NON ABBIATE PAURA 🌺🌺🌺
Leggo che ieri a Roma c'erano persone che dal palco di una piazza evocavano la paura per sostenere la decisione di sacrficare quel che rimane dello stato sociale e del benessere in nome del riarmo in vista di una guerra contro un nemico inesistente. L'unico antidoto a questa feccia è evitare di farsi intimorire, di cader preda di timori irrazionali, e per far questo bisogna conoscere, dare un nome alle cose, rendersi conto delle motivazioni delle persone, conoscere la storia. Basta questo per rendersi conto che non c'è nessun nemico alle porte, che - al contrario - il nemico è in casa e la fa da padrone, isolandoci da chi fino a ieri collaborava con noi, commerciava e promuoveva progetti comuni di sviluppo. Tutto il contrario di chi oggi vuole isolarci, come ieri ha preteso di chiuderci in casa soli, senza lavoro e assistenza, con una mascherina in viso e il divieto di uscire o anche solo di farsi curare. Lo schema malevolo è lo stesso. E medesima la cura: non abbiate paura.
Leggo che ieri a Roma c'erano persone che dal palco di una piazza evocavano la paura per sostenere la decisione di sacrficare quel che rimane dello stato sociale e del benessere in nome del riarmo in vista di una guerra contro un nemico inesistente. L'unico antidoto a questa feccia è evitare di farsi intimorire, di cader preda di timori irrazionali, e per far questo bisogna conoscere, dare un nome alle cose, rendersi conto delle motivazioni delle persone, conoscere la storia. Basta questo per rendersi conto che non c'è nessun nemico alle porte, che - al contrario - il nemico è in casa e la fa da padrone, isolandoci da chi fino a ieri collaborava con noi, commerciava e promuoveva progetti comuni di sviluppo. Tutto il contrario di chi oggi vuole isolarci, come ieri ha preteso di chiuderci in casa soli, senza lavoro e assistenza, con una mascherina in viso e il divieto di uscire o anche solo di farsi curare. Lo schema malevolo è lo stesso. E medesima la cura: non abbiate paura.
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VENGO ANCH'IO 🌺🌺🌺
Scopro che domani sarebbe la "Giornata Nazionale delle Università", ovvero - secondo la CRUI, associazione privata dei rettori delle università italiane, privata ma finanziata da fondi pubblici - "Un momento di incontro con famiglie e futuri studenti, attraverso eventi aperti al pubblico, momenti di incontro, workshop e dibattiti, organizzati dalle università con l’obiettivo di offrire un'opportunità unica di partecipazione."
Verso fine '800, erano molto popolari in quella culla della civiltà e della cultura che è l'Europa, gli "zoo umani" (https://it.wikipedia.org/wiki/Zoo_umano), ovvero mostre pubbliche di esseri umani di varie etnie, esposti in condizioni di schiavitù per scopi asseritamente culturali.
In realtà, l'odierna esposizione pubblica delle università e degli universitari, osservabili mentre svolgono - o più spesso simulano - le loro attività quotidiane, è più simile a un giardino zoologico di animali in cattività, i quali per quanto mantenuti in condizioni simil naturali quasi più nulla hanno dei loro simili liberi in natura. E d'altra parte, chi li visita è distante mille anni luce dagli animali che osserva, mostruosità etimologiche del tutto estranee alla quotidianità. Del resto, oggi l'università da noi questo è: perso il suo ruolo sociale centrale di produttrice e depositaria del sapere, marginalizzata a formatrice di lavoratori pronti per le esigenze "qui e ora" di un'imprenditoria lei per prima in disarmo, definanziata poiché pochi o nessuno ormai crede e nemmeno sa per certo cosa sia la ricerca scientifica, privata come sistema pubblico diffuso del suo ruolo di ascensore sociale, di leva di riscatto e progresso individuale e collettivo. Che altro è se non n vecchio leone spelacchiato con il quale trascorrere qualche ora spensierata una volta ogni tanto?
Buona giornata dell'università a tutti!
https://www.crui.it/archivio-notizie/universita%E2%80%99-svelate-20-marzo-2025.html
Scopro che domani sarebbe la "Giornata Nazionale delle Università", ovvero - secondo la CRUI, associazione privata dei rettori delle università italiane, privata ma finanziata da fondi pubblici - "Un momento di incontro con famiglie e futuri studenti, attraverso eventi aperti al pubblico, momenti di incontro, workshop e dibattiti, organizzati dalle università con l’obiettivo di offrire un'opportunità unica di partecipazione."
Verso fine '800, erano molto popolari in quella culla della civiltà e della cultura che è l'Europa, gli "zoo umani" (https://it.wikipedia.org/wiki/Zoo_umano), ovvero mostre pubbliche di esseri umani di varie etnie, esposti in condizioni di schiavitù per scopi asseritamente culturali.
In realtà, l'odierna esposizione pubblica delle università e degli universitari, osservabili mentre svolgono - o più spesso simulano - le loro attività quotidiane, è più simile a un giardino zoologico di animali in cattività, i quali per quanto mantenuti in condizioni simil naturali quasi più nulla hanno dei loro simili liberi in natura. E d'altra parte, chi li visita è distante mille anni luce dagli animali che osserva, mostruosità etimologiche del tutto estranee alla quotidianità. Del resto, oggi l'università da noi questo è: perso il suo ruolo sociale centrale di produttrice e depositaria del sapere, marginalizzata a formatrice di lavoratori pronti per le esigenze "qui e ora" di un'imprenditoria lei per prima in disarmo, definanziata poiché pochi o nessuno ormai crede e nemmeno sa per certo cosa sia la ricerca scientifica, privata come sistema pubblico diffuso del suo ruolo di ascensore sociale, di leva di riscatto e progresso individuale e collettivo. Che altro è se non n vecchio leone spelacchiato con il quale trascorrere qualche ora spensierata una volta ogni tanto?
Buona giornata dell'università a tutti!
https://www.crui.it/archivio-notizie/universita%E2%80%99-svelate-20-marzo-2025.html
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RUSSOFOBIA 🌺🌺🌺
"Il termine inglese “russofobia” fu coniato in Gran Bretagna all’inizio del XIX secolo, quando, dopo la caduta di Napoleone, i politici e i principali media del paese posizionarono la Russia nella coscienza pubblica come un nuovo, pericoloso avversario dell’Impero."
Lungo ma vale la pena leggerlo fino in fondo: https://multipolar-magazin.de/artikel/the-long-lineage-of-russophobia
Grazie come sempre a Maurizio Tirassa.
"Il termine inglese “russofobia” fu coniato in Gran Bretagna all’inizio del XIX secolo, quando, dopo la caduta di Napoleone, i politici e i principali media del paese posizionarono la Russia nella coscienza pubblica come un nuovo, pericoloso avversario dell’Impero."
Lungo ma vale la pena leggerlo fino in fondo: https://multipolar-magazin.de/artikel/the-long-lineage-of-russophobia
Grazie come sempre a Maurizio Tirassa.
multipolar-magazin.de
The Long Lineage of Russophobia
On the centuries-old history of the demonization of Russia
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IA IA OH 🌺🌺🌺
Tutti parlano di IA e tuttavia la sensazione è che nessuno capisca bene di che cosa stia parlando. Un po' come dire che tutti usiamo il telefonino ma nessuno di noi sa davvero come funzioni, con la differenza che il telefonino rimane uno strumento essenzialmente passivo e controllato da noi, mentre le varie manifestazioni dell'IA tanto più in ambito medico si propongono come attive e decisionali, con le loro indicazioni che asseritamente si basano su accurate procedure ed elaborazioni ma talmente complesse da essere al di fuori di ogni possibilità di controllo e verifica almeno in tempi ragionevolmente operativi. E a nulla vale sostenere che si tratta dell'ennesimo strumento e che dipenderà da come sarà utilizzato, poiché gli utilizzatori non potranno che adeguarsi alle indicazioni fornite. E tutto questo al netto delle crescenti evidenze che indicano la capacità delle IA di essere intenzionalmente ingannevoli.
Tutti parlano di IA e tuttavia la sensazione è che nessuno capisca bene di che cosa stia parlando. Un po' come dire che tutti usiamo il telefonino ma nessuno di noi sa davvero come funzioni, con la differenza che il telefonino rimane uno strumento essenzialmente passivo e controllato da noi, mentre le varie manifestazioni dell'IA tanto più in ambito medico si propongono come attive e decisionali, con le loro indicazioni che asseritamente si basano su accurate procedure ed elaborazioni ma talmente complesse da essere al di fuori di ogni possibilità di controllo e verifica almeno in tempi ragionevolmente operativi. E a nulla vale sostenere che si tratta dell'ennesimo strumento e che dipenderà da come sarà utilizzato, poiché gli utilizzatori non potranno che adeguarsi alle indicazioni fornite. E tutto questo al netto delle crescenti evidenze che indicano la capacità delle IA di essere intenzionalmente ingannevoli.
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IL SONNO DELLA RAGIONE 🌺🌺🌺
Chi dorme non crede ai complotti. E chi non crede ai complotti, dorme.
https://www.focus.it/scienza/salute/una-cattiva-qualita-del-sonno-rende-piu-inclini-a-credere-ai-complotti
Chi dorme non crede ai complotti. E chi non crede ai complotti, dorme.
https://www.focus.it/scienza/salute/una-cattiva-qualita-del-sonno-rende-piu-inclini-a-credere-ai-complotti
Focus
Una cattiva qualità del sonno rende più inclini a credere ai complotti
Il sonno scarso o disturbato ci rende più vulnerabili alle teorie cospirazioniste quando vi siamo esposti: c'entra la cattiva salute mentale.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
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In 48 ore, Israele ha ammazzato 970 palestinesi, tra cui 170 bambini.
Gaza, Marzo 2025
Gaza, Marzo 2025
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CRITICA DELLA RAGIONE PANDEMICA 🌺🌺🌺
Quasi due anni e mezzo già sono trascorsi dal convegno di Torino denominato Poli-COVID-19. Quel convegno rappresenta tutto quello che della pandemia poteva essere e non è stato. In primo luogo, il nome Poli-COVID-19: avrebbe dovuto essere ospitato nelle aule del prestigioso Politecnico di Torino, che già aveva concesso il patrocinio, salvo ritirarlo quando i componenti e relatori delle maggiori istituzioni sanitarie nazionali si dimisero dal comitato scientifico e rifiutarono di partecipare. E questo è il secondo aspetto: poteva e voleva essere una sede di confronto tra letture differenti dei temi della pandemia, ma chi avrebbe portato il punto di vista e le ragioni delle istituzioni si diede alla fuga quando si rese conto che ci sarebbe stato un confronto, per di più estremamente qualificato con alcuni dei maggiori esperti nazionali e internazionali che già allora si facevano portatori di interpretazioni e approcci molto differenti da quelli adottati dai governi. Ancora oggi quel confronto manca, mentre persiste il presidio quasi militare dei maggiori mezzi di informazione e comunicazione che tuttora negano gli errori anche enormi commessi da chi si arrogò autocraticamente la gestione della pandemia. E qui veniamo al terzo aspetto, di quel che poteva essere e non fu: un diverso approccio, medico e sanitario, politico, economico e sociale, finanche psicologico e comportamentale, fondato su evidenze solide e soprattutto sul mantenimento di un senso profondo di umanità e raziocinio, ovvero su tutto quanto quel che è mancato durante la pandemia e che ancora oggi si fatica a ritrovare. Tutto questo è documentato in oltre 700 pagine di interventi di coloro che a Torino furono presenti, parteciparono, discussero e si misero in discussione. Un libro, suo malgrado, oggi più che mai estremamente attuale e destinato a restare un riferimento fondamentale di anni che sono già storia per come hanno irreparabilmente cambiato il mondo. Un libro che, attraverso la lettura critica della pandemia, offre strumenti utili anche e soprattutto alla comprensione del "mondo nuovo" che si sta apparecchiando. Un libro che può piacere e anche non piacere, ma che comunque va letto.
Quasi due anni e mezzo già sono trascorsi dal convegno di Torino denominato Poli-COVID-19. Quel convegno rappresenta tutto quello che della pandemia poteva essere e non è stato. In primo luogo, il nome Poli-COVID-19: avrebbe dovuto essere ospitato nelle aule del prestigioso Politecnico di Torino, che già aveva concesso il patrocinio, salvo ritirarlo quando i componenti e relatori delle maggiori istituzioni sanitarie nazionali si dimisero dal comitato scientifico e rifiutarono di partecipare. E questo è il secondo aspetto: poteva e voleva essere una sede di confronto tra letture differenti dei temi della pandemia, ma chi avrebbe portato il punto di vista e le ragioni delle istituzioni si diede alla fuga quando si rese conto che ci sarebbe stato un confronto, per di più estremamente qualificato con alcuni dei maggiori esperti nazionali e internazionali che già allora si facevano portatori di interpretazioni e approcci molto differenti da quelli adottati dai governi. Ancora oggi quel confronto manca, mentre persiste il presidio quasi militare dei maggiori mezzi di informazione e comunicazione che tuttora negano gli errori anche enormi commessi da chi si arrogò autocraticamente la gestione della pandemia. E qui veniamo al terzo aspetto, di quel che poteva essere e non fu: un diverso approccio, medico e sanitario, politico, economico e sociale, finanche psicologico e comportamentale, fondato su evidenze solide e soprattutto sul mantenimento di un senso profondo di umanità e raziocinio, ovvero su tutto quanto quel che è mancato durante la pandemia e che ancora oggi si fatica a ritrovare. Tutto questo è documentato in oltre 700 pagine di interventi di coloro che a Torino furono presenti, parteciparono, discussero e si misero in discussione. Un libro, suo malgrado, oggi più che mai estremamente attuale e destinato a restare un riferimento fondamentale di anni che sono già storia per come hanno irreparabilmente cambiato il mondo. Un libro che, attraverso la lettura critica della pandemia, offre strumenti utili anche e soprattutto alla comprensione del "mondo nuovo" che si sta apparecchiando. Un libro che può piacere e anche non piacere, ma che comunque va letto.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Rheinmetall è la maggiore azienda tedesca nella produzione di armamenti.
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Forwarded from Martina Pastorelli
Sento dire da autorevoli voci che “l’Europa è senza guida”.
Non sono d’accordo: dietro ai fantocci messi nei vari governi la guida c’è ed è quel Deep State globalista che per motivi ideologici e interessi economici odia gli USA di Trump e la Russia di Putin e usa l’UE come utile idiota, sacrificabile senza problemi, per distruggere i propri nemici.
Noi popoli europei siamo nelle mani di questo sistema, propagandato da un apparato mediatico asservito e prezzolato.
Non sono d’accordo: dietro ai fantocci messi nei vari governi la guida c’è ed è quel Deep State globalista che per motivi ideologici e interessi economici odia gli USA di Trump e la Russia di Putin e usa l’UE come utile idiota, sacrificabile senza problemi, per distruggere i propri nemici.
Noi popoli europei siamo nelle mani di questo sistema, propagandato da un apparato mediatico asservito e prezzolato.
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