La nascita del Signore é sempre più imminente e abbiamo pensato di preparare per voi qualche grafica da mandare ai vostri ragazzi (magari nei gruppi whatsapp) 😀
NATALE DEL SIGNORE GESU'
25 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (2,1-14)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore
"Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore". Gli angeli stanno annunciando l'evento che stravolge la storia dell'umanità a dei pastori e a noi, che lo leggiamo oggi, sembra tutto normale, anzi fa proprio atmosfera. Peccato che i pastori al tempo di Gesù non è che fossero considerati proprio degli stinchi di santo, anzi. Erano non solo gli ultimi, i più poveri, i più disprezzati, ma erano ritenuti addirittura impuri, non erano ammessi al culto e il contatto con loro rendeva impuri. Sin dall'inizio Gesù rende chiara una cosa (che per noi purtroppo non lo è ancora): "non sono venuto per i giusti ma per i peccatori". E' Natale proprio nella parte e nell'evento più disprezzato e ripugnante della nostra vita, del nostro carattere, della nostra storia e della storia dell'umanità. E' lì che Gesù vuole nascere per dare un senso nuovo, per fasciare le ferite, per trasformarle in feritoie, dove finalmente può passare la sua Grazia. Vi preghiamo di non rendere il Natale solo un favoletta per bambini, è storia, è vita, è la nostra vita, anche quella che vorremmo nascondere, che viene finalmente visitata dalla presenza risanante e rigenerante di Cristo. Buon Natale di cuore da Animatori Salesiani!
25 DICEMBRE
Dal Vangelo secondo Luca (2,1-14)
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore
"Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore". Gli angeli stanno annunciando l'evento che stravolge la storia dell'umanità a dei pastori e a noi, che lo leggiamo oggi, sembra tutto normale, anzi fa proprio atmosfera. Peccato che i pastori al tempo di Gesù non è che fossero considerati proprio degli stinchi di santo, anzi. Erano non solo gli ultimi, i più poveri, i più disprezzati, ma erano ritenuti addirittura impuri, non erano ammessi al culto e il contatto con loro rendeva impuri. Sin dall'inizio Gesù rende chiara una cosa (che per noi purtroppo non lo è ancora): "non sono venuto per i giusti ma per i peccatori". E' Natale proprio nella parte e nell'evento più disprezzato e ripugnante della nostra vita, del nostro carattere, della nostra storia e della storia dell'umanità. E' lì che Gesù vuole nascere per dare un senso nuovo, per fasciare le ferite, per trasformarle in feritoie, dove finalmente può passare la sua Grazia. Vi preghiamo di non rendere il Natale solo un favoletta per bambini, è storia, è vita, è la nostra vita, anche quella che vorremmo nascondere, che viene finalmente visitata dalla presenza risanante e rigenerante di Cristo. Buon Natale di cuore da Animatori Salesiani!
Santo Stefano
26 Dicembre 2018
Dal Vangelo secondo Matteo (10,17-22)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Parola del Signore
Neanche il tempo di gustare la gioia del Natale che subito Gesù ci ricorda che ci aspettaranno incomprensioni e persecuzioni. D'altronde se veramente l'accogliamo nella nostra esistenza (anche nei nostri piccoli e grandi posti bui), questo fatto non può che metterci in discussione e gradualmente trasformare le nostre scelte di vita. E come il Vangelo inizialmente ha dato un pò (o tanto) fastidio a noi perchè ogni evento che ci chiede di metterci in discussione inizialmente viene da noi automaticamente osteggiato, così il nostro nuovo stile di vita non può che infastidire le persone che ci stanno accanto soprattutto per chi (come noi un tempo) non riesce ad abbandonare il suo uomo vecchio e si sente da noi minacciato. Allora buona battaglia a tutti col nostro uomo vecchio e con l'uomo vecchio di tanti nostri amici, familiari e conoscenti. In questa battaglia non siamo soli, ricordiamo che "è nato per noi un salvatore" e Lui questa battaglia l'ha già vinta donando la Sua vita, donandoLa per noi e a noi.
26 Dicembre 2018
Dal Vangelo secondo Matteo (10,17-22)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Parola del Signore
Neanche il tempo di gustare la gioia del Natale che subito Gesù ci ricorda che ci aspettaranno incomprensioni e persecuzioni. D'altronde se veramente l'accogliamo nella nostra esistenza (anche nei nostri piccoli e grandi posti bui), questo fatto non può che metterci in discussione e gradualmente trasformare le nostre scelte di vita. E come il Vangelo inizialmente ha dato un pò (o tanto) fastidio a noi perchè ogni evento che ci chiede di metterci in discussione inizialmente viene da noi automaticamente osteggiato, così il nostro nuovo stile di vita non può che infastidire le persone che ci stanno accanto soprattutto per chi (come noi un tempo) non riesce ad abbandonare il suo uomo vecchio e si sente da noi minacciato. Allora buona battaglia a tutti col nostro uomo vecchio e con l'uomo vecchio di tanti nostri amici, familiari e conoscenti. In questa battaglia non siamo soli, ricordiamo che "è nato per noi un salvatore" e Lui questa battaglia l'ha già vinta donando la Sua vita, donandoLa per noi e a noi.
Giovedì 27 Dicembre
San Giovanni Evangelista
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Parola del Signore
Si può semplicemente e superficialmente vedere e osservare la realtà, ma si può anche contemplarla. È questo che ci insegna oggi l'apostolo amato. Non è facile contemplare, bisogna indossare degli occhiali particolari: quelli dell'Amore (quello vero). Due innamorati riescono a parlarsi solo con lo sguardo e si conoscono così bene da percepire con chiarezza la loro presenza anche nell'apparente assenza. Chi ha fatto esperienza viva di Dio nella sua vita, chi ha incontrato Cristo e si è lasciato amare da Lui allora vivrà per sempre alla Sua presenza. Imparerà a contemplare la vita, percependo con chiarezza come tutto ci parla di Lui. E anche quando tutto nella sua vita parlerà di morte, di angoscia, di assenza, il suo sguardo riuscirà a vedere oltre, più in là, più in profondità e potrà sperare non perché ingenuo e credulone, ma perché amato e credente.
San Giovanni Evangelista
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Parola del Signore
Si può semplicemente e superficialmente vedere e osservare la realtà, ma si può anche contemplarla. È questo che ci insegna oggi l'apostolo amato. Non è facile contemplare, bisogna indossare degli occhiali particolari: quelli dell'Amore (quello vero). Due innamorati riescono a parlarsi solo con lo sguardo e si conoscono così bene da percepire con chiarezza la loro presenza anche nell'apparente assenza. Chi ha fatto esperienza viva di Dio nella sua vita, chi ha incontrato Cristo e si è lasciato amare da Lui allora vivrà per sempre alla Sua presenza. Imparerà a contemplare la vita, percependo con chiarezza come tutto ci parla di Lui. E anche quando tutto nella sua vita parlerà di morte, di angoscia, di assenza, il suo sguardo riuscirà a vedere oltre, più in là, più in profondità e potrà sperare non perché ingenuo e credulone, ma perché amato e credente.
Venerdì 28 Dicembre
Festa dei Santi Innocenti
Dal Vangelo secondo Matteo (2,13-18)
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».
Parola del Signore
«Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Chissà se, oggi, Giuseppe, avrebbe potuto farlo?!
Festa dei Santi Innocenti
Dal Vangelo secondo Matteo (2,13-18)
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».
Parola del Signore
«Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Chissà se, oggi, Giuseppe, avrebbe potuto farlo?!
Sabato 29 Dicembre
Dal Vangelo secondo Luca (2,22-35)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza».
Non so voi ma anche a me è capitato di vivere alcuni eventi caratterizzati da una tale pienezza di vita e di senso che nel nel mio cuore ho detto: "adesso potrei anche morire, sono così felice che potrei morire". Sono eventi in cui Dio parla con chiarezza alla nostra vita, in cui siamo messi di fronte alla verità di noi stessi, in cui sono svelati i pensieri dei nostri cuori. Tutto per un attimo è chiaro. E' importante ritornare con la mente e con il cuore a questi eventi perchè lì c'è probabilmente il senso del nostra vita e la fonte della nostra vocazione. Allora fermiamoci, oggi, e ri-cor-diamo, facciamo memoria con il cuore. Quale momento più opportuno che la fine di un anno?!
Dal Vangelo secondo Luca (2,22-35)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza».
Non so voi ma anche a me è capitato di vivere alcuni eventi caratterizzati da una tale pienezza di vita e di senso che nel nel mio cuore ho detto: "adesso potrei anche morire, sono così felice che potrei morire". Sono eventi in cui Dio parla con chiarezza alla nostra vita, in cui siamo messi di fronte alla verità di noi stessi, in cui sono svelati i pensieri dei nostri cuori. Tutto per un attimo è chiaro. E' importante ritornare con la mente e con il cuore a questi eventi perchè lì c'è probabilmente il senso del nostra vita e la fonte della nostra vocazione. Allora fermiamoci, oggi, e ri-cor-diamo, facciamo memoria con il cuore. Quale momento più opportuno che la fine di un anno?!
DOMENICA 30 DICEMBRE 2018
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)
I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Quanta umanità nella famiglia di Nazareth! Dio si fa uomo, viene ad abitare in mezzo a noi, si incarna in un bambino e cresce in una famiglia così terribilmente normale! Maria e Giuseppe, scelti sin dall'eternità, sono un uomo e una donna come noi (anche noi siamo stati pensati sin dal l'eternità da Colui che ci ha creati)... che, forse presi dalla stanchezza, dimenticano Gesù a Gerusalemme! E si preoccupano, eccome se si preoccupano! E non comprendono ciò che Gesù dice loro, come spesso capita ad ogni genitore!
Che tu sia figlio, madre o padre, nella famiglia di Nazareth puoi trovare una figura che ti rispecchia! Puoi essere il figlio che si perde senza accorgersene e che, provocatoriamente, risponde ai genitori "Perché mi cercavate?" o che discute con i dottori della legge stupendo tutti per i suoi doni, oppure puoi essere quel genitore che si preoccupa e che non comprende, ma che ama e serba ogni cosa nel suo cuore. Allora cos'è che rende Sacra, Santa, la Famiglia di Nazareth? Io penso sia l'adesione totale alla volontà di Dio Padre, quella sottomissione alla Sua volontà, che parte da un gesto semplice: l'accoglienza! Ogni famiglia che accoglie Gesù è sacra anche se fragile!
Tu hai aperto la porta di casa?
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)
I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Quanta umanità nella famiglia di Nazareth! Dio si fa uomo, viene ad abitare in mezzo a noi, si incarna in un bambino e cresce in una famiglia così terribilmente normale! Maria e Giuseppe, scelti sin dall'eternità, sono un uomo e una donna come noi (anche noi siamo stati pensati sin dal l'eternità da Colui che ci ha creati)... che, forse presi dalla stanchezza, dimenticano Gesù a Gerusalemme! E si preoccupano, eccome se si preoccupano! E non comprendono ciò che Gesù dice loro, come spesso capita ad ogni genitore!
Che tu sia figlio, madre o padre, nella famiglia di Nazareth puoi trovare una figura che ti rispecchia! Puoi essere il figlio che si perde senza accorgersene e che, provocatoriamente, risponde ai genitori "Perché mi cercavate?" o che discute con i dottori della legge stupendo tutti per i suoi doni, oppure puoi essere quel genitore che si preoccupa e che non comprende, ma che ama e serba ogni cosa nel suo cuore. Allora cos'è che rende Sacra, Santa, la Famiglia di Nazareth? Io penso sia l'adesione totale alla volontà di Dio Padre, quella sottomissione alla Sua volontà, che parte da un gesto semplice: l'accoglienza! Ogni famiglia che accoglie Gesù è sacra anche se fragile!
Tu hai aperto la porta di casa?
LUNEDÌ 31 DICEMBRE 2018
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Ultimo giorno dell'anno, giorno di bilanci in cui ciascuno, ritualmente, ripercorre con la memoria giorno dopo giorno.
Che bella cosa che sono i ricordi!
Che bella cosa è "fare memoria", cioè rinnovare con il pensiero qualcosa già vissuto e fare come se lo stessimo rivivendo ancora e ancora. Persone, emozioni, momenti di gioia e, talvolta, grandi dolori si fanno di nuovo presenti.
"Fare memoria" significa dunque rendere il passato presente.
E se presente significa dono, allora oggi dobbiamo ringraziare Colui che ci ha donato ogni cosa.
Non c'è niente di ciò che abbiamo vissuto in questi 365 giorni che non sia stato donato dal Padre. Non c'è nessuna difficoltà o sofferenza che Lui non ci abbia aiutato ad affrontare.
Venne nel mondo per salvarci standoci accanto!
Se guardiamo con il cuore a ciò che abbiamo vissuto possiamo davvero dire che "tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto". E con questa consapevolezza, oltre al rendimento di grazia, sorge spontaneo l'augurio per la nostra vita e per quella di chi ci sta a cuore che ogni giorno del nuovo anno possa essere vissuto alla presenza di Colui che era, che è e che viene! Solo accogliendolo nelle nostre vite e rendendolo il centro della nostra esistenza, dalla sua pienezza riceveremo, ancora una volta, grazia su grazia.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Ultimo giorno dell'anno, giorno di bilanci in cui ciascuno, ritualmente, ripercorre con la memoria giorno dopo giorno.
Che bella cosa che sono i ricordi!
Che bella cosa è "fare memoria", cioè rinnovare con il pensiero qualcosa già vissuto e fare come se lo stessimo rivivendo ancora e ancora. Persone, emozioni, momenti di gioia e, talvolta, grandi dolori si fanno di nuovo presenti.
"Fare memoria" significa dunque rendere il passato presente.
E se presente significa dono, allora oggi dobbiamo ringraziare Colui che ci ha donato ogni cosa.
Non c'è niente di ciò che abbiamo vissuto in questi 365 giorni che non sia stato donato dal Padre. Non c'è nessuna difficoltà o sofferenza che Lui non ci abbia aiutato ad affrontare.
Venne nel mondo per salvarci standoci accanto!
Se guardiamo con il cuore a ciò che abbiamo vissuto possiamo davvero dire che "tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto". E con questa consapevolezza, oltre al rendimento di grazia, sorge spontaneo l'augurio per la nostra vita e per quella di chi ci sta a cuore che ogni giorno del nuovo anno possa essere vissuto alla presenza di Colui che era, che è e che viene! Solo accogliendolo nelle nostre vite e rendendolo il centro della nostra esistenza, dalla sua pienezza riceveremo, ancora una volta, grazia su grazia.
Oggi la Chiesa canta un inno di ringraziamento, il Te Deum. Recitiamolo con fede, per ringraziare Dio per i doni ricevuti quest'anno.
Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
MARTEDÌ 1 GENNAIO 2019
Maria Santissima Madre di Dio
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Un nuovo anno inizia e la Chiesa lo festeggia con la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio.
A Lei affidiamo la nostra vita ed i giorni che verranno e lo facciamo alla maniera di Don Bosco, da figli che la scelgono come maestra e guida.
Dal Vangelo di oggi vogliamo assumere alcuni atteggiamenti affinché contraddistinguano il nostro modo di vivere e ci permettano di riconoscerci per le strade della vita.
Fa' o Padre buono che come i pastori sappiamo metterci alla ricerca di Gesù, camminando senza indugio, certi di trovarlo.
Fa' che come coloro che ascoltavano i pastori, sappiamo accogliere con stupore la buona notizia e non smettere mai di stupirci innanzi alla semplicità.
Fa' infine che come Maria sappiamo custodire, nel silenzio, ogni cosa.
Amen.
Maria Santissima Madre di Dio
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Un nuovo anno inizia e la Chiesa lo festeggia con la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio.
A Lei affidiamo la nostra vita ed i giorni che verranno e lo facciamo alla maniera di Don Bosco, da figli che la scelgono come maestra e guida.
Dal Vangelo di oggi vogliamo assumere alcuni atteggiamenti affinché contraddistinguano il nostro modo di vivere e ci permettano di riconoscerci per le strade della vita.
Fa' o Padre buono che come i pastori sappiamo metterci alla ricerca di Gesù, camminando senza indugio, certi di trovarlo.
Fa' che come coloro che ascoltavano i pastori, sappiamo accogliere con stupore la buona notizia e non smettere mai di stupirci innanzi alla semplicità.
Fa' infine che come Maria sappiamo custodire, nel silenzio, ogni cosa.
Amen.