Marco Cosentino
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RIA Novosti ha pubblicato una mappa che mostra quali paesi sono rappresentati alla parata della Vittoria a Mosca, sia dal loro capo di stato che da altri funzionari. È molto esemplificativa. Il 51,9% della popolazione mondiale è rappresentata alla parata... ed è prevalentemente asiatica. La svolta della Russia verso Est sta funzionando.

Laura Ruggeri (Originale in inglese)

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Forwarded from Lettera da Mosca
📌📌 Putin: “Domani parlerò con Erdogan e gli chiederò di preparare una piattaforma per i negoziati con l'Ucraina”.
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Forwarded from Russian Tour
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❗️Diretta iniziata!

- Con i nostri amici e le persone che la pensano come noi, siamo uniti da una memoria comune e dal rispetto per la storia, dalla responsabilità per la costruzione del futuro del mondo

- Gli incontri con i leader stranieri durante l'80° anniversario della Vittoria sono stati ricchi e significativi

- la Russia è grata ai leader dei paesi che hanno inviato le loro truppe alla Parata della Vittoria

- Sono stato lieto di ringraziare personalmente i leader militari della RPDC e i soldati delle forze speciali che hanno partecipato alla liberazione della regione di Kursk

- Mosca comprende la pressione che i leader europei hanno dovuto affrontare per la loro decisione di partecipare alle celebrazioni del 9 maggio e apprezza la loro determinazione

- Nonostante minacce e ricatti, alcuni leader europei sono venuti all'anniversario della Vittoria, Mosca apprezza il loro coraggio

- La Russia spera che un giorno le relazioni costruttive con l'Europa saranno ripristinate

- Alcuni paesi stanno cercando di parlare alla Russia con il linguaggio degli ultimatum, anche nell'80° anniversario della Vittoria

- Mosca ha ripetutamente proposto iniziative di cessate il fuoco, Kiev le ha sabotate

- La Russia ha comunicato ai suoi colleghi occidentali che in futuro potrebbe estendere il cessate il fuoco dichiarato durante le celebrazioni per l'anniversario della Vittoria. Ma Kiev non ha risposto per nulla all’annuncio di cessate il fuoco da parte di Mosca e, subito dopo il suo inizio, ha lanciato attacchi contro obiettivi russi

- Durante i tre giorni del cessate il fuoco dichiarato, Kiev ha effettuato 5 tentativi di attaccare il confine russo. Le forze armate ucraine hanno subito perdite molto pesanti durante i tre giorni di cessate il fuoco dichiarato da Mosca. Tutti i tentativi del nemico di penetrare nel territorio russo sono stati respinti

- Nonostante tutto, proponiamo alle autorità di Kiev di riprendere i negoziati giovedì a Istanbul. Direttamente tra Russia e Ucraina, li dove erano iniziati. La Russia è pronta per negoziati seri con l'Ucraina, l'obiettivo è eliminare le cause profonde del conflitto

- Domani abbiamo un colloquio con Erdogan, sulla possibilità di avviare delle trattative a Istanbul

- Le nostre proposte sono sul tavolo, la decisione spetta alle autorità ucraine e ai loro curatori. La Russia è pronta a negoziare senza alcuna precondizione.

- Una volta ripresi i negoziati, é possibile che si possano concordare nuove tregue

👉 In breve, ultimatum europeo respinto, se vogliono con noi accordare una tregua più lunga, gli ucraini devono sedersi con noi direttamente al tavolo dei negoziati a partire dal 15 maggio a Istanbul.

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FAST FOOD, FAST DOOM 🌺🌺🌺
Il concetto di cibo ultralavorato (ultraprocessed food) è relativamente recente e ancora alquanto mal definito.
https://it.wikipedia.org/wiki/Cibi_ultralavorati
Gli studi che se ne occupano, tuttavia, con tutti i limiti dell'epidemiologia, meritano attenzione. Ad esempio, questa ricerca realizzata in Francia e pubblicata nel 2019 riporta risultati di particolare interesse:
"Sono stati inclusi 44.551 partecipanti, di cui 32.549 (73,1%) donne, con un'età media (DS) al basale di 56,7 (7,5) anni. Gli alimenti ultraprocessati rappresentavano una percentuale media (DS) del 14,4% (7,6%) del peso totale degli alimenti consumati, corrispondente a una percentuale media (DS) del 29,1% (10,9%) dell'apporto energetico totale. Il consumo di alimenti ultraprocessati è stato associato a un'età più giovane (45-64 anni, percentuale media [SE] di cibo in peso, 14,50% [0,04%]; P < 0,001), un reddito più basso (<€1200/mese, 15,58% [0,11%]; P < 0,001), un livello di istruzione più basso (nessun diploma o scuola primaria, 15,50% [0,16%]; P < 0,001), vivere da soli (15,02% [0,07%]; P < 0,001), un indice di massa corporea più elevato (calcolato come peso in chilogrammi diviso per altezza in metri al quadrato; ≥30, 15,98% [0,11%]; P < 0,001) e un livello di attività fisica più basso (15,56% [0,08%]; P < 0,001). Durante il follow-up si sono verificati complessivamente 602 decessi (1,4%). Dopo l'aggiustamento per una serie di fattori confondenti, un aumento nella percentuale di alimenti ultra-processati consumati è stato associato a un rischio più elevato di mortalità per tutte le cause (HR per incremento del 10%, 1,14; IC al 95%, 1,04-1,27; P = 0,008)."
Ora, pur tenendo presente i limiti delle ricerche descrittive con gli strumenti tipicamente utilizzati, questi risultati aiutano a riflettere. Se da un lato, a fronte di un così sostanziale incremento della mortalità verrebbe da chiedere a gran voce leggi restrittive e moratorie su questi prodotti (non semplice: vietiamo torte e pasticcini?), dall'altro colpisce che fattori determinanti siano livelli di istruzione bassi, redditi bassi e vivere da soli. Tutti e tre prodotti di politiche consapevolmente perseguite nei nostri paesi negli ultimi decenni: crisi della scuola, riduzione dei salari come leva per la "competitività" (girano in rete video di autorevolissimi ex presidenti del consiglio che ce lo spiegano), disfacimento della famiglia e della coesione sociale. Gli effetti sulla salute e sull'aspettativa di vita sono solo alcune delle tante conseguenze deleterie, ma certo dovrebbero far riflettere. Anche se non ci riguardassero direttamente, non dovremmo mai scordarci che vivere tra persone mediamente più sane migliora indiscutibilmente la qualità di vita, che è poi anche il motivo per cui dovremmo preservare con particolare cura il nostro servizio sanitario pubblico e universalistico, anche questo, al contrario, oggetto di evidenti politiche pluridecennali di smantellamento.

https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2723626
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NON POSSO GUADAGNARE 🌺🌺🌺
E comunque per spostare i miei post più in basso ancora dovranno scavare...
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Vi racconto quale nesso c’è tra guerra e ospedali
di Angelo d’Orsi

Se si vuole intendere la guerra, suggerisco una gita in un ospedale. Ne ho frequentato uno in una delle principali città del Nord Italia, regione a guida centrodestra. E si sa che la sanità per una scellerata decisione del centrosinistra in combutta col centrodestra, è di competenza regionale.

Qual è il nesso tra guerra e ospedali? Indiretto, ma forte. Il folle piano di riarmo europeo si potrà attuare sottraendo risorse ad altri comparti, e il primo è quello sanitario. Poi ci sono “sicurezza sul lavoro” (!), scuola, controllo del territorio esposto a rischio sismico e a dissesto idrogeologico, trasporti ecc.. Si raschia ogni volta un barile sempre più esangue. Ci ripetono ossessivamente che la pace si prepara con le armi, per farci trovare pronti quando ci attaccherà Putin, così gentiluomo (o cretino) da aspettare il nostro riarmo.

Un’amica preziosa, donna di grande valore, a febbraio si fa visitare da uno specialista, che le diagnostica un calcolo da rimuovere in anestesia locale. “Un piccolo intervento, lo facciamo nella clinica dove io lavoro”. Si lascia convincere e l’intervento viene svolto. Lei dorme due notti in clinica e viene liberata al terzo giorno. Nella breve degenza noto che è in camera con una signora che ha continui accessi di tosse. La mia amica mi confessa un certo timore: è un soggetto fragile, con basse difese immunitarie. Dopo due giorni dal rientro a casa, comincia a sua volta a tossire sempre di più finché mi telefona chiedendomi di portarla al pronto soccorso. E lì cominciano le torture. 16 ore tra pazienti in barella accatastati lungo i corridoi, un solo locale per i servizi, barellieri che vanno e vengono, parenti che si accalcano, infermieri che tentano di tranquillizzare, i pochi medici riconoscibili dal camice verde smarriti almeno quanto i pazienti che cercano invano di farsi ascoltare. Un girone infernale, in cui ci muoviamo trascinando un carrello con una bombola di ossigeno, che ben presto perde una ruota, ma nessuno mi dà retta.

Alle 18 devo uscire. Ma l’alba seguente ricevo una chiamata dall’ospedale. “La signora si è aggravata nella notte, l’abbiamo portata in rianimazione”. Inizia il calvario vero e proprio. In rianimazione rimarrà due settimane. Polmonite bilaterale grave (quella che ha fatto migliaia di vittime nell’anno del Covid), presa in clinica. Parte un balletto tra rianimazione, terapia subintensiva, reparto e viceversa. Guarita almeno in parte, l’amica viene infettata da uno pneumococco preso in ospedale. Ne esce duramente provata nell’arco di un altro mese. Inizia un faticoso percorso di riabilitazione, ma nella stanza di Medicina interna dov’è stata spostata giacciono due signore quasi centenarie colpite dal Clostridium, un batterio di stupefacente aggressività. A mo’ di conforto, una dottoressa mi spiega: “Tipica infezione ospedaliera”.

Altre due settimane di sofferenza, disidratazione, dolori acuti, piaghe da decubito, atrofizzazione muscolare. Tra le ore 2 e le 5 di notte tutto il personale infermieristico lascia i reparti e si ritira in una stanza a bivaccare tra risa e urla, bevendo, mangiando e chiacchierando in un incredibile frastuono. La mia amica avverte dolori intensissimi: chiamo e chiedo, ma non sanno dare risposte. Però c’è il medico di guardia. Uno per una trentina di pazienti gravi o gravissimi.

La mia amica ha faticosamente superato la terza infezione, ma le sue condizioni generali sono peggiorate. Con i suoi congiunti tempesto di domande i sanitari. Ma c’è un team di medici specialisti in diverse discipline, se chiedi chi sia il curante di quella paziente, arriva un camice verde a dire: “Io non sono il curante della signora… ho appena ricevuto la sua cartella”: un refrain ripetuto decine di volte in tre mesi, ogni volta da un nuovo camice verde.

Segue...
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Esasperato dalle incertezze diagnostiche e terapeutiche, chiedo se non si possa fare una nuova Tac ai polmoni. Risposta: “Ma lei sa quanto costa una Tac?”. Replico: “Ma lei sa quanto vale una vita umana?”. Sconfortato, chiamo un vecchio amico medico di base, oggi dirigente generale nel servizio sanitario. E lui: “Che vuoi? Mancano decine di migliaia di medici e infermieri. E ormai negli ospedali i servizi sono appaltati a cooperative i cui dipendenti hanno una formazione sommaria, del resto sono pagati quattro lire e i servizi di pulizia e igienizzazione sono gravemente carenti. I pazienti sono collocati alla rinfusa nelle stanze, microbi e virus circolano che è un piacere. C’è bisogno di soldi”. E aggiunge: quel denaro che va in spese assurde, tipo Tav, Ponte sullo Stretto, “difesa”. Lo correggo: “Guerra: siamo nelle mani di pazzi, governanti della morte anziché della vita”.

La mia amica è spirata a 60 anni dopo tre mesi di torture, provocate da infezioni graziosamente donate da una clinica privata e da un ospedale pubblico. Quando smetteremo di piangere questa donna straordinaria, uccisa da una vera “guerra ai civili” fatta di incuria, errori, mancanza di strumenti e risorse, dovremo tornare alla lotta: una lotta per la vita, contro il sistema guerra.

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IL PREZZO DELLA CURA 🌺🌺🌺

Fra i conflitti, le sanzioni, il nuovo pontefice e i viaggi internazionali, Donald Trump ha anche il tempo di firmare un provvedimento fra i più storici per gli Stati Uniti: abbassare il prezzo dei farmaci.

Ma che cosa significa concretamente e quali ripercussioni avrà nel resto del mondo?

Ma soprattutto: quali armi ha a disposizione per combattere il potere di Big Pharma?

Ne parliamo con il medico chirurgo Roy de Vita, il professor Giovanni Frajese, endocrinologo, e il farmacologo Marco Cosentino.

https://www.byoblu.com/2025/05/13/il-prezzo-della-cura-trump-lancia-la-sfida-al-sistema-farmaceutico-che-idea-ti-sei-fatto/
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A COMO 🌺🌺🌺
Venerdì prossimo.
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PRIDURKI 🌺🌺🌺
"Fanno molte cose a loro danno. Sembra che questo e quello non verranno certo fatti perché li danneggiano. Ma lo fanno, idioti. Oh, per favore scusate. Le principali economie mondiali stanno cadendo in recessione solo per danneggiarci".
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IL TENNIS IN CRISI? 🌺🌺🌺
Il blog Honest Sport riprende il tema del doping nel tennis, che negli ultimi due anni ha tenuto banco con casi di vertice, richiamando prima di tutto un articolo del New York Times sulla crescente ansia manifestata dalle tenniste in relazione sia al sistema di reperibilità che ai rischi di contaminazione a seguito dei recenti casi di alto profilo nello sport. "So che ci sono molte ragazze che non dormono. Anche solo stare a letto, assicurarsi che il campanello funzioni, che tutti i telefoni siano accesi... può essere molto stressante" (https://www.nytimes.com/athletic/6341871/2025/05/14/tennis-anti-doping-sinner-swiatek/). Altre giocatrici, come Danielle Collins, hanno affermato in precedenza che il loro impegno antidoping è gestibile. "Apprezzo tutto quello che stanno facendo per cercare di mantenere pulito il nostro sport. So che può essere difficile stare al passo con i nostri integratori, ma se questo è il problema più grande che dobbiamo affrontare come atlete, penso che la vita sia piuttosto bella" (https://www.youtube.com/watch?v=zhPEYuTXTGE&t=232s). Infine, un articolo su First Serve intitolato "I recenti scandali doping stanno facendo luce su un problema più profondo?" riprende certe critiche al sistema antidoping del tennis che secondo alcuni ha un doppio o addirittura triplo standard, forte coi deboli, intesi come giocatori di secondo piano, e debole coi forti (https://www.thefirstserve.com.au/post/are-the-recent-doping-scandals-shedding-light-on-a-deeper-issue).
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BISOGNA CHE TUTTO CAMBI 🌺🌺🌺
Oggi il NEJM pubblica un articolo che descrive le nuove politiche per l'approvazione dei vaccini covid in USA. L'articolo è co-firmato da Vinay Prasad, Center for Biologics Evaluation and Research della FDA, e Martin Makary, FDA, in pratica i vertici responsabili dell'approvazione dei vaccini covid appena nominati dalla nuova amministrazione.
In sintesi, la strategia USA prevede richiami annuali con vaccini aggiornati, che la FDA approverà sulla base della semplice immunogenicità per gli ultra65enni e i fragili, e sulla base di studi randomizzati e controllati per le età inferiori. Questi ultimi studi misureranno la capacità di ridurre i covid di qualsiasi gravità, e secondariamente considereranno io covid grave, i ricoveri e i decessi. Il limite inferiore dell'efficacia relativa dovrà essere aleo al di sopra del 30%.
In sintesi, non cambia nulla o quasi rispetto al precedente schema. Vero che vengono introdotti gli studi controllati per l'autorizzazione sotto i 65 anni d'età, ma è ben poca cosa rispetto alla completa mancanza di considerazione per una revisione degli studi preclinici (studi farmacologici di safety, farmacocinetica, genotossicità e cancerogenicità, ecc.) nonché alla probabile omissione negli studi clinici di misure di sicurezza quali esami strumentali e laboratoristici.
Per il momento, insomma, sui vaccini covid stiamo alla montagna e al topolino. Oppure al gattopardo, che è pure peggio.

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMsb2506929
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RISCHIO SCAMPATO 🌺🌺🌺
Oggi abbiamo raccontato la nuova politica FDA nei confronti dei vaccini covid, descritta in dettaglio sul prestigioso NEJM da Prasad e Makary, i nuovi vertici FDA designati dall'amministrazione Trump, definendola quanto meno morbida e pure un poco gattopardesca.
https://t.me/MarCosent/4190
A conferma della bontà del giudizio giunge ora il commento di uno dei maggiori notiziari del settore farmaceutico, che titola "Gli sviluppatori di vaccini evitano lo scenario peggiore con il nuovo quadro COVID-19 della FDA" e ci informa che "la promessa della FDA, secondo cui l'immunogenicità rimarrà sufficiente per approvare le future iterazioni dei rispettivi vaccini degli sviluppatori per alcuni pazienti (anche se non tutti), è stata sufficiente a far salire le azioni di Moderna di circa il 7% durante le contrattazioni pomeridiane di martedì, mentre BioNTech ha visto un aumento del 4%."
https://firstwordpharma.com/story/5963617
Sic transit.
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Sabato 31 maggio, domenica 1 giugno e lunedì 2 giugno
dalle 10:30 alle 18:00
Ficulle – Umbria

L'EVIDENZA DELLA RAGIONE CONTRO LA PROPAGANDA
Conferenze, incontri, musica, convivio

In un’epoca in cui la narrazione dominante plasma le coscienze e la censura restringe gli spazi del dissenso, noi ci ritroveremo come di consueto in Umbria per ascoltare alcune tra le voci più libere e autorevoli in circolazione. Si discuterà di storia e attualità, repressione e propaganda, libertà di pensiero e conformismo, scuola, Russia, Palestina, informazione e salute.
Un’occasione per incontrarsi, ascoltare, confrontarsi e rafforzare connessioni umane e politiche.

Parteciperanno:

Franco Cardini
Patrizia Cecconi
Marco Cosentino
Manlio Dinucci
De Luca
Demostenes Floros
Elisabetta Frezza
Federico Greco
Giuliano Marrucci
Gabriele Rubini (Chef Rubio)
Francesco Tomaselli
Valeria De Luca

Modererà il dibattito, Giorgio Bianchi.

Arte, natura e convivialità faranno da cornice alle riflessioni condivise: perché pensare insieme è già resistere.

Per info e prenotazioni scrivere a:

lacasella.itaca@gmail.com

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DAJE! 🌺🌺🌺
Il blog Honest Sport riprende un articolo di The Cyclist che osserva come solo il 39% delle squadre professionistiche aderisca al Movement for Credible Cycling (MPCC), il quale richiede ai ciclisti di rispettare norme antidoping ulteriori rispetto a quelle della WADA recepite da UCI. "Presso il suo centro di performance statunitense, Red Bull ha intrapreso diversi progetti apparentemente stravaganti alla ricerca di vantaggi competitivi, tra cui l'applicazione di elettrodi alla testa degli atleti per ottenere una maggiore resistenza. L'azienda è nota per spingersi oltre i limiti (legali)". Avanti così!

https://www.cyclist.co.uk/in-depth/pro-cycling-mpcc
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