L'ERBA DI WIMBLEDON 🌺🌺🌺
Il blog Honest Sport dedica un post ai 16 finalisti di Wimbledon che sono incappati in infrazioni della normativa internazionale sul doping. Qui di seguito l'elenco:
1986 - Mats Wilander - cocaina - tre mesi
1992 - Andre Agassi - metamfetamina - assolto
1997 - Martina Hingis - cocaina - due anni
2004 - Maria Sharapova - meldonio - 15 mesi
2005 - Tamira Paszek - autotrasfusione - assolta
2014 - Sara Errani - letrozolo - 10 mesi
2015 - Michael Ymer - mancati controlli - 18 mesi
2016 - Dayana Yastremska - mesterolone - assolta
2017 - Marcelo Melo - isometeptene - tre mesi
2017 - Marin Cilic - niketamide - quattro mesi
2018 - Iga Swiatek - trimetazidina - un mese
2019 - Simona Halep - roxadustat - nove mesi
2019 - Barbora Strycova - sibutramina - assolta
2019 - Robert Farah - boldenone - assolto
2022 - Max Purcell - liquidi endovena - diciotto mesi
2023 - Nikola Bartunkova - trimetazidina - sei mesi
https://honestsport.substack.com/p/the-16-wimbledon-finalists-to-have
Il blog Honest Sport dedica un post ai 16 finalisti di Wimbledon che sono incappati in infrazioni della normativa internazionale sul doping. Qui di seguito l'elenco:
1986 - Mats Wilander - cocaina - tre mesi
1992 - Andre Agassi - metamfetamina - assolto
1997 - Martina Hingis - cocaina - due anni
2004 - Maria Sharapova - meldonio - 15 mesi
2005 - Tamira Paszek - autotrasfusione - assolta
2014 - Sara Errani - letrozolo - 10 mesi
2015 - Michael Ymer - mancati controlli - 18 mesi
2016 - Dayana Yastremska - mesterolone - assolta
2017 - Marcelo Melo - isometeptene - tre mesi
2017 - Marin Cilic - niketamide - quattro mesi
2018 - Iga Swiatek - trimetazidina - un mese
2019 - Simona Halep - roxadustat - nove mesi
2019 - Barbora Strycova - sibutramina - assolta
2019 - Robert Farah - boldenone - assolto
2022 - Max Purcell - liquidi endovena - diciotto mesi
2023 - Nikola Bartunkova - trimetazidina - sei mesi
https://honestsport.substack.com/p/the-16-wimbledon-finalists-to-have
Substack
The 16 Wimbledon finalists to have faced doping cases - Town Square #19
In 2019, three players competed in the Wimbledon finals who have failed doping tests at one point in their careers. A further five Wimbledon junior finalists faced their own problems as professionals.
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ANCORA SUL MORBILLO 🌺🌺🌺
Un bell'articolo di Valentina Bennati, che osserva come sul morbillo vi sia un'enorme carenza informativa. Per parte mia, rimarco forti dubbi sul funzionamento del sistema nazionale di monitoraggio delle malattie infettive, che pare affetto dai medesimi limiti del sistema di farmacovigilanza basato sulla raccolta delle segnalazioni spontanee: picchi di segnalazioni di morbillo quando il tema è al centro del dibattito pubblico (nel 2017 e nel 2018, diatriba Lorenzin) e scomparsa dai radar quando il tema scompare dai radar (morbillo non pervenuto negli anni del covid). In appendice al testo di Valentina Bennati, un articolo di Eugenio Serravalle che documenta come il morbillo non sia un rischio per bambini sani che vivono in paesi con un buon livello di benessere socioeconomico e sanitario, e come al contrario studi di farmacovigilanza attiva mostrino per il vaccino MPRV un enorme numero di reazioni avverse anche gravi che al contrario non vengono identificate con la segnalazione spontanea. Un quadro critico che conferma la profonda carenza di informazione sull'argomento.
https://comedonchisciotte.org/morbillo-altro-che-emergenza-di-vaccinazione-in-italia-ce-unemergenza-informativa/
Un bell'articolo di Valentina Bennati, che osserva come sul morbillo vi sia un'enorme carenza informativa. Per parte mia, rimarco forti dubbi sul funzionamento del sistema nazionale di monitoraggio delle malattie infettive, che pare affetto dai medesimi limiti del sistema di farmacovigilanza basato sulla raccolta delle segnalazioni spontanee: picchi di segnalazioni di morbillo quando il tema è al centro del dibattito pubblico (nel 2017 e nel 2018, diatriba Lorenzin) e scomparsa dai radar quando il tema scompare dai radar (morbillo non pervenuto negli anni del covid). In appendice al testo di Valentina Bennati, un articolo di Eugenio Serravalle che documenta come il morbillo non sia un rischio per bambini sani che vivono in paesi con un buon livello di benessere socioeconomico e sanitario, e come al contrario studi di farmacovigilanza attiva mostrino per il vaccino MPRV un enorme numero di reazioni avverse anche gravi che al contrario non vengono identificate con la segnalazione spontanea. Un quadro critico che conferma la profonda carenza di informazione sull'argomento.
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Che facesse parte del piano oppure fosse un'opportunità presa al volo, non fa particolare differenza 🌺🌺🌺
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/41562
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Giorgio Bianchi Photojournalist
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PROF, MA CHE STUDIO A FARE? 🌺🌺🌺
“Prof, ma che studio a fare? Tanto c’è l’intelligenza artificiale che fa le cose al posto mio”, è una domanda che sempre più spesso gli studenti fanno. Si, c’è la goliardia, il meme, ma, in fondo, è una richiesta amareggiata e legittima di senso. La risposta è spesso vaga, retorica, impacciata. Gli insegnanti stessi non sanno come rispondere, ed è forse una domanda che, rovesciata, andrebbe rivolta a loro, perché “la grande trasformazione” è già in atto: non della macchina che rimpiazza l’uomo, ma dell’insegnante che si fa involucro artificializzato, simil-tiktoker, facilitatore, automa. Evaporata la dimensione critica, nella scuola nuova il pensiero è inteso come mera potenza di calcolo, e l’insegnamento come performance e addestramento[6]. Semplicemente, non c’è niente da trasformare, niente da pensare. È tutto già compiuto, già pensato: There is no alternative."
Qui il testo completo: https://www.leparoleelecose.it/ultime-notizie-dalla-post-scuola-i-corsi-di-abilitazione/
“Prof, ma che studio a fare? Tanto c’è l’intelligenza artificiale che fa le cose al posto mio”, è una domanda che sempre più spesso gli studenti fanno. Si, c’è la goliardia, il meme, ma, in fondo, è una richiesta amareggiata e legittima di senso. La risposta è spesso vaga, retorica, impacciata. Gli insegnanti stessi non sanno come rispondere, ed è forse una domanda che, rovesciata, andrebbe rivolta a loro, perché “la grande trasformazione” è già in atto: non della macchina che rimpiazza l’uomo, ma dell’insegnante che si fa involucro artificializzato, simil-tiktoker, facilitatore, automa. Evaporata la dimensione critica, nella scuola nuova il pensiero è inteso come mera potenza di calcolo, e l’insegnamento come performance e addestramento[6]. Semplicemente, non c’è niente da trasformare, niente da pensare. È tutto già compiuto, già pensato: There is no alternative."
Qui il testo completo: https://www.leparoleelecose.it/ultime-notizie-dalla-post-scuola-i-corsi-di-abilitazione/
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IL MEZZO E IL FINE 🌺🌺🌺
Quando si finisce a parlare di intelligenza artificiale, ultimamente sempre più spesso, inevitabilmente qualcuno si sente in dovere di osservare che l'IA è uno strumento e come tale dipende da come lo si utilizza, di per sé non è né buono né cattivo, sta a noi e così via. Fortunatamente, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nel suo recente parere sullo schema di Regolamento recante “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”, afferma in maniera inequivocabile che l'IA va intesa "come opportunità per trasformare il processo educativo" così "che sia portato a compimento quel percorso tracciato dal Piano Scuola 4.0 e dal Piano europeo per l’educazione digitale 2021-2027 in esso richiamato, il cui primo obiettivo è «promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale»." Che non si dica poi che non vi era stato detto.
https://www.mim.gov.it/web/guest/archivio-pareri
Quando si finisce a parlare di intelligenza artificiale, ultimamente sempre più spesso, inevitabilmente qualcuno si sente in dovere di osservare che l'IA è uno strumento e come tale dipende da come lo si utilizza, di per sé non è né buono né cattivo, sta a noi e così via. Fortunatamente, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione nel suo recente parere sullo schema di Regolamento recante “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione”, afferma in maniera inequivocabile che l'IA va intesa "come opportunità per trasformare il processo educativo" così "che sia portato a compimento quel percorso tracciato dal Piano Scuola 4.0 e dal Piano europeo per l’educazione digitale 2021-2027 in esso richiamato, il cui primo obiettivo è «promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale»." Che non si dica poi che non vi era stato detto.
https://www.mim.gov.it/web/guest/archivio-pareri
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"INTELLIGENZE" AUTOREPLICANTI 🌺🌺🌺
Mentre ancora ci si preoccupa troppo poco dell'autoreplicazione dei vaccini, le cui implicazioni potrebbero essere gravissime (abbiamo dato notizia del primo vaccino autoreplicante in UE lo scorso febbraio 2025 https://t.me/MarCosent/3951 ma ammonivamo sui vaccini autoreplicanti fin dal febbraio 2024 https://t.me/MarCosent/2767), potremmo essere costretti a scoprire che un rischio forse ancor più grave è rappresentato dall'autoreplicazione delle IA, che oltre tutto potrebbe essere realtà già ora (https://arxiv.org/abs/2412.12140#). Nelle parole degli autori dello studio: "L'auto-replicazione di successo senza assistenza umana è il passo essenziale per l'intelligenza artificiale per superare in astuzia gli esseri umani, ed è un segnale precoce per le IA canaglia. Ecco perché l’auto-replicazione è ampiamente riconosciuta come uno dei pochi rischi di linee rosse dei sistemi di intelligenza artificiale di frontiera."
Buona fortuna!
Nota: grazie ad Alessandro Riccardo Maria Soranzo per la segnalazione.
Mentre ancora ci si preoccupa troppo poco dell'autoreplicazione dei vaccini, le cui implicazioni potrebbero essere gravissime (abbiamo dato notizia del primo vaccino autoreplicante in UE lo scorso febbraio 2025 https://t.me/MarCosent/3951 ma ammonivamo sui vaccini autoreplicanti fin dal febbraio 2024 https://t.me/MarCosent/2767), potremmo essere costretti a scoprire che un rischio forse ancor più grave è rappresentato dall'autoreplicazione delle IA, che oltre tutto potrebbe essere realtà già ora (https://arxiv.org/abs/2412.12140#). Nelle parole degli autori dello studio: "L'auto-replicazione di successo senza assistenza umana è il passo essenziale per l'intelligenza artificiale per superare in astuzia gli esseri umani, ed è un segnale precoce per le IA canaglia. Ecco perché l’auto-replicazione è ampiamente riconosciuta come uno dei pochi rischi di linee rosse dei sistemi di intelligenza artificiale di frontiera."
Buona fortuna!
Nota: grazie ad Alessandro Riccardo Maria Soranzo per la segnalazione.
Telegram
Marco Cosentino
SIGNORI, SI REPLICA! 🌺🌺🌺
A dicembre scorso anticipammo il parere favorevole all'approvazione del primo vaccino covid autoreplicante (https://t.me/MarCosent/3716), che ora è finalmente arrivata.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
Il…
A dicembre scorso anticipammo il parere favorevole all'approvazione del primo vaccino covid autoreplicante (https://t.me/MarCosent/3716), che ora è finalmente arrivata.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
Il…
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ANCORA SU VACCINI COVID E FERTILITA' 🌺🌺🌺
Tema del quale già scrivemmo (https://t.me/MarCosent/4213) ma sul quale è necessario tornare dato che è appena stato pubblicato uno studio che ha esaminato gli esiti di procedure di fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionale in relazione alla vaccinazione covid con vaccino a virus ucciso (prodotto cinese, e infatti è cinese anche lo studio). I risultati mostrano nelle vaccinate una riduzione sia delle gravidanze che delle nascite (-7% e -8% circa, al netto delle finezze statistiche). Concludono gli autori che la riduzione è comunque modesta e che somministrare il vaccino tre mesi prima della procedura può aiutare. Contenti loro...
https://www.frontiersin.org/journals/endocrinology/articles/10.3389/fendo.2025.1587251/full
Tema del quale già scrivemmo (https://t.me/MarCosent/4213) ma sul quale è necessario tornare dato che è appena stato pubblicato uno studio che ha esaminato gli esiti di procedure di fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionale in relazione alla vaccinazione covid con vaccino a virus ucciso (prodotto cinese, e infatti è cinese anche lo studio). I risultati mostrano nelle vaccinate una riduzione sia delle gravidanze che delle nascite (-7% e -8% circa, al netto delle finezze statistiche). Concludono gli autori che la riduzione è comunque modesta e che somministrare il vaccino tre mesi prima della procedura può aiutare. Contenti loro...
https://www.frontiersin.org/journals/endocrinology/articles/10.3389/fendo.2025.1587251/full
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LA MATTANZA 🌺🌺🌺
Un articolo del S24O ci informa su alcune questioni non secondarie, tipo che i tre corsi di chimica, fisica e biologia si svolgeranno a partire da settembre, che i test si svolgeranno il 20 novembre e potranno essere ripetuti il 10 dicembre, tutti nello stesso giorno.
https://www.ilsole24ore.com/art/medicina-ecco-programmi-tre-esami-primo-semestre-AHidNJNB
In pratica dunque 18 crediti di insegnamento svolti in due mesi e mezzo e che culminano in un esame per metà a crocette e per metà a risposta aperta comunque scritta, da svolgersi in unica soluzione. Una devastazione nel metodo e nei contenuti di tre insegnamenti fondamentali, uno smantellamento della figura, dell'autonomia e delle prerogative del docente universitario (cosa di cui già scrivemmo - https://t.me/MarCosent/4292), una mattanza per studenti che in tal modo perdono un semestre, studiano poco e male materie fondamentali e rimangono comunque preda del "bisness" dei corsi di preparazione, che già si sono reinventati loro sì "resilienti" alle modifiche di sistema.
https://www.ilsole24ore.com/art/test-medicina-business-corsi-preparazione-si-reinventa-ecco-come-AHEn8EUB
C'è rimedio? No, con dei decisori politici a loro volta innestati su una macchina amministrativa e burocratica ligia alle ideologie dominanti e soprattutto al coacervo di interessi corporativi ed economici di vario genere, che a loro volta plasmano lo "zeitgeist" ossessivamente vomitato in occhi e orecchie inermi da televisioni, giornali, social e strumenti comunicativi vari, rimedio non ne esiste. E dunque, se non c'è rimedio, perché ti preoccupi?
Un articolo del S24O ci informa su alcune questioni non secondarie, tipo che i tre corsi di chimica, fisica e biologia si svolgeranno a partire da settembre, che i test si svolgeranno il 20 novembre e potranno essere ripetuti il 10 dicembre, tutti nello stesso giorno.
https://www.ilsole24ore.com/art/medicina-ecco-programmi-tre-esami-primo-semestre-AHidNJNB
In pratica dunque 18 crediti di insegnamento svolti in due mesi e mezzo e che culminano in un esame per metà a crocette e per metà a risposta aperta comunque scritta, da svolgersi in unica soluzione. Una devastazione nel metodo e nei contenuti di tre insegnamenti fondamentali, uno smantellamento della figura, dell'autonomia e delle prerogative del docente universitario (cosa di cui già scrivemmo - https://t.me/MarCosent/4292), una mattanza per studenti che in tal modo perdono un semestre, studiano poco e male materie fondamentali e rimangono comunque preda del "bisness" dei corsi di preparazione, che già si sono reinventati loro sì "resilienti" alle modifiche di sistema.
https://www.ilsole24ore.com/art/test-medicina-business-corsi-preparazione-si-reinventa-ecco-come-AHEn8EUB
C'è rimedio? No, con dei decisori politici a loro volta innestati su una macchina amministrativa e burocratica ligia alle ideologie dominanti e soprattutto al coacervo di interessi corporativi ed economici di vario genere, che a loro volta plasmano lo "zeitgeist" ossessivamente vomitato in occhi e orecchie inermi da televisioni, giornali, social e strumenti comunicativi vari, rimedio non ne esiste. E dunque, se non c'è rimedio, perché ti preoccupi?
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IL SEMESTRE FILTRO 🌺🌺🌺
Il ministero ha pubblicato i programmi dei corsi di chimica, fisica e biologia per la mattanza di accesso a medicina (pardòn: il semestre filtro secondo la riforma che entra ora in vigore). Gli argomenti d'esame sono tutti disponibili qui:
https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa/decreto-ministeriale-n-418-del-30-05-2025
Si tratta di tre corsi da sei crediti l'uno, che si svolgeranno tutti insieme da settembre a verosimilmente metà novembre, dal momento che il test di selezione a crocette (pardòn: gli esami universitari secondo la riforma che entra ora in vigore) si svolgerà il 20 di novembre.
Ho scorso il programma di biologia e lo trovo inverosimile anche per un corso semestrale vero. Si consideri che un credito (piaccia o meno la logica omologante del credito formativo universitario, CFU, orpello inesistente ai tempi belli) corrisponde per legge a 25 ore di lavoro complessivo dello studente, comprese le lezioni in aula. Per convenzione, per ogni credito si presuppongono 8-10 ore di lezione e il resto è studio. Ognuno dei tre corsi previsti è di 6 crediti, dunque una cinquantina di ore malcontata e poco più di cento ore di studio, che a sei-otto ore al giorno fa tipo due settimane di preparazione per ogni materia.
Prima considerazione: tra settembre e il 20 novembre, la frequenza a tre corsi da cinquanta ore l'uno non si concilia in alcun modo con due per tre uguale sei settimane di studio intenso a tempo pieno.
Seconda considerazione: i programmi ministeriali non sono in alcun modo trattabili nella cinquantina di ore prevista.
Terza considerazione: ai tempi miei un esame da due settimane di studio era un "esamino"da classificare tra le materie secondarie. Chimica e fisica erano due semestrali (semestri veri) da preparare in qualche mese. Vero che il primo anno di medicina è sempre stato storicamente "leggero" e che ai tempi io e tanti altri finimmo gli esami a giugno per poi concederci ancora una delle ultime lunghe estati della declinante spensierata giovinezza, ma oggi davvero si riduce l'insegnamento universitario a una catena di montaggio dei cui reali esiti e conseguenze davvero non pare interessare a nessuno.
Nota a margine: il ministero definisce ormai da anni il programma di ogni corso universitario come "syllabus", che ci piacerebbe pensare riprenda il termine latino per "sommario" o "indice" e invece disgraziatamente riecheggia cialtronescamente e provincialisticamente l'inglese dei telefilm ambientati nei college. Vabbé.
Il ministero ha pubblicato i programmi dei corsi di chimica, fisica e biologia per la mattanza di accesso a medicina (pardòn: il semestre filtro secondo la riforma che entra ora in vigore). Gli argomenti d'esame sono tutti disponibili qui:
https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa/decreto-ministeriale-n-418-del-30-05-2025
Si tratta di tre corsi da sei crediti l'uno, che si svolgeranno tutti insieme da settembre a verosimilmente metà novembre, dal momento che il test di selezione a crocette (pardòn: gli esami universitari secondo la riforma che entra ora in vigore) si svolgerà il 20 di novembre.
Ho scorso il programma di biologia e lo trovo inverosimile anche per un corso semestrale vero. Si consideri che un credito (piaccia o meno la logica omologante del credito formativo universitario, CFU, orpello inesistente ai tempi belli) corrisponde per legge a 25 ore di lavoro complessivo dello studente, comprese le lezioni in aula. Per convenzione, per ogni credito si presuppongono 8-10 ore di lezione e il resto è studio. Ognuno dei tre corsi previsti è di 6 crediti, dunque una cinquantina di ore malcontata e poco più di cento ore di studio, che a sei-otto ore al giorno fa tipo due settimane di preparazione per ogni materia.
Prima considerazione: tra settembre e il 20 novembre, la frequenza a tre corsi da cinquanta ore l'uno non si concilia in alcun modo con due per tre uguale sei settimane di studio intenso a tempo pieno.
Seconda considerazione: i programmi ministeriali non sono in alcun modo trattabili nella cinquantina di ore prevista.
Terza considerazione: ai tempi miei un esame da due settimane di studio era un "esamino"da classificare tra le materie secondarie. Chimica e fisica erano due semestrali (semestri veri) da preparare in qualche mese. Vero che il primo anno di medicina è sempre stato storicamente "leggero" e che ai tempi io e tanti altri finimmo gli esami a giugno per poi concederci ancora una delle ultime lunghe estati della declinante spensierata giovinezza, ma oggi davvero si riduce l'insegnamento universitario a una catena di montaggio dei cui reali esiti e conseguenze davvero non pare interessare a nessuno.
Nota a margine: il ministero definisce ormai da anni il programma di ogni corso universitario come "syllabus", che ci piacerebbe pensare riprenda il termine latino per "sommario" o "indice" e invece disgraziatamente riecheggia cialtronescamente e provincialisticamente l'inglese dei telefilm ambientati nei college. Vabbé.
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IL "FRAMING" 🌺🌺🌺
Si tratta di un concetto sviluppato nell'ambito delle scienze sociali e della comunicazione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Framing_(scienze_sociali)
Traducibile come "inquadramento" o "contestualizzazione", consiste nel porre degli elementi oggettivi in una cornice soggettiva che ne influenza la percezione e l'elaborazione e dunque in ultima analisi la decisione che ne scaturisce.
Questo recente post dal blog Sensible Medicine ne illustra bene le implicazioni in ambito medico e chirurgico, utilizzando esempi consistenti nel fornire il medesimo insieme di dati in forma di aspettativa di mortalità o di sopravvivenza, oppure in forma di efficacia relativa o assoluta (chi ci ricorda?).
https://www.sensible-med.com/p/the-effects-of-framing-how-we-influence
Conclude l'autore: "Il meglio che possiamo fare è attenerci ai principi etici e rimanere consapevoli della nostra influenza mentre cerchiamo di informare i nostri pazienti – fino a quando, naturalmente, l’AI “robo-doc” arriverà anche a sostituirci."
Si tratta di un concetto sviluppato nell'ambito delle scienze sociali e della comunicazione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Framing_(scienze_sociali)
Traducibile come "inquadramento" o "contestualizzazione", consiste nel porre degli elementi oggettivi in una cornice soggettiva che ne influenza la percezione e l'elaborazione e dunque in ultima analisi la decisione che ne scaturisce.
Questo recente post dal blog Sensible Medicine ne illustra bene le implicazioni in ambito medico e chirurgico, utilizzando esempi consistenti nel fornire il medesimo insieme di dati in forma di aspettativa di mortalità o di sopravvivenza, oppure in forma di efficacia relativa o assoluta (chi ci ricorda?).
https://www.sensible-med.com/p/the-effects-of-framing-how-we-influence
Conclude l'autore: "Il meglio che possiamo fare è attenerci ai principi etici e rimanere consapevoli della nostra influenza mentre cerchiamo di informare i nostri pazienti – fino a quando, naturalmente, l’AI “robo-doc” arriverà anche a sostituirci."
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CARNE DI PORCO 🌺🌺🌺
Nei miei post tratto anche temi legati alla formazione universitaria e talora alla didattica scolastica, argomenti sui quali negli ultimi due-tre decenni (e tanto più negli anni più recenti) governi soi-disant di destra e sinistra si sono sbizzarriti con provvedimenti e "riforme" in apparenza assurdi, controproducenti quando non realmente esiziali. In ogni caso, l'uno peggio dell'altro. In apparenza. Perché poi leggi post come questo di Giuseppe Masala e cogli immediatamente il giusto "framing", comprendendo così come nulla sia casuale e tanto meno "sbagliato", e anzi tutto sia coerente e orientato lucidamente alla meta, perseguita con ferrea e inscalfibile perseveranza, una volta che siano chiari gli obiettivi reali dei decisori.
https://t.me/giuseppemasala/65747
Nei miei post tratto anche temi legati alla formazione universitaria e talora alla didattica scolastica, argomenti sui quali negli ultimi due-tre decenni (e tanto più negli anni più recenti) governi soi-disant di destra e sinistra si sono sbizzarriti con provvedimenti e "riforme" in apparenza assurdi, controproducenti quando non realmente esiziali. In ogni caso, l'uno peggio dell'altro. In apparenza. Perché poi leggi post come questo di Giuseppe Masala e cogli immediatamente il giusto "framing", comprendendo così come nulla sia casuale e tanto meno "sbagliato", e anzi tutto sia coerente e orientato lucidamente alla meta, perseguita con ferrea e inscalfibile perseveranza, una volta che siano chiari gli obiettivi reali dei decisori.
https://t.me/giuseppemasala/65747
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Giuseppe Masala Chili 🌶
🇮🇹 Non è passato neanche un mese dalla batosta referendaria sulla concessione della cittadinanza in 5 anni che già i partiti neoliberali, da Forza Italia all'Ex Movimento 5 Stelle di Conte sono ripartiti alla carica. Il grimaldello questa volta è il cosiddetto…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
LO STATO DELL'INFORMAZIONE INDIPENDENTE IN ITALIA
In un’epoca in cui l’informazione sembra sempre più omologata e piegata agli interessi di governi, grandi piattaforme e poteri economici, la controinformazione diventa uno strumento essenziale per chi cerca di orientarsi nel caos della comunicazione globale. In questo approfondimento condotto da Giorgio Bianchi ci interroghiamo su cosa significhi oggi fare libera informazione: quali sono i rischi, quali i limiti, quali le responsabilità di chi sceglie di raccontare ciò che altrove viene silenziato.
Ne parliamo con tre voci fuori dal coro: Giuliano Marrucci, giornalista d’inchiesta, già firma di Report, oggi impegnato con il suo progetto indipendente "OttolinaTV"; Riccardo Rocchesso, fondatore di 100 Giorni da Leoni; e Massimo Mazzucco, regista e documentarista.
Un confronto serrato per capire se è ancora possibile – e in che modo – fare informazione libera in un sistema che tende a marginalizzare ogni voce fuori schema.
La puntata completa:
https://youtu.be/oBWHm7Mo498?si=nmX1XOxopryrG_LT
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
In un’epoca in cui l’informazione sembra sempre più omologata e piegata agli interessi di governi, grandi piattaforme e poteri economici, la controinformazione diventa uno strumento essenziale per chi cerca di orientarsi nel caos della comunicazione globale. In questo approfondimento condotto da Giorgio Bianchi ci interroghiamo su cosa significhi oggi fare libera informazione: quali sono i rischi, quali i limiti, quali le responsabilità di chi sceglie di raccontare ciò che altrove viene silenziato.
Ne parliamo con tre voci fuori dal coro: Giuliano Marrucci, giornalista d’inchiesta, già firma di Report, oggi impegnato con il suo progetto indipendente "OttolinaTV"; Riccardo Rocchesso, fondatore di 100 Giorni da Leoni; e Massimo Mazzucco, regista e documentarista.
Un confronto serrato per capire se è ancora possibile – e in che modo – fare informazione libera in un sistema che tende a marginalizzare ogni voce fuori schema.
La puntata completa:
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Giorgio Bianchi - Lo stato dell’informazione indipendente in Italia
In un’epoca in cui l’informazione sembra sempre più omologata e piegata agli interessi di governi, grandi piattaforme e poteri economici, la controinformazione diventa uno strumento essenziale per chi cerca di orientarsi nel caos della comunicazione globale.…
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AMNESIA SELETTIVA 🌺🌺🌺
La prestigiosa rivista Science pubblica uno studio statunitense estremamente sofisticato che, tramite l'uso di organoidi retinici umani (riproduzioni in laboratorio di organi complessi, in questo caso la retina dell'occhio) ottenuti da cellule staminali con mutazioni associate alla malattia di Alzheimer, mostrano come la proteina Spike di SARS-CoV-2 aumenti la deposizione di beta-amiloide, la proteina responsabile delle placche tipiche di questa malattia neurodegenerativa.
Lo studio si completa con l'identificazione in tessuti retinici post mortem di persone con Alzheimer e malate di covid, di deposizioni di beta-amiloide inseme a proteina Spike.
Concludono gli autori: "Questi dati suggeriscono che l'infezione da COVID-19, attraverso la proteina Spike 1 di SARS-CoV-2, porta a patologie correlate alla malattia di Alzheimer. ... Queste ricerche potrebbero fornire spunti su approcci per prevenire l'accumulo di amiloide-β associato alle infezioni virali. Studi futuri saranno mirati a identificare terapie per promuovere la clearance residua o ridurre l'eccessiva deposizione di amiloide-β dopo l'infezione da COVID-19. Infine, questi studi suggeriscono un potenziale approccio per definire clinicamente le sindromi da Covid prolungato del sistema nervoso centrale misurando la funzionalità retinica e il carico di amiloide-β."
Nulla ovviamente sui vaccini, parola che nemmeno mai ricorre nel testo, malgrado i vaccini covid indicano nell'organismo la medesima proteina Spike studiata da questi autori, che tuttavia la associano unicamente al virus e scordano del tutto la sua possibile origine vaccinale.
Così, scriviamo noi qui di seguito la conclusione che ci sarebbe piaciuto leggere di seguito aquanto gli autori dello studio hanno effettivamente scritto.
"Dal momento che la proteina Spike 1 di SARS-CoV-2 viene prodotta anche a seguito di vaccinazione anti-covid, i nostri risultati suggeriscono che anche questa vaccinazione possa associarsi a patologie correlate alla malattia di Alzheimer. ... Queste ricerche potrebbero fornire spunti su approcci per prevenire l'accumulo di amiloide-β associato non solo alle infezioni virali bensì anche alle vaccinazioni. Studi futuri saranno mirati a identificare terapie per promuovere la clearance residua o ridurre l'eccessiva deposizione di amiloide-β anche dopo la vaccinazione. Infine, questi studi suggeriscono un potenziale approccio per definire clinicamente le sindromi da vaccinazione Covid del sistema nervoso centrale misurando la funzionalità retinica e il carico di amiloide-β."
That's all, folks!
https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.ads5006
La prestigiosa rivista Science pubblica uno studio statunitense estremamente sofisticato che, tramite l'uso di organoidi retinici umani (riproduzioni in laboratorio di organi complessi, in questo caso la retina dell'occhio) ottenuti da cellule staminali con mutazioni associate alla malattia di Alzheimer, mostrano come la proteina Spike di SARS-CoV-2 aumenti la deposizione di beta-amiloide, la proteina responsabile delle placche tipiche di questa malattia neurodegenerativa.
Lo studio si completa con l'identificazione in tessuti retinici post mortem di persone con Alzheimer e malate di covid, di deposizioni di beta-amiloide inseme a proteina Spike.
Concludono gli autori: "Questi dati suggeriscono che l'infezione da COVID-19, attraverso la proteina Spike 1 di SARS-CoV-2, porta a patologie correlate alla malattia di Alzheimer. ... Queste ricerche potrebbero fornire spunti su approcci per prevenire l'accumulo di amiloide-β associato alle infezioni virali. Studi futuri saranno mirati a identificare terapie per promuovere la clearance residua o ridurre l'eccessiva deposizione di amiloide-β dopo l'infezione da COVID-19. Infine, questi studi suggeriscono un potenziale approccio per definire clinicamente le sindromi da Covid prolungato del sistema nervoso centrale misurando la funzionalità retinica e il carico di amiloide-β."
Nulla ovviamente sui vaccini, parola che nemmeno mai ricorre nel testo, malgrado i vaccini covid indicano nell'organismo la medesima proteina Spike studiata da questi autori, che tuttavia la associano unicamente al virus e scordano del tutto la sua possibile origine vaccinale.
Così, scriviamo noi qui di seguito la conclusione che ci sarebbe piaciuto leggere di seguito aquanto gli autori dello studio hanno effettivamente scritto.
"Dal momento che la proteina Spike 1 di SARS-CoV-2 viene prodotta anche a seguito di vaccinazione anti-covid, i nostri risultati suggeriscono che anche questa vaccinazione possa associarsi a patologie correlate alla malattia di Alzheimer. ... Queste ricerche potrebbero fornire spunti su approcci per prevenire l'accumulo di amiloide-β associato non solo alle infezioni virali bensì anche alle vaccinazioni. Studi futuri saranno mirati a identificare terapie per promuovere la clearance residua o ridurre l'eccessiva deposizione di amiloide-β anche dopo la vaccinazione. Infine, questi studi suggeriscono un potenziale approccio per definire clinicamente le sindromi da vaccinazione Covid del sistema nervoso centrale misurando la funzionalità retinica e il carico di amiloide-β."
That's all, folks!
https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.ads5006
Science Advances
SARS-CoV-2 induces Alzheimer’s disease–related amyloid-β pathology in ex vivo human retinal explants and retinal organoids
SARS-CoV-2 induces amyloid-β pathology in the central nervous system.
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IL PROFESSORE DIGITALE 🌺🌺🌺
Al di là della sparata mediatica, il docente IA pone questioni per ora irrisolvibili su vari fronti, schematizzate in questo articolo-
https://www.orizzontescuola.it/ia-a-scuola-il-primo-professore-avatar-in-italia-ma-chi-risponde-degli-errori-diritto-privacy-e-rischi-per-i-docenti/
Tra di esse:
"📌 Responsabilità civile e didattica: Se l’avatar fornisce informazioni errate che portano a un esame fallito, chi risponde? Il docente reale (art. 2043 Codice Civile), l’ateneo come titolare del servizio, o lo sviluppatore del software? Manca un chiaro inquadramento di “colpa” per errori generativi.
📌 Diritto d’autore: Le lezioni generate dall’IA pongono un conflitto tra diritti morali (art. 20 LDA) del docente “fisico” e la proprietà intellettuale dell’algoritmo. L’università potrebbe rivendicare la titolarità come “opera collettiva” (art. 7 LDA), ma non esiste giurisprudenza.
📌 Privacy studenti: L’interazione con l’avatar implica il trattamento di dati sensibili (stili di apprendimento, domande personali). Servirebbe un DPIA (Valutazione d’Impatto GDPR) per mappare i rischi, ma molti atenei non hanno ancora adeguato i propri registri delle attività.
📌 Erosione del monte ore: Se l’avatar gestisce il 30% delle FAQ, gli atenei potrebbero ridurre i contratti a tempo determinato (art. 24 Legge 240/2010), sostituendoli con “ore IA”. Il CCNL Università non prevede clausole per regolare questa transizione.
📌 Valutazione della didattica: Come misurare l’efficacia di un docente il cui avatar opera h24? I parametri tradizionali (questionari studenti, impact factor) non catturano l’apporto dell’IA. Potrebbe emergere una discriminazione inversa: i professori “solo umani” apparirebbero meno produttivi.
📌 Formazione obbligatoria: Se l’uso dell’IA diventasse requisito (come già accade per la FAD), i docenti precari sarebbero costretti a corsi a pagamento per restare competitivi, aggravando le disuguaglianze.
📌 Disuguaglianza di accesso: Atenei come Insubria o Bologna potranno offrire avatar avanzati, mentre quelli del Sud, già in crisi di finanziamenti, resteranno indietro. Si creerebbe un digital divide accademico, contrario all’art. 34 della Costituzione.
📌 Perdita dello “spazio democratico”: L’aula è un luogo di confronto, anche scomodo (es. dibattiti su temi controversi). Un algoritmo, per quanto evoluto, filtra le risposte in base a dataset predefiniti, azzerando la serendipità del dialogo.
📌 Dipendenza tecnologica: Uno studio del MIT (2024) mostra che l’uso prolungato di tutor IA riduce del 18% la capacità di problem solving autonomo. Se l’avatar diventa il primo interlocutore, gli studenti potrebbero perdere resilienza intellettuale."
Tutte questioni di cui faremmo volentieri a meno, ma la logica rimane quella del "se qualcosa può esser fatta, inevitabilmente qualcuno da qualche parte la farà", il che ci costringe ad attrezzarci per affrontarne le conseguenze. Che in questo caso minacciano di essere ad impatto davvero elevato.
Al di là della sparata mediatica, il docente IA pone questioni per ora irrisolvibili su vari fronti, schematizzate in questo articolo-
https://www.orizzontescuola.it/ia-a-scuola-il-primo-professore-avatar-in-italia-ma-chi-risponde-degli-errori-diritto-privacy-e-rischi-per-i-docenti/
Tra di esse:
"📌 Responsabilità civile e didattica: Se l’avatar fornisce informazioni errate che portano a un esame fallito, chi risponde? Il docente reale (art. 2043 Codice Civile), l’ateneo come titolare del servizio, o lo sviluppatore del software? Manca un chiaro inquadramento di “colpa” per errori generativi.
📌 Diritto d’autore: Le lezioni generate dall’IA pongono un conflitto tra diritti morali (art. 20 LDA) del docente “fisico” e la proprietà intellettuale dell’algoritmo. L’università potrebbe rivendicare la titolarità come “opera collettiva” (art. 7 LDA), ma non esiste giurisprudenza.
📌 Privacy studenti: L’interazione con l’avatar implica il trattamento di dati sensibili (stili di apprendimento, domande personali). Servirebbe un DPIA (Valutazione d’Impatto GDPR) per mappare i rischi, ma molti atenei non hanno ancora adeguato i propri registri delle attività.
📌 Erosione del monte ore: Se l’avatar gestisce il 30% delle FAQ, gli atenei potrebbero ridurre i contratti a tempo determinato (art. 24 Legge 240/2010), sostituendoli con “ore IA”. Il CCNL Università non prevede clausole per regolare questa transizione.
📌 Valutazione della didattica: Come misurare l’efficacia di un docente il cui avatar opera h24? I parametri tradizionali (questionari studenti, impact factor) non catturano l’apporto dell’IA. Potrebbe emergere una discriminazione inversa: i professori “solo umani” apparirebbero meno produttivi.
📌 Formazione obbligatoria: Se l’uso dell’IA diventasse requisito (come già accade per la FAD), i docenti precari sarebbero costretti a corsi a pagamento per restare competitivi, aggravando le disuguaglianze.
📌 Disuguaglianza di accesso: Atenei come Insubria o Bologna potranno offrire avatar avanzati, mentre quelli del Sud, già in crisi di finanziamenti, resteranno indietro. Si creerebbe un digital divide accademico, contrario all’art. 34 della Costituzione.
📌 Perdita dello “spazio democratico”: L’aula è un luogo di confronto, anche scomodo (es. dibattiti su temi controversi). Un algoritmo, per quanto evoluto, filtra le risposte in base a dataset predefiniti, azzerando la serendipità del dialogo.
📌 Dipendenza tecnologica: Uno studio del MIT (2024) mostra che l’uso prolungato di tutor IA riduce del 18% la capacità di problem solving autonomo. Se l’avatar diventa il primo interlocutore, gli studenti potrebbero perdere resilienza intellettuale."
Tutte questioni di cui faremmo volentieri a meno, ma la logica rimane quella del "se qualcosa può esser fatta, inevitabilmente qualcuno da qualche parte la farà", il che ci costringe ad attrezzarci per affrontarne le conseguenze. Che in questo caso minacciano di essere ad impatto davvero elevato.
Orizzontescuola.it
IA a scuola: il primo professore avatar in Italia. Ma chi risponde degli errori? Diritto, privacy e rischi per i docenti
Ha il volto, la voce e persino le movenze di Davide Tosi, 47 anni, docente dell’Università degli Studi dell’Insubria, ma a rispondere alle domande degli studenti è un avatar generato dall’intelligenza artificiale.
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STANFORD MEDICINE 🌺🌺🌺
Stanford è una delle più prestigiose università statunitensi. Fondata alla fine del diciannovesimo secolo, annovera tra i suoi docenti decine di premi nobel e turing. La sua scuola di medicina, in particolare, è tra le più ambite e selettive al mondo, con un tasso di ammissione di poco più di uno su 100 candidati, ed è costantemente ai primi posti per i risultati conseguiti nella ricerca scientifica.
Colpisce dunque scoprire che ancora nel 2023 l'ufficio per la comunicazione di una tale autorevole istituzione accademica cerchi di propinare la storiella della proteina Spike vaccinale che resta nella cellula che la ha prodotta.
https://med.stanford.edu/news/insights/2023/07/mrna-vaccine-spike-protein-differs-from-viral-version.html
Ora, anche se questo fosse vero, e non lo è, non basterebbe a mettere al riparo dalla tossicità del prodotto, dal momento che se le cellule che la producono appartengono a un tessuto o a un organo delicato e vitale, esse ne possono risultare danneggiate determinando dunque la compromissione dell'organo medesimo (da qui ad esempio miocarditi ed epatiti). Quello poi che nel testo stanfordiano viene definito un semplice riconoscimento da parte del sistema immunitario, è in realtà una reazione autoimmune contro la cellula che esprime la proteina virale estranea. Da qui le molteplici e sempre possibili reazioni autoimmuni e infiammatorie.
Nel 2023, tuttavia, già esistevano molteplici credibili e coerenti evidenze riguardo alla capacità della proteina Spike vaccinale di diffondersi nell'organismo liberamente, disciolta nel sangue e nei liquidi extracellulari oppure trasportata tramite vescicole extracellulari quali gli esosomi, al punto da finire anche nel latte materno e perfino nella placenta.
La nostra revisione della letteratura che documenta tutti questi fenomeni discutendone i rischi risale al 2022:
https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
e alcuni ulteriori appunti per un suo aggiornamento sono stati successivamente pubblicati sul nostro blog:
https://marcocosentino.substack.com/
Nel frattempo, pagine come questa di Stanford Medicine vengono linkate in punta di piedi sotto i post altrui da anime belle probabilmente ben intenzionate, desiderose di proteggere e promuovere la narrazione istituzionale che, purtroppo per loro, a ogni giorno che passa perde pezzi. Grazie comunque allo sconosciuto commentatore che, forse inquietato dal mio recente post sulla relazione tra proteina Spike e beta-amiloide della malattia di Alzheimer, ha ritenuto di ricorrere alla sua personalissima coperta di Linus incollandomi in un commento questo link. Diversamente difficilmente avrei potuto scoprire le scemenze di Stanford e compagnia, non perché non sappia che ancora le sfornano a ciclo continuo, ma semplicemente perché non mi verrebbe mai in mente di perder tempo ad andare a cercarle.
PS: leggo che il motto di Stanford sarebbe "Die Luft der Freiheit weht", che in tedesco significa "Il vento della libertà soffia". Soffierà pure, ma certo dovrebbe fare qualcosa urgentemente per l'alito...
Stanford è una delle più prestigiose università statunitensi. Fondata alla fine del diciannovesimo secolo, annovera tra i suoi docenti decine di premi nobel e turing. La sua scuola di medicina, in particolare, è tra le più ambite e selettive al mondo, con un tasso di ammissione di poco più di uno su 100 candidati, ed è costantemente ai primi posti per i risultati conseguiti nella ricerca scientifica.
Colpisce dunque scoprire che ancora nel 2023 l'ufficio per la comunicazione di una tale autorevole istituzione accademica cerchi di propinare la storiella della proteina Spike vaccinale che resta nella cellula che la ha prodotta.
https://med.stanford.edu/news/insights/2023/07/mrna-vaccine-spike-protein-differs-from-viral-version.html
Ora, anche se questo fosse vero, e non lo è, non basterebbe a mettere al riparo dalla tossicità del prodotto, dal momento che se le cellule che la producono appartengono a un tessuto o a un organo delicato e vitale, esse ne possono risultare danneggiate determinando dunque la compromissione dell'organo medesimo (da qui ad esempio miocarditi ed epatiti). Quello poi che nel testo stanfordiano viene definito un semplice riconoscimento da parte del sistema immunitario, è in realtà una reazione autoimmune contro la cellula che esprime la proteina virale estranea. Da qui le molteplici e sempre possibili reazioni autoimmuni e infiammatorie.
Nel 2023, tuttavia, già esistevano molteplici credibili e coerenti evidenze riguardo alla capacità della proteina Spike vaccinale di diffondersi nell'organismo liberamente, disciolta nel sangue e nei liquidi extracellulari oppure trasportata tramite vescicole extracellulari quali gli esosomi, al punto da finire anche nel latte materno e perfino nella placenta.
La nostra revisione della letteratura che documenta tutti questi fenomeni discutendone i rischi risale al 2022:
https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
e alcuni ulteriori appunti per un suo aggiornamento sono stati successivamente pubblicati sul nostro blog:
https://marcocosentino.substack.com/
Nel frattempo, pagine come questa di Stanford Medicine vengono linkate in punta di piedi sotto i post altrui da anime belle probabilmente ben intenzionate, desiderose di proteggere e promuovere la narrazione istituzionale che, purtroppo per loro, a ogni giorno che passa perde pezzi. Grazie comunque allo sconosciuto commentatore che, forse inquietato dal mio recente post sulla relazione tra proteina Spike e beta-amiloide della malattia di Alzheimer, ha ritenuto di ricorrere alla sua personalissima coperta di Linus incollandomi in un commento questo link. Diversamente difficilmente avrei potuto scoprire le scemenze di Stanford e compagnia, non perché non sappia che ancora le sfornano a ciclo continuo, ma semplicemente perché non mi verrebbe mai in mente di perder tempo ad andare a cercarle.
PS: leggo che il motto di Stanford sarebbe "Die Luft der Freiheit weht", che in tedesco significa "Il vento della libertà soffia". Soffierà pure, ma certo dovrebbe fare qualcosa urgentemente per l'alito...
News Center
mRNA vaccine spike protein differs from viral version
Scientists explain a key difference between the spike-protein molecules generated by the SARS-CoV-2 mRNA vaccine and those the virus induces.
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
NASCE AI.GOV: LA DERIVA USA VERSO IL “GOVERNO ALGORITMICO”
Nel silenzio dei media mainstream, l’amministrazione Trump lancia AI.gov, sistema centralizzato d’intelligenza artificiale applicato alla governance pubblica.
Accade proprio oggi, 4 luglio, data fortemente simbolica (il giorno dell’Indipendenza) per un progetto che, secondo molti osservatori critici, rappresenterebbe l’inizio ufficiale della tecnocrazia digitale e la plausibile tomba delle garanzie costituzionali .
COSA PREVEDE CONCRETAMENTE?
L’architettura poggia su una struttura tripartita:
1. Chatbot AI per sostituire l’intervento umano in decisioni burocratiche e amministrative;
2. Un framework API unificato, che collega l’intero ecosistema federale alle AI commerciali di OpenAI, Google, Anthropic, Meta e Amazon;
3. Una dashboard centrale (CONSOLE) per monitorare in tempo reale tutte le interazioni tra dipendenti pubblici e modelli AI, con capacità di audit e tracciamento permanente.
Il sistema sarà ospitato su infrastrutture cloud Amazon (AWS Bedrock) e FedRAMP. Verranno utilizzati anche modelli non certificati (come Cohere), sollevando dubbi su privacy, cybersecurity e accesso ai dati governativi da parte di soggetti privati (figurati…).
CHI GUIDA TUTTO CIÒ?
Il progetto è affidato a THOMAS SHEDD, ex Tesla e ora a capo della Technology Transformation Services (GSA). Non eletto da nessuno, non responsabile di fronte al popolo, ma con il potere di riscrivere il modo in cui il governo interagisce con i cittadini.
PERCHÉ È PERICOLOSO?
AI.gov è il prototipo di una nuova forma di dominio: una governance algoritmica automatizzata, priva di trasparenza e imputabilità. Un sistema che non ha bisogno di consenso democratico e che quindi governerà a prescindere dall’orientamento delle amministrazioni.
Stiamo assistendo a un cambio di paradigma silenzioso: dalla sovranità popolare alla “efficienza” tecnocratica.
La deriva verso il governo algoritmico non è figlia di un uomo o di un partito, ma di una visione condivisa dall’intero establishment USA.
Nessun colpo di stato. Solo qualche riga di codice…
AI BLESS AMERICA!😎
👉 👉 @roccocantautore
Nel silenzio dei media mainstream, l’amministrazione Trump lancia AI.gov, sistema centralizzato d’intelligenza artificiale applicato alla governance pubblica.
Accade proprio oggi, 4 luglio, data fortemente simbolica (il giorno dell’Indipendenza) per un progetto che, secondo molti osservatori critici, rappresenterebbe l’inizio ufficiale della tecnocrazia digitale e la plausibile tomba delle garanzie costituzionali .
COSA PREVEDE CONCRETAMENTE?
L’architettura poggia su una struttura tripartita:
1. Chatbot AI per sostituire l’intervento umano in decisioni burocratiche e amministrative;
2. Un framework API unificato, che collega l’intero ecosistema federale alle AI commerciali di OpenAI, Google, Anthropic, Meta e Amazon;
3. Una dashboard centrale (CONSOLE) per monitorare in tempo reale tutte le interazioni tra dipendenti pubblici e modelli AI, con capacità di audit e tracciamento permanente.
Il sistema sarà ospitato su infrastrutture cloud Amazon (AWS Bedrock) e FedRAMP. Verranno utilizzati anche modelli non certificati (come Cohere), sollevando dubbi su privacy, cybersecurity e accesso ai dati governativi da parte di soggetti privati (figurati…).
CHI GUIDA TUTTO CIÒ?
Il progetto è affidato a THOMAS SHEDD, ex Tesla e ora a capo della Technology Transformation Services (GSA). Non eletto da nessuno, non responsabile di fronte al popolo, ma con il potere di riscrivere il modo in cui il governo interagisce con i cittadini.
PERCHÉ È PERICOLOSO?
AI.gov è il prototipo di una nuova forma di dominio: una governance algoritmica automatizzata, priva di trasparenza e imputabilità. Un sistema che non ha bisogno di consenso democratico e che quindi governerà a prescindere dall’orientamento delle amministrazioni.
Stiamo assistendo a un cambio di paradigma silenzioso: dalla sovranità popolare alla “efficienza” tecnocratica.
La deriva verso il governo algoritmico non è figlia di un uomo o di un partito, ma di una visione condivisa dall’intero establishment USA.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇺🇸 JEFFREY SACHS: “IL COVID È STATO CREATO IN AMERICA”
Sottotitoli: Giubbe Rosse
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"Ho studiato a fondo la questione negli ultimi 4 anni, perché ho presieduto una commissione globale su queste questioni. Alla fine la CIA ha detto una mezza verità, che questo virus è uscito da un laboratorio. Quello che non ha detto che il laboratorio era americano, probabilmente quello dell'Università della Carolina del Nord, e magari il virus è stato mandato a Wuhan per essere testato."
Sottotitoli: Giubbe Rosse
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IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NON È UN'EMERGENZA MA UN FENOMENO CONNATURATO ALL'ESISTENZA DEL SISTEMA SOLARE
Intervenendo a la7, il prof. Franco Prodi, fisico e studioso di fisica dell'atmosfera, si spazientisce con le persone in studio che sostengono l'origine antropica del cambiamento climatico asserendo non abbiano sufficienti competenze e che siano manipolate.
I cambiamenti climatici sono connaturati all'esistenza del sistema solare, afferma. Ci sono, ci sono sempre stati e hanno cause astrofisiche, astronomiche e dipendenti dalla composizione dei componenti dell'atmosfera (che possono essere naturali o anche antropici).
➡️ Ospite nel 2023 all'evento organizzato da Giorgio Bianchi a Ficulle, in Umbria, Franco Prodi aveva affrontato la tematica in dettaglio.
È possibile riascoltarlo a questo link:
https://youtu.be/kO6SDLFfLN0
Fiorangela Altamura
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Intervenendo a la7, il prof. Franco Prodi, fisico e studioso di fisica dell'atmosfera, si spazientisce con le persone in studio che sostengono l'origine antropica del cambiamento climatico asserendo non abbiano sufficienti competenze e che siano manipolate.
I cambiamenti climatici sono connaturati all'esistenza del sistema solare, afferma. Ci sono, ci sono sempre stati e hanno cause astrofisiche, astronomiche e dipendenti dalla composizione dei componenti dell'atmosfera (che possono essere naturali o anche antropici).
➡️ Ospite nel 2023 all'evento organizzato da Giorgio Bianchi a Ficulle, in Umbria, Franco Prodi aveva affrontato la tematica in dettaglio.
È possibile riascoltarlo a questo link:
https://youtu.be/kO6SDLFfLN0
Fiorangela Altamura
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UNA FACCIA, UNA RAZZA 🌺🌺🌺
SARS-CoV-2 e vaccini covid condividono la medesima proteina Spike, che il primo utilizza per aggredire i tessuti e le cellule del contagiato, mentre il secondo la fa produrre alle cellule del vaccinato con l'intento di attivare il sistema immunitario contro la Spike medesima. Peccato che la proteina Spike vaccinale sia indistinguibile da quella virale e dunque possa determinare i medesimi danni.
Negli scorsi giorni, sotto a un mio post a proposito di un recente studio che mette in relazione proteina Spike e depositi di beta-amiloide nella malattia di Alzheimer (https://t.me/MarCosent/4309), due commenti hanno riesumato un paio di luoghi comuni a difesa della Spike vaccinale.
Il primo commento linkava niente meno che un testo del 2023 di Stanford Medicine, con la ritrita fandonia del "resta nella sede di inoculo", e se non si fosse trattato di Stanford Medicine, che con la sua nomea rischia sempre di trarre in inganno quando fa disinformazione, nemmeno avrebbe meritato replica (https://t.me/MarCosent/4311).
Il secondo commento merita invece maggiore attenzione poiché coglie apparentemente un punto cruciale, che pare decisivo a chi ha una conoscenza superficiale dell'argomento. Il punto sarebbe che lo studio Alzheimer impiega una concentrazione di proteina Spike per gli esperimenti in vitro troppo alta rispetto a quella che si rileva nel sangue dopo vaccinazione.
In risposta, va detto in premessa che la concentrazione impiegata negli esperimenti in vitro è coerente con l'affinità della proteina virale con i principali bersagli molecolari tra cui ACE2, CD147 ecc. Nello studio viene identificata come possibile bersaglio la neuropilina, nei confronti della quale non sono noti studi di affinità di legame.
Il commentatore ha ragione a osservare che le concentrazioni ematiche della proteina Spike dopo vaccinazione (e anche dopo infezione virale, aggiungiamo) sono alcuni ordini di grandezza più basse. Quello che gli sfugge è che la vaccinazione, così come l'infezione, induce produzione di Spike nei tessuti. Le conseguenze del vaccino dipendono dunque prima di tutto da dove (in quali tessuti e organi) e poi da quanta proteina e per quanto tempo viene prodotta. Non a caso la proteina Spike è stata spesso trovata nei tessuti danneggiati dopo vaccino (cuore, sistema nervoso centrale, cute, fegato, ecc.). Il mio lavoro del 2022 fa il punto fino alla data della sua pubblicazione: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
In altri termini, conta soprattutto la sede in cui il vaccino si localizza, sede che a quanto si sa oggi è alquanto casuale: i nanoliposomi contenenti l'RNA si diffondono dalla sede di iniezione per raggiungere virtualmente qualsiasi tessuto, e la successiva traduzione in proteina dell'RNA è tessuto-dipendente, oltre che dipendente da fattori quali sesso, età e genetica del vaccinato. Tutto questo a oggi non è mai stato studiato sistematicamente e dunque per questo motivo si può sostenere che i vaccini covid sono usati alla cieca nella malriposta convinzione che la stessa dose vada bene per chiunque. Alcune di queste considerazioni sono contenute in forma sintetica in questa nostra lettera a commento dello studio che associa la persistenza di Spike vaccinale alle miocarditi:
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.123.064000
Ovviamente, mentre nella circolazione sistemica le concentrazioni finali sono il risultato della diluizione della proteina Spike nell'intero organismo, le concentrazioni al sito di produzione sono necessariamente vari ordini di grandezza più elevate. Anche queste non sono mai state misurate da nessuno, ma è verosimile che siano in quantità assoluta paragonabili a quelle dopo infezione virale. Ne abbiamo discusso in passato in quest'altra lettera su rivista:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1471491422001897
(continua nel post successivo)
SARS-CoV-2 e vaccini covid condividono la medesima proteina Spike, che il primo utilizza per aggredire i tessuti e le cellule del contagiato, mentre il secondo la fa produrre alle cellule del vaccinato con l'intento di attivare il sistema immunitario contro la Spike medesima. Peccato che la proteina Spike vaccinale sia indistinguibile da quella virale e dunque possa determinare i medesimi danni.
Negli scorsi giorni, sotto a un mio post a proposito di un recente studio che mette in relazione proteina Spike e depositi di beta-amiloide nella malattia di Alzheimer (https://t.me/MarCosent/4309), due commenti hanno riesumato un paio di luoghi comuni a difesa della Spike vaccinale.
Il primo commento linkava niente meno che un testo del 2023 di Stanford Medicine, con la ritrita fandonia del "resta nella sede di inoculo", e se non si fosse trattato di Stanford Medicine, che con la sua nomea rischia sempre di trarre in inganno quando fa disinformazione, nemmeno avrebbe meritato replica (https://t.me/MarCosent/4311).
Il secondo commento merita invece maggiore attenzione poiché coglie apparentemente un punto cruciale, che pare decisivo a chi ha una conoscenza superficiale dell'argomento. Il punto sarebbe che lo studio Alzheimer impiega una concentrazione di proteina Spike per gli esperimenti in vitro troppo alta rispetto a quella che si rileva nel sangue dopo vaccinazione.
In risposta, va detto in premessa che la concentrazione impiegata negli esperimenti in vitro è coerente con l'affinità della proteina virale con i principali bersagli molecolari tra cui ACE2, CD147 ecc. Nello studio viene identificata come possibile bersaglio la neuropilina, nei confronti della quale non sono noti studi di affinità di legame.
Il commentatore ha ragione a osservare che le concentrazioni ematiche della proteina Spike dopo vaccinazione (e anche dopo infezione virale, aggiungiamo) sono alcuni ordini di grandezza più basse. Quello che gli sfugge è che la vaccinazione, così come l'infezione, induce produzione di Spike nei tessuti. Le conseguenze del vaccino dipendono dunque prima di tutto da dove (in quali tessuti e organi) e poi da quanta proteina e per quanto tempo viene prodotta. Non a caso la proteina Spike è stata spesso trovata nei tessuti danneggiati dopo vaccino (cuore, sistema nervoso centrale, cute, fegato, ecc.). Il mio lavoro del 2022 fa il punto fino alla data della sua pubblicazione: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881
In altri termini, conta soprattutto la sede in cui il vaccino si localizza, sede che a quanto si sa oggi è alquanto casuale: i nanoliposomi contenenti l'RNA si diffondono dalla sede di iniezione per raggiungere virtualmente qualsiasi tessuto, e la successiva traduzione in proteina dell'RNA è tessuto-dipendente, oltre che dipendente da fattori quali sesso, età e genetica del vaccinato. Tutto questo a oggi non è mai stato studiato sistematicamente e dunque per questo motivo si può sostenere che i vaccini covid sono usati alla cieca nella malriposta convinzione che la stessa dose vada bene per chiunque. Alcune di queste considerazioni sono contenute in forma sintetica in questa nostra lettera a commento dello studio che associa la persistenza di Spike vaccinale alle miocarditi:
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.123.064000
Ovviamente, mentre nella circolazione sistemica le concentrazioni finali sono il risultato della diluizione della proteina Spike nell'intero organismo, le concentrazioni al sito di produzione sono necessariamente vari ordini di grandezza più elevate. Anche queste non sono mai state misurate da nessuno, ma è verosimile che siano in quantità assoluta paragonabili a quelle dopo infezione virale. Ne abbiamo discusso in passato in quest'altra lettera su rivista:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1471491422001897
(continua nel post successivo)
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