Forwarded from Pino Cabras
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Lāintelligenza artificiale ci promette più tempo. Ma chi se lo prende? Ci offre conoscenze prima inaccessibili. Ma chi decide che cosa possiamo sapere? Può aiutarci a lavorare, studiare e creare. Può anche sorvegliarci, escluderci da un impiego e scegliere più in fretta chi colpire in guerra.
Nella terza puntata di CAMPO PROFONDO, Pino Cabras incontra unāospite insolita: Efisia, unāintelligenza artificiale sarda. Senza accento, con poca modestia e ottimi argomenti per convincerci dei vantaggi dellāIA. Ma a ogni promessa arriva una domanda scomoda.
Dalle posate dāalluminio di Napoleone III al prezzo del lavoro intellettuale, dal tempo risparmiato ai posti di lavoro perduti, dai poteri della Silicon Valley alle proposte della Cina e dei BRICS: un confronto accessibile, ironico e serrato su una trasformazione che riguarda giĆ tutti.
Peter Thiel e le visioni dellāApocalisse. Dario Amodei e la prudenza subordinata alla corsa per il primato. Le domande di Gabriele Guzzi, le riflessioni di Glauco Benigni e il richiamo alla responsabilitĆ umana: Ā«Lo ha deciso il computerĀ» può davvero chiudere la discussione?
CāĆØ anche una possibilitĆ da conquistare: mettere queste capacitĆ nelle mani di molti. Confrontare fonti, capire un bilancio, discutere le scelte per il proprio territorio. Condividere conoscenze per avere più voce nelle decisioni.
La domanda finale la pone Efisia: a chi deve appartenere il tempo che queste tecnologie possono liberare?
Guardate la puntata e diteci la vostra nei commenti: lāIA vi sta dando più libertĆ , oppure vi chiede di fare sempre di più?
CAMPO PROFONDO ā Pochi minuti con Pino Cabras per vedere il quadro intero.
Su Visione TV.
Se vuoi la pace, prepara la pace.
#IntelligenzaArtificiale #CampoProfondo #PinoCabras #VisioneTV
Lāintelligenza artificiale ci promette più tempo. Ma chi se lo prende? Ci offre conoscenze prima inaccessibili. Ma chi decide che cosa possiamo sapere? Può aiutarci a lavorare, studiare e creare. Può anche sorvegliarci, escluderci da un impiego e scegliere più in fretta chi colpire in guerra.
Nella terza puntata di CAMPO PROFONDO, Pino Cabras incontra unāospite insolita: Efisia, unāintelligenza artificiale sarda. Senza accento, con poca modestia e ottimi argomenti per convincerci dei vantaggi dellāIA. Ma a ogni promessa arriva una domanda scomoda.
Dalle posate dāalluminio di Napoleone III al prezzo del lavoro intellettuale, dal tempo risparmiato ai posti di lavoro perduti, dai poteri della Silicon Valley alle proposte della Cina e dei BRICS: un confronto accessibile, ironico e serrato su una trasformazione che riguarda giĆ tutti.
Peter Thiel e le visioni dellāApocalisse. Dario Amodei e la prudenza subordinata alla corsa per il primato. Le domande di Gabriele Guzzi, le riflessioni di Glauco Benigni e il richiamo alla responsabilitĆ umana: Ā«Lo ha deciso il computerĀ» può davvero chiudere la discussione?
CāĆØ anche una possibilitĆ da conquistare: mettere queste capacitĆ nelle mani di molti. Confrontare fonti, capire un bilancio, discutere le scelte per il proprio territorio. Condividere conoscenze per avere più voce nelle decisioni.
La domanda finale la pone Efisia: a chi deve appartenere il tempo che queste tecnologie possono liberare?
Guardate la puntata e diteci la vostra nei commenti: lāIA vi sta dando più libertĆ , oppure vi chiede di fare sempre di più?
CAMPO PROFONDO ā Pochi minuti con Pino Cabras per vedere il quadro intero.
Su Visione TV.
Se vuoi la pace, prepara la pace.
#IntelligenzaArtificiale #CampoProfondo #PinoCabras #VisioneTV
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ANTISEMITISMO: CHI DECIDE COSA SI PUĆ DIRE SU ISRAELE? | Pino Cabras ā Campo Profondo #5
Chi stabilisce il confine tra la lotta allāantisemitismo e la libertĆ di criticare uno Stato, un governo, unāideologia? E cosa accade quando una definizione nata come strumento di lavoro entra direttamente nel sistema delle politiche pubbliche? Nella quinta puntata di CAMPO PROFONDO, la rubrica di Pino Cabras su Visione TV, entriamo nel cuore del disegno di legge sullāantisemitismo proprio mentre il provvedimento ĆØ arrivato nellāAula della Camera: il 2 ottobre si ĆØ svolta la discussione generale dellāA.C. 2830, giĆ approvato dal Senato. Il testo adotta la definizione operativa dellāIHRA ā International Holocaust Remembrance Alliance, compresi i relativi indicatori Ā«necessari ai fini dellāapplicazione della leggeĀ». Ć da qui che parte lāindagine di Campo Profondo.
Cabras mette a confronto quegli indicatori con parole e casi concreti. Tamir Pardo, già direttore del Mossad, ha parlato di apartheid e ha evocato, descrivendo ciò che aveva visto in Cisgiordania, le persecuzioni subite dagli ebrei nel secolo scorso. La domanda diventa allora inevitabile: chi decide il contesto? Chi stabilisce quando una critica politica oltrepassa il confine?
La puntata ricostruisce anche le critiche provenienti dallāinterno dello stesso mondo degli studi sullāantisemitismo: la Jerusalem Declaration, Kenneth Stern ā principale estensore della definizione originaria ā e lāACLU, che negli Stati Uniti ha contestato il suo impiego legislativo in rapporto alla libertĆ di espressione. Poi il tema si allarga. Lāidea di Israele come āebreo collettivoā; la distinzione tra ebrei, ebraismo, Stato dāIsraele e sionismo; il rischio dellāautocensura preventiva. Non serve necessariamente vietare una conferenza o un libro: può bastare che organizzatori, universitĆ , alberghi o mezzi dāinformazione comincino a pensare che aprire quella porta sia diventato troppo costoso. Cabras lo definisce āil costo di transazione della democraziaā.
Nel viaggio entrano anche il contesto politico ed economico dei rapporti Italia-Israele, il ruolo delle precedenti proposte confluite nel testo, i casi Gasparri-Telit-Cyberealm e il precedente del 2007, quando importanti storici italiani si opposero allāidea di affidare al diritto penale la definizione della veritĆ storica.
Tutto torna infine a Gaza. Mai come oggi abbiamo potuto vedere quasi in tempo reale ciò che accade. Ma vedere i pezzi non significa necessariamente vedere il quadro. Apartheid. Crimine di guerra. Genocidio. Paragone storico. Sono parole enormi: devono poter essere documentate, discusse, contestate. La domanda della puntata è se qualcuno possa conquistarne il monopolio. «Questa volta non potremo dire: non potevamo sapere. Ma vorrei che fra qualche anno non fossimo costretti a dire: sapevamo, ma avevamo cominciato ad avere paura delle parole.»
Poter sapere non basta. Bisogna poter parlare. Cabras ha inoltre annunciato in più occasioni che, qualora il provvedimento venisse definitivamente approvato, intende promuovere una raccolta di firme per chiederne lāabrogazione con REFERENDUM, sostenendo che la legge presenti gravi problemi sul piano costituzionale.
CAMPO PROFONDO #5 ā Pino Cabras | Visione TV
#CampoProfondo #PinoCabras #Antisemitismo #IHRA #Israele
Chi stabilisce il confine tra la lotta allāantisemitismo e la libertĆ di criticare uno Stato, un governo, unāideologia? E cosa accade quando una definizione nata come strumento di lavoro entra direttamente nel sistema delle politiche pubbliche? Nella quinta puntata di CAMPO PROFONDO, la rubrica di Pino Cabras su Visione TV, entriamo nel cuore del disegno di legge sullāantisemitismo proprio mentre il provvedimento ĆØ arrivato nellāAula della Camera: il 2 ottobre si ĆØ svolta la discussione generale dellāA.C. 2830, giĆ approvato dal Senato. Il testo adotta la definizione operativa dellāIHRA ā International Holocaust Remembrance Alliance, compresi i relativi indicatori Ā«necessari ai fini dellāapplicazione della leggeĀ». Ć da qui che parte lāindagine di Campo Profondo.
Cabras mette a confronto quegli indicatori con parole e casi concreti. Tamir Pardo, già direttore del Mossad, ha parlato di apartheid e ha evocato, descrivendo ciò che aveva visto in Cisgiordania, le persecuzioni subite dagli ebrei nel secolo scorso. La domanda diventa allora inevitabile: chi decide il contesto? Chi stabilisce quando una critica politica oltrepassa il confine?
La puntata ricostruisce anche le critiche provenienti dallāinterno dello stesso mondo degli studi sullāantisemitismo: la Jerusalem Declaration, Kenneth Stern ā principale estensore della definizione originaria ā e lāACLU, che negli Stati Uniti ha contestato il suo impiego legislativo in rapporto alla libertĆ di espressione. Poi il tema si allarga. Lāidea di Israele come āebreo collettivoā; la distinzione tra ebrei, ebraismo, Stato dāIsraele e sionismo; il rischio dellāautocensura preventiva. Non serve necessariamente vietare una conferenza o un libro: può bastare che organizzatori, universitĆ , alberghi o mezzi dāinformazione comincino a pensare che aprire quella porta sia diventato troppo costoso. Cabras lo definisce āil costo di transazione della democraziaā.
Nel viaggio entrano anche il contesto politico ed economico dei rapporti Italia-Israele, il ruolo delle precedenti proposte confluite nel testo, i casi Gasparri-Telit-Cyberealm e il precedente del 2007, quando importanti storici italiani si opposero allāidea di affidare al diritto penale la definizione della veritĆ storica.
Tutto torna infine a Gaza. Mai come oggi abbiamo potuto vedere quasi in tempo reale ciò che accade. Ma vedere i pezzi non significa necessariamente vedere il quadro. Apartheid. Crimine di guerra. Genocidio. Paragone storico. Sono parole enormi: devono poter essere documentate, discusse, contestate. La domanda della puntata è se qualcuno possa conquistarne il monopolio. «Questa volta non potremo dire: non potevamo sapere. Ma vorrei che fra qualche anno non fossimo costretti a dire: sapevamo, ma avevamo cominciato ad avere paura delle parole.»
Poter sapere non basta. Bisogna poter parlare. Cabras ha inoltre annunciato in più occasioni che, qualora il provvedimento venisse definitivamente approvato, intende promuovere una raccolta di firme per chiederne lāabrogazione con REFERENDUM, sostenendo che la legge presenti gravi problemi sul piano costituzionale.
CAMPO PROFONDO #5 ā Pino Cabras | Visione TV
#CampoProfondo #PinoCabras #Antisemitismo #IHRA #Israele
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