HERE TO STAY 🌺🌺🌺
I coronavirus mutano di frequente, tanto quanto e più di tanti altri virus. Poi ci pensa l'ambiente in cui circolano a selezionare le mutazioni più adatte a garantire la sopravvivenza del microrganismo.
Così è del tutto plausibile che le mutazioni oggi prevalenti siano quelle più adatte ad aggirare l'immunità vaccinale, che al contrario di quella naturale riguarda solo un piccolo pezzo del virus e non la sua struttura complessiva.
E' anzi del tutto verosimile che queste mutazioni siano state selezionate proprio grazie alle vaccinazioni diffuse e che il virus continuerà a evolvere in questo modo tanto più quanto più si vaccinerà.
Ora, se io fossi un produttore di vaccini tranquillizzerei tutta la popolazione i governi del mondo garantendo che una dose di richiamo è quel che ci vuole, e che nel caso aggiorneremo i vaccini alle nuove varianti, un po' tipo la gazzella e il leone che la mattina si svegliano e iniziano a correre. E nel frattempo mi fregherei le mani (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/4177572852290116).
Ma siccome sono soltanto un medico ricercatore con tanto tempo da trascorrere sui social, personalmente farei volentieri a meno di correre tutto il giorno non si capisce bene dove, e mi limiterei a offrire le attuali vaccinazioni alle persone più esposte e a rischio, evitando di vaccinare chi non ne abbia bisogno e garantendo cure tempestive e appropriate a tutti coloro che ne avessero necessità.
L'ennesimo articolo sulle varianti resistenti: https://www.10news.com/news/in-depth/study-claims-delta-poised-to-acquire-complete-resistance-to-current-vaccines
(grazie a Elena Fiori per la segnalazione)
La dichiarazione di Great Barrington che sottoscrissi nell'ottobre 2020 e che ancora oggi mi pare di puro buon senso ("puro Vangelo!" avrebbero detto Tex e Carson...): https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3287998651247545
I coronavirus mutano di frequente, tanto quanto e più di tanti altri virus. Poi ci pensa l'ambiente in cui circolano a selezionare le mutazioni più adatte a garantire la sopravvivenza del microrganismo.
Così è del tutto plausibile che le mutazioni oggi prevalenti siano quelle più adatte ad aggirare l'immunità vaccinale, che al contrario di quella naturale riguarda solo un piccolo pezzo del virus e non la sua struttura complessiva.
E' anzi del tutto verosimile che queste mutazioni siano state selezionate proprio grazie alle vaccinazioni diffuse e che il virus continuerà a evolvere in questo modo tanto più quanto più si vaccinerà.
Ora, se io fossi un produttore di vaccini tranquillizzerei tutta la popolazione i governi del mondo garantendo che una dose di richiamo è quel che ci vuole, e che nel caso aggiorneremo i vaccini alle nuove varianti, un po' tipo la gazzella e il leone che la mattina si svegliano e iniziano a correre. E nel frattempo mi fregherei le mani (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/4177572852290116).
Ma siccome sono soltanto un medico ricercatore con tanto tempo da trascorrere sui social, personalmente farei volentieri a meno di correre tutto il giorno non si capisce bene dove, e mi limiterei a offrire le attuali vaccinazioni alle persone più esposte e a rischio, evitando di vaccinare chi non ne abbia bisogno e garantendo cure tempestive e appropriate a tutti coloro che ne avessero necessità.
L'ennesimo articolo sulle varianti resistenti: https://www.10news.com/news/in-depth/study-claims-delta-poised-to-acquire-complete-resistance-to-current-vaccines
(grazie a Elena Fiori per la segnalazione)
La dichiarazione di Great Barrington che sottoscrissi nell'ottobre 2020 e che ancora oggi mi pare di puro buon senso ("puro Vangelo!" avrebbero detto Tex e Carson...): https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3287998651247545
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HERE TO STAY 🌺🌺🌺
L'ennesimo articolo sulle varianti resistenti: https://www.10news.com/news/in-depth/study-claims-delta-poised-to-acquire-complete-resistance-to-current-vaccines
(grazie a Elena Fiori per la segnalazione)
L'ennesimo articolo sulle varianti resistenti: https://www.10news.com/news/in-depth/study-claims-delta-poised-to-acquire-complete-resistance-to-current-vaccines
(grazie a Elena Fiori per la segnalazione)
BANDIERA BIANCA 🌺🌺🌺
Stamattina ho pubblicato un paio di rapidi calcoli su contagi, ricoveri e decessi da variante delta in UK. In sintesi:
(i) minore probabilità di contagio dopo vaccino;
(ii) per i vaccinati contagiati, 36% in più di probabilità di finire ricoverati e 335% in più di probabilità di morire;
(iii) per i vaccinati ricoverati 220% in più di probabilità di morire.
La discussione che ne è seguita, con quasi 120 commenti al momento, ha messo in evidenza che:
(a) non si può quantificare la minore probabilità di contagio, che potrebbe anche essere solo apparente: i contagi sono riferiti a un semestre, durante il quale i vaccinati completi sono andati dallo 0 iniziale all'attuale 62%. Se usiamo i dati di oggi col 62% di vaccinati completi la protezione (RRR) è 82%, ma se usassimo un dato intermedio, ad esempio di metà maggio (31%), avremmo una protezione (RRR) del 22%, nulla. Tipo Israele. E forse è verosimile.
(b) vero anche che il dato dei minori contagi nei vaccinati è influenzato dai minori tamponi che questi fanno, altra cosa ragionevole da ipotizzare ma impossibile da verificare;
(c) poi c'è il fatto dell'età: in tanti hanno osservato che i vaccinati sono soprattutto anziani, dunque è ovvio che se si contagiano muoiano di più. E d'altra parte è noto che i ragazzini in salute se si contagiano quasi non se ne accorgono (tra l'altro, perchè vaccinarli?). Tutto giusto, può essere: ci vorrebbe qualcuno che sapesse recuperare i dati di vaccinati e non per fascia d'età e rifacesse i conti.
(d) ma come l'età contano le patologie croniche, l'essere sovrappeso o obesi, maschi rispetto a femmine ecc. Tutte caratteristiche di rilievo: come incidono su contagi, ricoveri e decessi?
(e) e si muore allo stesso modo se ci si contagia a Londra o in uno sperduto villaggio dell'interno? Se si è ricchi e benestanti invece che poveri? Se il medico ci ha assistito dai primi sintomi oppure se abbiamo trovato solo la sua segreteria telefonica?
E si potrebbe andare avanti a lungo, ma più che altro per dire che io penso che questi vaccini riducano almeno un poco i contagi perchè lo hanno fatto negli studi autorizzativi, i cui dati sono stati controllati da agenzie regolatorie pubbliche come FDA e EMA che, pur travolte da enormi conflitti di interesse, sono l'unica risorsa che abbiamo per un minimo di valutazione chiara e rigorosa sui farmaci. E quei dati pieni di difetti e di buchi, si riferiscono ai primi due.tre mesi dalla vaccinazione. E quindi possiamo dirci che se ci siamo vaccinati almeno per due-tre mesi abbiamo un minimo di protezione in più, non assoluta, ma c'è. Senza esagerare.
E quegli studi non ci han detto altro: nulla sui ricoveri, nulla sui decessi, su questi ultimi il poco che ci han detto, verso i sei mesi studio Pfizer, è che pare non ci sia differenza, ma non erano comunque fatti per dirlo. Nulla sulle varianti, nulla sugli individui a rischio (così è una nostra ragionevole estrapolazione che convenga vaccinare gli individui a rischio, evidenze dirette non ce ne sono).
Nè ci sono controindicazioni in specifiche categorie, dal momento che gli studi in specifiche categorie non sono stati fatti: quindi chi è immunodepresso viene vaccinato perchè un po' di anticorpi si formano, a volte anche tanti, ma non esiste uno studio che sia uno che mostri che gli anticorpi sono indicativi di protezione. E difatti nel covid chi ha più anticorpi son quelli che stan peggio, e i ragazzini sani che ne escono come da un raffreddore di anticorpi quasi non ne hanno. E anche qui potremmo andare avanti a lungo.
Ma solo per dire che di evidenza per l'uso di questi vaccini ce n'è pochissima, e che i dati epidemiologici sono interpretabili ed equivocabili a piacere, o meglio sono sostanzialemente impossibili da gestire. Così possiamo leggere di chi si compiace dei dati italiani, e liquida con una scrollata di spalle i dati israeliani o quelli islandesi, e così via.
Stamattina ho pubblicato un paio di rapidi calcoli su contagi, ricoveri e decessi da variante delta in UK. In sintesi:
(i) minore probabilità di contagio dopo vaccino;
(ii) per i vaccinati contagiati, 36% in più di probabilità di finire ricoverati e 335% in più di probabilità di morire;
(iii) per i vaccinati ricoverati 220% in più di probabilità di morire.
La discussione che ne è seguita, con quasi 120 commenti al momento, ha messo in evidenza che:
(a) non si può quantificare la minore probabilità di contagio, che potrebbe anche essere solo apparente: i contagi sono riferiti a un semestre, durante il quale i vaccinati completi sono andati dallo 0 iniziale all'attuale 62%. Se usiamo i dati di oggi col 62% di vaccinati completi la protezione (RRR) è 82%, ma se usassimo un dato intermedio, ad esempio di metà maggio (31%), avremmo una protezione (RRR) del 22%, nulla. Tipo Israele. E forse è verosimile.
(b) vero anche che il dato dei minori contagi nei vaccinati è influenzato dai minori tamponi che questi fanno, altra cosa ragionevole da ipotizzare ma impossibile da verificare;
(c) poi c'è il fatto dell'età: in tanti hanno osservato che i vaccinati sono soprattutto anziani, dunque è ovvio che se si contagiano muoiano di più. E d'altra parte è noto che i ragazzini in salute se si contagiano quasi non se ne accorgono (tra l'altro, perchè vaccinarli?). Tutto giusto, può essere: ci vorrebbe qualcuno che sapesse recuperare i dati di vaccinati e non per fascia d'età e rifacesse i conti.
(d) ma come l'età contano le patologie croniche, l'essere sovrappeso o obesi, maschi rispetto a femmine ecc. Tutte caratteristiche di rilievo: come incidono su contagi, ricoveri e decessi?
(e) e si muore allo stesso modo se ci si contagia a Londra o in uno sperduto villaggio dell'interno? Se si è ricchi e benestanti invece che poveri? Se il medico ci ha assistito dai primi sintomi oppure se abbiamo trovato solo la sua segreteria telefonica?
E si potrebbe andare avanti a lungo, ma più che altro per dire che io penso che questi vaccini riducano almeno un poco i contagi perchè lo hanno fatto negli studi autorizzativi, i cui dati sono stati controllati da agenzie regolatorie pubbliche come FDA e EMA che, pur travolte da enormi conflitti di interesse, sono l'unica risorsa che abbiamo per un minimo di valutazione chiara e rigorosa sui farmaci. E quei dati pieni di difetti e di buchi, si riferiscono ai primi due.tre mesi dalla vaccinazione. E quindi possiamo dirci che se ci siamo vaccinati almeno per due-tre mesi abbiamo un minimo di protezione in più, non assoluta, ma c'è. Senza esagerare.
E quegli studi non ci han detto altro: nulla sui ricoveri, nulla sui decessi, su questi ultimi il poco che ci han detto, verso i sei mesi studio Pfizer, è che pare non ci sia differenza, ma non erano comunque fatti per dirlo. Nulla sulle varianti, nulla sugli individui a rischio (così è una nostra ragionevole estrapolazione che convenga vaccinare gli individui a rischio, evidenze dirette non ce ne sono).
Nè ci sono controindicazioni in specifiche categorie, dal momento che gli studi in specifiche categorie non sono stati fatti: quindi chi è immunodepresso viene vaccinato perchè un po' di anticorpi si formano, a volte anche tanti, ma non esiste uno studio che sia uno che mostri che gli anticorpi sono indicativi di protezione. E difatti nel covid chi ha più anticorpi son quelli che stan peggio, e i ragazzini sani che ne escono come da un raffreddore di anticorpi quasi non ne hanno. E anche qui potremmo andare avanti a lungo.
Ma solo per dire che di evidenza per l'uso di questi vaccini ce n'è pochissima, e che i dati epidemiologici sono interpretabili ed equivocabili a piacere, o meglio sono sostanzialemente impossibili da gestire. Così possiamo leggere di chi si compiace dei dati italiani, e liquida con una scrollata di spalle i dati israeliani o quelli islandesi, e così via.
BANDIERA BIANCA 🌺🌺🌺 (segue)
Purtroppo abbiamo perso la possibilità di sapere qualcosa di certo quando gli studi autorizzativi, che già erano poverissimi e striminziti, sono stati interrotti vaccinando i controlli. Così io guardo ai dati di efficacia (scarsa) che ci hanno fornito e trovo plausibile il fallimento delle campagne vaccinali, e ovvio che chi si vaccina possa ancora contagiarsi e contagiare, altri guardano gli stessi numeri ma vedono i bicchieri mezzi pieni e se non sono abbastanza pieni ci versano un'altra dose. Chiaro che questa non è medicina basata sulle evidenze. Qui non ci sono evidenze e nemmeno medicina.
Purtroppo abbiamo perso la possibilità di sapere qualcosa di certo quando gli studi autorizzativi, che già erano poverissimi e striminziti, sono stati interrotti vaccinando i controlli. Così io guardo ai dati di efficacia (scarsa) che ci hanno fornito e trovo plausibile il fallimento delle campagne vaccinali, e ovvio che chi si vaccina possa ancora contagiarsi e contagiare, altri guardano gli stessi numeri ma vedono i bicchieri mezzi pieni e se non sono abbastanza pieni ci versano un'altra dose. Chiaro che questa non è medicina basata sulle evidenze. Qui non ci sono evidenze e nemmeno medicina.
Nessuno sa quanto duri la copertura vaccinale, che comunque è largamente "imperfetta" e in base ai dati disponibili già a sei mesi è ampiamente ridotta. L'eventuale proroga alla scadenza del lasciapassare è legata unicamente all'impossibilità pratica di rivaccinare tutti subito. E l'efficacia della terza dose è sconosciuta, come del resto la sua sicurezza.
Poi, fate vobis 🌺🌺🌺
Poi, fate vobis 🌺🌺🌺
IL MONDO IN PROSPETTIVA 🌺🌺🌺
Prendiamo per buono il dato, nemmeno discutiamo la metodologia per produrlo che sarà stata indubbiamente rigorosa e inconfutabile. 2,7 col vaccino e 11 con il covid, notizia di Repubblica: indiscutibile.
Poi però osserviamo che il vaccino è una scelta, invece il covid ti viene. In Italia dopo un anno e mezzo di epidemia si contano 4,5 milioni di casi, 3 milioni all'anno. Quale probabilità ha una persona in media di contrarre il covid in un anno? Una su venti? Secondo gli studi autorizzativi dei vaccini, anche meno: lo studio Pfizer in tre mesi trova 0,9% covid sintomatici nel gruppo di controllo: 0,9%/3 mesi x 12 mesi = 3,6%. Ma facciamo pure 5%, una su venti. Undici diviso per venti fa 0,55, che è un quinto di 2,7. E se il covid lo curi? E' sempre 11? Chi lo sa? Domande, domande...
E la probabilità di fare un vaccino nell'arco di un anno quanto è? Quest'anno è stata del 100%. E l'anno prossimo? Basta una volta ogni 12 mesi? Oppure diventa del 200%, una dose ogni sei mesi? 2,7 x 2 = 5,4. E che rischio hanno i vaccinati che si contagiano? Domande, ancora domande, troppe domande...
Ma solo per dire che gli studi son tutti belli, e poi vanno messi in prospettiva nel mondo reale. E le domande sono tante, e le prospettive ancora di più.
Prendiamo per buono il dato, nemmeno discutiamo la metodologia per produrlo che sarà stata indubbiamente rigorosa e inconfutabile. 2,7 col vaccino e 11 con il covid, notizia di Repubblica: indiscutibile.
Poi però osserviamo che il vaccino è una scelta, invece il covid ti viene. In Italia dopo un anno e mezzo di epidemia si contano 4,5 milioni di casi, 3 milioni all'anno. Quale probabilità ha una persona in media di contrarre il covid in un anno? Una su venti? Secondo gli studi autorizzativi dei vaccini, anche meno: lo studio Pfizer in tre mesi trova 0,9% covid sintomatici nel gruppo di controllo: 0,9%/3 mesi x 12 mesi = 3,6%. Ma facciamo pure 5%, una su venti. Undici diviso per venti fa 0,55, che è un quinto di 2,7. E se il covid lo curi? E' sempre 11? Chi lo sa? Domande, domande...
E la probabilità di fare un vaccino nell'arco di un anno quanto è? Quest'anno è stata del 100%. E l'anno prossimo? Basta una volta ogni 12 mesi? Oppure diventa del 200%, una dose ogni sei mesi? 2,7 x 2 = 5,4. E che rischio hanno i vaccinati che si contagiano? Domande, ancora domande, troppe domande...
Ma solo per dire che gli studi son tutti belli, e poi vanno messi in prospettiva nel mondo reale. E le domande sono tante, e le prospettive ancora di più.
L'APPELLO DEL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI. Test salivari, Green Pass, campagna vaccinale e cure. Nel pezzo Francesco Servadio intervista Franco Corbelli, il "Gandhi italiano": https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4613467812017726/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/08/esclusivo-franco-corbelli-diritti-civili-fermatevi-o-risponderete-di-crimini-contro-lumanita/ (link sito)
DECIDERE CONSAPEVOLMENTE 🌺🌺🌺
Mi vengono spesso richiesti pareri riguardo all'opportunità di vaccinarsi contro il covid. Premesso che la scelta non può che essere personale e insindacabile, riporto qui di seguito una risposta che riassume alcuni dei riferimenti più generali che credo valga la pena tener presente.
Ogni scelta riguardo ai vaccini dovrebbe fondarsi su una valutazione dei benefici ragionevolmente attesi (a loro volta dipendenti dal livello di esposizione, per quanto definibile) rispetto ai rischi legati ai vaccini medesimi.
Proprio ieri ho pubblicato sui social un commento rispetto a dei possibili criteri di valutazione dei rischi da covid e da vaccino (https://t.me/MarCosent/92). Per dire che il ragionamento deve tener conto di tutta una serie di questioni in gran parte anche soggettive.
A oggi l'unico punto fermo che mi sembra di intravvedere è che di questi vaccini non hanno alcuna necessità le persone in salute fino almeno ai 20-30 anni di età (https://www.corriere.it/scuola/medie/21_maggio_31/vaccino-covid-bambini-non-serve-gli-scienziati-c-chi-dice-no-a04421ca-c1ee-11eb-97d8-c46abd749374.shtml). Da lì in poi possono essere presi in considerazione, con il massimo beneficio che mi pare si raggiunga nelle persone anziane ma con il retropensiero dell'esperienza norvegese - unico paese che abbia rigorosamente considerato la questione - che mette in guardia dal vaccinare anziani fragili e con non lunga aspettativa di vita, a causa della paradossale possibilità che l'azione proinfiammatoria (reattogenicità) possa far precipitare condizioni di per sè precarie (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3928187853895285).
In tutti gli altri casi conviene informarsi e documentarsi su tutti gli aspetti ritenuti importanti e poi decidere autonomamente. Mi sono capitate situazioni in cui la decisione alla fine è stata influenzata dal timore soggettivo, chi più per il covid, chi più per il vaccino. Per dire, non che bisogna scegliere "di pancia", ma che quando si sono soppesati tutti i pro e i contro e non c'è un'opzione chiara, ha un suo peso anche quello che ci fa stare soggettivamente più tranquilli.
Questi aspetti generali possono sempre esser tenuti presente. Le condizioni particolari vanno poi esaminate caso per caso.
Mi vengono spesso richiesti pareri riguardo all'opportunità di vaccinarsi contro il covid. Premesso che la scelta non può che essere personale e insindacabile, riporto qui di seguito una risposta che riassume alcuni dei riferimenti più generali che credo valga la pena tener presente.
Ogni scelta riguardo ai vaccini dovrebbe fondarsi su una valutazione dei benefici ragionevolmente attesi (a loro volta dipendenti dal livello di esposizione, per quanto definibile) rispetto ai rischi legati ai vaccini medesimi.
Proprio ieri ho pubblicato sui social un commento rispetto a dei possibili criteri di valutazione dei rischi da covid e da vaccino (https://t.me/MarCosent/92). Per dire che il ragionamento deve tener conto di tutta una serie di questioni in gran parte anche soggettive.
A oggi l'unico punto fermo che mi sembra di intravvedere è che di questi vaccini non hanno alcuna necessità le persone in salute fino almeno ai 20-30 anni di età (https://www.corriere.it/scuola/medie/21_maggio_31/vaccino-covid-bambini-non-serve-gli-scienziati-c-chi-dice-no-a04421ca-c1ee-11eb-97d8-c46abd749374.shtml). Da lì in poi possono essere presi in considerazione, con il massimo beneficio che mi pare si raggiunga nelle persone anziane ma con il retropensiero dell'esperienza norvegese - unico paese che abbia rigorosamente considerato la questione - che mette in guardia dal vaccinare anziani fragili e con non lunga aspettativa di vita, a causa della paradossale possibilità che l'azione proinfiammatoria (reattogenicità) possa far precipitare condizioni di per sè precarie (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3928187853895285).
In tutti gli altri casi conviene informarsi e documentarsi su tutti gli aspetti ritenuti importanti e poi decidere autonomamente. Mi sono capitate situazioni in cui la decisione alla fine è stata influenzata dal timore soggettivo, chi più per il covid, chi più per il vaccino. Per dire, non che bisogna scegliere "di pancia", ma che quando si sono soppesati tutti i pro e i contro e non c'è un'opzione chiara, ha un suo peso anche quello che ci fa stare soggettivamente più tranquilli.
Questi aspetti generali possono sempre esser tenuti presente. Le condizioni particolari vanno poi esaminate caso per caso.
Volentieri condivido, ringraziando Giandomenico Giannetto per l'invito: https://www.facebook.com/events/279642786893488/
LO SCENARIO PEGGIORE 🌺🌺🌺
Il documento FDA sul vaccino Pfizer del 23 agosto scorso discute tra l'altro il rischio di miocarditi/pericarditi evidente dalle segnalazioni spontanee, che sotto i 40 anni di età e in particolare nella fascia 12-17 di sesso maschile riporta un eccesso di 65 casi per milione di dosi somministrate,
FDA costruisce allora un modello nel quale per tenere conto della sottosegnalazione stima 200 casi per milione di vaccinati e, considerando l'efficacia nominale del vaccino, conclude che i benefici superano i rischi.
Alcune considerazioni:
(i) 65 segnalazioni per milione di dosi fa 130 per milione di vaccinati, arrotondare a 200 per tenere conto dell'ipotetica sottosegnalazione è davvero poco: lo studio su JAMA riporta una frequenza di ricoveri per mio/pericarditi postvaccinali 6 volte maggiore rispetto ai dati CDC VAERS, che farebbe 130 x 6 = 780 per milione;
(ii) lo report di FDA menziona le mio/pericarditi subcliniche come pure il fatto che le sequele a lungo termine, non solo possibili ma anzi probabili, e ovviamente pi rilevanti quanto più si è giovani, non posso essere quantificate. Però poi se ne scorda nel modello benefici vs rischi;
(iii) inoltre, che accadrebbe se FDA includesse nel modello non solo le mio/pericarditi bensì tutti gli effetti avversi fin qui manifestatisi postvaccino?
Infine, anche al netto del fatto che FDA nel report non dichiara quali numeri ha considerato per stimare i covid gravi, i ricoveri e i decessi (ovviamente tutti dando per scontato che le cure non abbiano alcun rilievo), colpisce che sia definito "scenario peggiore" quello in cui il virus circola meno. Ovviamente si intende "peggiore" per i vaccini: meno il virus circola e soprattutto più il covid si cura, più i vaccini devono mostrarsi efficaci per essere di qualche interesse.
Grazie a Peter D'Angelo per la segnalazione e per la discussione.
Il documento FDA sul vaccino Pfizer del 23 agosto scorso discute tra l'altro il rischio di miocarditi/pericarditi evidente dalle segnalazioni spontanee, che sotto i 40 anni di età e in particolare nella fascia 12-17 di sesso maschile riporta un eccesso di 65 casi per milione di dosi somministrate,
FDA costruisce allora un modello nel quale per tenere conto della sottosegnalazione stima 200 casi per milione di vaccinati e, considerando l'efficacia nominale del vaccino, conclude che i benefici superano i rischi.
Alcune considerazioni:
(i) 65 segnalazioni per milione di dosi fa 130 per milione di vaccinati, arrotondare a 200 per tenere conto dell'ipotetica sottosegnalazione è davvero poco: lo studio su JAMA riporta una frequenza di ricoveri per mio/pericarditi postvaccinali 6 volte maggiore rispetto ai dati CDC VAERS, che farebbe 130 x 6 = 780 per milione;
(ii) lo report di FDA menziona le mio/pericarditi subcliniche come pure il fatto che le sequele a lungo termine, non solo possibili ma anzi probabili, e ovviamente pi rilevanti quanto più si è giovani, non posso essere quantificate. Però poi se ne scorda nel modello benefici vs rischi;
(iii) inoltre, che accadrebbe se FDA includesse nel modello non solo le mio/pericarditi bensì tutti gli effetti avversi fin qui manifestatisi postvaccino?
Infine, anche al netto del fatto che FDA nel report non dichiara quali numeri ha considerato per stimare i covid gravi, i ricoveri e i decessi (ovviamente tutti dando per scontato che le cure non abbiano alcun rilievo), colpisce che sia definito "scenario peggiore" quello in cui il virus circola meno. Ovviamente si intende "peggiore" per i vaccini: meno il virus circola e soprattutto più il covid si cura, più i vaccini devono mostrarsi efficaci per essere di qualche interesse.
Grazie a Peter D'Angelo per la segnalazione e per la discussione.
TO PROTECT AND TO SERVE 🌺🌺🌺
I guariti da covid rispetto ai vaccinati Pfizer si contagiano sei volte meno e si ammalano sette volte meno di variante delta, così il più recente studio in Israele. Che è del tutto plausibile. E conviene sempre ricordare che vaccinare i guariti significa annettere al vaccino la protezione conferita dall'immunità naturale. Cje va anche bene ma non può essere taciuto e tanto meno nascosto.
Grazie Filippo Nesi per la segnalazione.
I guariti da covid rispetto ai vaccinati Pfizer si contagiano sei volte meno e si ammalano sette volte meno di variante delta, così il più recente studio in Israele. Che è del tutto plausibile. E conviene sempre ricordare che vaccinare i guariti significa annettere al vaccino la protezione conferita dall'immunità naturale. Cje va anche bene ma non può essere taciuto e tanto meno nascosto.
Grazie Filippo Nesi per la segnalazione.
LA PETIZIONE CONTRO IL GREEN PASS A SCUOLA. Domani il professor Daniele Granara depositerà la petizione alle Camere, con oltre 25 mila firme autenticate. I dettagli nel pezzo di Francesco Servadio: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4620502194647621/