Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
...e poi ci sono quei papà che nonostante facciano un lavoro durissimo sanno essere amorevoli con le loro mogli e i loro figli a dispetto di tutti i luoghi comuni.
Il futuro è nelle mani di uomini veri come loro.
Auguro a tutti i papà di riuscire ad essere forti anche nei momenti di debolezza.
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LA SEGNALAZIONE SPONTANEA DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI E COME FUNZIONA 🌺🌺🌺
(post FB del 1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-7 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere quest'ultimo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale WHO-AEFI per la verifica della correlazione. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
- e l'esistenza di test (?) che dimostrino il ruolo del vaccino (quali? mi chiedo sempre che cosa si cerchi con le autopsie quando queste vengono eseguite...).
(segue nel post successivo)
(post FB del 1 ottobre 2021)
Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-7 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere quest'ultimo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale WHO-AEFI per la verifica della correlazione. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
- e l'esistenza di test (?) che dimostrino il ruolo del vaccino (quali? mi chiedo sempre che cosa si cerchi con le autopsie quando queste vengono eseguite...).
(segue nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
E se dopo tutto questo rimanesse ancora un dubbio, si ricorrerebbe all'epidemiologia, chiedendosi se la frequenza con cui il problema si manifesta è superiore rispetto alla frequenza nota del problema in sè nella popolazione generale. Ora, qui abbiamo alcuni problemi logici: un problema medico ha sempre qualche causa, e fare riferimento alla sua frequenza nella popolazione generale sembra dar per scontato che fatalisticamente qualcosa debba per forza accadere. Ma ammettiamo pure che vada bene così: ci ricordiamo che siamo partiti da una segnalazione sopravvissuta su 100 (ad andar bene)? E che se parliamo di questi vaccini continuamente promozionati come efficaci e sicuri è verosimile che sia anche di meno? E gli eventi non segnalati dove finiscono? Forse anche nella frequenza attesa?
Perchè fino all'altr'anno il tema della farmacovigilanza tramite segnalazione spontanea era: "i medici devono segnalare". Oggi invece è diventato: "i prodotti sono efficaci e sicuri". Chi mette oggi e in questo clima il proprio nome e la propria firma sotto un "semplice" sospetto? Tanto più se controcorrente rispetto alla narrazione ufficiale? Ovvio che c'è quanto meno un potenziale problema.
Ma tutto questo lungo discorso soprattutto per dire che mi disorienta leggere in questi giorni che "i dati di farmacovigilanza dimostrano che i vaccini sono sicuri". Mi sono occupato di farmacovigilanza per anni, quando ancora nemmeno si sapeva in Italia cosa fosse, e ho pochi dubbi sul fatto che la segnalazione spontanea possa al massimo generare allarmi ma certo non portare ad alcuna conclusione. Per tutti i motivi anzidetti che per i vaccini si elevano alla seconda. E forse anche alla terza.
Mi conforterebbe molto di più la pubblica comunicazione se venisse fatto un discorso onesto e chiaro e se si ammettessero tutti i dubbi e le incertezze che ancora esistono, mostrando il necessario impegno a raccogliere dati utili a fugarli. Al contrario, sentirsi continuamente ripetere: "fidati, funziona!" a lungo andare temo non possa far altro che ottenere l'effetto contrario...
E se dopo tutto questo rimanesse ancora un dubbio, si ricorrerebbe all'epidemiologia, chiedendosi se la frequenza con cui il problema si manifesta è superiore rispetto alla frequenza nota del problema in sè nella popolazione generale. Ora, qui abbiamo alcuni problemi logici: un problema medico ha sempre qualche causa, e fare riferimento alla sua frequenza nella popolazione generale sembra dar per scontato che fatalisticamente qualcosa debba per forza accadere. Ma ammettiamo pure che vada bene così: ci ricordiamo che siamo partiti da una segnalazione sopravvissuta su 100 (ad andar bene)? E che se parliamo di questi vaccini continuamente promozionati come efficaci e sicuri è verosimile che sia anche di meno? E gli eventi non segnalati dove finiscono? Forse anche nella frequenza attesa?
Perchè fino all'altr'anno il tema della farmacovigilanza tramite segnalazione spontanea era: "i medici devono segnalare". Oggi invece è diventato: "i prodotti sono efficaci e sicuri". Chi mette oggi e in questo clima il proprio nome e la propria firma sotto un "semplice" sospetto? Tanto più se controcorrente rispetto alla narrazione ufficiale? Ovvio che c'è quanto meno un potenziale problema.
Ma tutto questo lungo discorso soprattutto per dire che mi disorienta leggere in questi giorni che "i dati di farmacovigilanza dimostrano che i vaccini sono sicuri". Mi sono occupato di farmacovigilanza per anni, quando ancora nemmeno si sapeva in Italia cosa fosse, e ho pochi dubbi sul fatto che la segnalazione spontanea possa al massimo generare allarmi ma certo non portare ad alcuna conclusione. Per tutti i motivi anzidetti che per i vaccini si elevano alla seconda. E forse anche alla terza.
Mi conforterebbe molto di più la pubblica comunicazione se venisse fatto un discorso onesto e chiaro e se si ammettessero tutti i dubbi e le incertezze che ancora esistono, mostrando il necessario impegno a raccogliere dati utili a fugarli. Al contrario, sentirsi continuamente ripetere: "fidati, funziona!" a lungo andare temo non possa far altro che ottenere l'effetto contrario...
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UNO SU MILLE 🌺🌺🌺
O forse anche di più. Nel post precedente un'esemplificazione del funzionamento della farmacovigilanza così da consentire agli eventuali interessati di contestualizzare le notizie fornite da Steve Kirsch nel suo blog a proposito dei dati australiani di vigilanza sui vaccini. Kirsch conclude che in anni precedenti il vaccino per la suina fu ritirato per 1 caso su 100,000 di sindrome di Guillain-Barré. Oggi invece di fronte a report di farmacovigilanza che paiono bollettini di guerra stiamo tuttavia a discutere di obblighi.
O forse anche di più. Nel post precedente un'esemplificazione del funzionamento della farmacovigilanza così da consentire agli eventuali interessati di contestualizzare le notizie fornite da Steve Kirsch nel suo blog a proposito dei dati australiani di vigilanza sui vaccini. Kirsch conclude che in anni precedenti il vaccino per la suina fu ritirato per 1 caso su 100,000 di sindrome di Guillain-Barré. Oggi invece di fronte a report di farmacovigilanza che paiono bollettini di guerra stiamo tuttavia a discutere di obblighi.
Steve Kirsch's newsletter
Australia government numbers confirm rate of serious AE's is >1 in 100 doses
German health minister Karl Lauterbach acknowledged a 1 in 10,000 rate of serious injury from the vaccines. That's nice, but the true rate is well over 100X that. Now there's more proof.
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Forwarded from Canale in chiusura (Laura Mana)
Buongiorno ☀️
questo messaggio è rivolto al Presidente della Regione Piemonte!Aiutatemi a dare diffusione
Caro Alberto,
Durante il dibattito seguito alla proiezione di Invisibili a Chivasso, alla quale ti avevo invitato 😊, ma purtroppo non potevi venire.
Ha parlato il Prof. Cosentino (https://t.me/MarCosent) medico ricercatore e farmacologo, il quale vorrebbe studiare i vaccini, ma nessuna istituzione gli fornisce dei campioni da analizzare.
Ha chiesto a gran voce, durante l’incontro, che qualcuno si faccia parte attiva e gli fornisca qualche fiala, garantendo la provenienza del prodotto, la catena del freddo ecc…
Ad oggi nulla è pervenuto.
Caro Alberto, la Regione Piemonte so che è sensibile a certe problematiche e che ha interesse a coltivare informazione, scienza e conoscenza, dunque ti prego di farti parti attiva: è sufficiente che venga autorizzato qualche hub vaccinale a consegnare a fini di ricerca al prof Cosentino tali prodotti in modo che presso la facoltà di medicina dell’Insubria, ove egli insegna e fa ricerca, si possa approfondire l’argomento!
Potremmo così finalmente capire ed aiutare molte persone
Grazie
https://t.me/lauramana1974
questo messaggio è rivolto al Presidente della Regione Piemonte!Aiutatemi a dare diffusione
Caro Alberto,
Durante il dibattito seguito alla proiezione di Invisibili a Chivasso, alla quale ti avevo invitato 😊, ma purtroppo non potevi venire.
Ha parlato il Prof. Cosentino (https://t.me/MarCosent) medico ricercatore e farmacologo, il quale vorrebbe studiare i vaccini, ma nessuna istituzione gli fornisce dei campioni da analizzare.
Ha chiesto a gran voce, durante l’incontro, che qualcuno si faccia parte attiva e gli fornisca qualche fiala, garantendo la provenienza del prodotto, la catena del freddo ecc…
Ad oggi nulla è pervenuto.
Caro Alberto, la Regione Piemonte so che è sensibile a certe problematiche e che ha interesse a coltivare informazione, scienza e conoscenza, dunque ti prego di farti parti attiva: è sufficiente che venga autorizzato qualche hub vaccinale a consegnare a fini di ricerca al prof Cosentino tali prodotti in modo che presso la facoltà di medicina dell’Insubria, ove egli insegna e fa ricerca, si possa approfondire l’argomento!
Potremmo così finalmente capire ed aiutare molte persone
Grazie
https://t.me/lauramana1974
Telegram
Marco Cosentino
Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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GLORIA AL PADRE 🌺🌺🌺
Per curiosa coincidenza, mentre una corte penale internazionale incrimina Putin per aver tratto in salvo dei bambini dalle zone di guerra, gli stessi che applaudono a questa corte scendono in piazza per abrogare la genitorialità naturale in favore della fecondazione eterologa e della maternità surrogata. Il tutto nel contesto di una lunga e accanita opera pluridecennale di rimozione della sessualità riproduttiva a favore di una esibizione caricaturale e pornografica di un sesso fluido e asessuato, intenzionalmente provocatorio quanto dichiaratamente sterile e recitato. E coerentemente a se stesso sempre più pedofilo. Grazie all'avvocato Laura Mana che sul suo canale Telegram ha accostato le due notizie consentendo di coglierne le connessioni.
Per curiosa coincidenza, mentre una corte penale internazionale incrimina Putin per aver tratto in salvo dei bambini dalle zone di guerra, gli stessi che applaudono a questa corte scendono in piazza per abrogare la genitorialità naturale in favore della fecondazione eterologa e della maternità surrogata. Il tutto nel contesto di una lunga e accanita opera pluridecennale di rimozione della sessualità riproduttiva a favore di una esibizione caricaturale e pornografica di un sesso fluido e asessuato, intenzionalmente provocatorio quanto dichiaratamente sterile e recitato. E coerentemente a se stesso sempre più pedofilo. Grazie all'avvocato Laura Mana che sul suo canale Telegram ha accostato le due notizie consentendo di coglierne le connessioni.
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ACCADE 🌺🌺🌺
Cristina Barbuti, pianista di livello internazionale, dopo il vaccino covid soffre di sordità e acufeni. Qui racconta con serenità agghiacciante la sua esperienza.
Grazie a Elisabetta Frezza per la segnalazione.
Cristina Barbuti, pianista di livello internazionale, dopo il vaccino covid soffre di sordità e acufeni. Qui racconta con serenità agghiacciante la sua esperienza.
Grazie a Elisabetta Frezza per la segnalazione.
YouTube
Cristina Barbuti, pianista - Il mondo è muto - ENG subtitles
"Il silenzio è un bene che non possiedo più". La musicista Cristina Barbuti denuncia la sua tragedia personale. Un racconto intimo, vibrante e consapevole, che travalica la sfera dell'esperienza individuale e invita tutti ad una profonda riflessione.
Esclusiva…
Esclusiva…
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DA ERODE A PILATO 🌺🌺🌺
Un post sul blog Igor’s Newsletter analizza con notevole perspicacia un recente report CDC USA sulla sicurezza dei vaccini covid in gravidanza scoprendo che Moderna indurrebbe il 42% in più di aborti prima delle 20 settimane rispetto a Pfizer. Il che ricorda un po' lo studio che già commentammo lo scorso anno, secondo cui invece Pfizer rispetto a Moderna induce negli anziani un evento grave in più ogni 200 vaccinati. No un evento grave, uno IN PIU'. Ora, tornando ai dati CDC, quanti aborti in eccesso grazie alle tante autorevoli raccomandazioni?
Grazie al blog di Sabino Paciolla per la segnalazione.
Un post sul blog Igor’s Newsletter analizza con notevole perspicacia un recente report CDC USA sulla sicurezza dei vaccini covid in gravidanza scoprendo che Moderna indurrebbe il 42% in più di aborti prima delle 20 settimane rispetto a Pfizer. Il che ricorda un po' lo studio che già commentammo lo scorso anno, secondo cui invece Pfizer rispetto a Moderna induce negli anziani un evento grave in più ogni 200 vaccinati. No un evento grave, uno IN PIU'. Ora, tornando ai dati CDC, quanti aborti in eccesso grazie alle tante autorevoli raccomandazioni?
Grazie al blog di Sabino Paciolla per la segnalazione.
Igor’s Newsletter
CDC Data: Moderna Causes 42% MORE Miscarriages Compared to Pfizer
Is there a DOSE-RESPONSE Relationship?
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LA MORTE SUA 🌺🌺🌺
The Epoch Times riporta uno studio del ministero della sanità israeliano sui decessi in generale e legati a ragioni cardiovascolari dopo vaccino covid. Per quanto il ministero concluda che non c'è evidenza di alcun aumento, i grafici dicono il contrario. E la cosa che maggiormente colpisce è che l'eccesso di decessi si manifesta da 50-60 giorni dopo la vaccinazione per perdurare successivamente. Decessi in generale, non cardiovascolari, sebbene lo studio sia in grado di identificare il prevedibile eccesso di miocarditi specialmente nei giovani. Il tutto malgrado il solito bias dell'esclusione di chi è positivo al tampone (perché in quel caso è covid e basta).
The Epoch Times riporta uno studio del ministero della sanità israeliano sui decessi in generale e legati a ragioni cardiovascolari dopo vaccino covid. Per quanto il ministero concluda che non c'è evidenza di alcun aumento, i grafici dicono il contrario. E la cosa che maggiormente colpisce è che l'eccesso di decessi si manifesta da 50-60 giorni dopo la vaccinazione per perdurare successivamente. Decessi in generale, non cardiovascolari, sebbene lo studio sia in grado di identificare il prevedibile eccesso di miocarditi specialmente nei giovani. Il tutto malgrado il solito bias dell'esclusione di chi è positivo al tampone (perché in quel caso è covid e basta).
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