⚠️ LA CRISI DELL’EUROPA NON È UNA CRISI DI FORMULE
Sergio Restelli
🔴 L'autore Sergio Restelli sostiene che la crisi europea non risiede nelle formule istituzionali, ma in una carenza di sostanza: l'Europa possiede strutture economiche e burocratiche efficienti, ma manca di una coscienza comune della propria responsabilità politica e strategica. Rifiutando un'Europa che cerca di eguagliare le altre potenze in termini di puro dominio, l'articolo propone una "terza strada" che unisca la forza necessaria per difendere i propri interessi con la coscienza per evitare di replicare le aggressioni del passato. La vera sfida non è inventare nuove definizioni, ma trasformare le idee in potere politico, capacità operativa e decisioni coraggiose.
Sommario ⬆️
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⏹️ In Europa la crisi non è di formule. È di sostanza. Possiamo cambiare le parole, inventare nuove definizioni, moltiplicare i vertici, le dichiarazioni, i documenti, gli accordi, le strategie.
🎯 Possiamo persino cambiare il linguaggio con cui raccontiamo l’Europa a se stessa. Ma arriva sempre il momento in cui le parole devono incontrare la realtà. Ed è lì che l’Europa oggi mostra la sua fragilità.
🎯 Non penso che il problema europeo sia semplicemente quello di avere istituzioni troppo complesse, oppure governi che non riescono a mettersi d’accordo. Quello è il sintomo.
🎯 La domanda più profonda è un’altra: l’Europa sa ancora che cosa vuole essere? Perché un continente può avere una moneta, un mercato, un Parlamento, una Commissione, una burocrazia efficiente e centinaia di regolamenti. Ma tutto questo non basta a costruire una comunità politica.
🎯 Una comunità esiste quando riconosce ciò che vuole difendere, ciò che è disposta a sacrificare e ciò per cui è pronta ad assumersi una responsabilità. E qui sta, a mio avviso, il punto.
🎯 L’Europa ha costruito moltissimo sul terreno dell’economia e delle regole, ma ha fatto più fatica a costruire una coscienza comune della propria responsabilità nel mondo.
🎯 Quando arriva una crisi energetica, una guerra alle porte, una minaccia alle rotte commerciali, una trasformazione tecnologica, una pressione migratoria o una competizione economica globale, non basta dire che dobbiamo essere più uniti. Bisogna sapere per fare che cosa.
🎯 E, soprattutto, bisogna essere capaci di farlo. Perché la sovranità, nel mondo reale, non è una parola. È la capacità di prendere una decisione e di sostenerne le conseguenze. È poter difendere i propri interessi senza trasformarli in aggressione.
🎯 È avere una politica energetica che non renda il continente vulnerabile. È avere una capacità industriale e tecnologica che non consegni ad altri le infrastrutture essenziali del proprio futuro.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 Libertà & Democrazia, No Vax, No War, No woke
Sergio Restelli
🔴 L'autore Sergio Restelli sostiene che la crisi europea non risiede nelle formule istituzionali, ma in una carenza di sostanza: l'Europa possiede strutture economiche e burocratiche efficienti, ma manca di una coscienza comune della propria responsabilità politica e strategica. Rifiutando un'Europa che cerca di eguagliare le altre potenze in termini di puro dominio, l'articolo propone una "terza strada" che unisca la forza necessaria per difendere i propri interessi con la coscienza per evitare di replicare le aggressioni del passato. La vera sfida non è inventare nuove definizioni, ma trasformare le idee in potere politico, capacità operativa e decisioni coraggiose.
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⏹️ In Europa la crisi non è di formule. È di sostanza. Possiamo cambiare le parole, inventare nuove definizioni, moltiplicare i vertici, le dichiarazioni, i documenti, gli accordi, le strategie.
🎯 Possiamo persino cambiare il linguaggio con cui raccontiamo l’Europa a se stessa. Ma arriva sempre il momento in cui le parole devono incontrare la realtà. Ed è lì che l’Europa oggi mostra la sua fragilità.
🎯 Non penso che il problema europeo sia semplicemente quello di avere istituzioni troppo complesse, oppure governi che non riescono a mettersi d’accordo. Quello è il sintomo.
🎯 La domanda più profonda è un’altra: l’Europa sa ancora che cosa vuole essere? Perché un continente può avere una moneta, un mercato, un Parlamento, una Commissione, una burocrazia efficiente e centinaia di regolamenti. Ma tutto questo non basta a costruire una comunità politica.
🎯 Una comunità esiste quando riconosce ciò che vuole difendere, ciò che è disposta a sacrificare e ciò per cui è pronta ad assumersi una responsabilità. E qui sta, a mio avviso, il punto.
🎯 L’Europa ha costruito moltissimo sul terreno dell’economia e delle regole, ma ha fatto più fatica a costruire una coscienza comune della propria responsabilità nel mondo.
🎯 Quando arriva una crisi energetica, una guerra alle porte, una minaccia alle rotte commerciali, una trasformazione tecnologica, una pressione migratoria o una competizione economica globale, non basta dire che dobbiamo essere più uniti. Bisogna sapere per fare che cosa.
🎯 E, soprattutto, bisogna essere capaci di farlo. Perché la sovranità, nel mondo reale, non è una parola. È la capacità di prendere una decisione e di sostenerne le conseguenze. È poter difendere i propri interessi senza trasformarli in aggressione.
🎯 È avere una politica energetica che non renda il continente vulnerabile. È avere una capacità industriale e tecnologica che non consegni ad altri le infrastrutture essenziali del proprio futuro.
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Telegraph
LA CRISI DELL’EUROPA NON È UNA CRISI DI FORMULE
⏹️ In Europa la crisi non è di formule. È di sostanza. Possiamo cambiare le parole, inventare nuove definizioni, moltiplicare i vertici, le dichiarazioni, i documenti, gli accordi, le strategie. 🎯 Possiamo persino cambiare il linguaggio con cui raccontiamo…
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Demonio, retaggio culturale del passato o inquietante realtà- 3^ parte
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Datacenter pericolo fuori controllo?
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Forwarded from ÆMPORIUM NETWORK
CUFOM BOLOGNA E VIMANA EVENTI
Invitano alla conferenza
✨Il gemello terrestre - la ricerca della vita extraterrestre" con Gian Franco Lollino ✨
💫Una delle domande che da sempre filosofi e scienziati si sono posti è quella di chiedersi se la comparsa della vita sulla Terra sia da considerarsi un evento unico e irripetibile, oppure sia semplicemente uno dei tanti eventi tra i miliardi di pianeti che popolano la nostra Galassia.
🎙️Ne parliamo con il responsabile dell'Osservatorio Astronomico Copernico di Saludecio RN
✅QUANDO: Sabato 26 settembre 2026 - ore 17.30✨
✅DOVE: Saletta Polivalente - Via San Donato 79/3, Granarolo (BO) - Ampio parcheggio gratuito
✅Contributo volontario € 5,00
❗Prenotazione obbligatoria inviando un WhatsApp al numero 3284357680
www.cufombologna.it
www.vimanaeventi.it
Invitano alla conferenza
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💫Una delle domande che da sempre filosofi e scienziati si sono posti è quella di chiedersi se la comparsa della vita sulla Terra sia da considerarsi un evento unico e irripetibile, oppure sia semplicemente uno dei tanti eventi tra i miliardi di pianeti che popolano la nostra Galassia.
🎙️Ne parliamo con il responsabile dell'Osservatorio Astronomico Copernico di Saludecio RN
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Forwarded from Paura&Profitto
LINK VIDEO: https://youtu.be/6zgtK7sRaNI
La ciliegina sulla S-Torta,
quella più pesante e amara, l'ha messa il Presidente Mattarella
(non lo dimentichiamo)
Il lato LAICO dello Stato sarebbe disposto a qualsiasi cosa
pur di vaccinare pure i cammelli nel deserto
e le statue a San Pietro
PER PERDONARE (forse) MA TENERE MOLTO BENE A MENTE TUTTI I LORO NOMI
(non scordiamo una cosa fondamentale:
molti di questi nomi, se spegno la televisione e quindi gli togli audience, se ne vanno a casa)
LINK VIDEO: https://youtu.be/6zgtK7sRaNI
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Una voce può fare rumore. Tante voci unite possono fare la differenza.
Ci vediamo con la dottoressa Erika Rocchi, Grazia Piccinelli, Franco Giovannini, Anna Rita Iannetti, Luca Teodori, Francesco Cinquemani, Elisa Tognocchi e Alessandro Govoni, martedì 29 alle ore 20.30 (subito dopo l'appuntamento con Massimo Bolla)
Ci vediamo con la dottoressa Erika Rocchi, Grazia Piccinelli, Franco Giovannini, Anna Rita Iannetti, Luca Teodori, Francesco Cinquemani, Elisa Tognocchi e Alessandro Govoni, martedì 29 alle ore 20.30 (subito dopo l'appuntamento con Massimo Bolla)
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ LA FAMIGLIA COME ENTITÀ POLITICA❗️
Adriano Segatori
🔵❗️#NDR 》Articolo per chi difende la famiglia tradizionale, i valori morali ed etici, per chi difende la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra storia ed è contrario a tutto ciò che porta avanti il progressismo globalista❗️
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🔴 L'autore Adriano Segatori argomenta che la famiglia, definita "comunità politica per eccellenza", è soggetta a una strategia subdola volta alla sua disgregazione. Secondo l'analisi, istituzioni come l'educazione scolastica e le narrative globaliste (citate da Klaus Schwab) mirano a sostituire le famiglie tradizionali con reti transnazionali, cancellando il legame transgenerazionale e la memoria storica. Il testo critica il moralismo riformista e la sinergia tra sinistra disfattista e interessi capitalisti, affermando che la difesa della famiglia richiede una critica generale del sistema attuale e una ricostruzione dei suoi simboli fondamentali per preservare l'identità delle nuove generazioni.
Sommario ⬆️
-----------------------------------
⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio da comprendere e definire.
🔹️ Mettere in discussione separatamente la genitorialità in cambio di una presa in carico totale da parte dei servizi dello Stato affermando che “i figli, non sono dei genitori”, poi quella falsificante operazione linguistica e concettuale del “genitore 1 e genitore 2” e non finisce qua.
🔹️ Passando poi alla cinica e patologica attribuzione del diritto di scelta sessuale e religiosa dei bambini, all’equivoca educazione scolastica senza consenso dei genitori e via via elencando, non è sufficiente ad affrontare una strategia posta in essere molto più subdola e devastante.
🔹️Il ben noto Klaus Schwab, l’economista tedesco fondatore del “Forum economico mondiale” nel suo documento intitolato “La quarta rivoluzione industriale”: “che le identità abbiano un carattere più fluido rispetto al passato”; “la struttura della famiglia viene ripensata… le cosiddette ‘reti familiari transnazionali’ stanno gradualmente sostituendo le famiglie tradizionali”.
🔹️ È evidente che, unendo i diversi punti elencati e molti altri del metaforico schema enigmistico, si arriva a capire come l’attacco alla famiglia sia l’obiettivo iniziale di un concentrico attacco contro la persona e la comunità come siamo abituate a considerarle.
🔹️ Come non si può essere anticapitalisti e contemporaneamente sostenere la globalizzazione e la società multietnica, così non si può essere tradizionalisti e insieme simpatizzanti, o quantomeno neutrali, rispetto al processo in corso gestito con la prospettiva liberista e transnazionale.
🔹️ “Una qualsivoglia ‘battaglia per la famiglia’ [non può prescindere dal] saper operare una critica generale del sistema presente”, denuncia giustamente Pierre de Meuse.
🔹️ E non si tratta, come sottolinea il medesimo, della solita manfrina “da sacrestia” che coinvolge un inefficace sentimentalismo, ma una vera e propria rivendicazione della famiglia quale “comunità politica per eccellenza”.
🔹️ Il moralismo e il perbenismo, entrambi armi spuntate nella loro impotenza, non recepiscono il segnale della giusta direzione da prendere, né hanno alcuna possibilità credibile e concreta di cambiare rotta applicando risibili espedienti riformisti.
Continua ⤵️
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Adriano Segatori
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🔴 L'autore Adriano Segatori argomenta che la famiglia, definita "comunità politica per eccellenza", è soggetta a una strategia subdola volta alla sua disgregazione. Secondo l'analisi, istituzioni come l'educazione scolastica e le narrative globaliste (citate da Klaus Schwab) mirano a sostituire le famiglie tradizionali con reti transnazionali, cancellando il legame transgenerazionale e la memoria storica. Il testo critica il moralismo riformista e la sinergia tra sinistra disfattista e interessi capitalisti, affermando che la difesa della famiglia richiede una critica generale del sistema attuale e una ricostruzione dei suoi simboli fondamentali per preservare l'identità delle nuove generazioni.
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⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio da comprendere e definire.
🔹️ Mettere in discussione separatamente la genitorialità in cambio di una presa in carico totale da parte dei servizi dello Stato affermando che “i figli, non sono dei genitori”, poi quella falsificante operazione linguistica e concettuale del “genitore 1 e genitore 2” e non finisce qua.
🔹️ Passando poi alla cinica e patologica attribuzione del diritto di scelta sessuale e religiosa dei bambini, all’equivoca educazione scolastica senza consenso dei genitori e via via elencando, non è sufficiente ad affrontare una strategia posta in essere molto più subdola e devastante.
🔹️Il ben noto Klaus Schwab, l’economista tedesco fondatore del “Forum economico mondiale” nel suo documento intitolato “La quarta rivoluzione industriale”: “che le identità abbiano un carattere più fluido rispetto al passato”; “la struttura della famiglia viene ripensata… le cosiddette ‘reti familiari transnazionali’ stanno gradualmente sostituendo le famiglie tradizionali”.
🔹️ È evidente che, unendo i diversi punti elencati e molti altri del metaforico schema enigmistico, si arriva a capire come l’attacco alla famiglia sia l’obiettivo iniziale di un concentrico attacco contro la persona e la comunità come siamo abituate a considerarle.
🔹️ Come non si può essere anticapitalisti e contemporaneamente sostenere la globalizzazione e la società multietnica, così non si può essere tradizionalisti e insieme simpatizzanti, o quantomeno neutrali, rispetto al processo in corso gestito con la prospettiva liberista e transnazionale.
🔹️ “Una qualsivoglia ‘battaglia per la famiglia’ [non può prescindere dal] saper operare una critica generale del sistema presente”, denuncia giustamente Pierre de Meuse.
🔹️ E non si tratta, come sottolinea il medesimo, della solita manfrina “da sacrestia” che coinvolge un inefficace sentimentalismo, ma una vera e propria rivendicazione della famiglia quale “comunità politica per eccellenza”.
🔹️ Il moralismo e il perbenismo, entrambi armi spuntate nella loro impotenza, non recepiscono il segnale della giusta direzione da prendere, né hanno alcuna possibilità credibile e concreta di cambiare rotta applicando risibili espedienti riformisti.
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LA FAMIGLIA COME ENTITÀ POLITICA
⏹️ Uno degli aspetti più importanti introdotto come psicoterapia della famiglia, è l’allenamento ad una visione della complessità dei fenomeni secondo la quale un sintomo, qualunque esso sia, diventa soltanto un elemento da inserire in un contesto più ampio…
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Forwarded from Canale Comitato Fortitudo (Grazia Piccinelli)
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22 settembre 2026
Hanno nuovamente sospeso per altri sei mesi la NOSTRA Dottoressa Erika Rocchi.
Il Comitato Fortitudo ha preparato una lettera che manderà in prima persona, ma anche disponibile a voi tutti.
Facciamole sentire tutto il nostro amore, e non lasciamola sola!
Hanno nuovamente sospeso per altri sei mesi la NOSTRA Dottoressa Erika Rocchi.
Il Comitato Fortitudo ha preparato una lettera che manderà in prima persona, ma anche disponibile a voi tutti.
Facciamole sentire tutto il nostro amore, e non lasciamola sola!
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Forwarded from Canale Comitato Fortitudo (Grazia Piccinelli)
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NON LASCIAMO SOLA LA DOTTORESSA ERIKA ROCCHI
Testo da inviare agli indirizzi mail e pec
Testo da inviare agli indirizzi mail e pec
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Forwarded from Canale Comitato Fortitudo (Grazia Piccinelli)
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La Dottoressa Rocchi non è più sospesa dall'ordine per merito di tutti voi! Continuate a mandare le mail, perché INSIEME possiamo cambiare le cose! Evviva il Comitato Fortitudo, ma soprattutto Evviva ka Dottoressa Erika Rocchi!
❤7🤪4🙏2
Forwarded from Canale Comitato Fortitudo (Grazia Piccinelli)
CONTINUATE A MANDARE LE MAIL PER LA DOTTORESSA ERIKA ROCCHI!
❤6🙏2🤪1
Forwarded from Canale Comitato Fortitudo (Grazia Piccinelli)
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27 settembre 2026
Cesena, casa Romi, si lavora per il Comitato Fortitudo.
Vi ricordo di continuare a mandare le mail in DIFESA della NOSTRA Dottoressa Erika Rocchi.
🔴COMITATO FORTITUDO IN DIFESA DELLA DOTTORESSA ERIKA ROCCHI
Spett.le Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP)
e
Spett.le Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
E p.c.
Alla Dottoressa Erika Rocchi
Oggetto: Lettera aperta in difesa della Dottoressa Erika Rocchi – Richiesta di rispetto, tutela
della libertà di espressione e annullamento del provvedimento disciplinare
A nome del Comitato Fortitudo e nella mia veste di Presidente, intendo esprimere la più ferma e
incondizionata solidarietà alla Dottoressa Erika Rocchi, medico radiologo da anni in servizio presso
l'Ospedale Cisanello di Pisa.
Appresa la notizia del severo provvedimento disciplinare che le impone sei mesi di sospensione
dall'esercizio della professione e dal relativo stipendio, il Comitato Fortitudo avverte l'esigenza
impellente di porre alle istituzioni sanitarie e alla cittadinanza una riflessione profonda e ineludibile.
1. Cosa può fare un medico che lavora in ospedale? Non può dissentire? Non può avere
un'opinione?
Di fronte a una sanzione di tale durezza, la domanda sorge spontanea ed esige una risposta chiara:
quale ruolo intendiamo riservare ai medici all'interno delle nostre strutture pubbliche? Un
professionista della salute che lavora in ospedale deve forse ridursi a un mero esecutore burocratico,
privo di senso critico, di voce e di autonomia di pensiero?
Dissentire e manifestare una propria opinione non sono colpe, né atti di insubordinazione;
costituiscono l'essenza stessa dell'autonomia intellettuale e della responsabilità etica del medico.
L'esercizio della medicina si fonda sul giuramento "in scienza e coscienza" e sull'Articolo 4 del
Codice Deontologico, che impone al sanitario di operare con libertà, indipendenza e autonomia,
senza sottostare a condizionamenti o imposizioni di qualsiasi natura.
Pretendere che un medico spogli sé stesso della propria facoltà di giudizio e del diritto di esprimere
opinioni o perplessità significa trasformare l'ospedale in una struttura rigida, dove la conformità di
facciata prevale sul dibattito scientifico e sull'onestà intellettuale.
2. La distorsione del "danno d'immagine" aziendale
Riteniamo grave ed emblematico che le critiche e le considerazioni espresse dalla Dottoressa
Rocchi a mezzo social vengano liquidate e punite derubricandole a un presunto "danno d'immagine"
o a una "lesione del decoro e della rispettabilità dell'Azienda".
Quando le istituzioni sanitarie arrivano a subordinare i diritti costituzionali e la dignità di un medico
alla salvaguardia del proprio marchio o della propria reputazione aziendale, si verifica una
pericolosa distorsione delle priorità del servizio sanitario pubblico. Il vero decoro di un'azienda
ospedaliera non si misura con il silenzio imposto ai propri medici o con la repressione del dissenso.
NON LASCIAMO SOLA LA DOTTORESSA ERIKA ROCCHI
Ordine Medici Pisa
Mail:
Segreteria@omceopi.org
PEC
segreteria.pi@pec.omceo.it
PEC UFFICIO LEGALE AUOP
pec-aoupisana@legalmail.it
MAIL LEGALE AUOP
c.fiaschi@ao-pisa.toscana.it
MAIL DIREZIONE SANITARIA AUOP
Dott. Giuliana Fabbri
giuliana.fabbri@ao-pisa.toscana.it
MAIL DIREZIONE GENERALE AUOP
Avvocato Katia Belvedere
katia.belvedere@ao-pisa.toscana.it
segrdirgen@ao-pisa.toscana.it
Cesena, casa Romi, si lavora per il Comitato Fortitudo.
Vi ricordo di continuare a mandare le mail in DIFESA della NOSTRA Dottoressa Erika Rocchi.
🔴COMITATO FORTITUDO IN DIFESA DELLA DOTTORESSA ERIKA ROCCHI
Spett.le Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP)
e
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E p.c.
Alla Dottoressa Erika Rocchi
Oggetto: Lettera aperta in difesa della Dottoressa Erika Rocchi – Richiesta di rispetto, tutela
della libertà di espressione e annullamento del provvedimento disciplinare
A nome del Comitato Fortitudo e nella mia veste di Presidente, intendo esprimere la più ferma e
incondizionata solidarietà alla Dottoressa Erika Rocchi, medico radiologo da anni in servizio presso
l'Ospedale Cisanello di Pisa.
Appresa la notizia del severo provvedimento disciplinare che le impone sei mesi di sospensione
dall'esercizio della professione e dal relativo stipendio, il Comitato Fortitudo avverte l'esigenza
impellente di porre alle istituzioni sanitarie e alla cittadinanza una riflessione profonda e ineludibile.
1. Cosa può fare un medico che lavora in ospedale? Non può dissentire? Non può avere
un'opinione?
Di fronte a una sanzione di tale durezza, la domanda sorge spontanea ed esige una risposta chiara:
quale ruolo intendiamo riservare ai medici all'interno delle nostre strutture pubbliche? Un
professionista della salute che lavora in ospedale deve forse ridursi a un mero esecutore burocratico,
privo di senso critico, di voce e di autonomia di pensiero?
Dissentire e manifestare una propria opinione non sono colpe, né atti di insubordinazione;
costituiscono l'essenza stessa dell'autonomia intellettuale e della responsabilità etica del medico.
L'esercizio della medicina si fonda sul giuramento "in scienza e coscienza" e sull'Articolo 4 del
Codice Deontologico, che impone al sanitario di operare con libertà, indipendenza e autonomia,
senza sottostare a condizionamenti o imposizioni di qualsiasi natura.
Pretendere che un medico spogli sé stesso della propria facoltà di giudizio e del diritto di esprimere
opinioni o perplessità significa trasformare l'ospedale in una struttura rigida, dove la conformità di
facciata prevale sul dibattito scientifico e sull'onestà intellettuale.
2. La distorsione del "danno d'immagine" aziendale
Riteniamo grave ed emblematico che le critiche e le considerazioni espresse dalla Dottoressa
Rocchi a mezzo social vengano liquidate e punite derubricandole a un presunto "danno d'immagine"
o a una "lesione del decoro e della rispettabilità dell'Azienda".
Quando le istituzioni sanitarie arrivano a subordinare i diritti costituzionali e la dignità di un medico
alla salvaguardia del proprio marchio o della propria reputazione aziendale, si verifica una
pericolosa distorsione delle priorità del servizio sanitario pubblico. Il vero decoro di un'azienda
ospedaliera non si misura con il silenzio imposto ai propri medici o con la repressione del dissenso.
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MAIL DIREZIONE SANITARIA AUOP
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MAIL DIREZIONE GENERALE AUOP
Avvocato Katia Belvedere
katia.belvedere@ao-pisa.toscana.it
segrdirgen@ao-pisa.toscana.it
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⚠️ IL MIRAGGIO DI NEW YORK E LA REALTÀ SOCIALE E TERRITORIALE DELLA TORINO DI STEFANO LO RUSSO❗️
Roberto Cabrino
🔵❗️#NDR 》Cos'è in realta il progressismo? Stefano Lo Russo è il simbolo della sinistra: governare per le élite, usando il progressismo come un vestito della festa da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Un progressismo che nei convegni sull'ambiente si professa verde, ma che nei quartieri taglia alberi, cementifica e ignora la drammatica emergenza dell’inquinamento atmosferico.
------------------------------------------
🔴 Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, è accusato di usare la recente trasferta a New York e l'incontro con il sindaco Zohran Mamdani come pura propaganda per mascherare la sua reale agenda politica, definita come allineata alle logiche neoliberiste della fondazione Bloomberg. Secondo l'autore, la vera sostanza dell'amministrazione risiede nelle scelte di pianificazione urbanistica dettate da urbanisti di Bloomberg, che privilegiano la speculazione immobiliare e gli interessi dei grandi investitori a scapito dei servizi pubblici e delle fasce sociali più deboli. Critiche specifiche vengono mosse alla gestione dell'acqua pubblica (SMAT), sottoposta a logiche di mercato, e alle politiche ambientali percepite come ipocrite. Il testo sostiene che Lo Russo governi per le élite, lasciando le periferie torinesi senza benefici concreti, mentre usa il progressismo solo come strumento di immagine internazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ne è la plastica dimostrazione.
🔸️ Vedere il primo cittadino muoversi tra i grattacieli di Manhattan, oscillando tra i salotti della finanza globale e i palchi progressisti, offre l’esatta misura della distanza siderale che separa la narrazione ufficiale dalla realtà quotidiana dei nostri quartieri.
🔸️ A New York, Lo Russo ha cercato il colpo d’immagine, incassando la passerella glamour con il neoeletto sindaco democratico e socialista Zohran Mamdani.
🔸️ Una stretta di mano ad effetto, condita da retorica su inclusione e diritti, utile a rifarsi una sbiadita verginità di sinistra. Ma i sorrisi da copertina non possono nascondere la reale sostanza delle cose.
🔸️ Quella camminata newyorkese non fa e non farà di lui un sindaco vicino ai settori popolari o attento ai bisogni dei più fragili. La propaganda si infrange contro i fatti, e la quotidianità torinese racconta tutta un’altra storia.
🔸️ La vera bussola di questa amministrazione non si trova affatto nelle suggestioni del sindaco della Grande Mela, ma nelle solidissime relazioni con la fondazione Bloomberg. È qui che risiede la sostanza politica ed economica della giunta Lo Russo.
🔸️ Nell’abbraccio con quel modello neoliberista che vede la città non come una comunità di cittadini da proteggere, ma come puro terreno di conquista per capitali privati e grandi investitori. La consulenza degli urbanisti di Bloomberg sul nuovo Piano Regolatore generale di Torino parla chiaro.
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🔵❗️#NDR 》Cos'è in realta il progressismo? Stefano Lo Russo è il simbolo della sinistra: governare per le élite, usando il progressismo come un vestito della festa da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Un progressismo che nei convegni sull'ambiente si professa verde, ma che nei quartieri taglia alberi, cementifica e ignora la drammatica emergenza dell’inquinamento atmosferico.
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🔴 Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, è accusato di usare la recente trasferta a New York e l'incontro con il sindaco Zohran Mamdani come pura propaganda per mascherare la sua reale agenda politica, definita come allineata alle logiche neoliberiste della fondazione Bloomberg. Secondo l'autore, la vera sostanza dell'amministrazione risiede nelle scelte di pianificazione urbanistica dettate da urbanisti di Bloomberg, che privilegiano la speculazione immobiliare e gli interessi dei grandi investitori a scapito dei servizi pubblici e delle fasce sociali più deboli. Critiche specifiche vengono mosse alla gestione dell'acqua pubblica (SMAT), sottoposta a logiche di mercato, e alle politiche ambientali percepite come ipocrite. Il testo sostiene che Lo Russo governi per le élite, lasciando le periferie torinesi senza benefici concreti, mentre usa il progressismo solo come strumento di immagine internazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ne è la plastica dimostrazione.
🔸️ Vedere il primo cittadino muoversi tra i grattacieli di Manhattan, oscillando tra i salotti della finanza globale e i palchi progressisti, offre l’esatta misura della distanza siderale che separa la narrazione ufficiale dalla realtà quotidiana dei nostri quartieri.
🔸️ A New York, Lo Russo ha cercato il colpo d’immagine, incassando la passerella glamour con il neoeletto sindaco democratico e socialista Zohran Mamdani.
🔸️ Una stretta di mano ad effetto, condita da retorica su inclusione e diritti, utile a rifarsi una sbiadita verginità di sinistra. Ma i sorrisi da copertina non possono nascondere la reale sostanza delle cose.
🔸️ Quella camminata newyorkese non fa e non farà di lui un sindaco vicino ai settori popolari o attento ai bisogni dei più fragili. La propaganda si infrange contro i fatti, e la quotidianità torinese racconta tutta un’altra storia.
🔸️ La vera bussola di questa amministrazione non si trova affatto nelle suggestioni del sindaco della Grande Mela, ma nelle solidissime relazioni con la fondazione Bloomberg. È qui che risiede la sostanza politica ed economica della giunta Lo Russo.
🔸️ Nell’abbraccio con quel modello neoliberista che vede la città non come una comunità di cittadini da proteggere, ma come puro terreno di conquista per capitali privati e grandi investitori. La consulenza degli urbanisti di Bloomberg sul nuovo Piano Regolatore generale di Torino parla chiaro.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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IL MIRAGGIO DI NEW YORK E LA REALTÀ SOCIALE E TERRITORIALE DELLA TORINO DI STEFANO LO RUSSO
⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo…
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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ NETANYAHU: “ISRAELE DIFENDE ANCHE VOI ”: E ALLORA❓️
Angelo Santoro
🔵❗️#NDR 》Articolo contro chi ritiene di aver il diritto di poter fare qualsiasi cosa ed aspettarsi che venga applaudito. Noi occidentali possiamo avere rispetto per la storia e per il dolore degli altri, ma non possiamo vivere eternamente dentro le guerre degli altri. Soprattutto quando quelle guerre diventano anche un problema nostro.
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🔴 L'autore, Angelo Santoro, critica l'intervento di Netanyahu all'ONU, in cui il premier ha affermato che la difesa di Israele rappresenta anche una garanzia per altri Paesi. Sebbene riconosca il diritto all'autodifesa e condanni le atrocità di Hamas, l'articolo sostiene che le critiche alle azioni governative israeliane non debbano essere equiparate ad attacchi all'esistenza dello Stato o al negazionismo. Si evidenzia la stanchezza occidentale per conflitti che impattano negativamente sull'economia e la sicurezza, si nota l'irriverenza verso il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e si richiama la necessità di politiche che non semplifichino la realtà in dicotomie manichee, preservando il futuro dei civili di entrambe le parti.
Sommario ⬆️
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⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?
🔹️ Dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e magari chiedere scusa per aver disturbato? È un po’ questa la sensazione che lascia, almeno a me, la postura internazionale del primo ministro israeliano.
🔹️ Quella di chi entra in una stanza sapendo già di avere l’ultima parola. Anche quando gli altri, uno dopo l’altro, decidono di uscire. All’Onu è andata più o meno così.
🔹️Quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento, decine di delegati hanno abbandonato l’Aula. Una scena che aveva quasi il sapore del teatro.
🔹️ Netanyahu ha continuato a parlare e ha definito “codardi morali” quelli che se ne erano andati, invitando chiunque condividesse la loro posizione a fare altrettanto. Io probabilmente sarei uscito anch’io. Non perché Israele non abbia il diritto di difendere i propri cittadini. Ce l’ha.
🔹️ Ma questo diritto non significa che ogni decisione presa in suo nome debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile. E soprattutto non significa che ogni critica debba essere trattata come un’aggressione.
🔹️ Perché qui siamo arrivati a un punto curioso. Ogni volta che si discute delle azioni del governo israeliano saltano fuori la storia, la Bibbia, l’Olocausto, la persecuzione degli ebrei, il diritto all’esistenza.
🔹️ Tutte cose reali. Terribili. Sacrosante. Ma che c’entrano con quello che accade oggi? La memoria serve a evitare che gli orrori si ripetano. Non a mettere un lucchetto alla discussione politica. E noi, nel frattempo, siamo qui.
🔹️ A migliaia di chilometri di distanza, con le nostre bollette, i nostri stipendi che non bastano, le nostre economie che arrancano e una guerra dopo l’altra che rischia di avere conseguenze anche sulle nostre vite.
🔹️ Basta che il Medio Oriente si scaldi un po’ e il prezzo dell’energia comincia a ricordarci che la geografia, quando vuole, sa essere molto democratica. Mi sono sinceramente stancato della gara a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo.
🔹️ Hamas ha commesso atrocità e non può essere confuso con la popolazione palestinese. Il governo israeliano ha il diritto di proteggere i propri cittadini, ma questo non significa che ogni sua decisione debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile.
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🔵❗️#NDR 》Articolo contro chi ritiene di aver il diritto di poter fare qualsiasi cosa ed aspettarsi che venga applaudito. Noi occidentali possiamo avere rispetto per la storia e per il dolore degli altri, ma non possiamo vivere eternamente dentro le guerre degli altri. Soprattutto quando quelle guerre diventano anche un problema nostro.
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🔴 L'autore, Angelo Santoro, critica l'intervento di Netanyahu all'ONU, in cui il premier ha affermato che la difesa di Israele rappresenta anche una garanzia per altri Paesi. Sebbene riconosca il diritto all'autodifesa e condanni le atrocità di Hamas, l'articolo sostiene che le critiche alle azioni governative israeliane non debbano essere equiparate ad attacchi all'esistenza dello Stato o al negazionismo. Si evidenzia la stanchezza occidentale per conflitti che impattano negativamente sull'economia e la sicurezza, si nota l'irriverenza verso il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e si richiama la necessità di politiche che non semplifichino la realtà in dicotomie manichee, preservando il futuro dei civili di entrambe le parti.
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⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?
🔹️ Dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e magari chiedere scusa per aver disturbato? È un po’ questa la sensazione che lascia, almeno a me, la postura internazionale del primo ministro israeliano.
🔹️ Quella di chi entra in una stanza sapendo già di avere l’ultima parola. Anche quando gli altri, uno dopo l’altro, decidono di uscire. All’Onu è andata più o meno così.
🔹️Quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento, decine di delegati hanno abbandonato l’Aula. Una scena che aveva quasi il sapore del teatro.
🔹️ Netanyahu ha continuato a parlare e ha definito “codardi morali” quelli che se ne erano andati, invitando chiunque condividesse la loro posizione a fare altrettanto. Io probabilmente sarei uscito anch’io. Non perché Israele non abbia il diritto di difendere i propri cittadini. Ce l’ha.
🔹️ Ma questo diritto non significa che ogni decisione presa in suo nome debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile. E soprattutto non significa che ogni critica debba essere trattata come un’aggressione.
🔹️ Perché qui siamo arrivati a un punto curioso. Ogni volta che si discute delle azioni del governo israeliano saltano fuori la storia, la Bibbia, l’Olocausto, la persecuzione degli ebrei, il diritto all’esistenza.
🔹️ Tutte cose reali. Terribili. Sacrosante. Ma che c’entrano con quello che accade oggi? La memoria serve a evitare che gli orrori si ripetano. Non a mettere un lucchetto alla discussione politica. E noi, nel frattempo, siamo qui.
🔹️ A migliaia di chilometri di distanza, con le nostre bollette, i nostri stipendi che non bastano, le nostre economie che arrancano e una guerra dopo l’altra che rischia di avere conseguenze anche sulle nostre vite.
🔹️ Basta che il Medio Oriente si scaldi un po’ e il prezzo dell’energia comincia a ricordarci che la geografia, quando vuole, sa essere molto democratica. Mi sono sinceramente stancato della gara a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo.
🔹️ Hamas ha commesso atrocità e non può essere confuso con la popolazione palestinese. Il governo israeliano ha il diritto di proteggere i propri cittadini, ma questo non significa che ogni sua decisione debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile.
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NETANYAHU: “ISRAELE DIFENDE ANCHE VOI ”: E ALLORA?
⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?…
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Con enorme piacere condividiamo il prossimo evento di CarpiConsapevole. Abbiamo avuto occasione di ascoltare la Dott.ssa Debora Cuini questa primavera,a Bologna, in occasione di un incontro realizzato da Ippocrate.org.
Ci ha colpito la sua conoscenza, la sua passione per quanto spiega, oltre che la sua umanità. Ci spiegherà da quante problematiche dobbiamo difenderci e a quali tipi di inquinamento siamo sottoposti quotidianamente. Ci relazionerà sul fatto che no, non è proprio vero che intrattenere i bimbi piccoli dandogli un cellulare in mano sia una cosa indenne da rischi. Invito soprattutto i genitori che magari in buona fede lo fanno, a presenziare all'incontro. Penso che ne usciranno cambiati o, perlomeno, più consapevoli dei rischi ai quali sottopongono i loro bambini. Grazie a chi parteciperà.
Ci ha colpito la sua conoscenza, la sua passione per quanto spiega, oltre che la sua umanità. Ci spiegherà da quante problematiche dobbiamo difenderci e a quali tipi di inquinamento siamo sottoposti quotidianamente. Ci relazionerà sul fatto che no, non è proprio vero che intrattenere i bimbi piccoli dandogli un cellulare in mano sia una cosa indenne da rischi. Invito soprattutto i genitori che magari in buona fede lo fanno, a presenziare all'incontro. Penso che ne usciranno cambiati o, perlomeno, più consapevoli dei rischi ai quali sottopongono i loro bambini. Grazie a chi parteciperà.
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