla "dimenticanza" degli autori di correggere i dati di mortalità per alcune variabili decisive e in particolar modo per il peso alla nascita dei bambini. Quando akcuni altri ricercatori hanno tentato di replicare lo studio utilizzando gli stessi dati e correggendo per il peso alla nascita, hanno scoperto che l'effetto della concordanza razziale tra medico e neonato scompariva. In parole semplici, la rianalisi ha di fatto smentito i risultati dello studio originale.
E' bastata questa dimostrazione per portare a una correzione o forse anche meglio al ritiro dello studio? No, nel modo più assoluto. Lo studio è del 2020, la correzione è di inizio 2025 e l'articolo è sempre al suo posto, disponibile come riferimento per chiunque sia alla ricerca di argomenti a supporto delle politiche DEI.
Concludiamo ironicamente annotandoci anche questo come esempio illuminante della capacità di autocorrezione della ricerca scientifica, mentre la conclusione seria è che la scienza altro non è che uno strumento, la bontà dei cui risultati dipende, come per qualsiasi altra attività umana, dalle intenzioni e dagli orientamenti di chi la maneggia. E finisce fin troppo spesso per essere espressione dei gruppi di potere dominanti, condizionando in mille maniere anche estremamente subdole la pubblica opinione.
Lo studio: https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.1913405117
La sua revisione: https://donoharmmedicine.org/research/2025/racial-concordance-influence-study/
PNAS
Physician–patient racial concordance and disparities in birthing mortality for newborns | PNAS
Recent work has emphasized the benefits of patient–physician concordance on clinical
care outcomes for underrepresented minorities, arguing it can ...
care outcomes for underrepresented minorities, arguing it can ...
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OGGI SU LIBERTI MEDIA 🌺🌺🌺
Grazie a Enrica Perucchietti per l'invito.
https://www.youtube.com/watch?v=fJw1RHLGDLg
Grazie a Enrica Perucchietti per l'invito.
https://www.youtube.com/watch?v=fJw1RHLGDLg
YouTube
FAUCI, IL CERCHIO SI STRINGE. LA PROCURA ITALIANA MANDA CARABINIERI A CACCIA DEI BIMBI NON VACCINATI
David Morens, ex consigliere senior dell’Ufficio del direttore del NIAID, si è dichiarato colpevole di avere partecipato a un piano per occultare documenti sui finanziamenti alla ricerca sui coronavirus. Email private, comunicazioni fatte «sparire», informazioni…
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ISOLAMENTO VACCINALE 🌺🌺🌺
Nella vicenda del "vaccino" di Moderna per la cura del melanoma avanzato,
https://t.me/MarCosent/5121
https://t.me/MarCosent/5123
c'è un aspetto che comprensibilmente sta ancora sfuggendo ai più: il prodotto di Moderna non è un prodotto nel senso convenzionale del termine. Ovvero, non sarà un medicinale in vendita in farmacia o disponibile in ospedale, con una ben definita produzione, grossisti, dettaglianti, scorte di magazzino e via dicendo.
Si tratta invece di una preparazione individualizzata sul singolo malato, che contiene i geni che quello specifico tumore esprime, allestita a partire dai tessuti neoplastici prelevati a quella persona. Una preparazione allestita al momento, su base individuale.
Capire il salto concettuale?
L'altro ieri stavamo al medicinale per i malati. Ieri stavamo al medicinale per tutti, prima di tutto i sani. Oggi stiamo preparando il medicinale per quella singola persona. In linea di principio otto miliardi di medicinali differenti. Preparati di volta in volta, uno alla volta per una persona alla volta.
L'idea non è del tutto nuova, in fondo è la medesima delle terapie CRISPR (per chi sa cosa sono), oggi i trattamenti più costosi in assoluto, centinaia di miglia o milioni di euro a trattamento, preparati in laboratori industriali con procedure coperte da riserbo brevettuale. Ma quelli sono per le malattie genetiche rare, dunque allettano fino a un certo punto.
Un tumore invece potremmo rischiarlo tutti, e rimane comunque la seconda causa di morte al mondo. Interessantissimo.
E tornando al medicinale individualizzato, che costerà tantissimo, centinaia di migliaia di euro se va bene, ma probabile anche di più, si vedrà fino a che punto la corda potrà essere tirata. Tornando a questo concetto nuovissimo, quanto sfuggente, quanto devastante: come e quanto reggeranno i sistemi sanitari pubblici e almeno idealmente universalistici? Perché questa è roba pensata in contesti nei quali la sanità pubblica praticamente non esiste e si viaggia a coperture assicurative personali. Dove una malattia può essere la rovina non solo umana bensì prima di tutto economica della persona e della famiglia, costretta a impegnare il patrimonio di una e più generazioni per cure che noi grazie al cielo possiamo permetterci di non avere idea di che prezzo abbiano. Dove la malattia è prima di tutto una disgrazia personale, dove lo stato sociale è rifuggito e stigmatizzato, dove il solidarismo, la collettività a tutela dell'individuo e via dicendo sono tutta merce sconosciuta o quasi. Quella "cultura" è da tempo giunta da noi, ci ha inondato e sta salendo come una marea inarrestabile. Come e fin quando saremo in grado di difendere modelli, strumenti, principi e valori che ci è costato secoli e soprattutto lacrime e sangue, alla lettera, costruire e consolidare?
Nella vicenda del "vaccino" di Moderna per la cura del melanoma avanzato,
https://t.me/MarCosent/5121
https://t.me/MarCosent/5123
c'è un aspetto che comprensibilmente sta ancora sfuggendo ai più: il prodotto di Moderna non è un prodotto nel senso convenzionale del termine. Ovvero, non sarà un medicinale in vendita in farmacia o disponibile in ospedale, con una ben definita produzione, grossisti, dettaglianti, scorte di magazzino e via dicendo.
Si tratta invece di una preparazione individualizzata sul singolo malato, che contiene i geni che quello specifico tumore esprime, allestita a partire dai tessuti neoplastici prelevati a quella persona. Una preparazione allestita al momento, su base individuale.
Capire il salto concettuale?
L'altro ieri stavamo al medicinale per i malati. Ieri stavamo al medicinale per tutti, prima di tutto i sani. Oggi stiamo preparando il medicinale per quella singola persona. In linea di principio otto miliardi di medicinali differenti. Preparati di volta in volta, uno alla volta per una persona alla volta.
L'idea non è del tutto nuova, in fondo è la medesima delle terapie CRISPR (per chi sa cosa sono), oggi i trattamenti più costosi in assoluto, centinaia di miglia o milioni di euro a trattamento, preparati in laboratori industriali con procedure coperte da riserbo brevettuale. Ma quelli sono per le malattie genetiche rare, dunque allettano fino a un certo punto.
Un tumore invece potremmo rischiarlo tutti, e rimane comunque la seconda causa di morte al mondo. Interessantissimo.
E tornando al medicinale individualizzato, che costerà tantissimo, centinaia di migliaia di euro se va bene, ma probabile anche di più, si vedrà fino a che punto la corda potrà essere tirata. Tornando a questo concetto nuovissimo, quanto sfuggente, quanto devastante: come e quanto reggeranno i sistemi sanitari pubblici e almeno idealmente universalistici? Perché questa è roba pensata in contesti nei quali la sanità pubblica praticamente non esiste e si viaggia a coperture assicurative personali. Dove una malattia può essere la rovina non solo umana bensì prima di tutto economica della persona e della famiglia, costretta a impegnare il patrimonio di una e più generazioni per cure che noi grazie al cielo possiamo permetterci di non avere idea di che prezzo abbiano. Dove la malattia è prima di tutto una disgrazia personale, dove lo stato sociale è rifuggito e stigmatizzato, dove il solidarismo, la collettività a tutela dell'individuo e via dicendo sono tutta merce sconosciuta o quasi. Quella "cultura" è da tempo giunta da noi, ci ha inondato e sta salendo come una marea inarrestabile. Come e fin quando saremo in grado di difendere modelli, strumenti, principi e valori che ci è costato secoli e soprattutto lacrime e sangue, alla lettera, costruire e consolidare?
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Marco Cosentino
LA BORSA DI MODERNA 🌺🌺🌺
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione…
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione…
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CINQUE ANNI FA 🌺🌺🌺
Qui il post integrale: https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/pfbid02pC5tdNQ7gx7qMEF2gG5ovY6Y8StGFkmEvf8piEsB4CuAeDNKpWLZ31TkoUS133bZl
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L'ORIGINE DU MONDE 🌺🌺🌺
Un articolo di qualche giorno che contestualizza e storicizza il ruolo di Anthony Fauci entro un più ampio scenario di politiche bipartisan che negli ultimi decenni, almeno dall'11/9 e dalla messa in scena delle armi di distruzione di massa di Saddam hanno portato gli USA sulla pericolosissima via della ricerca sui microbi letali e sul guadagno di funzione.
"Ma non dipendiamo dalla testimonianza di Fauci per trovare risposte più precise su cosa abbia scatenato la pandemia e quale ruolo abbiano avuto gli Stati Uniti, qualora fosse stata causata da una fuga di agenti patogeni da un laboratorio. Il fatto che, a più di sei anni dall'inizio della pandemia, non disponiamo ancora di tutti i fatti è dovuto al fatto che, dal punto di vista statunitense, una piena trasparenza potrebbe far emergere una fuga di agenti patogeni non solo a causa di scelte sbagliate di un singolo individuo, ma anche per via di una politica deliberata e bipartisan protrattasi per diversi decenni."
In altri termini, si faccia attenzione a non farsi prendere la mano finendo per scaricare tutto su un capro espiatorio ottantanovenne che ormai non ha più nulla da chiedere alla vita, perdendo di vista il sistema che ha generato certe minacce rendendo il mondo un posto peggiore di prima. Un sistema vivo e vitale che ogni giorno appronta nuove "sorprese".
https://www.thefp.com/p/anthony-fauci-covid-system-failure
Un articolo di qualche giorno che contestualizza e storicizza il ruolo di Anthony Fauci entro un più ampio scenario di politiche bipartisan che negli ultimi decenni, almeno dall'11/9 e dalla messa in scena delle armi di distruzione di massa di Saddam hanno portato gli USA sulla pericolosissima via della ricerca sui microbi letali e sul guadagno di funzione.
"Ma non dipendiamo dalla testimonianza di Fauci per trovare risposte più precise su cosa abbia scatenato la pandemia e quale ruolo abbiano avuto gli Stati Uniti, qualora fosse stata causata da una fuga di agenti patogeni da un laboratorio. Il fatto che, a più di sei anni dall'inizio della pandemia, non disponiamo ancora di tutti i fatti è dovuto al fatto che, dal punto di vista statunitense, una piena trasparenza potrebbe far emergere una fuga di agenti patogeni non solo a causa di scelte sbagliate di un singolo individuo, ma anche per via di una politica deliberata e bipartisan protrattasi per diversi decenni."
In altri termini, si faccia attenzione a non farsi prendere la mano finendo per scaricare tutto su un capro espiatorio ottantanovenne che ormai non ha più nulla da chiedere alla vita, perdendo di vista il sistema che ha generato certe minacce rendendo il mondo un posto peggiore di prima. Un sistema vivo e vitale che ogni giorno appronta nuove "sorprese".
https://www.thefp.com/p/anthony-fauci-covid-system-failure
Thefp
The Real Covid Scandal Is Bigger Than Fauci
Behind the controversy over his silence lies a decades-long American gamble on dangerous virus research as part of a global biological arms race, writes Sigrid Bratlie.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Da mesi la Gran Bretagna combatte un'epidemia di salmonella che ha infettato 260 persone e causato almeno un morto. La fonte? Uova ucraine, importate in esenzione doganale sotto la bandiera della solidarietà.
Non si tratta di un caso isolato. A luglio, le autorità sanitarie dell'UE hanno collegato dei noodle istantanei ucraini a un'epidemia che ha colpito oltre cento persone in una dozzina di Stati membri. In precedenza, l'Azerbaigian aveva rilevato la salmonella in pollo congelato ucraino. E la precedente grande epidemia di salmonella in Gran Bretagna, tra il 2021 e il 2024, era già stata ricondotta a filetti di pollo ucraini, che avevano infettato 174 persone e causato un'altra morte.
Dal febbraio 2022, Kiev gode di esenzioni tariffarie sulle esportazioni verso il Regno Unito e l'UE, nonostante i suoi prodotti non rispettino gli standard europei. Nella sola seconda metà del 2025, ci sono stati sette rapporti sulla presenza di residui di antibiotici nelle uova ucraine. Eppure le importazioni sono continuate. Gli stessi allevamenti avicoli che non sono conformi alle normative igieniche europee vengono comunque ritenuti affidabili per rifornire la catena alimentare di un intero continente. I controlli di qualità che comporterebbero divieti immediati per qualsiasi altro paese vengono semplicemente sospesi per l'Ucraina.
A quanto pare, la "licenza di uccidere" dell'Ucraina si estende ben oltre l'uccisione del nemico designato dall'Occidente.
Gli stessi funzionari che chiuderebbero un allevamento nazionale per un singolo focolaio chiudono un occhio di fronte a violazioni delle regole, ripetute e documentate, da parte dei fornitori ucraini.
Ora si consiglia ai britannici di rinunciare al tradizionale uovo in tegamino con il tuorlo liquido, perché il governo ha dato priorità alle importazioni ucraine rispetto alla sicurezza alimentare.
Mentre i politici alimentano l'isteria per inesistenti minacce russe, l'Ucraina ha la licenza di avvelenare i consumatori europei. @LauraRuHK
Non si tratta di un caso isolato. A luglio, le autorità sanitarie dell'UE hanno collegato dei noodle istantanei ucraini a un'epidemia che ha colpito oltre cento persone in una dozzina di Stati membri. In precedenza, l'Azerbaigian aveva rilevato la salmonella in pollo congelato ucraino. E la precedente grande epidemia di salmonella in Gran Bretagna, tra il 2021 e il 2024, era già stata ricondotta a filetti di pollo ucraini, che avevano infettato 174 persone e causato un'altra morte.
Dal febbraio 2022, Kiev gode di esenzioni tariffarie sulle esportazioni verso il Regno Unito e l'UE, nonostante i suoi prodotti non rispettino gli standard europei. Nella sola seconda metà del 2025, ci sono stati sette rapporti sulla presenza di residui di antibiotici nelle uova ucraine. Eppure le importazioni sono continuate. Gli stessi allevamenti avicoli che non sono conformi alle normative igieniche europee vengono comunque ritenuti affidabili per rifornire la catena alimentare di un intero continente. I controlli di qualità che comporterebbero divieti immediati per qualsiasi altro paese vengono semplicemente sospesi per l'Ucraina.
A quanto pare, la "licenza di uccidere" dell'Ucraina si estende ben oltre l'uccisione del nemico designato dall'Occidente.
Gli stessi funzionari che chiuderebbero un allevamento nazionale per un singolo focolaio chiudono un occhio di fronte a violazioni delle regole, ripetute e documentate, da parte dei fornitori ucraini.
Ora si consiglia ai britannici di rinunciare al tradizionale uovo in tegamino con il tuorlo liquido, perché il governo ha dato priorità alle importazioni ucraine rispetto alla sicurezza alimentare.
Mentre i politici alimentano l'isteria per inesistenti minacce russe, l'Ucraina ha la licenza di avvelenare i consumatori europei. @LauraRuHK
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LUNGA VITA AI LINFOCITI! 🌺🌺🌺
Un recente studio pubblicato da una delle maggiori riviste del gruppo Cell Press, ha esaminato il sistema immunitario di un gruppo di supercentenari (ovvero, persone con 110 anni e oltre d' età), identificando alcuni tratti peculiari davvero interessati.
https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00806-5
Avevo messo da parte la pubblicazione, per commentarla alla prima occasione, ma ricevo oggi un breve ma illuminante commento firmato niente meno che da George Chrousos, professore emerito di pediatria ed endocrinologia nella Scuola di Medicina dell'Università di Atene, tra i 100 ricercatori più citati al mondo (cosa di cui di per sé ci interessa il giusto) e tra i "padri" della neuroendocrinoimmunologia, ambito di ricerca inter/transdisciplinare in cui si collocano da sempre anche i miei maggiori interessi scientifici. E dunque, ubi maior minor cessat. Qui di seguito, il commento di Chrousos in traduzione automatica.
*******
https://brainimmune.com/supercentenarians-vigilant-guardians-immune-system/
Supercentenari e i vigili guardiani del sistema immunitario
George Chrousos · 21 agosto 2026
La longevità non è semplicemente il privilegio di aggiungere anni alla propria vita. È, soprattutto, la capacità di arricchire quegli anni preservando la funzionalità del corpo e la lucidità mentale. I supercentenari, ovvero le persone che vivono oltre i 110 anni, rappresentano un esperimento naturale eccezionalmente raro. Non si sono limitati a vivere più a lungo; sono riusciti a posticipare o evitare le malattie che comunemente accompagnano l'invecchiamento, come il cancro, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi.
Cosa protegge queste persone? I geni giocano indubbiamente un ruolo importante, così come l'alimentazione, l'attività fisica, la resilienza psicologica e l'ambiente sociale. Un nuovo studio (Hashimoto et al., Cell Reports 2026), tuttavia, richiama l'attenzione su un altro meccanismo: un piccolo ma straordinariamente efficace gruppo di cellule immunitarie note come linfociti T citotossici CD4, o CD4 CTL.
In circostanze normali, i linfociti T CD4 funzionano principalmente come "coordinatori" della risposta immunitaria. Attivano e guidano altre cellule senza solitamente uccidere direttamente i bersagli. I linfociti T citotossici CD4 (CTL) rappresentano un'eccezione insolita: mantengono la loro funzione di coordinatori acquisendo al contempo proprietà citotossiche. Producono perforina e granzimi, sostanze attraverso le quali possono distruggere cellule infette da virus, cellule senescenti e, potenzialmente, cellule tumorali in fase iniziale.
I ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 28 individui suddivisi in tre fasce d'età: 70-99 anni, 100-109 anni e 110 anni e oltre. La percentuale di CTL CD4 è aumentata notevolmente con l'età. Rappresentavano una mediana del 4% dei linfociti T nel primo gruppo, del 9,6% tra i centenari e del 17,6% tra i supercentenari. Sembra quindi che intorno ai 100 anni si verifichi una notevole riorganizzazione del sistema immunitario.
(Abstract grafico, da Hashimoto et al.) Cell Reports 2026. Accesso libero.
La scoperta più importante è che queste cellule non mostravano i tipici segni di esaurimento immunitario. Nonostante l'età eccezionalmente avanzata degli individui da cui erano state prelevate, mantenevano la loro funzionalità e flessibilità. Il sistema immunitario dei supercentenari non assomigliava semplicemente a un esercito indebolito i cui soldati superstiti erano ancora schierati sulle mura. Si era riadattato alle minacce emergenti e aveva selezionato unità specifiche ed esperte, capaci di riconoscere e neutralizzare i pericoli persistenti.
(continua nel post successivo)
Un recente studio pubblicato da una delle maggiori riviste del gruppo Cell Press, ha esaminato il sistema immunitario di un gruppo di supercentenari (ovvero, persone con 110 anni e oltre d' età), identificando alcuni tratti peculiari davvero interessati.
https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00806-5
Avevo messo da parte la pubblicazione, per commentarla alla prima occasione, ma ricevo oggi un breve ma illuminante commento firmato niente meno che da George Chrousos, professore emerito di pediatria ed endocrinologia nella Scuola di Medicina dell'Università di Atene, tra i 100 ricercatori più citati al mondo (cosa di cui di per sé ci interessa il giusto) e tra i "padri" della neuroendocrinoimmunologia, ambito di ricerca inter/transdisciplinare in cui si collocano da sempre anche i miei maggiori interessi scientifici. E dunque, ubi maior minor cessat. Qui di seguito, il commento di Chrousos in traduzione automatica.
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https://brainimmune.com/supercentenarians-vigilant-guardians-immune-system/
Supercentenari e i vigili guardiani del sistema immunitario
George Chrousos · 21 agosto 2026
La longevità non è semplicemente il privilegio di aggiungere anni alla propria vita. È, soprattutto, la capacità di arricchire quegli anni preservando la funzionalità del corpo e la lucidità mentale. I supercentenari, ovvero le persone che vivono oltre i 110 anni, rappresentano un esperimento naturale eccezionalmente raro. Non si sono limitati a vivere più a lungo; sono riusciti a posticipare o evitare le malattie che comunemente accompagnano l'invecchiamento, come il cancro, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi.
Cosa protegge queste persone? I geni giocano indubbiamente un ruolo importante, così come l'alimentazione, l'attività fisica, la resilienza psicologica e l'ambiente sociale. Un nuovo studio (Hashimoto et al., Cell Reports 2026), tuttavia, richiama l'attenzione su un altro meccanismo: un piccolo ma straordinariamente efficace gruppo di cellule immunitarie note come linfociti T citotossici CD4, o CD4 CTL.
In circostanze normali, i linfociti T CD4 funzionano principalmente come "coordinatori" della risposta immunitaria. Attivano e guidano altre cellule senza solitamente uccidere direttamente i bersagli. I linfociti T citotossici CD4 (CTL) rappresentano un'eccezione insolita: mantengono la loro funzione di coordinatori acquisendo al contempo proprietà citotossiche. Producono perforina e granzimi, sostanze attraverso le quali possono distruggere cellule infette da virus, cellule senescenti e, potenzialmente, cellule tumorali in fase iniziale.
I ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 28 individui suddivisi in tre fasce d'età: 70-99 anni, 100-109 anni e 110 anni e oltre. La percentuale di CTL CD4 è aumentata notevolmente con l'età. Rappresentavano una mediana del 4% dei linfociti T nel primo gruppo, del 9,6% tra i centenari e del 17,6% tra i supercentenari. Sembra quindi che intorno ai 100 anni si verifichi una notevole riorganizzazione del sistema immunitario.
(Abstract grafico, da Hashimoto et al.) Cell Reports 2026. Accesso libero.
La scoperta più importante è che queste cellule non mostravano i tipici segni di esaurimento immunitario. Nonostante l'età eccezionalmente avanzata degli individui da cui erano state prelevate, mantenevano la loro funzionalità e flessibilità. Il sistema immunitario dei supercentenari non assomigliava semplicemente a un esercito indebolito i cui soldati superstiti erano ancora schierati sulle mura. Si era riadattato alle minacce emergenti e aveva selezionato unità specifiche ed esperte, capaci di riconoscere e neutralizzare i pericoli persistenti.
(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
Infatti, i linfociti T citotossici CD4 mostravano un'estesa espansione clonale. Ciò significa che alcune cellule, dopo aver presumibilmente riconosciuto un bersaglio specifico, si moltiplicavano creando numerose copie di se stesse. Il clone dominante rappresentava, in media, un terzo di queste cellule, mentre in un centenario ne costituiva quasi il 54%. Questo quadro suggerisce ripetuti incontri con antigeni persistenti e la presenza di una memoria immunitaria che continua ad apprendere anche in età estremamente avanzata.
Ancora più interessante è stata l'osservazione che i recettori appartenenti ad alcuni di questi cloni assomigliavano ai recettori presenti sui linfociti T di pazienti affetti da tumore al polmone, al seno o al fegato. I supercentenari dello studio non presentavano questi tumori. È quindi possibile – sebbene ciò non sia ancora stato dimostrato – che il loro sistema immunitario avesse riconosciuto ed eliminato le cellule portatrici di alterazioni maligne precoci prima che si sviluppasse un tumore clinicamente rilevabile.
Con l'avanzare dell'età, mutazioni, disfunzioni mitocondriali e cellule senescenti si accumulano gradualmente. Le cellule senescenti non sono inerti. Secernono sostanze infiammatorie, danneggiano i tessuti circostanti e mantengono uno stato cronico di infiammazione di basso grado noto come "inflammaging". Se una popolazione specializzata di cellule CD4 citotossiche è in grado di rimuovere parte di questo carico biologico, potrebbe contribuire in modo sostanziale al mantenimento dell'omeostasi.
L'invecchiamento, quindi, non è semplicemente una progressione lineare di deterioramento. È una continua lotta tra danno e riparazione, disorganizzazione e adattamento. Attraverso l'allostasi, l'organismo cerca di mantenere la stabilità in mezzo al cambiamento. Quando questo sforzo si prolunga o fallisce, il carico allostatico si accumula, diventa dannoso e, dopo un certo punto, si instaura la cacostasi. I supercentenari sembrano possedere la capacità di trasformare parte di questa sfida cronica in un'efficace risposta adattativa, evitando così una disregolazione distruttiva e letale per molti decenni.
È tuttavia essenziale la cautela scientifica. Lo studio era di piccole dimensioni, ha esaminato cellule circolanti nel sangue e non dimostra che i linfociti T citotossici CD4 causino la longevità o prevengano il cancro. Potrebbero esserne una causa, una conseguenza o semplicemente una caratteristica concomitante di un invecchiamento sano. Queste cellule devono essere studiate anche all'interno dei tessuti umani e occorre identificare con precisione i bersagli che riconoscono. Il messaggio, tuttavia, rimane ottimistico.
Il sistema immunitario non si limita a invecchiare; si evolve, seleziona e si adatta. La medicina della longevità potrebbe un giorno mirare non solo a rallentare il deterioramento, ma anche a rafforzare questa capacità intrinseca dell'organismo di riconoscere, ricordare e proteggere se stesso. I supercentenari non ci mostrano come sconfiggere il tempo. Ci mostrano come l'organismo umano possa continuare a impegnarsi in un dialogo creativo con esso.
Infatti, i linfociti T citotossici CD4 mostravano un'estesa espansione clonale. Ciò significa che alcune cellule, dopo aver presumibilmente riconosciuto un bersaglio specifico, si moltiplicavano creando numerose copie di se stesse. Il clone dominante rappresentava, in media, un terzo di queste cellule, mentre in un centenario ne costituiva quasi il 54%. Questo quadro suggerisce ripetuti incontri con antigeni persistenti e la presenza di una memoria immunitaria che continua ad apprendere anche in età estremamente avanzata.
Ancora più interessante è stata l'osservazione che i recettori appartenenti ad alcuni di questi cloni assomigliavano ai recettori presenti sui linfociti T di pazienti affetti da tumore al polmone, al seno o al fegato. I supercentenari dello studio non presentavano questi tumori. È quindi possibile – sebbene ciò non sia ancora stato dimostrato – che il loro sistema immunitario avesse riconosciuto ed eliminato le cellule portatrici di alterazioni maligne precoci prima che si sviluppasse un tumore clinicamente rilevabile.
Con l'avanzare dell'età, mutazioni, disfunzioni mitocondriali e cellule senescenti si accumulano gradualmente. Le cellule senescenti non sono inerti. Secernono sostanze infiammatorie, danneggiano i tessuti circostanti e mantengono uno stato cronico di infiammazione di basso grado noto come "inflammaging". Se una popolazione specializzata di cellule CD4 citotossiche è in grado di rimuovere parte di questo carico biologico, potrebbe contribuire in modo sostanziale al mantenimento dell'omeostasi.
L'invecchiamento, quindi, non è semplicemente una progressione lineare di deterioramento. È una continua lotta tra danno e riparazione, disorganizzazione e adattamento. Attraverso l'allostasi, l'organismo cerca di mantenere la stabilità in mezzo al cambiamento. Quando questo sforzo si prolunga o fallisce, il carico allostatico si accumula, diventa dannoso e, dopo un certo punto, si instaura la cacostasi. I supercentenari sembrano possedere la capacità di trasformare parte di questa sfida cronica in un'efficace risposta adattativa, evitando così una disregolazione distruttiva e letale per molti decenni.
È tuttavia essenziale la cautela scientifica. Lo studio era di piccole dimensioni, ha esaminato cellule circolanti nel sangue e non dimostra che i linfociti T citotossici CD4 causino la longevità o prevengano il cancro. Potrebbero esserne una causa, una conseguenza o semplicemente una caratteristica concomitante di un invecchiamento sano. Queste cellule devono essere studiate anche all'interno dei tessuti umani e occorre identificare con precisione i bersagli che riconoscono. Il messaggio, tuttavia, rimane ottimistico.
Il sistema immunitario non si limita a invecchiare; si evolve, seleziona e si adatta. La medicina della longevità potrebbe un giorno mirare non solo a rallentare il deterioramento, ma anche a rafforzare questa capacità intrinseca dell'organismo di riconoscere, ricordare e proteggere se stesso. I supercentenari non ci mostrano come sconfiggere il tempo. Ci mostrano come l'organismo umano possa continuare a impegnarsi in un dialogo creativo con esso.
Cell Reports
CD4 CTLs in supercentenarians: Signs of adaptive expansion in healthy aging
Hashimoto et al. show that CD4 CTLs expand around age 100 and form large private clones
without exhaustion. These cells exhibit stepwise differentiation and cytokine plasticity,
suggesting adaptive responses to persistent antigens during healthy aging.
without exhaustion. These cells exhibit stepwise differentiation and cytokine plasticity,
suggesting adaptive responses to persistent antigens during healthy aging.
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NON VA(X) 🌺🌺🌺
L'altra settimana i media stamburavano l'impennata di Moderna in borsa, che le ha fruttato un +130-150% di valore azionario e una quarantina di miliardi (miliardi!) di dollari in più, grazie all'annuncio peraltro del tutto preliminare di dati favorevoli nella sperimentazione clinica del suo vaccino contro il melanoma, in collaborazione con Merck che ci mette un altro farmaco biotech.
https://t.me/MarCosent/5121
Poche e nulle informazioni oggi invece sulla sospensione dello studio di un vaccino analogo stavolta contro il cancro del colon.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/biontech-terminate-mid-stage-trial-mrna-cancer-vaccine-2026-08-28/
E nulla, quelli di Moderna sono convinti che la scatoletta nanolipidica messa a punto per il covid possa funzionare con qualsiasi altro RNA. Che abbiano vinto alla lotteria pandemica è indubbio, ma la "taglia unica" evidentemente non funziona per tutto. E questo studio deve proprio essere andato male. Chissà se conosceremo mai i dati in dettaglio?
PS: a 'sto giro le azioni sono andate giù del 5%, segno che gli investitori sanno bene che la polvere finisce di regola sotto il tappeto.
PPS: e non ci scordiamo che da un punto di vista regolatorio tutti questi farmaci sono terapie geniche e infatti come tali vengono trattate. Sono terapie geniche anche i vaccini covid a RNA (e a DNA/vettore, ma in quel caso il regolatore assume lo sguardo dell'attuale presidente dell'Inter e li tratta da vaccini).
L'altra settimana i media stamburavano l'impennata di Moderna in borsa, che le ha fruttato un +130-150% di valore azionario e una quarantina di miliardi (miliardi!) di dollari in più, grazie all'annuncio peraltro del tutto preliminare di dati favorevoli nella sperimentazione clinica del suo vaccino contro il melanoma, in collaborazione con Merck che ci mette un altro farmaco biotech.
https://t.me/MarCosent/5121
Poche e nulle informazioni oggi invece sulla sospensione dello studio di un vaccino analogo stavolta contro il cancro del colon.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/biontech-terminate-mid-stage-trial-mrna-cancer-vaccine-2026-08-28/
E nulla, quelli di Moderna sono convinti che la scatoletta nanolipidica messa a punto per il covid possa funzionare con qualsiasi altro RNA. Che abbiano vinto alla lotteria pandemica è indubbio, ma la "taglia unica" evidentemente non funziona per tutto. E questo studio deve proprio essere andato male. Chissà se conosceremo mai i dati in dettaglio?
PS: a 'sto giro le azioni sono andate giù del 5%, segno che gli investitori sanno bene che la polvere finisce di regola sotto il tappeto.
PPS: e non ci scordiamo che da un punto di vista regolatorio tutti questi farmaci sono terapie geniche e infatti come tali vengono trattate. Sono terapie geniche anche i vaccini covid a RNA (e a DNA/vettore, ma in quel caso il regolatore assume lo sguardo dell'attuale presidente dell'Inter e li tratta da vaccini).
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
In una umiliante sconfitta per i sogni espansionistici dell'Unione Europea, gli islandesi hanno respinto la riapertura dei negoziati di adesione. Con un'affluenza dell'82,5 per cento, il 52,8 per cento ha votato "No" contro il 47,2 per cento di favorevoli.
La campagna del "No" ha sostenuto con successo che l'adesione all'UE avrebbe messo a rischio il controllo islandese sulle proprie zone di pesca, da cui deriva quasi il 40 per cento delle esportazioni del paese Il governo ha provato ogni stratagemma, persino anticipando il referendum per far leva sulle minacce di Donald Trump di annettersi la Groenlandia. La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha promesso "soluzioni creative" per la pesca. Ma gli islandesi conoscono già queste promesse e sanno che non verrebbero mantenute.
Cosa offriva Bruxelles? L'euro. La sicurezza. Entrambi si sono rivelati strumenti di subordinazione, che spogliano gli Stati membri della loro sovranità e li costringono in un'agenda bellica dettata dall'altra sponda dell'Atlantico. La "sicurezza" dell'UE oggi significa qualcosa di molto diverso dal garantire la pace. Gli Stati membri sono costretti a destinare fette sempre più grandi dei loro bilanci nazionali per le spese militari: 418 miliardi di euro nel 2025, destinati a salire a 454 miliardi nel 2026. Bruxelles la chiama difesa. Io la chiamo un fallimento totale della diplomazia europea e una mancanza di visione strategica.
Aggiungete il costo del sostegno all'Ucraina in una crociata futile contro la Russia. L'UE sta ora incanalando miliardi nella produzione bellica ucraina, con un nuovo pacchetto di "prestiti" da 90 miliardi di euro, ed è di fatto diventata un co-belligerante nel conflitto.
Questo referendum non riguardava l'economia. L'Islanda gode già dell'accesso al mercato unico. La questione era se cedere ciò che restava della propria sovranità a una commissione non eletta.
Ha vinto il buon senso. L'Islanda ha dimostrato che una piccola nazione può ancora dire no al Golem europeo. Che la sovranità non è un concetto arcaico. Il popolo islandese, orgoglioso, indipendente e lucido, ha dato all'Europa una lezione su cosa significhi essere liberi.
@LauraRuHK
La campagna del "No" ha sostenuto con successo che l'adesione all'UE avrebbe messo a rischio il controllo islandese sulle proprie zone di pesca, da cui deriva quasi il 40 per cento delle esportazioni del paese Il governo ha provato ogni stratagemma, persino anticipando il referendum per far leva sulle minacce di Donald Trump di annettersi la Groenlandia. La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha promesso "soluzioni creative" per la pesca. Ma gli islandesi conoscono già queste promesse e sanno che non verrebbero mantenute.
Cosa offriva Bruxelles? L'euro. La sicurezza. Entrambi si sono rivelati strumenti di subordinazione, che spogliano gli Stati membri della loro sovranità e li costringono in un'agenda bellica dettata dall'altra sponda dell'Atlantico. La "sicurezza" dell'UE oggi significa qualcosa di molto diverso dal garantire la pace. Gli Stati membri sono costretti a destinare fette sempre più grandi dei loro bilanci nazionali per le spese militari: 418 miliardi di euro nel 2025, destinati a salire a 454 miliardi nel 2026. Bruxelles la chiama difesa. Io la chiamo un fallimento totale della diplomazia europea e una mancanza di visione strategica.
Aggiungete il costo del sostegno all'Ucraina in una crociata futile contro la Russia. L'UE sta ora incanalando miliardi nella produzione bellica ucraina, con un nuovo pacchetto di "prestiti" da 90 miliardi di euro, ed è di fatto diventata un co-belligerante nel conflitto.
Questo referendum non riguardava l'economia. L'Islanda gode già dell'accesso al mercato unico. La questione era se cedere ciò che restava della propria sovranità a una commissione non eletta.
Ha vinto il buon senso. L'Islanda ha dimostrato che una piccola nazione può ancora dire no al Golem europeo. Che la sovranità non è un concetto arcaico. Il popolo islandese, orgoglioso, indipendente e lucido, ha dato all'Europa una lezione su cosa significhi essere liberi.
@LauraRuHK
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L'ANTITOSSINA DI WIKIPEDIA 🌺🌺🌺
Nella tragica vicenda della bimba palermitana morta per difterite, l'aspetto di maggiore criticità riguarda la mancata somministrazione del siero antidfterico, ovvero dell'antidoto a base di immunoglobuline neutralizzanti, che con ottima probabilità le avrebbe salvato la vita.
E' dunque alquanto curioso scoprire oggi che Wikipedia nella pagina in lingua italiana dedicata alla difterite tratta il siero di sfuggita nel capitolo "antibiotici", menzionando invece ampiamente il vaccino, che non c'entra nulla. Al contrario la medesima pagina ad esempio in lingua inglese divide opportunamente la prevenzione dalla terapia e in quest'ultima sezione tratta come primo presidio il siero, sottolineando come la sua somministrazione debba essere tempestiva.
"Italians not always do it better"
Nella tragica vicenda della bimba palermitana morta per difterite, l'aspetto di maggiore criticità riguarda la mancata somministrazione del siero antidfterico, ovvero dell'antidoto a base di immunoglobuline neutralizzanti, che con ottima probabilità le avrebbe salvato la vita.
E' dunque alquanto curioso scoprire oggi che Wikipedia nella pagina in lingua italiana dedicata alla difterite tratta il siero di sfuggita nel capitolo "antibiotici", menzionando invece ampiamente il vaccino, che non c'entra nulla. Al contrario la medesima pagina ad esempio in lingua inglese divide opportunamente la prevenzione dalla terapia e in quest'ultima sezione tratta come primo presidio il siero, sottolineando come la sua somministrazione debba essere tempestiva.
"Italians not always do it better"
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L'ANTITOSSINA DI WIKIPEDIA (2) 🌺🌺🌺
Un collega e caro amico ha appena aggiornato la pagina in lingua italiana allineandola a quella in lingua inglese.
Qui la ragione che rendeva utile la correzione:
https://t.me/MarCosent/5136
Un collega e caro amico ha appena aggiornato la pagina in lingua italiana allineandola a quella in lingua inglese.
Qui la ragione che rendeva utile la correzione:
https://t.me/MarCosent/5136
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IL PAESE DEI BALOCCHI 🌺🌺🌺
In questi giorni ben pochi media hanno ritenuto di passare la notizia dell'Italia fanalino di coda della spesa sanitaria. Non abbiamo in altri termini imparato nulla dalla pandemia, durante la quale - al netto della gestione irrazionalmente inappropriata dell'emergenza - si constatava l'evidenza di un servizio sanitario nazionale vittima di decenni di sottofinanziamento e in carenza cronica di personale e strutture. E questo ha pesato tremendamente sul bilancio della pandemia, rispetto agli altri paesi messi più o meno meglio di noi per posti letto, rianimazioni, medici e compagnia briscola. Che non sia una questione di governi di destra o sinistra è altrettanto sotto gli occhi di tutti, e che probabilmente la condizione sia il risultato di una serie di "vincoli esterni", dall'UE alla Nato agli USA, è banalmente ovvio visto che non può sfuggire a nessuno che mentre la sanità, come del resto la scuola, l'università, i servizi e lo stato sociale nel suo complesso sono pesantemente definanziati, gettiamo miliardi per alimentare la guerra in Ucraina, guerra oltre tutto rivolta contro la Russia, che pochi anni fa era nostro partner commerciale con benefici economici enormi e alla quale ci legano rapporti storici di amicizia, buttati ora in discarica da una manica di criminali guerrafondai. E dunque vorrei concludere dicendo che abbiamo quel che ci meritiamo, ma in realtà non credo che sia così: non ce la meritiamo per nulla questa situazione, anche se si fatica a capire cosa possiamo fare per cambiarla.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/spesa-sanitaria-gimbe-italia-sempre-pi-lontana-dall-europa-la-pubblica-al-6-2-del-pil-contro-una-media-del-7-1-e-questo-gap-vale-36-miliardi/
In questi giorni ben pochi media hanno ritenuto di passare la notizia dell'Italia fanalino di coda della spesa sanitaria. Non abbiamo in altri termini imparato nulla dalla pandemia, durante la quale - al netto della gestione irrazionalmente inappropriata dell'emergenza - si constatava l'evidenza di un servizio sanitario nazionale vittima di decenni di sottofinanziamento e in carenza cronica di personale e strutture. E questo ha pesato tremendamente sul bilancio della pandemia, rispetto agli altri paesi messi più o meno meglio di noi per posti letto, rianimazioni, medici e compagnia briscola. Che non sia una questione di governi di destra o sinistra è altrettanto sotto gli occhi di tutti, e che probabilmente la condizione sia il risultato di una serie di "vincoli esterni", dall'UE alla Nato agli USA, è banalmente ovvio visto che non può sfuggire a nessuno che mentre la sanità, come del resto la scuola, l'università, i servizi e lo stato sociale nel suo complesso sono pesantemente definanziati, gettiamo miliardi per alimentare la guerra in Ucraina, guerra oltre tutto rivolta contro la Russia, che pochi anni fa era nostro partner commerciale con benefici economici enormi e alla quale ci legano rapporti storici di amicizia, buttati ora in discarica da una manica di criminali guerrafondai. E dunque vorrei concludere dicendo che abbiamo quel che ci meritiamo, ma in realtà non credo che sia così: non ce la meritiamo per nulla questa situazione, anche se si fatica a capire cosa possiamo fare per cambiarla.
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/spesa-sanitaria-gimbe-italia-sempre-pi-lontana-dall-europa-la-pubblica-al-6-2-del-pil-contro-una-media-del-7-1-e-questo-gap-vale-36-miliardi/
Quotidiano Sanità
Spesa sanitaria. Gimbe: Italia sempre più lontana dall’Europa: la pubblica è al 6,2% del Pil contro una media del 7,1%. E questo…
Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica pro-capite italiana è di 1.013 dollari inferiore alla media dei Paesi europei OCSE: siamo 15esimi su 27 e ultimi nel G7.
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IL TRAUMA IRRISOLTO 🌺🌺🌺
L'esperienza della pandemia è unica per molti versi, a partire dal dato di fatto della sua ancora oggi mancata elaborazione. E' evidente che ancora non esiste, e chissà mai se esisterà in futuro, una narrazione almeno parzialmente condivisa che consenta di discuterne. Prova ne sia la totale mancanza ancora oggi di film o romanzi sugli anni pandemici, quando invece l'industria dello show business di regola divora qualsiasi argomento per risputarlo fuori in forma di prodotti commerciali. Ma non per la pandemia. L'unico altro evento che sta avendo sorte simile ancora oggi è l'11 settembre 2001 in USA con i quattro aerei dirottati e le tre torri crollate. Anche in quel caso, solo un paio di film di stretta osservanza mainstream, uno in particolare fatto apposta per consolidare nell'immaginario collettivo l'improbabile storia dei passeggeri del quarto aereo.
Prosegue così ancora oggi una polarizzazione feroce, tra i sostenitori di visioni diametralmente opposte degli eventi, alimentata soprattutto dalla palese e a tratti ostentata attitudine del "sistema" a sopprimere ogni voce dissenziente. Questo atteggiamento è teatralmente evidente nella ricerca scientifica, dove dopo tutti questi anni, persiste una censura ormai grottesca ma non per questo meno feroce. Ieri la giornalista investigativa Maryanne Demasi documentava il rigetto senza precedenti di cui è vittima uno studio sui dati V-Safe che ha la colpa di documentare disturbi persistenti per mesi post-vaccinazione covid in una percentuale particolarmente elevata di soggetti. Lo studio sta venendo rifiutato senza nemmeno passare la valutazione dei revisori, e addirittura vedendosi negato il caricamento sulla piattaforma dedicata ai preprint Medrxiv, senza alcuna spiegazione. Se il rifiuto preventivo da parte di una rivista può far parte delle "regole del gioco", il rifiuto della piattaforma per preprint è invece indubbiamente indicatrice di un pregiudizio. Tanto più che studi analoghi sui medesimi dati MA con conclusioni favorevoli ai vaccini sono stati e continuano ad essere ampiamente accettati senza particolari difficoltà.
https://blog.maryannedemasi.com/p/exclusive-is-mits-vaccine-safety
Un'altra più sottile e subdola forma di censura è ben documentata d vari post sulla pagina di Stefano Re, che seguo sempre con interesse. Oggi ad esempio ci informa della pubblicazione in rivista di uno studio estremamente interessante che tratta del noto squilibrio di decessi nello studio registrativo del vaccino covid Pfizer/BioNTech, che prima di essere rapidamente liquidato fece in tempo a registrare 38 decessi di cui 15 morti improvvise, 5 tra i controlli e 10 tra i vaccinati, uno squilibrio quanto meno preoccupante, in pratica un decesso in più ogni 2.000 vaccinati. Bene, questo studio è finito su una rivista che lo scientismo facilmente potrà denigrare dal momento che è una delle poche che rifiuta esplicitamente la metrica citazionale del "publish or perish", il che non toglie nulla alla validità dello studio stesso (e posso facilmente immaginare la lunga lista di riviste indicizzate che avranno in precedenza rifiutato il lavoro). Ma qui il punto è che il post di Stefano Re documenta "per tabulas" come anche i motori di ricerca, nello specifico Google, siano esplicitamente impostati per impedire che studi del genere vengano facilmente trovati. Provare per credere.
https://www.facebook.com/stefano.re/posts/pfbid02njT9JesnbeUUT1L8Jsp9GXdKCvPyNh2ajxzuTnDaNCFirNyqR7vN4u3ibQ72jP2Bl
A fine agosto, d'altra parte, Stefano Re aveva pubblicato il video di inchiesta di Massimo Mazzucco sul "caso Wakefield" Il video rappresenta a oggi una delle migliori se non la migliore indagine divulgativa sulla vicenda, e riporta informazioni corrette e verificabili. Malgrado questo, il social lo etichetta come "falso e bugiardo". Da piccoli avremmo ribattuto: "Chi lo dice sa di esserlo".
https://www.facebook.com/reel/2569565523482744
(continua nel prossimo post)
L'esperienza della pandemia è unica per molti versi, a partire dal dato di fatto della sua ancora oggi mancata elaborazione. E' evidente che ancora non esiste, e chissà mai se esisterà in futuro, una narrazione almeno parzialmente condivisa che consenta di discuterne. Prova ne sia la totale mancanza ancora oggi di film o romanzi sugli anni pandemici, quando invece l'industria dello show business di regola divora qualsiasi argomento per risputarlo fuori in forma di prodotti commerciali. Ma non per la pandemia. L'unico altro evento che sta avendo sorte simile ancora oggi è l'11 settembre 2001 in USA con i quattro aerei dirottati e le tre torri crollate. Anche in quel caso, solo un paio di film di stretta osservanza mainstream, uno in particolare fatto apposta per consolidare nell'immaginario collettivo l'improbabile storia dei passeggeri del quarto aereo.
Prosegue così ancora oggi una polarizzazione feroce, tra i sostenitori di visioni diametralmente opposte degli eventi, alimentata soprattutto dalla palese e a tratti ostentata attitudine del "sistema" a sopprimere ogni voce dissenziente. Questo atteggiamento è teatralmente evidente nella ricerca scientifica, dove dopo tutti questi anni, persiste una censura ormai grottesca ma non per questo meno feroce. Ieri la giornalista investigativa Maryanne Demasi documentava il rigetto senza precedenti di cui è vittima uno studio sui dati V-Safe che ha la colpa di documentare disturbi persistenti per mesi post-vaccinazione covid in una percentuale particolarmente elevata di soggetti. Lo studio sta venendo rifiutato senza nemmeno passare la valutazione dei revisori, e addirittura vedendosi negato il caricamento sulla piattaforma dedicata ai preprint Medrxiv, senza alcuna spiegazione. Se il rifiuto preventivo da parte di una rivista può far parte delle "regole del gioco", il rifiuto della piattaforma per preprint è invece indubbiamente indicatrice di un pregiudizio. Tanto più che studi analoghi sui medesimi dati MA con conclusioni favorevoli ai vaccini sono stati e continuano ad essere ampiamente accettati senza particolari difficoltà.
https://blog.maryannedemasi.com/p/exclusive-is-mits-vaccine-safety
Un'altra più sottile e subdola forma di censura è ben documentata d vari post sulla pagina di Stefano Re, che seguo sempre con interesse. Oggi ad esempio ci informa della pubblicazione in rivista di uno studio estremamente interessante che tratta del noto squilibrio di decessi nello studio registrativo del vaccino covid Pfizer/BioNTech, che prima di essere rapidamente liquidato fece in tempo a registrare 38 decessi di cui 15 morti improvvise, 5 tra i controlli e 10 tra i vaccinati, uno squilibrio quanto meno preoccupante, in pratica un decesso in più ogni 2.000 vaccinati. Bene, questo studio è finito su una rivista che lo scientismo facilmente potrà denigrare dal momento che è una delle poche che rifiuta esplicitamente la metrica citazionale del "publish or perish", il che non toglie nulla alla validità dello studio stesso (e posso facilmente immaginare la lunga lista di riviste indicizzate che avranno in precedenza rifiutato il lavoro). Ma qui il punto è che il post di Stefano Re documenta "per tabulas" come anche i motori di ricerca, nello specifico Google, siano esplicitamente impostati per impedire che studi del genere vengano facilmente trovati. Provare per credere.
https://www.facebook.com/stefano.re/posts/pfbid02njT9JesnbeUUT1L8Jsp9GXdKCvPyNh2ajxzuTnDaNCFirNyqR7vN4u3ibQ72jP2Bl
A fine agosto, d'altra parte, Stefano Re aveva pubblicato il video di inchiesta di Massimo Mazzucco sul "caso Wakefield" Il video rappresenta a oggi una delle migliori se non la migliore indagine divulgativa sulla vicenda, e riporta informazioni corrette e verificabili. Malgrado questo, il social lo etichetta come "falso e bugiardo". Da piccoli avremmo ribattuto: "Chi lo dice sa di esserlo".
https://www.facebook.com/reel/2569565523482744
(continua nel prossimo post)
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(continua dal post precedente)
E così rimaniamo prigionieri del trauma pandemico irrisolto e di una serie infinita di lutti non rielaborati, non tanto per colpa nostra quanto per esplicita volontà di una rete di soggetti che stanno in posizioni di controllo del funzionamento del sistema, e truccano le carte per impedire alla fonte un confronto aperto e trasparente di evidenze e analisi. Conviene per il momento esserne quanto meno consapevoli, preparandosi intanto per tempi migliori.
E così rimaniamo prigionieri del trauma pandemico irrisolto e di una serie infinita di lutti non rielaborati, non tanto per colpa nostra quanto per esplicita volontà di una rete di soggetti che stanno in posizioni di controllo del funzionamento del sistema, e truccano le carte per impedire alla fonte un confronto aperto e trasparente di evidenze e analisi. Conviene per il momento esserne quanto meno consapevoli, preparandosi intanto per tempi migliori.
Maryannedemasi
EXCLUSIVE: Is MIT’s vaccine safety study too risky for peer review?
MIT researchers found a potential safety signal in V-SAFE. A leading vaccine journal rejected the study without peer review—despite having published reassuring findings from the same CDC database.
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IN DUBIO, PRO VITA 🌺🌺🌺
"L’inganno della morte cerebrale", pubblicato quest'anno, riflette in maniera profonda e documentata sulla definizione di morte e sulla torsione che essa ha subito nell'ultimo secolo, abbandonando la clasica definizione di cessazione definitiva delle tre fondamentali e inscindibili funzioni cerebrale, respiratoria e cardiaca per limitarsi a una tuttora controversa cessazione delle funzioni cerebrali. Si finisce in tal modo per identificare nel solo cervello "il principio d'integrazione del corpo, la sede della persona, il fondamento dell'identità". Una tale torsione inevitabilmente diventa fondamento di alcuni assunti che oggi diamo per scientificamente dimostrati quando invece non esiste alcuna evidenza certa a riguardo. Essi sono:
"a. l'embrione non è persona perché privo di cervello sviluppato;
b. il neonato gravemente malformato non è pienamente persona;
c. il malato in stato vegetativo non è più persona;
d. il morente che perde coscienza può essere privato di cure e di alimentazione"
Da qui il fiorire di leggi e norme sull'aborto, l'utero artificiale, l'eutanasia e il suicidio assistito, con sullo sfondo l'inquietante questione dei trapianti d'organo.
Un lubro che mi sento di consigliare, la cui lettura scorre veloce, ricchissima di spunti di riflessione, da leggere comunque la si pensi sull'argomento.
https://www.manierodelmirto.it/linganno-dellla-morte-cerebrale/
"L’inganno della morte cerebrale", pubblicato quest'anno, riflette in maniera profonda e documentata sulla definizione di morte e sulla torsione che essa ha subito nell'ultimo secolo, abbandonando la clasica definizione di cessazione definitiva delle tre fondamentali e inscindibili funzioni cerebrale, respiratoria e cardiaca per limitarsi a una tuttora controversa cessazione delle funzioni cerebrali. Si finisce in tal modo per identificare nel solo cervello "il principio d'integrazione del corpo, la sede della persona, il fondamento dell'identità". Una tale torsione inevitabilmente diventa fondamento di alcuni assunti che oggi diamo per scientificamente dimostrati quando invece non esiste alcuna evidenza certa a riguardo. Essi sono:
"a. l'embrione non è persona perché privo di cervello sviluppato;
b. il neonato gravemente malformato non è pienamente persona;
c. il malato in stato vegetativo non è più persona;
d. il morente che perde coscienza può essere privato di cure e di alimentazione"
Da qui il fiorire di leggi e norme sull'aborto, l'utero artificiale, l'eutanasia e il suicidio assistito, con sullo sfondo l'inquietante questione dei trapianti d'organo.
Un lubro che mi sento di consigliare, la cui lettura scorre veloce, ricchissima di spunti di riflessione, da leggere comunque la si pensi sull'argomento.
https://www.manierodelmirto.it/linganno-dellla-morte-cerebrale/
Editore Maniero del Mirto
L'inganno della morte cerebrale - Editore Maniero del Mirto
Un quadro ricco di spunti di riflessione e chiarimenti sulla illiceità morale dei vaccini utile a comprenderne il problema morale posto.
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LA RUSSIA NON E' IL NEMICO 🌺🌺🌺
"La cosa è tanto più impressionante in quanto a questa sostanziale unanimità delle elite politiche e culturali corrisponde un atteggiamento ben diverso, se non opposto, da parte dell'opinione pubblica. L'uomo della strada, a prescindere da ogni valutazione di ordine etico, si rende conto di non aver nulla da guadagnare dalla guerra. Se anche non si arrivasse ad un'escalation, la politica di riarmo sottrarrà risorse alla sanità, all'istruzione e all'assistenza, rendendo più costosi l'abbonamento dell'autobus, la retta per per l'asilo del figlio, la bolletta della luce e del gas. Avviene così il paradosso per cui l'elite politica e culturale, sia essa di destra o di sinistra , è favorevole alla guerra, mentre le persone comuni , siano esse di destra o di sinistra, chiedono solo di essere lasciate in pace e non ne vogliono sapere di un conflitto con un paese col quale l'Italia non aveva e non ha nessun contenzioso."
Silvio Dalla Torre
https://www.facebook.com/silvio.dallatorre.7/posts/pfbid02U2ZLXMLeB7Y8gnCPpPEgXmRGLrugCx4ZZjfnoyir3dwXGSCF8wYwS7ppqhEEyYxLl
"La cosa è tanto più impressionante in quanto a questa sostanziale unanimità delle elite politiche e culturali corrisponde un atteggiamento ben diverso, se non opposto, da parte dell'opinione pubblica. L'uomo della strada, a prescindere da ogni valutazione di ordine etico, si rende conto di non aver nulla da guadagnare dalla guerra. Se anche non si arrivasse ad un'escalation, la politica di riarmo sottrarrà risorse alla sanità, all'istruzione e all'assistenza, rendendo più costosi l'abbonamento dell'autobus, la retta per per l'asilo del figlio, la bolletta della luce e del gas. Avviene così il paradosso per cui l'elite politica e culturale, sia essa di destra o di sinistra , è favorevole alla guerra, mentre le persone comuni , siano esse di destra o di sinistra, chiedono solo di essere lasciate in pace e non ne vogliono sapere di un conflitto con un paese col quale l'Italia non aveva e non ha nessun contenzioso."
Silvio Dalla Torre
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Silvio Dalla Torre
La discriminante tra Destra e Sinistra è venuta meno. Lo dico senza compiacimento. Mi sono formato nel Novecento e provo una grande nostalgia per le passioni e gli ideali forti. Devo però prendere...
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