Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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LIBERTA' DI SCELTA 🌺🌺🌺
Elle Macpherson è una nota modella e attrice statunitense che sette anni fa fu operata per un tumore mammario localizzato. I media statunitensi in questi giorni danno spazio ad alcune sue memorie nelle quali tra l'altro dichiara che dopo la chirurgia rifiutò la chemioterapia e optò per una cura naturopatica, cui attribuisce la definitiva scomparsa della malattia. Pare che certi media critichino questa posizione definendola antiscientifica e contro i medici e la medicina ufficiale. Trovo invece personalmente molto equilibrato e giusto il commento di questo post su Sensible Medicine, scritto tra l'altro dall'oncoematologo Vinay Prasad, nel quale si osserva come la scelta della donna sia pienamente legittima. La chemioterapia adiuvante dopo chirurgia mammaria dà in media un piccolo beneficio aggiuntivo a costo di vari effetti avversi: la chirurgia è risolutiva per 16 donne su 20, e aggiungere la chemioterapia ne salva una diciassettesima, mentre i dati oggi disponibili ci dicono che attualmente 3 donne su 20 finiranno comunque per avere una recidiva anche se avranno scelto la chemioterapia oltre alla chirurgia. Elle Macpherson dunque ha rinunciato a 1 ventesimo di probabilità di guarigione per evitare i rischi della chemioterapia, Ma dalla sua parte c'erano già altri 16 ventesimi. Dal canto suo, Elle Macpherson tuttavia sbaglia nell'associare alla naturopatia la sua buona salute, con ogni probabilità dovuta al trattamento chirurgico risolutivo. La vicenda esemplifica alquanto bene gli "opposti estremismi" che si riproducono quasi costantemente in medicina ogni volta che una persona si trova di fronte a certe scelte: in primo luogo, il tema della libertà di scelta. Che deve prevalere sempre e comunque su qualsiasi dato medico-scientifico, poiché nessuno a eccezione del diretto interessato può soppesare nella maniera soggettivamente più giusta i propri valori e le proprie priorità. E questo non è per nulla antiscientifico. La scienza non si offende certo, anche perché la scienza come tale non esiste: essa è un metodo di analisi e valutazione che fornisce evidenze. Sulla base delle quali poi le persone scelgono. Come pare a loro. Tanto meno si offendono i medici, che hanno giurato di curare i malati in scienza e coscienza. E quest'ultima comprende prima di tutto amore, compassione e rispetto, per il malato e per le sue scelte. E infine, dall'altro lato, simmetrico e speculare alla medicina scientista, ci sta il rimedio alternativo, anche lui una libera scelta ma che allo stato attuale delle conoscenze è del tutto improbabile che in questa vicenda abbia avuto un ruolo. E tutte le Elle Macpherson, attribuendo invece ad approcci non documentati le loro guarigioni e la loro buona salute, diventano ideali sparring partner delle posizioni scientiste. Quindi, cari miei, tiriamoci tutti fuori da tutti questi falsi opposti dualismi e manteniamo dritta la barra sulla rotta della libertà di scelta e del rispetto della dignità di ognuno, e dunque dei valori e delle priorità personali.

NB: a margine c'è poi ovviamente tutto un altro discorso che riguarda come e perché possano esistere o non esistere evidenze documentali a favore di determinati sistemi di cura. Indubbiamente importantissimo, ma che nella vicenda qui narrata non sposta comunque nemmeno una virgola.

https://www.sensible-med.com/p/elle-macpherson-made-a-reasonable
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COLLATERALITA' 🌺🌺🌺
Un professore universitario ha due compiti: ricerca e insegnamento. In grande parte delle varie discipline mediche questi due compiti possono essere svolti solo se l'universitario "fa il medico", ovvero svolge, in termini tecnici, attività assistenziale. Nel nostro paese, sistema sanitario e università sono oggi separati (sono esistiti in passato ospedali a gestione universitaria, oggi ne sopravvivono un paio ma per comune consenso fu un esperimento fallimentare, poi, chissà...), e dunque per consentire al professore universitario di medicina di "fare il medico" serve un accordo tra università e ospedale, che di regola prende le forme di una "convenzione". Così l'università "cede" all'ospedale per una certa parte del tempo il proprio professore e l'ospedale in cambio gli "concede" di "fare il medico" nelle proprie strutture, permettendogli in tal modo di svolgere al meglio i compiti di insegnamento e ricerca. L'universitario in ospedale fa quindi alla fine tre cose: insegnamento, ricerca e assistenza. Quest'ultima funzionale alle prime due. E per consentire la realizzazione delle prime due (non scordiamo che il medico universitario resta un dipendente dell'università prestato per un tempo limitato all'ospedale), l'impegno assistenziale ha un limite orario che deve essere inferiore a quello del medico ospedaliero. Ma. Ma poi c'è un ma. Il sistema sanitario del nostro paese è da decenni definanziato, i reparti sono sotto organico, mancano i letti, i pronto soccorso scoppiano e le liste d'attesa sono infinite. Così alla resa dei conti tra le tante conseguenze di questa crisi c'è anche il "sequestro" degli universitari che finiscono per assumersi gli stessi carichi di lavoro (sovrabbondanti) degli ospedalieri, rubando giusto qualche ora qua e là per entrare in aula (quando non finiscono per mandare in sostituzione il giovane assistente/specializzando). Alle riunioni universitarie il professore convenzionato arriva di regola in ritardo, se ne va in anticipo e talora non viene nemmeno, convocato da direttori generali, sanitari, in regione, per i budget, i piani strategici e via dicendo. Oppure semplicemente (ed entro certi limiti anche giustamente) ha i turni in reparto e in sala operatoria (purtroppo in qualche caso anche in clinica privata e nell'ambulatorio personale, ma questa è un'altra storia). Per cercare di spiegare come la crisi del sistema sanitario si trascini nel baratro tanti altre questioni meno visibili ma jon per questo con conseguenze meno gravi. Così, ad esempio dal mio punto di vista di medico esclusivamente universitario che per la propria ricerca cinica deve contare sulla collaborazione dei colleghi che stanno in ospedale e hanno contatto diretto con i pazienti, negli ultimi venti anni l'attività sul fronte clinico si è fatta sempre più difficile e complessa. La ricerca clinica nel sistema sanitario è residuale. Ovvio da un punto di vista ospedaliero: l'ospedale deve prendersi cura e tra i suoi mandati istituzionali non c'è la ricerca se non residualmente e di riflesso rispetto all'eventuale rapporto con l'università. Ma se poi ai medici universitari, travolti dai carichi di lavoro ospedalieri, il tempo per la ricerca viene tolto a volte del tutto, che si fa? E questo riguarda non solo i professori di ruolo ma anche e soprattutto i giovani, neolaureati e specializzandi. Come può se non a prezzo di grande motivazione ed enormi sacrifici un giovane medico intraprendere un percorso di ricerca? Chiaro che se già di regola la questione era vocazionale e riguardava una naturale minoranza di medici, oggi rischia di apparire una vocazione al martirio, tanto più che un percorso di ricerca scientifica ha comunque poco e nullo valore per la carriera ospedaliera o peggio ancora territoriale. Credo sia anche questo uno dei maggiori aspetti che fanno sì che oggi i medici abbiano una formazione sempre minore alla ricerca. Questo è un problema? Un medico di regola dovrebbe fare il medico e non il ricercatore, no?

(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)

Certo, ma una esperienza anche minima di ricerca, magari nei primi anni dopo la laurea, magari con un triennio di dottorato, attrezza comunque con tutto un patrimonio di conoscenze che consentono ad esempio di apprezzare criticamente la letteratura medico-scientifica e i risultati degli studi di base e clinici. Diversamente, restano solo i bugiardini dei medicinali e l'informatore farmaceutico. E si potrebbe proseguire lungamente questo discorso che presenta aspetti molteplici e complessi. Per ora mi fermo qui ma mi riprometto di tornare sull'argomento. E nel frattempo non si può che constatare come il declino della ricerca scientifica passi anche dalla crisi del sistema sanitario.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇷🇺 PUTIN IRONICO SULLE ELEZIONI IN USA: "SE BIDEN RACCOMANDA KAMALA HARRIS, ALLORA VA BENE ANCHE PER NOI"
Chi è il nostro candidato preferito? Non sta a noi decidere. Sta agli americani scegliere. Per quanto ci riguarda, il nostro candidato preferito, se così possiamo chiamarlo, era il presidente in carica, il signor Biden. Solo che Biden è stato rimosso dalla corsa alla presidenza. E ha chiesto ai suoi sostenitori di appoggiare Kamala Harris: E allora lo faremo anche noi. Ha una risata così espressiva, così viva, che indica che sta lavorando molto bene. Trump ha imposto così tante sanzioni alla Russia, più di qualsiasi presidente precedente. Chissà, magari la signora Harris si asterrà dal fare certe azioni. Ma, in fondo, la scelta spetta solo agli americani e noi la rispetteremo.

Trollata epica.

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VIOLENZA SANITARIA 🌺🌺🌺
Tra le notizie di ieri mi colpiva la proposta di legge di uno dei partiti di governo che mira a introdurre "la sospensione della gratuità di assistenza" per coloro che si rendessero responsabili di aggressioni a personale sanitario. La sospensione riguarderebbe "le cure programmate e di elezione" e "le somme introitate dalle Asl in applicazione della legge dovranno essere vincolate a potenziare la sicurezza negli ambienti sanitari." Ora, proprio in quanto sono contrario ad atti di violenza di qualsiasi genere, a me questa proposta pare di una violenza inaudita, e altrettanto violento e aggressivo è l'appoggio che riceve da troppe sigle associative e sindacali rappresentative delle professioni mediche e sanitarie. Che si possa anche solo pensare a una legge del genere trovo sia il segno di quanto questo nostro paese si sia imbarbarito in questi anni, dopo aver attraversato la guerra civile della pandemia in cui siamo stati nostro malgrado scaraventati in un tutti contro tutti di odio sociale e di ignobili bassezze. Ma, confesso, ieri non sapevo come commentare la notizia e allora la ho accantonata. Mi imbatto invece oggi in un commento come al solito puntuale e preciso di Emilio Mordini che condivido parola per parola e che con il suo permesso riporto qui di seguito. In questi giorni sto incontrando molti studenti di medicina per gli esami e tra qualche settimane riprenderò le lezioni in aula. Mentre li osservo e li ascolto parlare oppure mentre svolgo le mie lezioni, non posso fare a meno di chiedermi quanti di loro in futuro saranno capaci di conservare la loro umanità e quanti invece si renderanno responsabili di atteggiamenti e atti vili e infami. Penso e spero che tra di loro ce ne siano molti dei primi, temo che ce ne siano anche dei secondi.

Il commento di Emilio Mordini: "Non amo e detesto la violenza fisica e condanno comunque queste cose e le plebi in rivolta con i forconi le trovo orrende e bestiali. Ciò premesso a scanso di ulteriori equivoci. Dal 2020 nulla è più lo stesso e non c’entra con il sistema sanitario nazionale. Da quando ho visto ballare Jerusalema nei reparti rianimazione, da quando una partoriente è stata lasciata morire lei e il bimbo perché non aveva il greenpass, da quando si sono portati i pazienti alla morte senza curarli per poi dar loro il colpo di grazia intubandoli, da quando medici e infermieri scrivevano in tanti sui social che loro i no-vax li avrebbero lasciati tutti morire, da quando tutti (ripeto tutti) hanno accettato e ancora accettano che chiunque muoia COVID positivo in ospedale sia chiuso spogliato dentro un sacco della spazzatura e Il suo corpo non sia mostrato ai parenti ma trattato come un rifiuto speciale, da allora io ho detto “non in mio nome”. E guardate non è nemmeno questione se avessero torto o ragione rispetto alla pericolosità del COVID ma che quando la pietà è morta sino a questo punto, questa gente non ha più nulla a che fare con medici e infermieri che hanno fatto parte della mia storia di medico e di quella delle generazioni di medici della mia famiglia."

https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=124131&fr=n
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ROSOLIA E SCLEROSI MULTIPLA 🌺🌺🌺
Da decenni riceve attenzione il tema della relazione tra virus, vaccini e sviluppo di sclerosi multipla. Tra i primi, negli ultimi anni sta attirando l'attenzione dei ricercatori il virus di Epstein-Barr (quello della mononucleosi), riguardo ai secondi esistono molti studi vari dei quali prevedibilmente controversi e a oggi l'orientamento prevalente nega qualsiasi relazione, forse non sorprendentemente. In questa cornice si inserisce uno studio svedese appena pubblicato che esamina campioni biologici archiviati di persone che successivamente svilupparono la sclerosi multipla ricercando correlazioni con la sieropositività contro il virus della rosolia, distinguendo quindi le sieropositività virali da quelle vaccinali e infine aggiuntando per l'eventuale positività ad altri virus sospettati di avere una relazione con la malattia, quali gli herpes e il varicella/zoster. Bene, i risultati mostrano una correlazione chiara con l'infezione virale, che moltiplica per 4 il rischio (tra 1,8 e 8,8), ma anche con la sieropositività post-vaccinale, tuttavia più debole con un valore di rischio di 1,7 e che quasi si perde quando si aggiusta per gli altri virus (tra 1,0 e 2,9). Risultati suggestivi tanto più se si tiene presente che il vaccino della rosolia è a base di virus vivo e attenuato. Risultati da prendere come sempre con beneficio d'inventario poiché sono il solito studio osservazionale epidemiologico retrospettivo, che come tutti gli studi del genere zoppica saltellando sulla singola gamba dell'analisi statistica. Certo converrebbe su queste basi studiare direttamente i meccanismi attraverso i quali il virus della rosolia anche attenuato come quello vaccinale potrebbe essere in grado di indurre modificazioni verosimilmente immunitarie e infiammatorie tali da portare in alcuni casi all'insorgenza di una vera e propria malattia autoimmune come la sclerosi multipla.

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/ene.16387
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ANCORA MIOCARDITI BENIGNE 🌺🌺🌺
Stavolta tocca a uno studio statunitense ospitato dalla rivista eClinicalMedicine, un titolo di The Lancet, presentare dati sulle miocarditi post-vaccino covid nei giovani. A questo giro il confronto di riferimento sono le sindromi infiammatorie multisistemiche post infezione da SARS-CoV-2. Dal confronto, le miocarditi post-vaccino risultano complessivamente meno gravi. Ma che significa questa definizione?
Vuol dire ad esempio che nel post vaccino "solo" il 17% aveva ridotta funzionalità cardiaca, "solo" il 23% aveva una severità più che lieve, "solo" il 25% finiva in terapia intensiva e il ricovero in ospedale era di "soli" 2-3 giorni in media. E malgrado questo, i segni strumentali di danno miocardico erano maggiormente presenti post vaccino (82% dei casi), erano più che lievi (48% dei casi) con un maggiore interessamento cardiaco. Inoltre c'era più spesso edema del miocardio e rimodellamento del tessuto (41% e 31% rispettivamente).
In questa casistica sono inoltre disponibili dati sugli esiti a mesi di distanza. Fortunatamente nessun decesso o trapianto cardiaco, ma nel 28% dei casi sintomi cardiaci erano presenti mesi dopo il vaccino, aritmie di vario genere nel 4% e alterazioni ECG nel 23%. Disfunzione ventricolare ed edema tendevano a scomparire ma a mesi di distanza erano ancora presenti nel 4%, e segni strumentali di danno miocardico persistevano nel 60%.
Le miocarditi in sindromi multiinfiammatorie sistemiche erano peggio? Forse, certo non per tutti gli aspetti considerati. Ma anche le si volesse considerare "in media" più gravi, rimane il fatto che le miocarditi postvaccino in percentuali certo non trascurabili e spesso superiori alla metà del totale si manifestano con elevata gravità. Quindi, per favore nessuno dica che le miocarditi postvaccino non possono essere gravi, ma al massimo che "hanno in media minore probabilità di esserlo". Ma possono esserlo? Purtroppo sì. Questo è il dato e a fronte di questo dato costringere persone che dal SARS-CoV-2 hanno poco e nulla da temere, come i più giovani, a rischiare un calvario del genere di quello delle miocarditi è inaccettabile. Diverso è se una persona "vuole", se sceglie consapevolmente. Ci diciamo sempre che ognuno ha sue insindacabili personali priorità e scale di valori. Ma la costrizione, peggio se con ricatto e plagio, quella proprio no.
Infine, questo studio non precisa con che criterio ha definito le miocarditi "post-vaccino", e in particolare non chiarisce se come è verosimile abbia applicato la solita ristretta finestra temporale. Ma d'altra parte anche l'attribuzione delle sindromi multiinfiammatorie sistemiche al virus è circostanziale, dunque tutti questi studi hanno un grado di soggettività e opinabilità abbastanza elevato e a noi non resta che prenderli per quello che sono.

https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(24)00388-2/fulltext
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LA RANA E LO SCORPIONE 🌺🌺🌺
Le grandi multinazionali farmaceutiche non sono cattive, è semplicemente la loro natura che le porta a comportarsi in determinate maniera. Il blog di Maryanne Demasi, giornalista e investigatrice scientifica, ospita oggi le considerazioni di un medico sui comportamenti illegali delle case farmaceutiche, che include tra l'altro il racconto estremamente puntuale e dettagliato della vicenda rofecoxib, forse più noto come Vioxx, il medicinale antiinfiammatorio che tra il 1998, quando fu commercializzato, e il 2004, quando fu ritirato, si stima sia stato responsabile di diverse decine di migliaia di morti cardiache in eccesso, quasi 100.000 nell'ipotesi migliore e oltre 150.000 in quella peggiore. Post da leggere, anche in tradizione automatica che comunque rende bene. Commento a margine: rofecoxib non fu ritirato sulla base di dati epidemiologici e tanto meno per la constatazione di eccessi di mortalità nella popolazione, bensì sulla base di studi clinici controllati che documentarono il maggior rischio di morti cardiache e della constatazione di un mecanismo d'azione che rendeva più che plausibile il collegamento tra il farmaco e queste ultime. Due elementi che nel caso odierno dei vaccini covid in particolar modo a RNA restano frammentari e indiziari. Gli studi farmacotossicologici su questi prodotti sono pochissimi e gli studi clinici controllati sono ancor meno, oltre tutto tutti interrotti dopo poche settimane. Malgrado questo, quanto meno lo studio Pfizer documentò più decessi nei vaccinati, e proprio per morti cardiache, Un indizio che da solo non fa una prova. E così restiamo a baloccarci con epidemiologia e statistica.

https://blog.maryannedemasi.com/p/big-pharma-corrupted-medicine-i-dont
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Media is too big
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Già coautrice di un noto documentario - Lyd - che racconta la storia della omonima antica città palestinese dal 1948 in mano israeliana dopo il massacro degli abitanti, la regista ebrea Sarah Friedland sorprende tutti col suo discorso al festival di Venezia.

Accettando il premio Leone del Futuro per il miglior film d'esordio alla Mostra per "Familiar Touch", dice:
"Accetto questo premio nel 336° giorno del genocidio di Israele a Gaza e nel 76° anno di occupazione.  È nostra responsabilità, come registi, utilizzare le piattaforme istituzionali in cui lavoriamo per affrontare l’impunità di Israele sulla scena globale".

Scroscianti gli applausi un sala, non è stato possibile cogliere un solo segnale di disappunto.
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LE ORIGINI DEL COVID 🌺🌺🌺
Un editoriale sul BMJ si interroga in questo giorni, facendo il punto sulle evidenze a favore dell'origine naturale e su quelle che suggeriscono invece una fuga più o meno accidentale da un laboratorio. Testo preciso e documentato, da leggere e conservare. Mancano tuttavia almeno un riferimento, alla nota e controversa questione della sequenza brevettata, e una considerazione, ovvero che le responsabilità legate allo scatenamento della pandemia sono talmente enormi che un'ammissione di colpa sarebbe motivo ampiamente sufficiente per rovesciare qualsiasi "ordine costituito".

https://www.bmj.com/content/386/bmj.q1578
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Forwarded from Luogocomune2
TUTTI A SCUOLA DALLA PFIZER!

https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=z5z2Xpdp_UI

Per il nostro futuro possiamo stare tranquilli. I nostri bambini impareranno le “verità scientifiche” direttamente dalla case farmaceutiche. Non ci sarà più bisogno delle virostar e dei giornalisti al soldo di Big Pharma, che decantano dal piccolo schermo le proprietà miracolose dei nuovi vaccini genici, ora i ragazzi impareranno queste cose direttamente dalla bocca dei loro produttori.

Ha iniziato infatti a girare per gli Stati Uniti il primo “bus scientifico” della Pfizer. Al suo interno, gli studenti posso fare un percorso guidato, che li porterà dalla identificazione di una “strana malattia” allo studio di un rimedio appropriato, che si conclude naturalmente con la produzione di un nuovo vaccino per debellare quella malattia.

In realtà, quella che viene “vaccinata” è la mente stessa del bambino, che impara fin da piccolo l’equazione malattia-vaccino come se fosse qualcosa di automatico e indissolubile. E’ quello che Giulietto Chiesa chiamava “la formattazione” delle menti giovanili fin dalla più tenera età, fatta per impedire che in età matura possano eventualmente porsi delle domande scomode.

Lasciando da parte altri commenti per noi superflui, vorremmo far notare tre cose su questa particolare iniziativa:

1 - La Pfizer è semplicemente la casa farmaceutica che è stata multata più di qualunque altra per aver ingannato il pubblico sull’efficacia dei propri prodotti: fino ad oggi la Pfizer ha sborsato infatti la cifra-record di 2,3 MILIARDI di dollari per promozione ingannevole dei loro farmaci. https://www.justice.gov/opa/pr/justice-department-announces-largest-health-care-fraud-settlement-its-history

Sembra quindi giusto affidare a loro l’educazione medico-scientifica dei nostri bambini .

2 – Nel video promozionale della Pfizer i bambini vengono accolti da un “simpatico” cagnolino meccanico. Notiamo che è lo stesso cagnolino meccanico progettato dalla Darpa che viene già utilizzato in diverse parti del mondo per compiere sorveglianza attiva sui cittadini.

In altre parole, abituiamo già i bambini alla sua presenza fin da piccoli, in modo che gli risulti assolutamente normale ritrovarselo davanti, da grandi, quando il “simpatico cagnolino” gli chiederà magari i documenti (o il passaporto vaccinale) in una strada di Los Angeles o di Detroit.

3 - Naturalmente quelli della Pfizer – che oltre ad essere paladini della “scienza” sono anche paladini della libertà di espressione – hanno deciso di disabilitare i commenti sotto al loro video promozionale. Non si sa mai, che ci fosse in giro qualche pazzerelone no-vax che li vuole contestare.

Massimo Mazzucco
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SECONDE OPINIONI 🌺🌺🌺
In questo post, Vinay Prasad oncoematologo e docente all'UCSF parte dalla vicenda di una donna che, affetta da mieloma, richiede seconde opinioni sulla terapia per lei ottimale a tre dei maggiori esperti del paese finendo per ottenere tre indicazioni completamente differenti l'una dall'altra. Prasad ragiona quindi sul senso delle seconde opinioni e in generale sul conflitto di interessi che in oncologia genera un caos inestricabile di evidenze contraddittorie e di scarso rilievo che alimentano trattamenti privi di adeguata documentazione.

"I dottori prendono centinaia di migliaia di dollari dalle aziende farmaceutiche e poi raccomandano quei farmaci costosi e tossici ai pazienti per usi che non hanno dati randomizzati validi. Gli stessi dottori aiutano le aziende a progettare le sperimentazioni che ripetutamente non riescono a eseguire i confronti giusti, il che aiuta a garantire che le loro raccomandazioni non comprovate rimangano non falsificabili (non si può dire che siano sbagliate, ma solo che non ci sono prove che siano giuste). Gli ospedali guadagnano soldi dall'autotrapianto e si rifiutano di dare ascolto alle prove che affermano che non ha alcun beneficio sulla sopravvivenza. I dottori guadagnano soldi dai secondi pareri e non si preoccupano di confondere il paziente mentre assecondano la loro fantasia di essere il miglior dottore. Il sistema è fondamentalmente rotto. Non verrà riformato dall'interno. Solo la pressione esterna può incrinarlo."

Prasad conclude raccomandando di prendere sempre visione dei finanziamenti dalle case farmaceutiche ricevuti dai medici, e di diffidare di quelli che prendono soldi da chi raccomanda trattamenti costosi e non adeguatamente documentati. Questo è possibile negli USA dove una legge ha introdotto da molti anni una piattaforma liberamente consultabile. Da noi esiste una legge analoga che tuttavia affida la pubblicazione di queste informazioni alle singole industrie farmaceutiche le quali finiscono per seppellirli in sottosezioni introvabili dei loro siti web.

https://www.drvinayprasad.com/p/an-overdose-of-second-opinions
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Il modo in cui Repubblica si pote nei confronti della fuga dalla leva:

- in Russia si chiama obiezione di coscienza (a cui l'Europa deve aprire le porte);

- In Ucraina si chiama piaga della Diserzione.

Le asimmetrie ideologiche di Molinari che rendono il suo giornalismo un' attività di militanza e mobilitazione piuttosto che informazione.

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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Il 9 Settembre del 2024 la nazionale calcistica italiana sfidò Israele nella UEFA Nations League, in teoria competizione continentale.

Accadeva nel 338° giorno di genocidio israeliano in Palestina, con 41.000 morti accertati.
Chi voleva vedere - impotente - avanti agli occhi aveva il vivido esempio della regressione dell'uomo a bestia. Gli altri riuscivano ad ignorare o a derubricare quel tanto che bastasse per continuare a condurre la propria misera vita.

Era il 9 Settembre del 2024.
A 3 ore dall'Italia l'entità coloniale israeliana consumava un genocidio. La squadra israeliana gareggiava in una competizione europea e la gente lo riteneva normale.

Nessuno si oppose. Nessuno osò alzare la voce. Né giornali né tv, né politici, né mondo dello sport o dello spettacolo.
Tutti compatti nell'accettare la sfida trasmessa dal primo canale della tv di Stato e seduti comodamente in soggiorno, dinnanzi alla tv.

Era il 9 Settembre del 2024: noi c'eravamo.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
La Repubblica delle meraviglie.

Per aver voltato le spalle durante l'esecuzione dell'inno israeliano, i tifosi italiani diventano "ultrà".
La nazionale ha d'improvviso una tifoseria ultrà o Repubblica sente la necessità di associare la scelta a gente deteriore?
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Da venerdì sarà in libreria il lavoro più impegnativo cui abbia messo mano finora.
Vista la mole mi aspetto un numero contenuto di lettori.
Ma era per me IL libro necessario, che riassume un percorso dalle sue basi fondative (fenomenologiche) ai suoi esiti ultimi (etico-politici), mostrandone - questo il mio auspicio - la necessità.

IL SENSO DEI VALORI
Fenomenologia, Etica, Politica

Andrea Zhok

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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ANCORA SU SINNER 🌺🌺🌺
Fuoco di copertura della Gazzetta a protezione preventiva di Jannick Sinner, dopo che la WADA, l'agenzia mondiale antidoping, ha richiesto un supplemento d'indagine sull'episodio della positività all'anabolizzante clostebol. Gli articoli della "rosea" giungono a definire Sinner "eroe della resistenza" e lo paragonano al giocatore dell'Atalanta Palomino, anche lui positivo al clostebol e infine assolto.
Le vicende sono tuttavia alquanto differenti: Sinner è stato sospeso due volte e immediatamente reintegrato nel giro di pochi giorni, e il suo caso non è stato divulgato fino all'assoluzione da parte del tribunale indipendente inglese cui si rivolge il sistema tennis. Palomino al contrario è stato sospeso per quasi quattro mesi prima di vedersi assolto dal tribunale italiano e successivamente ha dovuto attendere il tribunale di Losanna cui la procura aveva fatto appello.
Sinner è un bravo ragazzo e ha un'immagine pubblica che piace molto, finendo per riunire ogni "opposto estremismo", ed è innegabile che abbia dalla sua anche una buona stampa. Analogia per analogia, è molto simile anche il caso del calciatore della Juventus Paul Pogba, positivo a un anabolizzante assunto occasionalmente e soprattutto a sua insaputa. Pogba è tuttavia sospeso da un anno, ed essendosi sempre proclamato innocente ora rischia una squalifica fino a quattro anni.

Precedenti post sul caso Sinner:
https://t.me/MarCosent/3365
https://t.me/MarCosent/3366
https://t.me/MarCosent/3367
https://t.me/MarCosent/3380
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GENDER GAP 🌺🌺🌺
Secondo l'OCSE, nel nostro paese a parità di titolo di studio le donne guadagnano la metà degli uomini. Ora, come questo sia possibile non mi è per nulla chiaro. In Italia nel settore pubblico gli stipendi sono uguali per legge (grazie al cielo) e nel privato credo accada lo stesso grazie ai contratti collettivi nazionali, anche se indubbiamente molto è stato fatto con solerzia degna di miglior causa negli ultimi anni per smantellare queste garanzie.
Come spiegazione potrebbe essere che OCSE non abbia considerato il tipo di laurea. Ovvio che sia un insegnante che un medico sono laureati ma il primo di regola ha uno stipendio inferiore a quello del secondo. Ma questa io non la chiamerei "questione di genere".
Non vorrei dunque che si stesse derubricando a discriminazione femminile qualche deleteria conseguenza della deregolamentazione del mercato del lavoro, che introduce sperequazioni tra persone che svolgono le medesime mansioni. Ci pensino ad esempio coloro che si scagliano contro il valore legale del titolo di studio, invocando "il merito" sulla base delle "competenze", del "saper fare" e non del "pezzo di carta". Perché il punto poi è sempre chi decide quale sia il merito e chi come e perché sceglie di premiare certe competenze e non altre.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2024/09/10/ocse-laureate-italiane-guadagnano-la-meta-dei-colleghi-maschi_18821913-9b01-4c36-b598-98f0940424d6.html
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