Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Dal pangolino alla fuga da laboratorio con soli 4 anni di ritardo rispetto a noi.
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Forwarded from Giulietto Chiesa Edizioni
Il capo della diplomazia europea, Kaya Kallas, ha invitato i paesi dell’UE ad aumentare la spesa per la difesa riducendo la spesa per istruzione e medicina.
Altre dichiarazioni rilasciate dal politico alla conferenza annuale dell'Agenzia europea per la difesa a Bruxelles:
❤️ Bruxelles è pronta a sostenere Kiev anche da sola, senza gli Stati Uniti;
❤️ L’UE ha già speso 134 miliardi di euro per l’Ucraina, inclusi 50 miliardi di euro in armi, e il numero del personale militare ucraino addestrato dai paesi dell’UE raggiungerà i 75mila entro la fine di gennaio;
❤️ L’Unione Europea non si considera in pace, ma non è ancora entrata in guerra.
Rudolf Müller
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Altre dichiarazioni rilasciate dal politico alla conferenza annuale dell'Agenzia europea per la difesa a Bruxelles:
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Invio delle armi in Ucraina, il blogger rilasciò un'intervista a un'emittente russa poi ripresa dai media italiani. L'ex ministro si costituirà parte civile.
L'inviato Ue per il Golfo ed ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio si costituirà parte civile nel processo per diffamazione aggravata ai danni del blogger Giorgio Bianchi, rinviato a giudizio oggi, giovedì, su richiesta della procura di Roma. Sui suoi canali social Bianchi, strenuo sostenitore di Putin e della Russia, ha sostenuto l'intervento russo in Ucraina e nell'aprile del 2022 ha definito Luigi Di Maio «un povero imbecille, miserabile a servizio della Nato».
L'udienza preliminare
L'udienza preliminare è prevista il prossimo 4 aprile davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Roma. Di Maio ha già fatto sapere che si costituirà parte civile per il tramite del suo avvocato. Gennaro Demetrio Paipais.
https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/23_novembre_02/defini-luigi-di-maio-povero-imbecille-il-giornalista-giorgio-bianchi-a-giudizio-a-roma-per-diffamazione-c121221b-c555-43d6-8300-bacc6eaeaxlk.shtml
Quelli del Corriere sono così attenti alle mie vicende, da conoscere la notizia del mio rinvio a giudizio prima ancora del sottoscritto e del suo avvocato.
L'Italia è quello strano Paese nel quale si può essere rinviati a giudizio per diffamazione aggravata per aver dato del "povero imbecille" a Di Maio, mentre lo stesso Corriere - che ha scritto che svolgerei attività politico propagandistica per conto di Mosca senza avere in mano uno straccio di prova - dorme ancora sonni tranquilli nonostante la querela depositata da un anno.
Purtroppo oggi ha vinto Di Maio.
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L'inviato Ue per il Golfo ed ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio si costituirà parte civile nel processo per diffamazione aggravata ai danni del blogger Giorgio Bianchi, rinviato a giudizio oggi, giovedì, su richiesta della procura di Roma. Sui suoi canali social Bianchi, strenuo sostenitore di Putin e della Russia, ha sostenuto l'intervento russo in Ucraina e nell'aprile del 2022 ha definito Luigi Di Maio «un povero imbecille, miserabile a servizio della Nato».
L'udienza preliminare
L'udienza preliminare è prevista il prossimo 4 aprile davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Roma. Di Maio ha già fatto sapere che si costituirà parte civile per il tramite del suo avvocato. Gennaro Demetrio Paipais.
https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/23_novembre_02/defini-luigi-di-maio-povero-imbecille-il-giornalista-giorgio-bianchi-a-giudizio-a-roma-per-diffamazione-c121221b-c555-43d6-8300-bacc6eaeaxlk.shtml
Quelli del Corriere sono così attenti alle mie vicende, da conoscere la notizia del mio rinvio a giudizio prima ancora del sottoscritto e del suo avvocato.
L'Italia è quello strano Paese nel quale si può essere rinviati a giudizio per diffamazione aggravata per aver dato del "povero imbecille" a Di Maio, mentre lo stesso Corriere - che ha scritto che svolgerei attività politico propagandistica per conto di Mosca senza avere in mano uno straccio di prova - dorme ancora sonni tranquilli nonostante la querela depositata da un anno.
Purtroppo oggi ha vinto Di Maio.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Ringrazio veramente di cuore tutte le persone che mi hanno scritto pubblicamente e in privato, esprimendo la loro solidarietà per la condanna che mi è stata comminata per aver dato del "povero imbecille" e del "miserabile" al signor Luigi di Maio.
Ringrazio in particolare tutti coloro che si sono offerti di contribuire alle spese "per aver esplicitato quello che tutti pensavano" in quel momento.
Vi ringrazio, la vostra vicinanza mi ha fatto veramente bene, soprattutto in un momento di scelte radicali dal punto di vista personale.
Vi ringrazio di cuore, ma penso sia corretto che io paghi quella somma. È il giusto prezzo per la libertà delle mie scelte.
Avrei potuto cavarmela facilmente con una lettera di scuse, ma ho scelto con consapevolezza di rischiare la condanna pur di difendere la mia libertà di pensiero e il mio diritto di critica. Come dissi all'epoca, un Ministro della Repubblica non ha il diritto di esprimersi come un ubriaco al bar. Non ha il diritto di essere inadeguato al ruolo che riveste.
Ogni scelta ha un prezzo e bisogna sempre essere pronti a pagare per le proprie idee e i propri convincimenti. Altrimenti è troppo facile. Lo abbiamo visto con la pandemia, dove i veri eroi sono i pochi che hanno messo sul piatto la loro vita, hanno rischiato qualcosa, pur di difendere dei principi basilari nell'interesse di tutti.
È un piccolo insegnamento che vorrei lasciare a mio figlio, in un mondo in cui sempre più spesso si scelgono le facili scorciatoie pur di sfuggire alle proprie responsabilità.
Pertanto è giusto che sia io a pagare per le mie scelte.
Come dicevo, è un momento difficile, soprattutto dal punto di vista personale, ma alla fine sono convinto che la bontà d'animo e l'amore prevarranno su tutto.
La negatività intossica il nostro organismo e la nostra anima, solo se siamo noi a lasciarla entrare nella nostra vita.
Grazie e a presto, nel breve tornerò, con molto più tempo a disposizione per dedicarmi al mio lavoro.
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Ringrazio in particolare tutti coloro che si sono offerti di contribuire alle spese "per aver esplicitato quello che tutti pensavano" in quel momento.
Vi ringrazio, la vostra vicinanza mi ha fatto veramente bene, soprattutto in un momento di scelte radicali dal punto di vista personale.
Vi ringrazio di cuore, ma penso sia corretto che io paghi quella somma. È il giusto prezzo per la libertà delle mie scelte.
Avrei potuto cavarmela facilmente con una lettera di scuse, ma ho scelto con consapevolezza di rischiare la condanna pur di difendere la mia libertà di pensiero e il mio diritto di critica. Come dissi all'epoca, un Ministro della Repubblica non ha il diritto di esprimersi come un ubriaco al bar. Non ha il diritto di essere inadeguato al ruolo che riveste.
Ogni scelta ha un prezzo e bisogna sempre essere pronti a pagare per le proprie idee e i propri convincimenti. Altrimenti è troppo facile. Lo abbiamo visto con la pandemia, dove i veri eroi sono i pochi che hanno messo sul piatto la loro vita, hanno rischiato qualcosa, pur di difendere dei principi basilari nell'interesse di tutti.
È un piccolo insegnamento che vorrei lasciare a mio figlio, in un mondo in cui sempre più spesso si scelgono le facili scorciatoie pur di sfuggire alle proprie responsabilità.
Pertanto è giusto che sia io a pagare per le mie scelte.
Come dicevo, è un momento difficile, soprattutto dal punto di vista personale, ma alla fine sono convinto che la bontà d'animo e l'amore prevarranno su tutto.
La negatività intossica il nostro organismo e la nostra anima, solo se siamo noi a lasciarla entrare nella nostra vita.
Grazie e a presto, nel breve tornerò, con molto più tempo a disposizione per dedicarmi al mio lavoro.
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NEL SENSO CHE IMBELLE 🌺🌺🌺
"Ci sedemmo dalla parte del torto”
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/38160
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Ringrazio veramente di cuore tutte le persone che mi hanno scritto pubblicamente e in privato, esprimendo la loro solidarietà per la condanna che mi è stata comminata per aver dato del "povero imbecille" e del "miserabile" al signor Luigi di Maio.
Ringrazio…
Ringrazio…
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MELONI, ABBI IL CORAGGIO DI TRUMP 🌺🌺🌺
"Trump il primo giorno del suo insediamento emana un ordine esecutivo per il reintegro dei militari espulsi dall’esercito per non aver ottemperato alla vaccinazione per il Covid-19, con restituzione integrale dello stipendio.
On. Meloni abbia lo stesso coraggio e dopo più di due anni dall’inizio del suo Governo provveda a restituire stipendi e contributi previdenziali a tutti i lavoratori sospesi.
L'Associazione ContiamoCi! e il sindacato DiCoSi ContiamoCi! hanno congiuntamente inviato una PEC al Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni"
Scarica e leggi la lettera inviata al Presidente del Consiglio
https://www.contiamoci.net/post/meloni-abbi-il-coraggio-di-trump
"Trump il primo giorno del suo insediamento emana un ordine esecutivo per il reintegro dei militari espulsi dall’esercito per non aver ottemperato alla vaccinazione per il Covid-19, con restituzione integrale dello stipendio.
On. Meloni abbia lo stesso coraggio e dopo più di due anni dall’inizio del suo Governo provveda a restituire stipendi e contributi previdenziali a tutti i lavoratori sospesi.
L'Associazione ContiamoCi! e il sindacato DiCoSi ContiamoCi! hanno congiuntamente inviato una PEC al Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni"
Scarica e leggi la lettera inviata al Presidente del Consiglio
https://www.contiamoci.net/post/meloni-abbi-il-coraggio-di-trump
ContiamoCi!
MELONI, ABBIA IL CORAGGIO DI TRUMP
Trump il primo giorno del suo insediamento emana un ordine esecutivo per il reintegro dei militari espulsi dall’esercito per non aver ottemperato alla vaccinazione per il Covid-19, con restituzione integrale dello stipendio.
On. Meloni abbia lo stesso coraggio…
On. Meloni abbia lo stesso coraggio…
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LA LOTTA ALL'ABBANDONO 🌺🌺🌺
Non più tardi di ieri, il Corriere magnificava i successi del Politecnico di Milano, i cui studenti si legge avrebbero oggi un tasso di abbandono degli studi del 9% rispetto al 30% del 2000.
https://www.corriere.it/frammenti-ferruccio-de-bortoli/25_gennaio_28/abbandono-universitario-bc99c7bf-3d2b-4db0-a194-ee3253422xlk.shtml
Pare che questa università stia sviluppando un programma strategico basato sull'analisi dei dati di apprendimento ("learning analytics" - https://en.wikipedia.org/wiki/Learning_analytics), che sembra andare tuttavia molto oltre, come suggerisce un brillante lavoro di tesi di dottorato realizzato proprio al PoliMi e concluso lo scorso anno (https://www.politesi.polimi.it/handle/10589/216534).
Tra le conclusioni della tesi spicca questo paragrafo, alquanto illuminante:
I toni paiono entusiastici, ma la sensazione è che si stia prefigurando una sorta di panopticon digitale in nome della lotta all'abbandono degli studi. E comunque, rispetto alla riduzione degli abbandoni al Politecnico, mi piacerebbe verificare quanto incida l'accresciuta rigidità di qualsiasi percorso di studio e formazione. Anni fa esistevano opportunità di vita e lavoro senza alcun pezzo di carta, opportunità che oggi sono ridotte al lumicino. Credo vada combattuto l'abbandono forzato, dovuto all'insufficienza delle misure di garanzia del diritto allo studio e più in generale alla crisi dello stato sociale, ma al contempo che vada tutelato il diritto di modificare le proprie scelte garantendo la disponibilità di altre opportunità. E penso che non ci si dovrebbe concentrare eccessivamente su fattori individuali, intestardendosi a trovare in essi e solo in essi la ragione di un abbandono degli studi, a rischio altrimenti di perdere di vista le carenze di sistema. Non soltanto e non primariamente scolastico e universitario, bensì politico e sociale. E, in ogni caso, di Grandi Fratelli digitali non si sente per nulla il bisogno, tanto meno nell'università.
Non più tardi di ieri, il Corriere magnificava i successi del Politecnico di Milano, i cui studenti si legge avrebbero oggi un tasso di abbandono degli studi del 9% rispetto al 30% del 2000.
https://www.corriere.it/frammenti-ferruccio-de-bortoli/25_gennaio_28/abbandono-universitario-bc99c7bf-3d2b-4db0-a194-ee3253422xlk.shtml
Pare che questa università stia sviluppando un programma strategico basato sull'analisi dei dati di apprendimento ("learning analytics" - https://en.wikipedia.org/wiki/Learning_analytics), che sembra andare tuttavia molto oltre, come suggerisce un brillante lavoro di tesi di dottorato realizzato proprio al PoliMi e concluso lo scorso anno (https://www.politesi.polimi.it/handle/10589/216534).
Tra le conclusioni della tesi spicca questo paragrafo, alquanto illuminante:
"In senso più ampio, il futuro ha il potenziale per accedere a dati che abbracciano l'intera vita di uno studente, dalla nascita al momento presente, in tempo reale. Ciò implicherebbe l'integrazione non solo delle prestazioni tradizionali e delle informazioni raccolte da tutte le istituzioni educative e gli ambienti precedenti con cui ogni studente si è impegnato, ma anche di informazioni sfaccettate relative alle circostanze personali di ogni studente, che comprendono aspetti quali quelli medici, familiari, economici, religiosi, sessuali, relazionali, emotivi, psicologici e altro ancora. Queste diverse fonti di dati potrebbero essere raccolte e sintetizzate per migliorare e adattare il processo di apprendimento a ogni singolo studente in vari momenti della sua vita con un livello di precisione senza precedenti".
I toni paiono entusiastici, ma la sensazione è che si stia prefigurando una sorta di panopticon digitale in nome della lotta all'abbandono degli studi. E comunque, rispetto alla riduzione degli abbandoni al Politecnico, mi piacerebbe verificare quanto incida l'accresciuta rigidità di qualsiasi percorso di studio e formazione. Anni fa esistevano opportunità di vita e lavoro senza alcun pezzo di carta, opportunità che oggi sono ridotte al lumicino. Credo vada combattuto l'abbandono forzato, dovuto all'insufficienza delle misure di garanzia del diritto allo studio e più in generale alla crisi dello stato sociale, ma al contempo che vada tutelato il diritto di modificare le proprie scelte garantendo la disponibilità di altre opportunità. E penso che non ci si dovrebbe concentrare eccessivamente su fattori individuali, intestardendosi a trovare in essi e solo in essi la ragione di un abbandono degli studi, a rischio altrimenti di perdere di vista le carenze di sistema. Non soltanto e non primariamente scolastico e universitario, bensì politico e sociale. E, in ogni caso, di Grandi Fratelli digitali non si sente per nulla il bisogno, tanto meno nell'università.
Corriere della Sera
Come ridurre l'abbandono universitario: il caso del Politecnico di Milano | Ferruccio de Bortoli
Un progetto del Polimi offre risultati incoraggianti. Frammenti, la rubrica di Ferruccio de Bortoli
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SUL CASO SINNER 🌺🌺🌺
Dal blog Honest Sport, un recente post del giornalista investigativo specializzato in casi di doping Edmund Willison, che riassume molto bene la vicenda identificando con chiarezza il nodo che il TAS di Losanna sarà chiamato a sciogliere il prossimo aprile.
Scrive tra l'altro Willison:
"I membri del panel hanno accettato che Sinner avesse accidentalmente assorbito il clostebol durante un massaggio eseguito dal suo fisioterapista di allora Giacomo Naldi, che stava usando uno spray al clostebol per curare un taglio al dito.
Naldi, che è esperto in materia di antidoping, afferma di non essere stato a conoscenza del fatto che lo spray, chiamato Trofodermin, contenesse una sostanza proibita perché non aveva letto l'etichetta. Tuttavia, l'allenatore fisico di Sinner, Umberto Ferrara, ha affermato di aver informato Naldi che lo spray conteneva uno steroide anabolizzante. Ferrara aveva acquistato lo spray in Italia e aveva viaggiato con esso negli Stati Uniti, nonostante sulla scatola fosse chiaramente riportato il cartello di avvertimento "doping".
Il fulcro del caso era incentrato sulla questione se questa negligenza da parte della squadra di Sinner "dovesse essere direttamente attribuita al Giocatore". L'articolo 10.5 del codice WADA intende garantire che un atleta non possa semplicemente eludere la responsabilità di un test antidroga positivo trasferendo tale responsabilità ai membri della propria squadra. Se gli atleti potessero di fatto evitare le punizioni incolpando i membri della squadra, allora il sistema antidoping crollerebbe comprensibilmente."
E questo è proprio il nocciolo della questione: se Sinner dovesse essere definitivamente assolto, non è esagerato ritenere che il sistema antidoping verrebbe radicalmente rivoluzionato.
https://honestsport.substack.com/p/why-jannik-sinner-could-still-be
Dal blog Honest Sport, un recente post del giornalista investigativo specializzato in casi di doping Edmund Willison, che riassume molto bene la vicenda identificando con chiarezza il nodo che il TAS di Losanna sarà chiamato a sciogliere il prossimo aprile.
Scrive tra l'altro Willison:
"I membri del panel hanno accettato che Sinner avesse accidentalmente assorbito il clostebol durante un massaggio eseguito dal suo fisioterapista di allora Giacomo Naldi, che stava usando uno spray al clostebol per curare un taglio al dito.
Naldi, che è esperto in materia di antidoping, afferma di non essere stato a conoscenza del fatto che lo spray, chiamato Trofodermin, contenesse una sostanza proibita perché non aveva letto l'etichetta. Tuttavia, l'allenatore fisico di Sinner, Umberto Ferrara, ha affermato di aver informato Naldi che lo spray conteneva uno steroide anabolizzante. Ferrara aveva acquistato lo spray in Italia e aveva viaggiato con esso negli Stati Uniti, nonostante sulla scatola fosse chiaramente riportato il cartello di avvertimento "doping".
Il fulcro del caso era incentrato sulla questione se questa negligenza da parte della squadra di Sinner "dovesse essere direttamente attribuita al Giocatore". L'articolo 10.5 del codice WADA intende garantire che un atleta non possa semplicemente eludere la responsabilità di un test antidroga positivo trasferendo tale responsabilità ai membri della propria squadra. Se gli atleti potessero di fatto evitare le punizioni incolpando i membri della squadra, allora il sistema antidoping crollerebbe comprensibilmente."
E questo è proprio il nocciolo della questione: se Sinner dovesse essere definitivamente assolto, non è esagerato ritenere che il sistema antidoping verrebbe radicalmente rivoluzionato.
https://honestsport.substack.com/p/why-jannik-sinner-could-still-be
Substack
Why Jannik Sinner could still be banned: Town Square #10
The World Anti-Doping Agency's appeal in the player's case will be heard by the Court of Arbitration for Sport in April. Sinner's future hinges on distancing himself from the actions of his team.
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"A Gaza non è genocidio, no all'abuso della parola", Liliana Segre.
Nelle immagini, la città di Khan Younis, Sud di Gaza.
#distruzioneMassiva
Nelle immagini, la città di Khan Younis, Sud di Gaza.
#distruzioneMassiva
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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"A Gaza non è genocidio, no all'abuso della parola", Liliana Segre.
Nelle immagini, la città di Beit Hanoun, Nord Est di Gaza.
#distruzioneMassiva
Nelle immagini, la città di Beit Hanoun, Nord Est di Gaza.
#distruzioneMassiva
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
"A Gaza non è genocidio, no all'abuso della parola", Liliana Segre.
Nelle immagini, la città di Rafah, Sud di Gaza.
#distruzioneMassiva
Nelle immagini, la città di Rafah, Sud di Gaza.
#distruzioneMassiva
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POSIZIONI DOMINANTI 🌺🌺🌺
Dalla lettera di informazione dei NoGrazie - http://www.nograzie.eu/ del gennaio 2025.
*******
*Quando una ditta farmaceutica ritarda la comparsa dei farmaci generici*
La ditta farmaceutica Teva è stata condannata dalla Commissione Europea (CE) al pagamento di una multa di 462,6 milioni di euro per abuso di posizione dominante.[1] Teva, che commercializza il farmaco Copaxone (glatiramer acetato), usato nella terapia della sclerosi multipla, è accusata di aver ritardato di diversi anni (da 4 a 9, a seconda del paese) lo sviluppo di farmaci generici concorrenti attraverso varie manovre illegali. Tra i metodi usati per prolungare il brevetto del Copaxone, la ditta avrebbe depositato più domande di brevetto in modo scaglionato, creando una rete di brevetti secondari basati sul processo di produzione e sul regime di dosaggio, costringendo le ditte concorrenti ad avviare lunghe sfide legali. Inoltre, Teva avrebbe messo in atto delle campagne diffamatorie per seminare dubbi sulla qualità e sulla sicurezza dei farmaci generici concorrenti, nonostante le autorità sanitarie competenti avessero confermato l’equivalenza terapeutica con il Copaxone. La condotta di Teva avrebbe impedito la diminuzione dei prezzi di listino (sino all’80% in alcuni paesi dell’Unione Europea), con un impatto negativo sui bilanci della sanità pubblica. Tra i paesi danneggiati c’è anche l’Italia, dove il farmaco generico è entrato in commercio con 6 anni di ritardo.
La ditta farmaceutica si è detta “profondamente delusa” dalla decisione della commissione europea e ha anticipato “una vigorosa difesa”. Non è però la prima volta che Teva si scontra con la CE. Nel 2020, infatti, insieme all’ex rivale Cephalon, è stata multata per 60,5 milioni di euro per aver ritardato l’ingresso nel mercato europeo di una versione generica del Modafinil, un farmaco per i disturbi del sonno.[2]
1. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_55812
2. https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/31/teva-multata-462-milioni-ue-copaxone/7751294/
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(continua nel post successivo)
Dalla lettera di informazione dei NoGrazie - http://www.nograzie.eu/ del gennaio 2025.
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*Quando una ditta farmaceutica ritarda la comparsa dei farmaci generici*
La ditta farmaceutica Teva è stata condannata dalla Commissione Europea (CE) al pagamento di una multa di 462,6 milioni di euro per abuso di posizione dominante.[1] Teva, che commercializza il farmaco Copaxone (glatiramer acetato), usato nella terapia della sclerosi multipla, è accusata di aver ritardato di diversi anni (da 4 a 9, a seconda del paese) lo sviluppo di farmaci generici concorrenti attraverso varie manovre illegali. Tra i metodi usati per prolungare il brevetto del Copaxone, la ditta avrebbe depositato più domande di brevetto in modo scaglionato, creando una rete di brevetti secondari basati sul processo di produzione e sul regime di dosaggio, costringendo le ditte concorrenti ad avviare lunghe sfide legali. Inoltre, Teva avrebbe messo in atto delle campagne diffamatorie per seminare dubbi sulla qualità e sulla sicurezza dei farmaci generici concorrenti, nonostante le autorità sanitarie competenti avessero confermato l’equivalenza terapeutica con il Copaxone. La condotta di Teva avrebbe impedito la diminuzione dei prezzi di listino (sino all’80% in alcuni paesi dell’Unione Europea), con un impatto negativo sui bilanci della sanità pubblica. Tra i paesi danneggiati c’è anche l’Italia, dove il farmaco generico è entrato in commercio con 6 anni di ritardo.
La ditta farmaceutica si è detta “profondamente delusa” dalla decisione della commissione europea e ha anticipato “una vigorosa difesa”. Non è però la prima volta che Teva si scontra con la CE. Nel 2020, infatti, insieme all’ex rivale Cephalon, è stata multata per 60,5 milioni di euro per aver ritardato l’ingresso nel mercato europeo di una versione generica del Modafinil, un farmaco per i disturbi del sonno.[2]
1. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_55812
2. https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/31/teva-multata-462-milioni-ue-copaxone/7751294/
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(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
Aggiungo per parte mia che Copaxone ha generato straordinari ricavi fin dalla sua introduzione nel mercato nel 1996, quantiicato in 1-4 miliardi all'anno. Questo brano da un articolo di Globes del 2018 ben rappresenta il quadro complessivo:
*******
Copaxone, lanciato per la prima volta nel 1996, è diventato un successo: un farmaco con vendite annuali di oltre 1 miliardo di $. Al suo apice nel 2013, le sue vendite hanno totalizzato 4,3 miliardi di $ (oltre il 20% del fatturato totale di Teva). Il suo contributo ai profitti di Teva è stato ancora più significativo. Negli ultimi anni, l'azienda ha pubblicato i suoi profitti dal settore della sclerosi multipla (Copaxone). In ogni anno dal 2013 al 2017, il profitto riportato è stato di oltre 3 miliardi di $ (Teva ha recentemente cambiato il suo metodo di rendicontazione e ha iniziato a elencare i suoi risultati geograficamente, anziché dividerli tra farmaci generici e attività farmacologica originale). Nella prima metà del 2018, i ricavi di Copaxone in Nord America hanno totalizzato $ 940.000, di cui $ 910.000 negli Stati Uniti, dove c'è concorrenza generica. Ciò è il 43% in meno rispetto al periodo corrispondente del 2017. Le vendite globali di Copaxone nella prima metà del 2018 hanno totalizzato $ 1,27 miliardi, il 36% in meno rispetto al periodo corrispondente del 2017. Gli scenari peggiori presi in considerazione da investitori e analisti quando è stato lanciato il Copaxone generico non si sono concretizzati. L'introduzione del Copaxone generico è stata probabilmente accompagnata da un calo delle vendite e dei prezzi di Teva per Copaxone, ma un anno dopo, sembra che Teva abbia mantenuto una quota di mercato abbastanza rispettabile, anche rispetto alla concorrenza generica. Diversi mesi fa Goldman Sachs aveva affermato che il Copaxone era ancora resiliente, nonostante la concorrenza dei farmaci generici, e in una revisione di alcuni giorni fa gli economisti della banca avevano scritto che la difesa da parte di Teva della quota di mercato del suo farmaco era stata migliore del previsto.
https://en.globes.co.il/en/article-copaxone-holding-its-own-against-generic-competition-1001255220
*******
In questa prospettiva, la multa di quasi 500 milioni inflitta ora a Teva si configura al più come un prevedibile e tutto sommato programmabile rischio di impresa.
Aggiungo per parte mia che Copaxone ha generato straordinari ricavi fin dalla sua introduzione nel mercato nel 1996, quantiicato in 1-4 miliardi all'anno. Questo brano da un articolo di Globes del 2018 ben rappresenta il quadro complessivo:
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Copaxone, lanciato per la prima volta nel 1996, è diventato un successo: un farmaco con vendite annuali di oltre 1 miliardo di $. Al suo apice nel 2013, le sue vendite hanno totalizzato 4,3 miliardi di $ (oltre il 20% del fatturato totale di Teva). Il suo contributo ai profitti di Teva è stato ancora più significativo. Negli ultimi anni, l'azienda ha pubblicato i suoi profitti dal settore della sclerosi multipla (Copaxone). In ogni anno dal 2013 al 2017, il profitto riportato è stato di oltre 3 miliardi di $ (Teva ha recentemente cambiato il suo metodo di rendicontazione e ha iniziato a elencare i suoi risultati geograficamente, anziché dividerli tra farmaci generici e attività farmacologica originale). Nella prima metà del 2018, i ricavi di Copaxone in Nord America hanno totalizzato $ 940.000, di cui $ 910.000 negli Stati Uniti, dove c'è concorrenza generica. Ciò è il 43% in meno rispetto al periodo corrispondente del 2017. Le vendite globali di Copaxone nella prima metà del 2018 hanno totalizzato $ 1,27 miliardi, il 36% in meno rispetto al periodo corrispondente del 2017. Gli scenari peggiori presi in considerazione da investitori e analisti quando è stato lanciato il Copaxone generico non si sono concretizzati. L'introduzione del Copaxone generico è stata probabilmente accompagnata da un calo delle vendite e dei prezzi di Teva per Copaxone, ma un anno dopo, sembra che Teva abbia mantenuto una quota di mercato abbastanza rispettabile, anche rispetto alla concorrenza generica. Diversi mesi fa Goldman Sachs aveva affermato che il Copaxone era ancora resiliente, nonostante la concorrenza dei farmaci generici, e in una revisione di alcuni giorni fa gli economisti della banca avevano scritto che la difesa da parte di Teva della quota di mercato del suo farmaco era stata migliore del previsto.
https://en.globes.co.il/en/article-copaxone-holding-its-own-against-generic-competition-1001255220
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In questa prospettiva, la multa di quasi 500 milioni inflitta ora a Teva si configura al più come un prevedibile e tutto sommato programmabile rischio di impresa.
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