IL REBUS CINESE (come risolverlo)
C’è una nuova crisi epidemica a Pechino oppure no?
La risposta è multipla perché è possibile avanzare ipotesi molto diverse tra loro, che cercherò di schematizzare.
1) Ipotesi che la nuova “ondata” non ci sia, neanche dopo l’allentamento delle misure restrittive. Il problema esisterebbe solo per i media occidentali che devono rianimare la agonizzante campagna vaccinale (freezer pieni e braccia salve),
2) L’epidemia c’è, ma è nascosta dal governo cinese con vari escamotage,
3) La nostra soluzione
IN SINTESI la mia tesi è che la mossa dei cinesi smascheri (in parte) la truffa mondiale. Infatti cambiando la definizione (a fine dicembre) eliminano dal conteggio quei casi, pur positivi al test, che non abbiano sofferto di polmonite ed insufficienza respiratoria. Un tanto è sufficiente ad eliminare il 90% delle diagnosi attuali secondo la definizione adottata in Italia.
L'articolo continua qui
C’è una nuova crisi epidemica a Pechino oppure no?
La risposta è multipla perché è possibile avanzare ipotesi molto diverse tra loro, che cercherò di schematizzare.
1) Ipotesi che la nuova “ondata” non ci sia, neanche dopo l’allentamento delle misure restrittive. Il problema esisterebbe solo per i media occidentali che devono rianimare la agonizzante campagna vaccinale (freezer pieni e braccia salve),
2) L’epidemia c’è, ma è nascosta dal governo cinese con vari escamotage,
3) La nostra soluzione
IN SINTESI la mia tesi è che la mossa dei cinesi smascheri (in parte) la truffa mondiale. Infatti cambiando la definizione (a fine dicembre) eliminano dal conteggio quei casi, pur positivi al test, che non abbiano sofferto di polmonite ed insufficienza respiratoria. Un tanto è sufficiente ad eliminare il 90% delle diagnosi attuali secondo la definizione adottata in Italia.
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INDAGINE SULLE FIALE
Un articolo riportato da Blondet porta nuova luce sulla loro composizione.
Si integra perfettamente con quanto già reso noto in precedenza anche da me: a) composizione diversa da lotto a lotto e nell’ambito degli stessi lotti (il che si traduce in un ampio range di tossicità); b) tossicità dei componenti utilizzati; c) problemi di degradazione del preparato, pur accettato dall'EMA; d) utilizzo oltre la data di scadenza; e) presenza (certificata) di inquinanti, come particelle metalliche. Inoltre vi è anche una risposta riguardo le ipotesi di inserimento di nanocircuiti, grafene o parassiti: quel che è visto e trovato viene spiegato in altro modo, più convincente.
https://www.maurizioblondet.it/cosa-ce-nei-vax-spiegato-bene-finalmente/
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I link ai miei post su Sfero: https://drive.proton.me/urls/C2N7MQF6NM#gBeenY86eDk8
Presentazione iniziale: https://sfero.me/article/riparto-da-sfero
La mia pagina (detta Sfera): https://sfero.me/spheres/dissensomedico-fabio-franchi
Un articolo riportato da Blondet porta nuova luce sulla loro composizione.
Si integra perfettamente con quanto già reso noto in precedenza anche da me: a) composizione diversa da lotto a lotto e nell’ambito degli stessi lotti (il che si traduce in un ampio range di tossicità); b) tossicità dei componenti utilizzati; c) problemi di degradazione del preparato, pur accettato dall'EMA; d) utilizzo oltre la data di scadenza; e) presenza (certificata) di inquinanti, come particelle metalliche. Inoltre vi è anche una risposta riguardo le ipotesi di inserimento di nanocircuiti, grafene o parassiti: quel che è visto e trovato viene spiegato in altro modo, più convincente.
https://www.maurizioblondet.it/cosa-ce-nei-vax-spiegato-bene-finalmente/
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I link ai miei post su Sfero: https://drive.proton.me/urls/C2N7MQF6NM#gBeenY86eDk8
Presentazione iniziale: https://sfero.me/article/riparto-da-sfero
La mia pagina (detta Sfera): https://sfero.me/spheres/dissensomedico-fabio-franchi
Blondet & Friends
Cosa c’è nei vax, spiegato bene (finalmente)
Questa volta a scrutare i sieri non sono gli spagnoli di Quinta Columna, ma un patologo americano con i titoli accademici in regola. Riportato da Epoch Health: con simili conclusioni. […]
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AGGIUNGO alcune precisazioni al post precedente in seguito ad alcuni commenti avuti su Facebook: neanch'io, come il dott Scoglio, ritengo sia in gioco una reale proteina spike, né virale, né presente nelle dosi. Si tratta di un'errata spiegazione della tossicità di quest'ultime. Non ne ho parlato per rimanere focalizzato sui riscontri obiettivi dello studio, al di fuori delle interpretazioni dell'autore. E' stato un errore, perché avrei dovuto almeno aggiungere una precisazione al riguardo. ———————————————————— Dal punto di vista procedurale: il dott Cole, per rivelare la presenza della "proteina spike" nei tessuti danneggiati (patologici), ha utilizzato anticorpi "specifici" marcati (con colorante) che sono stati fatti reagire sulla sezione in esame e poi lavati via. Sono rimasti sulla sezione solo quelli "attaccati" alla spike colorandola. Ecco come l'hanno identificata. Tutto ciò è stato realizzato utilizzando anticorpi marcati preformati, considerati "specifici", ma diretti contro chissà quale componente del tessuto danneggiato.
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AVVISO: seguirà un articolo lunghetto, ma ho messo, per i più frettolosi, l'introduzione e le conclusioni all'inizio.
LE PULCI ALLA SPIKE DEL DOTTOR CITRO
Commenterò una recente intervista del dottor Massimo Citro, trascrivendone alcuni passaggi. Vi si parla di Spike, la proteina tossica che servirebbe al “virus” per agganciarsi alle cellule bersaglio. Corrisponderebbe a quelle famose estroflessioni ben evidenti nelle raffigurazioni (meno nelle foto al ME). Le stesse verrebbero prodotte per effetto del vaccino, il quale contiene - così viene asserito - solo la sequenza nucleotidica che le codifica. La traduzione nelle corrispondenti proteine avverrebbe nelle cellule del vaccinato che ne diventerebbe una fonte permanente, “anche per più di un anno”.
Ne scrivo più per senso del dovere che per mio interesse, visto che la questione tecnico-scientifica è abbondantemente risolta da quasi 3 anni. Lo faccio perché vedo che anche molti altri continuano ad alimentare questo racconto o similari. Tra gli altri, si fa fuorviare anche il dott Ryan Cole. Persino il mainstream ha avvertito il senso di saturazione ormai raggiunto e perciò di colpo il COVID è sparito dalle prime pagine e l’attenzione viene spostata su altro con la solita grande coordinazione tra i media.
Anticipo la CONCLUSIONE: pur volendo restare a forza nella narrazione ufficiale - che noi non condividiamo -, le patologie subentrate con la vaccinazione sono ben diverse e multiformi, perciò non possono essere dovute ad una proteina definita come uguale a quella virale, ergo deve trattarsi di cosa ben diversa. Inoltre è improbabile che la spike venga effettivamente formata in vivo, in seguito al vaccino.
Il Dottor Citro scarta l’idea che la pandemia fosse dovuta a un virus naturale, ma resta affascinato dalla tesi del virus chimerico ingegnerizzato, costruito nei biolaboratori con la tecnica del “gain of function”, per arricchirlo di proprietà velenifere, e poi liberato nell’ambiente. Purtroppo per lui ed i suoi ammiratori un tanto non può essere sostenuto per evidenti motivi epidemiologici (che si aggiungono al mai risolto problema dell’isolamento virale, mai effettuato). Per qualche spunto, vedere il mio precedente post. (continua- 1/3)
Commenterò una recente intervista del dottor Massimo Citro, trascrivendone alcuni passaggi. Vi si parla di Spike, la proteina tossica che servirebbe al “virus” per agganciarsi alle cellule bersaglio. Corrisponderebbe a quelle famose estroflessioni ben evidenti nelle raffigurazioni (meno nelle foto al ME). Le stesse verrebbero prodotte per effetto del vaccino, il quale contiene - così viene asserito - solo la sequenza nucleotidica che le codifica. La traduzione nelle corrispondenti proteine avverrebbe nelle cellule del vaccinato che ne diventerebbe una fonte permanente, “anche per più di un anno”.
Ne scrivo più per senso del dovere che per mio interesse, visto che la questione tecnico-scientifica è abbondantemente risolta da quasi 3 anni. Lo faccio perché vedo che anche molti altri continuano ad alimentare questo racconto o similari. Tra gli altri, si fa fuorviare anche il dott Ryan Cole. Persino il mainstream ha avvertito il senso di saturazione ormai raggiunto e perciò di colpo il COVID è sparito dalle prime pagine e l’attenzione viene spostata su altro con la solita grande coordinazione tra i media.
Anticipo la CONCLUSIONE: pur volendo restare a forza nella narrazione ufficiale - che noi non condividiamo -, le patologie subentrate con la vaccinazione sono ben diverse e multiformi, perciò non possono essere dovute ad una proteina definita come uguale a quella virale, ergo deve trattarsi di cosa ben diversa. Inoltre è improbabile che la spike venga effettivamente formata in vivo, in seguito al vaccino.
Il Dottor Citro scarta l’idea che la pandemia fosse dovuta a un virus naturale, ma resta affascinato dalla tesi del virus chimerico ingegnerizzato, costruito nei biolaboratori con la tecnica del “gain of function”, per arricchirlo di proprietà velenifere, e poi liberato nell’ambiente. Purtroppo per lui ed i suoi ammiratori un tanto non può essere sostenuto per evidenti motivi epidemiologici (che si aggiungono al mai risolto problema dell’isolamento virale, mai effettuato). Per qualche spunto, vedere il mio precedente post. (continua- 1/3)
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L'antidoto contro il veleno dei nostri tempi - Massimo Citro della Riva
Torna su Visione Tv il dottor Massimo Citro della Riva. Ci sono correlazioni tra i sieri Covid e l'insorgenza di tumori in forme latenti o di recidive? L'intervista prende le mosse dalle recenti dichiarazioni di una biochimica ungherese, che in un'intervista…
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(2/3 - continuazione dal precedente) *** Dunque, il dottor Citro asserisce che la Spike naturale e quella da vaccino sono uguali e così i loro effetti nocivi. Sarebbero delle vere e proprie tossine o veleni.
Citro: “I vaccini producono una spike attenuata rispetto alla spike del virus? Certamente no perché loro riproducono matematicamente lo stesso mRNA”
Tuttavia non può essere così, per vari motivi:
1) Ogni tossina ha un effetto proporzionale alla sua quantità, quindi non si spiegherebbero i casi di “COVID” asintomatici o paucisintomatici con “carica virale” elevata. Infatti non sono state trovate differenze tra le “cariche virali” in malati ed asintomatici: esse possono essere alte o basse in entrambe le situazioni. Dunque, è frequente la situazione di grandi quantità di “virus” (ed altrettante “spike”), ma senza alcun danno. Così l’ipotesi tossina virale salta.
2) I sintomi descritti all’inizio della “pandemia”, nel 2020, si limitavano a sintomi respiratori e polmoniti interstiziali. L’uso del test farlocco e la definizione estensiva hanno presto intorbidato le acque, ma sicuramente non erano compresi sintomi neurologici sia centrali e periferici acuti, infarti, trombosi periferiche, miocarditi, eccetera (in numeri importanti). Inoltre gli eventi avversi post vaccini non comprendono sintomi respiratori e polmoniti (se non nella diagnosi di “malattia” da SARS-COV-2 nel caso subentri successivamente). Quindi le patologie post vaccinali non possono essere dovute ad una proteina spike uguale a quella virale (anche volendo ammettere che il virus ci sia). Per fare esempio, non è stato riscontrato aumento di miocarditi in soggetti “infettati”, rispetto alla incidenza nella popolazione non infettata né vaccinata (Tuvali O. et al. https://www.mdpi.com/2077-0383/11/8/2219), mentre si riscontra anche 800 volte di più nei vaccinati.
3) I vaccini iniettano l’mRNA, che dovrebbe entrare nelle cellule, ma ciò non succede, perché viene eliminato per il 50% immodificato ed il resto si distribuisce, sempre immodificato, a vari organi e tessuti e lì permane per molti giorni, sempre immodificato. Anche per tale motivo la tossicità vaccinale non può essere della cosiddetta proteina spike (rilevata da un test farlocco) poiché essa non viene neppure prodotta. Uno studio della Pfizer in giapponese, tradotto dal dott Stefano Scoglio, lo ha attestato.
4) Effetto tumorigeno: si riscontra in seguito alle vaccinazioni, ma non in seguito alla infezione da SARS CoV 2 (che infatti non è neppure considerato come virus cancerogeno, ammesso e non concesso che i virus cancerogeni ci siano). Altro motivo indiretto per negare l’identità del meccanismo e la uguale causa (spike “naturale” e da vaccino).
5) Il dott Citro fa un’altra asserzione discutibile: “La spike del vaccino produce la malattia. il soggetto vaccinato si ammala subito della COVID”. Succede talvolta che i vaccinati stiano male dopo la puntura e che vengano diagnosticati come casi COVID (positività al test farlocco), ma è successo lo stesso anche in seguito a vaccinazioni antinfluenzali, in cui le spike proprio non c’erano! Il che implica un diverso meccanismo ed una diversa causa. Poi gran parte dei vaccinati non si ammalano a breve di COVID, per ciò che può significare tale termine. [vedere immagine a seguire: Focolaio di “COVID” post vaccinazione antinfluenzale nell’ottobre 2020. Uno dei pochi ospiti negativi NON era vaccinato]
Citro: “I vaccini producono una spike attenuata rispetto alla spike del virus? Certamente no perché loro riproducono matematicamente lo stesso mRNA”
Tuttavia non può essere così, per vari motivi:
1) Ogni tossina ha un effetto proporzionale alla sua quantità, quindi non si spiegherebbero i casi di “COVID” asintomatici o paucisintomatici con “carica virale” elevata. Infatti non sono state trovate differenze tra le “cariche virali” in malati ed asintomatici: esse possono essere alte o basse in entrambe le situazioni. Dunque, è frequente la situazione di grandi quantità di “virus” (ed altrettante “spike”), ma senza alcun danno. Così l’ipotesi tossina virale salta.
2) I sintomi descritti all’inizio della “pandemia”, nel 2020, si limitavano a sintomi respiratori e polmoniti interstiziali. L’uso del test farlocco e la definizione estensiva hanno presto intorbidato le acque, ma sicuramente non erano compresi sintomi neurologici sia centrali e periferici acuti, infarti, trombosi periferiche, miocarditi, eccetera (in numeri importanti). Inoltre gli eventi avversi post vaccini non comprendono sintomi respiratori e polmoniti (se non nella diagnosi di “malattia” da SARS-COV-2 nel caso subentri successivamente). Quindi le patologie post vaccinali non possono essere dovute ad una proteina spike uguale a quella virale (anche volendo ammettere che il virus ci sia). Per fare esempio, non è stato riscontrato aumento di miocarditi in soggetti “infettati”, rispetto alla incidenza nella popolazione non infettata né vaccinata (Tuvali O. et al. https://www.mdpi.com/2077-0383/11/8/2219), mentre si riscontra anche 800 volte di più nei vaccinati.
3) I vaccini iniettano l’mRNA, che dovrebbe entrare nelle cellule, ma ciò non succede, perché viene eliminato per il 50% immodificato ed il resto si distribuisce, sempre immodificato, a vari organi e tessuti e lì permane per molti giorni, sempre immodificato. Anche per tale motivo la tossicità vaccinale non può essere della cosiddetta proteina spike (rilevata da un test farlocco) poiché essa non viene neppure prodotta. Uno studio della Pfizer in giapponese, tradotto dal dott Stefano Scoglio, lo ha attestato.
4) Effetto tumorigeno: si riscontra in seguito alle vaccinazioni, ma non in seguito alla infezione da SARS CoV 2 (che infatti non è neppure considerato come virus cancerogeno, ammesso e non concesso che i virus cancerogeni ci siano). Altro motivo indiretto per negare l’identità del meccanismo e la uguale causa (spike “naturale” e da vaccino).
5) Il dott Citro fa un’altra asserzione discutibile: “La spike del vaccino produce la malattia. il soggetto vaccinato si ammala subito della COVID”. Succede talvolta che i vaccinati stiano male dopo la puntura e che vengano diagnosticati come casi COVID (positività al test farlocco), ma è successo lo stesso anche in seguito a vaccinazioni antinfluenzali, in cui le spike proprio non c’erano! Il che implica un diverso meccanismo ed una diversa causa. Poi gran parte dei vaccinati non si ammalano a breve di COVID, per ciò che può significare tale termine. [vedere immagine a seguire: Focolaio di “COVID” post vaccinazione antinfluenzale nell’ottobre 2020. Uno dei pochi ospiti negativi NON era vaccinato]
MDPI
The Incidence of Myocarditis and Pericarditis in Post COVID-19 Unvaccinated Patients—A Large Population-Based Study
Myocarditis and pericarditis are potential post-acute cardiac sequelae of COVID-19 infection, arising from adaptive immune responses. We aimed to study the incidence of post-acute COVID-19 myocarditis and pericarditis. Retrospective cohort study of 196,992…
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3/3 - continuaziine) *** 6) Il dott Citro parla del “vaccino” come fosse unico. Invece ormai è assodato che la composizione è poco nota, e sicuramente cangiante: ogni lotto è diverso dagli altri, con un grado di tossicità variabile. Questo si aggiunge alle differenze tra marche diverse. Fondamentale tenerne conto.
Il dottor Citro vorrebbe perseguire penalmente per crimini contro l’umanità “coloro che hanno ideato e costruito questo mostro che ha causato 6.000.000 di morti” (NB ormai arrivati ad oltre 6.700.000 in 3 anni). Nel dire questo dimentica quel che lui stesso ha sostenuto, cioè che la maggior parte di quei morti non ci sarebbero stati se i pazienti fossero stati curati in modo razionale, il più delle volte con antibatterici adatti (e non antivirali). I numeri sarebbero stati ancora più risicati se la definizione internazionale fosse stata dall’inizio come la attuale cinese (cambiata da meno di un mese). In pratica la pandemia si sarebbe ridotta … ad un sacco vuoto, incapace di stare in piedi. Quindi le colpe sono dei provvedimenti delle autorità politiche e sanitarie, e non del fantomatico “mostro”. Le gravi responsabilità ci sono, ma di diversa natura.
Il dott Citro ha scelto di alimentare ulteriore paura anche per un ipotetico possibile “nuovo virus cinese” estremamente pericoloso, ipotizzando che i cinesi vogliano intenzionalmente diffonderlo grazie al recente allentamento delle restrizioni imposte alla popolazione.
La paura dei virus è molto utile non solo alle Autorità Sanitarie, ma è anche funzionale a certe interminabili discussioni. Paura che al momento viene messa da parte dal mainstream, per poter essere tirata fuori di nuovo per un altro giro di giostra, visto che tale schema la maggioranza – e molti esperti - non l’ha proprio capito!
Il dottor Citro vorrebbe perseguire penalmente per crimini contro l’umanità “coloro che hanno ideato e costruito questo mostro che ha causato 6.000.000 di morti” (NB ormai arrivati ad oltre 6.700.000 in 3 anni). Nel dire questo dimentica quel che lui stesso ha sostenuto, cioè che la maggior parte di quei morti non ci sarebbero stati se i pazienti fossero stati curati in modo razionale, il più delle volte con antibatterici adatti (e non antivirali). I numeri sarebbero stati ancora più risicati se la definizione internazionale fosse stata dall’inizio come la attuale cinese (cambiata da meno di un mese). In pratica la pandemia si sarebbe ridotta … ad un sacco vuoto, incapace di stare in piedi. Quindi le colpe sono dei provvedimenti delle autorità politiche e sanitarie, e non del fantomatico “mostro”. Le gravi responsabilità ci sono, ma di diversa natura.
Il dott Citro ha scelto di alimentare ulteriore paura anche per un ipotetico possibile “nuovo virus cinese” estremamente pericoloso, ipotizzando che i cinesi vogliano intenzionalmente diffonderlo grazie al recente allentamento delle restrizioni imposte alla popolazione.
La paura dei virus è molto utile non solo alle Autorità Sanitarie, ma è anche funzionale a certe interminabili discussioni. Paura che al momento viene messa da parte dal mainstream, per poter essere tirata fuori di nuovo per un altro giro di giostra, visto che tale schema la maggioranza – e molti esperti - non l’ha proprio capito!
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Il bianchetto dell'AIFA colpisce ancora
Mentre si è arrivati alla fine della pandemia per esaurimento dovuto a saturazione (pur con numeri superiori a quelli che servivano a terrorizzare la popolazione del 2020), l’AIFA ha deciso di concludere l’esperienza postmarketing dedicata ai “vaccini” anti-COVID con il rapporto n° 14 (https://www.aifa.gov.it/rapporti-su-sorveglianza-dei-vaccini-covid-19).
D’ora in poi le relative sospette reazioni avverse da questo vaccino verranno incluse nel rapporto annuale comprendente tutti gli altri. Quindi il prossimo aggiornamento arriverà appena nel luglio 2024 (relativo all’anno 2023), tra 17 mesi circa.
Dopotutto, secondo il professor Giorgio Palù, presidente dell’AIFA, i numeri sono quanto mai rassicuranti e tali da non rendersi più necessario dedicare speciale attenzione all’argomento.
Per esempio, i decessi causati dalle immunizzazioni - secondo AIFA - sono stati 0 (zero) in sei mesi (da luglio a dicembre 2022). La sfrontatezza, insomma, ha raggiunto livelli mai visti prima. Senza ripetere quanto già detto riguardo l’enorme sottostima dovuto al sistema di sorveglianza passiva, puntiamo un attimo l’attenzione su quanto è nascosto … alla luce del sole.
L’AIFA fa finta di non essere al corrente di dati che pur sono riportati regolarmente dall’ ISS. Mi riferisco ai “fallimenti vaccinali” previsti nella guida (https://www.AIFA.gov.it/documents/20142/241044/Guida_valutazione_reazioni_avverse_osservabili_dopo_vaccinazione_1.pdf), guida citata anche nel loro rapporto n° 14. Infatti la malattia, se avviene dopo la “vaccinazione” che dovrebbe evitarla, è così catalogata ed è indiscutibilmente grave quando vi sia ospedalizzazione ed a maggior ragione decesso. Dunque, secondo AIFA non c'è stato nessun morto in sei mesi (!), mentre secondo l’ISS nello stesso periodo ce ne sono stati 10.791 (salvo errori & omissioni) solo tra i “fallimenti vaccinali”, e che vanno aggiunti a tutti gli altri tipi di reazione. Stesso discorso va fatto per le molte decine di migliaia di REAZIONI avverse gravi avvenute in quei sei mesi (ricoveri per COVID-19 di vaccinati con ciclo completo), di cui nessuna menzionata dall’AIFA (per avere un’idea, nel solo mese di settembre ve ne sono state 10.244). La relazione causale nei casi menzionati è indiscutibile, essendo accertata per definizione. Per inciso, il numero di SOSPETTE reazioni avverse gravi totali segnalate in 2 anni è 26.291, ma la relazione causale per gran parte di queste è scartata, con gli stessi trucchi usati per derubricare i decessi.
Quanto sopra ridicolizza l’intero rapporto. Tra le numerose altre critiche possibili vi è anche l’osservazione che i funzionari dell’AIFA non hanno avuto il tempo neanche di esaminare 144 casi di decesso (“non esaminati”) presenti nel rapporto numero 12 (dati fino al giugno 2022), stesso discorso per i 73 casi (“inclassificabili”) in cui non hanno trovato elementi sufficienti per decidere, e per i 218 (“indeterminati”) ancora in attesa di informazioni decisive: 8-20 mesi non son bastati agli esperti per raccogliere dati così rilevanti. Tra l’altro sono stati relegati nella casella “indeterminati” quelli in cui la probabilità del nesso causale con il vaccino è alta. E, così operando, li han fatti sparire dalla vista.
È facile immaginare che abbiano messo lo stesso impegno ed utilizzato gli stessi criteri per giudicare anche tutte gli altri eventi avversi gravi con esito non mortale. NB Eventuali commenti sotto il post: https://sfero.me/article/-bianchetto-aifa-colpisce-ancora.
Mentre si è arrivati alla fine della pandemia per esaurimento dovuto a saturazione (pur con numeri superiori a quelli che servivano a terrorizzare la popolazione del 2020), l’AIFA ha deciso di concludere l’esperienza postmarketing dedicata ai “vaccini” anti-COVID con il rapporto n° 14 (https://www.aifa.gov.it/rapporti-su-sorveglianza-dei-vaccini-covid-19).
D’ora in poi le relative sospette reazioni avverse da questo vaccino verranno incluse nel rapporto annuale comprendente tutti gli altri. Quindi il prossimo aggiornamento arriverà appena nel luglio 2024 (relativo all’anno 2023), tra 17 mesi circa.
Dopotutto, secondo il professor Giorgio Palù, presidente dell’AIFA, i numeri sono quanto mai rassicuranti e tali da non rendersi più necessario dedicare speciale attenzione all’argomento.
Per esempio, i decessi causati dalle immunizzazioni - secondo AIFA - sono stati 0 (zero) in sei mesi (da luglio a dicembre 2022). La sfrontatezza, insomma, ha raggiunto livelli mai visti prima. Senza ripetere quanto già detto riguardo l’enorme sottostima dovuto al sistema di sorveglianza passiva, puntiamo un attimo l’attenzione su quanto è nascosto … alla luce del sole.
L’AIFA fa finta di non essere al corrente di dati che pur sono riportati regolarmente dall’ ISS. Mi riferisco ai “fallimenti vaccinali” previsti nella guida (https://www.AIFA.gov.it/documents/20142/241044/Guida_valutazione_reazioni_avverse_osservabili_dopo_vaccinazione_1.pdf), guida citata anche nel loro rapporto n° 14. Infatti la malattia, se avviene dopo la “vaccinazione” che dovrebbe evitarla, è così catalogata ed è indiscutibilmente grave quando vi sia ospedalizzazione ed a maggior ragione decesso. Dunque, secondo AIFA non c'è stato nessun morto in sei mesi (!), mentre secondo l’ISS nello stesso periodo ce ne sono stati 10.791 (salvo errori & omissioni) solo tra i “fallimenti vaccinali”, e che vanno aggiunti a tutti gli altri tipi di reazione. Stesso discorso va fatto per le molte decine di migliaia di REAZIONI avverse gravi avvenute in quei sei mesi (ricoveri per COVID-19 di vaccinati con ciclo completo), di cui nessuna menzionata dall’AIFA (per avere un’idea, nel solo mese di settembre ve ne sono state 10.244). La relazione causale nei casi menzionati è indiscutibile, essendo accertata per definizione. Per inciso, il numero di SOSPETTE reazioni avverse gravi totali segnalate in 2 anni è 26.291, ma la relazione causale per gran parte di queste è scartata, con gli stessi trucchi usati per derubricare i decessi.
Quanto sopra ridicolizza l’intero rapporto. Tra le numerose altre critiche possibili vi è anche l’osservazione che i funzionari dell’AIFA non hanno avuto il tempo neanche di esaminare 144 casi di decesso (“non esaminati”) presenti nel rapporto numero 12 (dati fino al giugno 2022), stesso discorso per i 73 casi (“inclassificabili”) in cui non hanno trovato elementi sufficienti per decidere, e per i 218 (“indeterminati”) ancora in attesa di informazioni decisive: 8-20 mesi non son bastati agli esperti per raccogliere dati così rilevanti. Tra l’altro sono stati relegati nella casella “indeterminati” quelli in cui la probabilità del nesso causale con il vaccino è alta. E, così operando, li han fatti sparire dalla vista.
È facile immaginare che abbiano messo lo stesso impegno ed utilizzato gli stessi criteri per giudicare anche tutte gli altri eventi avversi gravi con esito non mortale. NB Eventuali commenti sotto il post: https://sfero.me/article/-bianchetto-aifa-colpisce-ancora.
www.aifa.gov.it
Rapporti su Sorveglianza dei vaccini COVID-19
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N° decessi tra i vaccinati con ciclo completo, nel solo mese di luglio 2022 (vedi post sopra), secondo il bollettino di sorveglianza integrata dell'ISS. I bollettini si possono consultare qui: Archivio Bollettini ISS
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Segnalo l'intervista pubblicata dalla giornalista Gioia Locati sul suo blog. Merita leggere anche la contestazione - inserita nei commenti - da parte dal prof Paolo Bellavite e la mia replica ... https://blog.ilgiornale.it/locati/2023/03/10/covid-vi-svelo-tutto-linganno/ NB Eventuali commenti su Sfero: https://sfero.me/article/intervista-giornalista-gioia-locati
blog.ilgiornale.it
“Covid, vi svelo tutto l’inganno” – Il Blog di Gioia Locati
Da tempo cullavo l’idea di intervistare Fabio Franchi sulla pandemia. O meglio, sulla “Catastrofe provocata dal virus che non c’è” parafrasando il titolo del suo ultimo libro (Ed. Youcanprint, 20 euro, pdf gratuito).
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Le teorie defunte camminano ancora
Ritorno su alcune questioni metodologiche, traendo spunto da quanto dichiarato dalla dottoressa Bolgan.
Sono temi già affrontati nel passato, perciò mi occuperò solo delle “novità”, dato che più di qualcuno raccoglie e rilancia le sue affermazioni. Eccole dalla sua viva voce:
1) Sull' isolamento: https://drive.proton.me/urls/N2BW2MK8X0#UCdFFXXvaAdO
2) Sui veleni della "spike": https://drive.proton.me/urls/3WAEE6V65W#oy231q0uTkm1
NB Eventuali commenti sono possibili sotto il medesimo post su Sfero: https://sfero.me/article/-teorie-defunte-camminano-ancora
(parte 1 -continua)
Ritorno su alcune questioni metodologiche, traendo spunto da quanto dichiarato dalla dottoressa Bolgan.
Sono temi già affrontati nel passato, perciò mi occuperò solo delle “novità”, dato che più di qualcuno raccoglie e rilancia le sue affermazioni. Eccole dalla sua viva voce:
1) Sull' isolamento: https://drive.proton.me/urls/N2BW2MK8X0#UCdFFXXvaAdO
2) Sui veleni della "spike": https://drive.proton.me/urls/3WAEE6V65W#oy231q0uTkm1
NB Eventuali commenti sono possibili sotto il medesimo post su Sfero: https://sfero.me/article/-teorie-defunte-camminano-ancora
(parte 1 -continua)
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(continua dal precedente) Commenterò separatamente i vari punti cosicché chi legge può scorrere e ritrovare quel che interessa di più.
Come molti avran notato, il mio nome non viene tirato in ballo, ma chiaramente la dottoressa si riferisce a tesi sostenute principalmente dal dott Scoglio e da me (in Italia). Io invece preferisco dire chiaramente cosa commento e di chi sono le affermazioni.
Tutti indistintamente diciamo di rifarci al metodo scientifico, e ciò dovrebbe implicare precisione nel linguaggio e nei riferimenti, e pure la conoscenza di ciò di cui si parla. Io ho ascoltato spesso la dottoressa, ella evidentemente non ha fatto lo stesso con me. In 3 anni non ha avuto tempo neppure di leggere quanto scritto sui punti principali da me affrontati. Ciò nonostante contesta quel che riporta scorrettamente.
Di seguito le osservazioni:
A) Le revisioni della letteratura scientifica vanno bene se fatte da lei, che sa scegliere i lavori validi, non se fatte da altri che arrivino a conclusioni differenti. Atteggiamento analogo a quello dei televirologi che non si degnano di confrontarsi con la plebe. In questo c’è un grande fraintendimento: nessun filosofo della scienza ha mai affermato che il discorso scientifico, per averne le caratteristiche, debba essere prima approvato da Lancet. A proposito di Lancet, la prestigiosa rivista aveva pubblicato un ampio lavoro (nel 2020), che dovette poi ritirare perché i dati erano tutti inventati: erano stati raccolti da una pornostar, professionista che i peer reviewers ritenevano garantisse sufficiente serietà.
(vedi le immagini a seguire) (parte 2 - continua)
Come molti avran notato, il mio nome non viene tirato in ballo, ma chiaramente la dottoressa si riferisce a tesi sostenute principalmente dal dott Scoglio e da me (in Italia). Io invece preferisco dire chiaramente cosa commento e di chi sono le affermazioni.
Tutti indistintamente diciamo di rifarci al metodo scientifico, e ciò dovrebbe implicare precisione nel linguaggio e nei riferimenti, e pure la conoscenza di ciò di cui si parla. Io ho ascoltato spesso la dottoressa, ella evidentemente non ha fatto lo stesso con me. In 3 anni non ha avuto tempo neppure di leggere quanto scritto sui punti principali da me affrontati. Ciò nonostante contesta quel che riporta scorrettamente.
Di seguito le osservazioni:
A) Le revisioni della letteratura scientifica vanno bene se fatte da lei, che sa scegliere i lavori validi, non se fatte da altri che arrivino a conclusioni differenti. Atteggiamento analogo a quello dei televirologi che non si degnano di confrontarsi con la plebe. In questo c’è un grande fraintendimento: nessun filosofo della scienza ha mai affermato che il discorso scientifico, per averne le caratteristiche, debba essere prima approvato da Lancet. A proposito di Lancet, la prestigiosa rivista aveva pubblicato un ampio lavoro (nel 2020), che dovette poi ritirare perché i dati erano tutti inventati: erano stati raccolti da una pornostar, professionista che i peer reviewers ritenevano garantisse sufficiente serietà.
(vedi le immagini a seguire) (parte 2 - continua)
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(continua dal precedente) B) La Dott.ssa pensa che l'isolamento virale debba essere fatto "secondo i protocolli di Koch". E qui cade nell’equivoco: è vero che nei postulati (non protocolli) si parla di isolamento, ma ciò è riferito al riconoscimento della presenza di un germe e del suo ruolo causale in una particolare patologia. Si tratta appunto capire se un germe, già conosciuto e già isolato in precedenza (al fine della precisa caratterizzazione e messa a punto dei test) possa essere ritenuto responsabile. Quindi bisogna distinguere a quale isolamento ci si riferisca. I postulati, semplici regole logiche, non hanno il fine di prima identificazione. Solo dopo che questa è stata completata, si passa ad essi: il microrganismo infatti potrebbe essere ritrovato ma essere un semplice “passeggero”. Da tre anni chiedo a destra ed a manca dove vi siano entrambe tali distinte dimostrazioni. Finalmente ho avuto le risposte che non ha saputo darmi nessun altro (né la Bolgan, né Bellavite, né Citro, né Tritto, ecc): l’ho avuta dalla AI (Intelligenza Artificiale), commenterò nel prossimo post.
C) Prima di potersi presentare al suo cospetto, bisogna aver prima pubblicato su qualche rivista importante le proprie tesi critiche (o che l’abbia fatto qualcun altro). Può stare tranquilla: la stretta censura degli editori continuerà ad impedirlo così da giustificare la perseveranza nello snobbare gli argomenti per lei scomodi. Quelli sul NEJM, magari proposti dai ricercatori legati alle case farmaceutiche, vanno bene, sono degni di discussione.
D) Tutto quanto da lei richiesto è già stato fatto per l'AIDS (e pure per i “prioni”) ma non lo sa, infatti abbraccia fiduciosamente la versione mainstream. Io ho scritto molto sulla questione, anche con un saggio dal titolo inequivocabile: “AIDS la grande truffa” nel 1996 (mentre lavoravo agli Infettivi!). Non solo: mi è stata pubblicata anche un’ampia review “Alla ricerca del virus HIV” (In search of HIV) nel 1998, con 96 voci bibliografiche “a 5 stelle”! Il tutto è valido ancora oggi. Ho avuto anche pubblicazioni su altre riviste. I links di riferimento sono attivi sui miei profili. È importante analizzare il passato, perché gli stessi schemi, attuati nelle precedenti “pandemie”, sono stati usati per la COVID. Pure, riguardo quest’ultima, sono stato coautore di una critica demolitiva del lavoro di Corman-Drosten, sul relativo test PCR (tra gli altri autori c’è anche Mike Yeadon ex-dirigente Pfizer, e Stefano Scoglio). Sono stato tra i primi al mondo ad aver dimostrato la mancanza di correlazione tra microcefalia e Zika offrendo ipotesi alternative. Ed altro ancora. Ma son tutti titoli non sufficienti per gli alti standard richiesti dalla dottoressa.
(parte 3 - continua)
C) Prima di potersi presentare al suo cospetto, bisogna aver prima pubblicato su qualche rivista importante le proprie tesi critiche (o che l’abbia fatto qualcun altro). Può stare tranquilla: la stretta censura degli editori continuerà ad impedirlo così da giustificare la perseveranza nello snobbare gli argomenti per lei scomodi. Quelli sul NEJM, magari proposti dai ricercatori legati alle case farmaceutiche, vanno bene, sono degni di discussione.
D) Tutto quanto da lei richiesto è già stato fatto per l'AIDS (e pure per i “prioni”) ma non lo sa, infatti abbraccia fiduciosamente la versione mainstream. Io ho scritto molto sulla questione, anche con un saggio dal titolo inequivocabile: “AIDS la grande truffa” nel 1996 (mentre lavoravo agli Infettivi!). Non solo: mi è stata pubblicata anche un’ampia review “Alla ricerca del virus HIV” (In search of HIV) nel 1998, con 96 voci bibliografiche “a 5 stelle”! Il tutto è valido ancora oggi. Ho avuto anche pubblicazioni su altre riviste. I links di riferimento sono attivi sui miei profili. È importante analizzare il passato, perché gli stessi schemi, attuati nelle precedenti “pandemie”, sono stati usati per la COVID. Pure, riguardo quest’ultima, sono stato coautore di una critica demolitiva del lavoro di Corman-Drosten, sul relativo test PCR (tra gli altri autori c’è anche Mike Yeadon ex-dirigente Pfizer, e Stefano Scoglio). Sono stato tra i primi al mondo ad aver dimostrato la mancanza di correlazione tra microcefalia e Zika offrendo ipotesi alternative. Ed altro ancora. Ma son tutti titoli non sufficienti per gli alti standard richiesti dalla dottoressa.
(parte 3 - continua)
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E) Continua a non conoscere le tesi che tuttavia scarta senza tentennamenti. Fa benissimo a rifiutare il confronto, che avrebbe avuto senso nel 2020, non ora. Ora è facile: abbiamo persino saputo come vi fossero brevetti sulle "sequenze specifiche" del virus e relativi vaccini anni prima della sua nascita nel dicembre 2019, e perciò rischierebbe di fare una figura poco entusiasmante. Sappiamo che persino il prof Vanni Frajese si accorse qualche mese fa che tutto il castello (COVID causato da un nuovo virus) rischiava di crollare a causa di uno studio che aveva appena scoperto. Ebbene, studi simili a quello, che si integrano perfettamente con quanto da me affermato, li avevo descritti e spiegati già nel 2020 (https://sfero.me/article/-prof-vanni-frajese-si-avvicina)
F) Nella “spike” manca solo l’artiglio di serpente e la coda di diavolo della Tasmania. La dottoressa afferma che nella "spike" ci sarebbero ANCHE frammenti di ben 8 differenti tossine (di serpenti, della lumaca di mare, del virus della rabbia, altre sconosciute). Che senso ha? Se anche avessi un frammento somigliante al bullone di una bomba, dovrei aver paura che esso mi esploda in mano? Il codice genetico è costituito da gruppi di 4 lettere che codificano per uno degli aminoacidi. Con lunghe sequenze di nucleotidi è inevitabile trovare somiglianze a caso in qualche tratto. Non si può pretendere che un frammento possa avere la funzione del tutto! Il nostro corredo genetico si differenzia solo del 30% da quello dell'elefante. E allora? Dovremmo temere che ai nostri figli cresca la proboscide?
E poi il "virus della rabbia" non mi risulta che produca tossine. Ne produce? Sarebbe una novità. Mi ricorda Robert Gallo, che ad un certo punto giunse ad ipotizzare che l' "HIV" avesse anche l'effetto del veleno dello scorpione!
G) Ancora con questa spike: dice che sia la parte tossica del virus e che sia riprodotta uguale dal vaccino.
Pensate bene: nel 2020 c’erano soggetti asintomatici la cui “carica virale” non si differenziava da quella degli ammalati, e poteva essere altissima (così dicevano). Se la spike è una tossina, allora l’effetto è proporzionale alla quantità, perciò non avrebbero dovuto esserci soggetti asintomatici con alta “carica virale”, giusto? Invece ce n’erano, e allora? Bisogna spiegare, non sorvolare su riscontri imbarazzanti per la teoria sostenuta.
Ben differente la situazione del vaccino, con il quale non viene iniettata la “spike”, qualunque cosa essa sia, ma materiale tossico che rende ragione dei peculiari effetti collaterali.
Che quanto stava succedendo non potesse essere spiegato dalla teoria virale lo ammise anche il prof Paolo Bellavite in una conversazione privata con me (nel marzo-aprile 2021), ma per iscritto mi ha invece sempre contestato (vedere il suo commento e mia replica sotto l’intervista della Locati (https://blog.ilgiornale.it/locati/2023/03/10/covid-vi-svelo-tutto-linganno/)
Concludo queste note affermando che la scienza è anche obbligante: bisogna prender atto quando una teoria è morta e rassegnarsi a farle il funerale. Mantenere in piedi un virus inesistente serve solo a mantenere una “fine discussione mai” e preparare il terreno per il prossimo giro di giostra. I virus keepers NB Eventuali commenti sono possibili sotto il medesimo post su Sfero: https://sfero.me/article/-teorie-defunte-camminano-ancora (parte 4- fine)
F) Nella “spike” manca solo l’artiglio di serpente e la coda di diavolo della Tasmania. La dottoressa afferma che nella "spike" ci sarebbero ANCHE frammenti di ben 8 differenti tossine (di serpenti, della lumaca di mare, del virus della rabbia, altre sconosciute). Che senso ha? Se anche avessi un frammento somigliante al bullone di una bomba, dovrei aver paura che esso mi esploda in mano? Il codice genetico è costituito da gruppi di 4 lettere che codificano per uno degli aminoacidi. Con lunghe sequenze di nucleotidi è inevitabile trovare somiglianze a caso in qualche tratto. Non si può pretendere che un frammento possa avere la funzione del tutto! Il nostro corredo genetico si differenzia solo del 30% da quello dell'elefante. E allora? Dovremmo temere che ai nostri figli cresca la proboscide?
E poi il "virus della rabbia" non mi risulta che produca tossine. Ne produce? Sarebbe una novità. Mi ricorda Robert Gallo, che ad un certo punto giunse ad ipotizzare che l' "HIV" avesse anche l'effetto del veleno dello scorpione!
G) Ancora con questa spike: dice che sia la parte tossica del virus e che sia riprodotta uguale dal vaccino.
Pensate bene: nel 2020 c’erano soggetti asintomatici la cui “carica virale” non si differenziava da quella degli ammalati, e poteva essere altissima (così dicevano). Se la spike è una tossina, allora l’effetto è proporzionale alla quantità, perciò non avrebbero dovuto esserci soggetti asintomatici con alta “carica virale”, giusto? Invece ce n’erano, e allora? Bisogna spiegare, non sorvolare su riscontri imbarazzanti per la teoria sostenuta.
Ben differente la situazione del vaccino, con il quale non viene iniettata la “spike”, qualunque cosa essa sia, ma materiale tossico che rende ragione dei peculiari effetti collaterali.
Che quanto stava succedendo non potesse essere spiegato dalla teoria virale lo ammise anche il prof Paolo Bellavite in una conversazione privata con me (nel marzo-aprile 2021), ma per iscritto mi ha invece sempre contestato (vedere il suo commento e mia replica sotto l’intervista della Locati (https://blog.ilgiornale.it/locati/2023/03/10/covid-vi-svelo-tutto-linganno/)
Concludo queste note affermando che la scienza è anche obbligante: bisogna prender atto quando una teoria è morta e rassegnarsi a farle il funerale. Mantenere in piedi un virus inesistente serve solo a mantenere una “fine discussione mai” e preparare il terreno per il prossimo giro di giostra. I virus keepers NB Eventuali commenti sono possibili sotto il medesimo post su Sfero: https://sfero.me/article/-teorie-defunte-camminano-ancora (parte 4- fine)
Sfero
Il prof Vanni Frajese si avvicina al bersaglio … senza colpirlo! · Sfero
Il professore si è accorto, con due anni e mezzo di ritardo, di dati che non si conciliano proprio con quelli più ufficiali, e che avrebbe dovuto sovvertire la narrazione pandemica. Tuttavia, invece di andare a fondo, ha nascosto la mano dopo aver lanciato…
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I NUOVI PARADIGMI
Il mondo UNIpolare vs quello MULTIpolare: quale scegliere?
Dopo una lunga premessa, la sbalorditiva conclusione (ringrazio Tullio Iaco per le informazioni cruciali). Tempo di lettura 10-15 minuti. Lo stesso post è su SFERO (https://sfero.me/article/-nuovi-paradigmi), dove è più agevole la lettura ed è possibile commentare.
[ Il post è troppo lungo, perciò anticipo la conclusione per chi non abbia tempo di leggere tutti i passaggi: non c'è nessuna differenza, purtroppo! ]
I cambiamenti sociali in questi ultimi tre anni sono stati radicali ed enormi. Altri arriveranno. Ci deve perciò essere uno sforzo costante del pensiero per focalizzarsi sui fatti rilevanti in modo da capire, da poter azzardare delle previsioni e, se possibile, trovare qualche soluzione. Bisogna insomma partire da un’analisi disincantata, pronti a sostituire anche i propri preconcetti.
La prima osservazione da farsi è che gran parte della popolazione non ha capito granché di quel che è successo, anzi i ricordi ormai sfocati vengono in fretta messi in soffitta o cancellati. L’accaduto viene archiviato come una calamità naturale inevitabile. Non c’è la volontà di riconsiderare, anche se questo è stato fonte di gravi danni di diversa tipologia. Riconoscere le nefandezze che sono state perpetrate implica pure la spiacevole ammissione di essere stati facilmente imbrogliati, perciò è meglio rimuovere per salvare l’amor proprio. A riprova cito il risultato delle ultime elezioni regionali che hanno confermato in pieno i responsabili politici dei nostri guai. Di questa situazione approfittano i “giostrai” che potranno ripetere con successo gli stessi schemi con gli opportuni adattamenti in futuro.
Una parte minore della popolazione, diciamo l’avanguardia del dissenso, ricorda con precisione quel che è successo, sviluppa una forte argomentazione critica, ma con limiti che si rifiuta di superare. Per esempio è rimasta attaccata all’idea della “pandemia”, del “virus ingegnerizzato”, e della “gain of function” (meglio: gain of fiction!) quando ormai da tempo è evidente che sono teorie persino ridicole e che stanno in piedi solo con lo scotch (come il modulo lunare). Questo significa che saranno disposti ad accettare le prossime a venire, già annunciate, ed a ricominciare daccapo la medesima critica. Quando succederà, saranno di nuovo a rincorrere le apparenti novità, incapaci di disattivare l’impianto che le genera.
Invece di riparare il tubo, si preferisce continuare a tirar su l’acqua che ne esce.
L’impianto a cui mi riferisco è riconducibile alle fole della virologia, che ha permesso di aprire la famosa “finestra di opportunità” alle élite del WEF, del “Deep State”, del governo-ombra, della C.I.A., del complesso militare-industriale, i quali insieme condizionano l’OMS ed i governi nazionali.
Il loro programma è noto ed articolato e mira ad istituire una governance (una illuminata guida centralizzata) UNI-polare. Non mi soffermerò sugli obiettivi di cui elenco solo alcuni significativi:
Il mondo UNIpolare vs quello MULTIpolare: quale scegliere?
Dopo una lunga premessa, la sbalorditiva conclusione (ringrazio Tullio Iaco per le informazioni cruciali). Tempo di lettura 10-15 minuti. Lo stesso post è su SFERO (https://sfero.me/article/-nuovi-paradigmi), dove è più agevole la lettura ed è possibile commentare.
[ Il post è troppo lungo, perciò anticipo la conclusione per chi non abbia tempo di leggere tutti i passaggi: non c'è nessuna differenza, purtroppo! ]
I cambiamenti sociali in questi ultimi tre anni sono stati radicali ed enormi. Altri arriveranno. Ci deve perciò essere uno sforzo costante del pensiero per focalizzarsi sui fatti rilevanti in modo da capire, da poter azzardare delle previsioni e, se possibile, trovare qualche soluzione. Bisogna insomma partire da un’analisi disincantata, pronti a sostituire anche i propri preconcetti.
La prima osservazione da farsi è che gran parte della popolazione non ha capito granché di quel che è successo, anzi i ricordi ormai sfocati vengono in fretta messi in soffitta o cancellati. L’accaduto viene archiviato come una calamità naturale inevitabile. Non c’è la volontà di riconsiderare, anche se questo è stato fonte di gravi danni di diversa tipologia. Riconoscere le nefandezze che sono state perpetrate implica pure la spiacevole ammissione di essere stati facilmente imbrogliati, perciò è meglio rimuovere per salvare l’amor proprio. A riprova cito il risultato delle ultime elezioni regionali che hanno confermato in pieno i responsabili politici dei nostri guai. Di questa situazione approfittano i “giostrai” che potranno ripetere con successo gli stessi schemi con gli opportuni adattamenti in futuro.
Una parte minore della popolazione, diciamo l’avanguardia del dissenso, ricorda con precisione quel che è successo, sviluppa una forte argomentazione critica, ma con limiti che si rifiuta di superare. Per esempio è rimasta attaccata all’idea della “pandemia”, del “virus ingegnerizzato”, e della “gain of function” (meglio: gain of fiction!) quando ormai da tempo è evidente che sono teorie persino ridicole e che stanno in piedi solo con lo scotch (come il modulo lunare). Questo significa che saranno disposti ad accettare le prossime a venire, già annunciate, ed a ricominciare daccapo la medesima critica. Quando succederà, saranno di nuovo a rincorrere le apparenti novità, incapaci di disattivare l’impianto che le genera.
Invece di riparare il tubo, si preferisce continuare a tirar su l’acqua che ne esce.
L’impianto a cui mi riferisco è riconducibile alle fole della virologia, che ha permesso di aprire la famosa “finestra di opportunità” alle élite del WEF, del “Deep State”, del governo-ombra, della C.I.A., del complesso militare-industriale, i quali insieme condizionano l’OMS ed i governi nazionali.
Il loro programma è noto ed articolato e mira ad istituire una governance (una illuminata guida centralizzata) UNI-polare. Non mi soffermerò sugli obiettivi di cui elenco solo alcuni significativi:
Sfero
I NUOVI PARADIGMI · Sfero
Il mondo UNIpolare vs quello MULTIpolare: quale scegliere?Dopo una lunga premessa, la sbalorditiva conclusione (ringrazio Tullio Iaco per le informazioni cruciali). Tempo di lettura 10-15 minuti.[ poiché il post è molto lungo, sintetizzo per chi non abbia…
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[seconda parte] 1) Uso di nuove pandemie per mantenere e rafforzare il controllo della popolazione, le cosiddette “finestre di opportunità”, realizzate con le emergenze ripetute.
2) affidamento della gestione delle prossime all’OMS, a sua volta gestita da privati,
3) preparazione per la produzione rapida di pseudo vaccini “di nuova generazione”,
4) introduzione della obbligatorietà della “vaccinazione” per fasce di popolazione, su scelta politica,
5) accesso di alcuni servizi solo ai possessori di Green pass, solo per il momento sospeso.
6) Lotta feroce alle “fake news”, che corrisponde all’estensione di una censura sempre più stretta per escludere fastidiose voci critiche (e.g. l’”esitazione vaccinale”)
7) introduzione della moneta digitale controllata dallo Stato (CBDC), perdita di ogni privacy, 8) introduzione del reddito minimo,
9) lotta al “riscaldamento climatico” con l’obiettivo di eliminare i carburanti fossili e sostituirli con le “energie verdi”,
10) sistema di credito carbonioso (con quantificazione del consumo personale di CO2 a seconda del tipo di attività), abolizione progressiva del trasporto privato [1],
11) cambio dell’alimentazione umana attuale che vogliono sostituire con carne artificiale e farina di insetti [2],
12) Obblighi sempre più onerosi sulla casa, fino ad arrivare alla espropriazione (“non avrai niente e sarai felice”),
13) Transizione al sistema digitale, all’ “Internet delle cose” (che permetterà al frigorifero di dialogare con l’aspirapolvere), alla diffusione di robot ed intelligenza artificiale, che permetteranno la sostituzione dell’essere umano.
14) Svilimento della famiglia, incentivi alla denatalità, con ricerca della sterilizzazione, immigrazione incontrollata per annullare le identità nazionali e rendere la gestione della convivenza quanto mai problematica,
15) Ideologia woke, cancellazione della cultura classica per sostituirla con una cultura vacua e superficiale,
16) Destrutturazione del sistema giudiziario, base del nostro vivere civile, con profondo travisamento dei dettati costituzionali, e che va a favorire la criminalità e la legge del più forte,
17) … ed altro ancora, descritto diffusamente nell’Agenda 2030 [3] e seguenti [4].
La realizzazione del programma ha per fortuna avuto una battuta d’arresto nella crisi Ukraina che, invece di causare il collasso nella Russia, ha favorito la formazione di un blocco contrapposto (i BRICS e le nazioni che han chiesto di aderirvi): il cosiddetto mondo MULTI-polare, che segna la fine - in campo economico - del dominio del dollaro ed in cui verrebbero privilegiate le identità, le autonomie nazionali e rapporti paritetici. Insomma il baluardo dei valori tradizionali dell’Occidente non siamo più noi, ma ora sembra rappresentato da Putin. Da qui deriva in parte la simpatia di molti (me compreso) per la causa russa (vedi provocazione militare della NATO, [5]). Sono gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea ad aver tradito e tradire i principi democratici. Ora è l’Occidente a supportare i nazisti ucraini e sono i russi a rivestire il ruolo degli antinazisti. Gli onesti contro i criminali. [terza parte]
Tuttavia bisogna domandarsi: in cosa effettivamente si differenziano i due sistemi che verranno, il mondo UNI polare e quello MULTI polare?
La risposta esatta è: SOLO NEL NOME.
Quasi tutto il resto è un copia-incolla dai documenti pubblicati sul sito di Klaus Schwab ed a cui si uniformano USA ed UE.
Dalla digitalizzazione spinta, al controllo sociale, al controllo delle epidemie prossime da parte dell’OMS (6), alle “città intelligenti”, agli obblighi vaccinali”, alle CBDC, quasi tutto uguale [7].
In entrambi questi mondi viene (verrà) ridotta i minimi termini ogni libertà, di movimento, di parola, di pensiero, di scelta, di lavoro. Una condizione che assomiglia molto alla schiavitù.
2) affidamento della gestione delle prossime all’OMS, a sua volta gestita da privati,
3) preparazione per la produzione rapida di pseudo vaccini “di nuova generazione”,
4) introduzione della obbligatorietà della “vaccinazione” per fasce di popolazione, su scelta politica,
5) accesso di alcuni servizi solo ai possessori di Green pass, solo per il momento sospeso.
6) Lotta feroce alle “fake news”, che corrisponde all’estensione di una censura sempre più stretta per escludere fastidiose voci critiche (e.g. l’”esitazione vaccinale”)
7) introduzione della moneta digitale controllata dallo Stato (CBDC), perdita di ogni privacy, 8) introduzione del reddito minimo,
9) lotta al “riscaldamento climatico” con l’obiettivo di eliminare i carburanti fossili e sostituirli con le “energie verdi”,
10) sistema di credito carbonioso (con quantificazione del consumo personale di CO2 a seconda del tipo di attività), abolizione progressiva del trasporto privato [1],
11) cambio dell’alimentazione umana attuale che vogliono sostituire con carne artificiale e farina di insetti [2],
12) Obblighi sempre più onerosi sulla casa, fino ad arrivare alla espropriazione (“non avrai niente e sarai felice”),
13) Transizione al sistema digitale, all’ “Internet delle cose” (che permetterà al frigorifero di dialogare con l’aspirapolvere), alla diffusione di robot ed intelligenza artificiale, che permetteranno la sostituzione dell’essere umano.
14) Svilimento della famiglia, incentivi alla denatalità, con ricerca della sterilizzazione, immigrazione incontrollata per annullare le identità nazionali e rendere la gestione della convivenza quanto mai problematica,
15) Ideologia woke, cancellazione della cultura classica per sostituirla con una cultura vacua e superficiale,
16) Destrutturazione del sistema giudiziario, base del nostro vivere civile, con profondo travisamento dei dettati costituzionali, e che va a favorire la criminalità e la legge del più forte,
17) … ed altro ancora, descritto diffusamente nell’Agenda 2030 [3] e seguenti [4].
La realizzazione del programma ha per fortuna avuto una battuta d’arresto nella crisi Ukraina che, invece di causare il collasso nella Russia, ha favorito la formazione di un blocco contrapposto (i BRICS e le nazioni che han chiesto di aderirvi): il cosiddetto mondo MULTI-polare, che segna la fine - in campo economico - del dominio del dollaro ed in cui verrebbero privilegiate le identità, le autonomie nazionali e rapporti paritetici. Insomma il baluardo dei valori tradizionali dell’Occidente non siamo più noi, ma ora sembra rappresentato da Putin. Da qui deriva in parte la simpatia di molti (me compreso) per la causa russa (vedi provocazione militare della NATO, [5]). Sono gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea ad aver tradito e tradire i principi democratici. Ora è l’Occidente a supportare i nazisti ucraini e sono i russi a rivestire il ruolo degli antinazisti. Gli onesti contro i criminali. [terza parte]
Tuttavia bisogna domandarsi: in cosa effettivamente si differenziano i due sistemi che verranno, il mondo UNI polare e quello MULTI polare?
La risposta esatta è: SOLO NEL NOME.
Quasi tutto il resto è un copia-incolla dai documenti pubblicati sul sito di Klaus Schwab ed a cui si uniformano USA ed UE.
Dalla digitalizzazione spinta, al controllo sociale, al controllo delle epidemie prossime da parte dell’OMS (6), alle “città intelligenti”, agli obblighi vaccinali”, alle CBDC, quasi tutto uguale [7].
In entrambi questi mondi viene (verrà) ridotta i minimi termini ogni libertà, di movimento, di parola, di pensiero, di scelta, di lavoro. Una condizione che assomiglia molto alla schiavitù.
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