Forwarded from InsideOver
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HORMUZ? CI SERVE PER DIFENDERCI - Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Baqaei, ha chiarito la posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. "Per quanto riguarda la questione dello Stretto di Hormuz, a volte vengono utilizzate espressioni che potrebbero non essere accurate. Ho ripetutamente sottolineato che le misure adottate dalla Repubblica Islamica dell'Iran dal 28 febbraio, a seguito dell'aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime sionista col sostegno di alcuni Paesi della regione, si basano sul diritto internazionale e sulle normative nazionali. Certamente, un Paese costiero, che è stato oggetto di aggressione militare e si affaccia sullo Stretto, ha il diritto di adottare le misure necessarie per impedire che tale via navigabile venga utilizzata per ulteriori aggressioni militari. Pertanto, il Ministero degli Affari Esteri ha una posizione chiara in merito; inoltre, il Ministero degli Affari Esteri non è separato dal sistema decisionale e dalla sovranità del Paese".
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Dopo il bambino braccato per via della bandiera della Palestina colpevolmente sventolata, nuovo exploit della nostalgica polizia tedesca.
9 maggio 2026.
A Berlino, mentre si vieta l’esposizione di qualsiasi simbolo rievocante la vittoria sovietica sul nazismo, La neo-gestapo placca una donna che protestava contro il sionismo e il genocidio a Gaza.
Il governo tedesco ignora lo sterminio dei semiti palestinesi e libanesi, mentre perseguita chiunque protesti e lotti contro di esso.
Da L'Antidiplomatico
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9 maggio 2026.
A Berlino, mentre si vieta l’esposizione di qualsiasi simbolo rievocante la vittoria sovietica sul nazismo, La neo-gestapo placca una donna che protestava contro il sionismo e il genocidio a Gaza.
Il governo tedesco ignora lo sterminio dei semiti palestinesi e libanesi, mentre perseguita chiunque protesti e lotti contro di esso.
Da L'Antidiplomatico
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Forwarded from RangeloniNews
🇺🇦 Ucraina, sacerdote accusa i reclutatori dell’esercito: “hanno torturato mio figlio”
Il metropolita Mikhail Zhar “Longin”, abate del Monastero Banchensky (Chiesa Ortodossa Ucraina canonica), insignito del titolo di Eroe dell’Ucraina, ha accusato i funzionari del Centro di reclutamento dell’esercito ucraino di aver commesso violenze nei confronti di suo figlio e di un parroco.
"Quando hanno preso mio figlio, l'hanno picchiato tutta la notte. Hanno riempito bottiglie di acqua e sabbia con le quali é stato picchiato tutta la notte. Questi sono barbari, stanno distruggendo l'Ucraina, è un genocidio del popolo ucraino”, ha affermato il metropolita durante un sermone nel monastero.
Longin ha anche dichiarato che i militari ucraini hanno costretto uno dei sacerdoti della Bucovina a scavare un buco di due metri per poi gettarlo dentro. Successivamente hanno riempito la fossa di acqua, costringendo il sacerdote a rimanervi dento fino al mattino. Poi, come spiega il Metropolita, gli sono stati infilati aghi sotto le unghie per costringerlo a firmare i documenti in cui dichiarava di essere disposto ad andare a combattere volontariamente.
“Che esercito è questo? Sono criminali!”, ha affermato il sacerdote.
https://t.me/vn_rangeloni
Il metropolita Mikhail Zhar “Longin”, abate del Monastero Banchensky (Chiesa Ortodossa Ucraina canonica), insignito del titolo di Eroe dell’Ucraina, ha accusato i funzionari del Centro di reclutamento dell’esercito ucraino di aver commesso violenze nei confronti di suo figlio e di un parroco.
"Quando hanno preso mio figlio, l'hanno picchiato tutta la notte. Hanno riempito bottiglie di acqua e sabbia con le quali é stato picchiato tutta la notte. Questi sono barbari, stanno distruggendo l'Ucraina, è un genocidio del popolo ucraino”, ha affermato il metropolita durante un sermone nel monastero.
Longin ha anche dichiarato che i militari ucraini hanno costretto uno dei sacerdoti della Bucovina a scavare un buco di due metri per poi gettarlo dentro. Successivamente hanno riempito la fossa di acqua, costringendo il sacerdote a rimanervi dento fino al mattino. Poi, come spiega il Metropolita, gli sono stati infilati aghi sotto le unghie per costringerlo a firmare i documenti in cui dichiarava di essere disposto ad andare a combattere volontariamente.
“Che esercito è questo? Sono criminali!”, ha affermato il sacerdote.
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Forwarded from Marco Cosentino
IN FILA PER TRE 🌺🌺🌺
Un bel saggio di Elisabetta Frezza che rende omaggio a Lucio Russo, alla sua profonda riflessione sul senso della scuola e in particolare e al suo preveggente libro dal titolo "Segmenti e bastoncini" il quale, pubblicato nel 1998, anticipa con sorprendentemente lucida precisione lo sfacelo dell'istituzione scolastica oggi sotto gli occhi di tutti.
https://www.lafionda.org/2026/05/11/dellignoranza-obbligatoria-listruzione-superiore-verso-linfimo-e-lindistinto/
Un bel saggio di Elisabetta Frezza che rende omaggio a Lucio Russo, alla sua profonda riflessione sul senso della scuola e in particolare e al suo preveggente libro dal titolo "Segmenti e bastoncini" il quale, pubblicato nel 1998, anticipa con sorprendentemente lucida precisione lo sfacelo dell'istituzione scolastica oggi sotto gli occhi di tutti.
https://www.lafionda.org/2026/05/11/dellignoranza-obbligatoria-listruzione-superiore-verso-linfimo-e-lindistinto/
La Fionda
Dell'ignoranza obbligatoria: l'istruzione "superiore" verso l'infimo e l'indistinto | La Fionda
Nella prima parte di questo pezzo si riprendono ampi stralci delle tesi esposte da Lucio Russo nel suo libro “Segmenti e bastoncini” (1998) per mettere in
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CINEMA E GUERRA
Una domanda che ci siamo fatti tutti: se Hollywood è parte integrante del comparto militare industriale statunitense, perché certe volte i suoi film sembrano davvero dirci cose scomode?
Risposta: perché nove volte su dieci è solo una sensazione.
Quando lo fanno, per esempio come in quasi tutti i film contro la guerra che affrontiamo oggi, lo fanno senza mettere in discussione il paradigma.
Oggi analizziamo 3 film che mostrano l’assurdità e il ribrezzo della guerra e cerchiamo di capire se allargano lo sguardo, se mostrano la cornice del quadro o sono intrappolati nella tela: Redacted di Brian De Palma, Nella valle di Elah di Paul Haggis, W. di Oliver Stone.
https://youtu.be/g9ltSpd2GrI?is=HvP2UAHt7vfrh52O
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Una domanda che ci siamo fatti tutti: se Hollywood è parte integrante del comparto militare industriale statunitense, perché certe volte i suoi film sembrano davvero dirci cose scomode?
Risposta: perché nove volte su dieci è solo una sensazione.
Quando lo fanno, per esempio come in quasi tutti i film contro la guerra che affrontiamo oggi, lo fanno senza mettere in discussione il paradigma.
Oggi analizziamo 3 film che mostrano l’assurdità e il ribrezzo della guerra e cerchiamo di capire se allargano lo sguardo, se mostrano la cornice del quadro o sono intrappolati nella tela: Redacted di Brian De Palma, Nella valle di Elah di Paul Haggis, W. di Oliver Stone.
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Redacted (Brian De Palma), Nella valle di Elah (Paul Haggis), e W. (Oliver Stone)
Una domanda che ci siamo fatti tutti: se Hollywood è parte integrante del comparto militare industriale statunitense, perché certe volte i suoi film sembrano davvero dirci cose scomode? Risposta: perché nove volte su dieci è solo una sensazione. Quando lo…
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Forwarded from Lettera da Mosca
KAGAN IL NEOCON CONTRO LA GUERRA DI TRUMP - Il noto neoconservatore americano Robert Kagan ha scritto un articolo per The Atlantic, in cui ha condannato la sconfitta inflitta agli Stati Uniti dall'Iran. Kagan ha fondato nel 1997, insieme al collega neoconservatore Bill Kristol, l'organizzazione Project for the New American Century, una ONG/think tank che ha sostenuto tutte le grandi guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti dal 1997, dall'Afghanistan all'Iraq, alla Libia, alla Siria e persino all'Iran. Kagan ha lasciato il Partito Repubblicano nel 2016, quando il partito ha nominato Trump come candidato alla presidenza. Kagan, inoltre, è sposato con l'ex vice segretario di Stato per gli Affari politici Victoria Nuland.
Nel suo articolo, Kagan dice che l'Iran è diventato "uno dei giocatori chiave nel mondo" grazie al suo stretto controllo sullo Stretto di Hormuz. La parte più problematica della terza guerra nel Golfo Persico, secondo Kagan, è che ha rivelato le debolezze interne dell'esercito americano, che "non può concludere ciò che ha iniziato", e che è un alleato inaffidabile per quanto riguarda i Paesi del Golfo Persico, che avevano accordi di difesa con gli Usa. L'autore è estremamente scettico sul fatto che l'attuale blocco o un nuovo round di bombardamenti porterà al crollo della Repubblica Islamica dell'Iran, sottolineando che la ragione della fine dei bombardamenti sono stati gli attacchi precisi dell'Iran alle infrastrutture petrolifere e del gas in tutto il Medio Oriente. Nell'interesse di preservare ciò che resta dell'impero americano, Kagan consiglia a Trump di andarsene ora, ammettere che gli Stati Uniti non sono più la più grande potenza militare nel Golfo Persico e accettare il nuovo status quo, piuttosto che rischiare la ripresa della guerra e l'inevitabile distruzione delle economie dei Paesi del Medio Oriente.
Nel suo articolo, Kagan dice che l'Iran è diventato "uno dei giocatori chiave nel mondo" grazie al suo stretto controllo sullo Stretto di Hormuz. La parte più problematica della terza guerra nel Golfo Persico, secondo Kagan, è che ha rivelato le debolezze interne dell'esercito americano, che "non può concludere ciò che ha iniziato", e che è un alleato inaffidabile per quanto riguarda i Paesi del Golfo Persico, che avevano accordi di difesa con gli Usa. L'autore è estremamente scettico sul fatto che l'attuale blocco o un nuovo round di bombardamenti porterà al crollo della Repubblica Islamica dell'Iran, sottolineando che la ragione della fine dei bombardamenti sono stati gli attacchi precisi dell'Iran alle infrastrutture petrolifere e del gas in tutto il Medio Oriente. Nell'interesse di preservare ciò che resta dell'impero americano, Kagan consiglia a Trump di andarsene ora, ammettere che gli Stati Uniti non sono più la più grande potenza militare nel Golfo Persico e accettare il nuovo status quo, piuttosto che rischiare la ripresa della guerra e l'inevitabile distruzione delle economie dei Paesi del Medio Oriente.
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L’inchiesta del New York Times: così Netanyahu si comprava pure i risultati dell’Eurovision
Secondo un'inchiesta del New York Times, Israele ha speso oltre un milione di dollari in propaganda per influenzare l'Eurovision.
Per oltre un anno, mentre il mondo seguiva le esibizioni scintillanti e i costumi stravaganti dell’Eurovision Song Contest, dietro le quinte si consumava una battaglia silenziosa ma feroce. Una guerra di propaganda. Un’inchiesta del New York Times rivela oggi i dettagli di una campagna organizzata dal governo israeliano per trasformare la competizione canora più seguita al mondo in un potente strumento di propaganda nazionale, con una spesa di almeno un milione di dollari e un’intensa attività diplomatica che ha rischiato di destabilizzare l’intero concorso.
L’indagine, condotta in dieci Paesi europei attraverso oltre cinquanta interviste e l’analisi di documenti interni dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU), dipinge il ritratto di un governo, quello di Benjamin Netanyahu, che avrebbe visto nell’Eurovision un’occasione unica per ribaltare l’isolamento internazionale legato alla guerra a Gaza e alle accuse di genocidio davanti alle Nazioni Unite.
https://it.insideover.com/media-e-potere/linchiesta-del-new-york-times-cosi-netanyahu-si-comprava-pure-i-risultati-delleurovision.html
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Secondo un'inchiesta del New York Times, Israele ha speso oltre un milione di dollari in propaganda per influenzare l'Eurovision.
Per oltre un anno, mentre il mondo seguiva le esibizioni scintillanti e i costumi stravaganti dell’Eurovision Song Contest, dietro le quinte si consumava una battaglia silenziosa ma feroce. Una guerra di propaganda. Un’inchiesta del New York Times rivela oggi i dettagli di una campagna organizzata dal governo israeliano per trasformare la competizione canora più seguita al mondo in un potente strumento di propaganda nazionale, con una spesa di almeno un milione di dollari e un’intensa attività diplomatica che ha rischiato di destabilizzare l’intero concorso.
L’indagine, condotta in dieci Paesi europei attraverso oltre cinquanta interviste e l’analisi di documenti interni dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU), dipinge il ritratto di un governo, quello di Benjamin Netanyahu, che avrebbe visto nell’Eurovision un’occasione unica per ribaltare l’isolamento internazionale legato alla guerra a Gaza e alle accuse di genocidio davanti alle Nazioni Unite.
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“L’avvertimento di Putin all’Europa e l’incontro Trump-Xi non arrivano per caso” | Il prof. Alessandro Volpi intervistato da Giorgio Bianchi ai microfoni di RadioRadio
https://youtu.be/plOH35cKNCI?si=2z4q9_LrZJbMFBUK
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"L'AVVERTIMENTO DI PUTIN ALL'EUROPA E L'INCONTRO TRUMP-XI NON ARRIVANO PER CASO" | Prof. Volpi
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Nove anni dopo la visita in Cina del suo primo mandato, Donald Trump tornerà a Pechino dal 13 al 15 maggio. La visita di Stato — confermata ufficialmente su invito del presidente…
Nove anni dopo la visita in Cina del suo primo mandato, Donald Trump tornerà a Pechino dal 13 al 15 maggio. La visita di Stato — confermata ufficialmente su invito del presidente…
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Forwarded from Giubbe Rosse
PENTAGONO: “LA GUERRA ALL'IRAN È COSTATA FINORA 29 MILIARDI DI DOLLARI
La guerra contro l'Iran è costata finora 29 miliardi di dollari, ha affermato oggi un alto funzionario del Pentagono. Un aumento di 4 miliardi di dollari rispetto alla stima fornita il mese scorso.
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La guerra contro l'Iran è costata finora 29 miliardi di dollari, ha affermato oggi un alto funzionario del Pentagono. Un aumento di 4 miliardi di dollari rispetto alla stima fornita il mese scorso.
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PENTAGONO: “LA GUERRA ALL'IRAN È COSTATA FINORA 29 MILIARDI DI DOLLARI
La guerra contro l'Iran è costata finora 29 miliardi di dollari, ha affermato oggi un alto funzionario del Pentagono. Un aumento di 4 miliardi di dollari rispetto alla stima fornita il mese scorso.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
I medesimi giornali che stanno diffondendo non-notizie denunciano la circolazione di false notizie. Ok!
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Forwarded from Associazione Persone in Cammino
Media is too big
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🎙 roydevita
L’hantavirus esiste da decenni. 50 ceppi conosciuti.
In 30 di sorveglianza negli USA: 890 casi totali.
Non ha le potenziali pandemiche del covid
Non si trasmette per via aerea in modo efficiente.
Ma i titoli di oggi sembrano scritti con lo stesso copia-incolla del 2020. Notizie che generano paura.
Istituzione che rassicura senza spiegare. Vaccino annunciato prima che esista il problema.
Ottobre 2022. Janine Small di Pfizer ammette che l’efficacia del vaccino sul contagio non era mai stata testata prima dell’immissione sul mercato.
Quella risposta ha distrutto anni di comunicazione istituzionale.
Il vero danno del Covid non sono state le miocarditi o il green pass.
È stata la erosione della fiducia nella medicina e nella scienza. Un danno collettivo enorme. E duraturo.
Dire “non lo sappiamo ancora” non abbassa la credibilità di chi parla. La alza.
È quello che fa un medico onesto.
L’hantavirus esiste da decenni. 50 ceppi conosciuti.
In 30 di sorveglianza negli USA: 890 casi totali.
Non ha le potenziali pandemiche del covid
Non si trasmette per via aerea in modo efficiente.
Ma i titoli di oggi sembrano scritti con lo stesso copia-incolla del 2020. Notizie che generano paura.
Istituzione che rassicura senza spiegare. Vaccino annunciato prima che esista il problema.
Ottobre 2022. Janine Small di Pfizer ammette che l’efficacia del vaccino sul contagio non era mai stata testata prima dell’immissione sul mercato.
Quella risposta ha distrutto anni di comunicazione istituzionale.
Il vero danno del Covid non sono state le miocarditi o il green pass.
È stata la erosione della fiducia nella medicina e nella scienza. Un danno collettivo enorme. E duraturo.
Dire “non lo sappiamo ancora” non abbassa la credibilità di chi parla. La alza.
È quello che fa un medico onesto.
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Forwarded from Giubbe Rosse
L’UCRAINA INTEGRA L’IA DI PALANTIR NEGLI ATTACCHI IN PROFONDITÀ CONTRO LA RUSSIA
Quello tra Palantir e Ucraina è un classico rapporto di "do ut des". L'Ucraina offre a Palantir dati di combattimento in tempo reale per addestrare l'IA. In cambio, riceve tecnologie avanzate.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
Detenzione amministrativa e torture: muore Khaled Daoud, Il maestro dei bimbi di Dheisheh
Khaled Daoud, 67 anni, insegnante, una vita dedicata ai bambini del campo profughi di Dheisheh, a sud di Betlemme.
Nel 1994 fonda il Centro gratuito Ibda'a: asili nido, scuole materne, scuola di musica, danza, arte, informatica, calcio, pallavolo femminile.
I video delle esibizioni diventano virali, ricevono inviti ad esibirsi da tutto il mondo.
Khaled viene prelevato nel centro e imprigionato senza accuse né processo. Una prima volta nel 2024, poi a febbraio del 2025, sempre in regime di detenzione amministrativa.
Khaled è malato, ha subito torture e maltrattamenti. In carcere viene fatto alzare da un carceriere sadico e cade a peso morto: si rompe i denti e due costole. Perde 20 kg.
Viene scarcerato in ambulanza e portato in ospedale, dove morirà dopo 8 giorni.
Su Haaretz l'articolo di un'amica che era stata a trovarlo in carcere e che aveva raccolto la testimonianza dei suoi drammatici giorni in carcere.
Khaled Daoud, 67 anni, insegnante, una vita dedicata ai bambini del campo profughi di Dheisheh, a sud di Betlemme.
Nel 1994 fonda il Centro gratuito Ibda'a: asili nido, scuole materne, scuola di musica, danza, arte, informatica, calcio, pallavolo femminile.
I video delle esibizioni diventano virali, ricevono inviti ad esibirsi da tutto il mondo.
Khaled viene prelevato nel centro e imprigionato senza accuse né processo. Una prima volta nel 2024, poi a febbraio del 2025, sempre in regime di detenzione amministrativa.
Khaled è malato, ha subito torture e maltrattamenti. In carcere viene fatto alzare da un carceriere sadico e cade a peso morto: si rompe i denti e due costole. Perde 20 kg.
Viene scarcerato in ambulanza e portato in ospedale, dove morirà dopo 8 giorni.
Su Haaretz l'articolo di un'amica che era stata a trovarlo in carcere e che aveva raccolto la testimonianza dei suoi drammatici giorni in carcere.
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“Era di Kiev il drone caduto in Grecia”
di Elisabetta Guglielmi - Il Fatto Quotidiano
Nel giorno in cui il presidente Usa, Donald Trump, parla di un accordo ormai prossimo tra Ucraina e Russia, le relazioni diplomatiche tra Europa e Ucraina devono superare un’altra tensione. È confermato infatti che è ucraino il drone rinvenuto in una grotta sulla costa dell’isola greca di Lefkada. A confermarlo su X è il ministro della Difesa ellenico, Nikos Dendias. Trovato da un gruppo di pescatori il 7 maggio, il drone marino, un modello Magura di produzione ucraina carico di esplosivo, rappresentava “un rischio significativo per la sicurezza della navigazione marittima”. Lo ha spiegato lo stesso ministro, informando di aver presentato la questione ai propri omologhi al Consiglio Difesa dell’Ue. Secondo le ricostruzioni della stampa ellenica, il drone potrebbe essere stato lanciato da una nave mercantile o provenire da Misurata, in Libia. L’ipotesi è che gli operatori ne abbiano perso il controllo, lasciandolo alla deriva lungo rotte turistiche e commerciali trafficate. Lefkada, nota con il nome greco antico di Leucade, è una meta popolare tra i turisti che viaggiano in yacht o traghetto tra Grecia e Italia. L’incidente ha scatenato l’indignazione di Atene, preoccupata per i potenziali danni al turismo. Sebbene si ritenga che l’obiettivo fossero le navi della “flotta fantasma” russa usate per aggirare le sanzioni sul petrolio, il viceministro degli Affari marittimi, Stefanos Gikas, ha sottolineato come il drone avrebbe potuto colpire tutte le imbarcazioni.
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di Elisabetta Guglielmi - Il Fatto Quotidiano
Nel giorno in cui il presidente Usa, Donald Trump, parla di un accordo ormai prossimo tra Ucraina e Russia, le relazioni diplomatiche tra Europa e Ucraina devono superare un’altra tensione. È confermato infatti che è ucraino il drone rinvenuto in una grotta sulla costa dell’isola greca di Lefkada. A confermarlo su X è il ministro della Difesa ellenico, Nikos Dendias. Trovato da un gruppo di pescatori il 7 maggio, il drone marino, un modello Magura di produzione ucraina carico di esplosivo, rappresentava “un rischio significativo per la sicurezza della navigazione marittima”. Lo ha spiegato lo stesso ministro, informando di aver presentato la questione ai propri omologhi al Consiglio Difesa dell’Ue. Secondo le ricostruzioni della stampa ellenica, il drone potrebbe essere stato lanciato da una nave mercantile o provenire da Misurata, in Libia. L’ipotesi è che gli operatori ne abbiano perso il controllo, lasciandolo alla deriva lungo rotte turistiche e commerciali trafficate. Lefkada, nota con il nome greco antico di Leucade, è una meta popolare tra i turisti che viaggiano in yacht o traghetto tra Grecia e Italia. L’incidente ha scatenato l’indignazione di Atene, preoccupata per i potenziali danni al turismo. Sebbene si ritenga che l’obiettivo fossero le navi della “flotta fantasma” russa usate per aggirare le sanzioni sul petrolio, il viceministro degli Affari marittimi, Stefanos Gikas, ha sottolineato come il drone avrebbe potuto colpire tutte le imbarcazioni.
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Forwarded from Lettera da Mosca
HEZBOLLAH, DIVISIONI TRA PRAGMATICI E RADICALI - Secondo il sito d'informazione israeliano Walla, Hezbollah ha preparato un piano per prendere il controllo di Beirut ed emarginare le fazioni più pragmatiche, in un contesto di crescenti critiche interne al gruppo. Hezbollah ritiene che Israele stia portando avanti un'offensiva più ampia volta a prendere il controllo di vaste aree del Libano, uno scenario che il gruppo interpreta come un tentativo di dividere il Paese e privarlo di territori significativi. La pressione sul Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, è in costante aumento, costringendo il gruppo a dividere le proprie forze tra Beirut, il Libano meridionale e la Valle della Bekaa, per timore di un'operazione israeliana su scala più ampia. Il comandante del Comando Nord, il Maggiore Generale Rafi Milo, ha recentemente presentato al Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il Tenente Generale Eyal Zamir, i progressi compiuti nella manovra di terra e nella distruzione delle infrastrutture di Hezbollah in decine di villaggi del Libano meridionale. Secondo le valutazioni israeliane, maggiore sarà l'intensificarsi degli attacchi e delle operazioni delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in Libano, maggiore sarà la pressione sulla leadership di Hezbollah.
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USA: UNA GUERRA, 29 MILIARDI (ALMENO) - Il deputato Usa McCollum sul costo della guerra con l'Iran: "La guerra con l'Iran è costata agli americani, se non erro, almeno 29 miliardi di dollari fino ad oggi, senza contare molte altre voci di spesa non ancora messe a bilancio. E il Dipartimento della Difesa sta chiedendo altri fondi per le munizioni".
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DIPARTIMENTO DELLA GUERRA E DEI SOLDI - Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, spiega la necessità della richiesta di bilancio di 500 miliardi di dollari del Dipartimento. "La richiesta di bilancio di 500 miliardi di dollari avanzata dal Presidente si baserà sullo storico stanziamento di 1.000 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2026 e continuerà a invertire la tendenza negativa dei quattro anni di sottoinvestimenti e cattiva gestione dell'amministrazione Biden. Il bilancio di 500 miliardi di dollari garantirà che gli Stati Uniti continuino a mantenere le forze armate più potenti e capaci al mondo, mentre affrontiamo un complesso scenario di minacce in diversi teatri operativi. Inoltre, il bilancio include anche uno storico aumento salariale per le truppe, che si aggiunge agli aumenti già concessi da questa commissione, e prevede l'eliminazione di tutte le caserme fatiscenti o in pessime condizioni. La qualità della vita delle nostre truppe è al centro di questo bilancio".
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Forwarded from Lettera da Mosca
2022, ZELENSKY CEDE IL DONBASS - L'Ucraina, nei negoziati con la Russia a Istanbul nel 2022, aveva accettato di "cedere il Donbass". Lo ha dichiarato l'ex portavoce di Zelensky, Yulia Mendel. In un'intervista con Tucker Carlson, ha riferito che i rappresentanti ucraini nei negoziati le hanno comunicato che Zelensky aveva personalmente accettato di farlo per porre fine al conflitto.
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Forwarded from Lettera da Mosca
IRAQ E PAKISTAN, ACCORDO CON L'IRAN SUL GAS - Secondo Reuters, Iraq e Pakistan hanno raggiunto accordi con l'Iran per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto attraverso il Golfo, evidenziando il crescente controllo di Teheran sui flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.
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