ABSIT INIURIA VERBIS 🌺🌺🌺
Da leggere 😂
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Ricognizioni
Università di Trento & "femminile sovraesposto". A qualcuno piace calda - Ricognizioni
L’Università di Trento, su proposta del rettore Flavio Deflorian, ha approvato il nuovo regolamento, declinato tutto al femminile. Il “femminile sovraesposto”
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SU BYOBLU 🌺🌺🌺
Stasera. Grazie ad Adalberto Gianuario per l'invito.
Stasera. Grazie ad Adalberto Gianuario per l'invito.
ByoBlu
TAGLI ALLA SANITÀ, UNA STORIA SENZA FINE – Che idea ti sei fatto?
Secondo un’analisi condotta da Facile.it e Prestiti.it, entrambi portali specializzati nel settore prestiti, nel 2023 le richieste di finanziamento personali degli emiliano romagnoli per sostenere spese mediche hanno rappresentato il 4,4% del totale dei finanziamenti…
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BACK TO THE MOON 🌺🌺🌺
L'autorevole Nature dà conto di un nuovo farmaco a RNA della nota azienda Moderna. Quest'ultima, in un comunicato stampa di due giorni fa, annuncia i primi dati favorevoli dello studio di fase 1/2 di una terapia genica costituita da mRNA incapsulato in nanolipidi che codifica per un enzima carente in una rara malattia genetica detta "acidosi proprionica" la quale scatena crisi di scompenso metabolico potenzialmente fatali. Il trattamento, consistente in infusioni del prodotto ripetute ad alte dosi, ha ridotto grandemente la frequenza delle crisi, per quanto trattandosi di uno studio pilota la riduzione non sia statisticamente significativa. Alcune considerazioni: (i) si tratta inequivocabilmente di una terapia genica, ovvero di un prodotto a base di acidi nucleici che agiscono inducendo la produzione di una proteina, definizione che lo rende di fatto indistinguibile dai vaccini covid a mRNA, rispetto ai quali tuttavia non si qualifica come vaccino poiché la proteina è umana e non evoca alcuna risposta immunitaria a differenza della spike virale; (ii) nulla viene detto della natura dell'RNA, se sia o meno modificato come l'RNA della spike, e in tal caso quanto dura nell'organismo: da un lato la questione potrebbe essere triviale poiché la proteina è endogena, è carente nella malattia e dunque più se ne produce e meglio è, dall'altro ricordando gli errori di traduzione dovute alle pseudouridine (quelle del Nobel a Karikò), tanto triviale la questione non sembra; (iii) apprezzabile in ogni caso la cautela con cui viene data la notizia e con cui si sta procedendo nello sviluppo del prodotto, peraltro destinato a persone gravemente malate e per le quali davvero potrebbe essere un salvavita. Che ricorda un po' la faccenda dell'attraversamento delle fasce di Van Allen, ripetutamente avvenuto "at the speed of science" ai tempi delle missioni Apollo e ora invece studiato con cautela e circospezione per identificare le strategie e le soluzioni tecniche più appropriate. Davvero, i tempi cambiano per tutti.
L'autorevole Nature dà conto di un nuovo farmaco a RNA della nota azienda Moderna. Quest'ultima, in un comunicato stampa di due giorni fa, annuncia i primi dati favorevoli dello studio di fase 1/2 di una terapia genica costituita da mRNA incapsulato in nanolipidi che codifica per un enzima carente in una rara malattia genetica detta "acidosi proprionica" la quale scatena crisi di scompenso metabolico potenzialmente fatali. Il trattamento, consistente in infusioni del prodotto ripetute ad alte dosi, ha ridotto grandemente la frequenza delle crisi, per quanto trattandosi di uno studio pilota la riduzione non sia statisticamente significativa. Alcune considerazioni: (i) si tratta inequivocabilmente di una terapia genica, ovvero di un prodotto a base di acidi nucleici che agiscono inducendo la produzione di una proteina, definizione che lo rende di fatto indistinguibile dai vaccini covid a mRNA, rispetto ai quali tuttavia non si qualifica come vaccino poiché la proteina è umana e non evoca alcuna risposta immunitaria a differenza della spike virale; (ii) nulla viene detto della natura dell'RNA, se sia o meno modificato come l'RNA della spike, e in tal caso quanto dura nell'organismo: da un lato la questione potrebbe essere triviale poiché la proteina è endogena, è carente nella malattia e dunque più se ne produce e meglio è, dall'altro ricordando gli errori di traduzione dovute alle pseudouridine (quelle del Nobel a Karikò), tanto triviale la questione non sembra; (iii) apprezzabile in ogni caso la cautela con cui viene data la notizia e con cui si sta procedendo nello sviluppo del prodotto, peraltro destinato a persone gravemente malate e per le quali davvero potrebbe essere un salvavita. Che ricorda un po' la faccenda dell'attraversamento delle fasce di Van Allen, ripetutamente avvenuto "at the speed of science" ai tempi delle missioni Apollo e ora invece studiato con cautela e circospezione per identificare le strategie e le soluzioni tecniche più appropriate. Davvero, i tempi cambiano per tutti.
Nature
mRNA drug offers hope for treating a devastating childhood disease
Nature - Drug trial results show that vaccines aren't the only use for the mRNA technology behind the most widely used COVID-19 jabs.
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SOCIOLOGIA SOCIAL 🌺🌺🌺
La schermata della bandiera russa derubricata da un venditore su Amazon a "bandiera multicolore" ha stimolato molti commenti, specialmente sui canali Telegram più seguiti che hanno ritenuto di condividerla. In tanti peraltro la hanno derubricata a "manipolazione", alcuni spingendosi fino ad accusare il sottoscritto di disinformazione e "putinismo". Ora, di tante cose mi si potrà accusare ma certo non mai di disinformare. Il fatto è vero come chiunque può verificare con un minimo di buona volontà (e se non lo avete fatto, questo depone molto probabilmente a favore di una vostra agenda ricca di impegni di maggiore spessore). Qui voglio solo osservare che gli "scettici" stanno apparentemente solo su Telegram, poiché su Facebook tra varie decine di commenti nessuno ha messo in dubbio la veridicità della foto. Che dire? Su Facebook tutte pecore che credono alla qualunque, da qualsiasi parte ritengano di stare? Oppure su Telegram in prevalenza presupponenti disillusi e scettici a prescindere su tutto? Dovessi scegliere, opterei per la seconda. Che trovo sia un male non minore del primo, a volte anzi peggiore e che porta comunque al rischio di credere di sapere in realtà non sapendo. E anche a elargire sentenze senza appello, che è poi stato il male di questi anni che ancora e sempre ci affligge e dal quale pare non si sappia e non si possa guarire, da qualunque parte ci si trovi schierati.
https://www.amazon.it/AZ-FLAG-UO_173-Bandiera-Multicolore/dp/B00N3RD3IS/
La schermata della bandiera russa derubricata da un venditore su Amazon a "bandiera multicolore" ha stimolato molti commenti, specialmente sui canali Telegram più seguiti che hanno ritenuto di condividerla. In tanti peraltro la hanno derubricata a "manipolazione", alcuni spingendosi fino ad accusare il sottoscritto di disinformazione e "putinismo". Ora, di tante cose mi si potrà accusare ma certo non mai di disinformare. Il fatto è vero come chiunque può verificare con un minimo di buona volontà (e se non lo avete fatto, questo depone molto probabilmente a favore di una vostra agenda ricca di impegni di maggiore spessore). Qui voglio solo osservare che gli "scettici" stanno apparentemente solo su Telegram, poiché su Facebook tra varie decine di commenti nessuno ha messo in dubbio la veridicità della foto. Che dire? Su Facebook tutte pecore che credono alla qualunque, da qualsiasi parte ritengano di stare? Oppure su Telegram in prevalenza presupponenti disillusi e scettici a prescindere su tutto? Dovessi scegliere, opterei per la seconda. Che trovo sia un male non minore del primo, a volte anzi peggiore e che porta comunque al rischio di credere di sapere in realtà non sapendo. E anche a elargire sentenze senza appello, che è poi stato il male di questi anni che ancora e sempre ci affligge e dal quale pare non si sappia e non si possa guarire, da qualunque parte ci si trovi schierati.
https://www.amazon.it/AZ-FLAG-UO_173-Bandiera-Multicolore/dp/B00N3RD3IS/
Amazon
BANDIERA DA TAVOLO RUSSIA 15x10cm punta dorata - PICCOLA BANDIERINA RUSSA 10 x 15 cm - AZ FLAG
Tessuto : Poliestere 100D Uso : Interno Aggancio : Asta e base di plastica nero
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Forwarded from Giubbe Rosse
🔴 LA RUSSOFOBIA EUROPEA PRODUCE CAOS
Il clima di isteria politica che stanno attraversando le élite europee, soprattutto da quando si sta delineando l'intenzione statunitense di disimpegnarsi dal conflitto ucraino, scaricando la patata bollente sugli alleati del vecchio continente, non solo produce uscite estemporanee ai limiti del ridicolo,ma sta innescando un processo di scollamento interno quale non s'era mai visto.
Che la Francia, azzoppata in Africa, cerchi di conquistare una improbabile leadership europea - a scapito della declinante Germania, e della emergente Polonia - fa parte delle regole del gioco; che lo faccia battendosi minacciosamente il petto come un gorilla che cerchi di intimidire gli avversari, fa sinceramente un po' ridere. Quando Macron dice che, nell'eventualità di uno scontro diretto tra Francia e Russia, Parigi non avrà bisogno dell'aiuto degli alleati, si è probabilmente superato il limite della serietà: l'attuale esercito francese, con tutta la buona volontà, reggerebbe si e no un mese, uno scontro di tal fatta.
Ma, si sa, lo sciovinismo è un tratto ineludibile del pensiero politico d'oltralpe.
Assai più seriamente, invece, non si può non registrare come le pressioni esercitate dalle leadership europee - che vogliono ad ogni costo compattare i paesi europei in funzione di uno scontro con l'orso russo - stiano generando soltanto caos.
Solo negli ultimi giorni, si registrano:
- il Consiglio d'Europa propone di accogliere il Kosovo (un paese riconosciuto da circa la metà delle nazioni, e che non fa neanche parte dell'ONU)
- l'enclave serba in Kosovo è sempre sotto costante pressione, e minaccia la secessione
- l'UE ricatta apertamente la Serbia, subordinando la sua adesione alla rottura delle relazioni con la Russia ed all'adesione alle sanzioni
- in Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Srpska (autonomisti serbi), costantemente sotto attacco, minaccia la secessione
- in Moldavia, un paese per metà filo-occidentale e per metà filo-russo, la presidente Maia Sandu (di nazionalità rumena) rilancia ancora una volta l'idea dell'unione con la Romania (che porterebbe il paese automaticamente nella NATO)
- la regione moldava della Gaugazia minaccia in tal caso la secessione
- emerge notizia di un piano NATO che prevederebbe un ingresso di truppe dell'Alleanza in Moldavia, per avanzare verso Odessa e la Crimea
A prescindere quindi dai rischi concreti di scatenare un conflitto continentale con la Russia, le ultime mosse della leadership europea - improntate ad un approccio ricattatorio e prevaricatore, piuttosto che democratico e di mediazione - stanno producendo uno sfilacciamento delle relazioni interne e reciproche tra i paesi europei, qualcosa che è esattamente l'opposto di ciò a cui si dovrebbe mirare, se la prospettiva è quella (quantomeno) di un duro confronto col vicino orientale. Infiammare l'area balcanica e carpatica è quanto di meno appropriato, anche se, in fondo, non fa che anticipare un destino ineluttabilmente già scritto, ovvero l'implosione dell'Unione Europea.
Ad ulteriore conferma, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che l'attuale leadership europea è spaventosamente inadeguata, rispetto alle sfide che pone il tempo presente.
🟥 Segui Giubbe Rosse
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Il clima di isteria politica che stanno attraversando le élite europee, soprattutto da quando si sta delineando l'intenzione statunitense di disimpegnarsi dal conflitto ucraino, scaricando la patata bollente sugli alleati del vecchio continente, non solo produce uscite estemporanee ai limiti del ridicolo,ma sta innescando un processo di scollamento interno quale non s'era mai visto.
Che la Francia, azzoppata in Africa, cerchi di conquistare una improbabile leadership europea - a scapito della declinante Germania, e della emergente Polonia - fa parte delle regole del gioco; che lo faccia battendosi minacciosamente il petto come un gorilla che cerchi di intimidire gli avversari, fa sinceramente un po' ridere. Quando Macron dice che, nell'eventualità di uno scontro diretto tra Francia e Russia, Parigi non avrà bisogno dell'aiuto degli alleati, si è probabilmente superato il limite della serietà: l'attuale esercito francese, con tutta la buona volontà, reggerebbe si e no un mese, uno scontro di tal fatta.
Ma, si sa, lo sciovinismo è un tratto ineludibile del pensiero politico d'oltralpe.
Assai più seriamente, invece, non si può non registrare come le pressioni esercitate dalle leadership europee - che vogliono ad ogni costo compattare i paesi europei in funzione di uno scontro con l'orso russo - stiano generando soltanto caos.
Solo negli ultimi giorni, si registrano:
- il Consiglio d'Europa propone di accogliere il Kosovo (un paese riconosciuto da circa la metà delle nazioni, e che non fa neanche parte dell'ONU)
- l'enclave serba in Kosovo è sempre sotto costante pressione, e minaccia la secessione
- l'UE ricatta apertamente la Serbia, subordinando la sua adesione alla rottura delle relazioni con la Russia ed all'adesione alle sanzioni
- in Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Srpska (autonomisti serbi), costantemente sotto attacco, minaccia la secessione
- in Moldavia, un paese per metà filo-occidentale e per metà filo-russo, la presidente Maia Sandu (di nazionalità rumena) rilancia ancora una volta l'idea dell'unione con la Romania (che porterebbe il paese automaticamente nella NATO)
- la regione moldava della Gaugazia minaccia in tal caso la secessione
- emerge notizia di un piano NATO che prevederebbe un ingresso di truppe dell'Alleanza in Moldavia, per avanzare verso Odessa e la Crimea
A prescindere quindi dai rischi concreti di scatenare un conflitto continentale con la Russia, le ultime mosse della leadership europea - improntate ad un approccio ricattatorio e prevaricatore, piuttosto che democratico e di mediazione - stanno producendo uno sfilacciamento delle relazioni interne e reciproche tra i paesi europei, qualcosa che è esattamente l'opposto di ciò a cui si dovrebbe mirare, se la prospettiva è quella (quantomeno) di un duro confronto col vicino orientale. Infiammare l'area balcanica e carpatica è quanto di meno appropriato, anche se, in fondo, non fa che anticipare un destino ineluttabilmente già scritto, ovvero l'implosione dell'Unione Europea.
Ad ulteriore conferma, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che l'attuale leadership europea è spaventosamente inadeguata, rispetto alle sfide che pone il tempo presente.
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Per contattare la redazione: redazione.gr@proton.me
Resistere è un buon investimento.
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ANCORA SULLE BANDIERE 🌺🌺🌺
Fa l'unica cosa cosa giusta da fare Alessandro Soranzo, chiedendosi non se sia vero o falso che la bandiera della Federazione Russa su Amazon sia derubricata a "multicolore" bensì se ve ne siano altre etichettate come tali. E così disinnesca qualsiasi polemica. Che dire, oltre alle doverose congratulazioni ad Alessandro? Due cose, almeno. La prima: Amazon in quanto piattaforma commerciale fin qui non pare farsi coinvolgere in picche e ripicche "belliche" da salotto. Pecunia non olet. La seconda: riconosco di essere condizionato a leggere ormai ovunque una becera russofobia, che ci avvicina sempre di più a un conflitto senza senso verso una nazione e un popolo nei confronti dei quali il nostro paese nutre relazioni di commercio, collaborazione e amicizia, anche al netto del loro ruolo nella sconfitta del nazifascismo nello scorso secolo. E questa russofobia mi impaurisce per le sue evidenti e sempre più probabili conseguenze, e non posso dunque non provare verso di essa una crescente aggressività. Anche in quei contesti in cui di essa non sembra esserci traccia. Almeno, non ancora. E come me a quanto pare molti altri. Non è un bel segno.
https://www.amazon.it/s?k=az+flag+bandiera+multicolore
Fa l'unica cosa cosa giusta da fare Alessandro Soranzo, chiedendosi non se sia vero o falso che la bandiera della Federazione Russa su Amazon sia derubricata a "multicolore" bensì se ve ne siano altre etichettate come tali. E così disinnesca qualsiasi polemica. Che dire, oltre alle doverose congratulazioni ad Alessandro? Due cose, almeno. La prima: Amazon in quanto piattaforma commerciale fin qui non pare farsi coinvolgere in picche e ripicche "belliche" da salotto. Pecunia non olet. La seconda: riconosco di essere condizionato a leggere ormai ovunque una becera russofobia, che ci avvicina sempre di più a un conflitto senza senso verso una nazione e un popolo nei confronti dei quali il nostro paese nutre relazioni di commercio, collaborazione e amicizia, anche al netto del loro ruolo nella sconfitta del nazifascismo nello scorso secolo. E questa russofobia mi impaurisce per le sue evidenti e sempre più probabili conseguenze, e non posso dunque non provare verso di essa una crescente aggressività. Anche in quei contesti in cui di essa non sembra esserci traccia. Almeno, non ancora. E come me a quanto pare molti altri. Non è un bel segno.
https://www.amazon.it/s?k=az+flag+bandiera+multicolore
Amazon
Amazon.it: Az Flag Bandiera Multicolore
Amazon.it: az flag bandiera multicolore
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IL PAESE DEI BALOCCHI 🌺🌺🌺
E' ormai costume radicato che scuole e università organizzino "giornate aperte" nelle quali frotte di "aspiranti" studenti invadono gli spazi delle strutture alla ricerca di non si capisce bene cosa, dialogando con insegnanti e professori di non si capisce bene su quali argomenti. Tutto per "orientarsi" alla scelta dell'istituto o del corso di laurea al quale iscriversi. Probabilmente è solo che noi siamo vecchi. Ai tempi non esistevano questi spettacoli equestri, i dubbi erano generici (liceo o istituti professionali) e venivano risolti senza alcun riferimento alla bontà della scuola, che si dava per acquisito fosse mediamente equivalente (c'erano se mai i tam tam tra famiglie riguardo a singoli insegnanti, ma nel quadro complessivo del corpo docente tutti finiva per riequilibrarsi e nessuno mai avrebbe fatto malattie per finire in una sezione o nell'altra, se non per seguire gli amici di sempre). Le mia lettura complessiva del quadro precedente e della deriva odierna si inserisce nel degrado capitalista e mercatistico dello stato sociale e nell'aderenza al modello statunitense, in atto da decenni: in un passato nemmeno così lontano - quello della mia generazione - il sistema scolastico e universitario dell'istruzione e della formazione era gestito centralmente, peraltro di livello mediamente ottimo, e frequentare una determinata scuola a Torino, Treviso, Siena, Bari o Catania non faceva particolare differenza, nessuno stilava classifiche sulla base dei voti conseguiti, dell'occupabilità di diplomati e laureati o delle offerte extracurriculari dell'anno scolastico. Lo stesso si poteva dire dell'università, i cui corsi di laurea pochi e ben definiti avviavano a ventagli professionali altrettanto chiari. Tanti sono stati i fattori che negli ultimi 40-50 anni hanno progressivamente aggredito e disgregato questa struttura: dalla destrutturazione dello stato sociale alla precarizzazione del lavoro, dalla crisi della famiglia al federalismo attuato prima di tutto come frammentazione del patrimonio comune, dall'impoverimento diffuso all'intenzionale trasferimento del lavoro produttivo in altre regioni del globo. Denominatore comune di tutti questi processi è stata una progressiva enfasi su competizione e valutazione, che ha mesos orizzontalmente tutti contro tutti e verticalmente tutti nelle mani di un potere sovrastante e spesso invisibile e incomprensibile, ma aggressivamente presente e pervasivo nelle sue molteplici forme di ipernormazione e controllo ormai introiettati nei modi più profo0ndi e biologici del vissuto di ognuno. Così oggi le scuole e le università pensano di essere in concorrenza l'una rispetto all'altra per accaparrarsi iscritti, e di doverlo fare esibendosi su marciapiedi virtuali come i propri siti web e reali come le giornate aperte da cui lo spunto di questa riflessione. E forse lo sono anche, in concorrenza. Certo lo sono per risorse sempre più ridotte e vincolate, ma questo nessuno arriva a comprenderlo e se lo comprende tace e dichiara invece che è proprio la carenza di risorse, un dato di fatto esistente per volontà di qualche dio poiché nessuno sa spiegarne le ragioni terrene, è proprio questa carenza che giustifica e richiede la competizione, dove la tua morte è la mia vita. Ecco, a me questo sistema disturba almeno un minimo la digestione, come me la disturbano i comportamenti di coloro che a questo sistema aderiscono entusiasticamente sostenendolo e alimentandolo, che siano i ragazzetti che affollano questi paesi dei balocchi dove scuole e università esibiscono le caricature di se stesse o che siano gli insegnanti e i professori che, abbandonati gli ingombranti paludamenti che il loro ruolo gli imporrebbe, finalmente leggeri e spensierati si calano nell'atmosfera gioiosa e rutilante da gita fuori porta. Ma in fondo, mi dico, è solo un sintomo della transizione generazionale, che è poi l'elemento fondamentale sotteso a tutte le altre transizioni, che altro non sono se non sue immagini parziali e contingenti.
E' ormai costume radicato che scuole e università organizzino "giornate aperte" nelle quali frotte di "aspiranti" studenti invadono gli spazi delle strutture alla ricerca di non si capisce bene cosa, dialogando con insegnanti e professori di non si capisce bene su quali argomenti. Tutto per "orientarsi" alla scelta dell'istituto o del corso di laurea al quale iscriversi. Probabilmente è solo che noi siamo vecchi. Ai tempi non esistevano questi spettacoli equestri, i dubbi erano generici (liceo o istituti professionali) e venivano risolti senza alcun riferimento alla bontà della scuola, che si dava per acquisito fosse mediamente equivalente (c'erano se mai i tam tam tra famiglie riguardo a singoli insegnanti, ma nel quadro complessivo del corpo docente tutti finiva per riequilibrarsi e nessuno mai avrebbe fatto malattie per finire in una sezione o nell'altra, se non per seguire gli amici di sempre). Le mia lettura complessiva del quadro precedente e della deriva odierna si inserisce nel degrado capitalista e mercatistico dello stato sociale e nell'aderenza al modello statunitense, in atto da decenni: in un passato nemmeno così lontano - quello della mia generazione - il sistema scolastico e universitario dell'istruzione e della formazione era gestito centralmente, peraltro di livello mediamente ottimo, e frequentare una determinata scuola a Torino, Treviso, Siena, Bari o Catania non faceva particolare differenza, nessuno stilava classifiche sulla base dei voti conseguiti, dell'occupabilità di diplomati e laureati o delle offerte extracurriculari dell'anno scolastico. Lo stesso si poteva dire dell'università, i cui corsi di laurea pochi e ben definiti avviavano a ventagli professionali altrettanto chiari. Tanti sono stati i fattori che negli ultimi 40-50 anni hanno progressivamente aggredito e disgregato questa struttura: dalla destrutturazione dello stato sociale alla precarizzazione del lavoro, dalla crisi della famiglia al federalismo attuato prima di tutto come frammentazione del patrimonio comune, dall'impoverimento diffuso all'intenzionale trasferimento del lavoro produttivo in altre regioni del globo. Denominatore comune di tutti questi processi è stata una progressiva enfasi su competizione e valutazione, che ha mesos orizzontalmente tutti contro tutti e verticalmente tutti nelle mani di un potere sovrastante e spesso invisibile e incomprensibile, ma aggressivamente presente e pervasivo nelle sue molteplici forme di ipernormazione e controllo ormai introiettati nei modi più profo0ndi e biologici del vissuto di ognuno. Così oggi le scuole e le università pensano di essere in concorrenza l'una rispetto all'altra per accaparrarsi iscritti, e di doverlo fare esibendosi su marciapiedi virtuali come i propri siti web e reali come le giornate aperte da cui lo spunto di questa riflessione. E forse lo sono anche, in concorrenza. Certo lo sono per risorse sempre più ridotte e vincolate, ma questo nessuno arriva a comprenderlo e se lo comprende tace e dichiara invece che è proprio la carenza di risorse, un dato di fatto esistente per volontà di qualche dio poiché nessuno sa spiegarne le ragioni terrene, è proprio questa carenza che giustifica e richiede la competizione, dove la tua morte è la mia vita. Ecco, a me questo sistema disturba almeno un minimo la digestione, come me la disturbano i comportamenti di coloro che a questo sistema aderiscono entusiasticamente sostenendolo e alimentandolo, che siano i ragazzetti che affollano questi paesi dei balocchi dove scuole e università esibiscono le caricature di se stesse o che siano gli insegnanti e i professori che, abbandonati gli ingombranti paludamenti che il loro ruolo gli imporrebbe, finalmente leggeri e spensierati si calano nell'atmosfera gioiosa e rutilante da gita fuori porta. Ma in fondo, mi dico, è solo un sintomo della transizione generazionale, che è poi l'elemento fondamentale sotteso a tutte le altre transizioni, che altro non sono se non sue immagini parziali e contingenti.
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In fondo, sai di stare peggio solo se hai avuto esperienza e serbi memoria di un qualche meglio da qualche parte nello spazio o nel tempo. Cancellata la memoria e chi la conserva, il problema è risolto.
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COME TI ERUDISCO IL PUPO 🌺🌺🌺
Meglio essere “complottista” per finta che bimbominkia per davvero.
Sfero
Siamo immersi fino al collo nella propaganda della NATO · Sfero
Al sentire di questi tempi levare lamenti per una supposta invadenza di “propaganda russa”, verrebbe da pensare che il buon Dio si sia dimenticato di dotare qualcuno del senso del ridicolo. Si è giunti persino a presentare, a cura del deputato renziano Borghi…
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Forwarded from Giulietto Chiesa Edizioni
ANDREA, VINCENZO, VITTORIO, GIORGIO
Ma questi ragazzi pieni di voglia di far conoscere una diversa visione del mondo, perché lo fanno???
Chi o cosa li spinge???
Mi chiedo spesso perché qualcuno dovrebbe mollare tutto il comfort della
nostra bella Italia per andare in una zona di guerra e raccontare ciò che vede.
Forse perché questo è il giornalismo, non trasformare la verità o quello che si vede per motivi vari, ma osservare e raccontare.
Un gruppo di matti, ANDREA, VINCENZO, VITTORIO, GIORGIO E MOLTI ALTRI, si sono attirati le ire del
Mainstream Italico… Sono finiti nelle liste dei PUTINIANI.
MA PERCHÉ LO FANNO???
Forse sono pagati con stipendi milionari?
Forse verranno ricompensati con chi sa cosa alla fine?
In realtà guardandoli sembra tutto molto più semplice.
Osservandoli bene di soldi non ne hanno proprio, sembrano invece romantici cavalieri armati di Go Pro e macchina fotografica, senza dimenticare il mitico telefonino.
Lo fanno un po’ perché sono FUORI COME UN BALCONE,
un po’ per la voglia di cambiare le cose e anche per AMORE, non della Russia, ma bensì della loro terra, L’ITALIA.
La nostra bella ITALIA NON PUÒ CONTINUARE A ESSERE IN QUESTE CONDIZIONI.
IL NOSTRO È UN GRANDE PAESE,
ognuno deve fare quello che può per cambiare le cose, per far sì che i nostri figli abbiano un mondo migliore SENZA GUERRE, e
senza domini.
Un mondo dove l’uomo sia superiore alla macchina e il pensiero domini sui computer.
Per cui leggiamo e ringraziamo i nostri ragazzi che non raccontano le loro storie dagli alberghi di lusso a Kiev o a Mosca in stile Mainstream, ma si sporcano le scarpe…
Seguite :
Andrea Lucidi
Vincenzo lorusso (Donbass Italia)
Vittorio RangeloniNews
Giorgio Bianchi
MOMO
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Ma questi ragazzi pieni di voglia di far conoscere una diversa visione del mondo, perché lo fanno???
Chi o cosa li spinge???
Mi chiedo spesso perché qualcuno dovrebbe mollare tutto il comfort della
nostra bella Italia per andare in una zona di guerra e raccontare ciò che vede.
Forse perché questo è il giornalismo, non trasformare la verità o quello che si vede per motivi vari, ma osservare e raccontare.
Un gruppo di matti, ANDREA, VINCENZO, VITTORIO, GIORGIO E MOLTI ALTRI, si sono attirati le ire del
Mainstream Italico… Sono finiti nelle liste dei PUTINIANI.
MA PERCHÉ LO FANNO???
Forse sono pagati con stipendi milionari?
Forse verranno ricompensati con chi sa cosa alla fine?
In realtà guardandoli sembra tutto molto più semplice.
Osservandoli bene di soldi non ne hanno proprio, sembrano invece romantici cavalieri armati di Go Pro e macchina fotografica, senza dimenticare il mitico telefonino.
Lo fanno un po’ perché sono FUORI COME UN BALCONE,
un po’ per la voglia di cambiare le cose e anche per AMORE, non della Russia, ma bensì della loro terra, L’ITALIA.
La nostra bella ITALIA NON PUÒ CONTINUARE A ESSERE IN QUESTE CONDIZIONI.
IL NOSTRO È UN GRANDE PAESE,
ognuno deve fare quello che può per cambiare le cose, per far sì che i nostri figli abbiano un mondo migliore SENZA GUERRE, e
senza domini.
Un mondo dove l’uomo sia superiore alla macchina e il pensiero domini sui computer.
Per cui leggiamo e ringraziamo i nostri ragazzi che non raccontano le loro storie dagli alberghi di lusso a Kiev o a Mosca in stile Mainstream, ma si sporcano le scarpe…
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
L'influenza di Washington sulla Corea del Sud è cosa nota: dai tempi della guerra di Corea il paese è occupato da basi militari USA e da decine di migliaia dei loro soldati, la sua classe politica ha pochi margini di autonomia e si stanno restringendo a vista d'occhio. Ciò che è meno noto sono le misure ostili che il paese ha preso contro la Russia. Vanno ben oltre l'imposizione di sanzioni su entità e navi russe. Ora anche gli scienziati russi sono presi di mira dalla discriminazione. Artem Oganov, un eminente scienziato e professore è stato invitato a parlare a un congresso scientifico in Corea del Sud a condizione che rimuovesse la sua affiliazione con la Russia dal sito ufficiale del congresso. Ha rifiutato spiegando i suoi motivi. (Trad. @LauraRuHK)
A PROPOSITO DELLA DIGNITÀ UMANA
Un paio di mesi fa, sono stato invitato a tenere una conferenza al Congresso Geologico Internazionale (Corea del Sud, agosto 2024). Due giorni fa, ho ricevuto una lettera dagli organizzatori che chiedeva che l'affiliazione russa fosse rimossa. Mi sono rifiutato di farlo - non puoi lasciarti umiliare. La scienza non deve essere trasformata in uno strumento di discriminazione. Ecco una lettera degli organizzatori del congresso e la mia risposta. Chiedo la massima condivisione. Da: Comitato Scientifico < XXXXXXXX>
Inviato: Venerdì 5 aprile 2024 11: 08
Oggetto: [IGC 2024] Richiesta di modifica della propria affiliazione sul sito ufficiale di IGC 2024
Cordiali saluti!
Il Comitato organizzatore di IGC 2024 è molto grato per la presentazione degli abstract.
Tuttavia, Le chiediamo sinceramente di cambiare la Sua affiliazione russa con l'affiliazione di un altro paese entro il 7 aprile 2024 (UTC + 9),
se possibile.
In caso contrario, non possiamo accettare gli abstract dalla Russia durante il periodo di revisione della prossima settimana secondo la politica di IUGS.
Se i Suoi abstacts non sono accettati a causa della nazionalità, la Sua quota può essere rimborsata.
Grazie ancora per la collaborazione.
Sinceramente,
Comitato Organizzatore CIG 2024
******
From: Artem Oganov
Inviato: Venerdì 5 aprile 2024 11: 39
A: XXXXXXXXXXXX
Oggetto: Fw: [IGC 2024] Richiesta di modifica della propria affiliazione sul sito ufficiale di IGC 2024
Cari colleghi,
Sono sconvolto, scioccato e deluso dalla vostra discriminazione contro gli scienziati russi. Tale discriminazione è contro lo spirito della scienza e non è compatibile con lo status internazionale del Congresso Geologico Internazionale che state organizzando.
Mentre alcune persone possono essere suscettibili alla xenofobia e all'isteria indotta dai media e dai politici, gli intellettuali dovrebbero essere al di sopra di questo. Spero che dopo un ripensamento sarete d'accordo sul fatto che la discriminazione non dovrebbe avere posto nella scienza, in nessun evento internazionale e, più in generale, nella società - e permetterà a me e a tutti gli altri scienziati russi di usare le nostre affiliazioni russe alla CIG. Altrimenti non sarò in grado di partecipare e dovrò dare a questo caso la massima pubblicità internazionale possibile, al fine di sradicare la discriminazione e il razzismo dalla scienza.
P.S. Non ho mai visitato la Corea, ma ho visitato molte volte altri paesi asiatici (in particolare la Cina) di cui apprezzo l'atteggiamento accogliente e ospitale. Mi aspettavo un atteggiamento simile in Corea del Sud, ma la Sua lettera ha dimostrato che forse mi sbagliavo.
Cordialmente vostro,
Artem R. Oganov PhD DSci FRSC
******https://t.me/ArtemROganov/1504
A PROPOSITO DELLA DIGNITÀ UMANA
Un paio di mesi fa, sono stato invitato a tenere una conferenza al Congresso Geologico Internazionale (Corea del Sud, agosto 2024). Due giorni fa, ho ricevuto una lettera dagli organizzatori che chiedeva che l'affiliazione russa fosse rimossa. Mi sono rifiutato di farlo - non puoi lasciarti umiliare. La scienza non deve essere trasformata in uno strumento di discriminazione. Ecco una lettera degli organizzatori del congresso e la mia risposta. Chiedo la massima condivisione. Da: Comitato Scientifico < XXXXXXXX>
Inviato: Venerdì 5 aprile 2024 11: 08
Oggetto: [IGC 2024] Richiesta di modifica della propria affiliazione sul sito ufficiale di IGC 2024
Cordiali saluti!
Il Comitato organizzatore di IGC 2024 è molto grato per la presentazione degli abstract.
Tuttavia, Le chiediamo sinceramente di cambiare la Sua affiliazione russa con l'affiliazione di un altro paese entro il 7 aprile 2024 (UTC + 9),
se possibile.
In caso contrario, non possiamo accettare gli abstract dalla Russia durante il periodo di revisione della prossima settimana secondo la politica di IUGS.
Se i Suoi abstacts non sono accettati a causa della nazionalità, la Sua quota può essere rimborsata.
Grazie ancora per la collaborazione.
Sinceramente,
Comitato Organizzatore CIG 2024
******
From: Artem Oganov
Inviato: Venerdì 5 aprile 2024 11: 39
A: XXXXXXXXXXXX
Oggetto: Fw: [IGC 2024] Richiesta di modifica della propria affiliazione sul sito ufficiale di IGC 2024
Cari colleghi,
Sono sconvolto, scioccato e deluso dalla vostra discriminazione contro gli scienziati russi. Tale discriminazione è contro lo spirito della scienza e non è compatibile con lo status internazionale del Congresso Geologico Internazionale che state organizzando.
Mentre alcune persone possono essere suscettibili alla xenofobia e all'isteria indotta dai media e dai politici, gli intellettuali dovrebbero essere al di sopra di questo. Spero che dopo un ripensamento sarete d'accordo sul fatto che la discriminazione non dovrebbe avere posto nella scienza, in nessun evento internazionale e, più in generale, nella società - e permetterà a me e a tutti gli altri scienziati russi di usare le nostre affiliazioni russe alla CIG. Altrimenti non sarò in grado di partecipare e dovrò dare a questo caso la massima pubblicità internazionale possibile, al fine di sradicare la discriminazione e il razzismo dalla scienza.
P.S. Non ho mai visitato la Corea, ma ho visitato molte volte altri paesi asiatici (in particolare la Cina) di cui apprezzo l'atteggiamento accogliente e ospitale. Mi aspettavo un atteggiamento simile in Corea del Sud, ma la Sua lettera ha dimostrato che forse mi sbagliavo.
Cordialmente vostro,
Artem R. Oganov PhD DSci FRSC
******https://t.me/ArtemROganov/1504
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Artem. R. Oganov
О ЧЕЛОВЕЧЕСКОМ ДОСТОИНСТВЕ
Пару месяцев назад меня пригласили прочитать лекцию на Международном Геологическом Конгрессе (Ю. Корея, август 2024). Два дня назад я получил от организаторов письмо с требованием убрать российскую аффилиацию. Я отказался это делать…
Пару месяцев назад меня пригласили прочитать лекцию на Международном Геологическом Конгрессе (Ю. Корея, август 2024). Два дня назад я получил от организаторов письмо с требованием убрать российскую аффилиацию. Я отказался это делать…
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Forwarded from Giubbe Rosse
PUNTI CHIAVE DELL'ARTICOLO
"La Russia compie attacchi ibridi contro stati membri dell'UE" è un'ardita perifrasi, oltre che un'acrobazia diplomatica, per non dire che gli stati membri che si permetteranno di eleggere partiti, coalizioni o presidenti sgraditi a Bruxelles (vedi Slovacchia, prima ancora Ungheria) verranno considerati d'ufficio come filorussi e trattati come tali. Significa anche, implicitamente, che chi si opporrà a questa narrativa verrà accusato di fare "disinformazione" e si esporrà fatalmente al rischio di censura. Di fronte alla "sicurezza continentale" non ci sarà più spazio per la libertà di espressione, così come di fronte alla "sicurezza sanitaria" non c'era spazio per la libera scelta individuale.
Gli USA ci hanno delegato la difesa del confine orientale mentre si preparano al grande scontro con la Cina. A loro non importa come troviamo i soldi, via debito comune o semplicemente aumentando la spesa nazionale, quello che conta è che la spesa per la difesa dovrà aumentare. Trump o non Trump, ci toccherà.
È l'idea lanciata giorni fa da Veronica De Romanis: debito comune per la difesa (la stessa che predicava che l'austerità fa crescere...). Prevarrà questa strada alla fine, perché sarà un'ottima scusa per sottrarre altra sovranità agli stati nazionali e avere un ministero della difesa europeo de facto. Detto in parole diverse, la minaccia russa verrà agitata e sfruttata non solo per imporre il riarmo dell'Europa, ma anche per accelerare l'unificazione.
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“La Russia minaccia l’Europa”, sia attraverso la guerra in corso in Ucraina che attraverso attacchi ibridi contro gli Stati membri dell’UE, ha detto martedì Josep Borrell in un discorso a Bruxelles.
"La Russia compie attacchi ibridi contro stati membri dell'UE" è un'ardita perifrasi, oltre che un'acrobazia diplomatica, per non dire che gli stati membri che si permetteranno di eleggere partiti, coalizioni o presidenti sgraditi a Bruxelles (vedi Slovacchia, prima ancora Ungheria) verranno considerati d'ufficio come filorussi e trattati come tali. Significa anche, implicitamente, che chi si opporrà a questa narrativa verrà accusato di fare "disinformazione" e si esporrà fatalmente al rischio di censura. Di fronte alla "sicurezza continentale" non ci sarà più spazio per la libertà di espressione, così come di fronte alla "sicurezza sanitaria" non c'era spazio per la libera scelta individuale.
“Il conflitto ai confini dell’UE ha messo in luce il settore della difesa e il sottoinvestimento delle capacità militari del blocco."
Gli USA ci hanno delegato la difesa del confine orientale mentre si preparano al grande scontro con la Cina. A loro non importa come troviamo i soldi, via debito comune o semplicemente aumentando la spesa nazionale, quello che conta è che la spesa per la difesa dovrà aumentare. Trump o non Trump, ci toccherà.
“Abbiamo bisogno di un nuovo veicolo finanziario intergovernativo paragonabile a quello che abbiamo creato durante la crisi finanziaria [dell’eurozona]”.
È l'idea lanciata giorni fa da Veronica De Romanis: debito comune per la difesa (la stessa che predicava che l'austerità fa crescere...). Prevarrà questa strada alla fine, perché sarà un'ottima scusa per sottrarre altra sovranità agli stati nazionali e avere un ministero della difesa europeo de facto. Detto in parole diverse, la minaccia russa verrà agitata e sfruttata non solo per imporre il riarmo dell'Europa, ma anche per accelerare l'unificazione.
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PACVS 🌺🌺🌺
"Pi-ei-si-vi-es", ovvero post-acute COVID-19 vaccination syndrome, sindrome post-acuta da vaccino COVID-19. Qui descritta la vicenda di una signora di 51 anni che dopo la seconda dose di Pfizer si ritrova con miopericardite cronica, coagulopatia, sindrome di Guillain-Barré (GBS) e una serie di altre anomalie oculari, dermatologiche, immunologiche e del sistema nervoso centrale. La GBS in particolare si manifesta con lievi lesioni multiple dei nervi cranici, neuropatia delle piccole fibre che colpisce il sistema autonomo con sindrome da tachicardia posturale e ipotensione ortostatica e disturbi sensoriali negli arti superiori e inferiori, un quadro del tutto sovrapponibile a quello descritto da tantissimi danneggiati da vaccino. Bene, dunque, anzi benissimo che finalmente compaiano pubblicazioni nella letteratura medico-scientifico che contribuiscano, come questa, a condividere l'esperienza, obiettivandola e fornendo anche i risultati, tutto sommato favorevoli, dei tentativi razionali di cura. Queste le conclusioni dello studio, che vanno scolpite nel granito e forse anche tatuate indelebilmente sulla pelle di troppi "negazionisti": "Il caso dimostra che la vaccinazione contro la SARS-CoV-2 può essere complicata dal PACVS che si manifesta come miopericardite cronica, coagulopatia, GBS con disautonomia predominante e compromissione della competenza immunitaria, e che la diagnosi di PACVS può essere ritardata di mesi. Una diagnosi ritardata di PACVS può comportare un ritardo nel trattamento appropriato e il prolungamento dei sintomi invalidanti. I pazienti e i medici dovrebbero essere sensibilizzati al PACVS per migliorare la gestione diagnostica e terapeutica in termini di costi per i pazienti e per il sistema sanitario."
https://www.cureus.com/articles/233268-myocarditis-coagulopathy-and-small-fibre-sensory-and-multiple-cranial-nerve-neuropathy-complicating-bnt162b2-vaccination-a-case-report
"Pi-ei-si-vi-es", ovvero post-acute COVID-19 vaccination syndrome, sindrome post-acuta da vaccino COVID-19. Qui descritta la vicenda di una signora di 51 anni che dopo la seconda dose di Pfizer si ritrova con miopericardite cronica, coagulopatia, sindrome di Guillain-Barré (GBS) e una serie di altre anomalie oculari, dermatologiche, immunologiche e del sistema nervoso centrale. La GBS in particolare si manifesta con lievi lesioni multiple dei nervi cranici, neuropatia delle piccole fibre che colpisce il sistema autonomo con sindrome da tachicardia posturale e ipotensione ortostatica e disturbi sensoriali negli arti superiori e inferiori, un quadro del tutto sovrapponibile a quello descritto da tantissimi danneggiati da vaccino. Bene, dunque, anzi benissimo che finalmente compaiano pubblicazioni nella letteratura medico-scientifico che contribuiscano, come questa, a condividere l'esperienza, obiettivandola e fornendo anche i risultati, tutto sommato favorevoli, dei tentativi razionali di cura. Queste le conclusioni dello studio, che vanno scolpite nel granito e forse anche tatuate indelebilmente sulla pelle di troppi "negazionisti": "Il caso dimostra che la vaccinazione contro la SARS-CoV-2 può essere complicata dal PACVS che si manifesta come miopericardite cronica, coagulopatia, GBS con disautonomia predominante e compromissione della competenza immunitaria, e che la diagnosi di PACVS può essere ritardata di mesi. Una diagnosi ritardata di PACVS può comportare un ritardo nel trattamento appropriato e il prolungamento dei sintomi invalidanti. I pazienti e i medici dovrebbero essere sensibilizzati al PACVS per migliorare la gestione diagnostica e terapeutica in termini di costi per i pazienti e per il sistema sanitario."
https://www.cureus.com/articles/233268-myocarditis-coagulopathy-and-small-fibre-sensory-and-multiple-cranial-nerve-neuropathy-complicating-bnt162b2-vaccination-a-case-report
Cureus
Myocarditis, Coagulopathy, and Small Fibre, Sensory, and Multiple Cranial Nerve Neuropathy Complicating BNT162b2 Vaccination: A…
SARS-CoV-2 vaccinations can lead to complications, including post-acute COVID-19 vaccination syndrome (PACVS). There has been no report of a patient with PACVS presenting with Guillain-Barre syn...
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