Prendi 200 persone. Come me, come te, come quella che hai accanto. Nessuno è perfetto. Tutti abbiamo una difficoltà: chi nella memoria, chi nell’attenzione, chi nelle emozioni o nei comportamenti. È normale. È umano.
Eppure, oggi, c’è chi dice: “Vogliono etichettare tutti i bambini.”
No. Non è così.
Chi lo dice, di solito, sogna un mondo di bambini perfetti.
Il problema è che si confonde la diagnosi con un limite.
Si parla della diagnosi come fosse un insulto.
E spesso, a farlo, è chi una diagnosi non la sa fare, non la può fare e non potrebbe neanche redigerla legalmente.
Io sono un uomo del Sud, e da noi si dice: “I maccaruna ‘ncunu a panza.”
Tradotto: alla fine i fatti contano più delle chiacchiere.
E di fatti, su questo tema, non ce n’è.
Non esiste nessun documento, nessuna ricerca, nessun atto scientifico che confermi certe fesserie.
Lasciamo perdere gli articoletti di giornale che, tra le altre cose, parlano pure della Terra piatta.
“Eh, ma il Garante dell’Infanzia ha detto…”
Cosa ha detto, esattamente?
Forse hanno letto solo il titolo.
Perché, a cercare bene, l’ultimo documento ufficiale del Garante è del 2024, e non parla affatto di DSA o diagnosi eccessive.
Al massimo si trova solo un trafiletto di giornale che riporta qualcosa di diverso. Ovvero in cui si parla del “rischio” che gli strumenti digitali possano portare a valutazioni errate su aspetti neurodivergenti.
È un rischio reale, grazie.
Ma noi professionisti lo conosciamo bene da anni.
Ed è per questo che, quando facciamo una diagnosi — vera, legale, professionale — utilizziamo un criterio preciso: quello della persistenza.
Serve proprio a distinguere ciò che è un momento passeggero da ciò che è un disturbo reale.
Esiste da più di dieci anni. Basta studiare un po’ invece di commentare parlando alla pancia di chi non sapendo come intervenire, preferisce etichettare il problema.
E poi, diciamocelo: se pensi che “sette bambini su dieci DSA sono troppi”, ok, allora aiutane almeno uno.
Non dieci. Uno solo.
Perché la verità è che molti non ne aiutano nemmeno uno.
E finché non non si lavora davvero con questi ragazzi, non si ha il diritto di dire che “sono troppi”.
Perché solo quando ci lavori insieme ti accorgi delle difficoltà che affrontano ogni giorno — e capisci che quello di cui c’è davvero “troppo poco”, è l’aiuto.
Buon Sabato 😇
Eppure, oggi, c’è chi dice: “Vogliono etichettare tutti i bambini.”
No. Non è così.
Chi lo dice, di solito, sogna un mondo di bambini perfetti.
Il problema è che si confonde la diagnosi con un limite.
Si parla della diagnosi come fosse un insulto.
E spesso, a farlo, è chi una diagnosi non la sa fare, non la può fare e non potrebbe neanche redigerla legalmente.
Io sono un uomo del Sud, e da noi si dice: “I maccaruna ‘ncunu a panza.”
Tradotto: alla fine i fatti contano più delle chiacchiere.
E di fatti, su questo tema, non ce n’è.
Non esiste nessun documento, nessuna ricerca, nessun atto scientifico che confermi certe fesserie.
Lasciamo perdere gli articoletti di giornale che, tra le altre cose, parlano pure della Terra piatta.
“Eh, ma il Garante dell’Infanzia ha detto…”
Cosa ha detto, esattamente?
Forse hanno letto solo il titolo.
Perché, a cercare bene, l’ultimo documento ufficiale del Garante è del 2024, e non parla affatto di DSA o diagnosi eccessive.
Al massimo si trova solo un trafiletto di giornale che riporta qualcosa di diverso. Ovvero in cui si parla del “rischio” che gli strumenti digitali possano portare a valutazioni errate su aspetti neurodivergenti.
È un rischio reale, grazie.
Ma noi professionisti lo conosciamo bene da anni.
Ed è per questo che, quando facciamo una diagnosi — vera, legale, professionale — utilizziamo un criterio preciso: quello della persistenza.
Serve proprio a distinguere ciò che è un momento passeggero da ciò che è un disturbo reale.
Esiste da più di dieci anni. Basta studiare un po’ invece di commentare parlando alla pancia di chi non sapendo come intervenire, preferisce etichettare il problema.
E poi, diciamocelo: se pensi che “sette bambini su dieci DSA sono troppi”, ok, allora aiutane almeno uno.
Non dieci. Uno solo.
Perché la verità è che molti non ne aiutano nemmeno uno.
E finché non non si lavora davvero con questi ragazzi, non si ha il diritto di dire che “sono troppi”.
Perché solo quando ci lavori insieme ti accorgi delle difficoltà che affrontano ogni giorno — e capisci che quello di cui c’è davvero “troppo poco”, è l’aiuto.
Buon Sabato 😇
❤15
Buonasera☺️, sempre sulla scia del post precedente condivido qui con voi il link di un post su Facebook e WhatsApp in cui si parla proprio di questo argomento.
Vorrei chiedervi, che cosa ne pensate, e se siete in accordo con ciò che vi è scritto, ed eventualmente di riflettere sul condividerlo sui vostri profili.
Grazie sempre, e vi auguro buona serata 🤗
Vorrei chiedervi, che cosa ne pensate, e se siete in accordo con ciò che vi è scritto, ed eventualmente di riflettere sul condividerlo sui vostri profili.
Grazie sempre, e vi auguro buona serata 🤗
❤2
🌞 Buongiorno a tutti!
Terminata la Settimana Nazionale della Dislessia, vogliamo ringraziarvi per il supporto attivo che avete dimostrato 💬💪
Nei commenti, nelle condivisioni, nella partecipazione viva ai nostri video: grazie a voi i contenuti sono arrivati in tutta Italia 🇮🇹, permettendoci di sensibilizzare sempre più persone.
Con lo staff abbiamo il piacere di condividere qui 🎥 tutti i video originali, così da renderli disponibili a chi desidera rivederli o utilizzarli per diffondere consapevolezza 🧠✨
La sensibilizzazione, per noi, non si ferma qui: continua ogni giorno, sui social 📲, nei convegni 🎓 e in tutti gli spazi dove si parla di scuola e di apprendimento.
Restate sintonizzati 🔔 perché presto arriveranno nuovi contenuti e iniziative dedicate.
Terminata la Settimana Nazionale della Dislessia, vogliamo ringraziarvi per il supporto attivo che avete dimostrato 💬💪
Nei commenti, nelle condivisioni, nella partecipazione viva ai nostri video: grazie a voi i contenuti sono arrivati in tutta Italia 🇮🇹, permettendoci di sensibilizzare sempre più persone.
Con lo staff abbiamo il piacere di condividere qui 🎥 tutti i video originali, così da renderli disponibili a chi desidera rivederli o utilizzarli per diffondere consapevolezza 🧠✨
La sensibilizzazione, per noi, non si ferma qui: continua ogni giorno, sui social 📲, nei convegni 🎓 e in tutti gli spazi dove si parla di scuola e di apprendimento.
Restate sintonizzati 🔔 perché presto arriveranno nuovi contenuti e iniziative dedicate.
❤3
Voglio darvi una notizia.
Una di quelle che non capitano tutti i giorni.
Anzi, forse neanche una volta nella vita.
🎤 Il 21 novembre sarò sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, per parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Sì, proprio l’Ariston. Quel palco che di solito ospita la musica, le parole che emozionano, le storie che restano.
E questa volta, si parlerà anche di Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia.
E per me è un onore immenso.
Da più di 15 anni mi occupo di diagnosi e trattamento dei DSA, e portare questo tema su un palco così prestigioso significa una cosa sola:
che finalmente il diverso modo di apprendere dei DSA ha trovato un posto anche tra le voci che contano. Ed io, ne sono onorato.
💬 Parleremo di formazione e apprendimento, di metodo e vissuto, di come capire i processi cognitivi e le emozioni dei ragazzi possa diventare una chiave di crescita — a scuola, nel lavoro e nella vita.
📍 Sanremo Music Business 2025
📅 Teatro Ariston – 21 novembre 2025, ore 9:00/13:30
🎟 Evento gratuito | Prenotazione consigliata
👉 Trovi Link QUI -> https://www.eventbrite.it/e/sanremo-music-business-tickets-1721748990579
Emozionato, grato, e pronto a portare su quel palco la voce di chi ogni giorno impara a modo suo. 💙
Una di quelle che non capitano tutti i giorni.
Anzi, forse neanche una volta nella vita.
🎤 Il 21 novembre sarò sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, per parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Sì, proprio l’Ariston. Quel palco che di solito ospita la musica, le parole che emozionano, le storie che restano.
E questa volta, si parlerà anche di Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia.
E per me è un onore immenso.
Da più di 15 anni mi occupo di diagnosi e trattamento dei DSA, e portare questo tema su un palco così prestigioso significa una cosa sola:
che finalmente il diverso modo di apprendere dei DSA ha trovato un posto anche tra le voci che contano. Ed io, ne sono onorato.
💬 Parleremo di formazione e apprendimento, di metodo e vissuto, di come capire i processi cognitivi e le emozioni dei ragazzi possa diventare una chiave di crescita — a scuola, nel lavoro e nella vita.
📍 Sanremo Music Business 2025
📅 Teatro Ariston – 21 novembre 2025, ore 9:00/13:30
🎟 Evento gratuito | Prenotazione consigliata
👉 Trovi Link QUI -> https://www.eventbrite.it/e/sanremo-music-business-tickets-1721748990579
Emozionato, grato, e pronto a portare su quel palco la voce di chi ogni giorno impara a modo suo. 💙
Eventbrite
Sanremo Music Business
Sanremo Music Business è il primo evento di formazione in Italia dedicato al Music Business nell’era digitale.
❤14👏2😎1
Buon pomeriggio☀️, in questo post/carosello approfondiamo uno dei temi più controversi degli ultimi ultimi anni: le diagnosi di DSA sono davvero troppe? Ne parliamo qui con dati oggettivi 😇
❤2
❤3
🎯 Una guida chiara e pratica sugli strumenti compensativi nei DSA.
Ho raccolto in questo materiale tutto ciò che serve per capire quando, come e perché usare davvero gli strumenti giusti per ogni studente.
📘 Una lettura pensata per genitori, tutor e docenti che vogliono fare la differenza — con esempi concreti, app consigliate e strategie operative.
Scaricala, leggila con calma e, se ti è utile, condividila con chi lavora ogni giorno per rendere la scuola più accessibile 💙
Ho raccolto in questo materiale tutto ciò che serve per capire quando, come e perché usare davvero gli strumenti giusti per ogni studente.
📘 Una lettura pensata per genitori, tutor e docenti che vogliono fare la differenza — con esempi concreti, app consigliate e strategie operative.
Scaricala, leggila con calma e, se ti è utile, condividila con chi lavora ogni giorno per rendere la scuola più accessibile 💙
❤7🙏2🤩1
🌞 Buongiorno!
Sperando di fare cosa gradita, vi lascio qui un estratto di una diretta fatta su Instagram con "Maestra Fede" 🎥
Parliamo in modo semplice ma preciso del metodo di studio da mettere in atto con i vostri figli 📚👧🧒
In pochi minuti troverete spunti pratici, strategie e idee da provare subito ✍️
Io credo siano indicazioni davvero importanti… e voi che ne pensate? 💭
Scrivetelo pure nei commenti, risponderò personalmente a ognuno 💬
🎬 Guardate il video qui 👉 https://youtu.be/7PXGuoknV1Y?si=SwY-p-OxJ0uSFJbi
E ricordate di seguirci anche su YouTube, perché nei prossimi mesi lo potenzieremo con nuovi contenuti esclusivi 💪🎓
Sperando di fare cosa gradita, vi lascio qui un estratto di una diretta fatta su Instagram con "Maestra Fede" 🎥
Parliamo in modo semplice ma preciso del metodo di studio da mettere in atto con i vostri figli 📚👧🧒
In pochi minuti troverete spunti pratici, strategie e idee da provare subito ✍️
Io credo siano indicazioni davvero importanti… e voi che ne pensate? 💭
Scrivetelo pure nei commenti, risponderò personalmente a ognuno 💬
🎬 Guardate il video qui 👉 https://youtu.be/7PXGuoknV1Y?si=SwY-p-OxJ0uSFJbi
E ricordate di seguirci anche su YouTube, perché nei prossimi mesi lo potenzieremo con nuovi contenuti esclusivi 💪🎓
YouTube
Diretta sul metodo di studio nella dislessia
Parliamo del metodo di studio nella dislessia per le materie orali con @maestrafede_ che ringraziamo sempre per la sua grande sensibilità sul tema 🙏🙏🙏
❤17🤩1
IL PDP PUO' DEVE ESSERE VISIONATO A CASA PRIMA DELLE FIRMA.
Ecco la legge.
Il Decreto Legislativo 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016, riguarda la trasparenza e la pubblicità dell’attività amministrativa. Nelle scuole si applica ogni volta che un atto amministrativo (come il PDP) riguarda dati personali di un minore e diritti della famiglia.
Ora, veniamo al punto.
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un atto amministrativo a tutti gli effetti, elaborato dal Consiglio di Classe e da firmare anche dai genitori (art. 5 del DM 5669/2011, Linee guida della Legge 170/2010).
Il documento:
deve essere redatto con la partecipazione della famiglia;
non può essere imposto come un modulo già chiuso;
e deve poter essere visionato prima della firma, per assicurare il consenso informato.
[Addirittura la Legge Regionale Sicilia n. 13/2018, art. 8, comma 2, lettera c, lo dice in modo ancora più chiaro:
“La famiglia ha diritto a ricevere copia del PDP prima della sottoscrizione, anche al fine di una presa visione e di eventuali osservazioni.”]
Questo significa che il genitore ha tutto il diritto:
di vedere il PDP con calma (sì, anche 2–3 giorni o più, se serve);
di chiedere chiarimenti o modifiche;
e di riceverne una copia, anche in formato digitale, prima della firma.
Quanto all’uscita del documento dalla scuola:
✔️ Sì, può uscire.
Il genitore, in quanto titolare della responsabilità genitoriale e della privacy del minore, può richiederne copia.
La scuola può oscurare nomi dei docenti, ma non può negare la consegna del documento, perché il contenuto riguarda direttamente il minore e rientra nei diritti di accesso ai dati personali (artt. 15–22 del GDPR e art. 7 del D.Lgs. 196/2003).
In breve:
✅ il genitore può chiedere copia del PDP prima di firmarlo;
✅ la scuola deve concedere tempo per la visione;
✅ il PDP può uscire dalla scuola, su richiesta del genitore;
🚫 la scuola non può obbligare a firmarlo “subito” o “in sede”.
Salva, e condividi 😊
Ecco la legge.
Il Decreto Legislativo 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016, riguarda la trasparenza e la pubblicità dell’attività amministrativa. Nelle scuole si applica ogni volta che un atto amministrativo (come il PDP) riguarda dati personali di un minore e diritti della famiglia.
Ora, veniamo al punto.
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un atto amministrativo a tutti gli effetti, elaborato dal Consiglio di Classe e da firmare anche dai genitori (art. 5 del DM 5669/2011, Linee guida della Legge 170/2010).
Il documento:
deve essere redatto con la partecipazione della famiglia;
non può essere imposto come un modulo già chiuso;
e deve poter essere visionato prima della firma, per assicurare il consenso informato.
[Addirittura la Legge Regionale Sicilia n. 13/2018, art. 8, comma 2, lettera c, lo dice in modo ancora più chiaro:
“La famiglia ha diritto a ricevere copia del PDP prima della sottoscrizione, anche al fine di una presa visione e di eventuali osservazioni.”]
Questo significa che il genitore ha tutto il diritto:
di vedere il PDP con calma (sì, anche 2–3 giorni o più, se serve);
di chiedere chiarimenti o modifiche;
e di riceverne una copia, anche in formato digitale, prima della firma.
Quanto all’uscita del documento dalla scuola:
✔️ Sì, può uscire.
Il genitore, in quanto titolare della responsabilità genitoriale e della privacy del minore, può richiederne copia.
La scuola può oscurare nomi dei docenti, ma non può negare la consegna del documento, perché il contenuto riguarda direttamente il minore e rientra nei diritti di accesso ai dati personali (artt. 15–22 del GDPR e art. 7 del D.Lgs. 196/2003).
In breve:
✅ il genitore può chiedere copia del PDP prima di firmarlo;
✅ la scuola deve concedere tempo per la visione;
✅ il PDP può uscire dalla scuola, su richiesta del genitore;
🚫 la scuola non può obbligare a firmarlo “subito” o “in sede”.
Salva, e condividi 😊
❤14👍12
[Ad integrazione del messaggio precedente, ecco l'articolo da poter salvare e condividere:
https://gianlucalopresti.net/2025/11/06/il-pdp-puo-deve-essere-visionato-a-casa-prima-delle-firma/]
https://gianlucalopresti.net/2025/11/06/il-pdp-puo-deve-essere-visionato-a-casa-prima-delle-firma/]
Dr. Gianluca Lo Presti
IL PDP PUO’ DEVE ESSERE VISIONATO A CASA PRIMA DELLE FIRMA.
IL PDP PER DSA PUO’ DEVE ESSERE VISIONATO A CASA PRIMA DELLE FIRMA. Ecco la legge. Il Decreto Legislativo 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016, riguarda la trasparenza e la pubblicità …
❤10