Venerdì 7 settembre
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».
Parola del Signore
«Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?"
La novità che porta Gesù è la gioia di vivere la vita. Siamo spesso convinti che tutto ciò che riguarda il cristianesimo sia noioso, che la fede sia fatta di facce serie e tristi, digiuni, infinite preghiere e una serie di regole da seguire!
Ma quando mai!! I farisei volevano provarci a rendere la religione qualcosa di finto ed esteriore!
Invecè Gesù stravolge sempre tutto! ci invita ad essere nella gioia, a tralasciare la forma e fare festa per questo bellissimo dono che è la Sua presenza.
Questo non vuol dire che i precetti che la chiesa propone siano cose in più da snobbare, ma che essi vanno vissuti come completamento di una fede già viva e di un cuore gioioso.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».
Parola del Signore
«Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?"
La novità che porta Gesù è la gioia di vivere la vita. Siamo spesso convinti che tutto ciò che riguarda il cristianesimo sia noioso, che la fede sia fatta di facce serie e tristi, digiuni, infinite preghiere e una serie di regole da seguire!
Ma quando mai!! I farisei volevano provarci a rendere la religione qualcosa di finto ed esteriore!
Invecè Gesù stravolge sempre tutto! ci invita ad essere nella gioia, a tralasciare la forma e fare festa per questo bellissimo dono che è la Sua presenza.
Questo non vuol dire che i precetti che la chiesa propone siano cose in più da snobbare, ma che essi vanno vissuti come completamento di una fede già viva e di un cuore gioioso.
Sabato 8 settembre
NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA
Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.
Parola del Signore
La nascita di Gesù è un mistero di luce, che si può comprendere solo facendo un passo nel buio della fede! E questo è quello che avviene al povero Giuseppe, che improvvisamente si trova di fronte alla scelta di Maria e del suo "sì" al progetto di Dio. Lei ha avuto fede e a Giuseppe è chiesto di porre la sua fiducia in un piano divino di cui non ha idea! Ma lo avrà pensato: "di tutte le donne che ci sono, giusto questa con una storia incredibile dovevo scegliermi?"! Il fatto è che se lo abbia pensato o meno, alla fine Giuseppe si rende disponibile a Dio, smette di farsi domande e anche lui dice il suo sì.
Quando Dio ci chiama ad aderire a un suo progetto non è necessario capire tutto dall' inizio. A volte ci vuole tempo, silenzio e preghiera affinché le cose divengano chiare: ma intanto il Signore vuole la nostra disponibilità. Non bisogna avere paura, né dubitare: egli ci conduce per mano e ci aiuta a realizzare la nostra vita nella gioia!
NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA
Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.
Parola del Signore
La nascita di Gesù è un mistero di luce, che si può comprendere solo facendo un passo nel buio della fede! E questo è quello che avviene al povero Giuseppe, che improvvisamente si trova di fronte alla scelta di Maria e del suo "sì" al progetto di Dio. Lei ha avuto fede e a Giuseppe è chiesto di porre la sua fiducia in un piano divino di cui non ha idea! Ma lo avrà pensato: "di tutte le donne che ci sono, giusto questa con una storia incredibile dovevo scegliermi?"! Il fatto è che se lo abbia pensato o meno, alla fine Giuseppe si rende disponibile a Dio, smette di farsi domande e anche lui dice il suo sì.
Quando Dio ci chiama ad aderire a un suo progetto non è necessario capire tutto dall' inizio. A volte ci vuole tempo, silenzio e preghiera affinché le cose divengano chiare: ma intanto il Signore vuole la nostra disponibilità. Non bisogna avere paura, né dubitare: egli ci conduce per mano e ci aiuta a realizzare la nostra vita nella gioia!
DOMENICA 9 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,31-37)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Ciascuno di noi è il sordomuto del Vangelo di questa domenica e ciascuno di noi è chi può pregare per un fratello, un amico, perché il Signore compia il miracolo della guarigione del cuore.
Siamo sordi dinanzi ai bisogni del mondo...e, senza andare neanche troppo lontano, siamo sordi dinanzi ai bisogni dell'amico che ci siede accanto. Sordi e muti. Lo vediamo triste e non riusciamo a sentirlo, siamo incapaci di parlare con lui, di chiedergli "come stai?", di dirgli "ti sono vicino qualsiasi cosa tu abbia", oppure semplicemente di affidarlo a Te, di pregare per lui.
Se sapessimo chiederti con il cuore di guarirci, se sapessimo affidarti chi vediamo essere nella sofferenza, siamo certi che tu potresti compiere miracoli!
Signore, concedici la grazia di saper ascoltare anche ciò che chi amiamo ha paura di chiedere ed insegnaci a pregare per chi ci sta accanto, a chiedere, per le nostre infermità e per quelle dei nostri amici, un miracolo.
Sì, Signore perché sei Tu che compi i miracoli, solo Tu! Ed è così che avvengono i miracoli: piedi per terra e occhi verso il cielo!
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,31-37)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Ciascuno di noi è il sordomuto del Vangelo di questa domenica e ciascuno di noi è chi può pregare per un fratello, un amico, perché il Signore compia il miracolo della guarigione del cuore.
Siamo sordi dinanzi ai bisogni del mondo...e, senza andare neanche troppo lontano, siamo sordi dinanzi ai bisogni dell'amico che ci siede accanto. Sordi e muti. Lo vediamo triste e non riusciamo a sentirlo, siamo incapaci di parlare con lui, di chiedergli "come stai?", di dirgli "ti sono vicino qualsiasi cosa tu abbia", oppure semplicemente di affidarlo a Te, di pregare per lui.
Se sapessimo chiederti con il cuore di guarirci, se sapessimo affidarti chi vediamo essere nella sofferenza, siamo certi che tu potresti compiere miracoli!
Signore, concedici la grazia di saper ascoltare anche ciò che chi amiamo ha paura di chiedere ed insegnaci a pregare per chi ci sta accanto, a chiedere, per le nostre infermità e per quelle dei nostri amici, un miracolo.
Sì, Signore perché sei Tu che compi i miracoli, solo Tu! Ed è così che avvengono i miracoli: piedi per terra e occhi verso il cielo!
LUNEDÌ 10 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luce (Lc 6,6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore
Insegnare significa "imprimere segni". È questo quello che Gesù cerca di fare con gli uomini che incontra: lasciare un segno indelebile, che quando penetrato nell'intimo del cuori e della mente non può più essere taciuto o nascosto, ma va tirato fuori. Ecco che la parola insegnamento diventa una faccia della medaglia..l'altra faccia si chiama educazione, che al contrario significa "condurre fuori".
Insegnamento ed educazione non sono due elementi che vanno in contrasto tra loro, ma che convivono e che sono uno la naturale conseguenza dell'altro.
Chi ama educa, imprime segni affinché venga fuori da ciascuno il meglio, affinché ciascuno guarisca dalle infermità e cominci a ragionare con la propria testa, senza preconcetti che spesso sono solo utili ad abbracciare il male anziché il bene.
Anche oggi chi di noi, amando, scommette tutta la sua vita sull'educazione dei cuori e delle coscienze rischia di essere preso di mira dagli scribi e dai farisei del nostro tempo. Ma ciò non deve scoraggiarci... «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
https://youtu.be/UhWAsMvRoww
Dal Vangelo secondo Luce (Lc 6,6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore
Insegnare significa "imprimere segni". È questo quello che Gesù cerca di fare con gli uomini che incontra: lasciare un segno indelebile, che quando penetrato nell'intimo del cuori e della mente non può più essere taciuto o nascosto, ma va tirato fuori. Ecco che la parola insegnamento diventa una faccia della medaglia..l'altra faccia si chiama educazione, che al contrario significa "condurre fuori".
Insegnamento ed educazione non sono due elementi che vanno in contrasto tra loro, ma che convivono e che sono uno la naturale conseguenza dell'altro.
Chi ama educa, imprime segni affinché venga fuori da ciascuno il meglio, affinché ciascuno guarisca dalle infermità e cominci a ragionare con la propria testa, senza preconcetti che spesso sono solo utili ad abbracciare il male anziché il bene.
Anche oggi chi di noi, amando, scommette tutta la sua vita sull'educazione dei cuori e delle coscienze rischia di essere preso di mira dagli scribi e dai farisei del nostro tempo. Ma ciò non deve scoraggiarci... «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
https://youtu.be/UhWAsMvRoww
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Modà - Come l'acqua dentro il mare - Sanremo 2013 - Videoclip ufficiale
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Videoclip ufficiale di Come l'acqua dentro il mare, brano in gara al 63° Festival di Sanremo tratto dal nuovo album dei…
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MARTEDÌ 11 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 12-19)
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Cosa fa Gesù prima di una scelta importante?
Si ritira sul monte a pregare e prega per tutta la notte.
Perché lo fa?
Perché sa che chiedere aiuto al Padre è sicuramente la scelta vincente! Dio non può che volere il bene per i suoi figli ed a chi ha l'umiltà di chiedergli aiuto, a chi si affida a Lui, a chi si mette in silenzio per ascoltare la Sua voce, Dio mette nel cuore le risposte giuste.
Ciò non significa che Dio ci dica letteralmente cosa fare, non potrebbe mai, perché se lo facesse significherebbe trattare noi come dei burattini o dei robot che eseguono ordini.
Lui ci ha donato la libertà prima di ogni cosa e nella libertà orienta verso il bene il cuore e le azioni di chi si mette in ascolto!
Cosa faccio io prima delle mie scelte importanti? Mi fermo e prego oppure mi affido alla sorte, lanciando una monetina in aria per fare testa o croce?
https://youtu.be/UgUlxkSqH8E
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 12-19)
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Cosa fa Gesù prima di una scelta importante?
Si ritira sul monte a pregare e prega per tutta la notte.
Perché lo fa?
Perché sa che chiedere aiuto al Padre è sicuramente la scelta vincente! Dio non può che volere il bene per i suoi figli ed a chi ha l'umiltà di chiedergli aiuto, a chi si affida a Lui, a chi si mette in silenzio per ascoltare la Sua voce, Dio mette nel cuore le risposte giuste.
Ciò non significa che Dio ci dica letteralmente cosa fare, non potrebbe mai, perché se lo facesse significherebbe trattare noi come dei burattini o dei robot che eseguono ordini.
Lui ci ha donato la libertà prima di ogni cosa e nella libertà orienta verso il bene il cuore e le azioni di chi si mette in ascolto!
Cosa faccio io prima delle mie scelte importanti? Mi fermo e prego oppure mi affido alla sorte, lanciando una monetina in aria per fare testa o croce?
https://youtu.be/UgUlxkSqH8E
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"La preghiera fa miracoli, ma dobbiamo credere!". Omelia di Papa Francesco del 20 maggio 2013
"Tutti noi abbiamo un pezzo di incredulità, dentro". "E' necessaria una preghiera forte, e questa preghiera umile e forte fa che Gesù possa fare il miracolo. La preghiera per chiedere un miracolo, per chiedere un'azione straordinaria dev'essere una preghiera…
MERCOLEDÌ 12 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,20-26)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Il Vangelo delle beatitudini è la più bella promessa d'amore fatta da Gesù a noi.
Il Vangelo delle beatitudini è il Vangelo di coloro che sono felici nonostante tutto, cioè nonostante la sofferenza, la povertà, la fame, il disprezzo degli amici.
Forse sarebbe stato più facile per Gesù dirci direttamente: "Vi concedo la felicità assoluta"! Avrebbe potuto farlo (Nulla è impossibile a Dio). Ma ci saremmo decisamente annoiati. Quindi Lui è lì e ci promette la felicità anche nelle situazioni difficili.
La felicità è il dono di chi accoglie e vive la vita come un dono in ogni momento.
La felicità è il dono di chi vive la vita abbracciando la croce di Cristo e non caricandola sulle spalle come una pesante zavorra.
Guai a chi non cerca la felicità in ogni istante!
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,20-26)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Il Vangelo delle beatitudini è la più bella promessa d'amore fatta da Gesù a noi.
Il Vangelo delle beatitudini è il Vangelo di coloro che sono felici nonostante tutto, cioè nonostante la sofferenza, la povertà, la fame, il disprezzo degli amici.
Forse sarebbe stato più facile per Gesù dirci direttamente: "Vi concedo la felicità assoluta"! Avrebbe potuto farlo (Nulla è impossibile a Dio). Ma ci saremmo decisamente annoiati. Quindi Lui è lì e ci promette la felicità anche nelle situazioni difficili.
La felicità è il dono di chi accoglie e vive la vita come un dono in ogni momento.
La felicità è il dono di chi vive la vita abbracciando la croce di Cristo e non caricandola sulle spalle come una pesante zavorra.
Guai a chi non cerca la felicità in ogni istante!
GIOVEDÌ 13 SETTEMBRE
San Giovanni Crisostomo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Meditare la Parola di Dio significa scavare nella propria vita mettendo a confronto i nostri fatti di ogni giorno con la vita vissuta come Gesù ci suggerisce.
Così la Parola diventa metro di valutazione per capire se siamo sulla strada giusta!!!
Ecco che la Parola di Dio di oggi sicuramente ci farà pensare a quell'amico che ci ha traditi, che ci ha fatto male al punto da non sapere più se di fronte abbiamo ancora un amico o un nemico.
Spesso purtroppo ciò che più di tutto condiziona le nostre relazioni sono le aspettative!
Ciascuno desidera che gli altri si comportino in un determinato modo e se non lo fanno... Se non lo fanno son guai! Chiudiamo con tutto e con tutti perché ci sentiamo delusi, amareggiati, traditi, sentiamo che il nostro amore non è stato ricambiato e non siamo più disposti a sopportare nulla.
È lì che viene il bello...a confronto con la Parola di Dio ci viene proposto non solo un cambio di prospettiva, ma addirittura un premio se riusciamo ad essere così: rivoluzionari nell'amore!
"Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande".
Non è facile, ci vuole un esercizio costante e tanta pazienza... Però non è neppure impossible!
Gesù ci chiede di vivere le relazioni da testimoni dell'Amore che (per dirla alla San Paolo) "tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".
Siamo disposti a farlo?
https://youtu.be/u9x2aXyBVDI
San Giovanni Crisostomo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Meditare la Parola di Dio significa scavare nella propria vita mettendo a confronto i nostri fatti di ogni giorno con la vita vissuta come Gesù ci suggerisce.
Così la Parola diventa metro di valutazione per capire se siamo sulla strada giusta!!!
Ecco che la Parola di Dio di oggi sicuramente ci farà pensare a quell'amico che ci ha traditi, che ci ha fatto male al punto da non sapere più se di fronte abbiamo ancora un amico o un nemico.
Spesso purtroppo ciò che più di tutto condiziona le nostre relazioni sono le aspettative!
Ciascuno desidera che gli altri si comportino in un determinato modo e se non lo fanno... Se non lo fanno son guai! Chiudiamo con tutto e con tutti perché ci sentiamo delusi, amareggiati, traditi, sentiamo che il nostro amore non è stato ricambiato e non siamo più disposti a sopportare nulla.
È lì che viene il bello...a confronto con la Parola di Dio ci viene proposto non solo un cambio di prospettiva, ma addirittura un premio se riusciamo ad essere così: rivoluzionari nell'amore!
"Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande".
Non è facile, ci vuole un esercizio costante e tanta pazienza... Però non è neppure impossible!
Gesù ci chiede di vivere le relazioni da testimoni dell'Amore che (per dirla alla San Paolo) "tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".
Siamo disposti a farlo?
https://youtu.be/u9x2aXyBVDI
YouTube
AMA E FATTI AMARE E SII FELICE I Dieci Comandamenti - Roberto Benigni
Amare e la Felicità
I Dieci Comandamenti - Roberto Benigni
Musica - Ludovico Einaudi
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VENERDÌ 14 SETTEMBRE
Esaltazione della Santa Croce
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore
Qual è il tuo obiettivo? Verso dove stai correndo? Dove vuoi arrivare?
Bisogna sempre avere chiara la meta e la motivazione con cui si corre!
Il cielo dovrebbe essere la nostra meta...la vita eterna!
Il modo in cui percorrerla ce l'ha insegnato un uomo, mandato dall'alto (anzi dall'Altissimo). Era il figlio di Dio ma era al contempo un essere umano come noi, che ha conosciuto la bellezza e la fragilità dell'essere uomo, che ha vissuto la croce trasformandola, dopo esservi innalzato, nella più bella dichiarazione d'amore all'umanità!
La vita eterna passa obbligatoriamente attraverso una vita di croce, passa dal dolore, dalla sofferenza, dalla mortificazione che, se vissute con Amore, purificano, innalzano, forgiano!
Che ciascuno di noi possa essere come l'oro...provato dal fuoco! Cioè che ciascuno di noi, nelle avversità, possa dare il meglio di se.
👉 "Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui" (Sir 2,4-6).
Esaltazione della Santa Croce
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Parola del Signore
Qual è il tuo obiettivo? Verso dove stai correndo? Dove vuoi arrivare?
Bisogna sempre avere chiara la meta e la motivazione con cui si corre!
Il cielo dovrebbe essere la nostra meta...la vita eterna!
Il modo in cui percorrerla ce l'ha insegnato un uomo, mandato dall'alto (anzi dall'Altissimo). Era il figlio di Dio ma era al contempo un essere umano come noi, che ha conosciuto la bellezza e la fragilità dell'essere uomo, che ha vissuto la croce trasformandola, dopo esservi innalzato, nella più bella dichiarazione d'amore all'umanità!
La vita eterna passa obbligatoriamente attraverso una vita di croce, passa dal dolore, dalla sofferenza, dalla mortificazione che, se vissute con Amore, purificano, innalzano, forgiano!
Che ciascuno di noi possa essere come l'oro...provato dal fuoco! Cioè che ciascuno di noi, nelle avversità, possa dare il meglio di se.
👉 "Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui" (Sir 2,4-6).
SABATO 15 SETTEMBRE
Beata Vergine Maria Addolorata
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,43-49)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore
Dove stai costruendo la tua casa?
Non stiamo parlando di una tenda o di una costruzione fatta con i lego, ma della tua casa!
Hai scavato bene per fare delle fondamenta profonde e robuste? A che piano della costruzione sei arrivato?
Che casa stai costruendo? Una villetta o un grattacielo?
Mettici passione, amore, dedizione, attenzione...
Affida la costruzione ed il tuo lavoro a Dio, ogni giorno. Costruiscila con la preghiera 🙏
Dedica tempo a quella casa perché lì vivranno i tuoi figli ed il ricordo della tua casa sarà tramandato ai figli dei tuoi figli ed ai figli dei figli dei tuoi figli!
Loro saranno i tuoi frutti! Se la tua casa è accogliente, se il tuo albero è sano e forte, i suoi frutti saranno succosi e dolci!
Tutto dipende da te, tutto dipende da ciò che decidi di fare oggi, dal terreno in cui decidi di costruire la casa o piantare l'albero!
Poi, con la grazia di Dio, arriveranno i frutti!
https://youtu.be/kgt91OWfcfw
Beata Vergine Maria Addolorata
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,43-49)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore
Dove stai costruendo la tua casa?
Non stiamo parlando di una tenda o di una costruzione fatta con i lego, ma della tua casa!
Hai scavato bene per fare delle fondamenta profonde e robuste? A che piano della costruzione sei arrivato?
Che casa stai costruendo? Una villetta o un grattacielo?
Mettici passione, amore, dedizione, attenzione...
Affida la costruzione ed il tuo lavoro a Dio, ogni giorno. Costruiscila con la preghiera 🙏
Dedica tempo a quella casa perché lì vivranno i tuoi figli ed il ricordo della tua casa sarà tramandato ai figli dei tuoi figli ed ai figli dei figli dei tuoi figli!
Loro saranno i tuoi frutti! Se la tua casa è accogliente, se il tuo albero è sano e forte, i suoi frutti saranno succosi e dolci!
Tutto dipende da te, tutto dipende da ciò che decidi di fare oggi, dal terreno in cui decidi di costruire la casa o piantare l'albero!
Poi, con la grazia di Dio, arriveranno i frutti!
https://youtu.be/kgt91OWfcfw
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Questa è la mia casa - Lorenzo Jovanotti Cherubini
Questa è la mia casa.
L'albero 1997
O signore dell'universo
ascolta questo figlio disperso
che ha perso il filo e non sa dov'è
e che non sa neanche più parlare con te.
Ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino
e un Buddha sereno sopra il comodino…
L'albero 1997
O signore dell'universo
ascolta questo figlio disperso
che ha perso il filo e non sa dov'è
e che non sa neanche più parlare con te.
Ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino
e un Buddha sereno sopra il comodino…
DOMENICA 16 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-35) In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
In tanti momenti della nostra vita sentiamo persone che ci parlano di Gesù: quando siamo a Messa o in oratorio ci vengono dette parole di bene, quando siamo con altri gruppi di amici alcuni bestemmiano o ne parlano male.
La vera domanda è: io da che parte sto?
Preso dall’enfasi e da buon animatore come Pietro anche io risponderei subito “«Tu sei il Cristo», io sono tuo amico e sono sempre dalla tua parte!”, ma quando poi mi trovo in situazioni di fatica ecco che (sempre come ha fatto Pietro) mi viene da pensare: “Signore, aspetta un po’…non dire così, le tue parole sono difficili da vivere; cambiale!!”
Ogni mattina ho la possibilità di dimostrare (principalmente di dimostrarmi) la mia FEDEltà scegliendo di voler seguire il Signore nonostante le difficoltà quotidiane, perché prendere la propria croce significa accettare tutto per Amore suo.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-35) In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
In tanti momenti della nostra vita sentiamo persone che ci parlano di Gesù: quando siamo a Messa o in oratorio ci vengono dette parole di bene, quando siamo con altri gruppi di amici alcuni bestemmiano o ne parlano male.
La vera domanda è: io da che parte sto?
Preso dall’enfasi e da buon animatore come Pietro anche io risponderei subito “«Tu sei il Cristo», io sono tuo amico e sono sempre dalla tua parte!”, ma quando poi mi trovo in situazioni di fatica ecco che (sempre come ha fatto Pietro) mi viene da pensare: “Signore, aspetta un po’…non dire così, le tue parole sono difficili da vivere; cambiale!!”
Ogni mattina ho la possibilità di dimostrare (principalmente di dimostrarmi) la mia FEDEltà scegliendo di voler seguire il Signore nonostante le difficoltà quotidiane, perché prendere la propria croce significa accettare tutto per Amore suo.
LUNEDì 17 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,1-10) In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Il Vangelo ci racconta di tante persone che incontrando Gesù “misurano” la loro Fede. Alcuni che sembrano i più pronti si dimostrano essere gli ultimi poiché non hanno nel cuore la legge del Signore, i poveri si mostrano i più buoni e generosi ed é in quel momento che tanti peccatori si convertono, etc.
E io? Come sarebbe il mio livello di fede se in questo momento dovessi farne un bilancio?
Non divento fedele improvvisamente, ma mi scopro fedele quando curo la mia relazione con quel Dio che mi ha creato e che vuole il meglio per me, quando cerco di fare la sua volontà, quando mi scopro capace di rinunciare ad un po’ di me per seguire Lui.
Il primo step per ricominciare/ripartire/costruire in questa relazione é una bella confessione che mi dia la spinta e la consapevolezza che il Signore non mi vuole bene per i miei pregi ma mi ama nonostante il mio peccato!
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,1-10) In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Il Vangelo ci racconta di tante persone che incontrando Gesù “misurano” la loro Fede. Alcuni che sembrano i più pronti si dimostrano essere gli ultimi poiché non hanno nel cuore la legge del Signore, i poveri si mostrano i più buoni e generosi ed é in quel momento che tanti peccatori si convertono, etc.
E io? Come sarebbe il mio livello di fede se in questo momento dovessi farne un bilancio?
Non divento fedele improvvisamente, ma mi scopro fedele quando curo la mia relazione con quel Dio che mi ha creato e che vuole il meglio per me, quando cerco di fare la sua volontà, quando mi scopro capace di rinunciare ad un po’ di me per seguire Lui.
Il primo step per ricominciare/ripartire/costruire in questa relazione é una bella confessione che mi dia la spinta e la consapevolezza che il Signore non mi vuole bene per i miei pregi ma mi ama nonostante il mio peccato!
MARTEDì 18 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,11-17) In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Apparentemente Gesù è in cammino senza meta. In realtà, arriva inaspettato dove c'è bisogno di lui.
Si incontrano così il corteo di Gesù che dona la vita e la processione della morte: con poche parole ci viene raccontato questo miracolo…questa volta nessuno si avvicina a Gesù, nessuno lo implora o gli chiede un gesto, semplicemente Lui si avvicina, la guarda e mosso a compassione resuscita il ragazzo.
E’ il Gesù che entra nella mia quotidianità, nel mio dolore e nella mia fatica e, se glielo permetto, vuole cambiare radicalmente la mia vita. E’ un Gesù presente, un Gesù che mi viene a cercare e che non si arrende anche quando sembra detta l’ultima parola. Il suo amore misericordioso è la sua ultima parola.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,11-17) In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Apparentemente Gesù è in cammino senza meta. In realtà, arriva inaspettato dove c'è bisogno di lui.
Si incontrano così il corteo di Gesù che dona la vita e la processione della morte: con poche parole ci viene raccontato questo miracolo…questa volta nessuno si avvicina a Gesù, nessuno lo implora o gli chiede un gesto, semplicemente Lui si avvicina, la guarda e mosso a compassione resuscita il ragazzo.
E’ il Gesù che entra nella mia quotidianità, nel mio dolore e nella mia fatica e, se glielo permetto, vuole cambiare radicalmente la mia vita. E’ un Gesù presente, un Gesù che mi viene a cercare e che non si arrende anche quando sembra detta l’ultima parola. Il suo amore misericordioso è la sua ultima parola.
MERCOLEDì 19 SETTEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,31-35) In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
E’ incredibile pensare a quanto il Vangelo possa essere sempre così attuale: quante voci ogni giorno sentiamo che si lamentano della chiesa, dei consacrati, addirittura del Papa.
E’ un po’ così, sembra che non ci sia mai nulla che ci piaccia al 100% perché rischiamo di soffermarci troppo sul particolare che non ci aggrada senza andare in profondità e vedere l’immenso tesoro che ci viene donato. Ma alla fine tutte le nostre lamentele ci lasciano con in mano il nulla e in bocca il gusto amaro del disprezzo.
“Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli”: sapere deriva dalla parola latina “sapĕre” che significa “dare gusto”.
Essere sapienti significa saper vivere una vita buona, con un buon sapore. Un’arma potente contro la lamentela è il ringraziamento. Dobbiamo riabituarci a ringraziare per tutto il bene che ci viene donato: come potremo allora lamentarci di ciò che ci circonda dopo esserci ricordati che è tutto un dono di Dio?
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,31-35) In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
E’ incredibile pensare a quanto il Vangelo possa essere sempre così attuale: quante voci ogni giorno sentiamo che si lamentano della chiesa, dei consacrati, addirittura del Papa.
E’ un po’ così, sembra che non ci sia mai nulla che ci piaccia al 100% perché rischiamo di soffermarci troppo sul particolare che non ci aggrada senza andare in profondità e vedere l’immenso tesoro che ci viene donato. Ma alla fine tutte le nostre lamentele ci lasciano con in mano il nulla e in bocca il gusto amaro del disprezzo.
“Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli”: sapere deriva dalla parola latina “sapĕre” che significa “dare gusto”.
Essere sapienti significa saper vivere una vita buona, con un buon sapore. Un’arma potente contro la lamentela è il ringraziamento. Dobbiamo riabituarci a ringraziare per tutto il bene che ci viene donato: come potremo allora lamentarci di ciò che ci circonda dopo esserci ricordati che è tutto un dono di Dio?