IL MORBILLO SECONDO CHATGPT 🌺🌺🌺
Oggi in un ritaglio di tempo ho scritto un paio di considerazioni sull'assenza di correlazione tra coperture vaccinali per il morbillo e casi di morbillo in Italia
https://t.me/MarCosent/5062
A proposito di qesta correlazione, mi è poco fa venuta la curiosità di interrogare una delle più comuni e diffuse IA accessibili gratuitamente sul web, a cui - leggo - si rivolgono ogni mese per risolvere dubbi vari ben 15 milioni di italiani, generando oltre l'80% del traffico nazionale verso IA. Nelle due figure, la parte essenziale dell'interrogazione.
Oggi in un ritaglio di tempo ho scritto un paio di considerazioni sull'assenza di correlazione tra coperture vaccinali per il morbillo e casi di morbillo in Italia
https://t.me/MarCosent/5062
A proposito di qesta correlazione, mi è poco fa venuta la curiosità di interrogare una delle più comuni e diffuse IA accessibili gratuitamente sul web, a cui - leggo - si rivolgono ogni mese per risolvere dubbi vari ben 15 milioni di italiani, generando oltre l'80% del traffico nazionale verso IA. Nelle due figure, la parte essenziale dell'interrogazione.
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¡VAMOS ESPAÑA! 🌺🌺🌺
Stasera ho tifato Spagna, dunque bene così. Al netto della partita in sé, di questa finale mi porto a casa tre immagini. La prima: i giocatori argentini che tengono al collo la medaglia d'argento. Finalmente qualcuno che accetta la sconfitta onorevole e non si leva dal collo la medaglia poco dopo averla indossata. Bravi! La seconda: sempre gli argentini che voltano le spalle al palco durante tutta la premiazione e nemmeno alla fine si rivolgono verso gli spagnoli per applaudirli. Peccato! La terza: a consegnare medaglie e coppa stavano sul palco il presidente FIFA più discusso e controverso della storia e soprattutto il presidente USA, ovvero dello stato oggi (cor)responsabile dei più feroci conflitti che stanno insanguinando il mondo e che minacciano da vicino tutti noi. A riprova di quanto il calcio, in generale lo sport di vertice e nel complesso l'industria dello spettacolo e dei media siano strumento di propaganda servile della parte peggiore del pianeta.
Stasera ho tifato Spagna, dunque bene così. Al netto della partita in sé, di questa finale mi porto a casa tre immagini. La prima: i giocatori argentini che tengono al collo la medaglia d'argento. Finalmente qualcuno che accetta la sconfitta onorevole e non si leva dal collo la medaglia poco dopo averla indossata. Bravi! La seconda: sempre gli argentini che voltano le spalle al palco durante tutta la premiazione e nemmeno alla fine si rivolgono verso gli spagnoli per applaudirli. Peccato! La terza: a consegnare medaglie e coppa stavano sul palco il presidente FIFA più discusso e controverso della storia e soprattutto il presidente USA, ovvero dello stato oggi (cor)responsabile dei più feroci conflitti che stanno insanguinando il mondo e che minacciano da vicino tutti noi. A riprova di quanto il calcio, in generale lo sport di vertice e nel complesso l'industria dello spettacolo e dei media siano strumento di propaganda servile della parte peggiore del pianeta.
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Forwarded from Marco Cosentino
DI CHE SEGNO SEI? 🌺🌺🌺
Rimbalza sui social in questi giorni lo studio secondo cui i vaccini covid funzionerebbero meglio prima delle quattro del pomeriggio. Chi si meraviglia è evidentemente poco informato: era infatti da tempo noto che dopo una dose di vaccino fosse raccomandatissima (la morte sua, proprio) una buona tazza di thé, che come noto si consuma nel tardo pomeriggio. C'è tuttavia chi è andato oltre: negli USA hanno scoperto che i segni zodiacali influenzano pesantemente la propensione a vaccinarsi: pare che la parte del leone la facciano proprio i ... Leoni, mentre tra i più riluttanti le Vergini, forse per innata timidezza, e gli Scorpioni, i quali di punture dii sicuro se ne intendono. D'altra parte, c'è anche chi ha compilato un oroscopo vaccinale, acutamente osservando che "se c'è qualcosa che si accoppia bene con la scienza dei vaccini basata sull'evidenza, è una pseudoscienza che fa vaghe valutazioni della personalità non verificabili basate sul mese di nascita."
Rimbalza sui social in questi giorni lo studio secondo cui i vaccini covid funzionerebbero meglio prima delle quattro del pomeriggio. Chi si meraviglia è evidentemente poco informato: era infatti da tempo noto che dopo una dose di vaccino fosse raccomandatissima (la morte sua, proprio) una buona tazza di thé, che come noto si consuma nel tardo pomeriggio. C'è tuttavia chi è andato oltre: negli USA hanno scoperto che i segni zodiacali influenzano pesantemente la propensione a vaccinarsi: pare che la parte del leone la facciano proprio i ... Leoni, mentre tra i più riluttanti le Vergini, forse per innata timidezza, e gli Scorpioni, i quali di punture dii sicuro se ne intendono. D'altra parte, c'è anche chi ha compilato un oroscopo vaccinale, acutamente osservando che "se c'è qualcosa che si accoppia bene con la scienza dei vaccini basata sull'evidenza, è una pseudoscienza che fa vaghe valutazioni della personalità non verificabili basate sul mese di nascita."
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SLAVA UKRAYINI! 🌺🌺🌺
Da qualche giorno, il social propone pubblicità di "soggetti" che offrono, a pagamento, posizioni di autore in pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate e con revisione tra pari nonché citazioni per aumentare il proprio H-index. Tra questi, sul mio profilo appare con particolare insistenza questa "azienda" che non solo dichiara la sede in Ucraina ma aggiunge addirittura che parte del ricavato per i suoi servizi va a sostenere le forze armate ucraine. Il che, vista la natura dei servizi offerti, pare anche logico.
Da qualche giorno, il social propone pubblicità di "soggetti" che offrono, a pagamento, posizioni di autore in pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate e con revisione tra pari nonché citazioni per aumentare il proprio H-index. Tra questi, sul mio profilo appare con particolare insistenza questa "azienda" che non solo dichiara la sede in Ucraina ma aggiunge addirittura che parte del ricavato per i suoi servizi va a sostenere le forze armate ucraine. Il che, vista la natura dei servizi offerti, pare anche logico.
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CHIUSO PER FERIE 🌺🌺🌺
Da studente, poco dopo l'inizio del mio internato di tesi, mi vennero consegnate le chiavi dell'istituto di farmacologia, poiché i programmi di ricerca in cui ero stato coinvolto prevedevano esperimenti che talora iniziavano molto presto, tal altra finivano molto tardi, spesso si svolgevano il sabato e a volte pure la domenica, senza alcuna considerazione per ferie estive o feste più o meno comandate di alcun genere. In generale, l'università era "aperta" 24/7. Soprattutto, tutto il personale tecnico e ammnistrativo era costituito da dipendenti dell'università, inclusa portineria, biblioteca, servizi di pulizia e via dicendo. Poco dopo sarebbe iniziata la stagione da un lato dell'autonomia universitaria e dall'altro delle "esternalizzazioni". Autonomia, bellissima parola, per l'università ha voluto dire essenzialmente che lo stato si è scaricato il peso degli atenei, ogni anno passa ad ognuno una paghetta forfettaria e, se poi non basta, far quadrare il bilancio è un problema del singolo ateneo. Le "esternalizzazioni" ha voluto dire tagliare progressivamente gran parte del personale, appaltando all'esterno servizi di vario genere, non soltanto a bassa complessità quali le pulizie, ma anche ad esempio i servizi bibliotecari, quelli informatici e ora pian piano anche segmenti importanti dell'amministrazione (della digitalizzazione crescente, nella quale la parte del leone la fanno le grandi multinazionali estere, nemmeno diremo). E' abbastanza ovvio a tutti, almeno spero, che esternalizzare vuol dire pagare i medesimi stipendi che si davano ai dipendenti e in più il margine di guadagno che la ditta esterna pretende. Chiaro che si finisce per pagare di più (oppure e sembra di pagare meno è solo perché le ditte esterne pagano da fame i dipendenti, con il risultato di aver a che fare con persone precarie, mal pagate e comunque di indole per definizione remissiva e sottomessa). Tutto questo per definire la cornice entro cui comprendere perché da alcuni anni un interesse pressante delle amministrazioni universitarie sia chiudere gli edifici e lasciare a casa docenti, personale e studenti. Gli edifici aperti e funzionanti, che siano aule, laboratori o uffici, sono un costo che è divenuto, con le esternalizzazioni, allettantemente comprimibile, poiché un edificio chiuso non necessita di portineria, pulizie, servizi vari. Se poi ci mettete che non necessita di riscaldamento d'inverno né di condizionamento d'estate, mentre le amministrazioni devono far quadrare bilanci nei quali il finanziamento statale è sempre più esiguo, la frittata è fatta.
Così, scordiamoci le università ribollenti fucine di sapere e conoscenza, ideali scuole ateniesi dove onusti maestri dialogano a ogni ora del giorno con allievi ansiosi di apprendere. La pandemia con le chiusure ha impresso un'accelerazione "di curvatura" a un processo comunque già in atto, e oggi il tema è ridurre le spese e aumentare le entrate in qualsiasi modo, Dove ridurre le spese significa ridurre i costi per strutture e personale, chiudendo le prime e esternalizzando il secondo (per ora amministrativi e tecnici, ma aspettiamo a breve gli sviluppi dell'IA per l'insegnamento e la ricerca e ne vedremo di belle...), mentre aumentare le entrate a ogni costo vuol dire aumentare le tasse studentesche, aprire corsi nuovi anche se non ci sono strutture e docenti, e ovviamente essere sempre più vulnerabili a "sponsor" di vario tipo, essenzialmente privati. La farmaceutica nell'ambito medico-sanitario è solo la più ovvia ed evidente "libera volpe in libero pollaio". E così l'università dell'altro ieri non esiste proprio più se non nella testa di pochi nostalgici della mia generazione. I quali oltre tutto un tempo avrebbero atteso il pensionamento coltivando sereni e rassegnati il proprio giardinetto, mentre ora vengono ogni giorno di più tormentati da sacerdoti e sacerdotesse del "mondo nuovo", al grido di "chi non è con me è contro di me!". Ma quest'ultimo passaggio lo capisce solo chi lo vive sulla propria pelle.
Da studente, poco dopo l'inizio del mio internato di tesi, mi vennero consegnate le chiavi dell'istituto di farmacologia, poiché i programmi di ricerca in cui ero stato coinvolto prevedevano esperimenti che talora iniziavano molto presto, tal altra finivano molto tardi, spesso si svolgevano il sabato e a volte pure la domenica, senza alcuna considerazione per ferie estive o feste più o meno comandate di alcun genere. In generale, l'università era "aperta" 24/7. Soprattutto, tutto il personale tecnico e ammnistrativo era costituito da dipendenti dell'università, inclusa portineria, biblioteca, servizi di pulizia e via dicendo. Poco dopo sarebbe iniziata la stagione da un lato dell'autonomia universitaria e dall'altro delle "esternalizzazioni". Autonomia, bellissima parola, per l'università ha voluto dire essenzialmente che lo stato si è scaricato il peso degli atenei, ogni anno passa ad ognuno una paghetta forfettaria e, se poi non basta, far quadrare il bilancio è un problema del singolo ateneo. Le "esternalizzazioni" ha voluto dire tagliare progressivamente gran parte del personale, appaltando all'esterno servizi di vario genere, non soltanto a bassa complessità quali le pulizie, ma anche ad esempio i servizi bibliotecari, quelli informatici e ora pian piano anche segmenti importanti dell'amministrazione (della digitalizzazione crescente, nella quale la parte del leone la fanno le grandi multinazionali estere, nemmeno diremo). E' abbastanza ovvio a tutti, almeno spero, che esternalizzare vuol dire pagare i medesimi stipendi che si davano ai dipendenti e in più il margine di guadagno che la ditta esterna pretende. Chiaro che si finisce per pagare di più (oppure e sembra di pagare meno è solo perché le ditte esterne pagano da fame i dipendenti, con il risultato di aver a che fare con persone precarie, mal pagate e comunque di indole per definizione remissiva e sottomessa). Tutto questo per definire la cornice entro cui comprendere perché da alcuni anni un interesse pressante delle amministrazioni universitarie sia chiudere gli edifici e lasciare a casa docenti, personale e studenti. Gli edifici aperti e funzionanti, che siano aule, laboratori o uffici, sono un costo che è divenuto, con le esternalizzazioni, allettantemente comprimibile, poiché un edificio chiuso non necessita di portineria, pulizie, servizi vari. Se poi ci mettete che non necessita di riscaldamento d'inverno né di condizionamento d'estate, mentre le amministrazioni devono far quadrare bilanci nei quali il finanziamento statale è sempre più esiguo, la frittata è fatta.
Così, scordiamoci le università ribollenti fucine di sapere e conoscenza, ideali scuole ateniesi dove onusti maestri dialogano a ogni ora del giorno con allievi ansiosi di apprendere. La pandemia con le chiusure ha impresso un'accelerazione "di curvatura" a un processo comunque già in atto, e oggi il tema è ridurre le spese e aumentare le entrate in qualsiasi modo, Dove ridurre le spese significa ridurre i costi per strutture e personale, chiudendo le prime e esternalizzando il secondo (per ora amministrativi e tecnici, ma aspettiamo a breve gli sviluppi dell'IA per l'insegnamento e la ricerca e ne vedremo di belle...), mentre aumentare le entrate a ogni costo vuol dire aumentare le tasse studentesche, aprire corsi nuovi anche se non ci sono strutture e docenti, e ovviamente essere sempre più vulnerabili a "sponsor" di vario tipo, essenzialmente privati. La farmaceutica nell'ambito medico-sanitario è solo la più ovvia ed evidente "libera volpe in libero pollaio". E così l'università dell'altro ieri non esiste proprio più se non nella testa di pochi nostalgici della mia generazione. I quali oltre tutto un tempo avrebbero atteso il pensionamento coltivando sereni e rassegnati il proprio giardinetto, mentre ora vengono ogni giorno di più tormentati da sacerdoti e sacerdotesse del "mondo nuovo", al grido di "chi non è con me è contro di me!". Ma quest'ultimo passaggio lo capisce solo chi lo vive sulla propria pelle.
La Stampa
Università chiusa per ferie, la protesta degli studenti: “Scrivo la tesi a casa della rettrice?”
Palazzo Nuovo off limits dall’1 al 23 agosto. L’ateneo di Torino ha un disavanzo di 64 milioni, la chiusura delle sedi per risparmiare. Anche docenti e ricerca…
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Forwarded from ContiamoCi!
DARIO GIACOMINI - 5 ANNI IN CONTIAMOCI!
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👉 https://youtu.be/sTFwNhBTbm0
"La vera libertà si costruisce sull'impegno, sul sacrificio e sulla voglia di cambiare."
Nel suo intervento per il quinto anniversario di ContiamoCi!, il presidente Dario Giacomini ripercorre il cammino dell'associazione e il significato più profondo del progetto nato cinque anni fa.
Un percorso fatto di azioni concrete: il sostegno a centinaia di famiglie in difficoltà, l'aiuto a chi ha cercato assistenza sanitaria, la difesa dei diritti costituzionali, la nascita del sindacato e un impegno quotidiano per la tutela del lavoro, della libertà e della dignità delle persone.
Ma il messaggio è soprattutto un invito a guardare avanti.
Perché la libertà non si difende da soli: ha bisogno di persone che scelgano di mettersi in gioco, di assumersi responsabilità e di costruire insieme una comunità capace di trasformare i valori in iniziative concrete.
Il cambiamento nasce dall'impegno di chi sceglie di esserci.
🤝 Entra a far parte di ContiamoCi!
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💛 Dona il tuo 5×1000
C.F. 95145180246
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"La vera libertà si costruisce sull'impegno, sul sacrificio e sulla voglia di cambiare."
Nel suo intervento per il quinto anniversario di ContiamoCi!, il presidente Dario Giacomini ripercorre il cammino dell'associazione e il significato più profondo del progetto nato cinque anni fa.
Un percorso fatto di azioni concrete: il sostegno a centinaia di famiglie in difficoltà, l'aiuto a chi ha cercato assistenza sanitaria, la difesa dei diritti costituzionali, la nascita del sindacato e un impegno quotidiano per la tutela del lavoro, della libertà e della dignità delle persone.
Ma il messaggio è soprattutto un invito a guardare avanti.
Perché la libertà non si difende da soli: ha bisogno di persone che scelgano di mettersi in gioco, di assumersi responsabilità e di costruire insieme una comunità capace di trasformare i valori in iniziative concrete.
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LA HAINE 🌺🌺🌺
«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»
Ora, il problema è che quell'uomo siamo tutti noi, scaraventati giù da governanti traditori e venduti, e ogni piano è un passo in più verso il conflitto con Mosca, che fino all'altr'anno era la principale fonte di prosperità per l'UE e verso la quale oggi una torma di botoli arrabbiati non perde occasione per digrignare i denti. Davvero il problema qui non è più la caduta nel baratro del ridicolo, quanto il rischio di atterrare a breve contro una durissima realtà che, come cantavano gli Skiantos, ci piacerà pochissimo.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47841
«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»
Ora, il problema è che quell'uomo siamo tutti noi, scaraventati giù da governanti traditori e venduti, e ogni piano è un passo in più verso il conflitto con Mosca, che fino all'altr'anno era la principale fonte di prosperità per l'UE e verso la quale oggi una torma di botoli arrabbiati non perde occasione per digrignare i denti. Davvero il problema qui non è più la caduta nel baratro del ridicolo, quanto il rischio di atterrare a breve contro una durissima realtà che, come cantavano gli Skiantos, ci piacerà pochissimo.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Questi de l'Linkiesta li vedrei bene con i completi neri prodotti da Hugo Boss, in Germania, negli anni '30 del secolo scorso.
"Andrea Pirlo sembra destinato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che, sul piano calcistico…
"Andrea Pirlo sembra destinato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che, sul piano calcistico…
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MA NON SONO NOVAX 🌺🌺🌺
Nessuno è novax, tranne pochi utili idioti strumento del sistema. Non lo è di certo chi è da sempre critico contro dei prodotti medicinali pessimi, e tanto meno lo è chi da questi medicinali, assunti credendo alla parola dello stato e delle istituzioni, è stato danneggiato.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47844
Nessuno è novax, tranne pochi utili idioti strumento del sistema. Non lo è di certo chi è da sempre critico contro dei prodotti medicinali pessimi, e tanto meno lo è chi da questi medicinali, assunti credendo alla parola dello stato e delle istituzioni, è stato danneggiato.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Cinque medaglie olimpiche (tre ori, un argento e un bronzo), sette titoli mondiali, 61 titoli italiani e l'onore di essere portabandiera dell'Italia ai Giochi di Pechino 2008. Poi nel 2021 il problema al cuore.
Una vita trascorsa ai massimi livelli dello…
Una vita trascorsa ai massimi livelli dello…
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TAKOGO KAK PUTIN 🌺🌺🌺
Fino ad ora, la Russia si sta tenendo in ogni sua azione nel conflitto, strettamente entro il perimetro delle regole internazionali, nella convinzione che questa sia la precondizione per sedersi a pieno titolo al tavolo delle trattative. Qualcuno potrebbe voler sostenere che l'operazione militare speciale in sé sia un atto in violazione di queste regole, ma chiunque conosca le vicende precedenti derubrica immediatamente la questione a legittima difesa, delle popolazioni russofone d'Ucraina e della sicurezza del paese dall'accerchiamento NATO. Il problema è che il rispetto delle regole a ogni costo è conveniente fino a quando l'interlocutore lo ritiene pure lui un valore e considera la trattativa un obiettivo prioritario. Qua invece l'UE, quella stessa UE oggi in crisi economica e industriale dopo aver rescisso i rapporti con la Federazione Russa che le garantivano risorse energetiche e materie prime per prosperare, questa UE si sta comportando come fosse in preda a una crisi di agitazione da sostanze allucinogene, e non perde occasione per provocare con dichiarazioni e atti che non vengono letti come aperte dichiarazioni di guerra solamente perché l'interlocutore che sta a Mosca testardamente non lo vuole fare. L'interlocutore è quel medesimo che una ventina d'anni fa auspicava la Russia nell'UE e financo nella NATO, una persona di formazione europea e che ancora nutre la visione di una Russia con l'Europa e nell'Europa. Una visione inserita entro la cornice del cosiddetto "mondo multipolare" che Russia, Cina e tanti altri paesi che costituiscono ormai la maggioranza del pianeta e della sua popolazione da tanti anni stanno costruendo, sulla base di valori quali pari dignità e cooperazione. Che è precisamente quell'ordine mondiale che i padroni dell'occidente collettivo, che hanno fondato le proprie personali fortune sul dominio atlantico unipolare, vedono ora come il male assoluto. L'UE dunque lavora alacremente per scalzare Putin dal vertice della Russia, sicuramente consapevole che è uno degli ultimi ostacoli se non l'ultimo prima del conflitto aperto, sul campo, forse anche nucleare. E il punto ovviamente non è Putin come persona bensì l'idea stessa di sviluppo e cooperazione pacifica con l'Europa che ha ispirato e tuttora ispira la Russia del terzo millennio, come ben sa chiunque conosca un poco quella nazione.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47853
Fino ad ora, la Russia si sta tenendo in ogni sua azione nel conflitto, strettamente entro il perimetro delle regole internazionali, nella convinzione che questa sia la precondizione per sedersi a pieno titolo al tavolo delle trattative. Qualcuno potrebbe voler sostenere che l'operazione militare speciale in sé sia un atto in violazione di queste regole, ma chiunque conosca le vicende precedenti derubrica immediatamente la questione a legittima difesa, delle popolazioni russofone d'Ucraina e della sicurezza del paese dall'accerchiamento NATO. Il problema è che il rispetto delle regole a ogni costo è conveniente fino a quando l'interlocutore lo ritiene pure lui un valore e considera la trattativa un obiettivo prioritario. Qua invece l'UE, quella stessa UE oggi in crisi economica e industriale dopo aver rescisso i rapporti con la Federazione Russa che le garantivano risorse energetiche e materie prime per prosperare, questa UE si sta comportando come fosse in preda a una crisi di agitazione da sostanze allucinogene, e non perde occasione per provocare con dichiarazioni e atti che non vengono letti come aperte dichiarazioni di guerra solamente perché l'interlocutore che sta a Mosca testardamente non lo vuole fare. L'interlocutore è quel medesimo che una ventina d'anni fa auspicava la Russia nell'UE e financo nella NATO, una persona di formazione europea e che ancora nutre la visione di una Russia con l'Europa e nell'Europa. Una visione inserita entro la cornice del cosiddetto "mondo multipolare" che Russia, Cina e tanti altri paesi che costituiscono ormai la maggioranza del pianeta e della sua popolazione da tanti anni stanno costruendo, sulla base di valori quali pari dignità e cooperazione. Che è precisamente quell'ordine mondiale che i padroni dell'occidente collettivo, che hanno fondato le proprie personali fortune sul dominio atlantico unipolare, vedono ora come il male assoluto. L'UE dunque lavora alacremente per scalzare Putin dal vertice della Russia, sicuramente consapevole che è uno degli ultimi ostacoli se non l'ultimo prima del conflitto aperto, sul campo, forse anche nucleare. E il punto ovviamente non è Putin come persona bensì l'idea stessa di sviluppo e cooperazione pacifica con l'Europa che ha ispirato e tuttora ispira la Russia del terzo millennio, come ben sa chiunque conosca un poco quella nazione.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
🇪🇺🇷🇺 L'UE legalizza la “pirateria” consentendo di vendere il petrolio sequestrato alle navi russe
Per aumentare la pressione economica nei confronti del Cremlino e limitare le esportazioni energetiche russe, i Funzionari della Commissione europea - come…
Per aumentare la pressione economica nei confronti del Cremlino e limitare le esportazioni energetiche russe, i Funzionari della Commissione europea - come…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Entro il 2030 i data center che alimentano l'intelligenza artificiale potrebbero consumare quasi il triplo dell'elettricità utilizzata oggi. Un rapporto dell'Università delle Nazioni Unite invita a guardare oltre le emissioni di CO2, evidenziando anche il crescente impatto su risorse idriche, territorio e comunità. Ce ne parla Alberto Giuffrè.
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Forwarded from Lettera da Mosca
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PUTIN SUL FUTURO DELL'UCRAINA - Durante un incontro con gli ufficiali della Marina a San Pietroburgo, Vladimir Putin ha detto: "Sono convinto che, prima o poi, l'Ucraina perderà i territori occidentali, quelli che appartenevano alla Polonia, all'Ungheria, alla Romania. Prima o poi, non domani, forse dopodomani, un anno, due, 10, 15 anni, ma alla fine, la storia tornerà al suo posto. C'era un solo garante dell'integrità territoriale dell'Ucraina: la Russia".
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E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI! 🌺🌺🌺
"Da oggi sappiamo che basta tacciare qualcuno di amicizia con la Russia per cacciarlo da un pubblico incarico. Sappiamo che un network che vede a capo un partito politico di nessun valore elettorale ha il potere di far saltare tre manager pubblici della più importante industria ricreativa del paese. Il valore pedagogico dell'affaire Pirlo è immenso, il segnale è che dobbiamo cominciare ad avere paura."
https://www.facebook.com/gabriele.busti/posts/pfbid0XvpZyWRhNca7mWHvteTncnqFnrAwKt3g1entEDHGpcrmeAxbkxBrxUDnp9hfargdl
"Da oggi sappiamo che basta tacciare qualcuno di amicizia con la Russia per cacciarlo da un pubblico incarico. Sappiamo che un network che vede a capo un partito politico di nessun valore elettorale ha il potere di far saltare tre manager pubblici della più importante industria ricreativa del paese. Il valore pedagogico dell'affaire Pirlo è immenso, il segnale è che dobbiamo cominciare ad avere paura."
https://www.facebook.com/gabriele.busti/posts/pfbid0XvpZyWRhNca7mWHvteTncnqFnrAwKt3g1entEDHGpcrmeAxbkxBrxUDnp9hfargdl
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Gabriele Busti
DA OGGI SI INIZIA A TREMARE
Malagò non voleva Pirlo perché era un nome troppo debole che aveva agghiacciato la piazza calcistica italiana invece che galvanizzarla dopo la terza esclusione dal...
Malagò non voleva Pirlo perché era un nome troppo debole che aveva agghiacciato la piazza calcistica italiana invece che galvanizzarla dopo la terza esclusione dal...
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CURARE IL COVID 🌺🌺🌺
Rimbalza (poco) in questi giorni sui social la notizia dell'acquisizione agli atti della Commissione parlamentare covid di una relazione sui fondamenti scientifici delle raccomandazioni ministeriali sulla terapia domiciliare del covid. La relazione è stata redatta di recente, ma l'evidenza era disponibile fin dal 2020-2021, quando, nel caos dei sistemi sanitari, pochi medici si prestavano, spesso del tutto gratuitamente, a seguire persone con il covid troppe volte abbandonate a casa loro senza riferimento né aiuto di alcun genere. Conviene allora qui ricordare l'unico studio italiano, realizzato in collaborazione con l'Associazione IppocrateOrg, che descrive quanto accadeva in quel periodo e le pratiche terapeutiche che quei medici adottavano, e che oggi la relazione acquisita dalla Commissione parlamentare certifica come pienamente corrette.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
Rimbalza (poco) in questi giorni sui social la notizia dell'acquisizione agli atti della Commissione parlamentare covid di una relazione sui fondamenti scientifici delle raccomandazioni ministeriali sulla terapia domiciliare del covid. La relazione è stata redatta di recente, ma l'evidenza era disponibile fin dal 2020-2021, quando, nel caos dei sistemi sanitari, pochi medici si prestavano, spesso del tutto gratuitamente, a seguire persone con il covid troppe volte abbandonate a casa loro senza riferimento né aiuto di alcun genere. Conviene allora qui ricordare l'unico studio italiano, realizzato in collaborazione con l'Associazione IppocrateOrg, che descrive quanto accadeva in quel periodo e le pratiche terapeutiche che quei medici adottavano, e che oggi la relazione acquisita dalla Commissione parlamentare certifica come pienamente corrette.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
MDPI
Early Outpatient Treatment of COVID-19: A Retrospective Analysis of 392 Cases in Italy
COVID-19 was declared a pandemic in March 2020. The knowledge of COVID-19 pathophysiology soon provided a strong rationale for the early use of both anti-inflammatory and antithrombotic drugs; however, its evidence was slowly and partially incorporated into…
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L'ATTERRAGGIO 🌺🌺🌺
"Messi insieme, i due meccanismi innescano una spirale, che fa arrivare le briciole ai pochi atenei già forti, mentre il resto del sistema arretra. La ragione è semplice da comprendere: i criteri di riparto definiscono come distribuire una torta che non cresce (cioè l’FFO complessivo), e se alcuni (pochissimi) atenei prendono più risorse, gli altri (molti) inevitabilmente ne prendono sempre di meno. Anno dopo anno, il grosso del sistema universitario è quindi costretto a tagliare servizi, offerta didattica, progettualità scientifica e reclutamento, perdendo studenti e organico, avvitandosi in un pericoloso circolo vizioso, da cui sarà sempre più difficile uscire. Questa non è la conseguenza di una sbadata scelta tecnica. E’ bensì il prodotto della consapevole scelta politica di svuotare la funzione sociale dell’università pubblica come strumento di coesione, mobilità e produzione di conoscenza. [...] È la parabola aperta dalla legge Gelmini, che aveva già spostato il baricentro a favore dei consigli d’amministrazione, per arrivare, alla fine, a università governate come aziende, verticalizzate e prive di democrazia interna, non come istituzioni culturali. Il precipitato di tutto questo non è solo precariato, tagli e divari territoriali in crescita. È la perdita, pezzo dopo pezzo, di uno dei luoghi in cui si costruisce conflitto, discussione, progetto: uno dei pilastri dell’infrastruttura democratica del paese. Forse è proprio questo l’obiettivo. La storia ci ha già mostrato dove portano le società che impoveriscono sistematicamente i propri luoghi di conoscenza. Il problema non è soltanto la caduta. È l’atterraggio."
https://www.roars.it/universita-pubblica-la-politica-del-soffocamento-e-la-resa-dei-rettori/
"Messi insieme, i due meccanismi innescano una spirale, che fa arrivare le briciole ai pochi atenei già forti, mentre il resto del sistema arretra. La ragione è semplice da comprendere: i criteri di riparto definiscono come distribuire una torta che non cresce (cioè l’FFO complessivo), e se alcuni (pochissimi) atenei prendono più risorse, gli altri (molti) inevitabilmente ne prendono sempre di meno. Anno dopo anno, il grosso del sistema universitario è quindi costretto a tagliare servizi, offerta didattica, progettualità scientifica e reclutamento, perdendo studenti e organico, avvitandosi in un pericoloso circolo vizioso, da cui sarà sempre più difficile uscire. Questa non è la conseguenza di una sbadata scelta tecnica. E’ bensì il prodotto della consapevole scelta politica di svuotare la funzione sociale dell’università pubblica come strumento di coesione, mobilità e produzione di conoscenza. [...] È la parabola aperta dalla legge Gelmini, che aveva già spostato il baricentro a favore dei consigli d’amministrazione, per arrivare, alla fine, a università governate come aziende, verticalizzate e prive di democrazia interna, non come istituzioni culturali. Il precipitato di tutto questo non è solo precariato, tagli e divari territoriali in crescita. È la perdita, pezzo dopo pezzo, di uno dei luoghi in cui si costruisce conflitto, discussione, progetto: uno dei pilastri dell’infrastruttura democratica del paese. Forse è proprio questo l’obiettivo. La storia ci ha già mostrato dove portano le società che impoveriscono sistematicamente i propri luoghi di conoscenza. Il problema non è soltanto la caduta. È l’atterraggio."
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