Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione
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Informazioni legali, controinformazione, pensiero e azione evolutiva
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Sì, verissimo.
I miei toni non sono stati felpati. Ma non possono nè vogliono esserlo sempre.
Il leone a volte ruggisce.
Solo la pecora bela e basta.
Mi chiedo cosa faccia l’orsacchiotto… (cit. M. Troisi).

Non voglio sentirmi prigioniero di nulla.
Nemmeno dell’utilità di compiacere le educande più attente alle buone maniere che ai contenuti, che non mancano tra i miei residui iscritti a questo canale.

Per vivere, non debbo vendere nulla, nè cercare di piacere o di compiacere il maggior numero di persone, come fanno quelli che si candidano a qualcosa.
C’è quel che si vede.
Questo è Paolo Sceusa.
Non siete obbligati.
Scrive mia sorella Lidia:
“Posso solo dire complimenti, concordo in tutto ciò che ha scritto, nemmeno io ho fatto la camminata, io non voto, sono considerata una pecora nera perché dico sempre quello che penso, non m'interessa accerchiarmi di persone, poche ma buone, anche all'interno della cosiddetta famiglia, chi non vuole ascoltarmi resto lontano da me ne gioviamo entrambi. Lavoro a scuola, sono bidella e son sempre stata spostata, se vedo insegnanti non corretti io parlo, quando avranno finito tutti i plessi del circolo, ricomincerò il giro. I bambini prima di tutto, anche a mio scapito. Son la pecora nera del circolo 😁 Tutta la mia stima sig Paolo. Avanti sempre. Buona giornata❤️”

Le rispondo:
“Tu sei un’Eletta, cara Lidia. Senza alcun bisogno di esserti candidata. E ti chiamo Sorella.
Sorella di anima, benché non marciante.
Io ti ringrazio, perché mi hai dato un’idea.
E vedrai che ti toccherà di marciare, stavolta”.
Grazie a Lidia, mi è venuta la voglia di ripartire per una nuova Marcia.
La Marcia dell’Astenuto per le Libertà.
Ancora una volta potrei partire da Venezia… Magari il 1 ottobre 2022…
Marcerei per ogni fine settimana.
Dettagli a seguire.
E non chiamatela camminata! Nè passeggiata! Questa è una Marciaaaa!!!
Forwarded from Enrico
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☝️☝️☝️Gran fighi quei de Imola che no Imola mai 😳😄
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Angela scrive che voterà e che lei il suo pugno di sabbia negli ingranaggi del potere lo butta altrimenti.
Mi rimprovera per i miei modi a volte bruschi e giudicanti.

Buongiorno Angela 🌞
Non so che pugno di sabbia butti tu o le altre persone negli ingranaggi. Non posso saperlo se è un gesto fatto di nascosto, senza metterci la faccia, il nome e il cognome. E fin qui vabbè. Ma quando quel gesto si riassume nel votare per uno dei partitini sedicenti antisistema, che non sanno ne possono unirsi, perchè obbediscono alle regole della scacchiera (hai mai visto un cavallo nero che si unisce a un alfiere bianco?), onestamente mi incavolo come… una formica: nel mio piccolo. E più che disprezzare, come dici tu,… graffio… scuoto il pero…
Ma non basta. Poi arrivano tizio e caio (sempre anonimi senza faccia) che isinuano chissà quali mie malafedi e tentano, da questo mio canale, di far campagne elettorali per il loro voto…
Si aprissero un canale tutto loro. Sono guastatori prezzolati.
Ma il voto è ormai diventato soltanto concime dei fetenti orti dei partiti più fetenti (quelli storici, sotto i loro nomi e i loro vessilli sempre nuovi). Questa volta più di altre. Anche e soprattutto grazie al voto dato ai partitini finti nuovi. E te lo dice uno che ha sempre votato.
Ecco, quando il pugno di sabbia si riduce a quel voto, io giudico. Perché è un pugno di sabbia che finisce nella gola della Tondini, di cui sei stufa perche avTrento in piazza fa le solite manifestazioni, nelle mie scarpe quando mi metto a marciare e negli occhi di tutti quelli che sono riusciti ad aprirli.
Se ti ha stufato chi fa e dice sempre le stesse cose (anche se nel mio piccolo mi pare di essere abbastanza vario) e scambi per disprezzo la sana arrabbiatura di chi ci mette la faccia, allora mostra bene il tuo pugno di sabbia. Fai sapere e vedere bene qual è e quale ingranaggio vuole inceppare, anziché limitarti a criticare le pagliuzze dentro ai miei occhi.

Infine considera buoni i modi rudi che ho, quando li ho. Perché sono la prova che non coltivo orti fatti di consenso piacione per me o per altri.
L’unità dei partitini non mi interessa. Non mi candido. I partitoni li vorrei veder sparire una volta per tutte.
Stavolta praticherò e sosterrò l’astensione: come forma suprema di voto antisistema (sì è esattamente questo, l’astensione, un voto antisistema. L’unico che conta).
Ma occorre che sia Astensione preceduta e seguita dalla creazione di una precisa coscienza identitaria di chi l’avrà praticata.
Astensione di protesta, netta, precisa, programmata e programmatica di una nuova assemblea costituente. Ora necessaria a rigettare la presente barbarie, che discrimina le persone sulla base dell’obbedienza a ordini disumani.
Così come l’assemblea costituente del 48 servì a rigettare la barbarie di allora: la guerra, il nazismo, il fascismo, il razzismo.
Ora è tempo di riscriverla, quella costituzione, su basi libertarie individuali più forti. Per correggerla nei punti che hanno dimostrato di non saperle difendere, quelle Libertà.
Il mio obiettivo è alto ed è evolutivo.
I modi rudi non servono? Sono controproducenti?
No. Sono il pizzicotto sul braccio del sonnambulo a un passo dalla fine del cornicione. Tanto se poi dovrà cadere lo stesso giù, il coglione che dirà che è colpa del pizzicotto salterà fuori di sicuro.
O czz… ho detto coglione…
Niente… sono incorreggibile (per fortuna).
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Channel name was changed to «Paolo Sceusa Marcia delle Libertà e dell’Astensione Costituente»
Forwarded from Luisa
Intervengo sul concetto di democrazia e sul nesso con il voto oggi. Ricordo che la nostra Costituzione riconosce il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art 49). Il voto è uno dei meccanismi che assume contenuto e valore solo se immerso in un ambito di concreta possibilità di partecipare. Se mancano i momenti di confronto, se manca la possibilità di scegliere i candidati, se non si accede all'informazione, è un imbroglio. A ciò, secondo me, ciascun cittadino ha diritto di reagire come crede, anche astenendosi. Rispedisco al mittente accuse di antidemocraticità. Sono fuori misura e provocatorie. Mi ricordano quel sindacato tanto "democratico" (cgil, tanto per non fare nomi) che ha dichiarato a settembre/ottobre del 2021 di essere per l'obbligo vaccinale (per giunta generalizzato) e continua a negare ai lavoratori assemblee sul tema. Ma è democratico... perché di assemblee ne ha fatte... ma su altri temi che si è scelto.... Mah...
Forwarded from Marta
A me sembra che ci sia pragmatismo e realismo (di Paolo) a fronte di un sogno che ci sta facendo confondere: quello di immaginare una fantomatica unione che non c'è e su cui noi non abbiamo alcuna voce in capitolo.
Io vorrei essere onesta con me stessa: se ci astenessimo tutti saremmo compatti per la prima volta, anche di fronte al nuovo governo che a quel punto "sa che siamo capaci di unirci nei fatti e non con le parole o gli slogan"; se andassimo a votare saremmo divisi tra i vari partitini e coalizioni (che non hanno il coraggio di unirsi oggi e non vedo con quale alchimia l'eventuale elezione glielo farà venire)

Io penso che ognuno di noi, nel fare la propria scelta, debba trovare il coraggio di essere onesto con se stesso e non si costruisca chimere che lo facciano agire nell'inganno di voler vedere le cose più rosee di quelle che sono:

SIAMO TUITTI D'ACCORDO CHE ESSERE UNITI SIA LA RISPOSTA DA DARE ALL'AVVERSARIO, QUALE IL MEZZO MIGLIORE PER FARLO?

andando a votare non saremo uniti e non lo saranno i pochi sparuti che "vinceranno" qualche seggio, che non lo sono neppure ora; non andando avremo avuto il coraggio di essere uniti e sarà più verosimile che saremo capaci di farlo di nuovo a fronte di quello che succederà.

Il dividerci con questi piccoli litigi è esattamente ciò che serve al nostro avversario. Quindi l'obiettivo secondo me non è votare o non votare, ma trovare il mezzo migliore per comportarci in maniera unita qui ed ora, in prima persona ciascuno di noi.

Seguire le beghe dei vari partitini non ci fa partecipare in prima persona (perchè l'unità dipende da loro) e non ci fa essere uniti perchè loro non lo sono.
Paolo ha proposto l'astensionismo, che certamente produce un livello di responsabilità diretta e di unione nettamente superiore.
Se qualcuno ha strategie migliori le proponga, sarebbe buono per tutti.

I ragionamenti che sempre sono andati bene e che condivido, sul non volersi astenere dal voto, vanno oggi calati in una realtà che non è quella "normale", in cui questi ragionamenti sarebbero sacrosanti e anche ovvi.
Qui si sta giocando una partita che sappiamo per certo essere una partita truccata e che ha come unico obiettivo non quella di essere vinta dall'avversario, ma quella di dividerci per indebolirci
Ed è qui che ti sbagli di grosso, perché l’astensione può essere preparata, programmata e programmatica, identitaria, coesa, visibile in quanto marciante e manifestante, intenzionale e intenzionata a realizzare un indispensabile nuovo momento costituente che sradichi la barbarie anti libertaria e antiumana che ci attanaglia.
Un’astensione così non la immagini perché non l’hai mai vista. Perché la scacchierina del voticino non la contempla.
Gli astenuti sono già molti milioni. Si tratta solo di dar loro l’autocoscenza politica costruttiva. Cosa molto più semplice e politicamente utile che cercare di riunire i nuovi piccoli affaristi elettorali.
Gli astenuti sono contemporaneamente pars destruens e pars construens. Delegittimano la morchia partitica e legittimano il popolo.
Gli astenuti sono già milioni e possono essere molto proattivi.
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Chiedo a chi comincia a capire, di costituire “Comitati per l’Astensione Costituente”. Presso luoghi fisici di qualunque dimensione, dove preparare l’astensionismo attivo, cioè orientato al dopo non-voto, per organizzare marce e manifestazioni rivolte a realizzare la nuova assemblea popolare costituente.