DONATORI DI SPIKE 🌺🌺🌺
Pubblico qui in forma anonima una domanda, che mi è giunta a margine di una proiezione di Invisibili, e la mia risposta. La medesima domanda mi è stata in varie occasioni rivolta da persone diverse e mi auguro quindi che la risposta per quanto in certa parte interlocutoria possa essere di interesse generale.
**********************
"Mi permetto allora di chiederle qui quello che mi premeva domandare.
Se ho ben compreso lei ha detto che nella stragrande maggioranza delle persone la Spike e l'm-rna vengono eliminati dal corpo nel giro di poche settimane.
Ha parlato di un caso in cui invece è stata trovata nel corpo del paziente più a lungo. Spero di non aver frainteso, perché questo mi fa sorgere un dubbio.
In via teorica, visto che non si ricerca la presenza di queste sostanze nel corpo delle persone, potrebbe esserci un certo numero di persone che hanno la presenza di Spike senza aver nessuno degli effetti avversi, fortunatamente.
Ma se queste persone fossero donatori di sangue, o donatori di organi, il ricevente (magari non vaccinato) potrebbe sviluppare reazioni avverse?
O ancora la coppia in età fertile, dove magari uno dei due o peggio entrambi dovessero essere portatori di Spike o altro e decidessero di concepire un figlio, il bimbo potrebbe avere conseguenze?
O ancora un partner vaccinato e inconsapevolmente portatore di Spike e l'altro no, che abbiano rapporti non protetti."
**********************
Mia risposta:
Grazie per l'email. Riguardo al tema generale del destino della spike nell'organismo, volentieri le invio la traduzione italiana di un nostro studio alquanto completo sull'argomento: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
Rispetto poi al rischio di passaggio della spike o del suo RNA da vaccinati a non vaccinati, il tema è concreto nell'allattamento: https://marcocosentino.substack.com/p/covid-19-vaccines-mrna-detected-into
Negli altri casi è in linea di principio rilevante ma non esistono dati, e nella maggior parte delle circostanze (contatto con fluidi corporei vari) almeno in teoria c'è scarso motivo di preoccupazione.
Diverso potrebbe forse essere il caso delle trasfusioni. Esiste almeno un piccolo studio che mostra come l'RNA vaccinale sia identificabile nel sangue in una persona su dieci fino almeno a un mese dopo il vaccino (e forse più): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36647776/
Va tuttavia anche detto che le trasfusioni "di sangue" sono in realtà somministrazioni di emoderivati (globuli rossi, plasma, piastrine ecc.) semilavorati. Dunque anche ove vi fossero tracce di RNA o di proteina spike è difficile immaginare che la quantità potrebbe essere tanta da avere effetti. Ma, appunto, dati non ce ne sono e sarebbe meglio averli.
Non credo che allo stato attuale si possa dire di più.
Pubblico qui in forma anonima una domanda, che mi è giunta a margine di una proiezione di Invisibili, e la mia risposta. La medesima domanda mi è stata in varie occasioni rivolta da persone diverse e mi auguro quindi che la risposta per quanto in certa parte interlocutoria possa essere di interesse generale.
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"Mi permetto allora di chiederle qui quello che mi premeva domandare.
Se ho ben compreso lei ha detto che nella stragrande maggioranza delle persone la Spike e l'm-rna vengono eliminati dal corpo nel giro di poche settimane.
Ha parlato di un caso in cui invece è stata trovata nel corpo del paziente più a lungo. Spero di non aver frainteso, perché questo mi fa sorgere un dubbio.
In via teorica, visto che non si ricerca la presenza di queste sostanze nel corpo delle persone, potrebbe esserci un certo numero di persone che hanno la presenza di Spike senza aver nessuno degli effetti avversi, fortunatamente.
Ma se queste persone fossero donatori di sangue, o donatori di organi, il ricevente (magari non vaccinato) potrebbe sviluppare reazioni avverse?
O ancora la coppia in età fertile, dove magari uno dei due o peggio entrambi dovessero essere portatori di Spike o altro e decidessero di concepire un figlio, il bimbo potrebbe avere conseguenze?
O ancora un partner vaccinato e inconsapevolmente portatore di Spike e l'altro no, che abbiano rapporti non protetti."
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Mia risposta:
Grazie per l'email. Riguardo al tema generale del destino della spike nell'organismo, volentieri le invio la traduzione italiana di un nostro studio alquanto completo sull'argomento: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
Rispetto poi al rischio di passaggio della spike o del suo RNA da vaccinati a non vaccinati, il tema è concreto nell'allattamento: https://marcocosentino.substack.com/p/covid-19-vaccines-mrna-detected-into
Negli altri casi è in linea di principio rilevante ma non esistono dati, e nella maggior parte delle circostanze (contatto con fluidi corporei vari) almeno in teoria c'è scarso motivo di preoccupazione.
Diverso potrebbe forse essere il caso delle trasfusioni. Esiste almeno un piccolo studio che mostra come l'RNA vaccinale sia identificabile nel sangue in una persona su dieci fino almeno a un mese dopo il vaccino (e forse più): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36647776/
Va tuttavia anche detto che le trasfusioni "di sangue" sono in realtà somministrazioni di emoderivati (globuli rossi, plasma, piastrine ecc.) semilavorati. Dunque anche ove vi fossero tracce di RNA o di proteina spike è difficile immaginare che la quantità potrebbe essere tanta da avere effetti. Ma, appunto, dati non ce ne sono e sarebbe meglio averli.
Non credo che allo stato attuale si possa dire di più.
MDPI
Understanding the Pharmacology of COVID-19 mRNA Vaccines: Playing Dice with the Spike?
Coronavirus disease-19 (COVID-19) mRNA vaccines are the mainstays of mass vaccination campaigns in most Western countries. However, the emergency conditions in which their development took place made it impossible to fully characterize their effects and mechanism…
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CURIOSAMENTE 🌺🌺🌺
Le pubblicazioni ai tempi del covid.
12/1/23 - Il Journal of Perinatology, rivista Springer-Nature, pubblica uno studio secondo cui le Ig vaccinali anti-covid della madre passano al lattante;
16/1/23 - Invio una lettera che evidenzia le falle nello studio (file salvato con data di creazione verificabile);
16/2/23 - L'Editor della rivista risponde che valuterà (email salvata);
20/3/23 - L'Editor risponde chiedendo di modificare il titolo e alcune frasi a suo dire eccessivamente "forti" (email salvata);
28/3/24 - La lettera è accettata in via definitiva (contenuto non letterale reperibile qui);
3/4/23 - Vengono completate le formalità preliminari alla pubblicazione, mi aspetto dunque che la lettera venga pubblicata a breve.
Oggi 24 aprile verifico e sul sito della rivista trovo addirittura la risposta delgi autori alle mie critiche ma ... non la mia lettera!
Che nel frattempo nell'area riservata agli autori appare accettata addirittura con un DOI (per chi sa cos'è) e nel mio profilo appare però inviata il 24/3 (ma io la avevo inviata il 16/1!).
La risposta degli autori risulta invece inviata il 2/2/23 (quindi due settimane dopo il mio invio e due settimane prima che l'Editor mi rispondesse), accettata il 21/3/23, quindi una settimana prima che fosse accettata la mia lettera a cui loro rispondevano, e pubblicata io 6/4/23, quando mi aspettavo che almeno anche la mia lettera fosse pubblicata (tutte date verificabili in fondo alla pagina dove la risposta degli autori è pubblicata).
Ora ho scritto alla rivista chiedendo spiegazioni. La questione in sé non è certo la fine del mondo, è accaduto e accade molto di peggio, ma nel frattempo dà un'idea dei muri di gomma di fronte a cui ci si trova. E intanto un'altra mia lettera a un'altra rivista su temi analoghi è ferma al palo da dicembre senza riscontro. E non c'è nulla da fare e nessuno cui appellarsi. Questo è il sistema. Una volta almeno avevamo l'alternativa: "publish or perish". Oggi si va invece direttamente in prigione senza nemmeno passare dal via.
Le pubblicazioni ai tempi del covid.
12/1/23 - Il Journal of Perinatology, rivista Springer-Nature, pubblica uno studio secondo cui le Ig vaccinali anti-covid della madre passano al lattante;
16/1/23 - Invio una lettera che evidenzia le falle nello studio (file salvato con data di creazione verificabile);
16/2/23 - L'Editor della rivista risponde che valuterà (email salvata);
20/3/23 - L'Editor risponde chiedendo di modificare il titolo e alcune frasi a suo dire eccessivamente "forti" (email salvata);
28/3/24 - La lettera è accettata in via definitiva (contenuto non letterale reperibile qui);
3/4/23 - Vengono completate le formalità preliminari alla pubblicazione, mi aspetto dunque che la lettera venga pubblicata a breve.
Oggi 24 aprile verifico e sul sito della rivista trovo addirittura la risposta delgi autori alle mie critiche ma ... non la mia lettera!
Che nel frattempo nell'area riservata agli autori appare accettata addirittura con un DOI (per chi sa cos'è) e nel mio profilo appare però inviata il 24/3 (ma io la avevo inviata il 16/1!).
La risposta degli autori risulta invece inviata il 2/2/23 (quindi due settimane dopo il mio invio e due settimane prima che l'Editor mi rispondesse), accettata il 21/3/23, quindi una settimana prima che fosse accettata la mia lettera a cui loro rispondevano, e pubblicata io 6/4/23, quando mi aspettavo che almeno anche la mia lettera fosse pubblicata (tutte date verificabili in fondo alla pagina dove la risposta degli autori è pubblicata).
Ora ho scritto alla rivista chiedendo spiegazioni. La questione in sé non è certo la fine del mondo, è accaduto e accade molto di peggio, ma nel frattempo dà un'idea dei muri di gomma di fronte a cui ci si trova. E intanto un'altra mia lettera a un'altra rivista su temi analoghi è ferma al palo da dicembre senza riscontro. E non c'è nulla da fare e nessuno cui appellarsi. Questo è il sistema. Una volta almeno avevamo l'alternativa: "publish or perish". Oggi si va invece direttamente in prigione senza nemmeno passare dal via.
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LA TV HO SPENTO 🌺🌺🌺
"Se ora non dici basta / tieniti stretto quel che ti resta".
Un Michelangelo Catricalà al top insieme a una straordinaria Chiara 👍😄💝👏
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YouTube
LA TV HO SPENTO - MICHELANGELO CATRICALA' E FLAVIO BELVISO (Official Video)
#𝗠𝗨𝗦𝗜𝗖 Ascolta “La tv ho spento” (Official Video) https://www.youtube.com/@michelangelocatricala1601/videos
ARTISTA: Michelangelo Catricala’
BIO ARTISTA: https://linktr.ee/michelangelocatricala
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TESTO
Tengo stretto i…
ARTISTA: Michelangelo Catricala’
BIO ARTISTA: https://linktr.ee/michelangelocatricala
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TESTO
Tengo stretto i…
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SIGNORE, E' STATA UNA SVISTA 🌺🌺🌺
(abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista)
Ieri raccontavamo le vicende della nostra lettera al Journal of Perinatology, persa da settimane nei meandri degli uffici editoriali. Oggi, immediatamente dopo l'email di ieri pomeriggio, la situazione si è sbloccata e da stamani la lettera è online. Si vede che qualcuno voleva farci una sorpresa per l'onomastico. E noi lo ringraziamo.
(abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista)
Ieri raccontavamo le vicende della nostra lettera al Journal of Perinatology, persa da settimane nei meandri degli uffici editoriali. Oggi, immediatamente dopo l'email di ieri pomeriggio, la situazione si è sbloccata e da stamani la lettera è online. Si vede che qualcuno voleva farci una sorpresa per l'onomastico. E noi lo ringraziamo.
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SCOMMETTIAMO? 🌺🌺🌺
Tra i titoli che oggi attirano l'attenzione, spicca uno studio che documenta un possibile effetto benefico dell'N-acetilcisteina nel trattamento del carcinoma mammario. Lo studio è preclinico ma costituisce un'eccellente premessa alla sperimentazione in clinica di questa sostanza magari in forma di integratore come coadiuvante nelle donne in chemioterapia. Uno studio del genere potrebbe costare qualche centinaio di migliaia di euro, comunque meno di un milione. Ora, chi ce li mette questi soldi? L'impiego è difficilmente brevettabile e la sostanza è ampiamente commercializzata come integratore mentre come medicinale ha poche prospettive di ricavo. Difficile dunque che un'industria ci si metta, e d'altra parte chi produce integratori non ha né le risorse, né l'esperienza né i mezzi per mettersi nel mondo "pharma". Così è probabile che, stanti le attuali regole, tutto finirà nel nulla. Ogni tanto c'è la felice eccezione, ma raramente. Chissà...
Tra i titoli che oggi attirano l'attenzione, spicca uno studio che documenta un possibile effetto benefico dell'N-acetilcisteina nel trattamento del carcinoma mammario. Lo studio è preclinico ma costituisce un'eccellente premessa alla sperimentazione in clinica di questa sostanza magari in forma di integratore come coadiuvante nelle donne in chemioterapia. Uno studio del genere potrebbe costare qualche centinaio di migliaia di euro, comunque meno di un milione. Ora, chi ce li mette questi soldi? L'impiego è difficilmente brevettabile e la sostanza è ampiamente commercializzata come integratore mentre come medicinale ha poche prospettive di ricavo. Difficile dunque che un'industria ci si metta, e d'altra parte chi produce integratori non ha né le risorse, né l'esperienza né i mezzi per mettersi nel mondo "pharma". Così è probabile che, stanti le attuali regole, tutto finirà nel nulla. Ogni tanto c'è la felice eccezione, ma raramente. Chissà...
Cell Reports Medicine
N-acetylcysteine overcomes NF1 loss-driven resistance to PI3Kα inhibition in breast cancer
Auf der Maur et al. discover a mechanism of resistance to PI3Kα inhibition mediated
by loss of NF1 using a genome-wide genetic screen in a breast cancel model. Treatment
with the antioxidant N-acetyl cysteine reverts the glycolytic phenotype of NF1 KO
cells…
by loss of NF1 using a genome-wide genetic screen in a breast cancel model. Treatment
with the antioxidant N-acetyl cysteine reverts the glycolytic phenotype of NF1 KO
cells…
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LE MORTI SUE 🌺🌺🌺
John Joannidis discute da par suo i dati sugli eccessi di mortalità evidenziandone limiti e distorsioni, mettendo in guardia da facili confronti di fonti non confrontabili. La conclusione è che, in ogni caso, per quanto i dati sulle morti in eccesso abbiano un alto grado di incertezza, tra queste le morti da covid rappresentano solo una frazione minore. Il resto è da capire.
John Joannidis discute da par suo i dati sugli eccessi di mortalità evidenziandone limiti e distorsioni, mettendo in guardia da facili confronti di fonti non confrontabili. La conclusione è che, in ogni caso, per quanto i dati sulle morti in eccesso abbiano un alto grado di incertezza, tra queste le morti da covid rappresentano solo una frazione minore. Il resto è da capire.
Wiley Online Library
Flaws and uncertainties in pandemic global excess death calculations
Several teams have been publishing global estimates of excess deaths during the COVID-19 pandemic. Here, we examine potential flaws and underappreciated sources of uncertainty in global excess death ...
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CONOSCERE LA STORIA 🌺🌺🌺
Che non si dica che i test di tossicità riproduttiva non furono svolti! Ad esempio Pfizer riscontrò il mancato annidamento dell'ovulo fecondato nel 4% delle ratte di controllo e nel 9,8% delle ratte vaccinate. Ma fortunatamente i valori di controllo "storici" del modello impiegato arrivano fino all'11.5%. Così tutto bene e nessun motivo di allarme. Da ragazzini a scuola ci insegnavano l'importanza di conoscere la storia e ora finalmente ne capiamo l'utilità.
Che non si dica che i test di tossicità riproduttiva non furono svolti! Ad esempio Pfizer riscontrò il mancato annidamento dell'ovulo fecondato nel 4% delle ratte di controllo e nel 9,8% delle ratte vaccinate. Ma fortunatamente i valori di controllo "storici" del modello impiegato arrivano fino all'11.5%. Così tutto bene e nessun motivo di allarme. Da ragazzini a scuola ci insegnavano l'importanza di conoscere la storia e ora finalmente ne capiamo l'utilità.
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Forwarded from Umanità e Ragione
📊MORTALITÀ TOTALE IN ECCESSO: IL REPORT INDIPENDENTE📊
L'avv. Olga Milanese (Umanità e Ragione) ed il dott. Alberto Donzelli (CMSi) spiegano i risultati a Radio Roma con Matteo Demicheli.
https://rumble.com/v2jvgsq-morti-in-eccesso-fuori-i-dati-sui-vaccini.html
L'avv. Olga Milanese (Umanità e Ragione) ed il dott. Alberto Donzelli (CMSi) spiegano i risultati a Radio Roma con Matteo Demicheli.
https://rumble.com/v2jvgsq-morti-in-eccesso-fuori-i-dati-sui-vaccini.html
Rumble
MORTI IN ECCESSO FUORI I DATI SUI VACCINI (con Dott. Alberto Donzelli e Avv. Olga Milanese)
GUARDACI IN TV SUL DIGITALE TERRESTRE: Radio Roma Television LCN Regione Lazio canale 14 DTT Radio Roma LCN Regione Lazio canale 15 DTT Radio Roma Network LCN Nazionale canale 224 DTT ASCOLTACI IN RAD
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Italia Sostituzione etnica? No, culturale I ‘valori’ della guerra al posto della pace.
di Alessandro Orsini.
L’Italia è coinvolta nel processo di trasformazione culturale più importante della sua storia repubblicana. Sto parlando del processo di sostituzione della cultura della pace con la cultura della guerra. In sintesi, ecco la mia tesi: dopo la caduta del Muro di Berlino, il sistema politico italiano si è trovato alle prese con una duplice tensione. Da una parte, l’espansionismo della Casa Bianca che ha proiettato la propria potenza su scala mondiale come mai prima era avvenuto nella storia occidentale; dall’altra, le basi americane sul territorio nazionale che consentono agli Stati Uniti di controllare l’apparato militare italiano e orientare le scelte dei governi nel campo della sicurezza internazionale. Il problema nasce dal fatto che gli Stati Uniti, espandendosi, chiedono all’Italia di partecipare a un numero sempre crescente di guerre: Serbia, Libia, Iraq e Afghanistan, per citarne soltanto alcune. La reazione del sistema politico italiano a questa tensione strutturale ha dato due risposte culturali diverse in due fasi differenti.
Nella prima fase, iniziata con il bombardamento illegale della Nato contro la Serbia nel 1999, la risposta culturale ha riguardato l’uso delle parole. L’Italia ha definito le proprie guerre come “missioni di pace”. In realtà, i soldati italiani sparavano e uccidevano i nemici degli americani, ma questo è stato tenuto nascosto dai media dominanti. Il divieto di parlare di “guerra”, che oggi Putin impone alla Russia, è stato imposto ai media dominanti che hanno usato la parola “pace” al posto della parola “guerra” in tutte le guerre dell’Italia.
Nella seconda fase, iniziata con la guerra in Ucraina, la risposta culturale è consistita in un attacco violento e frontale contro la cultura della pace. In Italia, in base alla Costituzione, è normale essere pacifisti, mentre è patologico essere guerrafondai. Oggi questo non è più accettato dalle élite politiche e mediatiche e i pacifisti sono diventati “pacifinti” o ritratti addirittura come criminali. Questo tentativo di sostituire la cultura della pace con la cultura della guerra avviene in molti modi. Uno di questi è l’esaltazione dei caduti ucraini, delle armi americane più sofisticate, del sangue in battaglia, ma anche la glorificazione di Zelensky come nuove eroe guerriero proposto come modello pedagogico agli adolescenti italiani. Tutto questo è funzionale a creare il sostegno popolare verso due nuove guerre che la Casa Bianca impone all’Italia di combattere contro la volontà della grande maggioranza dei cittadini: quella in corso con la Russia in Ucraina e quella che si profila con la Cina. A Giorgia Meloni, Biden chiede di cancellare ogni accordo commerciale con Pechino e di dare un contributo militare con l’invio della sua nave da guerra più importante, la Cavour, nei mari orientali più pericolosi. Il 14 giugno 2021 a Bruxelles, Biden aveva ottenuto che la Nato pubblicasse un documento in cui, oltre ad annunciare che l’Ucraina sarebbe entrata nell’Alleanza atlantica, indicava la Cina come nemico collettivo. Quel documento, approvato dal governo Draghi, significa che l’Italia ha accettato di organizzarsi militarmente contro la Cina nell’inconsapevolezza degli italiani.
Per concludere, non basta che gli italiani si battano per impedire che l’Ucraina venga trasformata nella Siria d’Europa. È necessario capire che il vero problema dell’Italia del 2023 non è la sostituzione etnica, bensì la sostituzione culturale: la sostituzione della cultura della pace con la cultura della guerra. Si tratta di un’operazione guidata dall’alto che deve essere contrastata dal basso, iniziando con il sostegno al referendum contro l’invio di armi.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
di Alessandro Orsini.
L’Italia è coinvolta nel processo di trasformazione culturale più importante della sua storia repubblicana. Sto parlando del processo di sostituzione della cultura della pace con la cultura della guerra. In sintesi, ecco la mia tesi: dopo la caduta del Muro di Berlino, il sistema politico italiano si è trovato alle prese con una duplice tensione. Da una parte, l’espansionismo della Casa Bianca che ha proiettato la propria potenza su scala mondiale come mai prima era avvenuto nella storia occidentale; dall’altra, le basi americane sul territorio nazionale che consentono agli Stati Uniti di controllare l’apparato militare italiano e orientare le scelte dei governi nel campo della sicurezza internazionale. Il problema nasce dal fatto che gli Stati Uniti, espandendosi, chiedono all’Italia di partecipare a un numero sempre crescente di guerre: Serbia, Libia, Iraq e Afghanistan, per citarne soltanto alcune. La reazione del sistema politico italiano a questa tensione strutturale ha dato due risposte culturali diverse in due fasi differenti.
Nella prima fase, iniziata con il bombardamento illegale della Nato contro la Serbia nel 1999, la risposta culturale ha riguardato l’uso delle parole. L’Italia ha definito le proprie guerre come “missioni di pace”. In realtà, i soldati italiani sparavano e uccidevano i nemici degli americani, ma questo è stato tenuto nascosto dai media dominanti. Il divieto di parlare di “guerra”, che oggi Putin impone alla Russia, è stato imposto ai media dominanti che hanno usato la parola “pace” al posto della parola “guerra” in tutte le guerre dell’Italia.
Nella seconda fase, iniziata con la guerra in Ucraina, la risposta culturale è consistita in un attacco violento e frontale contro la cultura della pace. In Italia, in base alla Costituzione, è normale essere pacifisti, mentre è patologico essere guerrafondai. Oggi questo non è più accettato dalle élite politiche e mediatiche e i pacifisti sono diventati “pacifinti” o ritratti addirittura come criminali. Questo tentativo di sostituire la cultura della pace con la cultura della guerra avviene in molti modi. Uno di questi è l’esaltazione dei caduti ucraini, delle armi americane più sofisticate, del sangue in battaglia, ma anche la glorificazione di Zelensky come nuove eroe guerriero proposto come modello pedagogico agli adolescenti italiani. Tutto questo è funzionale a creare il sostegno popolare verso due nuove guerre che la Casa Bianca impone all’Italia di combattere contro la volontà della grande maggioranza dei cittadini: quella in corso con la Russia in Ucraina e quella che si profila con la Cina. A Giorgia Meloni, Biden chiede di cancellare ogni accordo commerciale con Pechino e di dare un contributo militare con l’invio della sua nave da guerra più importante, la Cavour, nei mari orientali più pericolosi. Il 14 giugno 2021 a Bruxelles, Biden aveva ottenuto che la Nato pubblicasse un documento in cui, oltre ad annunciare che l’Ucraina sarebbe entrata nell’Alleanza atlantica, indicava la Cina come nemico collettivo. Quel documento, approvato dal governo Draghi, significa che l’Italia ha accettato di organizzarsi militarmente contro la Cina nell’inconsapevolezza degli italiani.
Per concludere, non basta che gli italiani si battano per impedire che l’Ucraina venga trasformata nella Siria d’Europa. È necessario capire che il vero problema dell’Italia del 2023 non è la sostituzione etnica, bensì la sostituzione culturale: la sostituzione della cultura della pace con la cultura della guerra. Si tratta di un’operazione guidata dall’alto che deve essere contrastata dal basso, iniziando con il sostegno al referendum contro l’invio di armi.
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Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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Forwarded from Andrea Zhok
Da sabato è iniziata la raccolta firme per il referendum promosso dal Comitato unitario Ripudia la guerra - Generazioni future
Il significato di questo referendum è insieme semplice e cruciale: si tratta di segnalare al governo italiano, al parlamento e alla "comunità internazionale" che l'Italia non vuole essere un paese co-belligerante, non vuole alimentare un massacro senza fine e vuole che venga fatto ciò che finora non è stato neppure menzionato, ovvero un serio tentativo di mettere i contendenti ad un tavolo negoziale.
L'idea alimentata sin dall'inizio dai soliti media a gettone è stata quella infantile ed irresponsabile che il torto stava tutto da una parte, la ragione tutta dall'altra, e che l'unico risultato accettabile sarebbe stato una vittoria sul campo.
Questo fondamentalismo unilaterale è stato considerato da molti sin dall'inizio, e si è dimostrato nel tempo, moralmente imperdonabile, geopoliticamente catastrofico ed economicamente suicida.
Questa prospettiva fondamentalista ha già portato ad una distruzione di risorse e persone inaudita, che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale, ad un danno grave e probabilmente irreversibile per l'economia italiana ed europea, e ad un rischio concreto di eventi estremi, dalla distruzione di centrali nucleari in territorio ucraino ad un'escalation termonucleare diretta.
Chi accetta di non esprimersi è complice di quel fondamentalismo e dei danni che ne sono seguiti e che ne seguiranno.
Se la popolazione italiana si esprimesse contro il proseguimento di questo massacro illimitato il segnale sarebbe di portata non meramente italiana, ma mondiale, e la pace diverrebbe una prospettiva prossima e concreta.
Il primo ostacolo da superare per poter adire l'espressione del voto popolare è la raccolta firme.
Chi voglia firmare può trovare qui https://dovefirmare.it il banchetto per firmare più vicino a casa.
E' inoltre possibile firmare nei Comuni capoluogo di provincia (solo per i residenti).
Oppure è possibile firmare online sul sito internet (costo 1,5 o 3 euro, a seconda che si possieda o meno una firma digitale). Le istruzioni per firmare online sono disponibili qua:
https://referendumripudialaguerra.it/firma-online
Aggiornamenti relativi alla campagna referendaria si possono trovare su:
https://t.me/referendumRipudiaLaGuerra
Trent'anni di distrazione, inerzia e passività ci hanno ridotto all'impotenza, è ora di invertire la marcia.
Il significato di questo referendum è insieme semplice e cruciale: si tratta di segnalare al governo italiano, al parlamento e alla "comunità internazionale" che l'Italia non vuole essere un paese co-belligerante, non vuole alimentare un massacro senza fine e vuole che venga fatto ciò che finora non è stato neppure menzionato, ovvero un serio tentativo di mettere i contendenti ad un tavolo negoziale.
L'idea alimentata sin dall'inizio dai soliti media a gettone è stata quella infantile ed irresponsabile che il torto stava tutto da una parte, la ragione tutta dall'altra, e che l'unico risultato accettabile sarebbe stato una vittoria sul campo.
Questo fondamentalismo unilaterale è stato considerato da molti sin dall'inizio, e si è dimostrato nel tempo, moralmente imperdonabile, geopoliticamente catastrofico ed economicamente suicida.
Questa prospettiva fondamentalista ha già portato ad una distruzione di risorse e persone inaudita, che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale, ad un danno grave e probabilmente irreversibile per l'economia italiana ed europea, e ad un rischio concreto di eventi estremi, dalla distruzione di centrali nucleari in territorio ucraino ad un'escalation termonucleare diretta.
Chi accetta di non esprimersi è complice di quel fondamentalismo e dei danni che ne sono seguiti e che ne seguiranno.
Se la popolazione italiana si esprimesse contro il proseguimento di questo massacro illimitato il segnale sarebbe di portata non meramente italiana, ma mondiale, e la pace diverrebbe una prospettiva prossima e concreta.
Il primo ostacolo da superare per poter adire l'espressione del voto popolare è la raccolta firme.
Chi voglia firmare può trovare qui https://dovefirmare.it il banchetto per firmare più vicino a casa.
E' inoltre possibile firmare nei Comuni capoluogo di provincia (solo per i residenti).
Oppure è possibile firmare online sul sito internet (costo 1,5 o 3 euro, a seconda che si possieda o meno una firma digitale). Le istruzioni per firmare online sono disponibili qua:
https://referendumripudialaguerra.it/firma-online
Aggiornamenti relativi alla campagna referendaria si possono trovare su:
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Trent'anni di distrazione, inerzia e passività ci hanno ridotto all'impotenza, è ora di invertire la marcia.
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Per una Scuola che torni ad essere Scuola 🌺🌺🌺
Elisabetta Frezza
Elisabetta Frezza
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Elisabetta Frezza - Per una Scuola che torni ad essere Scuola
1°Convegno sulla Scuola di ContiamoCi!
Per una Scuola che torni ad essere Scuola
Introduzione della dr.ssa Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!: una analisi lucida e spietata sullo stato attuale dell'istruzione ma anche una idea chiara della…
Per una Scuola che torni ad essere Scuola
Introduzione della dr.ssa Elisabetta Frezza, Responsabile Scuola ContiamoCi!: una analisi lucida e spietata sullo stato attuale dell'istruzione ma anche una idea chiara della…
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CE LO DICEVAMO 🌺🌺🌺
Qui nel novembre 2021, ma la questione era nota ufficialmente dal precedente maggio e ben prima grazie alle (poche) notizie di stampa. Per dire che vaccinare indiscriminatamente anziani e fragili non è mai stata un'opzione scientificamente e clinicamente documentata. Sentire oggi vertici istituzionali ammetterlo, paradossalmente finisce per rivalutarli, poiché possiamo finalmente dirci che probabilmente erano in mala fede e non del tutto incompetenti. Ognuno decida cosa sia meglio. O peggio.
Qui nel novembre 2021, ma la questione era nota ufficialmente dal precedente maggio e ben prima grazie alle (poche) notizie di stampa. Per dire che vaccinare indiscriminatamente anziani e fragili non è mai stata un'opzione scientificamente e clinicamente documentata. Sentire oggi vertici istituzionali ammetterlo, paradossalmente finisce per rivalutarli, poiché possiamo finalmente dirci che probabilmente erano in mala fede e non del tutto incompetenti. Ognuno decida cosa sia meglio. O peggio.
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Marco Cosentino
🟢🟢 ANZIANI E VACCINI: BILANCIARE I RISCHI
Vaccino contro il Covid agli anziani: come fascia d’età i benefici sono potenzialmente maggiori dei rischi ma ancora una volta il criterio “vacciniamo tutti” è ottuso.
L’esperienza della Norvegia sia da monito: l’inverno…
Vaccino contro il Covid agli anziani: come fascia d’età i benefici sono potenzialmente maggiori dei rischi ma ancora una volta il criterio “vacciniamo tutti” è ottuso.
L’esperienza della Norvegia sia da monito: l’inverno…
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IL NOME DEL VACCINO 🌺🌺🌺
Ci siamo già più volte soffermati sulle implicazioni dell'arbitraria scelta del regolatore di classificare tra i vaccini i farmaci a RNA per la prevenzione del covid. Ora una revisione normativa fa il punto in maniera esperta confermando quanto da noi sostenuto, ovvero che questi prodotti avrebbero potuto essere definiti farmaci convenzionali ("chemicals") ma - senza mai spiegarne le ragioni - furono invece definiti vaccini e come tali trattati, con conseguente "esonero" da qualsiasi valutazione di farmacodinamica e farmacocinetica come pure di integrazione nel genoma. In pratica, i vaccini covid a RNA si sono insinuati in un'ambiguità della normativa, e il regolatore li ha sottoposti alla valutazione più semplice, sbrigativa e superficiale. Lo stesso, con sfumature solo lievemente differenti, è accaduto in USA. L'unica via per rimediare è riconoscerne la natura di farmaci convenzionali ("chemicals").
Ci siamo già più volte soffermati sulle implicazioni dell'arbitraria scelta del regolatore di classificare tra i vaccini i farmaci a RNA per la prevenzione del covid. Ora una revisione normativa fa il punto in maniera esperta confermando quanto da noi sostenuto, ovvero che questi prodotti avrebbero potuto essere definiti farmaci convenzionali ("chemicals") ma - senza mai spiegarne le ragioni - furono invece definiti vaccini e come tali trattati, con conseguente "esonero" da qualsiasi valutazione di farmacodinamica e farmacocinetica come pure di integrazione nel genoma. In pratica, i vaccini covid a RNA si sono insinuati in un'ambiguità della normativa, e il regolatore li ha sottoposti alla valutazione più semplice, sbrigativa e superficiale. Lo stesso, con sfumature solo lievemente differenti, è accaduto in USA. L'unica via per rimediare è riconoscerne la natura di farmaci convenzionali ("chemicals").
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CAPIRE LA FARMACOLOGIA DEI VACCINI A RNA 🌺🌺🌺
Nel frattempo, dopo oltre sette mesi il nostro studio rimane tra i più letti in assoluto, nella top 1%, re-twittato da quasi 2.000 profili per un pubblico potenziale di oltre 2,5 milioni di lettori. Tutto molto bello e tuttavia non serve a nulla se i decisori politici non ne prendono atto e si comportano di conseguenza. Insistere sui soli dati epidemiologici permette a chi vuole pregiudizialmente proteggere i vaccini di sviare l'attenzione ad esempio negando l'eccesso di mortalità o spiegandolo con il cambiamento climatico e altre amenità del genere. Riconoscere la farmacologia dei vaccini cpvid significa invece ammettere l'anello di congiunzione, oggi mancante, tra vaccini e conseguenze dannose. Il che consentirebbe una definizione del rapporto tra rischi e benefici tale probabilmente da affossare in maniera definitiva qualsiasi ipotesi di obbligo o imposizione anche indiretta.
Nel frattempo, dopo oltre sette mesi il nostro studio rimane tra i più letti in assoluto, nella top 1%, re-twittato da quasi 2.000 profili per un pubblico potenziale di oltre 2,5 milioni di lettori. Tutto molto bello e tuttavia non serve a nulla se i decisori politici non ne prendono atto e si comportano di conseguenza. Insistere sui soli dati epidemiologici permette a chi vuole pregiudizialmente proteggere i vaccini di sviare l'attenzione ad esempio negando l'eccesso di mortalità o spiegandolo con il cambiamento climatico e altre amenità del genere. Riconoscere la farmacologia dei vaccini cpvid significa invece ammettere l'anello di congiunzione, oggi mancante, tra vaccini e conseguenze dannose. Il che consentirebbe una definizione del rapporto tra rischi e benefici tale probabilmente da affossare in maniera definitiva qualsiasi ipotesi di obbligo o imposizione anche indiretta.
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Forwarded from Giubbe Rosse
A poco a poco la verità emerge. Pfizer si è letteralmente comprata il consenso spendendo milioni per finanziare giornali, associazioni, organizzazioni varie in tutto il mondo. Adesso capite perché nessuno fa marcia indietro e tutti fingono di non vedere? Troppa gente perderebbe la faccia.
No, non eravate voi a essere pazzi, erano loro che si sono fatti comprare.
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Resistere è un buon investimento.
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LE DIFFERENZE TRA I LOTTI 🌺🌺🌺
Fattori verosimili:
* integrità del prodotto (per EMA può essere degradato fino al 50%, mentre per qualsiasi altro medicinale il limite è fissato al 5%, il che vuol dire che la dose per alcuni è 1 e per altri 0,5, a caso - per non dire dei prodotti di degradazione il cui impatto possibile nessuno ha verificato);
* controlli di qualità (non è noto chi e come li faccia, né sono noti i risultati per i vari lotti, il che rimanda alla casualità del punto precedente);
* conservazione (la famosa "catena del freddo");
* ricostituzione (la formulazione in nanoliposomi è molto delicata, c'è una procedura specifica per risospenderli, ma è incerto se sia sempre rispettata);
* singole dosi (ogni flacone contiene più dosi, e ognuna va aspirata separatamente, errori di misurazione sono sempre possibili e anche in assenza di questi una impropria risospensione altera la ripartizione);
* contaminazione da DNA residuo e plasmidi impiegati nel processo di produzione (incognita enorme che da sola dovrebbe indurre a svolgere controlli di qualità da parte di esperti indipendenti);
* [edit] le date di scadenza prorogate senza che la documentazione a supporto fosse mai mostrata;
* altro?
Fattori inverosimili:
* alcuni lotti non contengono vaccino (il placebo fu impiegato negli studi autorizzativi, nessun elemento oggi induce a pensare che flaconi di placebo siano finiti nelle campagne di vaccinazione);
* alcuni lotti contengono sostanze non dichiarate (grafene e tanto altro);
* altro?
Chi voglia aggiungere voci all'uno o all'altro elenco (o anche fornire riferimenti a supporto o confutazione delle varie voci), è invitato a farlo. Il post è in divenire.
Fattori verosimili:
* integrità del prodotto (per EMA può essere degradato fino al 50%, mentre per qualsiasi altro medicinale il limite è fissato al 5%, il che vuol dire che la dose per alcuni è 1 e per altri 0,5, a caso - per non dire dei prodotti di degradazione il cui impatto possibile nessuno ha verificato);
* controlli di qualità (non è noto chi e come li faccia, né sono noti i risultati per i vari lotti, il che rimanda alla casualità del punto precedente);
* conservazione (la famosa "catena del freddo");
* ricostituzione (la formulazione in nanoliposomi è molto delicata, c'è una procedura specifica per risospenderli, ma è incerto se sia sempre rispettata);
* singole dosi (ogni flacone contiene più dosi, e ognuna va aspirata separatamente, errori di misurazione sono sempre possibili e anche in assenza di questi una impropria risospensione altera la ripartizione);
* contaminazione da DNA residuo e plasmidi impiegati nel processo di produzione (incognita enorme che da sola dovrebbe indurre a svolgere controlli di qualità da parte di esperti indipendenti);
* [edit] le date di scadenza prorogate senza che la documentazione a supporto fosse mai mostrata;
* altro?
Fattori inverosimili:
* alcuni lotti non contengono vaccino (il placebo fu impiegato negli studi autorizzativi, nessun elemento oggi induce a pensare che flaconi di placebo siano finiti nelle campagne di vaccinazione);
* alcuni lotti contengono sostanze non dichiarate (grafene e tanto altro);
* altro?
Chi voglia aggiungere voci all'uno o all'altro elenco (o anche fornire riferimenti a supporto o confutazione delle varie voci), è invitato a farlo. Il post è in divenire.
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Forwarded from EUNOMIS INFORMA (L.C.)
⚖️✒️-
IL GIUDICE DELLE LEGGI E DEI DIRITTI FONDAMENTALI SI PIEGA ALLA FALSA SCIENZA
Pubblichiamo il primo articolo redatto a cura del Comitato Giuridico Scientifico della Società Italiana di Medicina (la SIM) un importante e analitico commento critico, di cui sono coautori ben sette giuristi, alla recente sentenza n. 15/23 C.Cost. sull’obbligo vaccinale imposto ai sanitari italiani dal DL 44/21.
Questa la prima parte; la seconda parte verra’ pubblicata tra una settimana sempre su www.societaitalianamedicina.it
***
Si ringraziano, in ordine alfabetico:
Fulvio di Blasi
Barbara di Tommaso
Laura Mana
Olga Milanese
Andrea Montanari
Teodoro Sinopoli
Aldo Rocco Vitale
https://societaitalianamedicina.it/il-giudice-delle-leggi-e-dei-diritti-fondamentali-si-piega-alla-falsa-scienza-parte-i/
IL GIUDICE DELLE LEGGI E DEI DIRITTI FONDAMENTALI SI PIEGA ALLA FALSA SCIENZA
Pubblichiamo il primo articolo redatto a cura del Comitato Giuridico Scientifico della Società Italiana di Medicina (la SIM) un importante e analitico commento critico, di cui sono coautori ben sette giuristi, alla recente sentenza n. 15/23 C.Cost. sull’obbligo vaccinale imposto ai sanitari italiani dal DL 44/21.
Questa la prima parte; la seconda parte verra’ pubblicata tra una settimana sempre su www.societaitalianamedicina.it
***
Si ringraziano, in ordine alfabetico:
Fulvio di Blasi
Barbara di Tommaso
Laura Mana
Olga Milanese
Andrea Montanari
Teodoro Sinopoli
Aldo Rocco Vitale
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LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO 🌺🌺🌺
Al 28 febbraio 2021, FDA riceveva da Pfizer la documentazione di molteplici effetti avversi gravi in donne vaccinate in gravidanza (inclusi parti prematuri, morte del feto, aborti) e in lattanti da madri vaccinate. Tacere è stato irresponsabile, raccomandare questi prodotti in gravidanza è stato invece incosciente e criminale. Questo ci dicevamo a settembre 2021 su questo canale a proposito del proteggere la gravidanza, e questo è il punto ancora oggi sul passaggio del vaccino nel latte materno.
Grazie al blog di Sabino Paciolla.
Al 28 febbraio 2021, FDA riceveva da Pfizer la documentazione di molteplici effetti avversi gravi in donne vaccinate in gravidanza (inclusi parti prematuri, morte del feto, aborti) e in lattanti da madri vaccinate. Tacere è stato irresponsabile, raccomandare questi prodotti in gravidanza è stato invece incosciente e criminale. Questo ci dicevamo a settembre 2021 su questo canale a proposito del proteggere la gravidanza, e questo è il punto ancora oggi sul passaggio del vaccino nel latte materno.
Grazie al blog di Sabino Paciolla.
Il blog di Sabino Paciolla
Vaccini COVID, Horowitz: Un documento sconvolgente dimostra che Pfizer e FDA erano a conoscenza dei problemi di sicurezza per le…
Di seguito segnalo all'attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Daniel Horowitz e pubblicato su Conservative Review. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo…
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