Sabato 18 agosto
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,13-15)
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Parola del Signore
I bambini fanno chiasso, sono irrequieti, combinano piccoli guai, vengono considerati meno importanti degli adulti, ma Gesù come al solito inverte le “gerarchie”! Lui è venuto per i poveri, per i malati, per gli oppressi…insomma per coloro i quali nella nostra societá non trovano spazio, sono scartati… I bambini hanno quell’innocenza che li porta ad essere autentici, non hanno quella malizia per fare ragionamenti contorti che spingono a rovinare amicizie, I bambini sono quelli che un attimo prima litigano ed un attimo dopo stanno di nuovo insime! I bambini sono quelli che non badano al colore della pelle bensì al fatto di avere un compagno di giochi. Dividendo che si moltiplica l’allegria! Chi vuole essere un futuro abitante del cielo, come diceva San Giovanni Bosco deve avere questi doni: non essere invidioso, essere disposto a perdonare, lasciarsi sorprendere dalla vita, deve avere la voglia di vivere per costruire relazioni edificanti, essere disposto a condividere! Gesù va contro alle nostre dinamiche societarie…tu chi metti al primo posto?
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,13-15)
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Parola del Signore
I bambini fanno chiasso, sono irrequieti, combinano piccoli guai, vengono considerati meno importanti degli adulti, ma Gesù come al solito inverte le “gerarchie”! Lui è venuto per i poveri, per i malati, per gli oppressi…insomma per coloro i quali nella nostra societá non trovano spazio, sono scartati… I bambini hanno quell’innocenza che li porta ad essere autentici, non hanno quella malizia per fare ragionamenti contorti che spingono a rovinare amicizie, I bambini sono quelli che un attimo prima litigano ed un attimo dopo stanno di nuovo insime! I bambini sono quelli che non badano al colore della pelle bensì al fatto di avere un compagno di giochi. Dividendo che si moltiplica l’allegria! Chi vuole essere un futuro abitante del cielo, come diceva San Giovanni Bosco deve avere questi doni: non essere invidioso, essere disposto a perdonare, lasciarsi sorprendere dalla vita, deve avere la voglia di vivere per costruire relazioni edificanti, essere disposto a condividere! Gesù va contro alle nostre dinamiche societarie…tu chi metti al primo posto?
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
19 Agosto 2018
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore
In questo caso ha proprio ragione il filosofo Feuerbach che diceva: "l'uomo è ciò che mangia". E' umanamente incredibile ma stupendamente vero: possiamo cibarci di Dio e partecipare alla Sua vita divina. Abbiamo a portata di mano ciò che abbiamo sempre desiderato: una vita eternamente Felice. Come fare? Nutrendoci di Dio, innanzitutto partecipando all'Eucaristia, ma anche "divorando" la Sua Parola perché il nostro cuore, la nostra mente e la nostra volontà, tutta la nostra persona si possa cristificare, divinizzare. Com'è che ancora tergiversiamo?! Potremo finalmente, anche se gradualmente (con i nostri tempi), capire il senso di ogni cosa e rintracciare il segreto di eternità nascosto in ogni evento. Venghino, signori, venghino, l'invito è rivolto a tutti anche ai vegani, si tratta infatti di una carne divina accessibile anche a voi😉
19 Agosto 2018
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore
In questo caso ha proprio ragione il filosofo Feuerbach che diceva: "l'uomo è ciò che mangia". E' umanamente incredibile ma stupendamente vero: possiamo cibarci di Dio e partecipare alla Sua vita divina. Abbiamo a portata di mano ciò che abbiamo sempre desiderato: una vita eternamente Felice. Come fare? Nutrendoci di Dio, innanzitutto partecipando all'Eucaristia, ma anche "divorando" la Sua Parola perché il nostro cuore, la nostra mente e la nostra volontà, tutta la nostra persona si possa cristificare, divinizzare. Com'è che ancora tergiversiamo?! Potremo finalmente, anche se gradualmente (con i nostri tempi), capire il senso di ogni cosa e rintracciare il segreto di eternità nascosto in ogni evento. Venghino, signori, venghino, l'invito è rivolto a tutti anche ai vegani, si tratta infatti di una carne divina accessibile anche a voi😉
Lunedì 20 Agosto
San Bernardo
Dal Vangelo secondo Matteo (19,16-22)
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
Parola del Signore
«Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». La nostra vita "cristiana" si riduce spesso a "fare" atti di bontà frutto solo del nostro sforzo e delle nostre belle qualità. Diventa quasi un accumulare medaglie al merito per mostrare a tutti quanto siamo bravi (poi però finiamo sempre per scoprire la nostra povertà). Spesso osserviamo i comandamenti nello stesso modo in cui rispettiamo le regole stradali o quelle del galateo. Sembra quasi un concorso a punti! Eh si, Gesù, come sempre c'abbiamo capito ben poco! Invece di gustare unicamente la bellezza del tuo Amore Misericordioso che riempie la vita e appaga ogni nostro desiderio profondo, ti accatastiamo banalmente insieme agli altri "tesori" (idoli) della nostra vita sforzandoci invano di costruire e conquistare la nostra felicità. Quando impareremo che la Felicità è gratis e Tu sei l'unico tesoro che conta?!...speriamo presto, Gesù, ma c'abbiamo la testa dura e tu lo sai...
San Bernardo
Dal Vangelo secondo Matteo (19,16-22)
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
Parola del Signore
«Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». La nostra vita "cristiana" si riduce spesso a "fare" atti di bontà frutto solo del nostro sforzo e delle nostre belle qualità. Diventa quasi un accumulare medaglie al merito per mostrare a tutti quanto siamo bravi (poi però finiamo sempre per scoprire la nostra povertà). Spesso osserviamo i comandamenti nello stesso modo in cui rispettiamo le regole stradali o quelle del galateo. Sembra quasi un concorso a punti! Eh si, Gesù, come sempre c'abbiamo capito ben poco! Invece di gustare unicamente la bellezza del tuo Amore Misericordioso che riempie la vita e appaga ogni nostro desiderio profondo, ti accatastiamo banalmente insieme agli altri "tesori" (idoli) della nostra vita sforzandoci invano di costruire e conquistare la nostra felicità. Quando impareremo che la Felicità è gratis e Tu sei l'unico tesoro che conta?!...speriamo presto, Gesù, ma c'abbiamo la testa dura e tu lo sai...
Martedì 21 Agosto
San Pio X
Dal Vangelo secondo Matteo (19,23-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Parola del Signore
Gesù anche oggi ti fai pellegrino con noi e durante il cammino cerchi di liberarci dalle nostre false illusioni di felicità. Conosci il nostro cuore e sai benissimo che cerchiamo di colmare il vuoto di senso e il nostro grande desiderio di Felicità con tanti surrogati: accumuliamo beni, affetti, applausi, a volte anche elemosinandoli e vendendo la nostra dignità. Risultato: ci sentiamo più vuoti e poveri di prima. Tu, come sempre, non fai tanti giri di parole e ci assicuri che se continuiamo così, putroppo, rimarremo con un pugno di mosche in mano e lontani mille miglia da quella Felicità tanto sospirata. Il problema è che spesso non vogliamo ammettere che ci siamo infilati in un vicolo cieco e sbandieriamo le nostre povere e banali ricchezze. Basterebbe essere solo sinceri con noi stessi, riconoscere la nostra povertà e la nostra sete insaziabile di senso e invocare il nome del Signore. Dio così potrà finalmente riprendere il suo posto, cioè il centro del nostro cuore, e insieme a Santa Teresa d'Avila potremo con gioia ripetere: "Solo Dio basta", Lui è il Senso di tutto e l'unica ricchezza che sazia una vita perchè Lui è la Vita, tutta la vita che c'è.
San Pio X
Dal Vangelo secondo Matteo (19,23-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Parola del Signore
Gesù anche oggi ti fai pellegrino con noi e durante il cammino cerchi di liberarci dalle nostre false illusioni di felicità. Conosci il nostro cuore e sai benissimo che cerchiamo di colmare il vuoto di senso e il nostro grande desiderio di Felicità con tanti surrogati: accumuliamo beni, affetti, applausi, a volte anche elemosinandoli e vendendo la nostra dignità. Risultato: ci sentiamo più vuoti e poveri di prima. Tu, come sempre, non fai tanti giri di parole e ci assicuri che se continuiamo così, putroppo, rimarremo con un pugno di mosche in mano e lontani mille miglia da quella Felicità tanto sospirata. Il problema è che spesso non vogliamo ammettere che ci siamo infilati in un vicolo cieco e sbandieriamo le nostre povere e banali ricchezze. Basterebbe essere solo sinceri con noi stessi, riconoscere la nostra povertà e la nostra sete insaziabile di senso e invocare il nome del Signore. Dio così potrà finalmente riprendere il suo posto, cioè il centro del nostro cuore, e insieme a Santa Teresa d'Avila potremo con gioia ripetere: "Solo Dio basta", Lui è il Senso di tutto e l'unica ricchezza che sazia una vita perchè Lui è la Vita, tutta la vita che c'è.
Mercoledì 22 Agosto
Beata Vergine Maria Regina
Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore
Eh cari amici in questa parabola ci siamo proprio tutti, in particolare noi immersi nell'animazione pastorale, nella vita oratoriana e parrocchiale da molto tempo, dall'alba appunto. Magari facciamo mille cose in oratorio/parrocchia, sentendoci cristiani doc, super animatori e catechisti, ma poi putroppo di Cristo e della sua mentalità e del suo cuore ne abbiamo capito veramente poco. Soprattutto quando ci lamentiamo se viene dato un incarico prestigioso all'ultimo arrivato o se non veniamo riconosciuti e applauditi per il nostro servizio. Probabilmente facciamo tante cose ma non abbiamo ancora incontrato veramente Cristo e l'Amore misericordioso del Padre. Siamo ancora immersi nella logica del mondo, siamo centrati su noi stessi e su nostri diritti, bisogni, necessità. Ma chi incontra veramente Cristo, si sente già pienamente appagato nei suoi desideri più veri e profondi e inizia a sperimentare un'irrefrenabile gioia nel donarsi agli altri gratuitamente. Si sintonizza su una nuova frequenza radio che passa un unico jingle: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).
Beata Vergine Maria Regina
Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore
Eh cari amici in questa parabola ci siamo proprio tutti, in particolare noi immersi nell'animazione pastorale, nella vita oratoriana e parrocchiale da molto tempo, dall'alba appunto. Magari facciamo mille cose in oratorio/parrocchia, sentendoci cristiani doc, super animatori e catechisti, ma poi putroppo di Cristo e della sua mentalità e del suo cuore ne abbiamo capito veramente poco. Soprattutto quando ci lamentiamo se viene dato un incarico prestigioso all'ultimo arrivato o se non veniamo riconosciuti e applauditi per il nostro servizio. Probabilmente facciamo tante cose ma non abbiamo ancora incontrato veramente Cristo e l'Amore misericordioso del Padre. Siamo ancora immersi nella logica del mondo, siamo centrati su noi stessi e su nostri diritti, bisogni, necessità. Ma chi incontra veramente Cristo, si sente già pienamente appagato nei suoi desideri più veri e profondi e inizia a sperimentare un'irrefrenabile gioia nel donarsi agli altri gratuitamente. Si sintonizza su una nuova frequenza radio che passa un unico jingle: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).
Giovedì 23 Agosto
Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14)
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore
Mi sa che anche oggi Gesù si rivolge a noi! Noi che nel Battesimo abbiamo ricevuto l'invito alle Sue Nozze, pensate abbiamo ricevuto pure il "vestito", ma col tempo forse ci siamo dimenticati di questo invito straordinario e abbiamo lasciato che il nostro abito si ricoprisse di polvere nell'armadio e venisse attaccato dalle tarmi. Ma cos'è questo vestito? Non è altro che la nostra dignità di figli di Dio, la nostra vita divina che abbiamo ricevuto in Cristo nel Battesimo. Pensate: siamo figli di Dio e spesso ce ne dimentichiamo! E con questo non intendo solo quelli che purtroppo hanno abbandonato la propria vita spirituale (nonostante sentano forte dentro il desiderio di averne una), ma anche quelli che pensano di essere perfetti cristiani ma gradualmente si sono impregnati della mentalità del mondo. E' molto facile, infatti, col tempo diventare schiavi di molti idoli (successo, soldi, potere, prestigio, applausi, status sociale, ognuno deve imparare a scoprire i suoi) e dimenticarci di essere figli di Dio e di coltivare la nostra sete di giustizia, verità, bellezza. Ci facciamo imbrigliare dalle cose del mondo e ci scordiamo che siamo fatti per il Paradiso; siamo invitati gratuitamente al banchetto del Re dove possiamo bere direttamente alla sorgente della vita e invece elomosiamo con sudore gocce di acqua salmastra nelle cisterne illusorie dei nostri idoli a prezzo della nostra stessa vita. Mi sa che è arrivato il momento di recuperare il nostro abito dall'armadio e inziare a vivere da figli di Dio! Non lasciamoci fregare...
Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14)
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore
Mi sa che anche oggi Gesù si rivolge a noi! Noi che nel Battesimo abbiamo ricevuto l'invito alle Sue Nozze, pensate abbiamo ricevuto pure il "vestito", ma col tempo forse ci siamo dimenticati di questo invito straordinario e abbiamo lasciato che il nostro abito si ricoprisse di polvere nell'armadio e venisse attaccato dalle tarmi. Ma cos'è questo vestito? Non è altro che la nostra dignità di figli di Dio, la nostra vita divina che abbiamo ricevuto in Cristo nel Battesimo. Pensate: siamo figli di Dio e spesso ce ne dimentichiamo! E con questo non intendo solo quelli che purtroppo hanno abbandonato la propria vita spirituale (nonostante sentano forte dentro il desiderio di averne una), ma anche quelli che pensano di essere perfetti cristiani ma gradualmente si sono impregnati della mentalità del mondo. E' molto facile, infatti, col tempo diventare schiavi di molti idoli (successo, soldi, potere, prestigio, applausi, status sociale, ognuno deve imparare a scoprire i suoi) e dimenticarci di essere figli di Dio e di coltivare la nostra sete di giustizia, verità, bellezza. Ci facciamo imbrigliare dalle cose del mondo e ci scordiamo che siamo fatti per il Paradiso; siamo invitati gratuitamente al banchetto del Re dove possiamo bere direttamente alla sorgente della vita e invece elomosiamo con sudore gocce di acqua salmastra nelle cisterne illusorie dei nostri idoli a prezzo della nostra stessa vita. Mi sa che è arrivato il momento di recuperare il nostro abito dall'armadio e inziare a vivere da figli di Dio! Non lasciamoci fregare...
Venerdì 24 Agosto
Festa di San Bartolomeo
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,45-51)
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
Bartolomeo (chiamato nel testo Natanaele) ci insegna come la nostra relazione con Dio non sia per nulla scontata e lineare ma bensì un percorso a ostacoli dove ci si scontra spesso con i nostri pregiudizi e la nostra immatura vita di Fede.
✔️"Da Nazaret può venire qualcosa di buono?": ecco come rischiare di precludersi l'incontro con Dio facendo affidamento sulle nostre errate convinzioni (pregiudizi). Dio si nasconde dentro ogni evento e persona basta avere la pazienza di cercarLo ("Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti" Ef 4,6).
✔️"Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi?". A volte fondiamo la nostra vita di fede su eventi banali e secondari o la facciamo dipendere dalle emozioni che sperimentiamo, tale che alla prima prova o tentazione tutto traballa e spesso crolla. Chiediamo al Signore di incontrarLo veramente, di fare una reale esperienza di Lui, chiediamo umilmente il dono della vera Fede e l'assistenza dello Spirito che illumini le nostre menti e i nostri cuori, accostiamoci con frequenza ai sacramenti e nutriamoci della Sua Parola. Allora veramente inizieremo a porre le giusta fondamenta nell'edificio della nostra fede e inizieremo ad avere uno sguardo sapienziale che ci permette di gustare in ogni evento la presenza di Dio. Diamo a Dio il giusto tempo, anzi restituiamo a Lui ciò che è Suo.
Festa di San Bartolomeo
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,45-51)
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
Bartolomeo (chiamato nel testo Natanaele) ci insegna come la nostra relazione con Dio non sia per nulla scontata e lineare ma bensì un percorso a ostacoli dove ci si scontra spesso con i nostri pregiudizi e la nostra immatura vita di Fede.
✔️"Da Nazaret può venire qualcosa di buono?": ecco come rischiare di precludersi l'incontro con Dio facendo affidamento sulle nostre errate convinzioni (pregiudizi). Dio si nasconde dentro ogni evento e persona basta avere la pazienza di cercarLo ("Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti" Ef 4,6).
✔️"Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi?". A volte fondiamo la nostra vita di fede su eventi banali e secondari o la facciamo dipendere dalle emozioni che sperimentiamo, tale che alla prima prova o tentazione tutto traballa e spesso crolla. Chiediamo al Signore di incontrarLo veramente, di fare una reale esperienza di Lui, chiediamo umilmente il dono della vera Fede e l'assistenza dello Spirito che illumini le nostre menti e i nostri cuori, accostiamoci con frequenza ai sacramenti e nutriamoci della Sua Parola. Allora veramente inizieremo a porre le giusta fondamenta nell'edificio della nostra fede e inizieremo ad avere uno sguardo sapienziale che ci permette di gustare in ogni evento la presenza di Dio. Diamo a Dio il giusto tempo, anzi restituiamo a Lui ciò che è Suo.
Sabato 25 Agosto
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore
Che bella occasione che ci dai oggi, Gesù, di fermarci e fare un approfondito
esame di coscienza, chiedendoci quali siano le reali motivazioni alla base della nostra vita. Qual è il motore delle nostre scelte e delle nostre azioni? Dovremmo scavare un pò e vedere se alla base di tutto c'è un soddisfacimento sterile ed egoistico del nostre esigenze (nonostante i nostri proclami da perfetti buon samaritani) o se l'Amore gratuito di Dio ha talmente riempito la nostra vita che tutta la nostra esistenza non può che essere una risposta d'Amore a questa immeritata Grazia. Facciamolo con Verità e in umiltà questo esame di coscienza anche perché nel caso contrario prenderemmo in giro solo noi stessi, alimentando la triste ipocrisia della nostra vita.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore
Che bella occasione che ci dai oggi, Gesù, di fermarci e fare un approfondito
esame di coscienza, chiedendoci quali siano le reali motivazioni alla base della nostra vita. Qual è il motore delle nostre scelte e delle nostre azioni? Dovremmo scavare un pò e vedere se alla base di tutto c'è un soddisfacimento sterile ed egoistico del nostre esigenze (nonostante i nostri proclami da perfetti buon samaritani) o se l'Amore gratuito di Dio ha talmente riempito la nostra vita che tutta la nostra esistenza non può che essere una risposta d'Amore a questa immeritata Grazia. Facciamolo con Verità e in umiltà questo esame di coscienza anche perché nel caso contrario prenderemmo in giro solo noi stessi, alimentando la triste ipocrisia della nostra vita.
DOMENICA 26 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Parola del Signore
Gesù, certe volte tu mi chiedi davvero troppo! Mi dici di amare chi mi fa del male, rispettare e amare l’altro come me stesso, essere umile di fronte agli elogi del mondo, andare a Messa anche d’estate… La tua parola spesso è troppo dura per le mie orecchie, così tendo a mormorare, lamentarmi e poi fuggire come un ladro da te.Aiutami a comprendere che non posso scegliere quali aspetti della tua Parola sono utili a me e quali posso scartare perché eccessivamente scomodi o discordanti con il mio modo di vivere.
Con te non esistono scorciatoie, ma solo una via da seguire, una strada complicata, in salita che porta all’AMORE con la A maiuscola. E se questo amore vero sei tu io non posso far altro che rischiare e proseguire anche quando il cammino si fa duro. Da chi andrò se non da te che sei la mia felicità?
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Parola del Signore
Gesù, certe volte tu mi chiedi davvero troppo! Mi dici di amare chi mi fa del male, rispettare e amare l’altro come me stesso, essere umile di fronte agli elogi del mondo, andare a Messa anche d’estate… La tua parola spesso è troppo dura per le mie orecchie, così tendo a mormorare, lamentarmi e poi fuggire come un ladro da te.Aiutami a comprendere che non posso scegliere quali aspetti della tua Parola sono utili a me e quali posso scartare perché eccessivamente scomodi o discordanti con il mio modo di vivere.
Con te non esistono scorciatoie, ma solo una via da seguire, una strada complicata, in salita che porta all’AMORE con la A maiuscola. E se questo amore vero sei tu io non posso far altro che rischiare e proseguire anche quando il cammino si fa duro. Da chi andrò se non da te che sei la mia felicità?
Alcune volte diciamo ‘cristiani a metà cammino’, che non prendono sul serio questo. Siamo santi, giustificati, santificati per il sangue di Cristo: prendere questa santificazione e portarla avanti! E non si prende sul serio! Cristiani tiepidi: ‘Ma, sì, sì; ma, no, no’. Un po’ come dicevano le nostre mamme: ‘cristiano all’acqua di rosa, no!’. Un po’ così… Un po’ di vernice di cristiano, un po’ di vernice di catechesi… Ma dentro non c’è una vera conversione, non c’è questa convinzione di Paolo: ‘Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura, per guadagnare Cristo e essere trovato in Lui’”.
Papa Francesco (discorso a Santa Marta)
Papa Francesco (discorso a Santa Marta)
LUNEDI 27 AGOSTO
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: "Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato". Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: "Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato". Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».
Parola del Signore.
E’ proprio strano sentir parlare Gesù in tono così furioso e minaccioso! Purtroppo allora, come oggi, sono numerose quelle persone che promuovono il male mascherato da bene e chiudono il regno dei cieli davanti alla gente. Gesù le denomina guide cieche che esaltano i beni materiali dimenticando le cose realmente importanti ed essenziali. Signore, aiutami a riconoscere chi vuole portarmi lontano da te con trappole e tranelli e fa che io non possa mai trasformarmi in una guida cieca nei confronti dei fratelli che incontro.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: "Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato". Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: "Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato". Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».
Parola del Signore.
E’ proprio strano sentir parlare Gesù in tono così furioso e minaccioso! Purtroppo allora, come oggi, sono numerose quelle persone che promuovono il male mascherato da bene e chiudono il regno dei cieli davanti alla gente. Gesù le denomina guide cieche che esaltano i beni materiali dimenticando le cose realmente importanti ed essenziali. Signore, aiutami a riconoscere chi vuole portarmi lontano da te con trappole e tranelli e fa che io non possa mai trasformarmi in una guida cieca nei confronti dei fratelli che incontro.