ИЗ РОССИИ С ЛЮБОВЬЮ 🌺🌺🌺
dalla Russia con amore
Si è conclusa ieri la prima parte del mio viaggio con la visita presso il Centro Federale per la Ricerca sul Cervello e le Neurotecnologie dell'Agenzia della Federazione Russa per la Medicina e la Biologia. Il Centro è una imponente istituzione clinica e di ricerca istituita nel 2020, che svolge le sue attività in tutti gli ambiti della neurologia, della neurochirurgia e della neuroriabilitazione, garantendo oltre 8.000 ricoveri ogni anno. La visita ha compreso un ciclo di letture su temi di neuroimmunologia, neurologia e integrità scientifica. Ringrazio di cuore i colleghi di Mosca per l'invito, che mi onora e gratifica.
Gli interessi comuni di ricerca sono stati al centro degli incontri, volti a rafforzare la collaborazione esistente.
Un ringraziamento va al mio Ateneo, l'Università degli Studi dell'Insubria, che ha finanziato in parte il viaggio offrendo un prezioso contributo a questo programma di collaborazione scientifica.
dalla Russia con amore
Si è conclusa ieri la prima parte del mio viaggio con la visita presso il Centro Federale per la Ricerca sul Cervello e le Neurotecnologie dell'Agenzia della Federazione Russa per la Medicina e la Biologia. Il Centro è una imponente istituzione clinica e di ricerca istituita nel 2020, che svolge le sue attività in tutti gli ambiti della neurologia, della neurochirurgia e della neuroriabilitazione, garantendo oltre 8.000 ricoveri ogni anno. La visita ha compreso un ciclo di letture su temi di neuroimmunologia, neurologia e integrità scientifica. Ringrazio di cuore i colleghi di Mosca per l'invito, che mi onora e gratifica.
Gli interessi comuni di ricerca sono stati al centro degli incontri, volti a rafforzare la collaborazione esistente.
Un ringraziamento va al mio Ateneo, l'Università degli Studi dell'Insubria, che ha finanziato in parte il viaggio offrendo un prezioso contributo a questo programma di collaborazione scientifica.
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LO SCUDO PENALE 🌺🌺🌺
Una ragazzina con una malattia curabilissima muore tra indicibili dolori dopo un controverso trapianto di midollo. I medici responsabili sono in parte archiviati e in parte prosciolti. Ora tuttavia un giudice indaga per falso i medici periti del tribunale che certificarono che il trapianto di midollo era stato eseguito a regola d'arte. Impossibile dire come finirà, ma quanto meno c'è qualcuno che continua a non arrendersi.
Una ragazzina con una malattia curabilissima muore tra indicibili dolori dopo un controverso trapianto di midollo. I medici responsabili sono in parte archiviati e in parte prosciolti. Ora tuttavia un giudice indaga per falso i medici periti del tribunale che certificarono che il trapianto di midollo era stato eseguito a regola d'arte. Impossibile dire come finirà, ma quanto meno c'è qualcuno che continua a non arrendersi.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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Punti salienti fino a questo momento:
- Non c'è giustificazione per le brutali uccisioni della popolazione civile palestinese.
- Non c'è giustificazione per uccidere i bambini con i bombardamenti e la fame, e per distruggere ospedali e scuole.
- Non vi è alcuna giustificazione per i piani di annessione della Cisgiordania.
- Oggi ci troviamo di fronte a un tentativo di colpo di Stato per seppellire la risoluzione dell'ONU sulla creazione di uno Stato palestinese.
- La Russia viene accusata di pianificare attacchi alla Nato e all'UE, ma Putin respinge queste provocazioni.
- La Russia rimane aperta ai negoziati sull'Ucraina, ma chiede il ripristino dei diritti per i russi e i russofoni nei territori controllati da Kiev.
- L'arabo non è vietato in Israele, l'ebraico non è vietato nei paesi arabi e in Iran. Ma il russo è vietato in Ucraina.
- La Russia non pianifica attacchi contro i paesi della NATO, ma ogni aggressione incontrerà una risposta decisa.
Video: Clash Report
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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IL CONFLITTO (IN)EVITABILE:
Zelensky, la NATO, l’Occidente: quali sono le vere prospettive per evitare una disfatta storica?
La mia ipotesi è chiara: uomini occidentali verranno mandati in Ucraina. Non è più una possibilità, è solo questione di tempo.
Putin ha scommesso sul non intervento. L’Occidente ora scommette che la Russia non userà il nucleare.
Intanto, dietro le quinte, l’Europa si riarma. La Germania vuole il più grande esercito del continente. I soldati NATO si ammassano nei Paesi Baltici e in Finlandia.
Apriamo uno stipetto, e troviamo un’arma. Apriamo un altro, ed esce un piano di guerra.
Come Fantozzi col pane, facciamo finta di non capire. Ma è tutto già in moto.
Ci stanno preparando. A cosa? Alla guerra.
E quando ce ne accorgeremo… sarà troppo tardi per dire che non lo sapevamo.
Questa l’analisi di Giorgio Bianchi su Byoblu Origini. Ascolta la puntata integrale:
https://www.youtube.com/watch?v=o7gp9qg6DWg&t=671s
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Zelensky, la NATO, l’Occidente: quali sono le vere prospettive per evitare una disfatta storica?
La mia ipotesi è chiara: uomini occidentali verranno mandati in Ucraina. Non è più una possibilità, è solo questione di tempo.
Putin ha scommesso sul non intervento. L’Occidente ora scommette che la Russia non userà il nucleare.
Intanto, dietro le quinte, l’Europa si riarma. La Germania vuole il più grande esercito del continente. I soldati NATO si ammassano nei Paesi Baltici e in Finlandia.
Apriamo uno stipetto, e troviamo un’arma. Apriamo un altro, ed esce un piano di guerra.
Come Fantozzi col pane, facciamo finta di non capire. Ma è tutto già in moto.
Ci stanno preparando. A cosa? Alla guerra.
E quando ce ne accorgeremo… sarà troppo tardi per dire che non lo sapevamo.
Questa l’analisi di Giorgio Bianchi su Byoblu Origini. Ascolta la puntata integrale:
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Forwarded from SilvioDallaTorre (Silvio Dalla Torre)
BANCAROTTA MORALE
C’è stato un periodo in cui l’Occidente si presentava col volto della potenza. Bisognava contenere il comunismo e non si poteva andare tanto per il sottile. Se per fare il lavoro sporco occorrevano dei notori figli di puttana, andavano bene, purché, come disse un presidente americano, fossero i nostri figli di puttana.
Negli anni Settanta del secolo scorso ci si accorse però che il costo propagandistico di tutto questo cominciava ad essere eccessivo. Gli occhiali neri dei generali cileni ed argentini, col necessario corollario di arresti, torture e sventurati gettati nell’oceano dall’elicottero, non erano certo un ameno spettacolo. Bisognava presentarsi con un volto democratico e tollerante non solo in alcuni paesi europei , ma in tutto il mondo.
I diritti umani vennero così usati come strumento di lotta politica, diventando, in un certo senso, una forma di religione laica. Gli Stati Uniti ritirarono l’appoggio ai gorilla sudamericani e ai dittatori più impresentabili, richiedendo, in generale, il rispetto di alcuni barlumi di democrazia formale ai loro alleati. Il razzismo di tipo sudafricano non venne più ammesso, sebbene fino a pochi anni prima una forma di apartheid molto simile fosse stata in vigore in tutto il sud del Stati Uniti. Anche i golpe militari divennero qualcosa di anacronistico, a cui ricorrere solo in casi estremi. Molto meglio rovesciare i governi sgraditi attraverso manifestazioni di studenti assetati di libertà e coca cola e appositamente armati dalla CIA. Questo sistema si perfezionò nel tempo, tanto da diventare un vero e proprio format, quello delle rivoluzioni colorate.
Persino la guerra, che a partire dall’11 settembre 2001 sembra diventata la vera ragion d’essere dell’Occidente, doveva essere giustificata da motivazioni umanitarie. Bombardavamo, questo non lo si poteva negare, ma con bombe intelligenti che risparmiavano i civili e servivano a sollevare gli afflitti, liberare le donne oppresse, salvare le minoranze a rischio di genocidio.
Quanto ad Israele, per permettergli di agire in modo del tutto arbitrario, venne creata, accanto a quella dei diritti umani, la religione della Schoa. Grazie ad essa, essendo gli ebrei investiti del ruolo di eterne vittime, lo stato che li rappresenta può commettere qualsiasi crimine senza pagar dazio.
C’erano, naturalmente, minoranze che denunciavano l’ipocrisia di questa narrazione, ricordando che gli ultimi tre decenni sono stati una delle epoche più lugubri e violente della storia dell’umanità e che, in nome dei buoni sentimenti, sono state innescate guerre con milioni di morti in Afganistan, in Iraq, in Siria, in Libia , in Libano ecc. Nel complesso, però, era diffusa la convinzione che l’Occidente rappresentasse il vertice della civiltà umana.
Oggi, dopo quanto è accaduto a Gaza, questa convinzione comincia a vacillare non solo nel sud del mondo, ma anche negli stessi Stati Uniti ed in Europa. Malgrado gli sforzi del sistema mediatico gli eventi che si susseguono sono troppo enormi per poterli nascondere. Rinchiudere entro una cinta muraria tre milioni di persone, bombardarle selvaggiamente, cacciare i superstiti dalla terra dove vivono da generazioni, organizzare una schifosa speculazione edilizia. Sono atti la cui gravità non sfugge alle persone dotate di un po’ di umanità. A mettere la ciliegina sulla torta, Trump e Netanyau, capi carismatici della destra mondiale, affidano a Tony Blair, vecchio e glorioso arnese della sinistra rinnegata, il compito di ricostruire sulle macerie. L’unica cosa che si può dire è che abbiamo a che fare con dei mostri.
Siamo di fronte alla bancarotta morale dell’Occidente. Non si può più credere alle parole giurate sui santi delle nostre oligarchie politiche ed economiche. Quando questa bancarotta morale si trasformerà, come è inevitabile, in una bancarotta economica (potrebbe essere tra pochi mesi o, più probabilmente, tra qualche decennio), dovremo solo riconoscere di aver meritato le nostre disgrazie, avendo permesso che le cose degenerassero fino a questo punto.
C’è stato un periodo in cui l’Occidente si presentava col volto della potenza. Bisognava contenere il comunismo e non si poteva andare tanto per il sottile. Se per fare il lavoro sporco occorrevano dei notori figli di puttana, andavano bene, purché, come disse un presidente americano, fossero i nostri figli di puttana.
Negli anni Settanta del secolo scorso ci si accorse però che il costo propagandistico di tutto questo cominciava ad essere eccessivo. Gli occhiali neri dei generali cileni ed argentini, col necessario corollario di arresti, torture e sventurati gettati nell’oceano dall’elicottero, non erano certo un ameno spettacolo. Bisognava presentarsi con un volto democratico e tollerante non solo in alcuni paesi europei , ma in tutto il mondo.
I diritti umani vennero così usati come strumento di lotta politica, diventando, in un certo senso, una forma di religione laica. Gli Stati Uniti ritirarono l’appoggio ai gorilla sudamericani e ai dittatori più impresentabili, richiedendo, in generale, il rispetto di alcuni barlumi di democrazia formale ai loro alleati. Il razzismo di tipo sudafricano non venne più ammesso, sebbene fino a pochi anni prima una forma di apartheid molto simile fosse stata in vigore in tutto il sud del Stati Uniti. Anche i golpe militari divennero qualcosa di anacronistico, a cui ricorrere solo in casi estremi. Molto meglio rovesciare i governi sgraditi attraverso manifestazioni di studenti assetati di libertà e coca cola e appositamente armati dalla CIA. Questo sistema si perfezionò nel tempo, tanto da diventare un vero e proprio format, quello delle rivoluzioni colorate.
Persino la guerra, che a partire dall’11 settembre 2001 sembra diventata la vera ragion d’essere dell’Occidente, doveva essere giustificata da motivazioni umanitarie. Bombardavamo, questo non lo si poteva negare, ma con bombe intelligenti che risparmiavano i civili e servivano a sollevare gli afflitti, liberare le donne oppresse, salvare le minoranze a rischio di genocidio.
Quanto ad Israele, per permettergli di agire in modo del tutto arbitrario, venne creata, accanto a quella dei diritti umani, la religione della Schoa. Grazie ad essa, essendo gli ebrei investiti del ruolo di eterne vittime, lo stato che li rappresenta può commettere qualsiasi crimine senza pagar dazio.
C’erano, naturalmente, minoranze che denunciavano l’ipocrisia di questa narrazione, ricordando che gli ultimi tre decenni sono stati una delle epoche più lugubri e violente della storia dell’umanità e che, in nome dei buoni sentimenti, sono state innescate guerre con milioni di morti in Afganistan, in Iraq, in Siria, in Libia , in Libano ecc. Nel complesso, però, era diffusa la convinzione che l’Occidente rappresentasse il vertice della civiltà umana.
Oggi, dopo quanto è accaduto a Gaza, questa convinzione comincia a vacillare non solo nel sud del mondo, ma anche negli stessi Stati Uniti ed in Europa. Malgrado gli sforzi del sistema mediatico gli eventi che si susseguono sono troppo enormi per poterli nascondere. Rinchiudere entro una cinta muraria tre milioni di persone, bombardarle selvaggiamente, cacciare i superstiti dalla terra dove vivono da generazioni, organizzare una schifosa speculazione edilizia. Sono atti la cui gravità non sfugge alle persone dotate di un po’ di umanità. A mettere la ciliegina sulla torta, Trump e Netanyau, capi carismatici della destra mondiale, affidano a Tony Blair, vecchio e glorioso arnese della sinistra rinnegata, il compito di ricostruire sulle macerie. L’unica cosa che si può dire è che abbiamo a che fare con dei mostri.
Siamo di fronte alla bancarotta morale dell’Occidente. Non si può più credere alle parole giurate sui santi delle nostre oligarchie politiche ed economiche. Quando questa bancarotta morale si trasformerà, come è inevitabile, in una bancarotta economica (potrebbe essere tra pochi mesi o, più probabilmente, tra qualche decennio), dovremo solo riconoscere di aver meritato le nostre disgrazie, avendo permesso che le cose degenerassero fino a questo punto.
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WHITE COAT FEAR 🌺🌺🌺
In questa foia di sdoganare l'uccisione, l'aberrazione maggiore è di farla passare per atto medico. In tal modo, chi è preposto al supremo compito della cura per allontanare il momento della morte viene indotto a includere la morte stessa tra le opzioni da proporre attivamente ai propri assistiti, così corrompendo in profondità il senso stesso della professione. E non si invochino espressioni ipocrite quali "suicidio assistito" per nascondere atti che rimangono omicidiari comunque li si voglia rigirare! Includere la morte tra le prestazioni di un sistema sanitario finisce per rendere irrimediabilmente repellenti quei camici bianchi che si presteranno.
Nota bene: dare la morte può senza dubbio in casi selezionatissimi rappresentare un atto di amore e compassione estremi. Ma perché sia tale deve rimanere prima di tutto una straordinaria eccezione entro un'area ordinariamente sacra e proibita.
https://www.facebook.com/adalberto.gianuario/posts/pfbid0L6Nk8AeYd6J4kgHR5rL9uop3Xpj4Xu5W1wRFoPZTXyXkVCeJUy6VDmWttTrN52zFl
In questa foia di sdoganare l'uccisione, l'aberrazione maggiore è di farla passare per atto medico. In tal modo, chi è preposto al supremo compito della cura per allontanare il momento della morte viene indotto a includere la morte stessa tra le opzioni da proporre attivamente ai propri assistiti, così corrompendo in profondità il senso stesso della professione. E non si invochino espressioni ipocrite quali "suicidio assistito" per nascondere atti che rimangono omicidiari comunque li si voglia rigirare! Includere la morte tra le prestazioni di un sistema sanitario finisce per rendere irrimediabilmente repellenti quei camici bianchi che si presteranno.
Nota bene: dare la morte può senza dubbio in casi selezionatissimi rappresentare un atto di amore e compassione estremi. Ma perché sia tale deve rimanere prima di tutto una straordinaria eccezione entro un'area ordinariamente sacra e proibita.
https://www.facebook.com/adalberto.gianuario/posts/pfbid0L6Nk8AeYd6J4kgHR5rL9uop3Xpj4Xu5W1wRFoPZTXyXkVCeJUy6VDmWttTrN52zFl
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Adalberto Gianuario
Eutanasia = meno cure, la deriva del Canada è un monito per l’Italia
(Da Nuova bussola quotidiana)
La legalizzazione di eutanasia e suicidio assistito fa scivolare rapidamente lo Stato verso una...
(Da Nuova bussola quotidiana)
La legalizzazione di eutanasia e suicidio assistito fa scivolare rapidamente lo Stato verso una...
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
🎙️Intervento di Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, al Dibattito Generale svoltosi nell’ambito dei lavori della 80esima sessione dell’Assemblea Generale ONU (New York, 27 settembre 2025)
Punti chiave:
• Ottant’anni fa giungeva a conclusione il conflitto più spaventoso della storia dell’umanità: oltre 70 milioni di persone rimasero vittime delle operazioni di guerra, della fame e delle malattie. Nel 1945, il corso della storia mondiale cambiò per sempre. Il trionfo sul nazismo tedesco, sotto il cui vessillo si era sollevata gran parte dell’Europa, così come [la vittoria] sul militarismo giapponese, aprirono la strada alla pace, alla ricostruzione e alla prosperità. [...] Noi onoriamo la memoria sacra della fratellanza in armi con tutti gli Alleati che erano allora schierati dalla parte della verità nella battaglia contro le forze del male.
• Uno dei risultati più duraturi di quel conflitto fu l’istituzione delle Nazioni Unite. I principi sanciti nella sua Carta, concordati dai Padri fondatori della nostra Organizzazione, continuano fino al giorno d’oggi a fungere da faro luminoso nella cooperazione internazionale.
• Noi ci schieriamo a favore dell’osservanza incondizionata del principio di uguaglianza: in esso risiede la garanzia che tutti i Paesi possano occupare la propria degna collocazione all’interno dell’ordine mondiale, e questo indipendentemente dalla loro potenza militare, dal numero di abitanti, dall’estensione del loro territorio e dallo stato della loro economia.
• Il principio legato al rifiuto di ricorrere alla forza o alle minacce è stato calpestato tante volte dall’Occidente. I bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia, l’invasione dell’Iraq da parte della coalizione guidata dagli USA, l’operazione militare NATO mirata a un cambio di regime di Libia, tutte queste condotte sono sfociate in tragedia. Oggi, l’uso illegale della forza da parte di Israele nei confronti dei palestinesi e le sue azioni aggressive intraprese ai danni di Iran, Qatar, Yemen, Libano, Siria e Iraq minacciano di far saltare in aria l’intero Medio Oriente.
• Non c’è alcuna giustificazione per l’uccisione spietata dei civili palestinesi, né per gli attacchi terroristici. Non c’è alcuna giustificazione per questa punizione collettiva inflitta ai palestinesi nella striscia di Gaza, dove sotto i bombardamenti e a causa della fame stanno morendo i bambini palestinesi, vengono distrutte scuole e ospedali, mentre centinaia di migliaia di persone vengono private di una casa.
• Sono da condannare gli attacchi condotti sugli obiettivi iraniani posti sotto la tutela dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, così come gli attacchi condotti sulla capitale del Qatar.
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Punti chiave:
• Ottant’anni fa giungeva a conclusione il conflitto più spaventoso della storia dell’umanità: oltre 70 milioni di persone rimasero vittime delle operazioni di guerra, della fame e delle malattie. Nel 1945, il corso della storia mondiale cambiò per sempre. Il trionfo sul nazismo tedesco, sotto il cui vessillo si era sollevata gran parte dell’Europa, così come [la vittoria] sul militarismo giapponese, aprirono la strada alla pace, alla ricostruzione e alla prosperità. [...] Noi onoriamo la memoria sacra della fratellanza in armi con tutti gli Alleati che erano allora schierati dalla parte della verità nella battaglia contro le forze del male.
• Uno dei risultati più duraturi di quel conflitto fu l’istituzione delle Nazioni Unite. I principi sanciti nella sua Carta, concordati dai Padri fondatori della nostra Organizzazione, continuano fino al giorno d’oggi a fungere da faro luminoso nella cooperazione internazionale.
• Noi ci schieriamo a favore dell’osservanza incondizionata del principio di uguaglianza: in esso risiede la garanzia che tutti i Paesi possano occupare la propria degna collocazione all’interno dell’ordine mondiale, e questo indipendentemente dalla loro potenza militare, dal numero di abitanti, dall’estensione del loro territorio e dallo stato della loro economia.
• Il principio legato al rifiuto di ricorrere alla forza o alle minacce è stato calpestato tante volte dall’Occidente. I bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia, l’invasione dell’Iraq da parte della coalizione guidata dagli USA, l’operazione militare NATO mirata a un cambio di regime di Libia, tutte queste condotte sono sfociate in tragedia. Oggi, l’uso illegale della forza da parte di Israele nei confronti dei palestinesi e le sue azioni aggressive intraprese ai danni di Iran, Qatar, Yemen, Libano, Siria e Iraq minacciano di far saltare in aria l’intero Medio Oriente.
• Non c’è alcuna giustificazione per l’uccisione spietata dei civili palestinesi, né per gli attacchi terroristici. Non c’è alcuna giustificazione per questa punizione collettiva inflitta ai palestinesi nella striscia di Gaza, dove sotto i bombardamenti e a causa della fame stanno morendo i bambini palestinesi, vengono distrutte scuole e ospedali, mentre centinaia di migliaia di persone vengono private di una casa.
• Sono da condannare gli attacchi condotti sugli obiettivi iraniani posti sotto la tutela dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, così come gli attacchi condotti sulla capitale del Qatar.
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A MANO A MANO 🌺🌺🌺
Conviene sempre ricordare questo studio norvegese pubblicato lo scorso anno che mostra come la scrittura a mano, ma non quella su una tastiera, sia in grado di stimolare la formazione di circuiti cerebrali fondamentali per l'apprendimento e il consolidamento della memoria. Concludono gli autori: "Invitiamo i bambini, fin dalla più tenera età, ad essere esposti ad attività di scrittura a mano a scuola per stabilire gli schemi di connettività neuronale che forniscono al cervello le condizioni ottimali per l'apprendimento. Sebbene sia fondamentale mantenere la pratica della scrittura a mano a scuola, è anche importante stare al passo con i continui progressi tecnologici. Pertanto, sia gli insegnanti che gli studenti dovrebbero essere consapevoli di quale pratica abbia il miglior effetto di apprendimento e in quale contesto, ad esempio quando si prendono appunti a lezione o si scrive un saggio."
https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2023.1219945/full
Conviene sempre ricordare questo studio norvegese pubblicato lo scorso anno che mostra come la scrittura a mano, ma non quella su una tastiera, sia in grado di stimolare la formazione di circuiti cerebrali fondamentali per l'apprendimento e il consolidamento della memoria. Concludono gli autori: "Invitiamo i bambini, fin dalla più tenera età, ad essere esposti ad attività di scrittura a mano a scuola per stabilire gli schemi di connettività neuronale che forniscono al cervello le condizioni ottimali per l'apprendimento. Sebbene sia fondamentale mantenere la pratica della scrittura a mano a scuola, è anche importante stare al passo con i continui progressi tecnologici. Pertanto, sia gli insegnanti che gli studenti dovrebbero essere consapevoli di quale pratica abbia il miglior effetto di apprendimento e in quale contesto, ad esempio quando si prendono appunti a lezione o si scrive un saggio."
https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2023.1219945/full
Frontiers
Frontiers | Handwriting but not typewriting leads to widespread brain connectivity: a high-density EEG study with implications…
As traditional handwriting is progressively being replaced by digital devices, it is essential to investigate the implications for the human brain. Brain ele...
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Forwarded from Giubbe Rosse
SVOLTA SULLE RISERVE RUSSE, PUTIN STUDIA LA VENDETTA SU CONTI E BENI OCCIDENTALI
Corriere della Sera, Federico Fubini, 30 settembre 2025)
Toh! Al Corriere si accorgono che se mette le sanzioni alla Russia, poi quelli si incazzano e sequestrano qualsiasi cosa legata alla Ue e al G7. Fingo sorpresa
___________________
da Ora Basta, Rassegna stampa del 30 settembre 2025 di Giuseppe Liturri
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Corriere della Sera, Federico Fubini, 30 settembre 2025)
- Mosca prepara ritorsioni contro i Paesi che useranno le riserve russe congelate (170-200 miliardi di euro) per finanziare l’Ucraina, con un decreto per nazionalizzare conti e beni occidentali, inclusi quelli di 60 imprese italiane.
- Il silenzio del Cremlino dopo l’approvazione tedesca è ingannevole: dal 2022 ha già requisito 103 proprietà, e ora mira a 150 miliardi di dollari di asset fisici e bancari occidentali in Russia.
- Le imprese rimaste in Russia, come Philip Morris e AstraZeneca, hanno aumentato i fatturati durante la guerra, ma rischiano confische; per l’Europa, cedere alle minacce sarebbe un errore costoso a lungo termine.
Toh! Al Corriere si accorgono che se mette le sanzioni alla Russia, poi quelli si incazzano e sequestrano qualsiasi cosa legata alla Ue e al G7. Fingo sorpresa
___________________
da Ora Basta, Rassegna stampa del 30 settembre 2025 di Giuseppe Liturri
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Rassegna stampa di martedì 30 settembre 2025 - Italia
Deficit in discesa - Affonda l’export verso USA - Inflazione in discesa - Scelte obbligate - Putin studia la vendetta - Salvare il pianeta - Fatica con i dazi - La Fornero sulle pensioni.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
‘Se ci attaccate rispondiamo con l’atomica’
Conversazione con Sergej Karaganov, capo del Consiglio per la Politica estera e di difesa della Federazione Russa.
[...] LIMES A questo punto cosa significa «vittoria» in Ucraina per la Russia?
KARAGANOV In Ucraina le forze russe stanno prevalendo e continueranno a farlo. Tuttavia ripeto: quanto vediamo e vedremo nel teatro di battaglia non esaurisce il problema. La vittoria oggi è riuscire a fermare lo scivolamento verso la terza guerra mondiale. Per bloccare questa dinamica, serve una vittoria strategica sull’Europa, di nuovo in cerca di una rivincita storica. Questo è il vero fine strategico da perseguire, anche se dal punto di vista operativo la Russia combatte in Ucraina. L’Europa, a poco più di un secolo dalla Grande Guerra, è di nuovo la principale minaccia alla pace. Bisogna fermarla. Spero naturalmente che sia possibile senza ricorrere a mezzi estremi.
LIMES L’Europa può diventare per la Russia un nemico strategico sul piano militare?
KARAGANOV Per ora no. E non accadrà mai, se la Russia seguirà la linea strategica opportuna, da me perorata, cioè che qualsiasi guerra in Europa o contro un avversario con potenzialità geografiche o economiche superiori alle nostre debba preventivare l’uso dell’arma nucleare. Ritengo che questo concetto prima o poi sarà ufficialmente adottato. Per l’Europa, intesa come Nato e Ue, questo significa due opzioni strategiche: sconfitta, anche dignitosa, o annichilimento. Nessuna possibilità di sconfiggere la Russia. Non è piacevole dire queste cose. Anzi, è doloroso. Io sono tra coloro che in passato hanno costruito e coltivato rapporti con l’Europa, con l’Italia in particolare. Non aspiro certo a vedere la distruzione dell’Europa, tanto meno dell’Italia, bersaglio di prima linea da colpire in caso di guerra allargata, che Dio non voglia. Una situazione così pericolosa non la si vedeva dal 1945. Neppure la crisi di Cuba è paragonabile.
LIMES Cosa pensa del riarmo tedesco?
KARAGANOV Ai tempi di Stalin l’Urss ha commesso un errore strategico impedendo lo smembramento della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Ora riaffiora tutto ciò che ha causato sventure in Europa. E se l’Europa è fonte di disastri per il mondo, la Germania lo è per l’Europa. Se Berlino riprende la via dell’arma nucleare, sarà una maledizione per tutta l’Europa e a questa maledizione bisognerà porre fine. Lo considero un nostro dovere morale e politico.
Quanto a Francia e Regno Unito, spero che lì resti ancora un po’ di ragione. Ma se si impegneranno in un confronto con la Russia, chi governa questi paesi sarà responsabile di una fine disastrosa.
LIMES Concretamente?
KARAGANOV Anzitutto con dimostrazioni di attacchi decapitanti e disarmanti. In caso non basti, non sia mai, dovremo attuarli. Se colpiranno il nostro territorio con armi nucleari tattiche, la risposta dovrà essere la distruzione totale di quei due paesi.
LIMES Descrivendo tali scenari non vede una reazione nucleare americana?
KARAGANOV Vedo che senza il rischio concreto di guerra nucleare non li fermeremo. In ogni caso, l’America non dev’essere coinvolta. Con gli Stati Uniti, forse, possiamo trovare un’intesa.
LIMES Ma molti in Europa prevedono un attacco russo entro qualche anno e questo ragionamento è alla base del riarmo. Può accadere?
KARAGANOV Le storie di un prossimo attacco russo sono idiozie, per giunta maligne. L’Europa non ci interessa affatto, né dal punto di vista territoriale né delle risorse, in nessun modo. È una realtà in declino e oggi la consideriamo una minaccia anche dal punto di vista morale.
Segue...
https://www.limesonline.com/rivista/la-russia-pronta-a-usare-atomica-20001853/
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[...] LIMES A questo punto cosa significa «vittoria» in Ucraina per la Russia?
KARAGANOV In Ucraina le forze russe stanno prevalendo e continueranno a farlo. Tuttavia ripeto: quanto vediamo e vedremo nel teatro di battaglia non esaurisce il problema. La vittoria oggi è riuscire a fermare lo scivolamento verso la terza guerra mondiale. Per bloccare questa dinamica, serve una vittoria strategica sull’Europa, di nuovo in cerca di una rivincita storica. Questo è il vero fine strategico da perseguire, anche se dal punto di vista operativo la Russia combatte in Ucraina. L’Europa, a poco più di un secolo dalla Grande Guerra, è di nuovo la principale minaccia alla pace. Bisogna fermarla. Spero naturalmente che sia possibile senza ricorrere a mezzi estremi.
LIMES L’Europa può diventare per la Russia un nemico strategico sul piano militare?
KARAGANOV Per ora no. E non accadrà mai, se la Russia seguirà la linea strategica opportuna, da me perorata, cioè che qualsiasi guerra in Europa o contro un avversario con potenzialità geografiche o economiche superiori alle nostre debba preventivare l’uso dell’arma nucleare. Ritengo che questo concetto prima o poi sarà ufficialmente adottato. Per l’Europa, intesa come Nato e Ue, questo significa due opzioni strategiche: sconfitta, anche dignitosa, o annichilimento. Nessuna possibilità di sconfiggere la Russia. Non è piacevole dire queste cose. Anzi, è doloroso. Io sono tra coloro che in passato hanno costruito e coltivato rapporti con l’Europa, con l’Italia in particolare. Non aspiro certo a vedere la distruzione dell’Europa, tanto meno dell’Italia, bersaglio di prima linea da colpire in caso di guerra allargata, che Dio non voglia. Una situazione così pericolosa non la si vedeva dal 1945. Neppure la crisi di Cuba è paragonabile.
LIMES Cosa pensa del riarmo tedesco?
KARAGANOV Ai tempi di Stalin l’Urss ha commesso un errore strategico impedendo lo smembramento della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Ora riaffiora tutto ciò che ha causato sventure in Europa. E se l’Europa è fonte di disastri per il mondo, la Germania lo è per l’Europa. Se Berlino riprende la via dell’arma nucleare, sarà una maledizione per tutta l’Europa e a questa maledizione bisognerà porre fine. Lo considero un nostro dovere morale e politico.
Quanto a Francia e Regno Unito, spero che lì resti ancora un po’ di ragione. Ma se si impegneranno in un confronto con la Russia, chi governa questi paesi sarà responsabile di una fine disastrosa.
LIMES Concretamente?
KARAGANOV Anzitutto con dimostrazioni di attacchi decapitanti e disarmanti. In caso non basti, non sia mai, dovremo attuarli. Se colpiranno il nostro territorio con armi nucleari tattiche, la risposta dovrà essere la distruzione totale di quei due paesi.
LIMES Descrivendo tali scenari non vede una reazione nucleare americana?
KARAGANOV Vedo che senza il rischio concreto di guerra nucleare non li fermeremo. In ogni caso, l’America non dev’essere coinvolta. Con gli Stati Uniti, forse, possiamo trovare un’intesa.
LIMES Ma molti in Europa prevedono un attacco russo entro qualche anno e questo ragionamento è alla base del riarmo. Può accadere?
KARAGANOV Le storie di un prossimo attacco russo sono idiozie, per giunta maligne. L’Europa non ci interessa affatto, né dal punto di vista territoriale né delle risorse, in nessun modo. È una realtà in declino e oggi la consideriamo una minaccia anche dal punto di vista morale.
Segue...
https://www.limesonline.com/rivista/la-russia-pronta-a-usare-atomica-20001853/
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Al momento:
19 imbarcazioni fermate, 23 ancora in navigazione.
200 arrestati - rapiti - tra cui 22 italiani (2 parlamentari): Tajani riferirà in Parlamento.
La comunità internazionale non solo evita di arrestare un soggetto su cui pende un mandato per crimini di guerra e contro l’umanità, ma permette che sia lui a dettare legge anche su cittadini di altri Paesi, persino al di fuori del territorio israeliano.
Fiorangela Altamura
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Forwarded from Russia e Dintorni
Le dichiarazioni chiave di Putin a Valdai:
🔹La Russia sta pianificando di attaccare la NATO? Questa assurdità è incredibile
🔹La coscienza pubblica sta cambiando in Ucraina, non importa quanto le autorità facciano il lavaggio del cervello alla popolazione
🔹Calmatevi, dormite sonni tranquilli e affrontate i vostri problemi
🔹Si sente spesso dire che il sistema delle Nazioni Unite è paralizzato, obsoleto, ma per ora non c'è niente di meglio delle Nazioni Unite
🔹Se la NATO non si fosse avvicinata ai confini della Russia, il conflitto in Ucraina si sarebbe potuto evitare
🔹L'Occidente non prova pena per il popolo ucraino; è sacrificabile
🔹La buona volontà prevarrà gradualmente nella situazione in Ucraina
🔹Se Trump fosse stato al potere, il conflitto in Ucraina si sarebbe potuto evitare
🔹La Russia è essenziale per la comunità globale, in quanto parte molto significativa dell'equilibrio globale
🔹La tragedia ucraina è un dolore per gli ucraini e per i russi, "per tutti noi"
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🔹La Russia sta pianificando di attaccare la NATO? Questa assurdità è incredibile
🔹La coscienza pubblica sta cambiando in Ucraina, non importa quanto le autorità facciano il lavaggio del cervello alla popolazione
🔹Calmatevi, dormite sonni tranquilli e affrontate i vostri problemi
🔹Si sente spesso dire che il sistema delle Nazioni Unite è paralizzato, obsoleto, ma per ora non c'è niente di meglio delle Nazioni Unite
🔹Se la NATO non si fosse avvicinata ai confini della Russia, il conflitto in Ucraina si sarebbe potuto evitare
🔹L'Occidente non prova pena per il popolo ucraino; è sacrificabile
🔹La buona volontà prevarrà gradualmente nella situazione in Ucraina
🔹Se Trump fosse stato al potere, il conflitto in Ucraina si sarebbe potuto evitare
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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
😱 L'Europa deve togliere soldi a istruzione e sanità per darli all' Ucraina e finanziare la guerra contro mi la Russia per "la pace".
Questa dichiarazione criminale l'ha fatta l'ex segretario generale della NATO Stoltenberg al Security forum di Varsavia, svolto dal 28 al 30 settembre.
A conclusione del forum Stoltenberg ha ricevuto il premio Knight for freedom.
Segui 👉 @ClaraStatello
Questa dichiarazione criminale l'ha fatta l'ex segretario generale della NATO Stoltenberg al Security forum di Varsavia, svolto dal 28 al 30 settembre.
"Un miliardo per la difesa dell'Ucraina è un miliardo in meno per la sanità, l'istruzione e le infrastrutture. Ma il prezzo più alto è permettere a Putin di vincere. Perciò dobbiamo assumere le spese per pagare la pace", ha detto Stoltenberg.
A conclusione del forum Stoltenberg ha ricevuto il premio Knight for freedom.
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Forwarded from Lettera da Mosca
Media is too big
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Putin agli incontri del Valdai. Domanda: perché manda i droni in Danimarca?
Risposta: prometto, non lo faccio più, non li mando più a Copenhagen, in Francia, a Lisbona...
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
🎙️Intervento di Sergey Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, al Dibattito Generale svoltosi nell’ambito dei lavori della 80esima sessione dell’Assemblea Generale ONU (New York, 27 settembre 2025)
Punti chiave:
• Ottant’anni fa giungeva a conclusione il conflitto più spaventoso della storia dell’umanità: oltre 70 milioni di persone rimasero vittime delle operazioni di guerra, della fame e delle malattie. Nel 1945, il corso della storia mondiale cambiò per sempre. Il trionfo sul nazismo tedesco, sotto il cui vessillo si era sollevata gran parte dell’Europa, così come [la vittoria] sul militarismo giapponese, aprirono la strada alla pace, alla ricostruzione e alla prosperità. [...] Noi onoriamo la memoria sacra della fratellanza in armi con tutti gli Alleati che erano allora schierati dalla parte della verità nella battaglia contro le forze del male.
• Uno dei risultati più duraturi di quel conflitto fu l’istituzione delle Nazioni Unite. I principi sanciti nella sua Carta, concordati dai Padri fondatori della nostra Organizzazione, continuano fino al giorno d’oggi a fungere da faro luminoso nella cooperazione internazionale.
• Noi ci schieriamo a favore dell’osservanza incondizionata del principio di uguaglianza: in esso risiede la garanzia che tutti i Paesi possano occupare la propria degna collocazione all’interno dell’ordine mondiale, e questo indipendentemente dalla loro potenza militare, dal numero di abitanti, dall’estensione del loro territorio e dallo stato della loro economia.
• Il principio legato al rifiuto di ricorrere alla forza o alle minacce è stato calpestato tante volte dall’Occidente. I bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia, l’invasione dell’Iraq da parte della coalizione guidata dagli USA, l’operazione militare NATO mirata a un cambio di regime di Libia, tutte queste condotte sono sfociate in tragedia. Oggi, l’uso illegale della forza da parte di Israele nei confronti dei palestinesi e le sue azioni aggressive intraprese ai danni di Iran, Qatar, Yemen, Libano, Siria e Iraq minacciano di far saltare in aria l’intero Medio Oriente.
• Non c’è alcuna giustificazione per l’uccisione spietata dei civili palestinesi, né per gli attacchi terroristici. Non c’è alcuna giustificazione per questa punizione collettiva inflitta ai palestinesi nella striscia di Gaza, dove sotto i bombardamenti e a causa della fame stanno morendo i bambini palestinesi, vengono distrutte scuole e ospedali, mentre centinaia di migliaia di persone vengono private di una casa.
• Sono da condannare gli attacchi condotti sugli obiettivi iraniani posti sotto la tutela dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, così come gli attacchi condotti sulla capitale del Qatar.
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Punti chiave:
• Ottant’anni fa giungeva a conclusione il conflitto più spaventoso della storia dell’umanità: oltre 70 milioni di persone rimasero vittime delle operazioni di guerra, della fame e delle malattie. Nel 1945, il corso della storia mondiale cambiò per sempre. Il trionfo sul nazismo tedesco, sotto il cui vessillo si era sollevata gran parte dell’Europa, così come [la vittoria] sul militarismo giapponese, aprirono la strada alla pace, alla ricostruzione e alla prosperità. [...] Noi onoriamo la memoria sacra della fratellanza in armi con tutti gli Alleati che erano allora schierati dalla parte della verità nella battaglia contro le forze del male.
• Uno dei risultati più duraturi di quel conflitto fu l’istituzione delle Nazioni Unite. I principi sanciti nella sua Carta, concordati dai Padri fondatori della nostra Organizzazione, continuano fino al giorno d’oggi a fungere da faro luminoso nella cooperazione internazionale.
• Noi ci schieriamo a favore dell’osservanza incondizionata del principio di uguaglianza: in esso risiede la garanzia che tutti i Paesi possano occupare la propria degna collocazione all’interno dell’ordine mondiale, e questo indipendentemente dalla loro potenza militare, dal numero di abitanti, dall’estensione del loro territorio e dallo stato della loro economia.
• Il principio legato al rifiuto di ricorrere alla forza o alle minacce è stato calpestato tante volte dall’Occidente. I bombardamenti della NATO sulla Jugoslavia, l’invasione dell’Iraq da parte della coalizione guidata dagli USA, l’operazione militare NATO mirata a un cambio di regime di Libia, tutte queste condotte sono sfociate in tragedia. Oggi, l’uso illegale della forza da parte di Israele nei confronti dei palestinesi e le sue azioni aggressive intraprese ai danni di Iran, Qatar, Yemen, Libano, Siria e Iraq minacciano di far saltare in aria l’intero Medio Oriente.
• Non c’è alcuna giustificazione per l’uccisione spietata dei civili palestinesi, né per gli attacchi terroristici. Non c’è alcuna giustificazione per questa punizione collettiva inflitta ai palestinesi nella striscia di Gaza, dove sotto i bombardamenti e a causa della fame stanno morendo i bambini palestinesi, vengono distrutte scuole e ospedali, mentre centinaia di migliaia di persone vengono private di una casa.
• Sono da condannare gli attacchi condotti sugli obiettivi iraniani posti sotto la tutela dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, così come gli attacchi condotti sulla capitale del Qatar.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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L’assassinio di Charlie Kirk continua a scuotere gli Stati Uniti e a dividere l’opinione pubblica occidentale.
In Italia se ne è parlato molto, anche nei media mainstream, ma sempre calcando la mano sulle questioni che titillano le opposte tifoserie e che alimentano le solite divisioni tra fazioni sinistrorse e destrorse.
La pista israeliana non è stata minimamente considerata.
Qui a TeleRagione, pensiamo che ci siano elementi determinati per considerare questa ipotesi, come la più plausibile.
1. The Grayzone ha recentemente evidenziato il rapporto conflittuale tra Kirk e Netanyahu, che avrebbe generato terrore nella vittima, poco prima del suo assassinio. Secondo una fonte vicina a Kirk, il rifiuto di Kirk di accettare una proposta di Netanyahu per un’ingente iniezione di fondi avrebbe scatenato una reazione furiosa da parte dei miliardari del cerchio magico sionista a stelle e strisce.
2. Il discorso di Tucker Carlson durante il funerale di Kirk, durante il quale ha dichiarato che gli ebrei hanno ucciso Cristo 2000 anni fa perché aveva detto la verità e che la settimana scorsa hanno ucciso Charlie Kirk per lo stesso motivo. Un chiaro riferimento alla teoria che vedrebbe la lobby israeliana in qualche modo coinvolta nell’omicidio di Charlie Kirk.
3. Netanyahu ha ritenuto necessario rilasciare diverse dichiarazioni in cui nega l’accusa. Persino i sionisti più convinti lo hanno avvisato che la sua determinazione a dimostrare l’innocenza di Israele puzza di reazione eccessiva.
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
4. Le tante incongruenze della versione ufficiale, che riportano immediatamente alla mente le forzature del rapporto della famigerata Commissione Warren sul caso JFK.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
In Italia se ne è parlato molto, anche nei media mainstream, ma sempre calcando la mano sulle questioni che titillano le opposte tifoserie e che alimentano le solite divisioni tra fazioni sinistrorse e destrorse.
La pista israeliana non è stata minimamente considerata.
Qui a TeleRagione, pensiamo che ci siano elementi determinati per considerare questa ipotesi, come la più plausibile.
1. The Grayzone ha recentemente evidenziato il rapporto conflittuale tra Kirk e Netanyahu, che avrebbe generato terrore nella vittima, poco prima del suo assassinio. Secondo una fonte vicina a Kirk, il rifiuto di Kirk di accettare una proposta di Netanyahu per un’ingente iniezione di fondi avrebbe scatenato una reazione furiosa da parte dei miliardari del cerchio magico sionista a stelle e strisce.
2. Il discorso di Tucker Carlson durante il funerale di Kirk, durante il quale ha dichiarato che gli ebrei hanno ucciso Cristo 2000 anni fa perché aveva detto la verità e che la settimana scorsa hanno ucciso Charlie Kirk per lo stesso motivo. Un chiaro riferimento alla teoria che vedrebbe la lobby israeliana in qualche modo coinvolta nell’omicidio di Charlie Kirk.
3. Netanyahu ha ritenuto necessario rilasciare diverse dichiarazioni in cui nega l’accusa. Persino i sionisti più convinti lo hanno avvisato che la sua determinazione a dimostrare l’innocenza di Israele puzza di reazione eccessiva.
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
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