Martedì, 9 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t?importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c?è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
"Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c?è bisogno". Chi non si è mai sentito chiamato in causa da questa "tirata d'orecchio" da parte del Maestro? Soprattutto quanti sono impegnati in una comunità parrocchiale, chi di loro non si è mai chiesto se i troppi "impegni" alla lunga non facciano perdere di vista il vero obiettivo, l'essenziale, ovvero stare ai piedi del Signore e ascoltare la sua parola? Forse, a causa della nostra poca fiducia nella sua Provvidenza, Gesù avverte la necessità di ritornare più volte su questo argomento nel Vangelo: "Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro" Mt, 6, 26-29. Gesù ovviamente non ci chiede di darci all'ozio, stando tutto il tempo senza far nulla ("chi non lavora, neppure mangi!" dice l'Apostolo), ma quando viene da noi, nella "nostra casa", quando ha bisogno di stare con noi e di parlarci, non possiamo rispondere "Signore, passa domani, perché oggi ho da fare!"
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t?importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c?è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
"Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c?è bisogno". Chi non si è mai sentito chiamato in causa da questa "tirata d'orecchio" da parte del Maestro? Soprattutto quanti sono impegnati in una comunità parrocchiale, chi di loro non si è mai chiesto se i troppi "impegni" alla lunga non facciano perdere di vista il vero obiettivo, l'essenziale, ovvero stare ai piedi del Signore e ascoltare la sua parola? Forse, a causa della nostra poca fiducia nella sua Provvidenza, Gesù avverte la necessità di ritornare più volte su questo argomento nel Vangelo: "Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro" Mt, 6, 26-29. Gesù ovviamente non ci chiede di darci all'ozio, stando tutto il tempo senza far nulla ("chi non lavora, neppure mangi!" dice l'Apostolo), ma quando viene da noi, nella "nostra casa", quando ha bisogno di stare con noi e di parlarci, non possiamo rispondere "Signore, passa domani, perché oggi ho da fare!"
Mercoledì, 10 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-4)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
La preghiera, a un occhio profano, sembra un atto egoistico di Dio: un modo in cui il creatore impone la sua superiorità, si presenta come entità da supplicare in caso di difficoltà. Ma quelle difficoltà, quelle crisi esistenzuali di ognuno, Lui, in virtù della sua onnipotenza e onniscienza, non dovrebbe già conoscerle?
Chi ha fatto esperienza del valore rigenerante della preghiera, però, sa che non è questa la prospettiva da cui guardare al significato della preghiera per arrivare a comprenderlo. Dio non gode dell'essere pregato. Non si sente più importante perché l'umanità gli manifesta le sue miserie. Semplicemente Dio desidera che i suoi figli gli parlino, che non si dimentichino di lui. È per questo che Gesù nel rispondere alla domanda dei discepoli pronuncia una formula semplice e diretta di preghiera. Un tu per tu con il Padre che non è affatto scontato. Si potrebbe fare a meno di stare lì a ripetere i Padre Nostro e magari anche le Ave Maria sui grani di un Rosario? Certo che sì. La vita continuerebbe lo stesso? Certo che sì. Ma che figli sarebbero quelli che non parlano con il Padre e che non riconoscono in lui l'unico in grado di consigliarli e magari aiutarli nelle prove della vita?
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-4)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
La preghiera, a un occhio profano, sembra un atto egoistico di Dio: un modo in cui il creatore impone la sua superiorità, si presenta come entità da supplicare in caso di difficoltà. Ma quelle difficoltà, quelle crisi esistenzuali di ognuno, Lui, in virtù della sua onnipotenza e onniscienza, non dovrebbe già conoscerle?
Chi ha fatto esperienza del valore rigenerante della preghiera, però, sa che non è questa la prospettiva da cui guardare al significato della preghiera per arrivare a comprenderlo. Dio non gode dell'essere pregato. Non si sente più importante perché l'umanità gli manifesta le sue miserie. Semplicemente Dio desidera che i suoi figli gli parlino, che non si dimentichino di lui. È per questo che Gesù nel rispondere alla domanda dei discepoli pronuncia una formula semplice e diretta di preghiera. Un tu per tu con il Padre che non è affatto scontato. Si potrebbe fare a meno di stare lì a ripetere i Padre Nostro e magari anche le Ave Maria sui grani di un Rosario? Certo che sì. La vita continuerebbe lo stesso? Certo che sì. Ma che figli sarebbero quelli che non parlano con il Padre e che non riconoscono in lui l'unico in grado di consigliarli e magari aiutarli nelle prove della vita?
11 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,5-13)
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Parola del Signore
Il Vangelo di oggi lo possiamo dividere in due parti. La prima é rappresentata dalla frase: ”almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.” É un chiaro invito alla preghiera! Il Signore si definisce nostro amico, che anche a mezzanotte ci ascolta e ci risponde! Il Signore in questo Vangelo ci sprona a pregare, a parlare con Lui anche dei nostri amici, familiari! Pregare per qualcuno che sta attraversando un momento difficile, chiedendo al Signore la forza e la guida per aiutarlo! La seconda parte é caratterizzata dalla frase:”quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”.Il Signore si definisce Padre che ci fa un dono grande: lo Spirito Santo! Questo dono é qualcosa da chiedere al Signore con la preghiera. Invochiamo lo Spirito Santo all’inizio di questa giornata, per avere la forza di affrontarla, il coraggio di viverla, l’intelligenza nelle scelte!
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,5-13)
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Parola del Signore
Il Vangelo di oggi lo possiamo dividere in due parti. La prima é rappresentata dalla frase: ”almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.” É un chiaro invito alla preghiera! Il Signore si definisce nostro amico, che anche a mezzanotte ci ascolta e ci risponde! Il Signore in questo Vangelo ci sprona a pregare, a parlare con Lui anche dei nostri amici, familiari! Pregare per qualcuno che sta attraversando un momento difficile, chiedendo al Signore la forza e la guida per aiutarlo! La seconda parte é caratterizzata dalla frase:”quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”.Il Signore si definisce Padre che ci fa un dono grande: lo Spirito Santo! Questo dono é qualcosa da chiedere al Signore con la preghiera. Invochiamo lo Spirito Santo all’inizio di questa giornata, per avere la forza di affrontarla, il coraggio di viverla, l’intelligenza nelle scelte!
12 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,15-26)
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Anche Gesù costantemente veniva messo alla prova. Chi non lo aveva capito, chi vedeva intaccati i propri privilegi, i primi che venivano messi da Gesù agli ultimi posti...sono questi i Suoi principali accusatori. Gesù ha sempre validi argomenti per rispondere tono su tono, per far zittire, vergognare i suoi oppositori...I validi argomenti sono lì alla portata di tutti noi...sono scritti nel Vangelo! Inoltre il Signore ci invita all’unità...un regno diviso in se stesso va alla rovina...non c’è altro epilogo. La Chiesa ha bisogno di unità, questa unità non é data dagli edifici ma bensì dai credenti come noi! Sei pronto a testimoniare con la tua vita il Vangelo, fare la tua parte per l’unità della Chiesa? É ciò che chiede il Santo Padre in questo mese di ottobre; invitandoci a pregare il rosario! L’unità della Chiesa dipende anche da te!
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,15-26)
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Anche Gesù costantemente veniva messo alla prova. Chi non lo aveva capito, chi vedeva intaccati i propri privilegi, i primi che venivano messi da Gesù agli ultimi posti...sono questi i Suoi principali accusatori. Gesù ha sempre validi argomenti per rispondere tono su tono, per far zittire, vergognare i suoi oppositori...I validi argomenti sono lì alla portata di tutti noi...sono scritti nel Vangelo! Inoltre il Signore ci invita all’unità...un regno diviso in se stesso va alla rovina...non c’è altro epilogo. La Chiesa ha bisogno di unità, questa unità non é data dagli edifici ma bensì dai credenti come noi! Sei pronto a testimoniare con la tua vita il Vangelo, fare la tua parte per l’unità della Chiesa? É ciò che chiede il Santo Padre in questo mese di ottobre; invitandoci a pregare il rosario! L’unità della Chiesa dipende anche da te!
13 ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,27-28)
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Parola del Signore
Gesù é sempre stato un innovatore, ha sempre guardato avanti, non si é mai fermato di fronte agli errori, alle cadute, al passato! Pensa ai sacramenti: Il battesimo ci fa entrare nella vita Cristiana; la Comunione ci slancia con vigore alla vita intima con Lui; la confessione ci fa guardare all’uomo nuovo che dobbiamo essere; la cresima da un per sempre al nostro si come cristiani; il matrimonio una unione di un uomo ed una donna che si promettono fedeltà, amore e onore per tutti i giorni della loro vita; l’ordine sacro come un si a vivere da Suo discepolo; l’Unione degli infermi ci permetterà di essere pronti all’ingresso in Paradiso. Tutti i sacramenti sono proiettati all’uomo nuovo! C’è sempre un prima ed un dopo! Non bisogna cullarsi su quanto di buono si é già fatto (beato il grembo che ti ha partorito) ma occorre continuare a fare del bene, ad essere Cristiano autentico ogni giorno della nostra vita!
Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,27-28)
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Parola del Signore
Gesù é sempre stato un innovatore, ha sempre guardato avanti, non si é mai fermato di fronte agli errori, alle cadute, al passato! Pensa ai sacramenti: Il battesimo ci fa entrare nella vita Cristiana; la Comunione ci slancia con vigore alla vita intima con Lui; la confessione ci fa guardare all’uomo nuovo che dobbiamo essere; la cresima da un per sempre al nostro si come cristiani; il matrimonio una unione di un uomo ed una donna che si promettono fedeltà, amore e onore per tutti i giorni della loro vita; l’ordine sacro come un si a vivere da Suo discepolo; l’Unione degli infermi ci permetterà di essere pronti all’ingresso in Paradiso. Tutti i sacramenti sono proiettati all’uomo nuovo! C’è sempre un prima ed un dopo! Non bisogna cullarsi su quanto di buono si é già fatto (beato il grembo che ti ha partorito) ma occorre continuare a fare del bene, ad essere Cristiano autentico ogni giorno della nostra vita!
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30)
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore
Fin quando facciamo consistere la felicità nelle nostre belle qualità, nei nostri successi, nelle cose che possediamo, nell'affetto dei nostri cari o almeno solamente in queste cose siamo ancora davvero distanti dalla felicità cristiana, che poi d'altronde è l'unica vera, perchè è quella che non passa. La Felicità, con la F maiuscola, è un volto, uno storia, un'evento: Gesù Cristo e la storia d'Amore che ha vissuto e vuole vivere con ciascuno di noi. Eh si Lui l'ha già vissuta, ci ha amati d'anticipo, totalmente e gratuitamente, non aspettando la nostra risposta, non obbligandoci a ricambiarlo, proprio come fa una madre o un padre con un figlio. E ci ha amati per davvero fino a donare la sua vita, fino a donarCI la sua vita. Questa è logica di Dio, del Dio Buono del cristianesimo. Lui è la fonte inesauribile e gratuita della Vita, Lui è tutto ciò che conta veramente. Adesso tocca a noi scegliere liberamente. Le alternative sono due e non ce ne sono altre: o riconosciamo e sperimentiamo il Suo immenso Amore per noi e a quel punto non possiamo che vivere di quell'Amore che da senso ad OGNI cosa o continuiamo a illuderci che siamo noi e le nostre conquiste a dar senso alla nostra vita, in tal caso dobbiamo inevitabilmente prepararci a rimanere, presto o tardi, con il sedere per terra.
Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30)
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore
Fin quando facciamo consistere la felicità nelle nostre belle qualità, nei nostri successi, nelle cose che possediamo, nell'affetto dei nostri cari o almeno solamente in queste cose siamo ancora davvero distanti dalla felicità cristiana, che poi d'altronde è l'unica vera, perchè è quella che non passa. La Felicità, con la F maiuscola, è un volto, uno storia, un'evento: Gesù Cristo e la storia d'Amore che ha vissuto e vuole vivere con ciascuno di noi. Eh si Lui l'ha già vissuta, ci ha amati d'anticipo, totalmente e gratuitamente, non aspettando la nostra risposta, non obbligandoci a ricambiarlo, proprio come fa una madre o un padre con un figlio. E ci ha amati per davvero fino a donare la sua vita, fino a donarCI la sua vita. Questa è logica di Dio, del Dio Buono del cristianesimo. Lui è la fonte inesauribile e gratuita della Vita, Lui è tutto ciò che conta veramente. Adesso tocca a noi scegliere liberamente. Le alternative sono due e non ce ne sono altre: o riconosciamo e sperimentiamo il Suo immenso Amore per noi e a quel punto non possiamo che vivere di quell'Amore che da senso ad OGNI cosa o continuiamo a illuderci che siamo noi e le nostre conquiste a dar senso alla nostra vita, in tal caso dobbiamo inevitabilmente prepararci a rimanere, presto o tardi, con il sedere per terra.
"Io sono libero di essere chi sono: figlio di un Re,
Io sono libero di essere me stesso insieme a te Gesù"
https://www.youtube.com/watch?v=KzYGzD4r3f0&list=PLccGBRYjFhGbfchKb3BeaT9qJS0x9aGIu
Io sono libero di essere me stesso insieme a te Gesù"
https://www.youtube.com/watch?v=KzYGzD4r3f0&list=PLccGBRYjFhGbfchKb3BeaT9qJS0x9aGIu
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Reale - Sono figlio di un Re - (Official Music Video)
Music video by Reale performing "Sono figlio di un Re" (Official Music Video). ℗© 2015 Reale. All rights reserved. Unauthorized reproduction is a violation o...
Lunedì 15 Ottobre
Santa Teresa d'Avila
Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore
Signore tu ci conosci troppo bene e sai che è nella natura umana cercare sempre segni che rafforzino le nostre convinzioni. Vogliamo sempre metterci il dito, toccare con mano, come Tommaso. Vogliamo fare esperienza della tua presenza! Solo che con te il meccanismo funziona al contrario. Non si può sperimentare per credere ma bisogna credere per sperimentare. Non è un caso che per volare bisogna prima gettarsi nel vuoto. Bisogna indossare le lenti della fede per poter iniziare a scrutare la presenza di Dio in ogni evento della vita. Fin quando guardiamo un film in 3D senza gli occhiali adeguati tutti ci sembra normale, ma appena indossiamo gli occhiali 3D tutto acquista una nuova prospettiva. I nostri occhiali 3D sono appunto il nostro atto di Fede, è decidersi per Dio per permettere a Dio di essere il Signore della nostra vita, è fidarci di Gesù e del Suo Vangelo. A quel punto tutto acquista un senso nuovo...tutto mi parla di Dio!
Santa Teresa d'Avila
Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore
Signore tu ci conosci troppo bene e sai che è nella natura umana cercare sempre segni che rafforzino le nostre convinzioni. Vogliamo sempre metterci il dito, toccare con mano, come Tommaso. Vogliamo fare esperienza della tua presenza! Solo che con te il meccanismo funziona al contrario. Non si può sperimentare per credere ma bisogna credere per sperimentare. Non è un caso che per volare bisogna prima gettarsi nel vuoto. Bisogna indossare le lenti della fede per poter iniziare a scrutare la presenza di Dio in ogni evento della vita. Fin quando guardiamo un film in 3D senza gli occhiali adeguati tutti ci sembra normale, ma appena indossiamo gli occhiali 3D tutto acquista una nuova prospettiva. I nostri occhiali 3D sono appunto il nostro atto di Fede, è decidersi per Dio per permettere a Dio di essere il Signore della nostra vita, è fidarci di Gesù e del Suo Vangelo. A quel punto tutto acquista un senso nuovo...tutto mi parla di Dio!
"mi chiedi di fidarmi, di tuffarmi in Te
e senza reti salto io
oltre i miei limiti e paure
tra le tue braccia accogli me, piccolo acrobata...
...Ogni colore mi parla di te"
https://www.youtube.com/watch?v=K3qy0NNTJ6Q
e senza reti salto io
oltre i miei limiti e paure
tra le tue braccia accogli me, piccolo acrobata...
...Ogni colore mi parla di te"
https://www.youtube.com/watch?v=K3qy0NNTJ6Q
YouTube
Piccolo acrobata - Lyrics
Piccolo acrobata Testo: Sergio Petrarca, Laura Sempi; Musica: Sergio Petrarca Canta: Monica Gesmundo - Ogni colore mi parla di Te - 2016 - Sergio Petrarca ht...
Martedì 16 Ottobre
Dal Vangelo secondo Luca (1,37-41)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Parola del Signore
Quanto è grande il rischio di vivere la fede come sterile osservanza esterna di norme o precetti e passare tutta la vita a sperimentare la nostra incapacità di rispettarli tutti, deprimendoci, o ancor peggio puntare costantemente il dito sugli altri e le loro incoerenze, insuperbendoci. Che vita triste che sarebbe! Quanto è bello invece lasciare che Dio operi a cuore aperto nella nostra vita, modellando il nostro cuore sul Suo. Concentrare tutte le nostre forze, aiutati dallo Spirito, nell'interiorizzare la sua Parola perchè diventi lampada ai nostri passi e dia forza e direzione alla nostra volontà. Magari continueremo a fare sempre gli stessi errori ma sperimenteremo dentro la pace e la serenità di chi sta cercando con molta umiltà di fare la volontà di Dio. I nostri errori poi ci aiuteranno a non puntare il dito sugli altri anche perchè solo Dio conosce il cuore dell'uomo.
Dal Vangelo secondo Luca (1,37-41)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Parola del Signore
Quanto è grande il rischio di vivere la fede come sterile osservanza esterna di norme o precetti e passare tutta la vita a sperimentare la nostra incapacità di rispettarli tutti, deprimendoci, o ancor peggio puntare costantemente il dito sugli altri e le loro incoerenze, insuperbendoci. Che vita triste che sarebbe! Quanto è bello invece lasciare che Dio operi a cuore aperto nella nostra vita, modellando il nostro cuore sul Suo. Concentrare tutte le nostre forze, aiutati dallo Spirito, nell'interiorizzare la sua Parola perchè diventi lampada ai nostri passi e dia forza e direzione alla nostra volontà. Magari continueremo a fare sempre gli stessi errori ma sperimenteremo dentro la pace e la serenità di chi sta cercando con molta umiltà di fare la volontà di Dio. I nostri errori poi ci aiuteranno a non puntare il dito sugli altri anche perchè solo Dio conosce il cuore dell'uomo.
"Dove te ne stai andando, amico mio
Forse torno a casa
C'è qualcuno che mi aspetta e finalmente
Sorriderà"
https://www.youtube.com/watch?v=e9RSSVpgnZc&list=OLAK5uy_mospp700YTMlTG-_626mLGmUAdQHdpc7M&index=12
Forse torno a casa
C'è qualcuno che mi aspetta e finalmente
Sorriderà"
https://www.youtube.com/watch?v=e9RSSVpgnZc&list=OLAK5uy_mospp700YTMlTG-_626mLGmUAdQHdpc7M&index=12
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Brunori Sas - La vita pensata (audio ufficiale)
Brunori Sas - "La vita pensata" (tratto dall'album "A casa tutto bene") ISCRIVITI AL CANALE: http://bit.ly/BrunoriSasCanaleUfficiale Acquista: https://lnk.to...
Mercoledì 17 Ottobre
Sant'Ignazio di Antiochia
Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore
Guai a noi quando, curando la formalità, dimentichiamo la sostanza, l'essenziale. Quanto spesso, arrivati a fine giornata, ci chiediamo pensierosi ma in fondo oggi ho vissuto veramente o ho solo portato avanti la mia vita come un automa, svolgendo attività in maniera abitudinaria e superficiale?! Quanto tempo ed energie impieghiamo nel curare veramente le nostre relazioni? Quanto ci teniamo alla veredicità e profondità dei nostri incontri? Don Bosco diceva: "Fa che tutti quelli a cui parli, diventino tuoi amici!". Certo tutto ciò comporta sacrifici, soprattutto in termini di tempo ed energie, e soprattutto espone al rischio di mostrare a tutti la verità di noi stessi, facendo cadere le nostre maschere. Potremmo correre il rischio di essere derisi, feriti o incompresi ma nello stesso tempo potremmo fare lo straordinario incontro di persone che a loro volta vogliono confrontarsi nella verità di se stessi e provare a viverla veramente questa vita. La nostra autenticità e veridicità, inoltre, permetterà anche ad altri di fare lo stesso. Certo è un rischio ma crediamo che ne valga veramente la pena, anche perchè colui che seguiamo, Gesù, ha vissuto propriamente così.
Sant'Ignazio di Antiochia
Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore
Guai a noi quando, curando la formalità, dimentichiamo la sostanza, l'essenziale. Quanto spesso, arrivati a fine giornata, ci chiediamo pensierosi ma in fondo oggi ho vissuto veramente o ho solo portato avanti la mia vita come un automa, svolgendo attività in maniera abitudinaria e superficiale?! Quanto tempo ed energie impieghiamo nel curare veramente le nostre relazioni? Quanto ci teniamo alla veredicità e profondità dei nostri incontri? Don Bosco diceva: "Fa che tutti quelli a cui parli, diventino tuoi amici!". Certo tutto ciò comporta sacrifici, soprattutto in termini di tempo ed energie, e soprattutto espone al rischio di mostrare a tutti la verità di noi stessi, facendo cadere le nostre maschere. Potremmo correre il rischio di essere derisi, feriti o incompresi ma nello stesso tempo potremmo fare lo straordinario incontro di persone che a loro volta vogliono confrontarsi nella verità di se stessi e provare a viverla veramente questa vita. La nostra autenticità e veridicità, inoltre, permetterà anche ad altri di fare lo stesso. Certo è un rischio ma crediamo che ne valga veramente la pena, anche perchè colui che seguiamo, Gesù, ha vissuto propriamente così.
PAPA FRANCESCO AI GIOVANI A PALERMO:
"Gesù ci dà un consiglio per ascoltare la voce del Signore: «Cercate e troverete» (Lc 11,9). Già, ma dove cercare? Non sul telefonino – come ho detto –: lì le chiamate del Signore non arrivano. Non in televisione, dove il Signore non possiede alcun canale. Neanche nella musica assordante e nello sballo che intontisce: lì la linea col cielo è interrotta. Il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio – questo è un pericolo, sentite bene: il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio –, dove stando soli rischiate di rimanere delusi di quello che siete. Quell’amarezza che voi sentite, a volte, che porta la tristezza: “ma io chi sono?, che faccio?, non so cosa fare…”, e ti porta alla tristezza. No. In cammino, sempre in cammino. Non cercatelo nella vostra stanzetta, chiusi in voi stessi a ripensare al passato o a vagare col pensiero in un futuro ignoto. No, Dio parla ora nella relazione. Nel cammino e nella relazione con gli altri. Non chiudetevi in voi stessi, confidatevi con Lui, affidate tutto a Lui, cercatelo nella preghiera, cercatelo nel dialogo con gli altri, cercatelo sempre in movimento, cercatelo in cammino. Capirete che Gesù crede in voi più di quanto voi credete in voi stessi. Questo è importante: Gesù crede in voi più di quanto credete voi in voi stessi. Gesù vi ama più di quanto voi vi amate. Cercatelo uscendo da voi stessi, in cammino: Lui vi aspetta. Fate gruppo, fatevi degli amici, fate delle camminate, fate degli incontri, fate Chiesa così, camminando. Il Vangelo è scuola di vita, il Vangelo sempre ci porta al cammino. Credo che questo sia il modo di prepararsi per ascoltare il Signore. [...] Gesù sempre ci chiama a prendere il largo: non accontentarti di guardare l’orizzonte dalla spiaggia, no, vai avanti. Gesù non vuole che rimani in panchina, ti invita a scendere in campo. Non ti vuole dietro le quinte a spiare gli altri o in tribuna a commentare, ma ti vuole in scena. Mettiti in gioco! Hai paura di fare qualche figuraccia? Falla, pazienza. Tutti ne abbiamo fatte tante, tante. Perdere la faccia non è il dramma della vita. Il dramma della vita invece è non metterci la faccia: quello è il dramma!, è non donare la vita! Meglio cavalcare i sogni belli con qualche figuraccia che diventare pensionati del quieto vivere – pancioni, lì, comodi –. Meglio buoni idealisti che pigri realisti: meglio essere Don Chisciotte che Sancho Panza!"
"Gesù ci dà un consiglio per ascoltare la voce del Signore: «Cercate e troverete» (Lc 11,9). Già, ma dove cercare? Non sul telefonino – come ho detto –: lì le chiamate del Signore non arrivano. Non in televisione, dove il Signore non possiede alcun canale. Neanche nella musica assordante e nello sballo che intontisce: lì la linea col cielo è interrotta. Il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio – questo è un pericolo, sentite bene: il Signore non va neppure cercato davanti allo specchio –, dove stando soli rischiate di rimanere delusi di quello che siete. Quell’amarezza che voi sentite, a volte, che porta la tristezza: “ma io chi sono?, che faccio?, non so cosa fare…”, e ti porta alla tristezza. No. In cammino, sempre in cammino. Non cercatelo nella vostra stanzetta, chiusi in voi stessi a ripensare al passato o a vagare col pensiero in un futuro ignoto. No, Dio parla ora nella relazione. Nel cammino e nella relazione con gli altri. Non chiudetevi in voi stessi, confidatevi con Lui, affidate tutto a Lui, cercatelo nella preghiera, cercatelo nel dialogo con gli altri, cercatelo sempre in movimento, cercatelo in cammino. Capirete che Gesù crede in voi più di quanto voi credete in voi stessi. Questo è importante: Gesù crede in voi più di quanto credete voi in voi stessi. Gesù vi ama più di quanto voi vi amate. Cercatelo uscendo da voi stessi, in cammino: Lui vi aspetta. Fate gruppo, fatevi degli amici, fate delle camminate, fate degli incontri, fate Chiesa così, camminando. Il Vangelo è scuola di vita, il Vangelo sempre ci porta al cammino. Credo che questo sia il modo di prepararsi per ascoltare il Signore. [...] Gesù sempre ci chiama a prendere il largo: non accontentarti di guardare l’orizzonte dalla spiaggia, no, vai avanti. Gesù non vuole che rimani in panchina, ti invita a scendere in campo. Non ti vuole dietro le quinte a spiare gli altri o in tribuna a commentare, ma ti vuole in scena. Mettiti in gioco! Hai paura di fare qualche figuraccia? Falla, pazienza. Tutti ne abbiamo fatte tante, tante. Perdere la faccia non è il dramma della vita. Il dramma della vita invece è non metterci la faccia: quello è il dramma!, è non donare la vita! Meglio cavalcare i sogni belli con qualche figuraccia che diventare pensionati del quieto vivere – pancioni, lì, comodi –. Meglio buoni idealisti che pigri realisti: meglio essere Don Chisciotte che Sancho Panza!"
Giovedì 18 Ottobre
San Luca
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Parola del Signore
"La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!". Da cristiani queste parole dovrebbero far nascere in noi una sana inquietudine circa l'urgenza della missione, non possiamo non sentire la sete di Dio che sperimenta ogni uomo e che urge anche la nostra risposta, il nostro personalissimo coinvolgimento. Il nostro incontro con Gesù non è qualcosa di privato, la nostra relazione con Lui non può essere coperta da privacy, ma se è vera ci spinge automaticamente alla condivisione di questa straordinaria esperienza. Insomma chi ha incontrato Gesù non può che gridarlo al mondo. E lo si grida non solo con la bocca ma soprattutto con la nostra testimonianza di vita, diventando segni e portatori di questo Amore nel nostro quotidiano: “È vicino a voi il regno di Dio”.
San Luca
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Parola del Signore
"La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!". Da cristiani queste parole dovrebbero far nascere in noi una sana inquietudine circa l'urgenza della missione, non possiamo non sentire la sete di Dio che sperimenta ogni uomo e che urge anche la nostra risposta, il nostro personalissimo coinvolgimento. Il nostro incontro con Gesù non è qualcosa di privato, la nostra relazione con Lui non può essere coperta da privacy, ma se è vera ci spinge automaticamente alla condivisione di questa straordinaria esperienza. Insomma chi ha incontrato Gesù non può che gridarlo al mondo. E lo si grida non solo con la bocca ma soprattutto con la nostra testimonianza di vita, diventando segni e portatori di questo Amore nel nostro quotidiano: “È vicino a voi il regno di Dio”.
Venerdì 19 ottobre
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,1-7)
In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Parola del Signore
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia!». Ma guarda un po’, lo dice Gesù proprio a noi, ai suoi discepoli in mezzo a tanta folla...Cominciamo a “guardare” con VERITÀ e SINCERITÀ dentro noi stessi, le nostre scelte che raccontano chi siamo, ad essere trasparenti, senza nasconderci dietro le nostre maschere. Tutti siamo in cammino per crescere, l’ipocrisia coprendo ciò che in noi è marcio, ci impedisce di eliminarlo e di cambiare. Spesso nascondersi è la cosa più facile, ma dobbiamo sforzarci con Gesù di vivere nella verità, nella sincerità e nell’amore! È lo sforzo che aumenta la forza💪🏻🏋♀🙏🏻...! Chi è SINCERO è colui che mostra le sue ferite e da queste riparte, è colui che non nasconde la sua vera essenza...gli antichi Romani coniarono questo termine guardando alle sculture e ai ritratti, quando il tempo o le battaglie logoravano le loro sculture e si creavano delle crepe, se erano sculture di poco conto venivano rattoppate e riempite con la cera (l’ipocrisia), se invece erano statue di valore venivano lasciate così come erano con le loro crepe belle visibili (SINE CERA cioè senza cera) ecco da dove nasce questa parola...ora noi siamo splendide sculture, ritratti meravigliosi nelle mani dell’Artista per eccellenza che è Dio...se restiamo così, come ci sogna Lui...anche noi saremo (SINE CERA-SINCERI) senza false ipocrisie, capaci di essere coerenti con la nostra vera essenza: figli di Dio amati! Pensa a don Bosco in Lui tutto parlava di Dio...! “Dico a voi Amici miei: NON ABBIATE PAURA...!” C’hai mai pensato? Vali più di 5 passeri...!
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,1-7)
In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Parola del Signore
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia!». Ma guarda un po’, lo dice Gesù proprio a noi, ai suoi discepoli in mezzo a tanta folla...Cominciamo a “guardare” con VERITÀ e SINCERITÀ dentro noi stessi, le nostre scelte che raccontano chi siamo, ad essere trasparenti, senza nasconderci dietro le nostre maschere. Tutti siamo in cammino per crescere, l’ipocrisia coprendo ciò che in noi è marcio, ci impedisce di eliminarlo e di cambiare. Spesso nascondersi è la cosa più facile, ma dobbiamo sforzarci con Gesù di vivere nella verità, nella sincerità e nell’amore! È lo sforzo che aumenta la forza💪🏻🏋♀🙏🏻...! Chi è SINCERO è colui che mostra le sue ferite e da queste riparte, è colui che non nasconde la sua vera essenza...gli antichi Romani coniarono questo termine guardando alle sculture e ai ritratti, quando il tempo o le battaglie logoravano le loro sculture e si creavano delle crepe, se erano sculture di poco conto venivano rattoppate e riempite con la cera (l’ipocrisia), se invece erano statue di valore venivano lasciate così come erano con le loro crepe belle visibili (SINE CERA cioè senza cera) ecco da dove nasce questa parola...ora noi siamo splendide sculture, ritratti meravigliosi nelle mani dell’Artista per eccellenza che è Dio...se restiamo così, come ci sogna Lui...anche noi saremo (SINE CERA-SINCERI) senza false ipocrisie, capaci di essere coerenti con la nostra vera essenza: figli di Dio amati! Pensa a don Bosco in Lui tutto parlava di Dio...! “Dico a voi Amici miei: NON ABBIATE PAURA...!” C’hai mai pensato? Vali più di 5 passeri...!
Sabato 20 Ottobre 2018
Dal Vangelo secondo Luca (12,8-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
Parola del Signore
"Chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato"...addirittura Gesù, non ti sembra di esagerare??!! Ma forse, se ci pensiamo bene, è proprio così. D'altronde se non riconosciamo lo Spirito Santo che è l'Amore, che è il Perdono, come potremmo essere perdonati? Chi ci perdonerebbe? Dio non può perdonarci, andando contro la nostra libera scelta. E' tutta colpa di questa libertà che ci è stata donata, a volte è proprio un peso. Possiamo addirittura dire di no all'Amore, siamo liberi di farlo. Forse Dio ci ha dato troppa responsabilità con questa libertà. Ha un pò troppa considerazione di noi. Ma come ogni padre guarda il figlio con occhi di predilezione, così è anche Dio con ognuno di noi. Ci ama così tanto da lasciarci liberi, liberi di dire di no a questo grande Amore. D'altronde la gratutità e la libertà stanno alla base dell'Amore e Dio che è l'Amore non può comportarsi diversamente. Adesso la palla è nelle nostre mani, a noi la scelta: speriamo di non essere così superbi e orgogliosi da continuare a resistere all'Amore misericordioso di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (12,8-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
Parola del Signore
"Chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato"...addirittura Gesù, non ti sembra di esagerare??!! Ma forse, se ci pensiamo bene, è proprio così. D'altronde se non riconosciamo lo Spirito Santo che è l'Amore, che è il Perdono, come potremmo essere perdonati? Chi ci perdonerebbe? Dio non può perdonarci, andando contro la nostra libera scelta. E' tutta colpa di questa libertà che ci è stata donata, a volte è proprio un peso. Possiamo addirittura dire di no all'Amore, siamo liberi di farlo. Forse Dio ci ha dato troppa responsabilità con questa libertà. Ha un pò troppa considerazione di noi. Ma come ogni padre guarda il figlio con occhi di predilezione, così è anche Dio con ognuno di noi. Ci ama così tanto da lasciarci liberi, liberi di dire di no a questo grande Amore. D'altronde la gratutità e la libertà stanno alla base dell'Amore e Dio che è l'Amore non può comportarsi diversamente. Adesso la palla è nelle nostre mani, a noi la scelta: speriamo di non essere così superbi e orgogliosi da continuare a resistere all'Amore misericordioso di Dio.