🔴LIVE🔴 A UN PASSO DALL’APOCALISSE - CONTRO CANTO IL CONTAGIO DELLE IDEE
Il nostro mondo va verso una trasformazione drammatica e globale. Lo dicono riviste, think-tanks, media. Ma soprattutto il Dl 139 che introduce il Green Pass nel mondo del lavoro.
Ne parliamo domani su CONTRO CANTO il contagio delle idee: il primo think-show del buon pensiero e dell’azione etica.
IN DIRETTA GIOVEDÌ 14 OTTOBRE ALLE 18
YouTube: https://youtu.be/zXBlPE8ArgI
Facebook: https://www.facebook.com/casadelsole.tv/
Sito: https://casadelsole.tv/
Con:
Edoardo Polacco, avvocato;
Marco Cosentino, farmacologo;
Guido Maria Cappelli, docente universitario;
Giuseppe Germano, docente universitario;
Marco Rizzo, politico;
Gianluca Marletta, scrittore;
Conduce Margherita Furlan.
Vi aspettiamo numerosi per un dibattito sereno e costruttivo.
Il nostro mondo va verso una trasformazione drammatica e globale. Lo dicono riviste, think-tanks, media. Ma soprattutto il Dl 139 che introduce il Green Pass nel mondo del lavoro.
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Edoardo Polacco, avvocato;
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Marco Rizzo, politico;
Gianluca Marletta, scrittore;
Conduce Margherita Furlan.
Vi aspettiamo numerosi per un dibattito sereno e costruttivo.
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🔴LIVE🔴 A UN PASSO DALL’APOCALISSE - CONTRO CANTO IL CONTAGIO DELLE IDEE
Il nostro mondo va verso una trasformazione drammatica e globale. Lo dicono riviste, think-tanks, media. Ma soprattutto il Dl 139 che introduce il Green Pass nel mondo del lavoro.
Ne parliamo domani su CONTRO CANTO il contagio delle idee: il primo think-show…
Ne parliamo domani su CONTRO CANTO il contagio delle idee: il primo think-show…
Estratto trasmissione televisa ControCorrente 10 ottobre 2021 con Dott. Mauro Rango, Dott. Belpietro, Dott. Sansonetti e Dott. Salmaso 🌺🌺🌺
https://ippocrateorg.org
https://www.youtube.com/watch?v=xjc49MtnuSU
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Reality matters - Mauro Rango a Rete 4 - 10 ottobre 2021
Estratto trasmissione televisa ControCorrente 10 ottobre 2021 con Dott. Mauro Rango, Dott. Belpietro, Dott. Sansonetti e Dott. Salmaso
https://ippocrateorg.org
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GBS 🌺🌺🌺
La sindrome di Guillain Barrè (GBS) è un'infiammazione dei nervi periferici che tipicamente coinvolge inizialmente mani e piedi per diffondersi poi a tutto il corpo. Nella fase acuta nel 10-20% dei casi può essere molto grave e talora letale specie se coinvolge i muscoli respiratori, e la guarigione può richiedere mesi o anni e in vari casi non essere completa. Le cause scatenanti sono soprattutto farmaci, malattie virali e vaccini (https://en.wikipedia.org/wiki/Guillain%E2%80%93Barr%C3%A9_syndrome - collegamento alla pagina in lingua inglese, dato che quella in lingua italiana non cita al momento tutte le possibili cause).
Proprio per questo motivo, la GBS è sempre considerata un potenziale effetto avverso di qualsiasi trattamento di immunizzazione attiva, e la possibilità che si manifestasse con i vaccini covid è stata considerata con largo anticipo (qui ad esempio un commento risalente a fine 2020 pubblicato sulla prestigiosa rivista Brain - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC7799242/).
In questi giorni, l'autorevole rivista JAMA pubblica una segnalazione di aumentato rischio di GBS con il vaccino covid J&J. La stima è di oltre 6 casi in più per 100.000 vaccinati, da una frequenza attesa di circa 2 a una osservata di oltre 8. Gli autori peraltro precisano che si tratta di dati ricavati da sistemi di farmacovigilanza passiva, soggetti quindi a inaccuratezze e a sottosegnalazione (https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2785009).
Va osservato peraltro che da dicembre 2020 a oggi si sono accumulate nella letteratura scientifica decine di report di GBS anche grave dopo vaccini covid, non solo J&J bensì anche l'altro DNA/vettore Astrazeneca e l'RNA Pfizer (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=guillain+barre+covid+vaccine&size=200). Non per ora l'RNA Moderna.
Purtroppo, singoli casi, serie di casi e segnalazioni spontanee ai sistemi istituzionali di farmacovigilanza sono gravati dai limiti intrinseci in queste forme di rilevazione, adeguate per produrre "segnali" ma non per trarre conclusioni su di essi. Possiamo in ogi caso dirci che al momento dei segnali esistono, e pure abbastanza solidi. Ora si tratterebbe di realizzare studi che possano condurre a conclusioni, ad esempio programmi di monitoraggio attivo svolti da istituzioni indipendenti e terze.
La sindrome di Guillain Barrè (GBS) è un'infiammazione dei nervi periferici che tipicamente coinvolge inizialmente mani e piedi per diffondersi poi a tutto il corpo. Nella fase acuta nel 10-20% dei casi può essere molto grave e talora letale specie se coinvolge i muscoli respiratori, e la guarigione può richiedere mesi o anni e in vari casi non essere completa. Le cause scatenanti sono soprattutto farmaci, malattie virali e vaccini (https://en.wikipedia.org/wiki/Guillain%E2%80%93Barr%C3%A9_syndrome - collegamento alla pagina in lingua inglese, dato che quella in lingua italiana non cita al momento tutte le possibili cause).
Proprio per questo motivo, la GBS è sempre considerata un potenziale effetto avverso di qualsiasi trattamento di immunizzazione attiva, e la possibilità che si manifestasse con i vaccini covid è stata considerata con largo anticipo (qui ad esempio un commento risalente a fine 2020 pubblicato sulla prestigiosa rivista Brain - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC7799242/).
In questi giorni, l'autorevole rivista JAMA pubblica una segnalazione di aumentato rischio di GBS con il vaccino covid J&J. La stima è di oltre 6 casi in più per 100.000 vaccinati, da una frequenza attesa di circa 2 a una osservata di oltre 8. Gli autori peraltro precisano che si tratta di dati ricavati da sistemi di farmacovigilanza passiva, soggetti quindi a inaccuratezze e a sottosegnalazione (https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2785009).
Va osservato peraltro che da dicembre 2020 a oggi si sono accumulate nella letteratura scientifica decine di report di GBS anche grave dopo vaccini covid, non solo J&J bensì anche l'altro DNA/vettore Astrazeneca e l'RNA Pfizer (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=guillain+barre+covid+vaccine&size=200). Non per ora l'RNA Moderna.
Purtroppo, singoli casi, serie di casi e segnalazioni spontanee ai sistemi istituzionali di farmacovigilanza sono gravati dai limiti intrinseci in queste forme di rilevazione, adeguate per produrre "segnali" ma non per trarre conclusioni su di essi. Possiamo in ogi caso dirci che al momento dei segnali esistono, e pure abbastanza solidi. Ora si tratterebbe di realizzare studi che possano condurre a conclusioni, ad esempio programmi di monitoraggio attivo svolti da istituzioni indipendenti e terze.
LE CURE 🌺🌺🌺
Oltre un'ora di conversazione - passeggiando nel meraviglioso parco di Villa Toeplitz a Varese - sulla cura del covid e sull'esperienza dei medici volontari con l'Associazione IppocrateOrg. Sono consapevole che non tutto potrà andare in onda domenica sera (anche se mi auguro che sarà un poco di più rispetto ai due minuti promessi... 😉), e nel frattempo ringrazio di tutto cuore Vera Gandini e la troupe di Rete4 per la professionalità e la disponibilità e per avermi consentito di approfondire tanti importanti temi legati prima di tutto alla cura del covid, ma anche ai vaccini e ai numerosi altri argomenti connessi e che agitano in questo periodo la pubblica discussione, certificazione verde inclusa.
Oltre un'ora di conversazione - passeggiando nel meraviglioso parco di Villa Toeplitz a Varese - sulla cura del covid e sull'esperienza dei medici volontari con l'Associazione IppocrateOrg. Sono consapevole che non tutto potrà andare in onda domenica sera (anche se mi auguro che sarà un poco di più rispetto ai due minuti promessi... 😉), e nel frattempo ringrazio di tutto cuore Vera Gandini e la troupe di Rete4 per la professionalità e la disponibilità e per avermi consentito di approfondire tanti importanti temi legati prima di tutto alla cura del covid, ma anche ai vaccini e ai numerosi altri argomenti connessi e che agitano in questo periodo la pubblica discussione, certificazione verde inclusa.
PARLA CARLO FRECCERO 🌺🌺🌺
L'intervista esclusiva di Francesco Servadio al grande massmediologo: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4764535973577575/ (link sito); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/10/esclusivo-carlo-freccero-il-green-pass-cadra-il-referendum-pone-la-tematica-della-democrazia/ (link sito)
L'intervista esclusiva di Francesco Servadio al grande massmediologo: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4764535973577575/ (link sito); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/10/esclusivo-carlo-freccero-il-green-pass-cadra-il-referendum-pone-la-tematica-della-democrazia/ (link sito)
ANTIVACCINISMO 🌺🌺🌺
I primi a non prendere sul serio i vaccini paiono essere ricercatori di settore e organismi regolatori. Diversamente, non avremmo difficoltà a veder riconosciuti vaccini quali ad esempio quelli approvati in Russia, in Cina o a Cuba, che nel mondo si stanno comportando almeno altrettanto bene quantomquelli impiegati in UE. Ora addirittura si apprende che i volontari in sperimentazioni cliniche di vaccini non ancora approvati dall'UE (qui https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2474 si parla di Valneva, ma possiamo immaginare che questioni medesime si possano porre per Novavax e per Reithera, per citarne solo un paio) per essere "autorizzati" a circolare devono sottoporsi comunque a un vaccino approvato (pare Pfizer). Questo burocratismo iperformalista e criptoprotezionistico è davvero incomprensibile, e induce a dubitare che il tema dei vaccini davvero sia legato all'emergenza sanitaria. O addirittura che per chi si inventa certi vincoli un'emergenza sanitaria davvero esista. Tenendo tra l'altro presente che i quattro vaccini oggi in uso da noi sono stati autorizzati in emergenza in tempi record ma che da allora nessun altro vaccino è stato più preso in considerazione. Come un velocista che superati i 100 metri si blocchi. Peccato che con tutta evidenza si stia correndo una maratona...
I primi a non prendere sul serio i vaccini paiono essere ricercatori di settore e organismi regolatori. Diversamente, non avremmo difficoltà a veder riconosciuti vaccini quali ad esempio quelli approvati in Russia, in Cina o a Cuba, che nel mondo si stanno comportando almeno altrettanto bene quantomquelli impiegati in UE. Ora addirittura si apprende che i volontari in sperimentazioni cliniche di vaccini non ancora approvati dall'UE (qui https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2474 si parla di Valneva, ma possiamo immaginare che questioni medesime si possano porre per Novavax e per Reithera, per citarne solo un paio) per essere "autorizzati" a circolare devono sottoporsi comunque a un vaccino approvato (pare Pfizer). Questo burocratismo iperformalista e criptoprotezionistico è davvero incomprensibile, e induce a dubitare che il tema dei vaccini davvero sia legato all'emergenza sanitaria. O addirittura che per chi si inventa certi vincoli un'emergenza sanitaria davvero esista. Tenendo tra l'altro presente che i quattro vaccini oggi in uso da noi sono stati autorizzati in emergenza in tempi record ma che da allora nessun altro vaccino è stato più preso in considerazione. Come un velocista che superati i 100 metri si blocchi. Peccato che con tutta evidenza si stia correndo una maratona...
UN VACCINO NON E' PER SEMPRE 🌺🌺🌺
E' ovviamente una buona cosa che alcuni si siano vaccinati, in particolar modo le persone anziane, vulnerabili, con malattie e altri fattori di rischio. Che non sono 43 milioni. In questa cifra sono compresi milioni di persone per cui la vaccinazione è inutile, ad esempio i giovani in salute almeno fino ai 30 anni di età, per i quali in media rimangono soprattutto i rischi, forse minimi ma comunque non bilanciati da un prevedibile beneficio, per loro mediamente inesistente.
A quei 43 milioni oggi vanno inoltre sottratti tutti quelli che hanno completato il vaccino da alcuni mesi. Ad esempio, se stiamo alle evidenze scientifiche, dopo 12 settimane chi si è vaccinato può contagiarsi e contagiare come chi non si è mai vaccinato, dopo cinque-sei mesi ha un analogo rischio di ammalarsi e rimane se mai in discussione il dato sostenuto dalle evidenze epidemiologiche per cui sarebbe ancora basso il rischio di ammalarsi gravemente (ma negli studi autorizzativi a sei mesi i decessi tra vaccinati e non vaccinati sono non differenti, per fortuna pochi su entrambi i fronti). E comunque grazie al cielo oggi, vaccinati o meno, ben pochi si ammalano gravemente, come mostrano anche le statistiche. E al netto della curabilità della malattia, tema ampiamene documentato per quanto ancora inaccettabile per la comunicazione pubblica e soprattutto politica.
Per dire che difficilmente qualcuno deve ringraziare qualcun altro, almeno sul terreno medico-sanitario e di sicurezza pubblica, tanto meno sul tema dei vaccini. Le vaccinazioni sono una importante protezione personale almeno per alcune categorie, come del resto la disponibilità di farmacoterapie che rendono il covid curabile e solo minimamente pericoloso deve rassicurare tutti, vaccinati o meno, rispetto al rischio comunque concreto per chiunque di ammalarsi.
Ho invece il sospetto che sul tema del #greenpass, argomento squisitamente politico e di nessuna attinenza con aspetti di salute e sicurezza, coloro che sollevano perplessità e critiche debbano purtroppo invece ringraziare chi ancora fatica a comprendere i termini della questione, la sua insostenibilità sia medico-scientifica che giuridica e soprattutto la sua pericolosità per la tenuta di un sistema sociale fondato sulla solidarietà, la democrazia e il reciproco rispetto, con diritti riconosciuti e garantiti. In altri termini, il mondo libero in cui tutti abbiamo avuto la fortuna di nascere e crescere e che fino a poco tempo fa davamo per acquisito e garantito da un comune consenso.
Spiace che certe persone ancora non ci arrivino, e spiacerebbe ancor di più che costoro non si persuadessero attraverso il ragionamento ma soltanto nel momento in cui iniziassero a pagare in prima persona dei prezzi che in tanti già stanno pagando. Perchè quando anche queste categorie ancora privilegiate e inconsapevoli venissero travolte da un nuovo sistema (cosa che rischia di accadere tra nemmeno troppo tempo), a quel punto sarebbe probabilmente troppo tardi per chiunque.
E' ovviamente una buona cosa che alcuni si siano vaccinati, in particolar modo le persone anziane, vulnerabili, con malattie e altri fattori di rischio. Che non sono 43 milioni. In questa cifra sono compresi milioni di persone per cui la vaccinazione è inutile, ad esempio i giovani in salute almeno fino ai 30 anni di età, per i quali in media rimangono soprattutto i rischi, forse minimi ma comunque non bilanciati da un prevedibile beneficio, per loro mediamente inesistente.
A quei 43 milioni oggi vanno inoltre sottratti tutti quelli che hanno completato il vaccino da alcuni mesi. Ad esempio, se stiamo alle evidenze scientifiche, dopo 12 settimane chi si è vaccinato può contagiarsi e contagiare come chi non si è mai vaccinato, dopo cinque-sei mesi ha un analogo rischio di ammalarsi e rimane se mai in discussione il dato sostenuto dalle evidenze epidemiologiche per cui sarebbe ancora basso il rischio di ammalarsi gravemente (ma negli studi autorizzativi a sei mesi i decessi tra vaccinati e non vaccinati sono non differenti, per fortuna pochi su entrambi i fronti). E comunque grazie al cielo oggi, vaccinati o meno, ben pochi si ammalano gravemente, come mostrano anche le statistiche. E al netto della curabilità della malattia, tema ampiamene documentato per quanto ancora inaccettabile per la comunicazione pubblica e soprattutto politica.
Per dire che difficilmente qualcuno deve ringraziare qualcun altro, almeno sul terreno medico-sanitario e di sicurezza pubblica, tanto meno sul tema dei vaccini. Le vaccinazioni sono una importante protezione personale almeno per alcune categorie, come del resto la disponibilità di farmacoterapie che rendono il covid curabile e solo minimamente pericoloso deve rassicurare tutti, vaccinati o meno, rispetto al rischio comunque concreto per chiunque di ammalarsi.
Ho invece il sospetto che sul tema del #greenpass, argomento squisitamente politico e di nessuna attinenza con aspetti di salute e sicurezza, coloro che sollevano perplessità e critiche debbano purtroppo invece ringraziare chi ancora fatica a comprendere i termini della questione, la sua insostenibilità sia medico-scientifica che giuridica e soprattutto la sua pericolosità per la tenuta di un sistema sociale fondato sulla solidarietà, la democrazia e il reciproco rispetto, con diritti riconosciuti e garantiti. In altri termini, il mondo libero in cui tutti abbiamo avuto la fortuna di nascere e crescere e che fino a poco tempo fa davamo per acquisito e garantito da un comune consenso.
Spiace che certe persone ancora non ci arrivino, e spiacerebbe ancor di più che costoro non si persuadessero attraverso il ragionamento ma soltanto nel momento in cui iniziassero a pagare in prima persona dei prezzi che in tanti già stanno pagando. Perchè quando anche queste categorie ancora privilegiate e inconsapevoli venissero travolte da un nuovo sistema (cosa che rischia di accadere tra nemmeno troppo tempo), a quel punto sarebbe probabilmente troppo tardi per chiunque.
COVID-19 E GRAVIDANZA IN DONNE CON MALATTIE REUMATOLOGICHE 🌺🌺🌺
Serie di 39 donne. Età media 33 anni, range 24-45 anni, con artrite reumatoide (n = 9), lupus eritematoso sistemico (n = 9), artrite psoriasica/altre artriti infiammatorie (n = 8) e sindrome da antifosfolipidi (n = 6). La maggior parte ha avuto un parto a termine (16/22), con 3 parti pretermine, 1 aborto spontaneo e 1 aborto procurato; 1 donna doveva ancora partorire al momento dello studio. Un quarto (n = 10/39) delle donne in gravidanza è stato ricoverato in ospedale a seguito della diagnosi di COVID-19. Due su 39 (5%) hanno richiesto ossigeno supplementare (entrambe ricoverate); nessuna paziente è morta. La maggior parte non ha ricevuto un trattamento farmacologico specifico per il COVID-19 (n = 32/39, 82%) e 7 pazienti hanno ricevuto una combinazione di antimalarici, colchicina, anti-interleuchina 1β, azitromicina, glucocorticoidi e lopinavir/ritonavir. Gli autori concludono che le donne con malattie reumatiche che erano incinte al momento del COVID-19 hanno avuto esiti favorevoli. Malgrado le limitazioni dovute alle piccole dimensioni dello studio, i risultati forniscono un cauto ottimismo per gli esiti della gravidanza per le donne con malattia reumatica, in particolare riguardo al rischio di esiti negativi che è stato invece riportato in altre serie di donne in gravidanza con COVID-19.
https://www.jrheum.org/content/early/2021/10/10/jrheum.210480.abstract
-------------------
Mia nota: finalmente uno studio che include dati sui trattamenti farmacologici.
Serie di 39 donne. Età media 33 anni, range 24-45 anni, con artrite reumatoide (n = 9), lupus eritematoso sistemico (n = 9), artrite psoriasica/altre artriti infiammatorie (n = 8) e sindrome da antifosfolipidi (n = 6). La maggior parte ha avuto un parto a termine (16/22), con 3 parti pretermine, 1 aborto spontaneo e 1 aborto procurato; 1 donna doveva ancora partorire al momento dello studio. Un quarto (n = 10/39) delle donne in gravidanza è stato ricoverato in ospedale a seguito della diagnosi di COVID-19. Due su 39 (5%) hanno richiesto ossigeno supplementare (entrambe ricoverate); nessuna paziente è morta. La maggior parte non ha ricevuto un trattamento farmacologico specifico per il COVID-19 (n = 32/39, 82%) e 7 pazienti hanno ricevuto una combinazione di antimalarici, colchicina, anti-interleuchina 1β, azitromicina, glucocorticoidi e lopinavir/ritonavir. Gli autori concludono che le donne con malattie reumatiche che erano incinte al momento del COVID-19 hanno avuto esiti favorevoli. Malgrado le limitazioni dovute alle piccole dimensioni dello studio, i risultati forniscono un cauto ottimismo per gli esiti della gravidanza per le donne con malattia reumatica, in particolare riguardo al rischio di esiti negativi che è stato invece riportato in altre serie di donne in gravidanza con COVID-19.
https://www.jrheum.org/content/early/2021/10/10/jrheum.210480.abstract
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Mia nota: finalmente uno studio che include dati sui trattamenti farmacologici.
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DELLE CURE PER IL COVID E DI COME TRATTARNE 🌺🌺🌺
Lo scorso venerdì, oltre un'ora di conversazione sulla cura del covid e sull'esperienza dei medici volontari con l'Associazione IppocrateOrg. Avevo scritto che non mi aspettavo che sarebbe andato tutto in onda domenica sera a Controcorrente su Rete4. Ma che non passasse nulla, proprio nulla, questo non arrivavo a prevederlo. Pace.
Peraltro, vista l'impostazione della parte di trasmissione che ha riguardato le cure e l'Associazione, non fatico a immaginare la difficoltà di trovare anche un solo passaggio dell'intervista utile alla tesi predefinita che è stata proposta agli ascoltatori. Il che - a dire il vero - mi gratifica non poco.
Infine, nella discussione in studio - caotica come troppo spesso ormai in televisione - spicca sanguinoso l'appellativo di antiinfiammatorio riferito al paracetamolo. Sanguinoso, a dir poco. E forse, c'è da temere, anche illuminante sulle ragioni dei tanti errori fin qui commessi, testardamente ripetuti e al tempo stesso negati.
Lo scorso venerdì, oltre un'ora di conversazione sulla cura del covid e sull'esperienza dei medici volontari con l'Associazione IppocrateOrg. Avevo scritto che non mi aspettavo che sarebbe andato tutto in onda domenica sera a Controcorrente su Rete4. Ma che non passasse nulla, proprio nulla, questo non arrivavo a prevederlo. Pace.
Peraltro, vista l'impostazione della parte di trasmissione che ha riguardato le cure e l'Associazione, non fatico a immaginare la difficoltà di trovare anche un solo passaggio dell'intervista utile alla tesi predefinita che è stata proposta agli ascoltatori. Il che - a dire il vero - mi gratifica non poco.
Infine, nella discussione in studio - caotica come troppo spesso ormai in televisione - spicca sanguinoso l'appellativo di antiinfiammatorio riferito al paracetamolo. Sanguinoso, a dir poco. E forse, c'è da temere, anche illuminante sulle ragioni dei tanti errori fin qui commessi, testardamente ripetuti e al tempo stesso negati.
RESTIAMO TRANSUMANI 🌺🌺🌺
Mi auguro che questa notizia sia falsa o comunque distorta, o malintesa. O quel che volete voi. Ma che non sia così come viene detta.
https://www.iltempo.it/attualita/2021/10/16/news/vaccino-johnson-e-johnsons-pericoloso-sotto-60-anni-migranti-via-libera-cts-viminale-vuole-vaccinare-profughi-29071909/
Mi auguro che questa notizia sia falsa o comunque distorta, o malintesa. O quel che volete voi. Ma che non sia così come viene detta.
https://www.iltempo.it/attualita/2021/10/16/news/vaccino-johnson-e-johnsons-pericoloso-sotto-60-anni-migranti-via-libera-cts-viminale-vuole-vaccinare-profughi-29071909/
I VACCINI FUNZIONANO 🌺🌺🌺
Mai discutere con nessuno di politica o religione, se si vogliono evitare reazioni sgradevoli, infastidite e talora anche aggressive. Oggi agli argomenti da evitare si aggiungono i vaccini covid: si può al massimo dire che "funzionano", senza aggiungere altro. Non si commetta l'errore di citare gli studi autorizzativi che documentano unicamente una generica riduzione del rischio di covid sintomatico di qualsiasi gravità su un periodo di due tre mesi, e che arrivati a sei mesi mostrano un declino della protezione ma con decessi analoghi tra vaccino e placebo (fortunatamente, dico io, ma è meglio non dirlo).
Mai citare Israele che a sei mesi documenta - certo per errore legato alla natura osservazionale del dato - un declino della protezione sotto la soglia minima fissata dagli enti regolatori, peggio ancora se poi si menziona "la terza dose" per cui non esistono a oggi studi di efficacia e sicurezza (ma inevitabilmente arriveranno, non come studi bensì come osservazioni nel mondo reale). E ancor peggio se si facesse riferimento ai paesi più vaccinati in cui i contagi sono fuori controllo. Fortunatamente, per ogni paese con contagi fuori controllo ce n'è un altro con contagi bassi. E se quest'ultimo avesse anche bassa copertura vaccinale, si abbia la cortesia nei confronti dell'interlocutore di citarne un altro che abbia copertura elevata, così da esser certi di finire in concordia.
E nemmeno si affronti il tema dei contagi, tanto meno dei contagi dai vaccinati. I vaccinati non si contagiano e non contagiano. Mai. La certificazione verde al massimo contravviene qualche norma secondaria, tipo la carta costituzionale del nostro paese, che peraltro da decenni ci diciamo non esser mai stata pienamente applicata: vorremo mica iniziare ora che siamo in emergenza? Al massimo sul lasciapassare si può azzardare che non sia proprio sempre indispensabile. Ma almeno si concordi sulla sua necessità negli ospedali e nelle case di riposo (e in scuola e università, ca va sans dire). E quindi se lo usiamo lì, che problema c'è a usarlo altrove? Anche perchè se ci si ferma ai semafori pare ovvio che per circolare qualcosa di verde sia irrinunciabile.
Insomma, per dire che ormai nella pubblica percezione i vaccini covid paiono non esser più (se mai lo sono stati) un intervento medico, bensì un principio, un valore. Un riferimento che si condivide senza se e senza ma. Li ami o li odi. Niente mezze misure. Impossibile ricordare che sono medicinali come tanti altri e che, come tutti, hanno benefici, rischi, indicazioni e controindicazioni. E che è proprio dalla loro conoscenza e dal loro consapevole e ragionato bilanciamento che ognuno può scegliere.
E, infine, tenere ben presente che le varianti con i vaccini non hanno nulla a che fare. Sono semmai i non vaccinati (guariti o mai malati che siano, non fa differenza) che consentono al virus di moltiplicarsi. Che poi le varianti preesistano tutte ai vaccini e si siano selezionate dopo la loro introduzione, e solo quelle per cui i vaccini evocano immunità, è un dettaglio. Grazie ai vaccini le varianti non sono letali. Questo è il punto.
Ora, chiedo preventivamente perdono per un post di scarso interesse e infarcito di banalità come questo, è solo che ieri a margine di una giornata densissima di impegni di vario genere mi son trovato a sostenere conversazioni di questo tipo avendo come interlocutori sia "addetti" che "non addetti ai lavori", e non posso negare di esser stato colpito dalla sostanziale coincidenza dei temi di fondo malgrado le argomentazioni superficialmente differenti. E nemmeno nego di trovare atteggiamenti del genere molto preoccupanti ("of concern", questi sì "of concern").
Mai discutere con nessuno di politica o religione, se si vogliono evitare reazioni sgradevoli, infastidite e talora anche aggressive. Oggi agli argomenti da evitare si aggiungono i vaccini covid: si può al massimo dire che "funzionano", senza aggiungere altro. Non si commetta l'errore di citare gli studi autorizzativi che documentano unicamente una generica riduzione del rischio di covid sintomatico di qualsiasi gravità su un periodo di due tre mesi, e che arrivati a sei mesi mostrano un declino della protezione ma con decessi analoghi tra vaccino e placebo (fortunatamente, dico io, ma è meglio non dirlo).
Mai citare Israele che a sei mesi documenta - certo per errore legato alla natura osservazionale del dato - un declino della protezione sotto la soglia minima fissata dagli enti regolatori, peggio ancora se poi si menziona "la terza dose" per cui non esistono a oggi studi di efficacia e sicurezza (ma inevitabilmente arriveranno, non come studi bensì come osservazioni nel mondo reale). E ancor peggio se si facesse riferimento ai paesi più vaccinati in cui i contagi sono fuori controllo. Fortunatamente, per ogni paese con contagi fuori controllo ce n'è un altro con contagi bassi. E se quest'ultimo avesse anche bassa copertura vaccinale, si abbia la cortesia nei confronti dell'interlocutore di citarne un altro che abbia copertura elevata, così da esser certi di finire in concordia.
E nemmeno si affronti il tema dei contagi, tanto meno dei contagi dai vaccinati. I vaccinati non si contagiano e non contagiano. Mai. La certificazione verde al massimo contravviene qualche norma secondaria, tipo la carta costituzionale del nostro paese, che peraltro da decenni ci diciamo non esser mai stata pienamente applicata: vorremo mica iniziare ora che siamo in emergenza? Al massimo sul lasciapassare si può azzardare che non sia proprio sempre indispensabile. Ma almeno si concordi sulla sua necessità negli ospedali e nelle case di riposo (e in scuola e università, ca va sans dire). E quindi se lo usiamo lì, che problema c'è a usarlo altrove? Anche perchè se ci si ferma ai semafori pare ovvio che per circolare qualcosa di verde sia irrinunciabile.
Insomma, per dire che ormai nella pubblica percezione i vaccini covid paiono non esser più (se mai lo sono stati) un intervento medico, bensì un principio, un valore. Un riferimento che si condivide senza se e senza ma. Li ami o li odi. Niente mezze misure. Impossibile ricordare che sono medicinali come tanti altri e che, come tutti, hanno benefici, rischi, indicazioni e controindicazioni. E che è proprio dalla loro conoscenza e dal loro consapevole e ragionato bilanciamento che ognuno può scegliere.
E, infine, tenere ben presente che le varianti con i vaccini non hanno nulla a che fare. Sono semmai i non vaccinati (guariti o mai malati che siano, non fa differenza) che consentono al virus di moltiplicarsi. Che poi le varianti preesistano tutte ai vaccini e si siano selezionate dopo la loro introduzione, e solo quelle per cui i vaccini evocano immunità, è un dettaglio. Grazie ai vaccini le varianti non sono letali. Questo è il punto.
Ora, chiedo preventivamente perdono per un post di scarso interesse e infarcito di banalità come questo, è solo che ieri a margine di una giornata densissima di impegni di vario genere mi son trovato a sostenere conversazioni di questo tipo avendo come interlocutori sia "addetti" che "non addetti ai lavori", e non posso negare di esser stato colpito dalla sostanziale coincidenza dei temi di fondo malgrado le argomentazioni superficialmente differenti. E nemmeno nego di trovare atteggiamenti del genere molto preoccupanti ("of concern", questi sì "of concern").
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READY TO GO 🌺🌺🌺
Dai 5 agli 11 anni. Ma con l'ago più piccolo.
https://www.news18.com/news/world/us-to-begin-vaccinating-5-11-year-olds-against-covid-19-from-next-month-white-house-4344338.html
Grazie Elena Fiori per la segnalazione.
Dai 5 agli 11 anni. Ma con l'ago più piccolo.
https://www.news18.com/news/world/us-to-begin-vaccinating-5-11-year-olds-against-covid-19-from-next-month-white-house-4344338.html
Grazie Elena Fiori per la segnalazione.
STACCE! 🌺🌺🌺
"A parità di carica virale, in altre parole, i primi [non vaccinati] sono risultati molto più infettivi dei secondi [vaccinati]." Così nei giorni scorsi un quotidiano italiano a commento dell'ennesimo studio che confronta le contagiosità di vaccinati e non vaccinati.
Poi vai a leggere lo studio (https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.20.21262158v1.full), e scopri che quel "molto" è 84% verso 68%. Che è abbastanza, su un piano statistico. Ma è poco e nulla dal punto di vista clinico-epidemiologico. Significa che sette vaccinati su dieci sono potenzialmente contagiosi rispetto a poco più di otto su dieci non vaccinati. Sette contro otto. Di che stiamo a parlare?
Il quotidiano sottotitola pure: "studio rafforza la base etica della vaccinazione, capace di proteggere anche gli altri, e non solo sé stessi. Un atto di responsabilità sociale e civile". E mi si perdonerà se non aggiungo commenti.
*Nota bene*: la questione è sempre la solita, i vaccini funzionano entro ben precisi perimetri di effetto, per natura, intensità e durata. Che vanno sempre precisati. E dal punto di vista medico sono un'opportunità. Non per tutti, ma un'opportunità. Quel che non sono è una garanzia assoluta di non contagiosità per sè e per gli altri, e nemmeno una garanzia assoluta che non ci si ammalerà anche gravemente. Sono se mai in certa misura una protezione. Essenzialmente personale. Per cui: qualsiasi lasciapassare fondato sui vaccini è un non senso scientifico (oltre che una bestemmia giuridica) e soprattutto curare il covid è nell'interesse di tutti. Nell'interesse di tutti.
"A parità di carica virale, in altre parole, i primi [non vaccinati] sono risultati molto più infettivi dei secondi [vaccinati]." Così nei giorni scorsi un quotidiano italiano a commento dell'ennesimo studio che confronta le contagiosità di vaccinati e non vaccinati.
Poi vai a leggere lo studio (https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.20.21262158v1.full), e scopri che quel "molto" è 84% verso 68%. Che è abbastanza, su un piano statistico. Ma è poco e nulla dal punto di vista clinico-epidemiologico. Significa che sette vaccinati su dieci sono potenzialmente contagiosi rispetto a poco più di otto su dieci non vaccinati. Sette contro otto. Di che stiamo a parlare?
Il quotidiano sottotitola pure: "studio rafforza la base etica della vaccinazione, capace di proteggere anche gli altri, e non solo sé stessi. Un atto di responsabilità sociale e civile". E mi si perdonerà se non aggiungo commenti.
*Nota bene*: la questione è sempre la solita, i vaccini funzionano entro ben precisi perimetri di effetto, per natura, intensità e durata. Che vanno sempre precisati. E dal punto di vista medico sono un'opportunità. Non per tutti, ma un'opportunità. Quel che non sono è una garanzia assoluta di non contagiosità per sè e per gli altri, e nemmeno una garanzia assoluta che non ci si ammalerà anche gravemente. Sono se mai in certa misura una protezione. Essenzialmente personale. Per cui: qualsiasi lasciapassare fondato sui vaccini è un non senso scientifico (oltre che una bestemmia giuridica) e soprattutto curare il covid è nell'interesse di tutti. Nell'interesse di tutti.