Parlare con i propri figli NON significa “vieni qua, siediti, che ti devo parlare, siediti perché ti vedo gli occhi strani, dimmi che c’è?”
Parlare davvero con i nostri figli significa invece qualcosa di diverso.
Significa prima di tutto stabilire una “relazione”, quella relazione che si costruisce giorno dopo giorno, momento dopo momento. Solo dopo le nostre parole inizia ad avere un minimo di efficacia.
Quella relazione che nasce e si sviluppa dal dire ai nostri figli “che bel paio di scarpe che hai”; dal chiedere “come ti sei sentita oggi a scuola?”; dal chiedere “che bella questa musica, chi è il cantante?”. "Quand'è il prossimo concerto? Organizzati con i tuoi amici che ti accompagno".
Ricordandoci sempre che non siamo amici, ma siamo padri e madri dei nostri figli: gli amici arrivano (e vanno via) per le stesse passioni, mentre i genitori sono tali (e restano sempre) perché si interessano delle passioni dei propri figli anche se non le condividono. Solo così si può entrare in relazione. E dopo che si è in relazione, non ci sarà neanche il bisogno di dire “vieni qui che dobbiamo parlare”: sarà lui stesso a parlarvi di qualsiasi problema gli arriverà nel percorso della propria vita. Perché sa che non sarete lì a giudicarlo mentre sarà seduto su una sedia, ma sarete lì a comprendere insieme la problematica seduti insieme allo stesso tavolo.
Con i propri figli non bisogna insistere affinché parlino con noi, perché altrimenti – lo avete anche sperimentato – si ottiene l’effetto opposto: una enorme chiusura, una forte antipatia adolescenziale e tutto ciò che ne consegue. Quello che bisogna fare è saper entrare in relazione, mettersi in gioco, mettersi nei loro panni ricordando quando eravamo adolescenti noi, ma ricordando anche che non siamo amici, ma siamo genitori, e, con un lavoro che non finirà mai, possiamo anche diventare genitori competenti. Che non vuol dire essere perfetti, ma accettare le nostre imperfezioni, saper chiedere scusa e andare avanti, un giorno alla volta, in “re-lazione”.
Qualcosa che si ri-lega ogni giorno.
Spero che questo promemoria sia utile anche solo ad una/o di voi.
Vi auguro una buona serata ❤️
Parlare davvero con i nostri figli significa invece qualcosa di diverso.
Significa prima di tutto stabilire una “relazione”, quella relazione che si costruisce giorno dopo giorno, momento dopo momento. Solo dopo le nostre parole inizia ad avere un minimo di efficacia.
Quella relazione che nasce e si sviluppa dal dire ai nostri figli “che bel paio di scarpe che hai”; dal chiedere “come ti sei sentita oggi a scuola?”; dal chiedere “che bella questa musica, chi è il cantante?”. "Quand'è il prossimo concerto? Organizzati con i tuoi amici che ti accompagno".
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Con i propri figli non bisogna insistere affinché parlino con noi, perché altrimenti – lo avete anche sperimentato – si ottiene l’effetto opposto: una enorme chiusura, una forte antipatia adolescenziale e tutto ciò che ne consegue. Quello che bisogna fare è saper entrare in relazione, mettersi in gioco, mettersi nei loro panni ricordando quando eravamo adolescenti noi, ma ricordando anche che non siamo amici, ma siamo genitori, e, con un lavoro che non finirà mai, possiamo anche diventare genitori competenti. Che non vuol dire essere perfetti, ma accettare le nostre imperfezioni, saper chiedere scusa e andare avanti, un giorno alla volta, in “re-lazione”.
Qualcosa che si ri-lega ogni giorno.
Spero che questo promemoria sia utile anche solo ad una/o di voi.
Vi auguro una buona serata ❤️
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“Con la mappa è troppo facile"; “Deve farcela da solo.”
Mi dispiace dirlo, davvero. Ma queste sono frasi di chi non ha studiato seriamente i Disturbi Specifici di Apprendimento. Di chi si affida alle proprie teorie personali. Di chi pensa: “Me ne occupo da quarant’anni”, “Ho fatto tanti corsi”, e poi finisce per ridurre i DSA a un’opinione, piegandoli alle proprie convinzioni.
Perché è più semplice così. Quando compili documenti che poi non applichi. Quando non sai da dove partire e nemmeno dove vuoi arrivare. Quando manca un metodo chiaro. In quei momenti è più comodo prendersela con gli altri: con il ragazzo, con la mappa, con “il sistema che crea business”. È più facile questo che rimboccarsi le maniche e affrontare un problema alla volta, con competenza.
Sono scuse. E le scuse non aiutano nessuno.
Allora cosa fare?
Serve umiltà e studio. Serve accettare che un ragazzo con DSA, al di là che ti sia simpatico o meno, al di là del comportamento, non utilizza la mappa per agevolarsi. La utilizza perché, se gliela forniamo come strumento adeguato, può accedere ai contenuti e dimostrare ciò che sa.
Se invece quello strumento viene dipinto come un privilegio o come un segno di debolezza, il rischio è che anche lui inizi a dubitare. Che smetta di considerarlo un ponte e inizi a viverlo come un’etichetta.
E che quello strumento impari ad utilizzarlo a dovere, quello strumento che lo porterà ad avere delle conoscenze oltre diploma, a saper fare un lavoro oltre la laurea. Ad essere felice oltre un voto.
E tutto ciò, al momento, non è una sua responsabilità.
Mi dispiace dirlo, davvero. Ma queste sono frasi di chi non ha studiato seriamente i Disturbi Specifici di Apprendimento. Di chi si affida alle proprie teorie personali. Di chi pensa: “Me ne occupo da quarant’anni”, “Ho fatto tanti corsi”, e poi finisce per ridurre i DSA a un’opinione, piegandoli alle proprie convinzioni.
Perché è più semplice così. Quando compili documenti che poi non applichi. Quando non sai da dove partire e nemmeno dove vuoi arrivare. Quando manca un metodo chiaro. In quei momenti è più comodo prendersela con gli altri: con il ragazzo, con la mappa, con “il sistema che crea business”. È più facile questo che rimboccarsi le maniche e affrontare un problema alla volta, con competenza.
Sono scuse. E le scuse non aiutano nessuno.
Allora cosa fare?
Serve umiltà e studio. Serve accettare che un ragazzo con DSA, al di là che ti sia simpatico o meno, al di là del comportamento, non utilizza la mappa per agevolarsi. La utilizza perché, se gliela forniamo come strumento adeguato, può accedere ai contenuti e dimostrare ciò che sa.
Se invece quello strumento viene dipinto come un privilegio o come un segno di debolezza, il rischio è che anche lui inizi a dubitare. Che smetta di considerarlo un ponte e inizi a viverlo come un’etichetta.
E che quello strumento impari ad utilizzarlo a dovere, quello strumento che lo porterà ad avere delle conoscenze oltre diploma, a saper fare un lavoro oltre la laurea. Ad essere felice oltre un voto.
E tutto ciò, al momento, non è una sua responsabilità.
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Negli anni ho scritto alcuni libri sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Oltre la teoria astratta (importantissima), ma per dare strumenti concreti a chi ogni giorno lavora con bambini e studenti con DSA.
📚 Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento (con Vio e Tressoldi)
📚 Diagnosi dei disturbi evolutivi
📚 Nostro figlio è dislessico
(e molti altri...)
Nonostante ciò ancora oggi sento frasi tipo:
“È pigrizia.”
“Deve impegnarsi di più.”
“Una volta non esistevano.”
La verità è più semplice: si parla senza conoscere.
Sono testi utilizzati da professionisti, insegnanti, università e servizi clinici in tutta Italia. Dentro non trovi slogan motivazionali, ma neuropsicologia, ricerca scientifica, casi clinici e indicazioni operative.
Se lavori con i DSA — o se sei un genitore che vuole capire davvero — una cosa è certa: non puoi basarti sui luoghi comuni.
📍 I libri li trovi su Erickson
📞 Numero verde: 800844052
💸 Usa il codice sconto GLP16 per avere lo sconto.
Oppure:
🔎 Apri Google.
Scrivi il titolo del libro.
E ordinalo.
Perché sui DSA la differenza tra opinione e competenza si vede subito.
E spesso… si vede nella vita dei bambini. 📚
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E spesso… si vede nella vita dei bambini. 📚
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Quando un bambino dislessico legge, molti guardano solo agli errori.
Ma se osservi bene le dita, capisci molto di più.
Lì c’è concentrazione, fatica, ricerca di equilibrio.
Prima di correggere… impariamo a capire.
Seguici su YouTube, sto preparando gli approfondimenti tecnici più lunghi, che inserirò solo sulla piattaforma di YouTube su Dislessia e DSA.
😇🙏⤵️
https://youtube.com/shorts/HweP4xnnbL4?is=WTtFryorSqKE1pSe
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YouTube
Dislessia: le dita che cercano conforto
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🟢 EVENTO ONLINE GRATUITO - 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐑𝐃𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄!
𝗗𝗦𝗔: 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶
Se vuoi capire meglio cosa vive davvero un bambino con Dislessia e DSA, questo incontro fa per te.
✅ Partecipazione gratuita
✅ Online, comodamente da casa
✅ Durata breve: solo 45 minuti
✅ Storie vere e casi reali
✅ Contenuti chiari, concreti, subito utili
✅ Pensato per genitori, insegnanti, tutor e professionisti
Un evento diretto, pratico, senza giri di parole.
Per vedere meglio ciò che spesso resta invisibile.
🗓 Martedì 24 marzo 2026
🕘 Ore 21:00
👇 Iscriviti qui
https://gianlucalopresti.net/iscrizione-evento-on-line-dsa/
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💙 GENITORI DI BAMBINI CON DSA, QUESTO MESSAGGIO È PER VOI 💙
Aiutare un figlio nei compiti, a volte, può diventare molto più difficile di quanto si immaginasse.
Ci si prova con pazienza, con affetto, con tutta la buona volontà possibile. Eppure spesso ci si ritrova tra stanchezza, errori, lentezza, scoraggiamento e quella sensazione brutta di non sapere più come essere davvero utili.
La verità è che amare un figlio non basta per sapere anche come aiutarlo a studiare bene. E non c’è nulla di sbagliato in questo. Bisogna solo avere finalmente gli strumenti giusti.
Per questo nasce il corso online
🎓 DSA: Strumenti compensativi per Genitori
con il Dr. Gianluca Lo Presti
📅 Iniziamo il 27 Marzo 2026
⛔ Solo 25 posti disponibili
⚠️ Al raggiungimento dei posti, le iscrizioni chiuderanno
Dentro il corso troverete indicazioni pratiche e concrete per capire:
✅ quali strumenti usare davvero
✅ come aiutare vostro figlio nello studio a casa
✅ come favorire più autonomia
✅ come sostenere autostima e motivazione
✅ come vivere il momento dei compiti con maggiore chiarezza e meno confusione
💻 Tutto online
🕘 Lezioni disponibili H24
📄 Slide scaricabili
🪪 Attestato finale
Non è il solito corso pieno di teoria difficile.
È un percorso pensato per accompagnare le famiglie in modo chiaro, semplice e utile, così da sentirsi meno sole e molto più preparate nella vita di tutti i giorni.
❤️ I posti sono pochi e, quando vengono completati, le iscrizioni si chiudono.
Per questo, se sentite che può essere il percorso giusto per voi, il consiglio è di non aspettare troppo.
📲 Info, costi e programma qui:
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Vi aspettiamo 😊
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Dr. Gianluca Lo Presti
Corso Online STUDIO, AUTONOMIA E AUTOSTIMA NEI DSA
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COME MIGLIORARE L’AUTOSTIMA E LA MOTIVAZIONE DI MIO FIGLIO CON DSA.
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Dr. Gianluca Lo Presti
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Scienza e tecnica DSA, lezioni in diretta da 20 minuti
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Errori ortografici.
In prima e seconda elementare è normale commettere errori ortografici, anche quando a volte sembrano tanti. Infatti, anche le Linee Guida applicative del Decreto Ministeriale 5669 del 12 luglio 2011 indicano che, nei primi anni di apprendimento, circa il 20% dei bambini presenta difficoltà.
Con il tempo, queste difficoltà tendono a ridursi. In alcuni casi riguardano proprio le inversioni di lettere, come quelle mostrate nel video.
Quindi non preoccupatevi se ogni tanto notate questo tipo di errore, e soprattutto se questo si manifesta in prima e seconda classe primaria. Il parametro più importante nella disortografia è il numero di errori: il problema emerge quando questi sono significativamente elevati, soprattutto dopo la metà della seconda classe primaria.
In ogni caso, sin dai primi errori, è consigliabile intervenire subito, mentre invece è da da ipotizzare una valutazione specialistica quando questi errori persistono nonostante l’aiuto e nonostante si presentino ancora dopo la metà della seconda classe primaria.
In prima e seconda elementare è normale commettere errori ortografici, anche quando a volte sembrano tanti. Infatti, anche le Linee Guida applicative del Decreto Ministeriale 5669 del 12 luglio 2011 indicano che, nei primi anni di apprendimento, circa il 20% dei bambini presenta difficoltà.
Con il tempo, queste difficoltà tendono a ridursi. In alcuni casi riguardano proprio le inversioni di lettere, come quelle mostrate nel video.
Quindi non preoccupatevi se ogni tanto notate questo tipo di errore, e soprattutto se questo si manifesta in prima e seconda classe primaria. Il parametro più importante nella disortografia è il numero di errori: il problema emerge quando questi sono significativamente elevati, soprattutto dopo la metà della seconda classe primaria.
In ogni caso, sin dai primi errori, è consigliabile intervenire subito, mentre invece è da da ipotizzare una valutazione specialistica quando questi errori persistono nonostante l’aiuto e nonostante si presentino ancora dopo la metà della seconda classe primaria.
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DSA: Come si può arrivare ad un piano trattamento specialistico iniziando dal colloquio clinico nei DSA? 🤔
I famigerati "test" (importantissimi) sono solo una (piccola) parte del percorso diagnostico nei DSA. E sai cosa manca? 🧩
TUTTO il resto: indici clinici, osservazione e tecniche di trattamento. 𝐕𝐞𝐝𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐃𝐒𝐀.
Il 𝐃𝐫. 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐥𝐮𝐜𝐚 𝐋𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢, psicologo ed esperto autore di best-seller sul tema, ti guiderà in un webinar esclusivo per capire come trasformare il colloquio clinico in un trattamento efficace e mirato.
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✅ 𝑄𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜.
✅ 𝑆𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑒 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖.
📅 𝙌𝙐𝘼𝙉𝘿𝙊: 𝙈𝙖𝙧𝙩𝙚𝙙𝙞̀ 21 𝘼𝙥𝙧𝙞𝙡𝙚 2026
🕘 𝙊𝙍𝙀: 21:00 (𝘿𝙪𝙧𝙖𝙩𝙖 55 𝙢𝙞𝙣)
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Avete presente il famoso indice di memoria di lavoro che trovate nelle diagnosi dei vostri figli e di cui mi scrivete spesso anche nei commenti? 🧠
Ho realizzato un video di approfondimento pensato per le famiglie 👨👩👧👦
in cui spiego in modo semplice che cos’è davvero e perché, quando viene collegato ai DSA, spesso viene un po’ sopravvalutato.
📺 Qui il video:
https://youtu.be/deYgrKuzCNo?is=VHYiqsU1uOzmmVpl
👍 Se ti piace, lascia un like
💬 Scrivimi nei commenti cosa ne pensi
🔁 Condividilo con altre famiglie
🔔 E iscriviti al canale per i prossimi approfondimenti 😇
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La “memoria di lavoro” nei DSA
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Dr. Gianluca Lo Presti
DSA: Come si può arrivare ad un piano trattamento specialistico iniziando dal colloquio clinico nei DSA? 🤔 I famigerati "test" (importantissimi) sono solo una (piccola) parte del percorso diagnostico nei DSA. E sai cosa manca? 🧩 TUTTO il resto: indici clinici…
Buona sera, vi ricordo l’appuntamento di questa sera “Dal colloqui clinico al trattamento DSA” alle ore 21:00. Con accesso gratuito aperto a tutti.
Qui trovate tutte le informazioni su come iscriversi 😇
https://gianlucalopresti.net/iscrizione-evento-on-line-dsa/
Qui trovate tutte le informazioni su come iscriversi 😇
https://gianlucalopresti.net/iscrizione-evento-on-line-dsa/
Dr. Gianluca Lo Presti
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Scienza e tecnica DSA, lezioni in diretta da 20 minuti
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Buongiorno, in questa domenica di relax, se volete possiamo approfondire il concetto: memoria nei DSA, ma davvero c’è un deficit?
Ne parlo qui, risponderò a tutti i commenti che metterete su YouTube😇
E se volete, vi invito a seguire il canale per video di approfondimento✌🏼
https://youtu.be/3xG9v4yx6mE?is=ga-wp77hTnQmDKCH
Ne parlo qui, risponderò a tutti i commenti che metterete su YouTube😇
E se volete, vi invito a seguire il canale per video di approfondimento✌🏼
https://youtu.be/3xG9v4yx6mE?is=ga-wp77hTnQmDKCH
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Memoria nei DSA: davvero c’è un deficit?
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𝐂𝐡𝐢 𝐥𝐞 𝐟𝐚 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐃𝐒𝐀?
La LEGGE dice che: scuola DEVE permetterne l’utilizzo durante le prove. FINE. NON dice CHI le fa. Ed è che ovvio che sia così. Quindi, se nel PDP è indicato l’uso delle mappe concettuali, quello strumento va GARANTITO A NORMA DI LEGGE.
𝐋𝐞 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞?
NESSUNO HA IL POTERE di APPROVARE o MENO uno strumento compensativo GIA’ APPROVATO DAL CONSIGLIO DI CLASSE, DIRIGETE e GENITORI.
NON esiste una DOPPIA APPROVAZIONE. Uno studente con DSA DEVE svolgere una prova con lo strumento compensativo PREVISTO dal PDP. FINE.
Altrimenti è un REATO AMMINISTRATIVO.
Diverso è il discorso per la GIUSTA VISIONE preventiva SOLO al fine di dare dei CONSIGLI. Il docente può e DEVE guardare la mappa, suggerire modifiche, aiutare lo studente a renderla più funzionale. Ma tutto questo va PIANIFICATO e PREVENTIVATO nel PDP, PRIMA delle prove valutative.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢?
Ecco una strategia:
1. Si chiede allo studente di preparare una mappa concettuale per una prova
2. Quando la porta, il docente la visiona e dà indicazioni concrete: meno parole, più struttura, più collegamenti visivi. Ad esempio, eliminando articoli, preposizioni semplici e articolate e sostituendole con frecce, linee semplici, linee tratteggiate, colori, simboli e collegamenti grafici
3. Quando lo studente realizza una buona mappa concettuale, si CONTANO le parole utilizzate. Quel numero diventa un riferimento medio per le mappe successive da usare nelle prove valutative
In questo modo si evita il DOPPIO DISASTRO: da una parte l’atteggiamento da “decido io”, quando invece decide la normativa; dall’altra le mappe che diventano riassunti.
La mappa deve essere un diritto garantito, ma deve restare una MAPPA. Non un riassunto da leggere al posto di ripetere.
Una buona mappa aiuta lo studente con DSA ad apprendere i contenuti didattici, sostenendo l’accesso allo studio. 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐝’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨.
La LEGGE dice che: scuola DEVE permetterne l’utilizzo durante le prove. FINE. NON dice CHI le fa. Ed è che ovvio che sia così. Quindi, se nel PDP è indicato l’uso delle mappe concettuali, quello strumento va GARANTITO A NORMA DI LEGGE.
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NESSUNO HA IL POTERE di APPROVARE o MENO uno strumento compensativo GIA’ APPROVATO DAL CONSIGLIO DI CLASSE, DIRIGETE e GENITORI.
NON esiste una DOPPIA APPROVAZIONE. Uno studente con DSA DEVE svolgere una prova con lo strumento compensativo PREVISTO dal PDP. FINE.
Altrimenti è un REATO AMMINISTRATIVO.
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2. Quando la porta, il docente la visiona e dà indicazioni concrete: meno parole, più struttura, più collegamenti visivi. Ad esempio, eliminando articoli, preposizioni semplici e articolate e sostituendole con frecce, linee semplici, linee tratteggiate, colori, simboli e collegamenti grafici
3. Quando lo studente realizza una buona mappa concettuale, si CONTANO le parole utilizzate. Quel numero diventa un riferimento medio per le mappe successive da usare nelle prove valutative
In questo modo si evita il DOPPIO DISASTRO: da una parte l’atteggiamento da “decido io”, quando invece decide la normativa; dall’altra le mappe che diventano riassunti.
La mappa deve essere un diritto garantito, ma deve restare una MAPPA. Non un riassunto da leggere al posto di ripetere.
Una buona mappa aiuta lo studente con DSA ad apprendere i contenuti didattici, sostenendo l’accesso allo studio. 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐝’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨.
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𝐃𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐦𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮 𝐒𝐮𝐛𝐬𝐭𝐚𝐜𝐤
Il motivo è semplice: sui social l'ambiente è diventato insopportabile. Troppo pressappochismo, troppa competenza improvvisata, TROPPI tuttologi, troppe frasi dette solo per insultare, commentare SENZA BASI LEGALI O SCIENTIFICHE.
Molti divulgatori, autori e professionisti hanno già fatto questa scelta. Ed il motivo è LO STESSO. Stiamo FUGGENDO DAI SOCIAL. A un certo punto diventa necessario spostarsi dove il pensiero può respirare.
E quando si parla di DSA, diagnosi, trattamento, PDP, scuola, normativa, strumenti compensativi, doposcuola specialistico e metodo di studio, questa superficialità fa danni.
Perché questi temi richiedono studio. Tempo. Responsabilità.
Per questo apro questo spazio 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐎: per pubblicare contenuti di approfondimento, guide pratiche, riflessioni professionali, analisi scientifiche e materiali utili per chi vuole capire davvero.
Contenuti per genitori, tutor DSA, professionisti e insegnanti. Di diverso livello: dalla guida semplice all’approfondimento tecnico-scientifico.
Voglio creare uno spazio serio. Ordinato. Pulito. Un posto dove parlare di DSA senza inseguire l’algoritmo, senza dover urlare più forte degli altri, senza trasformare ogni argomento educativo e clinico nell’ennesima rissa da tastiera.
Seguire il mio profilo su Substack è GRATUITO. Non si paga nulla.
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Per chi vuole andare oltre i post veloci.
Per chi cerca contenuti seri, pratici e scientificamente fondati sui DSA.
Da oggi ci vediamo lì.
Con meno rumore.
E con più contenuto.
LINK -> https://substack.com/@gianlucalopresti
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E quando si parla di DSA, diagnosi, trattamento, PDP, scuola, normativa, strumenti compensativi, doposcuola specialistico e metodo di studio, questa superficialità fa danni.
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Gianluca Lo Presti | Substack
Psicologo Professionista. Esperto DSA: diagnosi e intervento in modo scientifico. Autore libri tecnici sui DSA. Docente nei corsi online Tutor DSA, Trattamento DSA, Intervento ADHD. Tutte le info nel sito GIANLUCALOPRESTI.net
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