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Associazione Trilly: custode del tesoro dove il bene supremo indispensabile é la vita e l'integrità
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Origine e Significato di questa importante festa voluta da Gesù tramite Santa Faustina Kowalska
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Forwarded from Paura&Profitto
LINK VIDEO: https://youtu.be/9-U4f2-Py3o
Chi ha davvero fornito i dati all'AIFA per il 1° Rapporto di gennaio 2021?
C'è un'incongruenza temporale che nessuno sembra voler approfondire
Mentre la Commissione Covid-19 procede,
ancora i Rapporti Aifa non vengono analizzati
LINK VIDEO: https://youtu.be/9-U4f2-Py3o
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⚠️ STUDIO SU OLTRE UN MILIONE DI BAMBINI RILEVA LA MIOCARDITE SOLO NEI BAMBINI VACCINATI❗️
Redazione Renovation21
🔴 Uno studio pubblicato su Epidemiology da ricercatori di Oxford, Bristol e Harvard ha analizzato l'efficacia del vaccino Pfizer in oltre un milione di bambini tra i 5 e i 15 anni, rilevando che casi di miocardite e pericardite sono stati documentati esclusivamente nel gruppo vaccinato. Sebbene per gli adolescenti la riduzione del rischio di ospedalizzazione per COVID-19 superi il rischio di infiammazioni cardiache, per i bambini più piccoli l'aumento del rischio di pericardite risulta superiore al beneficio protettivo contro l'ospedalizzazione. Lo studio ha suscitato critiche, tra cui quelle del senatore Rand Paul, che ha chiesto la rimozione delle esenzioni legali per i produttori di vaccini.
Sommario ⬆️
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⏹️ Uno studio sottoposto a revisione paritaria, condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Università di Bristol e della Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato a gennaio sulla rivista scientifica Epidemiology, ha esaminato la sicurezza e l’efficacia del vaccino anti-COVID-19 BNT162b2 di Pfizer-BioNTech nei bambini sani di età compresa tra 5 e 15 anni, a seguito della campagna di vaccinazione iniziata alla fine del 2021.
🔸️ Utilizzando i dati del database OpenSAFELY-TPP con l’approvazione del NHS England, i ricercatori hanno confrontato «l’efficacia e la sicurezza di: (1) la prima dose di vaccino rispetto alla mancata vaccinazione e (2) una seconda dose rispetto a una singola dose».
🔸️ Nello specifico, hanno confrontato 141.711 bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 410.463 adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni che avevano ricevuto la prima dose del vaccino con un numero uguale di bambini non vaccinati appartenenti alle stesse fasce d’età.
🔸️ I ricercatori hanno scoperto che la vaccinazione ha fornito alcuni benefici, tra cui un «effetto protettivo iniziale» che si è attenuato dopo 14 settimane, nonché una minore incidenza di accessi al pronto soccorso rispetto a quanto registrato nel gruppo non vaccinato.
🔸️ I ricercatori hanno tuttavia osservato che «miocardite e pericardite sono state documentate solo nei gruppi vaccinati, con tassi di 27 e 10 casi per milione rispettivamente dopo la prima e la seconda dose».
🔸️ Ancora nel gennaio 2023, l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (HSA) affermava che «il tasso segnalato di miocardite e pericardite, era di 13 per milione di prime dosi e di 8 per milione di seconde dosi del vaccino Pfizer/BioNTech» tra i soggetti di età inferiore ai 18 anni.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 @demgiulib2
Redazione Renovation21
🔴 Uno studio pubblicato su Epidemiology da ricercatori di Oxford, Bristol e Harvard ha analizzato l'efficacia del vaccino Pfizer in oltre un milione di bambini tra i 5 e i 15 anni, rilevando che casi di miocardite e pericardite sono stati documentati esclusivamente nel gruppo vaccinato. Sebbene per gli adolescenti la riduzione del rischio di ospedalizzazione per COVID-19 superi il rischio di infiammazioni cardiache, per i bambini più piccoli l'aumento del rischio di pericardite risulta superiore al beneficio protettivo contro l'ospedalizzazione. Lo studio ha suscitato critiche, tra cui quelle del senatore Rand Paul, che ha chiesto la rimozione delle esenzioni legali per i produttori di vaccini.
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⏹️ Uno studio sottoposto a revisione paritaria, condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Università di Bristol e della Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato a gennaio sulla rivista scientifica Epidemiology, ha esaminato la sicurezza e l’efficacia del vaccino anti-COVID-19 BNT162b2 di Pfizer-BioNTech nei bambini sani di età compresa tra 5 e 15 anni, a seguito della campagna di vaccinazione iniziata alla fine del 2021.
🔸️ Utilizzando i dati del database OpenSAFELY-TPP con l’approvazione del NHS England, i ricercatori hanno confrontato «l’efficacia e la sicurezza di: (1) la prima dose di vaccino rispetto alla mancata vaccinazione e (2) una seconda dose rispetto a una singola dose».
🔸️ Nello specifico, hanno confrontato 141.711 bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 410.463 adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni che avevano ricevuto la prima dose del vaccino con un numero uguale di bambini non vaccinati appartenenti alle stesse fasce d’età.
🔸️ I ricercatori hanno scoperto che la vaccinazione ha fornito alcuni benefici, tra cui un «effetto protettivo iniziale» che si è attenuato dopo 14 settimane, nonché una minore incidenza di accessi al pronto soccorso rispetto a quanto registrato nel gruppo non vaccinato.
🔸️ I ricercatori hanno tuttavia osservato che «miocardite e pericardite sono state documentate solo nei gruppi vaccinati, con tassi di 27 e 10 casi per milione rispettivamente dopo la prima e la seconda dose».
🔸️ Ancora nel gennaio 2023, l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (HSA) affermava che «il tasso segnalato di miocardite e pericardite, era di 13 per milione di prime dosi e di 8 per milione di seconde dosi del vaccino Pfizer/BioNTech» tra i soggetti di età inferiore ai 18 anni.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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Telegraph
STUDIO SU OLTRE UN MILIONE DI BAMBINI RILEVA LA MIOCARDITE SOLO NEI BAMBINI VACCINATI
⏹️ Uno studio sottoposto a revisione paritaria, condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, dell’Università di Bristol e della Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato a gennaio sulla rivista scientifica Epidemiology, ha esaminato la sicurezza…
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Dentro il sangue: dubbi e silenzi
Con Franco Giovannini e Grazia Piccinelli
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La Medicina della Prevenzione tra realtà e propaganda, intervento del dott.
Giovanni Frajese-Castelfranco Veneto
Giovanni Frajese-Castelfranco Veneto
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Salute e Prevenzione tra realtà e propaganda, con il Dott. Giovanni Francese e la Dott.ssa Patrizia Gentilini- Castelfranco Veneto-
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Forwarded from FORUM-Iustitia et Veritas (Forum)
Cari fratelli e sorelle ortodossi! FORUM vi augura una felice Santa Pasqua! Vi auguriamo a voi e alle vostre famiglie pace, felicità, bontà, prosperità e la misericordia di Dio! Vi abbracciamo tutti.
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⚠️ BASI, TRATTATI E SOVRANITÀ: IL NODO IRANIANO CHE LA POLITICA ITALIANA NON PUÒ PIÙ ELUDERE❗️
Giuseppe Gagliano
🔴 L'articolo di Giuseppe Gagliano sottolinea come il recente diniego italiano all'uso della base di Sigonella da parte di bombardieri USA per operazioni contro l'Iran abbia riaperto il dibattito sulla sovranità nazionale. L'autore sostiene che, sebbene le basi americane in Italia siano disciplinate da trattati, il loro utilizzo non è automatico per ogni tipo di missione offensiva, richiedendo invece specifiche autorizzazioni politiche del governo italiano. Il testo conclude che l'Italia deve decidere se esercitare realmente la propria sovranità giuridica o se continuare a rinunciare ad essa in nome dell'alleanza atlantica.
Sommario ⬆️
⏹️ Il richiamo di Crosetto e il ritorno del problema rimosso. C’è un dettaglio, nelle sue parole che pesa più di molte dichiarazioni solenni sulla fedeltà atlantica: il richiamo agli accordi che regolano l’uso delle basi statunitensi in Italia.
🔹️ Se davvero “valgono i trattati”, come il ministro ha ribadito il 4 marzo 2026, allora non siamo davanti a un automatismo permanente in virtù del quale Washington può usare il territorio italiano come una propria estensione operativa, ma a un sistema giuridico che distingue tra ciò che è compreso e ciò che invece richiede una specifica autorizzazione politica italiana.
🔹️ È lo stesso Crosetto ad averlo confermato il 31 marzo, spiegando che gli accordi internazionali distinguono con chiarezza ciò che necessita di una specifica autorizzazione del governo e ciò che è invece tecnicamente già autorizzato perché ricompreso nei trattati.
🔹️ Ed è qui che il discorso si fa serio. Perché nel momento in cui il teatro di guerra è l’Iran, e l’ipotesi riguarda operazioni offensive o comunque non riconducibili in modo lineare a una missione NATO già in essere, la questione non è più soltanto militare.
🔹️ Non si tratta di chiedersi se l’Italia sia alleata degli Stati Uniti bensì se questa alleanza implichi la disponibilità automatica del territorio nazionale per operazioni decise altrove, oppure se esista una soglia politica e giuridica oltre la quale la Repubblica deve assumere una decisione autonoma.
🔹️ Le notizie emerse oggi sul diniego italiano all’uso di Sigonella per l’atterraggio di bombardieri statunitensi vanno esattamente in questa direzione: secondo le fonti riportate, non c’era stata alcuna autorizzazione preventiva, non si trattava di normali voli logistici e, proprio per questo, Roma ha negato l’assenso.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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Giuseppe Gagliano
🔴 L'articolo di Giuseppe Gagliano sottolinea come il recente diniego italiano all'uso della base di Sigonella da parte di bombardieri USA per operazioni contro l'Iran abbia riaperto il dibattito sulla sovranità nazionale. L'autore sostiene che, sebbene le basi americane in Italia siano disciplinate da trattati, il loro utilizzo non è automatico per ogni tipo di missione offensiva, richiedendo invece specifiche autorizzazioni politiche del governo italiano. Il testo conclude che l'Italia deve decidere se esercitare realmente la propria sovranità giuridica o se continuare a rinunciare ad essa in nome dell'alleanza atlantica.
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⏹️ Il richiamo di Crosetto e il ritorno del problema rimosso. C’è un dettaglio, nelle sue parole che pesa più di molte dichiarazioni solenni sulla fedeltà atlantica: il richiamo agli accordi che regolano l’uso delle basi statunitensi in Italia.
🔹️ Se davvero “valgono i trattati”, come il ministro ha ribadito il 4 marzo 2026, allora non siamo davanti a un automatismo permanente in virtù del quale Washington può usare il territorio italiano come una propria estensione operativa, ma a un sistema giuridico che distingue tra ciò che è compreso e ciò che invece richiede una specifica autorizzazione politica italiana.
🔹️ È lo stesso Crosetto ad averlo confermato il 31 marzo, spiegando che gli accordi internazionali distinguono con chiarezza ciò che necessita di una specifica autorizzazione del governo e ciò che è invece tecnicamente già autorizzato perché ricompreso nei trattati.
🔹️ Ed è qui che il discorso si fa serio. Perché nel momento in cui il teatro di guerra è l’Iran, e l’ipotesi riguarda operazioni offensive o comunque non riconducibili in modo lineare a una missione NATO già in essere, la questione non è più soltanto militare.
🔹️ Non si tratta di chiedersi se l’Italia sia alleata degli Stati Uniti bensì se questa alleanza implichi la disponibilità automatica del territorio nazionale per operazioni decise altrove, oppure se esista una soglia politica e giuridica oltre la quale la Repubblica deve assumere una decisione autonoma.
🔹️ Le notizie emerse oggi sul diniego italiano all’uso di Sigonella per l’atterraggio di bombardieri statunitensi vanno esattamente in questa direzione: secondo le fonti riportate, non c’era stata alcuna autorizzazione preventiva, non si trattava di normali voli logistici e, proprio per questo, Roma ha negato l’assenso.
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BASI, TRATTATI E SOVRANITÀ: IL NODO IRANIANO CHE LA POLITICA ITALIANA NON PUÒ PIÙ ELUDERE
⏹️ Il richiamo di Crosetto e il ritorno del problema rimosso. C’è un dettaglio, nelle sue parole che pesa più di molte dichiarazioni solenni sulla fedeltà atlantica: il richiamo agli accordi che regolano l’uso delle basi statunitensi in Italia. 🔹️ Se davvero…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA CONTRO L’IRAN❗️
Thierry Meyssan
🔴 L'articolo di Thierry Meyssan descrive Benjamin Netanyahu come erede del sionismo revisionista di Vladimir Ze'ev Jabotinsky, fondatore di un "impero ebraico" con legami fascisti e collaborazionisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Secondo l'autore, Netanyahu ha ormai abbandonato l'opportunismo per rivelarsi un fascista dichiarato che mira a una "super Sparta" israeliana e a una guerra su sette fronti contro l'Iran. Israele, però, si trova esausto dopo campagne militari in Gaza, Libano, Siria, Iraq e Yemen e non può gestire l'escalation iraniana. Il testo conclude ipotizzando il rischio che Israele possa tentare l'uso di armi nucleari contro l'Iran, chiedendosi se sfuggirebbe di nuovo alle responsabilità per un simile crimine supremo.
Sommario ⬆️
⏹️ Benjamin Netanyahu è figlio dello storico Benzion Netanyahu, segretario particolare del fondatore del “sionismo revisionista”, Vladimir Ze’ev Jabotinsky.
🔸️ La dinastia dei Netanyahu ha sempre sostenuto il “sionismo revisionista” contro i “sionisti”. Questi ultimi, guidati da Theodor Herzl, volevano costruire uno Stato ebraico, mentre Jabotinsky rivendicava la creazione di un «impero ebraico».
🔸️ Nel 1921, in Ucraina, Jabotinsky strinse alleanza contro i bolscevichi con il leader nazionalista integralista Symon Petliura. Quest’ultimo continuò a organizzare pogrom contro gli ebrei, che Jabotisky pretendeva difendere.
🔸️ Questa contraddizione portò Jabotinsky a dimettersi dall’Organizzazione Sionista Mondiale (OSM), di cui era amministratore. Durante la corsa dell’Europa verso la seconda guerra mondiale, Jabotinsky si affermò come fascista.
🔸️ A Roma creò una milizia, il Betar, sotto il patrocinio di Benito Mussolini. All’inizio della guerra si rifugiò in uno Stato neutrale, gli Stati Uniti (che entrarono in guerra solo dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor). Jabotinsky morì nei primi mesi di guerra, ma i suoi uomini ne continuarono la lotta a fianco dei fascisti e dei nazisti.
🔸️ I sionisti organizzarono diverse trattative con il Terzo Reich. Rezso Kasztner (detto Rudolf Ysrael Kastner), leader nazionalista revisionista ungherese, condusse trattative fino alle ultime settimane di guerra con Adolf Eichmann, responsabile della logistica della «soluzione finale» degli slavi, degli ebrei e degli zingari.
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Thierry Meyssan
🔴 L'articolo di Thierry Meyssan descrive Benjamin Netanyahu come erede del sionismo revisionista di Vladimir Ze'ev Jabotinsky, fondatore di un "impero ebraico" con legami fascisti e collaborazionisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Secondo l'autore, Netanyahu ha ormai abbandonato l'opportunismo per rivelarsi un fascista dichiarato che mira a una "super Sparta" israeliana e a una guerra su sette fronti contro l'Iran. Israele, però, si trova esausto dopo campagne militari in Gaza, Libano, Siria, Iraq e Yemen e non può gestire l'escalation iraniana. Il testo conclude ipotizzando il rischio che Israele possa tentare l'uso di armi nucleari contro l'Iran, chiedendosi se sfuggirebbe di nuovo alle responsabilità per un simile crimine supremo.
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⏹️ Benjamin Netanyahu è figlio dello storico Benzion Netanyahu, segretario particolare del fondatore del “sionismo revisionista”, Vladimir Ze’ev Jabotinsky.
🔸️ La dinastia dei Netanyahu ha sempre sostenuto il “sionismo revisionista” contro i “sionisti”. Questi ultimi, guidati da Theodor Herzl, volevano costruire uno Stato ebraico, mentre Jabotinsky rivendicava la creazione di un «impero ebraico».
🔸️ Nel 1921, in Ucraina, Jabotinsky strinse alleanza contro i bolscevichi con il leader nazionalista integralista Symon Petliura. Quest’ultimo continuò a organizzare pogrom contro gli ebrei, che Jabotisky pretendeva difendere.
🔸️ Questa contraddizione portò Jabotinsky a dimettersi dall’Organizzazione Sionista Mondiale (OSM), di cui era amministratore. Durante la corsa dell’Europa verso la seconda guerra mondiale, Jabotinsky si affermò come fascista.
🔸️ A Roma creò una milizia, il Betar, sotto il patrocinio di Benito Mussolini. All’inizio della guerra si rifugiò in uno Stato neutrale, gli Stati Uniti (che entrarono in guerra solo dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor). Jabotinsky morì nei primi mesi di guerra, ma i suoi uomini ne continuarono la lotta a fianco dei fascisti e dei nazisti.
🔸️ I sionisti organizzarono diverse trattative con il Terzo Reich. Rezso Kasztner (detto Rudolf Ysrael Kastner), leader nazionalista revisionista ungherese, condusse trattative fino alle ultime settimane di guerra con Adolf Eichmann, responsabile della logistica della «soluzione finale» degli slavi, degli ebrei e degli zingari.
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LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA CONTRO L’IRAN
⏹️ Benjamin Netanyahu è figlio dello storico Benzion Netanyahu, segretario particolare del fondatore del “sionismo revisionista”, Vladimir Ze’ev Jabotinsky. 🔸️ La dinastia dei Netanyahu ha sempre sostenuto il “sionismo revisionista” contro i “sionisti”. Questi…
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Forwarded from 9MQ Web TV (Stefano Chiesi Mazzanti)
La mente è una macchina straordinaria, capace di costruire visioni e di dissolverle con la stessa velocità. Eppure ci sono esperienze che non trovano una logica, che resistono a ogni tentativo di razionalizzazione e continuano a riaffiorare. Qualcosa esiste al di là della nostra comprensione, qualcosa che probabilmente non sarà mai del tutto svelato, e forse è giusto così.
Ecco allora qualche romanzo capace di far battere il cuore un po' più forte.
In questo numero speciale abbiamo selezionato per voi alcuni libri.
Leggi la rivista cliccando il link sottostante.
https://www.9mq.it/libri-che-passione/
Inoltre, ti invitiamo a seguirci anche sul nostro canale Telegram, dove condividiamo molte informazioni, eventi e approfondimenti esclusivi:
https://t.me/canale9mq
Buon terrore a tutti!
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⚠️ LE BOMBE SENZA COLPEVOLI: IL SILENZIO SELETTIVO DEL QUIRINALE SU ISRAELE❗️
Alex Marquez
🔴 L'articolo denuncia il silenzio selettivo del Presidente Mattarella sulla guerra in Libano e Gaza, accusando il Quirinale di usare un linguaggio ambiguo che evade l'esplicita identificazione di Israele come aggressore responsabile delle vittime civili. A differenza della chiarezza dimostrata sul conflitto Russia-Ucraina, questa omissione viene interpretata come una scelta politica volta a non minare l'alleanza strategica con uno stato partecipe di equilibri geopolitici sovranazionali, trasformando il ruolo del Presidente in uno snodo attivo condizionato da interessi internazionali.
Sommario ⬆️
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⏹️ «Seguo con grande preoccupazione le notizie provenienti dal Libano, colpito da violenze che mettono a rischio la popolazione civile». Così Sergio Mattarella ha commentato gli ultimi bombardamenti su Beirut e sul sud del Paese.
🔹️ Una dichiarazione istituzionalmente composta, ma curiosamente incompleta: le bombe cadono, i civili muoiono, le città vengono devastate. Ma da chi?
🔹️ Nelle parole di Mattarella, ancora una volta, le responsabilità si dissolvono in una nebbia lessicale che trasforma un’azione militare precisa in un fenomeno quasi naturale.
🔹️ Pioggia, tempesta, fatalità. Beirut colpita, ma non bombardata da qualcuno. Il Libano ferito, ma senza aggressore. È una scelta linguistica che non è nuova e che, proprio per questo, merita attenzione.
🔹️Non si tratta di una svista isolata. Negli ultimi anni, ogni volta che il conflitto mediorientale ha coinvolto Israele in operazioni militari contro Gaza o il Libano, il linguaggio del Quirinale ha mostrato una prudenza estrema nel nominare il soggetto.
🔹️ Al contrario, quando si tratta di altri scenari, dall’Ucraina alla Russia, la chiarezza dei fatti diventa improvvisamente cristallina: aggressori e aggrediti vengono distinti senza esitazioni.
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🔴 L'articolo denuncia il silenzio selettivo del Presidente Mattarella sulla guerra in Libano e Gaza, accusando il Quirinale di usare un linguaggio ambiguo che evade l'esplicita identificazione di Israele come aggressore responsabile delle vittime civili. A differenza della chiarezza dimostrata sul conflitto Russia-Ucraina, questa omissione viene interpretata come una scelta politica volta a non minare l'alleanza strategica con uno stato partecipe di equilibri geopolitici sovranazionali, trasformando il ruolo del Presidente in uno snodo attivo condizionato da interessi internazionali.
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⏹️ «Seguo con grande preoccupazione le notizie provenienti dal Libano, colpito da violenze che mettono a rischio la popolazione civile». Così Sergio Mattarella ha commentato gli ultimi bombardamenti su Beirut e sul sud del Paese.
🔹️ Una dichiarazione istituzionalmente composta, ma curiosamente incompleta: le bombe cadono, i civili muoiono, le città vengono devastate. Ma da chi?
🔹️ Nelle parole di Mattarella, ancora una volta, le responsabilità si dissolvono in una nebbia lessicale che trasforma un’azione militare precisa in un fenomeno quasi naturale.
🔹️ Pioggia, tempesta, fatalità. Beirut colpita, ma non bombardata da qualcuno. Il Libano ferito, ma senza aggressore. È una scelta linguistica che non è nuova e che, proprio per questo, merita attenzione.
🔹️Non si tratta di una svista isolata. Negli ultimi anni, ogni volta che il conflitto mediorientale ha coinvolto Israele in operazioni militari contro Gaza o il Libano, il linguaggio del Quirinale ha mostrato una prudenza estrema nel nominare il soggetto.
🔹️ Al contrario, quando si tratta di altri scenari, dall’Ucraina alla Russia, la chiarezza dei fatti diventa improvvisamente cristallina: aggressori e aggrediti vengono distinti senza esitazioni.
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LE BOMBE SENZA COLPEVOLI: IL SILENZIO SELETTIVO DEL QUIRINALE SU ISRAELE
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Da Cipro alla Romania attraversando il Veneto
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"Questo è il terzo video sul Cerchio Firenze 77 curato e costruito da Renato Del Favero guardatelo e ascoltatelo con attenzione. Nella trasmissione del4 maggio andremo ad approfondire "
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